WTA Ranking, crisi al vertice. Chi ne gioverà?

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WTA Ranking, crisi al vertice. Chi ne gioverà?

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TENNIS WTA RANKING – Serena Williams e Li Na hanno mostrato a Wimbledon segnali preoccupanti di crisi. Dietro di loro incalzano Halep, Kvitova, Bouchard e Sharapova. A fine anno sarà una di loro ad essere incoronata regina della WTA?

È da qualche mese che lo sospettavo: i quasi 4000 punti che Serena ha perso dall’inizio dell’anno, l’incapacità di Li Na di approfittarne, torneo dopo torneo, non sono legati a circostanze particolari. Sono invece il sintomo di un malessere che si è manifestato in tutta la sua portata durante Wimbledon: i vertici del tennis femminile sono in crisi.  Nonostante tutto, l’americana e la cinese restano al n.1 e al n.2 del ranking, ma per quanto? Nella RACE, Williams è già scivolata al n.6, mentre Li al n.3.

Lo stato in cui Serena si è presentata in doppio sul centrale di Wimbledon ha sconvolto tutti e, qualunque sia il motivo, l’episodio getta pesanti ombre sul resto della sua stagione: da oggi fino a fine anno dovrà difendere 6300 punti, vale a dire i 2/3 di quelli che ha ora in classifica, e io temo non ce la farà.

 

Li Na ha annunciato la separazione da Carlos Rodriguez proprio durante i Championships. La fine della collaborazione non sembra essere una decisione consensuale: chi prenderà il suo posto? Riuscirà a fare meglio del coach argentino, che, lo ricordiamo, ha portato la cinese al n.2 del mondo e a vincere il secondo Slam in carriera? Anche per Li ci sono all’orizzonte pesanti cambiali da onorare: circa 3000 punti, tra i quali spiccano la semifinale a New York e la finale al Masters.

Alle loro spalle ci sono atlete già pronte ad avvantaggiarsi degli eventuali passi falsi di Williams e Li.

La naturale candidata, a mio avviso, dovrebbe essere Azarenka ma i problemi fisici e la lunga riabilitazione  ne hanno compromesso la stagione e le possibilità: Vika è al n.10 e potrà al massimo recuperare qualche posizione ma non ambire al vertice.

Sharapova – lo ripeto ormai da tempo – è quella con più chance: ha solo 1 punto da “difendere” nel prosieguo della stagione. Ora è scesa al n.6, ma non è difficile prevedere  per lei una scalata fino alle primissime posizioni nei prossimi mesi, se il fisico e i risultati l’assisteranno.

Halep (n.3) e Bouchard (n.7), neo top ten, sono i volti nuovi che avanzano. A dire il vero la rumena è da ormai un anno che si è rivelata, ma a questi livelli è una novità assoluta, cosi come la canadese. Contrariamente a molti, non penso sia in atto un ricambio generazionale. Le giovani che hanno fatto bene al Roland Garros non si sono confermate a Wimbledon e nei primi posti della classifica l’unica ventenne è appunto Bouchard, mentre, dopo di lei, c’è Stephens, scivolata al n.22. Simona e Eugenie sono accumunate dal fatto di essere le uniche due ad aver avuto una continuità di risultati negli Slam: quarti, finale e semifinale per Halep, due semifinali e finale per Bouchard. Dovessero mantenersi su questi standard, non so se sarebbe sufficiente per arrivare in cima al ranking ma sicuramente garantirebbe loro un posto tra le migliori. Nella RACE, Halep è già n.2 e Bouchard è n.4. Personalmente credo che Bouchard sia ancora acerba per il n.1, ma non mi meraviglierei se concludesse l’anno in top 5 e se il n.1 arrivasse già nel 2015. Soltanto grandissime campionesse sono riuscite a raggiungere una semifinale di slam alla quarta partecipazione e a replicare e addirittura migliorare il risultato negli slam successivi. Mi sbaglierò, ma credo che Eugenie sia una di queste.

La vittoria di Kvitova riporta la ceca al n.4 della classifica. Petra ha dichiarato che questo titolo è il più importante vinto in carriera. Effettivamente, il primo trionfo arrivò un po’ inaspettato: un successo di tale portata può destabilizzare e la sua gestione è sicuramente complicata. Questa vittoria giunge invece in un momento di maggior maturità. Sarà il punto di svolta della carriera della ceca? Quell’iniezione di fiducia nelle proprie capacità e nei propri mezzi, smarrita nel corso degli ultimi anni, ma indispensabile per ridonarci una Kvitova formato 2011 quando giunse a un passo dal n.1?

Radwanska, infine, non credo potrà ambire a posizioni migliori di quella che già occupa, la n.5. Agnieszka – lo dico a malincuore – ha subito un’involuzione nei risultati. È vero che ha raggiunto due semifinali, ma negli ultimi cinque slam ha perso da favorita da giocatrici molto più indietro di lei in classifica (tutte oltre la ventesima posizione):

2013

Wimbledon SF             Lisicki (23) def. Radwanska (4)           6/4 2/6 9/7
US Open 4th             Makarova (24) def. Radwanska (3)   6/4 6/4
 

2014

AUS Open SF             Cibulkova (20) def. Radwanska (5)    6/1 6/2
Roland Garros 3rd            Tomljanovic (-) def. Radwanska (3)   6/4 6/4
Wimbledon 4th             Makarova (22) def. Radwanska (4)   6/3 6/0
US Open                                                               ?

 

Certo, da Lisicki sull’erba e da Cibulkova sul cemento si può perdere, ma non negli unici due tornei in cui si ha reali possibilità di vittoria (quando le ricapiterà?). Nel complesso, il suo rendimento è in linea con la classifica che ora ha e non le consentirà, se non cambia qualcosa, di ambire al n.1 e nemmeno di eguagliare il suo best ranking.

Diamo un occhio ai movimenti di rilievo: esce dalla top ten Cibulkova (-2, n.12), entrano in top20 Safarova (+6, n.17) e Makarova (+3, n.19).

Perdono terreno, come è ovvio, Lisicki (-14, n.33) e Flipkens (-20, n.46). Retrocedono anche Stephens (-4, n.22) e Kanepi (-24, n.66). Guadagnano posti invece Venus Williams (+6, n.25), Zahlavova Strycova (+12, n.31), Diyas (+19, n.53), Duval (+22, n.114) e Smitkova (+76, n.99). Grandi passi avanti anche per Zvonareva (+298, n.268).

Concludo con il doppio: Errani  e Vinci ritornano in vetta alla classifica di specialità.

Pos.

Giocatrice

Punti

Tornei

Diff. fine 2013

Diff. dal 23/06/14

1

Williams, Serena

9510

17

0

0

2

Li, Na

6960

14

1

0

3

Halep, Simona

6785

22

8

0

4

Kvitova, Petra

6070

20

2

2

5

Radwanska, Agnieszka

5330

22

0

-1

6

Sharapova, Maria

4881

16

-2

-1

7

Bouchard, Eugenie

4460

24

25

6

8

Kerber, Angelique

4365

24

1

-1

9

Jankovic, Jelena

3900

22

-1

-1

10

Azarenka, Victoria

3812

15

-8

-1

11

Ivanovic, Ana

3660

22

5

0

12

Cibulkova, Dominika

3636

23

3

-2

13

Pennetta, Flavia

3168

22

18

-1

14

Errani, Sara

3125

23

-7

0

15

Wozniacki, Caroline

2825

18

-5

1

16

Suarez Navarro, Carla

2695

25

1

-1

17

Safarova, Lucie

2675

24

12

6

18

Stosur, Samantha

2415

24

0

1

19

Makarova, Ekaterina

2380

18

5

3

20

Petkovic, Andrea

2235

24

19

0

 

 Teen Ranking

Grandi cambiamenti nella classifica teen. Sale al n.2 Keys, ma le novità riguardano l’ingresso al n.9 e al n.10 di Duval e Smitkova. Escono dalla top ten Robson, che perde 69 posti nella classifica WTA e precipita al n.160, e Kovinic.

Il Teen-Ranking si ottiene limitando la classifica alle giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1994.

Pos.

Giocatrice

Anno

Class. WTA

Diff. dal 23/06/14

1

Bouchard, Eugenie

1994

7

0

2

Keys, Madison

1995

27

1

3

Svitolina, Elina

1994

35

-1

4

Schmiedlova, Anna

1994

57

1

5

Beck, Annika

1994

59

-1

6

Bencic, Belinda

1997

63

1

7

Vekic, Donna

1996

72

-1

8

Van Uytvanck, Alison

1994

82

1

9

Duval, Victoria

1995

92

10

Smitkova, Tereza

1994

99

 

Nation Ranking

Cambio al vertice nella classifica delle Nazioni. Stati Uniti e Russia condividono la prima posizione. L’Italia retrocede al 3° posto e la Germania, complice lo scivolone di Lisicki, si ritrova al n.5.

Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione.

Pos.

Nazione

Punteggio

Diff. dal 23/06/14

1

Stati Uniti

48

2

1

Russia

48

3

3

Italia

51

-2

4

Repubblica Ceca

52

1

5

Germania

61

-4

6

Serbia

61

0

7

Cina

82

2

8

Slovacchia

83

-1

9

Romania

96

1

10

Spagna

104

-2

 

Casa Italia

Sono invariate le posizioni di vertice nonostante alcune variazioni importanti nella classifica generale. Mi riferisco a Knapp che perde 20 posti nel ranking ma nonostante questo resta la n.5 d’Italia. Entrano in top ten Gatto Monticone e per la prima volta in top 20 Alice Matteucci.

Il ranking medio delle top 5 italiane oggi è 31,6.

Pos.

Giocatrice

Class. WTA

Diff. fine 2013

Diff. dal 23/06/14

1

Pennetta, Flavia

13

18

0

2

Errani, Sara

14

-7

0

3

Vinci, Roberta

24

-10

0

4

Giorgi, Camila

40

58

0

5

Knapp, Karin

67

-26

0

6

Schiavone, Francesca

74

-35

0

7

Burnett, Nastassja

181

-14

0

8

Brianti, Alberta

185

23

0

9

Barbieri, Gioia

189

63

0

10

Gatto Monticone, Giulia

218

28

2

11

Grymalska, Anastasia

238

24

-1

12

Camerin, Maria Elena

262

-70

-1

13

Sanesi, Gaia

333

103

1

14

Balducci, Alice

378

70

1

15

Caregaro, Martina

413

54

1

16

Dentoni, Corinna

426

-159

-3

17

Giovine, Claudia

432

180

2

18

Matteucci, Alice

450

287

19

Bruzzone, Giulia

453

125

-1

20

Remondina, Anna

490

-109

-3

 

LE TOP 50

Legenda: nelle top 50 trovate, in ogni riga: posizione precedente-classifica-giocatrice- nazionalità-data di nascita-punti-tornei

[1]       1          Williams, Serena        United States 26 Sep 1981    9510    17
[2]       2          Li, Na   China   26 Feb 1982    6960    14
[3]       3          Halep, Simona            Romania         27 Sep 1991    6785    22
[6]       4          Kvitova, Petra             Czech Republic           08 Mar 1990   6070    20
[4]       5          Radwanska, Agnieszka           Poland             06 Mar 1989   5330    22
[5]       6          Sharapova, Maria      Russia 19 Apr 1987    4881    16
[13]     7          Bouchard, Eugenie     Canada           25 Feb 1994    4460    24
[7]       8          Kerber, Angelique      Germany         18 Jan 1988    4365    24
[8]       9          Jankovic, Jelena          Serbia 28 Feb 1985    3900    22
[9]       10        Azarenka, Victoria      Belarus           31 Jul 1989     3812    15
[11]     11        Ivanovic, Ana Serbia 06 Nov 1987   3660    22
[10]     12        Cibulkova, Dominika Slovakia          06 May 1989 3636    23
[12]     13        Pennetta, Flavia         Italy     25 Feb 1982    3168    22
[14]     14        Errani, Sara    Italy     29 Apr 1987    3125    23
[16]     15        Wozniacki, Caroline   Denmark         11 Jul 1990     2825    18
[15]     16        Suarez Navarro, Carla           Spain   03 Sep 1988    2695    25
[23]     17        Safarova, Lucie           Czech Republic           04 Feb 1987    2675    24
[17]     18        Stosur, Samantha       Australia         30 Mar 1984   2415    24
[22]     19        Makarova, Ekaterina             Russia 07 Jun 1988    2380    18
[20]     20        Petkovic, Andrea        Germany         09 Sep 1987    2235    24
[24]     21        Cornet, Alize   France             22 Jan 1990    2075    24
[18]     22        Stephens, Sloane        United States 20 Mar 1993   2050    23
[25]     23        Pavlyuchenkova, Anastasia    Russia 03 Jul 1991     1890    22
[21]     24        Vinci, Roberta            Italy     18 Feb 1983    1880    25
[31]     25        Williams, Venus         United States 17 Jun 1980    1726    16
[27]     26        Kuznetsova, Svetlana Russia 27 Jun 1985    1646    18
[30]     27        Keys, Madison            United States 17 Feb 1995    1575    21
[28]     28        Muguruza, Garbine    Spain   08 Oct 1993    1535    15
[29]     29        Cirstea, Sorana           Romania         07 Apr 1990    1521    23
[33]     30        Zhang, Shuai   China   21 Jan 1989    1462    30
[43]     31        Zahlavova Strycova, Barbora       Czech Republic           28 Mar 1986   1451    23
[32]     32        Koukalova, Klara        Czech Republic           24 Feb 1982    1445    29
[19]     33        Lisicki, Sabine             Germany         22 Sep 1989    1427    18
[34]     34        Hantuchova, Daniela Slovakia          23 Apr 1983    1420    24
[35]     35        Svitolina, Elina            Ukraine           12 Sep 1994    1395    26
[36]     36        Dellacqua, Casey        Australia         11 Feb 1985    1380    14
[37]     37        Rybarikova, Magdalena         Slovakia          04 Oct 1988    1345    26
[38]     38        Meusburger, Yvonne Austria            03 Oct 1983    1325    26
[41]     39        Nara, Kurumi Japan   30 Dec 1991   1284    25
[39]     40        Giorgi, Camila            Italy     30 Dec 1991   1223    17
[45]     41        Jovanovski, Bojana     Serbia 31 Dec 1991   1200    24
[51]     42        Vandeweghe, Coco    United States 06 Dec 1991   1164    22
[44]     43        Riske, Alison   United States 03 Jul 1990     1141    25
[55]     44        Davis, Lauren United States 09 Oct 1993    1140    23
[46]     45        Garcia, Caroline         France             16 Oct 1993    1139    28
[26]     46        Flipkens, Kirsten         Belgium          10 Jan 1986    1110    24
[49]     47        Vesnina, Elena            Russia 01 Aug 1986   1075    22
[50]     48        Pliskova, Karolina       Czech Republic           21 Mar 1992   1070    29
[57]     49        Lepchenko, Varvara   United States 21 May 1986 1051    24
[61]     50        Peng, Shuai     China   08 Jan 1986    1045    23

RACE

Legenda: trovate, in ogni riga: posizione precedente-classifica-giocatrice- nazionalità-data di nascita-punti-tornei

[1]       1          Sharapova, Maria      Russia 19 Apr 1987    4880    10
[3]       2          Halep, Simona            Romania         27 Sep 1991    4589    13
[2]       3          Li, Na   China   26 Feb 1982    3970    9
[8]       4          Bouchard, Eugenie     Canada           25 Feb 1994    3607    15
[16]     5          Kvitova, Petra             Czech Republic           08 Mar 1990   3343    12
[4]       6          Williams, Serena        United States 26 Sep 1981    3211    11
[5]       7          Radwanska, Agnieszka           Poland             06 Mar 1989   3158    13
[6]       8          Ivanovic, Ana Serbia 06 Nov 1987   2890    13
[7]       9          Cibulkova, Dominika Slovakia          06 May 1989 2739    13
[11]     10        Kerber, Angelique      Germany         18 Jan 1988    2603    15
[9]       11        Jankovic, Jelena          Serbia 28 Feb 1985    2232    15
[10]     12        Errani, Sara    Italy     29 Apr 1987    2197    15
[12]     13        Suarez Navarro, Carla           Spain   03 Sep 1988    2065    16
[13]     14        Pennetta, Flavia         Italy     25 Feb 1982    1987    12
[25]     15        Safarova, Lucie           Czech Republic           04 Feb 1987    1795    16

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WTA Toronto: l’aria canadese fa bene a Giorgi, abbattuta Raducanu, ora Mertens. Passeggiano Gauff e Anisimova, Osaka senza pace

Per la prima volta Camila vince a Toronto, avrà la belga al secondo turno. Senza sudare le due giovani americane. Si ritira Osaka dopo un set e mezzo contro Kanepi

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Camila Giorgi Toronto

Sembrerà paradossale, essendo campionessa in carica della Rogers Cup WTA, dell’Open del Canada, eppure Camila Giorgi non aveva mai vinto una partita a Toronto nella sua carriera (data l’alternanza tra Montreal e quest’ultima negli anni, per ospitare i due 1000 ATP e WTA). Almeno fino ad oggi, il giorno in cui ha iniziato la sua difesa del titolo più prestigioso della carriera. E quale modo migliore di farlo, se non battendo una top 10 e campionessa Slam (per quanto in crisi), come Emma Raducanu. 7-6(0) 6-2 il punteggio dei due set che all’esordio già condannano la nona forza di questo torneo e mandano avanti la nostra Camila, a larghi tratti brillante, pesante sul rovescio e quasi dominante, come nel tie-break in cui non ha perso neanche un punto. Per quanto la britannica sicuramente abbia giocato male, tanto merito va anche a Camila che ha saputo metterla in difficoltà, non permettendole di trovare i punti di appoggio e le certezze necessarie, specie dopo un primo set versione rollercoaster.

Il match – Inizio che appare tranquillo per Giorgi, avanti 40-0, ma un clamoroso passaggio a vuoto porta 3 doppi falli su 4 punti, oltre a due non forzati che sono una manna dal cielo per Raducanu, regalandole un importante break in avvio. Ma l’inizio in risposta è di altissimo livello per Camila, che trova subito ritmo e profondità nelle ribattute, riuscendo in un subitaneo contro-break. Peccato che il conto dei doppi falli e degli errori si ripresenti ben salato nel terzo gioco, con un netto calo e un’altra papera sulla terza palla break che riaccende le montagne russe e rimette avanti Raducanu. Ma oggi in risposta il passo di Giorgi è di tutt’altra velocità, e può così approfittarne per rientrare operando un buon forcing e verticalizzando per recuperare nuovamente il break, e mantenerlo (ma la prima è ancora un miraggio).

E proprio questa mancanza di prime pesa con l’andare del tempo: permette a Raducanu di impostare sin dalla risposta il gioco come preferisce e mettere in difficoltà Camila, che da parte sua continua a sbagliare e subisce il terzo break su quattro game di servizio. Le cose per la britannica non vanno meglio, dato che anche lei non brilla in battuta, mentre Giorgi sul rovescio trova grandi angoli e si mostra propositiva, con l’ennesimo, stavolta ancora più sudato, break di questo vertiginoso primo set. Da lì in poi si prosegue sui binari dei servizi, con una qual certa stabilità trovata da ambo le parti, per quanto Giorgi sembri avere qualcosa in più da fondo; non a caso nel tie-break, anche per qualche errore di troppo di Raducanu, è un dominio dell’azzurra, perfetta su entrambi i colpi di inizio gioco, che le permettono di non perdere neanche un punto.

Non dissimile dal primo set è la partenza del secondo, con entrambe imprecise al servizio ma con la capacità di trovare un pizzico di iniziativa e profondità in più in risposta. Il primo break, guidato da un passaggio a vuoto di Giorgi, è a favore di Raducanu, molto “sportiva” però a restituirlo subito dopo con improponibili colpi da fondo sballati. E da lì il set assume tratti a tinta unita, di colore azzurro: Camila Giorgi dimostra perché sia campionessa in carica di questo torneo (seppur a Montreal) e come sia determinata a fare una figura di livello anche quest’anno. Alza il tasso dei colpi e del proprio palleggio, mentre la n.9 del seeding sembra accusare questo improvviso ritmo alto, non riuscendo a reggerlo né da fondo né mettendo in campo servizi che possano disturbare l’azzurra, in pieno controllo. 5 game di fila vengono vinti dalla n.29 al mondo per portare a casa set e match nettamente, facendo ben sperare alla luce di ciò che ha mostrato.

Avversaria di Camila, al secondo turno, sarà un’altra giocatrice decisamente pericolosa come Elise Mertens. La belga, nel suo esordio, ha battuto senza faticare eccessivamente Ana Bondar con il punteggio di 7-6(2) 6-1, facendo suo il campo e il gioco dopo un set di adattamento, in cui è stata capace di farsi rimontare servendo per chiudere sul 5-1. Nel secondo parziale scende in campo più decisa e concentrata, capitalizzando sopra il 60% sia con la prima che con la seconda, e facendo soprattutto ben fruttare i tanti errori accumulati dall’ungherese, specie verso la fine quando è apparsa decisamente scoraggiata dall’ottimo tennis, brillante, della n.37 al mondo.

Delle altre partite finora disputate, ben poco da segnalare che possa agitare gli animi o far sobbalzare. Esordio tranquillo e dominato per Coco Gauff, tds n.10, che vuole fare bella figura sul “suo” cemento dopo la finale al Roland Garros; e l’inizio è ottimo, con un netto 6-1 6-3 in poco più di un’ora a Madison Brengle. Chiude con l’81% di conversione con la prima la giovane americana, che si prepara ora ad affrontare la campionessa di Wimbledon Elena Rybakina, in uno scoppiettante secondo turno. Altrettanto comodo l’esordio di Amanda Anisimova, altra americana, n.22 del mondo, che ha lasciato solo 4 game in 57 minuti alla canadese Carol Zao, infliggendole un severo e speculare (a Gauff) 6-1 6-3. La percentuale di conversione con la prima è buona anche per lei, un onesto 72% che le ha permesso una partita tranquilla e in discesa; certamente da alzare, accompagnandolo ad un costante buon gioco da fondo, in vista della prossima partita contro la vicecampionessa in carica Karolina Pliskova, anche lei non però in un periodo particolarmente generoso come risultati.

OSAKA SI RITIRA – Un altro dei match attesi della giornata era quello tra Naomi Osaka e la rediviva Kaia Kanepi ma il match non è riuscito nemmeno a concludersi con la giapponese costretta al ritiro sotto 7-6(4) 3-0 per un problema fisico.

Kanepi mostra un buon tennis nel primo set, attacca bene da fondo e gestisce bene il servizio, a fronte di un’Osaka che accusa un grave passaggio a vuoto nel quinto game, l’unico in cui gioca davvero male, che le costa il break a 0, anche a causa di qualche acciacco, che la costringe a un lungo medical time out tra settimo e ottavo game. L’estone è però ben centrata, gioca con regolarità, pur non avendo i numeri della giapponese, che appena trova un buon filotto infila il contro-break. Ma Kanepi sfrutta la mano non certo chirurgica di Naomi quest’oggi, e unendo gli errori a una palla sempre pesante, rimette il muso avanti. Seppur con qualche patema in più del dovuto, con un ulteriore contro-break di Osaka che porta il set al tie-break, è infine la n.31 al mondo a portare il parziale a casa per 7 punti a 4, proseguendo nella sua buona prestazione e sfruttando ancor più i troppi errori e problemi dell’avversaria.
Il secondo set si apre con un break immediato in favore di Kanepi, che sfruttando i diversi gratuiti di Osaka s’invola rapidamente sul 3-0. Un parziale di 12 punti a 3 per l’estone che segna la definitiva conclusione del match, dato che al primo cambio campo prolungato la giapponese si ritira in lacrime: un altro infortunio colpisce la sua sfortuna stagione, oggi problemi a livello lombare che seguono quelli agli addominali accusati ad inizio stagione e l’infortunio alla caviglia sinistra, che l’ha messa fuori dai giochi per tutto lo swing erbivoro.

Il tabellone completo del WTA 1000 Toronto

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Serena Williams si prepara al ritiro dopo lo US Open: “Devo andare oltre il tennis”

La campionessa statunitense svela i suoi piani per il futuro in un articolo su Vogue

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Serena Williams – WTA Toronto 2022 (foto via Twitter @WTA)

Serena Williams annuncia di essere vicina al ritiro, con parole proprie e a modo proprio. Lo fa tramite un articolo apparso su Vogue, in cui fa capire (pur senza dirlo esplicitamente) che l’orizzonte temporale del suo ritiro è lo US Open 2022, a cui parteciperà grazie a una wild card. “Devo evolvermi, andare oltre il tennis, concentrarmi su cose che sono importanti per me, ha detto Serena”. Dichiarazioni che vengono divulgate poche ore dopo il primo successo sul circuito dopo un anno, quello raccolto al primo turno di Toronto contro Nuria Parrizas-Diaz, a cui era seguita una conferenza stampa in cui Serena aveva fatto capire di star pensando al ritiro, ma senza scendere nei particolari.

Serena Williams, che compirà 41 anni il 26 settembre, ha conquistato 23 titoli dello Slam, a un trofeo soltanto dal record assoluto di Margaret Smith Court.

Serena Williams parla del suo futuro con un lungo articolo a sua firma comparso su Vogue. Il racconto inizia così: “Stamattina mia figlia, Olympia, che compie cinque anni in questo mese, e io stavamo andando a procurarle un nuovo passaporto per un viaggio in Europa. Eravamo in macchina e lei aveva il mio telefono in mano, usava una app educativa che le piace. La voce robotica le ha fatto una domanda: “Che cosa vuoi fare da grande?”. Lei non sapeva che io stavo sentendo tutto. La sua risposta è stata: “Vorrei essere una sorella maggiore”.

Olympia ripete questa cosa un sacco di volte, anche quando sa che io sto ascoltando. A volte prima di andare a dormire, prega per avere una sorellina. (Non vuole avere niente a che fare con un ragazzo!). Io sono la più giovane di cinque sorelle, e le mie sorelle sono le mie eroine, quindi ho avuto l’impressione di dover riflettere su questa cosa.

Credetemi, non ho mai voluto dover scegliere tra il tennis e la famiglia. Non penso sia giusto. Se fossi un uomo, non starei scrivendo queste cose perché sarei là fuori, giocando e vincendo mentre la mia donna sarebbe alle prese con il lavoro fisico necessario per allargare la famiglia. Non fraintendetemi: adoro essere una donna, e ho amato ogni secondo della mia gravidanza. Sono stata una di quelle fastidiose donne che hanno lavorato fino al giorno in cui sono dovuta andare in ospedale. E ho fatto quello che è quasi impossibile: molta gente non si è resa conto che ero incinta di due mesi quando ho vinto l’Australian Open 2017. Ma presto compirò 41 anni e qualcosa è da cambiare.

Non mi è mai piaciuta la parola “ritiro”. Non mi sembra una parola moderna. Significa qualcosa di molto specifico e importante per una comunità e bisogna utilizzarla con cura. Forse la parola più giusta per dire la fase che sto vivendo è: evoluzione. Sono qui per dirvi che mi sto per evolvere lontano dal tennis, verso altre cose che sono importanti per me. Pochi anni fa ho iniziato in silenzio Serena Ventures, una società economica. Poco dopo, ho dato vita a una famiglia. E voglio allargarla.

Ma sono riluttante nell’ammettere a me stessa o a qualcun altro che devo smettere di giocare a tennis. Alexis, mio marito, e io ne parliamo appena. È come un argomento tabù. Non riesco a parlarne nemmeno con i miei genitori. […] So che molte persone sono entusiaste all’idea di ritirarsi. Vorrei essere così anche io. Ash Barty era al numero uno del mondo quando a marzo ha lasciato vacante quella poltrona. Caroline Wozniacki, una delle mie migliori amiche, ha avvertito un grande sollievo quando ha fatto questo passo nel 2020. Lode a loro, ma per me non c’è felicità in questo. So che non è una cosa molto comune da dire, ma sento un grande dolore. E’ la cosa più dura che avrei potuto immaginare. Lo odio, odio essere a questo punto. Sono dilaniata: non vorrei che fosse finita, ma allo stesso punto mi sento pronta per quello che verrà dopo. […] Questo sport mi ha dato molto. Adoro vincere. Adoro lottare. Adoro divertire […]

Il tennis è stato tutta la mia vita. Mio padre dice che la prima volta che ho preso in mano una racchetta avevo tre anni. Io penso fosse ancora prima. C’è una foto di Venus che mi porta in un campo quando non potevo avere più di un anno e mezzo. A differenza di Venus, non ho mai saputo contenere le mie emozioni […] Questa sono sempre stata io. Voglio essere grande, voglio essere perfetta, anche se so che la perfezione non esiste, ma dovunque fosse, non mi sarei fermata finchè non la avrei raggiunta.

Essere Serena è stato questo: aspettarsi il massimo da me stessa e dimostrare alle persone che si sbagliavano. Questo è ciò che mi ha guidato. […] Una volta mia sorella Venus ha detto che se c’è qualcuno che ti dice che non puoi fare qualcosa, è perché non possono farlo loro. Ma io ce l’ho fatta. E così potete farcela anche voi. […] Per come la vedo io, avrei dovuto vincere più di 30 slam. Ma non ce l’ho fatta. Ho giocato mentre allattavo, mentre vivevo la depressione post-parto. Ho comunque vinto 23 tornei, è bello, è straordinario. Ma questi giorni, se dovessi scegliere tra costruire un bilancio della mia carriera e costruire una famiglia, sceglierei la seconda”.

Dopo aver raccontato quanto non le costi fatica occuparsi della figlia Olympia e quanto sia assorbita dal suo lavoro con il fondo di investimenti da lei varato, Serena spiega: “Nell’ultimo anno, Alexis e io abbiamo provato ad avere un altro bambino, e di recente abbiamo ricevuto alcune informazioni dal mio dottore che mi hanno rasserenata e mi hanno fatto capire che quando lo vorremo, potremo allargare la famiglia. Ma di certo non voglio vivere un’altra gravidanza durante la mia carriera. Devo essere o dentro il tennis mani e piedi, o completamente fuori.

Questa primavera, mi è tornata la voglia di scendere in campo. Chiacchieravo con Tiger Woods, un amico, e gli ho detto che avevo bisogno di qualche consiglio. Gli ho detto: non so cosa fare, penso sia finita, ma forse non è così. Lui mi ha risposto: “Serena, perché non giochi per un paio di settimane? Non devi prenderti impegni con nessuno. Vai semplicemente in campo per due settimane, dai tutto, e vedi cosa succede”. Un mese dopo, ci ho provato. Ed è stato magico prendere in mano di nuovo una racchetta. Ho pensato a lungo sul fatto di giocare Wimbledon e US Open. Come ho detto, tutta questa fase di evoluzione non è facile per me.

Non mi piace molto parlare di quel che lascio dietro di me. Molti me lo chiedono, ma non ho mai saputo esattamente cosa rispondere. Ma mi piace pensare che grazie alle opportunità che ho avuto io, le donne atlete capiscono di poter essere loro stesse in campo. Che possono giocare in modo aggressivo e fare il pugnetto se vincono. Che possono essere forti ma anche belle. Che possono indossare quello che vogliono, dire quel che vogliono ed esserne orgogliose. Ho fatto un sacco di errori nella mia carriera. Ma gli errori servono a fare esperienza e li ho vissuti pienamente. Non sono certo perfetta, ma mi piace pensare che le difficoltà che ho vissuto io possano servire a rendere la vita più facile alle prossime generazioni. Spero che tra qualche tempo la gente possa guardare a me come simbolo di qualcosa che va oltre il tennis. Io ammiro Billie Jean King perché è andata oltre il tennis. Io vorrei che la gente pensasse: Serena è tutto questo e inoltre è stata una grande tennista”.

Il lungo articolo si conclude così: “Sfortunatamente non ero pronta a vincere Wimbledon quest’anno. E non so se sarò pronta per vincere a New York. Ma ci proverò. E i tornei che porteranno allo US Open saranno divertenti. So che ad alcuni è piaciuto fantasticare sul fatto che avrei potuto raggiungere Margaret Court vincendo a Wimbledon e superarla allo US Open per poi salutare tutti. Ma non è una cerimonia pazzesca quello che cerco. Sono terribile nel salutare, la peggiore del mondo in questo. Ma per favore sappiate che sono grata in un modo che non so esprimere a parole. Siete stati al mio fianco in così tante vittorie e così tanti trofei. Mi mancherà questa versione di me, quella ragazza che giocava a tennis. E mi mancherete tutti voi”.

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Flash

Serena Williams: “Amo giocare a tennis, ma so di non poterlo fare per sempre”

“Sono sempre più vicina alla luce in fondo al tunnel” scherza Williams. “Mentalmente non sono ancora al livello che desidero”

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Serena Williams - Eastbourne 2022 (foto @the_LTA)

Una disinvolta e raggiante Serena Williams si è presentata ai microfoni della sala stampa del Nationa Bank Open, dopo la prima vittoria in singolare arrivata a 430 giorni dalla precedente: la statunitense infatti ha battuto Parrizas Diaz 6-3 6-4 raggiungendo il secondo turno del WTA 1000 canadese.

A questo punto della tua carriera o della tua vita cos’è che continua a guidarti o ti fa venire fame in questo sport?

Non lo so. Immagino che ci sia solo una luce alla fine del tunnel. (Ride) Non lo so, direi che sono sempre più vicina alla luce, quindi… (ride). Sì, è così, ultimamente è stato così per me. Non vedo l’ora di arrivare a quella luce.

 

In che senso una luce?

La libertà. Amo giocare a tennis, per me è fantastico, ma so di non poterlo fare per sempre.

Come si è sentita durante la partita? Il tifo del pubblico l’ha aiutata?

Mi sono sentita bene, tornare a competere era quello che dovevo fare. Mentalmente non sono ancora al livello che desidero, ma è normale dopo aver giocato così poco negli ultimi due anni e scendere in campo mi aiuta a progredire sotto questo punto di vista. Fisicamente mi sento molto meglio in allenamento, sto aspettando di sentire buone sensazioni anche in campo, deve scattare quel clic.

Quanto è stato importante giocare davanti a Olimpia? Probabilmente è in un’età in cui ricorderà di aver visto la mamma in campo.

Vero, ero super emozionata perché non aveva mai assistito dal vivo a un mio match. Scorgendola in tribuna a un certo punto sono entrata in modalità mamma, chiedendomi: c’è il sole, ha la crema protettiva? E poi mi sono detta di rimanere calma (sorride), non era il caso di sbattere a terra la racchetta. In ogni caso sono contenta che questa prima volta sia avvenuta a Toronto.

Molte giovani giocatrici ne hanno parlato proprio in questi giorni: come ci si sente a sapere di aver avuto un impatto sulla crescita tennistica di ragazze come Gauff, Swiatek e Fernandez?

È una bella sensazione, lo so perché è capitato anche a me avere delle persone di riferimento. Sono contenta che sia così e da parte mia continuerò a incoraggiarle per fare in modo che lascino il segno e diventino sempre migliori.

Il tabellone completo del WTA 1000 di Toronto

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