ATP Amburgo: continua il sogno di Zverev, ora c'é Ferrer

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ATP Amburgo: continua il sogno di Zverev, ora c’é Ferrer

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TENNIS – Il 17enne di Amburgo sorprende tutti e centra la semifinale nel torneo di casa, recuperando un primo set in cui ha subito un bagel dal connazionale Kamke. Ora in semifinale lo aspetta David Ferrer, 15 anni più vecchio di lui, che ha demolito Andujar (6-0, 6-2). L’altra semifinale è Mayer-Kohlschreiber.

A. Zverev b T. Kamke 0-6 7-5 6-3

E’ di certo lui la grande e gradita sorpresa della settimana. Alexander Zverev, 17 anni ma una testa quasi da tennista navigato, continua nel suo ruolino di marcia e raggiunge la semifinale del torneo di casa battendo il connazionale Tobias Kamke, n. 83 del ranking.

 

Ed un pezzetto di storia lo conquista anche lui, dopo un match che era partito nel peggiore dei modi: un primo fulminante set di soli 20 minuti ed un punteggio che avrebbe abbattuto chiunque alla sua età, 6-0. Ma il giovane di Amburgo che come dicevamo sembra aver ben chiaro come si batte un avversario con più esperienza, non si abbatte, testa alta, grande difesa e quel gioco geometrico che ha iniziato a farci conoscere in settimana.

Strappa il servizio all’avversario al terzo gioco, e mantiene questo vantaggio, comandando lo scambio, fino al game decisivo che gli serviva per chiudere il secondo parziale. Qui forse la giovane età fa capolino. Kamke, che non ci tiene ad essere spettatore nella nascita di un possibile campioncino, nel nono game lotta e brekka l’avversario. Ma Zverev, abilissimo nei movimenti, riesce a recuperare il break che aveva fatto suo per tutta la seconda partita e la chiude con il punteggio di 7-5.

E così continua a fare nel terzo parziale, brekka in apertura l’avversario, e questa volta, con grande lucidità porta questo vantaggio fino in fondo e si permette anche di strappare nuovamente il servizio a Kamke, per concludere dopo 2 ore di gioco il terzo set per 6-3.

Alexander, continua quindi nel cammino di quello che per sua stessa ammissione gli sembra un sogno, diventa il più giovane tennista a raggiungere una semifinale Atp dal 2006 (Cilic a Gstaad) e con questo risultato guadagna al momento 129 posizioni mondiali in una sola settimana, sempre che non faccia il colpaccio di raggiungere la finale.

L. Mayer b D. Lajovic 6-1 7-5 (Luca De Gaspari)

Senza storia il secondo quarto di finale della giornata in Germania. Leonardo Mayer conferma l’ottimo momento di forma e batte in 2 set Dusan Lajovic senza particolari problemi per 6-1 7-5 in appena 1h15. L’argentino ha concesso una sola palla break in tutto l’incontro proprio nel momento in cui serviva per chiudere il match.

Il primo set è finito ancor prima di cominciare con Mayer in grado di strappare il servizio al serbo nei primi 2 turni di risposta portandosi rapidamente sul 5-0 prima di chiudere 6-1. Il secondo set è molto diverso, in quanto non ci sono break né palle break fino al 5-5 prima che Lajovic ceda il servizio a 15 nell’undicesimo gioco.

Come detto,il serbo tenta il tutto per tutto nel gioco successivo e si issa per la prima volta al break point ma senza successo. Mayer chiuderà poi al secondo match point.
L’argentino affronterà domani Philipp Kohlschreiber, che ha battuto Rosol nell’ultimo match di giornata.

(1) D. Ferrer b P. Andujar 6-0 6-2 (Luca De Gaspari)

Un allenamento agonistico quello di David Ferrer nei Quarti ad Amburgo: la prima testa di serie del torneo tedesco infligge una severa lezione al suo connazionale Pablo Andujar chiudendo in 1h06 e lasciandogli appena 2 giochi.

Ferrer ha conquistato i primi 8 giochi dell’incontro, prima che finalmente Andujar riuscisse a tenere un servizio ai vantaggi, l’unica volta in cui ci riuscirà in tutto l’incontro. Ferrer infatti si porta rapidamente 4-1 anche nel secondo set, salvo poi distrarsi e cedere il servizio a zero nel sesto gioco.

Ma è solo un rinvio dell’inevitabile, David ottiene il sesto break della sua partita e poi chiude con il servizio per qualificarsi alla semifinale contro il baby-fenomeno Alexander Zverev, 15 anni più giovane di lui (32 anni contro 17).

Alla fine del match odierno ci sono stati ben 26 punti di differenza tra i 2 giocatori spagnoli (59 a 33)

(7) P. Kohlschreiber b L. Rosol 6-4 6-4 (Luca De Gaspari)

Oltre a Zverev, un altro tedesco si qualifica per le semifinali ad Amburgo. Philipp Kohlschreiber ha infatti battuto Lukas Rosol con un doppio 6-4 in 1h17 minuti e affronterà domani Leonardo Mayer per un posto in finale.

Il tedesco ha inizialmente sprecato un break di vantaggio conquistato nel terzo gioco restituendolo nel sesto. Rosol poi dopo un game laborioso si porta sul 4-3 dopo aver annullato 3 break points. Nel nono gioco sul 4-4 non può salvarsi di nuovo e cede la battuta per il break che di fatto gli costa il set. Il tedesco infatti chiude 6-4 al primo set point.

Il secondo set è molto più sbrigativo con Kohlschreiber che conquista il break decisivo già nel terzo gioco e lo difende senza problemi, non concedendo mai chances al suo avversario. Rosol salva un primo match-point sul 5-3 e altri 2 sul 5-4, ma il quinto match-point è quello buono e la testa di serie N.7 raggiunge la semifinale in Germania come gli era riuscito già ad Halle un mese fa.

Decisivi in negativo per Mayer i suoi 25 errori gratuiti rispetto ai 9 del suo avversario che ha dominato anche nella trasformazione dei punti con la seconda palla (68% a 34%).

Possibile dunque domenica una finale tutta tedesca, anche se gli impegni dei 2 giocatori di casa sono di quelli da prendere molto seriamente.

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ATP Vienna: Berrettini lotta con le unghie e porta a casa la vittoria

Un Matteo Berrettini meno scintillante del solito porta a casa la vittoria in quel di Vienna e si guadagna un quarto di finale con Carlos Alcaraz

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Matteo Berrettini (ITA), - Vienna 2021 (© e-motion/Bildagentur Zolles KG/Martin Steiger)
[3] M. Berrettini b. N. Basilashvili 6-7(5) 6-2 6-3

Ultima partita del giorno sul campo centrale che vede opposti il numero italiano contro l’imprevedibile fabbro georgiano. Berrettini conduce nei precedenti 3-1 con l’ultimo successo del georgiano ormai datato 2018 quando Berrettini ancora non era entrato nell’elite del tennis che conta.

Partita che deciderà chi andrà ad incrociara lo spagnolo Alcaraz che nel match precedente ha battuto un combattivo Murray. Partita quella di Berrettini che viaggerà su binari tattici ben diversi da quella precedente caratterizzata anche da scambi lunghi e combattuti.

Qua si confrontano due mani pesanti del circuito, anche se probabilmente la più pesante è proprio quella di Matteo (tanto da essersi guadagnato il rispetto nel tour con il soprannome “the hammer”); i colpi in gioco più pesanti sono il servizio e il dritto di Berrettini, con Basilashvili che oggi se vorrà portarla casa dovrà sperare in una giornata sottotono di Matteo sui suoi due fondamentali migliori, o nella sua capacità di rispondere con continuità alle bombe di Berrettini, spostando il gioco sulla diagonale di rovescio.

 

Primo set nel quale i servizi la fanno da padrone e in cui si scambia poco e infatti si assiste solo ad una palla break in favore di Basilashvili, annullata da Matteo in apertura, quando ancora il braccio doveva scaldarsi, e che risulterà infatti il game più tirato del set. Si arriva così al tie break come naturale conclusione di un set con poche emozioni, dove il georgiano è riuscito liberare i propri potenti colpi, dando fastidio a Matteo in particolare con le variazioni lungolinea e prendendo il sopravvento sugli scambi più tirati. Nel tie break l’equilibrio regge fino al 4-4, quando Matteo perde il filo del gioco e con 3 errori non forzati regala il set al georgiano.

La situazione continua a farsi complicata anche nel secondo set, quando nel game di apertura il georgiano arriva nuovamente a palla break nel game più tirato del match, che risulterà poi decisivo per le sorti finali del match. Se infatti il georgiano fosse riuscito ad esondare in quell’occasione, probabilmente Matteo, che fino a quel punto si era trovato in difficoltà sulla risposta al servizio, avrebbe avuto dei problemi a raddrizzarla; il fatto di aver tenuto botta, annullando la palla break con un fenomenale seconda di servizio in kick a uscire, ha consentito alla storia di prendere tutt’altra piega. Nel game successivo infatti Berrettini al terzo tentativo (dopo che i primi due erano stati annullati con due ace da Basilashvili) riesce nell’impresa di strappare il servizio al georgiano, che perde un po’ la concentrazione e lascia andare alla fine il parziale, con Berrettini che riesce a consolidare il vantaggio con un altro break.

Match che così va al terzo set, dove torna l’equilibrio e la differenza la fanno veramente un paio di punti, ovvero le singole palle break che risulteranno a disposizione dei due giocatori.

Nel secondo game, servizio basilashvili Berrettini è bravo a rispondere e a tirare fuori il jolly con un clamoroso vincente in corsa di diritto lungolinea, che sembra incidere sul morale del georgiano, che commette due banali errori e regala il break all’italiano.

Nel settimo game invece arriva invece il momento di difficoltà per Berrettini, che però è bravissimo sul 15-30 a tornare a galla con un’intelligente combinazione di slice acuminati che gli consentono poi di liberare il diritto; e successivamente aggrappandosi a san servizio, mette a segno un paio di ace oltre i 210 Km/h che gli consentono di salvarsi e poi andare tranquillamente a servire per il match.

Possiamo dire che più che altro si tratta di consapevolezza in me stesso – ha detto Berrettini dopo il match – nel primo set non ho giocato al massimo, sapevo che potevo giocare meglio e salire di livello; con un po’ più di tranquillità emotiva“.

Il prossimo avversario Alcaraz, con il quale Berrettini si è allenato una volta sola a Indian Wells, ha armi importanti, impressiona l’atteggiamento e come affronta le partite senza cali fisiologici per quell’età. “Sicuramente non è fra i migliori servitori del circuito. Spesso è il servizio e anche il primo colpo come viene piazzato, anche soprattutto col dritto possa fare più male, però a priori mi piace offendere e proverò a non fargli fare quello che gli piace fare e prendere l’inizaitva“.

Tre italiani su cinque hanno vinto, e forse la partita di Berrettini e quella più dura tra quelle che gli azzurri devono affrontare. “Loro però sono al secondo turno,” dice prontamente Matteo. Quando gli viene chiesto un’opinione si match degli altri azzurri, soprattutto quella di Sonego con Ruud, Matteo risponde: “La partitia di Lorenzo con Rudd penso partano alla pari, Ruud sta avendo risultati importanti anche sul cemento, però Lorenzo si trova bene su questi campi, mentre Jannik parte da favorito con Novak, anche se gioca in casa“. C’è tempo poi per un’ultima battuta a proposito del campo: “Non ho trovato condizioni estreme, in altre situazioni è più faticoso, alla laver Cup ad esempio faceva ancora più caldo. Io non ho trovato particolari problemi sotto questo aspetto“.

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ATP Vienna, un ottimo Sinner disinnesca Opelka: la corsa a Torino continua

L’altoatesino si sbarazza facilmente del bombardiere americano: al secondo turno lo aspetta Dennis Novak

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Jannik Sinner (ITA) - Vienna 2021 (© e-motion/Bildagentur Zolles KG/Martin Steiger).

[7] J. Sinner b. R. Opelka 6-4 6-2

Jannik Sinner vince e convince: il 20enne altoatesino supera senza problemi Reilly Opelka (6-4 6-2) nel primo turno dell’Erste Bank Open di Vienna. La partita si presentava sulla carta complicata, contro un formidabile battitore come l’americano di 2,11 m sul cemento indoor della Wiener Stadthalle, ma Sinner l’ha gestita come meglio non si poteva, sfoderando un’ottima prestazione in risposta e dimostrando puntualmente la sua chiarissima superiorità da fondocampo contro l’attuale numero 27 del mondo. Jannik si mantiene così in piena corsa per la qualificazione alle ATP Finals: con questa vittoria tiene vivo l’obiettivo di scavalcare Hubert Hurkacz all’ottavo posto della Race to Turin. Per riuscirci dovrà arrivare in semifinale, sperando che Cameron Norrie non vada in finale. Il prossimo ostacolo al secondo turno si chiama Dennis Novak (nessun precedente tra i due), l’atleta di casa che ha superato il nostro Gianluca Mager al primo turno.

Sinner non aveva mai affrontato Opelka, ma l’ultimo precedente contro un big-server non era così incoraggiante (la sconfitta in tre set contro John Isner a Cincinnati). Invece, fin dalle prime battute si capisce che Jannik è sceso in campo con autostima e tranquillità, fronteggiando le bordate dello statunitense senza cedimenti nervosi e coinvolgendo l’avversario appena possibile negli scambi da fondocampo, condotti dall’italiano con pazienza certosina. Sul 2-2, il nostro tira fuori un ottimo game in ribattuta: risposte sempre in campo e un sopraffino passante tagliato di rovescio a una mano per salire 3-2 e servizio. Da lì in poi l’altoatesino gestisce ottimamente i suoi turni di battuta, senza concedere alcuna palla break (saranno solo sei i punti persi al servizio in tutto il match): da fondocampo Jannik è freddo e preciso, si apre il campo con precisione e pazienza per poi affondare senza remore al momento giusto. Il primo set si chiude dunque in 33 minuti.

 

Nel secondo set, si seguono i servizi fino al 2-2, con Sinner sempre continuo da fondocampo e con buone percentuali al servizio. L’occasione per l’azzurro arriva nel quinto game, come nel primo set, quando Jannik tira fuori una super risposta di diritto per portarsi sul 30-40. Opelka mette la prima palla, ma la risposta dell’italiano è in campo; l’americano spara il diritto, l’allievo di Riccardo Piatti ci arriva con grande qualità difensiva alzando la traiettoria e l’altro spara in rete una via di mezzo tra un diritto e uno smash. Jannik conferma il break senza patemi e poi sale ancora a palla break sul 4-2, ma stavolta non trova la risposta di rovescio sulla prima in kick esterna di Reilly. Poco importa, perché subito dopo Jannik trova un favoloso rovescio che gli regala la seconda opportunità del doppio break. Qui Opelka tira una seconda palla a 193 km/h ma Sinner si supera restituendo la palla nelle stringhe dell’americano con la risposta di diritto e sale 5-2. La partita si chiude di fatto lì, con l’azzurro che chiude la pratica al primo match point con un diritto vincente in un’ora e tre minuti di gioco.

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ATP Vienna: occasione sprecata per Mager, sfumato il possibile derby con Sinner

L’italiano si arrende alla wild card austriaca; nel prossimo turno a Vienna troverà uno fra Sinner e Opelka

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Gianluca Mager - Vienna 2021 (Foto Felice Calabro’)

[4] D. Novak b. G. Mager 7-6(4) 7-6(4)

Grande occasione per il tennista di Sanremo e del Tennis Park Genova, che dopo aver superato le forche caudine delle qualificazioni (nelle quali aveva dato battaglia, vincendo per due volte al terzo set) pesca un sorteggio benigno, trovandosi di fronte probabilmente il miglior avversario di tutto il tabellone, la 28nne wild card austriaca Novak, numero 116 del mondo e secondo miglior giocatore austriaco, che quest’anno ha battuto un convalescente Fognini in ATP Cup. Il vincente di questo match è poi destinato ad affrontare il vincente di Sinner – Opelka, per cui la partita ha numerosi motivi di interesse.

Lo scontro si annuncia equilibrato: la superficie è senz’altro un fattore; il veloce indoor e il fatto di giocare in casa aiutano sicuramente l’austriaco che in passato, proprio in questo torneo ho fornito buone prestazioni: l’anno scorso perse una partita molto combattuta contro Kevin Anderson al tie break del terzo set e nel 2019 perse sempre al terzo contro Monfils; insomma un avversario che qua in casa sembra trarre energie positive dal pubblico di casa, che nel caso di Novak è veramente di casa, visto che vive vicino a Vienna. 

 

D’altro canto Mager può vantare un miglior ranking e una confidenza derivante dal maggior ritmo partita grazie alle qualificazioni giocate.

L’equilibrio in campo si vede fin dalle prime battute, con Novak che cerca maggiormente di fare la partita e si affida maggiormente a un servizio che oggi gira bene (74% di prime in campo per l’austriaco a fine partita), ma con Mager che però ha le vere occasioni di spezzare il gioco (sue le uniche due palle break del set). Il set quindi arriva senza troppo scossoni al tie break, nel quale l’austriaco riesce fin da subito a prendere il comando delle operazioni e a chiudere, lasciando soltanto 4 punti all’italiano.

In particolare l’impressione è che oggi Gianluca proprio non sia riuscito nel primo set a coprire bene la palla con il top di diritto: sono veramente tanti i punti in cui l’italiano non è riuscito a dare l’effetto giusto, con la palla che spesso si fermava a mezza rete. Nel primo set infatti gli errori non forzati dal lato del dritto saranno il doppio di quelli di rovescio. Un vero peccato perché la differenza oggi stava proprio nei dettagli.

Si va quindi al secondo parziale con la partita che segue un po’ lo stesso tema tattico, con l’italiano che sconta anche un po’ di nervosismo. La chiave della partita è però nell’undicesimo gioco dove l’italiano ha due palle break consecutive, che però non riesce a sfruttare. E così scatta la classica legge del gol sbagliato – gol subito, che si manifesta nel tiebreak del secondo set, vinto nuovamente da Novak. 

Il tennista austriaco si è così vendicato della recente sconfitta subita per mano di Mager sempre in terra austriaca a Kitzbuhel e dopo esattamente 100 minuti giocati si è preso il match grazie ad un doppio fallo finale di Mager. Curiosamente non soltanto il risultato dei due set è stato un duplice 7-6, ma anche gli stessi tie break hanno avuto uno svolgimento molto simile, entrambi vinti a 4 dall’austriaco che in entrambi i casi ha preso il largo all’inizio senza poi mai guardarsi negli specchietti. Nelle interviste post partita l’austriaco non si è sbilanciato sul possibile avversario del prossimo turno, riconoscendo ovviamente Sinner come uno dei migliori giovani del circuito, ma non sottovalutando assolutamente Opelka, nel caso di vittoria dell’americano. E si è detto infine molto contento del rapporto con Gunther Bresnik, l’ex coach di Dominic Thiem, auspicando di continuare la collaborazione professionale e di poter arrivare il prossimo anno almeno nella top 50.

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