CIncinnati: Italiani bene, Fognini con brivido

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CIncinnati: Italiani bene, Fognini con brivido

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TENNIS – Nella prima giornata del Western&Southern Open, tre vittorie su tre per i colori italiani: Fognini deve salvare due match-point a Roger-Vasselin, Pennetta cede un set alla Scheepers e Knapp facile sulla Bencic.

(15) F. Fognini b. E. Roger-Vasselin 6-4, 4-6, 7-6(5)

Il n.1 italiano Fabio Fognini inaugura la sua campagna al Masters 1000 di Cincinnati con la sua solita partita schizofrenica, nella quale ha palesato i soliti problemi di concentrazione, ma nella quale è riuscito alla fine a produrre il tennis di cui è capace nei momenti decisivi del terzo set per riacciuffare in extremis una vittoria che sembrava essergli sfuggita.

 

Programmato come primo match della sessione serale sul Grandstand, il match di Fognini è iniziato con circa un’ora di ritardo a causa di un temporale che ha interessato la zona di Mason, Ohio, ove si disputa il torneo. Il ritardo nell’ora d’inizio è sembrato infastidire Fabio che ha iniziato perdendo piuttosto rapidamente i primi due game, salvo poi recuperare velocemente il terreno perduto impattando sul 2-2. Edouard Roger-Vasselin cerca di movimentare il gioco facendo un po’ di tirassegno da fondo, ma deve prendere troppi rischi e finisce per sbagliare un po’ troppo. Un errore di rovescio gli costa il break point sul 3-3, che per lui sarà l’ultimo del parziale: infatti mentre serve sul 4-5 si inguaia subito sul 15-40, i primi due set point se ne vanno, ma due successivi errori gratuiti consegnano il parziale nelle mani del tennista di Arma di Taggia in soli 36 minuti.

Nel secondo set si procede senza troppi sussulti fino al 3-2 Fognini, quando Roger-Vasselin mentre è al servizio interrompe il gioco sul 30-0 per chiedere l’immediato intervento del medico: apparentemente il clima umido del Midwest americano gli ha provocato un malessere, e chiede il bidone della spazzatura vicino a sé per poter provare a vomitare! Fognini chiaramente non apprezza, e comincia a comunicare in maniera scherzosa con Andreas Seppi che è in tribuna ad assistere all’incontro, lamentandosi di uno spettatore sugli spalti che fuma. Nell’angolo del francese, invece, c’è Benoit Paire insieme con la fidanzata, che lo distrae a sufficienza da non permettergli di comunicare con Roger-Vasselin. I medici dell’ATP si prendono cura Edouard, preparandogli diversi asciugamani ghiacciati da mettere attorno al collo per raffreddare la temperatura corporea, e dopo qualche minuto si può riprendere, non prima però che Fognini abbia perso la concentrazione e si lasci scappare i successivi due game. Fortunatamente per lui, però, la qualità dei colpi dell’italiano è tale da consentirgli di innalzare il suo livello di gioco in ogni momento e produrre abbastanza vincenti per raddrizzare il punteggio: il controbreak per il 4-4 è immediato, ma nel gioco immediatamente seguente rientra in campo “crazy Fabio” e la frittata è fatta: sul 30-30 serve una seconda troppo debole, su cui Roger-Vasselin attacca ed ottiene la palla break. Fognini inviperito con se stesso getta la racchetta che emette il sinistro rumore della rottura che tutti conosciamo bene. Fabio, forse non se ne accorge, o forse non vuole prendere una multa, e continua a giocare con lo stesso attrezzo, ma quando il suo successivo rovescio vola lungo mandando il francese a servire per il set sul 5-4, allora l’italiano decide che la situazione è meritoria di una multa e disintegra la racchetta sul cemento di Cincinnati, con manico che vola da una parte e piatto corde che vola dall’altra.

 

 

Roger-Vasselin si aggiudica il secondo set per 6-4 in 51 minuti (nonostante due doppi falli su altrettanti set point) e prosegue ottenendo il break in apertura di terzo come gentile omaggio della ditta Fognini&C.: quattro errori totalmente gratuiti. I break si susseguono, così come gli errori da ambo le parti, Fabio deve salvarsi da 3 palle dell’1-3, annullate con un paio di ottimi passanti, inframezzati da un calcio di racchetta perdonato dal giudice di sedia irlandese Murphy. Il controbreak arriva all’ottavo game consentendo a Fognini di impattare sul 4-4, ma quando sembra che i due protagonisti abbiano trovato la chiave per portare a casa agevolmente i propri turni di battuta, il nostro portacolori si inventa un altro dei suoi game sciagurati proprio sul 5-5: due errori gratuiti e due doppi falli consecutivi mandano Roger-Vasselin a servire per il match. Ma con Fognini in campo non si sa mai quello che può succedere, e proprio nel momento del bisogno Fabio sfodera il suo tennis migliore, annullando due match point consecutivi al francese e trascinando il match al tie break. Stavolta il n.1 italiano non toglie il piede dall’acceleratore e di porta subito sul 3-0 pesante nel tie break; deve cedere un mini break quando Roger-Vasselin lo costringe all’errore con un forcing da fondo campo, ma riesce ad aggrapparsi allo schema “servizio-diritto” quanto basta per difendere il vantaggio e portare a casa il match dopo 2 ore e 31 minuti di altalenante battaglia.

Al prossimo turno Fognini affronterà Lleyton Hewitt, contro il quale ha vinto molto facilmente l’unico precedente incontro disputato lo scorso anno al torneo di Pechino.

Le italiane

 

Buone notizie arrivano anche dalle nostre ragazze nella prima giornata del Premier 5 di Cincinnati. Alla bella vittoria del primo pomeriggio della qualificata Karin Knapp contro la 17enne svizzera Belinda Bencic (che aveva beneficiato di una wild card degli organizzatori) per 6-2, 7-6(1), ha fatto seguito l’affermazione di Flavia Pennetta sulla qualificata sudafricana Charlene Scheepers. Per Flavia si tratta della prima vittoria in singolare dopo l’infortunio patito al piede destro che l’ha costretta a saltare il torneo di Bastad in luglio, vittoria che sembrava poter venire in maniera piuttosto semplice, ma che si è poi complicata con l’avanzare del match. La brindisina infatti si era portata piuttosto agevolmente sul 6-3, 5-3 e servizio in poco meno di un’ora, ma a quel punto si è fatta rimontare dalla sudafricana che, arrivata al tie break del secondo parziale, ha messo a segno sei punti consecutivi rimontando dall’1-3 al 7-3, portandosi anche in vantaggio di un break sul 2-0 del terzo. A quel punto però è stata Flavia a salire in cattedra ed a mettere a segno ben sei giochi consecutivi per siglare il 6-3, 6-7(1), 6-2 in 1 ora e 48 minuti.

Al turno successivo Flavia Pennetta dovrà vedersela con la giovane e corpulenta americana Taylor Townsend (n.125 della classifica e proveniente dalle qualificazioni), da lei già battuta la primavera scorsa a Indian Wells nell’unico precedente incontro. Per Karin Knapp, invece, un difficile incontro con la russa Anastasia Pavlyuchenkova, che ha sopreso la testa di serie n.11 Cibulkova nell’unica sorpresa di rilievo della giornata.

Tutti i risultati

Singolare maschile
[11] J Isner (USA) b. K Anderson (RSA) 63 64
[15] F Fognini (ITA) b. E Roger-Vasselin (FRA) 64 46 76(5)
[16] T Robredo (ESP) b. [WC] J Sock (USA) 76(5) 63
G Simon (FRA) b. [Q] B Tomic (AUS) 63 62
P Kohlschreiber (GER) b. J Chardy (FRA) 63 46 64
[Q] B Becker (GER) b. I Karlovic (CRO) 76(5) 64
F Verdasco (ESP) b. M Granollers (ESP) 57 63 76(5)
J Janowicz (POL) b. [Q] T Gabashvili (RUS) 64 64
Y Lu (TPE) b. D Istomin (UZB) 63 64
J Sousa (POR) b. [Q] C Buchanan (USA) 57 76(3) 76(5)
[Q] M Matosevic (AUS) b. N Mahut (FRA) 64 76(4)
G Monfils (FRA) b. F Delbonis (ARG) 63 36 63

Singolare femminile
(9) A. Ivanovic (SRM) b. S. Cirstea (ROM) 61 75
A. Pavlyuchenkova (RUS) b. (11) D. Cibulkova (SVK) 63 63
(12) C. Wozniacki (DEN) b. M. Rybarikova (SVK) 62 63
(13) F. Pennetta (ITA) b. (Q) C. Scheepers (RSA) 63 67(3) 62
S. Stosur (AUS) b. (Q) V. Lepchenko (USA) 62 75
(Q) T. Townsend (USA) b. K. Koukalova (CZE) 63 46 75
S. Zhang (CHI) b. (Q) H. Watson (GBR) 62 26 75
(Q) P. Parmentier (FRA) b. C. Dellacqua (AUS) 76(4) 62
E. Svitolina (UKR) b. (WC) L. Davis (USA) 63 62
M. Keys (USA) b. A. Cornet (FRA) 62 64
(Q) K. Knapp (ITA) b. (WC) B. Bencic (SWI) 62 76(1)
K. Flipkens (BEL) b. (Q) P. Hercog (SLO) 63 62

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WTA Toronto, Halep: “Questa vittoria darà a me stessa una spinta in più per credere che ci sarà altro in arrivo”

Simona Halep raggiante per il titolo e il ritorno in top10: “A volte devi accettare di non essere eccezionale in alcuni momenti e lottare per ritrovare fiducia”

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Simona Halep, conferenza post-vittoria - Toronto 2022

La 30enne Simona Halep si aggiudica il WTA 1000 di Toronto, centrando la tripletta in Canada battendo la brasiliana Beatriz Haddad Maia per 6-3 2-6 6-3. In conferenza stampa, la rumena ci ha tenuto a specificare quanto questo successo abbia importanza per lei, sia in termini di ranking che per la fiducia futura.

Il tabellone completo del WTA 1000 di Toronto

D. Ovviamente c’erano molti fan rumeni tra la folla e tu ne hai accennato. Ma quanta differenza fa per te e forse per il tuo avversario avere un tale supporto vocale, anche quando non sei in Romania?
SIMONA HALEP: Beh, per me è fantastico avere un supporto così grande perché ti spinge nei momenti difficili. E facevano il tifo per me ogni singolo punto, anche se durante la partita ero a terra. È molto importante perché senti di avere così tante persone accanto a te e ti senti un po’ più forte. Ma oggi è stata una bella atmosfera anche per lei. Quindi penso che la partita sia stata grandiosa perché anche noi siamo stati spinti così tanto dal pubblico.

 

D. Beatriz Haddad Maia ha battuto molte delle sue avversarie con il suo servizio feroce e con un dritto schiacciante. Quindi mi chiedo come hai fatto a contrastare quel ritmo in questa finale?
SIMONA HALEP: Sì, all’inizio è stata davvero dura. Ed è mancina, quindi la pallina stava arrivando diversamente, per la rotazione. È molto potente. È solida. E non è mai facile giocare contro di lei. Ci ho giocato sull’erba. Mi ha battuta qualche settimana fa, qualche mese fa. Quindi sapevo che sarebbe stata una bella sfida e una bella battaglia. Così è stato oggi, e sono davvero felice di essere stata davvero più forte nei momenti importanti.

D. Adesso sei di nuovo tra le prime 10. Credo che sia passato un anno da quando sei uscita dalla top 10. Quindi, quando guardi indietro a quest’anno, puoi forse descrivere cosa lo rende ancora più speciale ora che non stai solo vincendo ma sei tornata tra i primi 10 al numero 6 al mondo.
SIMONA HALEP: Sì, sono lì da molti anni. Ma ora mi sento come se fosse una cosa di grande rilevanza tornare tra le prime 10. Sono davvero felice di questa prestazione. Quando ho iniziato l’anno non ero molto fiduciosa e mi sono posta l’obiettivo di essere, a fine anno, in top10. Ed eccomi qui. Quindi è un momento molto speciale. Mi divertirò. Mi darò credito. Sto solo sognando di più.

D. Questo è il tuo terzo titolo in Canada. Come si paragona questa vittoria con le tue vittorie nel 2016 e nel 2018?
SIMONA HALEP: Oh, beh, è ​​difficile fare un confronto. Sono una persona diversa. Sono cambiata così tanto. Ma la felicità di vincere un titolo è la stessa. Questo torneo è un torneo piuttosto grande. È un grande torneo. Molti giocatori stanno giocando qui. Molti top player, in realtà. Quindi, sì, è una grande vittoria, secondo me. Lo prendo davvero con entrambe le mani. Darà a me stessa una spinta in più per credere che ci sarà altro in arrivo.

D. Ti è stato chiesto del momento più difficile della partita. Puoi parlare della tua mentalità nel tuo gioco di servizio in cui hai commesso quattro doppi falli?
SIMONA HALEP: Oh, sì, terribile. Sì, lo so, sono stata un po’ stressata. Non mi aspettavo di fare quattro doppi falli in un game. Non so se è successo prima. Ma a volte devi accettare di non essere eccezionale in alcuni momenti e di lottare ancora per calmarti e ritrovare la fiducia. Alla fine, è stato molto meglio servire.

Il tabellone completo del WTA 1000 di Toronto

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WTA Toronto: Simona Halep torna grande, firma il tris in Canada

Dopo quasi due anni la rumena torna a vincere un grande torneo battendo Haddad Maia in finale al terzo. Lunedì tornerà in Top 10 al numero 6

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[15] S. Halep b. B. Haddad Maia 6-3 2-6 6-3

La scorsa settimana si ritirava dal torneo di Washington in quello che era sembrato un altro brutto segno sulla sua competitività attuale. Dieci giorni dopo Simona Halep si rilancia nell’elite del tennis mondiale conquistando per la terza volta l’Open del Canada (ma la prima a Toronto) e sarà N.6 del mondo nella classifica WTA di Ferragosto.
La rumena batte in tre set la combattiva brasiliana Beatriz Haddad Maia una delle giocatrici più in forma di questa seconda parte di stagione e firma il 24° titolo della carriera, il primo WTA 1000 da Roma 2020 quasi due anni fa.

 

Un match altalenante che la brasiliana avrebbe potuto anche vincere se non avesse delapidato un vantaggio di 3-0 nel primo set cedendo 6 giochi consecutivi in stato confusionale totale.

Ma quando la partita riprende sembra essere ricominciata da zero: la mancina brasiliana stavolta sale fino a 4-0 e senza blackout particolari chiude 6-2 rimandando tutto al giusto epilogo: il terzo set.

Anche all’inizio del terzo Haddad ha le sue occasioni per partire a razzo ma Halep resiste inserendo la modalità “muro” dei bei tempi per tenere il servizio d’apertura ai vantaggi e piazzare il break alla prima chance in quello successivo. Un altro game fiume porta Beatriz al controbreak ma il prezzo da pagare in termini di energie fisiche è troppo alto sebbene sia lei ad essere 5 anni più giovane.

L’esperienza di Simona, guidata dal suo nuovo mentore Patrick Mouratoglou fa la differenza e una volta salita 4-1 difende il break senza patemi chiudendo al secondo match point.

Dolce ritorno in Top 10 per Halep che si rilancia in vista dei prossimi appuntamenti negli Stati Uniti a Cincinnati e soprattutto New York. Per Haddad Maia rimane un altro torneo eccezionale che la porta al N.16 del ranking mondiale. Al prossimo grande appuntamento!

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WTA Toronto, preview finale: sogno e realtà, Haddad Maia per volare, Halep per tornare su. E attenti agli scambi

La brasiliana vuole la ciliegina sulla torta, Simona tornare a vincere. I colpi da fondo e la resistenza il leit motiv

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Anche a Toronto, dopo lo stupore e l’incertezza della finale di Montreal, la situazione prende le pieghe della sorpresa, dell’occasione da non farsi scappare. Da una parte una giocatrice che ha iniziato l’anno al n.82 del mondo, che mai aveva raggiunto neanche un quarto di finale 1000, contro invece una che è stata al primo posto del ranking mondiale, campionessa Slam, vincitrice due volte a Montreal nel 2016 e nel 2018 (oltre ad una finale qui nel 2015). Apparentemente Simona Halep, per l’esperienza, la mentalità, il desiderio di rivincere un torneo importante che manca ormai dal 21 settembre 2020, quando alzò al cielo di Roma il trofeo degli Internazionali d’Italia più atipici di sempre, in autunno, contro Karolina Pliskova. Ma Beatriz Haddad Maia ha costruito il suo torneo da sfavorita, sta camminando in un sogno lucido, e non vorrà fermarsi proprio ora, a un passo dal terzo titolo, che sarebbe il più importante e storico, della carriera.

Non mi paragono, ha detto la brasiliana in conferenza stampa. Be’, umile e giusto da parte sua, ma sicuramente sta diventando l’orgoglio del tennis, e dello sport in generale, del suo Paese: è la prima brasiliana a battere la n.1 al mondo, prima a raggiungere una finale 1000, e prima da Gesteira nel ’69 a raggiungere tre o più finali nello stesso anno. Per arrivare fin qui ha battuto Trevisan, Fernandez, Swiatek, Bencic e Pliskova, cioè una semifinalista Slam, la padrona di casa, la n.1 al mondo, una ex campionessa e la finalista uscente (4 top 20 su 5 tra l’altro, buon presagio essendo Halep n.15), già questo basterebbe ad evincere lo stato di forma spaziale di quella che automaticamente, co le vittorie a Nottingham e Birmingham, può essere definita la giocatrice dell’estate. In realtà ha vinto 17 partite da giugno (3 meno della leader Garcia), ma il peso delle 5 di questa settimana colma ampiamente lo scarto, per palcoscenico e nome delle avversarie. Inoltre è colei ad aver giocato (e vinto) più partite da tre set nel 2022, con un invidiabile 15 su 19 e, come se non bastasse, da lunedì sarà almeno n.16 del mondo (14 se vincesse il titolo).

Dall’altra parte, le statistiche di Halep quasi svergognano quelle dell’avversaria: è la giocatrice più vincente nella storia dei Masters 1000, con 184 match portati a casa, e oggi gioca infatti la diciottesima finale (8 vittorie e 9 sconfitte) pareggiando il record di Serena Williams. Inoltre è già alla quarta finale qui, a due dalla primatista Seles, ed è la seconda giocatrice con più vittorie del tour quest’anno (37, 11 in meno di Swiatek). Dando retta ai dati e ai numeri ci sarebbe ben poco da discutere, la rumena è largamente favorita in tutto e per tutto, per esperienza, attitudine al cemento, ranking (da domani tornerà dopo un anno in top 10, da n.9 sicuramente, sesta in caso di vittoria), forse anche per precedenti: una vittoria a testa, quella di Halep all’Australian Open a gennaio, sempre sul cemento, mentre Haddad Maia ha vinto il confronto più recente in semifinale a Birmingham, torneo poi portato a casa dalla brasiliana.

 

Ma sarà il campo a dare il giudizio finale, e analizzando il gioco la situazione certamente si equilibra: Haddad Maia prima di tutto è mancina, dunque può servire curve da sinistra per tentare poi la chiusura con il dritto che possono mettere in difficoltà Halep, la quale si esalta nello scambio lungo, sul ritmo. La partita per buona parte passerà sicuramente per chi saprà meglio gestire da fondo, resistere e tenere una buona difesa, per quanto sia instillato in entrambe. Certamente tra le due la n.15 del tabellone è più avvezza alla lotta, vi ha costruito una carriera, e può andare in sofferenza se le mancano le certezze; e proprio qui dovrebbe insistere Haddad Maia, che essendo mancina e brava a variare, tagliare e attaccare la rete, può impedire ad Halep il suo gioco paziente, da tessitrice. Per quanto, di contrasto, proprio questa può essere la chiave (oltre al servizio, anche il suo è ben lavorato e porta buoni frutti) che sfrutterà la rumena per innervosire e far sbagliare l’avversaria, oltre a un gioco che vede proprio nella capacità di passare rapidamente da difensivo ad un attacco a spron battuto la sua forza. Tanti temi, stili diversi e a tratti simili, un obiettivo: la Rogers Cup 2022, per danzare con le aquile, o per tornare tra le stelle.

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