Dalla sede del Masters ai Challenger: i futuri progetti dell'ATP

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Dalla sede del Masters ai Challenger: i futuri progetti dell’ATP

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TENNIS FOCUS – Il presidente dell’ATP, Chris Kermode, ha annunciato una serie di novità che riguarderanno il circuito maschile nelle prossime stagioni.

Subentrato all’australiano Brad Drewett, morto nel maggio del 2013 dopo una vana lotta contro la sclerosi laterale amiotrofica (Sla), il britannico Chris Kermode non ha mai nascosto la volontà di portare dei miglioramenti nel circuito. L’ex presidente del Queen’s, dopo essersi confrontato con tennisti e addetti ai lavori, ha dichiarato ai media di Shanghai di avere in mente una revisione su larga scala dell’intero circuito maschile.

“Tra gli obiettivi a breve termine vi è quello di stabilire il montepremi delle tre categorie di tornei ATP (ATP 250, ATP 500 e ATP 1000) e fissare il calendario delle prossime quattro stagioni ha dichiarato Kermode. “L’obiettivo è creare un periodo di stabilità che ci possa permettere di analizzare il nostro progetto di business”. Kermode ha manifestato inoltre la necessità di prendere le decisioni analizzando la situazione nel suo complesso e non più individualmente come avveniva in passato e si è soffermato su una possibile reintroduzione del bonus point, cioè punti aggiuntivi che venivano assegnati ai giocatori in base alla classifica degli avversari sconfitti.

Un’altra questione al centro del dibattito è decidere se rinnovare l’accordo con Londra per le ATP World Tour Finals o se spostare la sede del torneo di fine anno in un altro posto. “Le Finals sono un torneo molto importante per l’ATP, perché è l’unico evento veramente importante di cui siamo proprietari. Con Londra il rapporto è ottimo. Abbiamo trovato una perfetta combinazione tra attrattiva e sostenibilità economica. In ogni caso qualora decidessimo di spostare la sede del torneo opteremmo per un mercato in crescita”.

Kermode inoltre si è soffermato su una questione che negli ultimi anni ha fatto molto discutere, cioè la difficoltà dei tennisti minori di pagarsi le spese per viaggiare e disputare tornei. “È necessario che il montepremi dei tennisti di livello minore aumenti, ma in ogni caso il loro reddito complessivo non dovrebbe essere esageratamente elevato. Bisogna individuare un ranking ATP minimo che ci permetta di capire quali tennisti possano vivere con il tennis e quali, invece, svolgendo anche altre attività”.

“I giocatori di bassa classifica ci hanno anche chiesto di mettere il maggior numero di tornei in zone facilmente raggiungibili in modo da limitare le spese di viaggio. Sicuramente prenderemo provvedimenti in merito perché basterà riorganizzare la stagione”.

L’ATP ha inoltre manifestato la volontà di rivalutare i Challenger aumentando il prize money. Nel 2014 sono in programma 151 Challenger, molti dei quali con montepremi molto bassi. La responsabile del Comitato dei Challenger, Alison Lee, ha dichiarato che l’ATP si sta muovendo per la crescita di questi tornei, che ogni anno vedono la partecipazione di tantissimi tennisti che cercano di racimolare punti per la classifica mondiale. “Entro tre anni l’ATP vorrebbe aumentare a 50.000 dollari più ospitalità il montepremi minimo previsto per i Challenger”, ha dichiarato la Lee. “Nei tornei il cui prize money è superiore a 75.000 dollari, inoltre, già stiamo inviando arbitri di categoria superiore oltre a fisioterapisti e tour manager dell’ATP che possono aiutare al meglio i giovani che si affacciano nel circuito maggiore”.

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