Fed Cup: Psico-dramma Kerber, la R.Ceca vince l'ottavo titolo

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Fed Cup: Psico-dramma Kerber, la R.Ceca vince l’ottavo titolo

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TENNIS FED CUP – Incredibile match tra le due nr.1. Alla fine la spunta la Kvitova dopo quasi 3 ore di gioco (7-6(7) 4-6 6-4), che regala così il 3-0 e la coppa al proprio paese. Ma la tedesca manca 6 set point nel 1°set e spreca dal 4-1 nel parziale decisivo. La Germania si aggiudica poi il doppio conclusivo

Se ieri avevamo avuto poco spettacolo dai due singolari della prima giornata della finale di Fed Cup tra R.Ceca e Germania in corso di svolgimento a Praga, oggi con il primo match abbiamo recuperato tutto quello che non avevamo vissuto ieri.
Una sfida incredibile quella tra Petra Kvitova e Angelique Kerber, chiusa con la vittoria della prima dopo quasi 3 ore di gioco al termine di un match interminabile e pieno zeppo di emozioni che ha cambiato almeno tre volte il suo corso.
Ha vinto Petra Kvitova con il punteggio di 7-6(7) 4-6 6-4, ma ancora una volta la sua avversaria si può (e forse deve) mangiare le mani per le occasioni buttate al vento.
La Kerber è stata avanti 5-2 (con due break di vantaggio) nel primo set, non ha sfruttato 6 set point, prima poi di cedere il parziale al tie break.
Nel secondo ad onor del vero la tedesco ha realizzato un’impresa, buttando il cuore oltre l’ostacolo, rimontando stavolta lei due break di svantaggio dallo 0-3, sfinendo la Kvitova, vincendo il set 6-4 e addirittura salendo 4-1 nel terzo.
La Germania ha sognato a quel punto un insperato 2-1 ed al contempo di riaprire la finale, la sua prima finale dopo 22 anni, ma qui è venuta fuori la classe indomita di Petra Kivtova, capace ancora una volta di dare il meglio di se stessa nel momento cruciale del match, rivoltando completamente l’incontro, inanellando 5 giochi di fila per il 6-4 finale.
Alla fine lacrime per entrambe le stoiche contendenti, di gioia per la nr.4 del mondo, che festeggiava con il suo team in mezzo al campo, di delusione e tristezza per Angelique Kerber, consolata dalle sue compagne.
Oggi però la Kerber ha giocato una signora partita, bisogna essere onesti e senza la sua grandissima forza di volontà non sarebbe mai potuta arrivare così vicina alla vittoria.
Quindi complimenti alle ceche, ma le tedesche hanno reso le armi con grande onore e possono sicuramente (visto il livello della loro formazione) riprovarci l’anno prossimo, probabilmente con una maggiore esperienza maturata dopo questa finale persa.

La finale riparte sul 2-0 per la R.Ceca con il primo singolare della seconda giornata tra le due nr.1, Petra Kvitova e Angelique Kerber, le quali si sono affrontate 5 volte e sono sempre stati incontri molto combattuti (per la cronaca conduce la ceca 3-2).

 

La Kvitova parte al servizio e lo tiene a zero, la Kerber invece impiega ben 8 minuti e 18 punti (annullando ben 4 palle break) per pareggiare i conti. Il leit-motiv del match è abbastanza chiaro, la Kvitova quando può prova i vincenti e si apre gli angoli, la Kerber prova a tener botta con le sue incredibili difese da fondo campo. La tedesca deve vendicare il pessimo singolare giocato ieri contro la Safarova, un mix di ingenuità e scelte sbagliate nei momenti cruciali della partita.
La Kvitova sul 2 pari commette ben due doppi falli, poi sbaglia prima un diritto e poi un rovescio e così dal 40-15 concede il primo break dell’incontro all’avversaria. La ceca sembra soffrire gli scambi lunghi che gli proprone la Kerber, brava a far giocare sempre una palla in più alla nr.4 del mondo. La Kvitova sembra un po’ giù fisicamente e la tedesca ne approfitta, altro break nel settimo game e 5-2 per la Kerber che va a servire per il set.
La tennista di casa decide che è il caso di darsi una mossa, i palleggi diventano un minimo più ragionati ed i colpi trovano ora di più il campo (anzi le righe), inizia per la Kerber una seconda parte dell’incubo vissuto ieri contro la Safarova. Difatti la tedesca prima annulla una palla del 3-5, poi si procura un set point che però la sua avversaria gli annulla con un incredibile rovescio incrociato. Allora è la Kvitova a procurarsi una seconda palla break che stavolta sfrutta con una imperiosa risposta di diritto.
Nel game successivo altro set point per la Kerber sul 30-40, ma la Kvitova piazza ben 3 ace ed alla fine tiene la battuta, 5-4 per la tedesca che va a servire per la seconda volta per il set. La ceca ora è una furia, la sua avversaria probabilmente ricorda quanto accaduto il giorno prima e diventa d’improvviso remissiva. La Kvitova ha due palle del 5 pari, la Kerber le annulla e si procura il terzo set point per chiudere il set. Niente da fare, ancora un incredibile vincente della nr.1 locale che alla fine trova il nuovo break e pareggia i conti.
La tennista tedesca però non ci sta, prova di nuovo a liberarsi delle sue paure, altro break e sul 6-5 va per la terza volta a servire per chiudere il parziale.
Il game che segue non è adatto ai deboli di cuore, ne succedono di tutti i colori. Si giocano ben 20 punti in 11 minuti di aspra battaglia. La Kerber ha altri tre set point (di cui uno dopo aver vinto uno scambio durissimo con un paio di recuperi da fantascienza) ma la Kvitova li annulla tutti ed alla qunta palla break porta il set al tie break.
Ora è la ceca che ha il vento in poppa, parte alla grande e sale subito 4-1. Ma se la Kerber ha una dote è quella di non mollare mai, un diritto della Kvitova restituisce il minibreak e si va sul 4 pari. Anzi, la tedesca avebbe pure l’occasione di mettere la testa avanti, ma invece di passare tranquillamente la sua avversaria a rete dopo una difficile demi-voleé le permette un’agevole colpo al volo.
La Kvitova ringrazia e allunga di nuovo sul 6-4 prima di chiudere sul 7-5 con il suo classico schema servizio/diritto vincente.
Il primo set è durato 76 minuti, una lotta senza confini che ha premiato la tennista che ha saputo concretizzare le occasioni a sua disposizione.

La Kerber esce dal campo e prova a caricarsi, ma l’inizio del secondo set è da incubo. Doppio break (con parziale di 12 punti a 1) della Kvitova che va sul 3-0, la Fed Cup sembra aver preso la strada di Praga, anche perché la Kerber pare proprio non averne più. Ed invece succede l’incredibile. La ceca forse perché sente il match in pugno, forse perché inizia ad avvertire la stanchezza, ricomincia a sbagliare un po’ di tutto. La sua avversaria riprende coraggio ed inizia una rimonta davvero insperata. Stavolta il doppio break è della tedesca che con un parziale di 12 punti a 4 si riporta in perfetta parità sul 3 pari. Addirittura la Kerber mette anche il naso avanti sul 4-3 e manca nel game successivo anche tre palle per il 5-3. Qui è bravissima la Kvitova che si aiuta molto con il servizio (per lei 12 ace alla fine ma anche 8 doppi falli) e riesce a tenere la battuta. Ma la tennista di casa è praticamente con la lingua da fuori e così nel decimo game arriva il break che manda il match al terzo set.
La Kerber sale infatti sullo 0-40, la Kvitova trova un ace per annullare il primo set point, ma sul secondo cede le armi alla fine dell’ennesimo scambio durissimo che premia la tedesca. Un set pari, la panchina tedesca ed il pubblico di fede teutonica prendono coraggio mentre Petr Pala pare alquanto preoccupato.

Entrambe le giocatrici escono dal campo, ma al ritorno il match pare segnato. Perché la Kvitova non riesce proprio a tirarsi su, i gratuiti fioccano con la pala, la Kerber domina in lungo ed in largo stremando con scambi duri l’avversaria. Nel secondo game arriva il break della tedesca, che prima spreca dallo 0-40 e poi alla quarta  occasione allunga con un bel rovescio incrociato. La Kerber va prima sul 3-0 e poi sul 4-1, la Kvitova pare dolorante e stanca e di conseguenza poco reattiva.
Ma la campionessa di Wimbledon non ci sta e così parte l’ennesima rimonta miracolosa della serata, stavolta dalla parte ceca. La Kvitova gioca tre risposte incredibili e trova il controbreak nel settimo game, prima di pareggiare i conti in quello successivo, siamo 4 pari, siamo alla volata finale. Volata dove la Kerber per l’ennesima volta in questa due giorni mostra dei limiti di tenuta mentale. Perché se è vero che la Kvitova trova un paio di diritti ad uscire incredibili è pure vero che la tedesca cala di intensità ed alla fine soccombe. La tennista di casa trova un nuovo break e sul 5-4 va a servire per il match.
Siamo vicini alle 3 ore ma naturalmente le emozioni non vogliono terminare. La Kvitova con gran scioltezza va sul 40-15, ma un minimo di tensione la sente pure lei. Così spreca i due match point, il primo con un doppio fallo, il secondo con un diritto a campo aperto tirato sul nastro. La Kerber riesce pure ad annullare un terzo match-point, ma purtroppo la tedesca capitola sul quarto complice un gratuito di rovescio.

La Repubblica Ceca è campione della Fed Cup per la terza volta in quattro anni,per l’ottava volta nella sua storia, anche Martina Navratilova sugli spalti può tirare un sospiro di sollievo, la festa può iniziare.

Come da regolamento non si è giocato il 4° singolare, ma solo il doppio, che ha visto la vittoria in due set di Sabine Lisicki e Julia Goerges che hanno battuto la coppia ceca Hradecka/Hlavackova in due set per il 3-1 finale

FED Cup, Finale

R.Ceca-Germania 3-1

Kvitova-Kerber 76(7) 46 64
Goerges/Lisicki-Hlavackova/Hradecka 64 63

 

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Fed Cup

Le Finals della Billie Jean King Cup 2022 si giocheranno a Glasgow

La nazionale azzurra di Tathiana Garbin sarà impegnata dall’8 al 13 novembre nella Emirates Arena scozzese che ospiterà anche un girone delle Finals di Coppa Davis

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La nazionale italiana di BJK Cup: da sinistra Camila Giorgi, Jasmine Paolini, Elisabetta Cocciaretto, Martina Trevisan, Tathiana Garbin, Lucia Bronzetti - Alghero 2022 (foto ITF/Ray Giubilo)

La ITF ha comunicato che la sede prescelta per le Finals della Billie Jean King Cup 2022 sarà Glasgow, con l’organizzazione della federazione britannica, la LTA. La fase finale della massima competizione a squadre del tennis femminile andrà in scena dall’8 al 13 novembre sul campo indoor della Emirates Arena, che a settembre ospiterà pure un girone delle Finals di Coppa Davis: sarà la quarta volta in quasi sessant’anni di storia (la prima edizione fu nel 1963) in cui la Gran Bretagna ospiterà le finali di questa competizione, originariamente chiamata Fed Cup. Ci sarà anche l’Italia della capitana Tathiana Garbin, grazie alla vittoria sulla Francia nel turno eliminatorio di aprile; le altre contendenti per il titolo di campionesse del mondo di tennis saranno le giocatrici di Gran Bretagna, il paese ospitante, Australia, Belgio, Canada, Cechia, Kazakistan, Polonia, Spagna, Slovacchia, Svizzera e USA. Il formato prevede quattro gironi da tre squadre, con le vincitrici di ogni girone che approderanno nelle semifinali. “La LTA ha presentato una candidatura molto consistente nel contesto di una gara molto competitiva – ha detto il presidente ITF, David Haggerty -. Hanno ospitato già con successo delle gare di Coppa Davis e non vediamo l’ora di portare la più grande competizione a squadre del tennis femminile davanti all’appassionato pubblico scozzese”.

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Billie Jean King Cup

Coppa Davis e Billie Jean King Cup: ecco chi sostituirà Russia e Bielorussia

Walkover, bye, wild card e ripescaggi in un turbinio di emozioni regolamentari da cui sono scaturiti i nomi delle nazioni che beneficiano dell’esclusione delle squadre russe e bielorusse

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Coppa Davis, il trofeo (foto via Twitter @DavisCup)

Avevamo lasciato la Coppa Davis ai Qualifiers, i tie di qualificazione per il primo atto delle Finals, quello a gironi in programma a settembre. Come per la Billie Jean King Cup, i cui “preliminari” si disputeranno il 14-15 aprile, si poneva innanzitutto il problema di sostituire la nazione già ammessa alla fase finale in quanto campione in carica dopo la decisione da parte dell’ITF in seguito all’invasione dell’Ucraina. Nel 2021, infatti, entrambe le manifestazioni sono state vinte dalla Russian Tennis Federation, che sarebbe la Russia ma non si può dire per via della sanzione per il doping di Stato, per quanto il titolo vinto come RTF sia comunque finito insieme agli altri nella bacheca russa. Vediamo allora su quali criteri la Federazione Internazionale si è basata per decidere chi sostituirà le squadre escluse, quindi anche quelle bielorusse.

Per quanto riguarda la Billie Jean Cup, il Board dell’ITF conferma che il posto della RTF sarà preso dalla semifinalista con classifica più alta tra le due sconfitte nel 2021, vale a dire l’Australia. Gli aussie vantano infatti il primo posto del ranking, mentre gli Usa, battuti nell’altra semifinale, sono quarti. Come ovvia conseguenza, l’Australia non giocherà i Qualifiers del prossimo aprile, mentre la nazione avversaria, la Slovacchia, beneficerà di un bye e si ritrova anch’essa direttamente alle Finals. Un walkover anche per il Belgio che avrebbe dovuto giocarsi la qualificazione contro la Bielorussia.

Se qualcuno cantava le donne come “dolcemente complicate”, per i maschi la faccenda è inutilmente complicata. Anche in Coppa Davis, il posto della RTF alle Finals è preso dalla semifinalista 2021 meglio classificata, la Serbia, undicesima. In realtà, l’altra semifinalista – la Germania – è piazzata molto meglio, quinta, ma la squadra che a sorpresa ha schierato Sascha Zverev si è qualificata sul campo (del Brasile). Dunque, il diritto della Serbia alle Finals non deriva dall’essere l’unica candidata, bensì dal fatto che, delle due, è la semifinalista con ranking più alto una volta esclusa la Germania. Ma non finisce qui.

 

Già, perché alla squadra di Novak Djokovic e compagni era stata offerta una wild card, quindi a settembre sarebbe stata presente in ogni caso; così, però, si libera un invito che andrà a una delle 12 perdenti dei recenti tie di qualificazione. L’annuncio del nome della fortunata sarà dato a tempo debito.

Ricapitolando, nelle quattro sedi che ospiteranno i gironi e che non sappiamo quali saranno ma speriamo che una sia Casalecchio di Reno (da non confondere con Reno, Nevada), gareggeranno la Croazia finalista 2021, la semifinalista Serbia, l’invitata Gran Bretagna, le 12 vincitrici di inizio marzo (Argentina, Australia, Belgio, Corea, Francia, Germania, Italia, Kazakistan, Olanda, Spagna, Svezia, Stati Uniti) e, appunto, la wild card misteriosa. Metà di queste si guadagneranno la fase finale davvero finale di fine novembre in un posto che l’ITF rivelerà in seguito. Le cose, l’importante è spiegarle bene evitando gli anacoluti.

Per concludere, la Bielorussia avrebbe dovuto disputare i playoff del World Group I del 4-5 marzo; la nazione avversaria, il Messico, ha ricevuto un walkover e a settembre competerà nel WG I. Rimane il problema di assicurare che nei World Group I e II ci sia il numero corretto di squadre. Quindi, l’Uzbekistan gareggerà nel WG I in quanto miglior classificata tra le perdenti dei playoff, mentre la Cina e la Tailandia in forza del loro ranking giocheranno nel WG II nonostante la sconfitta nei relativi playoff.

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Coppa Davis

La Federazione Tennis Ucraina chiede all’ITF l’espulsione delle federtennis russa e bielorussa

Così la lettera pubblicata su Facebook: “La Russia e la Bielorussia non solo non devono ospitare competizioni sul proprio territorio, ma nemmeno devono partecipare a tornei”

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Sono da poco iniziati i negoziati tra le delegazioni ucraina e russa, ma si combatte ancora, mentre sullo sfondo c’è lo spettro della minaccia nucleare evocato da Putin. E continuano anche le reazioni del mondo sportivo all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Al recente annuncio di Elina Svitolina che devolverà i suoi prossimi prize money per sostenere i propri connazionali, si aggiunge ora la Federazione Tennis Ucraina che pubblica sul proprio account Facebook la lettera indirizzata a David Haggerty e Ivo Kaderka, presidenti rispettivamente dell’ITF e di Tennis Europe. Nella lettera viene chiesto di espellere le federtennis russa e bielorussa dai due organismi. Ecco il testo indirizzato alla International Tennis Federation:

“La Federazione Tennis Ucraina esprime la sua richiesta per l’espulsione immediata della Federazione Tennis Russa e della Federazione Tennis Bielorussa dalla ITF.

Le ragioni non hanno probabilmente bisogno di essere spiegate, ma ecco alcuni fatti.

 

Il cinico e sanguinoso attacco senza precedenti di Russia e Bielorussia all’Ucraina è in atto da ormai quattro giorni. Civili stanno morendo, anche donne e bambini; l’infrastruttura civile sta crollando.

È una guerra su vasta scala che riporterà il nostro Paese indietro di decenni. Tutto questo sta accadendo nel centro geografico dell’Europa. Il mondo non vedeva niente di simile dalla Seconda Guerra Mondiale. È in corso una spietata guerra di annientamento.

La Russia e la Bielorussia non solo non hanno il diritto di ospitare competizioni sul proprio territorio, ma nemmeno di partecipare in ogni torneo a squadre e individuale all’estero.

Il Consiglio direttivo della Federazione Tennis Ucraina spera in una Vostra forte posizione in considerazione di questa richiesta.”

Una richiesta assolutamente decisa, ma altrettanto comprensibile, quella della federtennis ucraina a firma del proprio presidente Sergiy Lagur. Lascia un po’ incerti il significato del passaggio sulla partecipazione ai tornei individuali, ma immaginiamo che, più che un’esclusione tout court dei tennisti di Russia e Bielorussia, si chieda di non mostrare bandiere e simboli di quelle due nazioni. In ogni caso, in attesa delle decisioni dei due organi interpellati, ricordiamo che restano fuori dalla loro competenza i tornei dello Slam, oltre naturalmente quelli dei circuiti ATP e WTA. Non dimentichiamo neanche le prese di posizione dei tennisti russi: da Daniil Medvedev ad Andrey Rublev, che già a Dubai ha avuto modo di pronunciarsi contro la guerra. Con loro si è espresso con gli stessi toni Karen Khachanov.

Questa la posizione di Ubitennis sul tema della Guerra in Ucraina
Questa la posizione di Ubitennis sul tema della Guerra in Ucraina

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