Le profezie del… mago Ubaldo

Editoriali del Direttore

Le profezie del… mago Ubaldo

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Il 2015 sarà l’anno di Djokovic, sempre più numero uno, ma anche l’anno in cui Federer e Nadal vinceranno uno Slam a testa. Cilic non vincerà più Slam, e così Wawrinka. Ferrer uscirà dalla top 15. Fognini davanti a Pennetta a fine 2015, dentro i migliori 20. Ecco le mie previsioni per l’anno appena iniziato

Lo so che non è molto serio scrivere un primo editoriale…poco serio. Quale certo è quello che mi accingo a scrivere, riprendendo una rubrica di un certo successo che tenevo anni addietro su Matchball. Fingevo di avere una palla di vetro, azzardavo una cinquantina di previsioni all’inizio dell’anno e a fine anno si faceva il bilancio di quelle indovinate e quelle no. Mi diverte l’idea e ci riprovo. Comincio in maniera tosta. Ma come tutti i maghi cercherò di fare un po’ anche il furbo (e magari di coprirmi un po’ le spalle).

  1. Roger Federer vincerà il suo diciottesimo Slam. E sarà l’ultimo della carriera. Dove? A Wimbledon.
  2. Rafa Nadal vincerà il decimo Roland Garros.
  3. Rafa Nadal non andrà oltre i quarti a Wimbledon.
  4. Novak Djokovic sarà n.1 per tutto l’anno e lo chiuderà da n.1 con maggior distacco sul secondo rispetto a quest’anno.
  5. Un giocatore nato negli anni Novanta giocherà una finale d’uno Slam. Ma la perderà.
  6. Un giovane tennista italiano, oggi non presente fra i primi 200 del mondo, entrerà fra i 100 e i dirigenti FIT potranno gridare ai quattro venti che è tutto merito della loro struttura organizzativa. Forse addirittura di Tirrenia.
  7. Nikky Kyrgios batterà nuovamente Rafa Nadal e avvicinerà i top-ten. Kokkinakis sfiorerà i top 20.
  8. Fabio Fognini avrà una classifica migliore di Flavia Pennetta a fine anno. Tutti e due saranno top 20.
  9. Supertennis aumenterà gli indici di ascolto e non ci sarà bisogno di chiedere alla Bocconi un altro oneroso studio sui milioni risparmiati con l’operazione manageriale che oggi sembra costare 5 o 6 milioni l’anno ma, l’affare del secolo, procurerebbe un indotto di 100 milioni!
  10. Fabio Fognini e Flavia Pennetta si separeranno entro il 2015, anche se faranno di tutto per arrivare al 2016 per la gioia di …smentire il Mago Ubaldo.
  11. Grigor Dimitrov e Maria Sharapova si separeranno prima di Fabio Fognini e Flavia Pennetta.
  12. Un tennista famoso si sposerà nel 2015. So chi è ma non ve lo dico.
  13. Andy Murray, ko in tutti gli Slam, licenzierà Amelie Mauresmo come coach e tornerà ad un coach uomo nonostante mamma Judy sia di diverso avviso.
  14. Stan Wawrinka non riuscirà a vincere un altro Slam.
  15. Juan Martin Del Potro, fermo quasi un anno nel 2010 per il polso destro, non sarà competitivo fino a maggio inoltrato per via del polso sinistro operato 10 mesi fa. Il primo torneo lo vincerà in estate.
  16. Francesca Schiavone si ritirerà a fine anno, e per tutto l’anno lancerà malevoli occhiatacce al Mago Ubaldo reo di averle lanciato questo perfido vaticinio (pur augurandosi di aver preso un granchio).
  17. Gianluigi Quinzi, dopo aver perso un anno, lo recupererà alla grande. Ma dovrà guardarsi da un giovane connazionale, Donati, che zitto zitto potrebbe fare anche più strada di lui.
  18. Sara Errani avrà un’inizio d’anno difficile, anche se non come Roberta Vinci, ma poi si riprenderà e finirà nella peggiore delle ipotesi fra le prime venti, insieme a Flavia Pennetta. Davanti o dietro? Mmm, la palla di vetro si è annebbiata. Vedo solo che non farà 10 aces, sommando match di singolare e doppio.
  19. Karin Knapp, altoatesina d’hoc, parlerà a fine anno sempre più romanesco. Aho, ma li famo o no ‘sti progressi de carattere? Ah se potesse cedere il suo servizio alla Errani, o potesse rubarle la rapidità negli spostamenti.
  20. Marin Cilic non rivincerà né Slam né Masters 1000. Di miracoli croati ce ne sono già stati 3: Goran Ivanisevic a Wimbledon 2001, Marin Cilic a Us open 2014, ma anche Ivan Ljubicic semifinalista al Roland Garros 2006 vi sembrò un risultato normale?
  21. Novak Djokovic vincerà gli altri due Slam, Australian Open e Us Open. E poi anche le World Finals Atp. Un numero uno sempre più numero uno. Anche da papà.
  22. Giovanni Malagò, in omaggio alla real politik di cui i “politici” romani sono imbattibili maestri, farà sempre più tarallucci e vino con tutti coloro che, preferendogli a suo tempo il candidato di Petrucci Pagnozzi non lo avrebbero mai votato.
  23. Camila Giorgi diventerà la n.1 del tennis italiano, lasciandosi alle spalle Errani, Pennetta, Vinci e Knapp. Beffandosi di chi critica il suo ineffabile e superagitato papà.
  24. Simone Bolelli scavalcherà Andreas Seppi e diventerà n.2 italiano nonché secondo singolarista di Coppa Davis.
  25. L’Italia soffrirà le pene dell’inferno kazako ad Astana per il primo turno di Coppa Davis, ma vincerà 3-2 contro Golubev e Kukushkin. E in Fed Cup a Genova l’Italia batterà la Francia, 3-1.
  26. Angelo Binaghi avrà sempre fra i suoi più accaniti denigratori gli ex amici sardi che lo conoscono meglio, ma andrà avanti imperterrito per la sua strada per ricevere un ruolo “politico” a Cagliari (in prospettiva olimpica 2024:vela?).
  27. Tomas Berdych, un po’ stufo di allenarsi duramente e molto distratto dalla splendida Ester Satorova (che si è fatta fotografare nuda alle Maldive) e che lo accompagna dal 2011, uscirà dai top ten. La concentrazione non può essere quella giusta.
  28. Serena Williams, che a Perth in Hopman Cup ha avuto bissgno di un caffè per tenersi su (sarà stato Lavazza che più lo mandi giù…?) non sarà più n.1 a fine 2015. Il fisico assomiglierà inevitabilmente sempre più a quello di mamma Oracene.
  29. Stefano Meloccaro continuerà ad essere uno dei pochi commentatori delle varie tv (l’unico?) che, informandosi e trovando spunti – come fan tutti -su Ubitennis.com, citerà il nostro sito. Sulla carta stampata uno dei pochi (l’Unico?) che non ha alcuna ritrosia a farlo spesso, guarda caso, è un tal Gianni Clerici. La classe non è acqua.
  30. Fra i top-ten del 2015 ci saranno Raonic e Dimitrov, se le rispettive compagne non li distrarranno troppo.
  31. Nel primo turno di Coppa Davis la Germania sorprenderà la Francia, non ancora ripresasi dal traum di Lille dove i “galletti” erano convinti di fare le scarpe a Roger e Stan. E lo avevano appunto, con la tipica prosopopea della grandeur francese, anche sbandierato.
  32. Gli Usa batteranno l’Inghilterra in trasferta in Coppa Davis, perchè all’independentista scozzese della’Inghilterra se ne infischia. Ricorda Napoli.
  33. Se l’Australia vincerà in Davis contro la Repubblica Ceca poi batterà anche l’Italia. Kyrgios e Kokkinakis, rinforzati dal vecchio Hewitt sono cagnacci.
  34. Djokovic non vorrebbe giocare in Davis, ma contro la Croazia lo spingeranno a farlo e la Serbia…Lui si sacrificherà per spirito patriottico e perderà.
  35. Il Canada di Raonic e Pospisil batterà il Giappone di Nishikori che non può chiedere a Michael Chang di fare il n.2.
  36. La Svizzera senza Federer e forse senza Wawrinka perderà con il Belgio dell’emergente Goffin.
  37. L’Argentina batterà il Brasile, perchè anche senza Del Potro e il “pensionato” Nalbandian, prima di cedere ai tradizionali rivali sudamericani vorranno vendere cara la pelle.
  38. L’Australia potrebbe vincere la Coppa Davis 2015 soprendendo tutti meno il Mago Ubaldo.
  39. La Repubblica Ceca vincerà per la terza volta la Fed Cup: comincerà espugnando il Canada di Genie Bouchard (che ha mollato dopo 7 anni il vecchio coach Nick Saviano nonostante la finale di Wimbledon 2014 e il settimo postoWta). Poi batterà anche l’Italia.
  40. Anche se Agniewzka Radwanska sarà super motivata per la prima sfida di sempre Polonia-Russia le russe sbancheranno Varsavia. Urszula è troppo scarsa.
  41. La Germania di Andrea “Petko-dance”, separatasi da quel matto di Eric Van Harpen, supererà il primo turno di Fed Cup punendo l’Australia che continua a “comprare” i passaporti delle sue tenniste.
  42. Gianni Petrucci, grande estimatore di Binaghi e del canale tv lanciato dalla Federtennis, non lancerà un canale tv del basket: costa troppo (e sì che le squadre di basket hanno fior di sponsor. Mica sono quelle del campionato di serie A di tennis).
  43. David Ferrer, con Paco Fogues, terzo coach in 2 anni dopo Piles e Altur, uscirà dai primi 15 Atp. Ogni resistenza ha un limite.
  44. Kei Nishikori (grazie a Michael Chang) sarà costantemente un top-5 per tutti i periodi in cui non sarà infortunato a lungo.
  45. Il misterioso campionato di serie A verrà rivinto dalla Canottieri Aniene di Giovanni Malagò. Se ne accorgeranno soltanto i quotidiani romani. Che sono quelli che più interessano a Malagò.
  46. Petra Kvitova diventerà n.1 del mondo, come tutti credevano che sarebbe stata fin dal suo primo exploit a Wimbledon.
  47. I Bryan vinceranno più tornei di doppio di Errani- Vinci e Bolelli-Fognini.
  48. Karolina Pliskova entrerà tra le top-ten Wta, annullando un matchpoint dopo l’altro.
  49. Matteo Renzi verrà invitato agli Internazionali d’Italia e forse palleggerà al Foro Italico con Vinci e Errani. Non gli consentiranno però di realizzare il sogno di quel “misto” che avrebbe voluto giocare con l’amico Scanagatta sorteggiando le partner, Sara e Roby. Nella palla di vetro si vede chiaramente che al Foro Italico Ubaldo Scanagatta fa perfino fatica ad entrare.
  50. Roberto Marcora comincerà a vincere i match che perde abitualmente 75 o 76 al terzo e salirà fra i primi 150 del mondo.

FUORI CONCORSO PERCHE? PREVISIONE SCONTATA (anche senza palla di vetro).

 
  1. Ubitennis.com resterà il sito leader italiano del tennis, aumentando il distacco su tutti gli altri dal momento in cui il nuovo server (con il prossimo arrivo della nuova grafica) comincerà finalmente a funzionare come si deve.

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Editoriali del Direttore

Perché potremmo chiamarla ancora Coppa Davis…

Panatta, Pietrangeli, Bertolucci, Barazzutti che polemizza con la FIT, sono tutti d’accordo, però non è tutto da buttare. Esempio gli outsider Gojo, Piros, Machac, Quiroz, Mejia, Rodionov che impegnano le star. I soldi, i diritti tv, va tutto bene così?

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PalaAlpitour Torino - Finale Coppa Davis 2021 (Photo by Jose Manuel Alvarez / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

L’amico e collega Angelo Carotenuto sulla sua quotidiana newsletter lo slalom.it, il meglio del racconto sportivo, osserva quel che vedrete in fondo a questo mini-articolo. E io gli rubo il titolo! Carotenuto  lo fa in questi giorni in cui Nicola Pietrangeli dice in un’intervista esclusiva che “Lattuale Coppa Davis è un obbrobrio, il signor Dwight Davis si rivolta nella tomba e poi in giorni in cui Paolo Bertolucci proclama “Non chiamatela più Coppa Davis, questa è un’altra cosa“, in cui Adriano Panatta dice: “Magari il match della scorsa notte con la Colombia si fosse giocato a Bogotà!, qua a Torino di guardare Croazia-Ungheria non frega nulla a nessuno”, in cui Corrado Barazzutti dice: “Ormai comandano i soldi, e pure le tv…” prima di lanciare una terribile stilettata alla FIT dopo 20 anni da capitano di Coppa Davis, ma un triste epilogo che ha visto intervenire gli avvocati di Fit e dell’ex capitano non riconfermato…a mezzo stampa (Corrado lo ha saputo dai giornali…dopo essere andato a braccetto con Binaghi per un ventennio)  in favore di Filippo Volandri: “La Coppa Davis ha cambiato formula grazie anche al voto della FIT”.

Barazzutti dice il vero, stavolta. Infatti è stato Giancarlo Baccini a procurare voti quasi certamente decisivi alla riforma che ha stravolto la tradizionale Davis Cup, visto il modesto margine con cui prevalse la cordata favorevole alla riforma propugnata dal presidente americano ITF David Haggerty. Baccini è un vecchio giornalista, ex barricadiero di sinistra, che per buona sorte della nostra unica gloria italica in Davis non fece proseliti quando gridava in coro in prima fila e in mezzo ai manifestanti del 1976 slogan simili a questo: “No, nessuna volee con il boia Pinochet!“.

Fosse stato per lui, oggi ahinoi consigliere FIT e “consigliori” del presidente dopo aver avuto tutta una serie di rapporti professionali di vario tipo con la Federtennis, non avremmo vinto neppure quell’unica leggendaria Coppa Davis cui Domenico Procacci darà grande lustro con la sua docuserie (ne ho visto un primo spezzone e mi è piaciuto moltissimo, ho riso e pianto a vederlo…avrà sicuro grande successo). Baccini si recò a Orlando nell’agosto del 2018 all’assemblea ITF durante la quale si doveva votare la riforma della Davis, e ci andò con un preciso mandato, quello di negoziare anche i futuri diritti tv per la Coppa Davis. Ovviamente per garantirli a Supertennis di cui era il responsabile. Prima il business, poi il tennis. 

 

Infatti soltanto poche ore dopo il voto che sancì l’approvazione di questo nuovo formato la FIT diramò un comunicato stampa nel quale si annunciava l’esito della votazione e, contestualmente, l’assegnazione dei diritti delle Finali di Coppa Davis a SuperTennis. Baccini votò sì, quindi, come ha ricordato Barazzutti che da capitano di Coppa Davis era bene al corrente, all’epoca, delle vicende che la riguardavano.E oggi possiamo constatare che Supertennis ha i diritti esclusivi sulla Coppa Davis. Non li ha la RAI nè Mediaset che trasmettono in chiaro, non li hanno Sky e  Eurosport che trasmettono a solo abbonati in pay, ma almeno hanno numeri importanti. Va bene così per la massima diffusione del tennis?

Chi li vorrà, soprattutto se l’Italia della Davis si dimostrerà forte come pensiamo tutti e in grado di vincerla o anche solo di raggiungere semifinali e finali nei prossimi 5,6 anni, dovrà pagarli cari. La FIT agisce da tempo come un’azienda commerciale. E anche media, in concorrenza con giornali, siti, tv. E magari è pure giusto, per certi versi. Solo che non si dovrebbe esagerare. A dire il vero, se per il calcio c’è l’obbligo – interesse nazionale? – di far vedere sul massimo canale pubblico e di Stato (in chiaro come lo è anche Supertennis, ma con un’audience ben diversa) le competizioni internazionali della nazionale azzurra, non si capisce bene perchè la cosa non debba valere anche per il tennis. Forse perchè finora eravamo sport minore, vincevamo troppo poco per essere interessanti agli occhi dell’opinione pubblica.

Ma se la squadra del suo fortunato capitano Volandri (che ha i suoi meriti per aver avvicinato anche i team privati e i loro coach al clan FIT che per anni li osteggiava), con Sinner, Sonego, Fognini, Musetti e Bolelli – e in un prossimo futuro che si spera non sia davvero a Abu Dhabi – dovesse arrivare in semifinale a Madrid (e con la Croazia siamo favoriti) perchè la RAI o Mediaset non dovrebbero poter trasmettere quell’evento? Che interesse può avere la FIT (salvo i soldi eh…) che ha il compito istituzionale di promuovere il tennis, di nascondere quell’evento a una Rai (o Mediaset) che trasmettono in chiaro consentendone la programmazione soltanto su Supertennis che ha un’audience modestissima, quasi insignificante (sebbene vada riconosciuto che svolge un eccellente lavoro)?

Vedremo insieme gli sviluppi di queste vicende, sperando che chi accenna spesso all’onestà intellettuale di certe prese di posizioni e conseguenti decisioni, la mostri anche in queste situazioni. E qui chiudo riportando fra virgolette quanto scritto, con la consueta originalità di pensiero, da Angelo Carotenuto già domenica mattina sulla sua newsletter:      

“A proposito di passato e di tradizioni. In tre giorni di Coppa è già successo che il ceko Machac, numero 143 al mondo, abbia battuto contro pronostico il francese Gasquet. Il croato Gojo (276 al mondo) ha vinto contro l’australiano Popyrin che è 61. L’ungherese Zsombor Piros, 282 del mondo, ha messo sotto un altro australiano meglio piazzato di lui in classifica, John Millman. E come Sonego contro Mejia, anche il russo Rublev ha sofferto contro l’ecuadoriano Roberto Quiroz, numero 291 al mondo. La Serbia ha perso con la Germania pur avendo Djokovic. Forse possiamo ancora chiamarla Coppa Davis”.Dopo di che nella giornata di domenica, a confortare la tesi espressa da Carotenuto, Galan 111 Atp ha battuto Isner n.24, Tiafoe n.38 ha dovuto cancellare matchpoint a Mejia n.275 del mondo, Rodionov ha battuto Koepfer 85 posti davanti a lui, Piros ha superato Cilic n.30 del mondo e prossimo avversario di Sinner oggi, Lopez ha sconfitto nientemeno che Rublev a dispetto della sua veneranda età. Beh quando si diceva che in Coppa Davis altri fattori, ben diversi dal ranking ATP,  subentravano per dar corpo a un risultato…anche con questo nuovo formato non mi pare che le cose siano cambiate un granchè.”

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Editoriali del Direttore

Coppa Davis: grande Italia, unica nazione già qualificata per i quarti. Sinner è una rivelazione anche in doppio

Gli azzurri vincono 2-1 sulla Colombia, ma anche nel doppio contro Farah/Cabal si fanno onore. Fognini e Sinner hanno perso 8 punti a 6 nel tiebreak del terzo set dopo essere stati avanti 3 a 0

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Jannik Sinner alla 2021 Davis Cup by Rakuten (Credit: Jose Manuel Alvarez/Quality Sport Images/Kosmos Tennis)

A fine terza giornata dei 6 gruppi della Coppa Davis, l’Italia è sola nazione già qualificata per i quarti. La sola, fra quelle che hanno giocato due incontri, ad averli vinti entrambi.

C’è quasi certamente la Croazia sulla nostra strada verso Madrid, salvo che Cilic, Gojo e il duo Mektic/Pavic perdano imprevedibilmente e clamorosamente 3-0 con l’Ungheria il cui numero uno Fucsovics – per giunta – ha anticipato che al 90% non giocherà per essersi fatto male a una caviglia. Alla Croazia basterà vincere una partita su tre per finire in testa al proprio girone e affrontare l’Italia.

Ma intanto, battuta anche la Colombia dopo gli Stati Uniti, il girone è vinto. E come dicevo i quarti di finale sono garantiti. Sinner e Sonego lo hanno concluso imbattuti in singolare. Se contro i giganti americani erano riusciti a mantenere immacolata la casella dei servizi persi, contro i colombiani – che sulla carta erano più deboli – entrambi hanno invece ceduto una volta il servizio e Sonego ha anche perso un set, il primo. Al tiebreak, per 7 punti a 5, perché il break subito nel primissimo game lo aveva restituito nel sesto raggiungendo il 3 pari. Poi non ha più perso il servizio, né nel secondo né nel terzo, senza giocare mai bene come nella prima giornata ma approfittando del calo inevitabile del suo avversario, Nicolas Mejia, che nel primo set non aveva giocato davvero da N.275 del mondo, ben 248 posti più indietro di Sonego.

 

Sinner nel secondo set ha riservato a Galan lo stesso trattamento dato a Isner: gli ha dato un 6-0 in progressione. Come mi ha detto Nicola Pietrangeli nell’intervista che gli ho fatto, “per accorgersi del livello e della forza di Sinner basta ascoltare il suono che fa la palla sulle sue corde. Pum!

Eh sì, gli altri toccano, lui picchia. E rispetto all’inizio dell’anno, quando eccelleva già di rovescio ma sbagliava tanti dritti quando anziché d’incontro doveva spingere lui la palla e gli davano un gran fastidio le palle basse da tirare su con la frustata di polso, adesso Jannik tira delle fucilate di dritto, sia in cross sia in lungolinea, che fanno paura.

Sbagliando pochissimo in rapporto alle botte che tira.

Francamente, anche se contro Galan è stato meno brillante che contro Isner – contro il quale ha impressionato per la facilità con la quale ha risposto a quasi il 50% delle sue prime palle – mi sembra che questo Sinner sia superiore al Marin Cilic attuale e anche che Sonego sia ben più forte di Gojo, sebbene il numero due croato contro Popyrin abbia dimostrato di non essere uno sprovveduto.

Come al solito dovremo cercare di vincere i due singolari, perché ancora un doppio davvero competitivo con i migliori non lo abbiamo. E migliore di Mektic/Pavic, poi, in questo momento non ce l’ha nessuno. Volandri ha voluto provare una nuova coppia, Fognini/Sinner, sebbene Sinner avesse appena finito di giocare il suo singolare, ma insomma una bella coppia non si improvvisa. E non è detto che un grande singolarista sia anche un ottimo doppista.

Ieri Djokovic, in coppia con Cacic, ha perso in tre set il doppio decisivo contro i tedeschi Krawiets e Puetz…due che se lui li incontrasse in singolare farebbero più o meno gli stessi game di Isner con Sinner.

Prima dell’ultima giornata del round robin i giochi non sono ancora fatti in alcun girone. In quello dell’Italia, USA e Colombia possono ancora tentare di conquistare uno dei due posti riservati alle migliori seconde. Ma sono tante le squadre nelle loro stesse condizioni.

Chi vincerà fra Russia e Spagna vincerà il gruppo A, che si trova in cima al tabellone. La Russia è favorita anche se giocare fuori casa non è mai facile, ma Medvedev con Carreno Busta e Rublev contro Ramos Vinolas o Lopez dovrebbero vincere. La Spagna, pur sconfitta, potrebbe aspirare ad essere una delle migliori due fra le seconde.

Nei quarti forse la Russia potrebbe giocare contro la Svezia, salvo che il Kazakistan vinca con il Canada. E ci sta.

Scendendo nel tabellone il quarto di finale più probabile è Gran Bretagna (se batte la Cechia) contro la Germania (se batte l’Austria lasciandosi dietro la Serbia).

L’Italia si trova nella seconda metà del tabellone e come detto dovrebbe affrontare la Croazia. E spero che si possa andare sul 2-0 e guadagnarsi l’accesso alle semifinali a Madrid.

Contro chi? Contro la vincente del gruppo B (Svezia o Kazakistan) o una seconda squadra che, come detto, potrebbe essere forse più forte sia del Kazakistan sia della Svezia, le quali hanno fatto parte del gruppo decisamente più debole.

Gli incastri sono ancora tantissimi, perché si devono contare i set e magari anche i game, salvo che capitino a pari punti squadre che si sono affrontate; in quel caso ovviamente decide il confronto diretto.

Colombiani e italiani hanno finito di giocare il loro doppio alle 2 e 45 del mattino. Agli americani che dovevano giocarsi le ultime speranze contro i colombiani forse non è dispiaciuto, ma avrebbero preferito che alla fine vincessero gli italiani. Invece ora anche la Colombia può cercare di qualificarsi come seconda.

Non so se Filippo Volandri abbia fatto bene a tenere Sinner in campo fin quasi alle 3 e a mandarlo a letto verso le quattro del mattino. Lui che di solito va a letto alle 22.

Però devo dire che ho visto fare delle cose pazzesche a Sinner anche in doppio. Risposte vincenti in serie, pur rispondendo da destra e sui punti pari perché Fognini ama giocare sui punti dispari e da sinistra (d’altra parte con Bolelli era una scelta obbligata). Ma anche a rete la volée di rovescio di Jannik è di gran livello. Quella di dritto un po’ meno. Però se gioca così è fortissimo anche in doppio. E in coppia con Berrettini potrebbe diventare uno dei doppi più forti del mondo. Roba da Slam winner.

Erano avanti 3 punti a 0 nel tiebreak, dopo un rovescio vincente bellissimo di Sinner nel primo punto e due volée vincenti di Fognini. Sul 3-1 per gli azzurri Sinner ha sbagliato un dritto da metà campo banale per lui e sul 3-2 Fognini ha subito due mini-break, il primo sbagliando un rovescio piuttosto semplice, mentre sul secondo è stato bravo Cabal a giocare una bella volée.

I colombiani, sponsorizzati dalla Mizuno e incitati da un gruppetto di connazionali, sono saliti sul 6-3, ma due match point li ha annullati Sinner che serviva, il secondo con un ace. Poi sul servizio di Cabal una steccaccia clamorosa di dritto di Fognini ha fatto impennare la palla che è terminata poco prima della riga di fondo. Fognini non ha potuto fare a meno di baciare il telaio della racchetta: 6 pari!

Ma la fine è stata rinviata di pochissimo. Cabal ha chiuso uno smash e sul quarto match point Fognini ha sbagliato un lob in topspin: gli è venuto corto e per i colombiani è stato facile chiudere. Abbiamo scoperto che Sinner può giocare benissimo anche il doppio (“Anche il triplo!“, ha detto Volandri) e non è poco in prospettiva. È vero che aveva già giocato e vinto un torneo (ad Atlanta con Opelka…), ma aveva giocato così poco che è stato comunque una vera rivelazione.

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Editoriali del Direttore

Davis Cup: oltre le più azzurre previsioni. Un’Italia così forte può vincere la Davis? Isner: “Sinner sicuro top 3”

Capitan Fish: “L’Italia può battere qualsiasi squadra”. Forse non la Russia di Medvedev e Rublev. Il mio ricordo di Siviglia 2004, il Sinner di ieri mi ha ricordato quel Nadal

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Jannik Sinner - Finale Coppa Davis Torino 2021 (Photo by Jose Manuel Alvarez / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

“Abbiamo una squadra fortissima”. Ipse, Sinner, Dixit. Come dargli torto? “Sinner diventerà certamente un top-3 del mondo!”. Ipse, Isner, dixit. Come dargli torto dopo quello che ho visto oggi?

Due esordienti hanno stroncato le reni ai giganti made in USA. Mi è tornata in mente la finale di Coppa Davis, quella vera, di Siviglia nel 2004 quando due tennisti nati e cresciuti nella piccolissima isola di Maiorca, l’esordiente diciottenne Rafa Nadal e il ventottenne Carlos Moya, stroncarono le reni a un Paese di 300 milioni di abitanti. Già, anche in quell’occasione, sul banco degli sconfitti ci finirono gli Stati Uniti, vincitori di 32 Coppe Davis, che schieravano Andy Roddick e per l’appunto l’attuale capitano di Coppa Davis Mardy Fish.

La Coppa Davis non è più la stessa, purtroppo, ma è vero che abbiamo una squadra fortissima se anche senza il nostro numero uno, Matteo Berrettini, siamo stati capaci di risolvere in due ore e mezzo la pratica americana a Torino.

 

In 2 ore e 31 minuti in totale l’Italia dei due esordienti in azzurro, con tanto di scritta Italia sulle spalle blu, Lorenzo Sonego e Jannik Sinner, ha dominato i giganti degli Stati Uniti, Reilly Opelka e John Isner, senza neppure perdere un solo game di servizio. Nessuno dei due azzurri. Sonego in un’ora e 29 minuti (6-3 7-6) ha concesso una sola palla break nel sesto game del primo set, cancellandola coraggiosamente. Sinner (6-2 6-0 in un’ora e 2 minuti) ne ha salvate tre consecutive nel secondo game del secondo set quando peraltro già era avanti di un break.

Se ieri ci avessero detto che un paio di giocatori avrebbero potuto chiudere il loro match senza perdere il servizio, avremmo probabilmente pensato che quelli sarebbero stati gli americani. C’è qualcuno al mondo che batte più forte di loro? Invece a non perdere il servizio sono stati gli azzurri e non quei due tipacci che tirano giù noci di cocco a 235 km orari da più di 4 metri e mezzo d’altezza, sommando la loro, la lunghezza delle braccia, quella della racchetta con l’aggiunta del saltino che hanno imparato a fare per incocciare la malcapitata pallina più su ancora per strapazzarla ben bene.

Francamente neppure il tifoso più ottimista avrebbe potuto immaginarsi uno scenario del genere. Io, ad esempio, non avevo nascosto la mia preoccupazione. Temevo soprattutto che Lorenzo Sonego patisse l’emozione di giocare nella sua Torino, a coronare un sogno di qualunque bambino che prende la racchetta in mano: giocare in Coppa Davis per l’Italia e proprio nella tua città, davanti alla tua famiglia, ai tuoi amici, con l’obbligo di vincere perché… il doppio americano aveva i favori generali del pronostico contro qualsiasi coppia azzurra. Sulle spalle c’era un carico di pressione assai pesante. Pesantissimo. Roba da far tremare i polsi, insomma. Sinner si era già più abituato, nel corso dell’anno, giocando finali davvero importanti, a situazioni pesanti.

Beh, Lorenzo ha cominciato il suo match mettendo dentro 4 prime palle sui primi 4 punti, tutti vinti. Meglio di così non poteva cominciare. Ha perso meno punti sul proprio servizio che non Opelka anche nel primo set: lui 6 in 5 turni, l’americano 7 in 4 turni. 28 punti per Sonego nel primo set, 21 per Opelka. E nel secondo, fino al tiebreak, la differenza è stata ancora più netta: Sonego ha ceduto 3 punti soltanto in 6 turni, Opelka 8. Quando Lorenzo ha fatto subito il minibreak nel tiebreak è apparso quasi fosse la logica conseguenza di quel che avevamo visto fono a quel momento.

Così come il fatto che Lorenzo, mettendo a segno l’ace n.4 e l’ace n.5 nel secondo e nel sesto punto di quel tiebreak, è stata la dimostrazione di una straordinaria lucidità e capacità di concentrazione. Quel minibreak gli è bastato, tenendo tutti i suoi servizi a non concedere la minima chance a un Opelka così stranito da apparire quasi rassegnato. Ma era furibondo… tanto che, obbligato a presentarsi in conferenza stampa, è stato di una scortesia, e di una mancanza di professionalità, pazzesca. Ha risposto a monosillabi, un vero gigante nella maleducazione.

Tutto il contrario di John Isner. Un Isner che aveva molte più ragioni di essere furioso. Mai aveva perso con un punteggio simile. 6-2 6-0! Ma vi rendete conto? Mentre arrivava in sala stampa ero andato di corsa a leggere i suoi risultati di 15 anni, dal 2021 al 2006 e non avevo trovato nessuna batosta così dura. Mai neppure un 6-0. La volta in cui aveva fatto meno game erano stati 4. Con Sinner ne ha fatti 2.

Cercando di non maramaldeggiare, ma solo dopo essermi reso conto della sua educazione – ha anche detto che era stata bellissima l’atmosfera, il tifo degli italiani e che l’unico dispiacere era stato quello di non essere riuscito a essere più competitivo – gli ho dovuto dire che avevo cercato nelle statistiche un punteggio altrettanto duro da lui subito nel corso della sua lunga carriera e lui ha ammesso con grande savoir faire: “Non ricordo che mi sia mai successo, ce lo siamo chiesti anche noi negli spogliatoi, ma Sinner ha giocato in un modo incredibile, non mi ha dato alcuna possibilità… è stato davvero troppo bravo. Non c’era davvero nulla che io potessi fare e se mi guardo indietro ci sono poche volte nelle quali non ho avuto un colpo in canna, una chance per rovesciare un match. Oggi invece è stato così. Non ricordo un match che io abbia perso altrettanto facilmente. Credo sia la prima volta. Naturalmente tutto il credito va a lui… che, ed è ancora più importante, è un bravissimo ragazzo, a very nice kid, davvero”.

È stato lì che gli ho chiesto se a suo avviso Sinner aveva le carte in regola per aspirare a un posto fra i primi 3 tennisti del mondo. E lui non ha avuto dubbi: “Anche se avessi giocato al meglio delle mie possibilità non so se sarei riuscito a batterlo oggi. Credo che questa indoor sia probabilmente la superficie più adatta al suo tennis. Forse se avessi avuto qualche match in più d’allenamento alle mie spalle avrei potuto giocare un match un po’ più equilibrato, ma non so se ci sarebbero molti giocatori che potrebbero batterlo su questo campo. Sono sicuro che sentirete parlare molto di lui in futuro, avrà molta pressione sulle sue spalle, ma la risposta è sì, lo vedo arrivare fra i primi 3 tennisti del mondo. Questa superficie è probabilmente la migliore per lui, ha avuto davvero ottimi risultati indoor quest’anno, penso che abbia solo 20 anni. Ma sì, penso che avrà certo un futuro radioso. Il nostro sport è fortunato ad avere un ragazzo come lui”.

E Mardy Fish ha poi detto: È la prima volta che vedo Sinner così da vicino e sono rimasto incredibilmente impressionato. Sì, perché avrò visto giocare Isner 600 o 700 volte e non ho mai visto nessuno rispondere al suo servizio come ha fatto stasera Sinner… E anche John mi ha detto la stessa cosa… Ci sono tanti giocatori che ho visto rispondere particolarmente bene, i del Potro, i Medvedev, ma stando lontani dalla riga di fondo. Lui sembra vedere bene prima dove andrà la palla. Decisamente il tennis italiano ha davanti a sé un brillante futuro. Per come gli italiani hanno giocato oggi, avrebbero vinto contro qualunque squadra al mondo”.

Beh… e se avessimo avuto anche il miglior Berrettini? Davvero forse soltanto la Russia di Medvedev e Rublev sembra più forte di noi, se i nostri giocano così. E il rimpianto per il formato della vecchia Coppa Davis cresce a dismisura. Perché potendo giocare 4 singolari invece di due, e riducendo l’importanza del doppio che oggi vale il 33 per cento dei punti e nella antica Coppa Davis invece valeva il 20 per cento, avremmo avuto vere chances di conquistarla per più di uno, due o tre anni. Se pensiamo che l’abbiamo vinta una volta sola… beh, cavolo, come sono cambiate le cose in un paio d’anni, da quella semifinale parigina raggiunta da Cecchinato a Parigi (dopo un “buco nero” di circa 40 anni e 160 Slam!), al trionfo monegasco di Fabio Fognini nell’aprile 2019, con gli 11 tornei vinti da allora dai tennisti italiani in mezzo a 13 finali raggiunte.

Oggi dobbiamo stare attenti. Dobbiamo vincere entrambi i singolari perché il doppio contro Cabal e Farah (campioni a Wimbledon nel 2019) non ci vedrebbe favoriti. Non credo che Galan possa combinarci lo scherzo di battere Sinner e che Mejia (se gioca lui invece di Cristiano Rodriguez) possa creare veri problemi a Sonego. Ragionevolmente giocheremo i quarti di finali lunedì contro la Croazia di Cilic e Gojo. Sinner dovrà giocare contro Cilic e Sonego contro Gojo. E anche in quel caso sarà meglio vincere entrambi i singolari, perché contro Pavic e Mektic, n.1 mondiale del doppio, sarebbe meglio non dover giocare un match decisivo.

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