Fed Cup: Petkovic manda la Germania in semifinale contro la Russia, R.Ceca ok

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Fed Cup: Petkovic manda la Germania in semifinale contro la Russia, R.Ceca ok

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Nel World Group la Sharapova chiude il confronto con la Polonia superando in due set Agniezska Radwanska. La Germania si impone 3-1 sull’Australia grazie alle vittorie della Kerber sulla Stosur e della Petkovic su un’indomita Gajdosova. Tutto facile per la Rep. Ceca in Canada. Nel World Group II promosse ai play-off (e quindi potenziali avversarie dell’Italia) Romania, Olanda, Usa e Svizzera

Giornata decisiva per gli altri quarti di finale e le sfide del World Group II. Promosse ai play-off (e quindi potenziali avversarie dell’Italia ad aprile) Usa, Svizzera, Olanda e Romania.

Ecco le cronache dei vari match

 

GERMANIA-AUSTRALIA 3-1 (Raffaello Esposito)

 

A. Kerber b. S. Stosur 6-2 6-4

Stosur e Kerber aprono la seconda giornata e sarà da capire quali e quante scorie avrà lasciato nel fisico e nella mente dell’australiana la corrida di ieri contro Petkovic. Tre break (due per Kerber) nei primi cinque games portano la tedesca sul tre a due e servizio. Angelique conferma il break d’autorità, si stacca per prima sul quattro due e vince di seguito altri otto punti per chiudere facilmente sei due il parziale. L’australiana appare stanca come era prevedibile ma Kerber gioca veloce, picchia e risponde alla grande: Stosur vince solo cinque punti su quattordici con la prima palla di servizio, dato preoccupante per una come lei dotata di una battuta potente. Entrambe soffrono sui propri turni di battuta del secondo set. Stosur deve aggrapparsi al servizio e al coraggio della campionessa per annullare sette palle break in tre turni di battuta.. Kerber concede solo una palla break ma anche i suoi games vanno spesso ai vantaggi. Sul quattro tre Stosur la tedesca tiene per la prima volta il servizio facilmente a quindici e questo forse le dà l’energia necessaria a strappare la battuta a Stosur che concede altre due palle break e riesce a salvarne solo una. Due vincenti di dritto decisivi portano la tedesca a servire per l’incontro sul cinque quattro. Cosa che accade puntualmente perché Kerber va facilmente 40-15 e chiude al secondo match point in ottantasette minuti per il due a uno Germania. Ora staremo a vedere in che condizioni sarà Andrea Petkovic, opposta alla Gajdosova nel secondo singolare di giornata che potrebbe già dare alle tedesche il pass per le semifinali.


A. Petkovic b. J. Gajdosova 6-3 3-6 8-6

Andrea Petkovic e Jarmila Gajdosova scendono in campo per quello che potrebbe essere il singolare decisivo per la Germania.
Sulle spalle dell’australiana la responsabilità di tenere in gioco il team aussie. Petkovic appare subito più galvanizzata che stanca per il match fiume di ieri, tiene a zero i suoi primi due turni di battuta e strappa il servizio all’avversaria nel quarto game complice un errore non forzato di Gajdosova sulla palla break.
La tedesca ha però un passaggio a vuoto subito dopo e cede il servizio a quindici consentendo all’avversaria di appaiarla sul tre pari. Nel settimo game Petkovic è brava e senza paura, si mette nei guai con un doppio fallo ma annulla la palla break conseguente ed esce vincitrice da un lungo game ai vantaggi. Non si ferma la tedesca e va subito 0-30 e poi 30-40 sul servizio dell’australiana, che cede la battuta alla prima occasione. E’ la fuga decisiva, Petkovic ha solo qualche incertezza sul 40-0, cede due punti ma porta a casa il set al nono gioco.
Nel secondo parziale è l’australiana ad aprire al servizio e a tenere i suoi primi due turni a zero, contando su una prima palla spesso sopra i 180 kmh. La tedesca fatica di più ma tiene, due pari senza break nel secondo dopo cinquanta minuti.
Gajdosova è ora più autoritaria nel gioco mentre forse Petkovic comincia a sentire la fatica e a commettere qualche errore di troppo perché non sempre è a posto con le gambe. Infatti nel sesto game la tedesca soffre e cede il servizio con due errori non forzati, uno di dritto e uno di rovescio. La sua avversaria tiene la battuta con un ace al momento giusto e in un attimo arriva al cinque due. Un servizio tenuto a quindici è solo un placebo, Gajdosova va 0-30 ma spinge senza timore, recupera, annulla una palla break e le basta il primo set point per intascare il secondo set.
Il parziale decisivo si apre con la tedesca al servizio e tre break consecutivi. L’australiana è la prima a difendere la battuta con successo e si stacca sul tre a uno che diventa quattro due poco dopo. Petkovic tiene il suo turno, accorcia e conquista a sorpresa tre palle break sul servizio australiano, brekka alla seconda utile e pareggia a quattro per poi tenere il servizio, 5-4 Germania e arena in delirio.
L’australiana ha la pelle dura e tiene il suo turno di servizio. Petkovic sembra condannata alle maratone in questo week end, regge di nervi e di fisico e va sul sei cinque e poi sul sette sei. E qui il suo spirito combattivo viene premiato perché l’australiana va subito 15-40, salva il primo match point ma capitola sul secondo.
Andrea Petkovic sugli scudi, la Germania deve a lei il passaggio del turno. E ora il doppio è solo una formalità.

 

POLONIA VS RUSSIA 0-4 (Carlo Carnevale)

M. Sharapova b. A. Radwanska 6-1 7-5

La Russia accede alle semifinali; Maria Sharapova certifica il suo ruolo di mattatrice del weekend, e si sbarazza di Agnieszka Radwanska in due set più comodi di quanto non dica lo score. La polacca soffre dall’inizo alla fine, senza mai dare l’impressione di poter fare partita pari, nemmeno quando ad un passo dallo schienamento si scuote per recuperare dal 2-5 al 5-5 nel secondo set, salvo poi cedere i due games successivi.
Caldissima l’atmosfera alla Krakow Arena, che per tutto il match sostiene la propria beniamina, anche quando la differenza di valore in campo rasenta l’imbarazzante; la Sharapova ha infatti martellato da fondo senza sosta, facendo grandinare su Aga vincenti di ogni sorta, specialmente nel primo set, che si chiude in mezz’ora dopo sette giochi. Maria domina, salva con autorità le palle break offerte nel primo parziale (due delle quali con ace) e si impegna anche in fase difensiva, come testimonia uno splendido recupero di rovescio in controbalzo, poi seguìto dalla chiusura di dritto incrociato.
La siberiana chiuderà con una impressionante positività al servizio (75% di prime, da cui ricava otto punti su dieci, ingiocabile), ma sembra venire meno sul più bello; una volta conquistato il break con uno straordinario passante di dritto dall’apertura minima, Maria gestisce con ordine e aggressività il vantaggio fino al momento di servire per il match. Qui Radwanska ha il colpo di coda, intuisce i servizi dell’avversaria e la costringe a giocare corto il colpo successivo, per poi approfittarne accarezzando le righe; controbreak, e set che pare ben lungi dall’essere concluso, specialmente quando la Sharapova perde due scambi consecutivi dalla parte del dritto, per sprecare altrettanti matchpoint. Il verdetto è rimandato ad una decina di minuti più tardi, quando la sovietica torna ingestibile, sfrutta due seconde morbide ed esulta sul rovescio in rete della Radwanska.
La Russia di Anastasyia Myskina attende dunque la vincente dell’appassionante scontro tra Australia e Germania.

 

CANADA vs REP. CECA 0-3 (da Quebec City, Vanni Gibertini )

Ka. Pliskova b. G. Dabrowski 6-4, 6-2

Gli sforzi di Tennis Canada per attirare pubblico al PEPS (Pavillon de l’éducation physique et des sports) dell’Università di Laval a Quebec City in occasione della seconda giornata del match di Fed Cup contro la Repubblica Ceca non hanno purtroppo sortito gli effetti sperati.
Tanti posti vuoti sulle tribune domenica pomeriggio, nonostante la giornata nuvolosa e molto fredda (temperatura percepita vicina ai -30 gradi centigradi) e nonostante gli sforzi degli organizzatori che hanno regalato parecchi biglietti omaggio ai tifosi intervenuti sabato, forse anche per smorzare i malumori dovuti alla mancata presenza di Eugenie Bouchard (ci sono state addirittura richieste di rimborso avanzate da qualche appassionato deluso). D’altra parte anche le due scoppole rimediate dalle canadesi nei due singolari non hanno aiutato a ravvivare l’atmosfera intorno all’evento, che tuttavia era stato lanciato in grande stile da una splendida interpretazione a cappella degli inni nazionali da parte del coro di Quebec City.
Si sapeva che le speranze di una rimonta erano davvero ridotte al lumicino, e purtroppo per i colori locali sono durate lo spazio di qualche game prima di naufragare completamente.
Nel terzo singolare la canadese Gabriela Dabrowski è riuscita con grande acume ed abnegazione a confondere le carte alla ben più quotata Karolina Pliskova approfittando sì dei suoi numerosi errori diretti in risposta, ma soprattutto mantenendo il ritmo dello scambio basso ed alternando parabole alte e lunghe a rasoiate corte e basse che hanno costretto la ceca a giocare in situazioni a lei poco congeniali.
Una volta trovata però la misura dei colpi, la Pliskova ha rimontato l’1-4 iniziale inanellando ben 9 giochi consecutivi che hanno scavato un solco incolmabile tra lei e la sua avversaria.
Il primo set si è chiuso con soli 5 punti di scarto tra le due, e se non fosse stato per i due sciagurati doppi falli commessi dalla Dabrowski sul 4-5 forse si sarebbe potuta vedere una partita un po’ più combattuta. E invece tutto è finito in un’ora e 11 minuti, un minuto in meno della durata del match tra la stessa Pliskova e Francoise Abanda, che in fin dei conti per essere all’esordio in Fed Cup ha tenuto il campo in maniera decorosa.
È una pesante sconfitta questa per la compagine canadese: 0-6 il computo dei set, 15 game vinti, mai più di quattro in un set, 3 ore e 21 minuti per tre match. Verdetto impietoso per un team chiaramente troppo Bouchard-dipendente per questi livelli e che avrà certamente bisogno della sua giocatrice di punta per sperare di rimanere nell’elite della Fed Cup.

 

 

World Group II (Diego Serra)

Svezia-Svizzera 1-3

La Svizzera passa il turno e vede la luce dei play off. Le favorite elvetiche chiudono la pratica con le svedesi con l’affermazione della Bacsinszky in due set a zero contro la Larsson. Il punto dell’onore svedese lo porta a casa il doppio in tre set accademici ma ben giocati. A Helsinborg delusione ma anche entusiasmo per un pubblico cosciente del pronostico che non lasciava scampo alle giocatrici di casa.

Bacsinszky (Sui)-Larsson (Sve) 6-3 7-6 (5)
Larsson/Petersson (Sve)-Golubic /Knoll  (Sui) 5-7 6-2 10-5

 

Olanda-Slovacchia 4-1

Bertens (Ola)-Rybarikova (Svk) 6-1 2-6 6-1

Perdendo per ben tre volte il servizio, con una facilità estrema, nel primo e terzo set, la tennista slovacca perde contro la dirimpettaia olandese. La Bertens tiene i nervi saldi anche nel secondo set, dove è messa in difficoltà al gioco aggressivo della Rybarikova. Prestazione decisamente incolore della numero 48 del mondo.

Rus (Ola)- Schmiedlovà (Svk) 6-3 2-6 6-4

A portare il punto decisivo alle olandesi è però Arantxa Rus, la bella tennista che qualche anno fa fu eletta la più sexy tra le nuove arrivate nel circuito. La Rus vince un combattuto primo set strappando alla rivale il servizio nel primo e nell’ultimo game. Perde il secondo set per un eccesso di foga, facendosi sorprendere proprio al servizio, difeso troppo debolmente. Ma sfodera un terzo set all’altezza vincendo l’ultimo game, su battuta della slovacca e aprendo le porte dei play off all’Olanda.

Hogenkamp/Krajicek (Ola)-Kucova/Schmiedolvà (Svk) 7-5 6-1

A chiudere il disastroso pomeriggio slovacco vittoria nel doppio per le olandesi, guidate da una Krajicek in forma.

 

Romania-Spagna 3-2

Muguruza (Spa)-Halep (Rou) 6-4 6-3

Una partenza a razzo nel primo set permette alla spagnola di portare a casa con serenità la partita e il punto per le iberiche. La Halep in vena di regali anche nella seconda fase, quando pur ottenendo un break continua a essere incredibilmente fallosa al servizio.
Begu (Rou)- Soler Espinosa (Spa) 6-2 6-4

Ma è la numero 34 del ranking nata a Costanza a ridare fiato alle rumene, vincendo facilmente il match contro la spaesata Soler, che da questo week end in terra rumena ha tratto davvero poco. Le due tenniste si sono curiosamente strappate il servizio in entrambi i game dei primi due set, ma poi la fragilità della spagnola, e il suo tennis troppo leggero e compassato per la superficie, hanno dato la vittoria alla finalista di Mosca 2014.
Begu/Niculescu (Rou)-Muguruza/Medina (Spa) 5-7 6-3 6-2

Con il doppio esplode invece il palazzetto dello sport di Galati, trascinato da una Begu in condizioni straordinarie. Le rumene perdono il primo set a causa di un servizio strappato nell’undicesimo game dalle iberiche. Ma poi giocano due set perfetti, incitate da un pubblico al solito caldissimo. Favorite da un indoor velocissimo. Tre game disastrosi giocati dalle spagnole nel set decisivo fanno il resto.

 

Argentina-Usa 1-3

Ormaechea (Arg)- Vandeweghe (Usa) 6-4 6-4

Dopo la rinuncia di Serena Williams, Paula Ormaechea si prende una bella soddisfazione vincendo in due set contro la tennista statunitense, vincitrice l’anno scorso del WTA di S’Hertogenbosch e numero 32 del ranking. Non facile sostituire Serena, nemmeno con i favori del pronostico, troppo fallosa l’americana al servizio in entrambi i set.

Williams V. (Usa)- Irigoyen (Arg) 6-1 6-4

Troppo facile il secondo singolare di giornata per Venus Williams, che immediatamente spegne l’entusiasmo del Pilara tennis club vincendo in scioltezza il match con la Irigoyen. Partita vera solo nel secondo set con l’argentina che perde però nel quinto game il servizio e dopo non gioca più sulla battuta di Venus. Qualificazione tenuta in gioco più dal forfait di Serena Williams che dal reale valore delle sudamericane.

 

 

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