Il Miami Open si rifà il look sull'esempio di Indian Wells: South Beach è sbarcato al Tennis Center di Key Biscayne

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Il Miami Open si rifà il look sull’esempio di Indian Wells: South Beach è sbarcato al Tennis Center di Key Biscayne

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Novak Djokovic è il grande favorito anche a Miami, ma intanto il torneo che una volta era certamente il quinto del mondo per importanza dopo gli Slam, non si rassegna al sorpasso di Indian Wells e prova a reagire. Il nostro inviato ci racconta come

Per un appassionato di tennis la possibilità di vivere a Miami diventa in marzo, quando si esibiscono campioni come Novak Djokovic, Rafael Nadal, Andy Murray, Serena Williams, Maria Sharapova, quasi un privilegio.
Marzo è il mese del Miami Open ed essere presente al torneo diventa un obbligo imprescindibile, anche perché visitare la location del torneo è sempre una grande esperienza.
Esiste solo una parola per descrivere la sede dove si svolge il torneo: fantastica.
L’isola di Key Biscayne rappresenta una delle zone più affascinanti della città: riserva nazionale ed ecosistema protetto da un lato, zona turistica e spiagge da sogno dall’altro, il tutto impreziosito da strutture sportive immerse nel verde. E tra tutte queste, ovviamente, il Tennis Center, sede del Miami Open.

È la mia terza volta al Miami Masters e, una volta risolte alla svelta alcune questioni burocratiche (a tal proposito è doveroso spendere alcune parole di plauso per l’organizzazione del torneo che ogni anno è sempre impeccabile e in continua crescita), mi sono concesso una passeggiata all’interno del complesso, per controllare che tutto fosse ancora come lo avevo lasciato. E fin da subito mi sono reso conto che le cose erano cambiate parecchio…Un primo grande cambiamento si nota nella zona “lounge” del Tennis Center.
Un problema che aveva penalizzato i tempi morti del torneo negli anni scorsi era il disagio che si provava nelle location che l’impianto metteva a disposizione per gli spettatori in attesa dell’inizio delle partite. Disagio causato soprattutto dalle alte temperature che già da marzo sono di regola qui a Miami.
Hanno finalmente sostituito la pavimentazione in asfalto, che creava nelle ore più calde un effetto forno veramente poco piacevole, con una in pavè dal colore leggero e chiaro, in modo da alleggerire il carico di calore percepito dalle persone. La vecchia struttura a ombrelloni è stata sostituita con una permanente che non risente del vento e dei cambi di angolazione dei raggi solari, il tutto impreziosito con un completo restyling di tavoli color argento, sedie arancioni, panchine e punti di ristoro.Ma la cosa che piacerà maggiormente ai visitatori del torneo in queste due settimane è l’aggiunta di un’area completamente nuova, situata alla sinistra dello Stadium e chiamata Miami Open Experience.In occasione del centesimo anniversario della creazione di Miami Beach, un’area di 900 metri quadrati è stata letteralmente ricoperta da 320 tonnellate di sabbia e riempita con sedie a sdraio, ombrelloni, Tiki Huts e maxischermi, il tutto con wifi gratuito e postazioni internet. Come dire, se non fosse per qualche grattacielo mancante, sembrerebbe proprio di essere a South Beach! E proprio come succede tutti i giorni a South Beach, anche il direttore del torneo Adam Barrett ha voluto organizzare in questo nuovo angolo di paradiso eventi extra tennistici che gli appassionati presenti apprezzeranno sicuramente.
Si svolgeranno sfilate di moda ed eventi culinari (molto interessante quest’ultima iniziativa con i quattro cuochi emergenti del panorama culinario della Florida), ma soprattutto dal 2 al 4 aprile si svolgerà un torneo di Beach Volley con al via i migliori giocatori del mondo, tra cui la tre volte campionessa olimpica Kerri Walsh Jennings, la medaglia d’oro 2008 Phil Dalhausser e la medaglia d’argento 2012 April Ross.
Insomma, un evento nell’evento.

Parlando con il direttore del torneo Adam Barrett si puo’ notare tutto il suo orgoglio per le numerose migliorie implementate solo negli ultimi dodici mesi, ma soprattutto si viene a sapere che il progetto che ha in mente è ben più ambizioso. È in corso infatti con la County di Miami Dade una azione legale per la costruzione di veri e propri stadi attorno ad altri tre campi, in modo tale da avere strutture permanenti e al passo soprattutto con i diretti rivali di Indian Wells.
Le trattative sono a buon punto, dato che il 73% dei votanti si è espresso positivamente a questa proposta.
Ora bisogna solo convincere Bruce Matheson, discendente della famiglia che cedette la proprietà dei parchi alla città di Miami, con la specifica che non potessero venire modificati in alcun modo. Non sarà facile, ma Mr Barrett sembra molto fiducioso a riguardo.

Per il momento accontentiamoci di questi piccoli, ma molto piacevoli upgrade, nella speranza che il Miami Masters rimanga nella posizione che gli compete da sempre: uno dei primi 7-8 tornei al mondo. Anche se battere il record di Indian Wells che con 456.672 paganti – più dei 428.751 del Roland Garros che può contare su 15 giorni di gare e tabelloni con 128 giocatori in singolare e con 64 tennisti nei doppi – finchè non ci saranno nuovi stadi, sarà praticamente impossibile.
NoMercy
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