Fed Cup, play-off: Tutti gli spareggi per il Gruppo I sono sull'1-1

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Fed Cup, play-off: Tutti gli spareggi per il Gruppo I sono sull’1-1

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Nella sfida di play-off tra Polonia e Svizzera Agnieszka Radwanska batte la Hingis che regge un solo set, ma la sorella Urszula si fa sommergere dalla Basczinski. L’Australia è orfana della Stosur, la Bertens batte nettamente la Gajdosova, ma la Dellacqua supera la Rus. Nei Play-off per il World Group II parità tra Giappone e Bielorussia. Serbia, Slovacchia e Spagna sul 2-0. Sorprese a Montreal: Abanda batte Begu, ma Bouchard cede a Dulgheru

FED CUP, Play-Off World Group
Polonia-Svizzera 1-1 (Giovanni Vianello)

A.Radwanska b. M. Hingis 6-4 6-0

Il tie di play-off tra Polonia e Svizzera ha subito offerto lo scontro più atteso. Hanno infatti aperto il programma di Zielona Gora (Polonia) l’incontro tra Agneska Radwanska e Martina Hingis. C’era curiosità in particolare per il ritorno al singolare della slovacca naturalizzata svizzera, antica dominatrice del circuito femminile e al suo secondo rientro nel circuito maggiore, dopo quello del 2007.
La partita è stata tale solamente nel primo set. Radwanska è partita al rallentatore, ed ha concesso lo 0-30 a causa anche di un doppio fallo nel primo game, ma la Hingis non è riuscita ad andare a palla break e la polacca ha tenuto il servizio. In seguito la svizzera ha pareggiato i conti e nel secondo game di battuta della Radwanska si è portata 30-40 con un gradevole passante di rovescio lungolinea, ma ancora una volta la Radwanska ha cancellato le speranze elvetiche e si è quindi giunti al 2-1 Polonia. A questo punto è arrivato il primo passaggio a vuoto della Hingis, che ha perso la battuta a zero. La nativa slovacca tuttavia non si è persa d’animo ed ha immediatamente controbreakkato. Si sono in seguito verificati due game in cui le giocatrici hanno tenuto il servizio con facilità e siamo quindi arrivati al 4-3 Polonia. Nell’ottavo game la Hingis ha subito la pressione della Radwanska e, nel game più lottato del match, ha ceduto nuovamente la battuta dopo aver tuttavia salvato numerose palle break. Nel gioco successivo la Radwanska ha confermato le proprie fragilità dell’ultimo periodo ed è stata lei questa volta ad essere incapace di sostenere la pressione della Hingis, con l’elvetica che è riuscita a controbreakkare con un gioco più aggressivo. Il decimo game si è rivelato decisivo non solo per il primo set, ma anche per l’intero match. Hingis si è portata rapidamente 40-0 sul proprio servizio, ma in questo frangente la Radwanska ha prodotto tre grandi scambi portati a casa grazie alle accelerazioni di dritto; la svizzera si è portata quindi a vantaggio, ma la polacca ha ancora una volta portato a casa tre punti consecutivi e si è quindi aggiudicata il primo set per 6-4.
Il secondo set è stato poco più di un allenamento per la Radwanska, ciò a causa di un netto calo fisico ma soprattutto mentale della Hingis. La polacca non solo non ha concesso palle break, ma è anche riuscita a dominare tutti i game di risposta; la non più verde età, la mancanza di abitudine alle competizioni di singolare e il modo in cui ha perso il primo set devono aver pesato sull’elvetica, che è sembrata andare del tutto fuori partita. La Hingis ha comunque mostrato qualche bella volee stoppata che ci ha ricordato i suoi antichi successi.

T. Bacsinszky b. U. Radwanska 6-2 6-1

Il secondo incontro di singolare in programma a Zielona Gora vedeva contrapposte Timea Bacsinszky (Sui) e Ursula Radwanska (Pol). I favori del pronostico andavano alla svizzera, quasi 100 posizioni più in alto in classifica mondiale (la Bacsinszky è n.22, la U. Radwanska è 114). La partita ha confermato questa previsione. L’elvetica ha comandato dall’inizio alla fine, facendo valere la sua superiore pesantezza di palla, in particolare col rovescio.
Nel primo set la Bacsinszky si è subito portata 2-0 ed ha avuto palle per il 3-0 pesante, ma la minore delle Radwanska è riuscita con orgoglio a muovere il punteggio e raggiungere il 1-2. L’elvetica tuttavia non ha mostrato difficoltà al servizio e il punteggio è diventato di 3-1 in favore della svizzera. A questo punto, la polacca ha ancora una volta mostrato incertezza alla battuta ed ha dovuto salvare altre palle break, ma alla fine è riuscita a raggiungere il 2-3. Nuovamente, la Bacsinszky ha tenuto il servizio con autorità e siamo giunti al 4-2 Svizzera. Qui abbiamo assistito di nuovo ad un game lottato sul servizio della polacca, la quale questa volta non è riuscita a salvarsi e quindi il punteggio è diventato 5-2 Bacsinszky. Il primo set si è infine concluso 6-2, con l’elvetica che ha chiuso al secondo set point.
Il secondo set è stato quasi una fotocopia del primo, con la Bacsinszky che si è aggiudicata la maggioranza dei punti da fondo e la Radwanska che raramente è riuscita a verticalizzare o a cambiare di ritmo allo scambio. La seconda partita si è conclusa addirittura per 6-1 con tre break in favore della Bacsinszky.

Olanda-Australia 1-1 (Stefano Tarantino)

Bertens-Gajdosova 6-1 6-3

Il primo singolare della sfida di ‘s-Hertogenbosch vede di fronte due giocatrici fisicamente molto possenti e dotate di un gioco fatto di colpi potenti, Kiki Bertens per le padrone di casa e Jarmila Gajdosova per la formazione ospite.
La Gajdosova inizia bene e tiene la battuta nel game d’apertura, ma sarà l’unico raggio di sole nel primo set. La Bertens le prende velocemente le misure, l’australiana inizia a sbagliare molto e per la tennista di casa la strada si fa velocemente in discesa. L’olandese mette 6 game di fila in cascina e chiude senza problemi il primo set 6-1.
La Gajdosova non pare trovare il bandolo della matassa, va sotto 1-3 anche nel secondo set, poi d’improvviso ha un sussulto. La concentrazione della Bertens cala, l’australiana ne approfitta. Non solo la Gajdosova recupera il break, ma sul 3 pari ha due fondamentali palle per andare 4-3 e servizio e girare l’inerzia del match. Bravissima qui la Bertens, salva entrambe le palle break, tiene la battuta e nel game successivo strappa il servizio all’avversaria e va a servire per il match sul 5-3. La Gajdosova le prova tutte e sale 0-40, ma l’australiana spreca le prime due palle break in maniera orrida con due gratuiti quanto mai inopinati. Il terzo lo salva la Bertens con una gran prima, poi sempre con il servizio l’olandese alla seconda palla match chiude i conti e porta meritatamente avanti l’Olanda. Australiane nei guai anche perché nel secondo singolare Sam Stosur non scenderà in campo, al suo posto Casey Dellacqua contro Arantxa Rus.

C. Dellacqua b. A. Rus 7-5 6-3

Chiamata a sostituire all’ultimo minuto Sam Stosur, infortunata, Casey Dellacqua risponde presente e porta in parità le sue compagne battendo in due set la nr.2 olandese Arantxa Rus. Un match non facile psicologicamente per la tennista australiana, proprio per la situazione particolare venutasi a creare e poi perché di sicuro la terra battuta non è la sua superficie favorita. Ma la Dellacqua ha saputo interpretare nel migliore dei modi la partita ed alla fine con merito a portato a casa il risultato.
Primo set dall’andamento molto strano, la Rus inizia in maniera molto fallosa e facilita il compito della sua avversaria, che in un battibaleno vola sul 5-1 e sembra ipotecare il primo set. Ma dal settimo game in poi inizia un’altra partita, la Rus finalmente entra in ritmo, sbaglia molto di meno e tiene il campo con autorità. La Dellacqua invece cala, accusa la pressione del momento e si smarrisce. L’australiana cede 4 game di fila e si ritrova sul 5 pari senza mai arrivare a set point. L’inerzia parrebbe ora dalla parte della tennista di casa, ed invece arriva finalmente la reazione della Dellacqua che chiude il parziale al 12° gioco con il punteggio di 7-5.
La Dellacqua ora è padrona del campo, la Rus è troppo incostante. L’australiana scappa una paio di volte avanti di un break nel secondo set, si fa riprendere, ma alla terza occasione centra l’allungo decisivo. Dal 3-3 arrivano 3 game di fila per lei, finisce 7-5 6-3, l’Australia respira, la prima giornata si chiude come detto in precedenza sull’1-1. Vedremo se domani Sam Stosur sarà in condizioni di scendere in campo.

 


Play-off World Group II
(Stefano Tarantino)
Giappone-Bielorussia 1-1

V. Azarenka B. M. Doi 6-1 6-2
K. Nara b. O. Govortsova 6-4 4-6 6-2

Non basta (al momento) la presenza di Viktoria Azarenka per permettere alla Bielorussia di mettere le cose in chiaro nella sfida di Fed Cup valevole per i play-off del World Group II che la vede impegnata in Giappone.
Se Vika ha liquidato senza problemi Misaki Doi, le ha risposto alla grande la tenace ed ostica Kurumi Nara che al termine di una sfida alquanto impegnativa è riuscita a portare le padrone di casa in parità battendo in 3 set la nr.2 ospite, Olga Govortsova, con il punteggio di 6-4 4-6 6-2.
Bielorussia ancora favorita, ma occhio alle giapponesi.

Serbia-Paraguay 2-0

A. Krunic b. V. Cepede Roig 6-1 6-3
A. Ivanovic b. M. Gonzalez 6-2 6-0

Non c’è stata storia come da pronostico nella sfida di Novi Sad tra Serbia e Paraguay. Troppo superiori le padrone di casa che si sono permesse anche il lusso di schierare Aleksandra Krunic al posto di Jelena Jankovic (non al meglio fisicamente) nel primo singolare della giornata.
La sostanza non è cambiata, le paraguaiane hanno appena vinto 6 game in due singolari, Serbia con un piede nel World Group II.


Slovacchia-Svezia 2-0

K. Schmiedlova b. R. Peterson 6-3 6-3
D. Hantuchova B. S. Celik 6-2 6-0

Nessun problema per Karolina Schmiedlova nel primo singolare di Bratislava contro la svedese Rebecca Peterson. Decisivo un solo break nel primo set, nel secondo la svedese cerca di essere più combattiva ma la tennista di casa chiude con un doppio 6-3 e porta avanti la Slovacchia.
Le padrone di casa chiudono poi la prima giornata sul 2-0 grazie ad una vera e propria passeggiata di Daniela Hantuchova, che contro la giovane Celik ottiene una agevole vittoria lasciando appena 2 game all’avversaria. Per la Slovacchia, finalista 2 anni fa nella manifestazione, il World Group II è a portata di mano.

Argentina-Spagna 0-2

S. Sorribes Tormo b. P. Ormaechea 4-6 7-6(2) 6-1
L. Arruabarrena b. M. Irigoyen 6-0 6-1

Importantissima vittoria di Sara Sorribes Tormo nel primo singolare della sfida tra Argentina e Spagna in corso di svolgimento a Buenos Aires. La giovanissima ed esordiente spagnola viene a capo dopo oltre 2 ore di gioco della più esperta Paula Ormaechea e porta la Spagna, orfana in terra sudamericana della Muguruza e della Suarez Navarro, su un prezioso 1-0 forse insperato all’inizio del match.
La partenza della tennista di casa è veemente, 3-0 e 0-30 sul servizio dell’avversaria nel quarto game, ma la spagnola supera l’emozione dell’esordio, tiene la battuta e mette in fila 4 game consecutivi, situazione ribaltata e 4-3 Sorribes Tormo. La Ormaechea non ci sta, arrivano altri tre game di fila, stavolta argentini e così il primo set si chiude sul 6-4 per la tennista sudamericana.
Si riparte nel secondo set e la musica non cambia, si va a strappi. La Ormaechea sale prima 2-0 e poi 4-2, ma la Sorribes Tormo recupera in entrambi i casi il break di svantaggio. L’argentina va sul 5-4, ma la spagnola non trema, serve per restare nel match e tiene la battuta. Qui gira la partita, break della spagnola che poi chiude il parziale 7-5.
Il colpo è terribile per la Ormaechea, che nel terzo set tiene il game d’apertura e poi scompare dal campo, la Sorribes Tormo infila 6 game consecutivi (l’argentina non fa nemmeno un punto negli ultimi 3 giochi) ed ottiene un meritatissimo successo al suo esordio nella manifestazione.
Il secondo singolare non ha praticamente storia, bastano appena 49 minuti a Lara Arruabarrena per superare una desolante Irigoyen, sommersa 6-0 6-1. L’Argentina va così sotto 2-0 dopo la prima giornata, Spagna vicina al World Group I.

Canada – Romania 1-1 (da Montreal, Vanni Gibertini)

F. Abanda b. I. C. Begu 4-6 7-5 6-4

Comincia con il botto lo spareggio di Montreal tra Canada e Romania. Nel primo singolare la 18enne di Montreal Francoise Abanda mette al tappeto la n.33 al mondo Irina Camelia Begu dopo 2 ore e 37 minuti di battaglia davanti al pubblico abbastanza numeroso ma molto infreddolito della Maurice Richard Arena, un impianto risalente alle Olimpiadi del 1976 e che viene abitualmente utilizzato per le competizioni di pattinaggio su ghiaccio e hockey.

Alla fine ha avuto la meglio la freschezza atletica della giovane canadese che ha tratto vantaggio dei tanti errori della rumena, che con il passare dei game ha iniziato a muoversi sempre meno bene ed ha visto i colpi di affondo dell’avversaria diventare sempre meno raggiungibili.

Primo set tutto sommato equilibrato, anche se il computo finale di 36 punti a 26 in favore della Begu potrebbe far pensare il contrario. Nonostante il 2-0 iniziale, propiziato da una Begu che ha dato subito il via alla sua giornata opaca da fondo campo, specialmente dalla parte destra, la Abanda non ha saputo consolidare il vantaggio restituendo immediatamente il break all’avversaria, che ha avuto palle break in tutti i primi quattro turni di battuta della canadese. Quella decisiva è arrivata sul 3-3, quando sul 15-40 la giovane di Montreal si è letteralmente suicidata con una palla corta di rovescio altissima, puntualmente punita dalla rumena.

Nel secondo set Abanda prova a lasciare andare un po’ i colpi, mentre la Begu mette in campo la sua esperienza variando il gioco, ma in maniera comunque molto estemporanea: rarissime discese a rete, qualche mezzo lob ad interrompere il ritmo dello scambio, che però non impediscono all’inerzia della partita di spostarsi leggermente dalla parte della canadese. Quanto basta perché dopo due palle break mancate sul 2-1, la Abanda approfitti di un turno di servizio di peste della rumena (due non forzati di diritto ed un doppio fallo) per andare a servire inutilmente per il set sul 5-3, salvo poi ottenere il break decisivo sul 5-6 andando in forcing sulla seconda dell’avversaria e costringendola all’errore.

Il parziale decisivo contiene tutta la quintessenza del tennis femminile: capovolgimenti di fronte, medical time-out, errori a valanga, discussioni sulle chiamate del “Falco”, palle corte, pallonetti, insomma il repertorio completo. Si parte subito con un gioco da 16 punti e quasi 10 minuti, nel quale Francoise Abanda cede la battuta dopo aver avuto quattro palle game. Begu allunga rapidamente sul 2-0 e quando prende l’iniziativa per portarsi 0-30 anche nel gioco successivo, non sono in pochi nella Maurice Richard Arena a pensare che la partita sia in dirittura d’arrivo. Ma la 18enne canadese non ci sta, rimane in scia sul 2-1, ed approfittando anche del medical time out chiesto dall’avversaria (che si è fatta massaggiare il polpaccio sinistro) esce vincitrice da un game di 12 punti nel quale la Begu si era trovata 40-0 e durante il quale si è assistito ad un “challenge” piuttosto controverso, proprio in occasione dell’ultimo punto. Sulla seconda palla break del game, infatti, due colpi consecutivi colpiscono la riga di fondo, la Begu risponde con un pallonetto che anch’esso colpisce la riga, ma il giudice di linea lo chiama fuori. Dopo la correzione del “Falco”, il giudice di sedia fa ripetere il punto, con la panchina rumena a protestare perché a loro modo di vedere la Abanda aveva sbagliato il colpo successivo prima della chiamata del giudice di linea. Sulla ripetizione, Abanda aggredisce ed ottiene il controbreak per il 2-2.

Si va avanti, tra un errore e l’altro, fino ad un altro game di peste della Begu, che cede a zero la battuta sul 3-4. Abanda trema quanto basta nel gioco seguente concedendo il controbreak, ma ormai la rumena è troppo ferma negli spostamenti e finisce per concedere i punti che servono a Francoise per catturare lo scalpo più pregiato della sua giovane carriera. “Sono felicissima di aver ottenuto la mia prima vittoria in Fed Cup proprio qui a Montreal – ha dichiarato una raggiante Abanda ai giornalisti pigiati in un angusto stanzino elevato per l’occasione al ruolo di sala interviste – non avevo ancora battuto alcuna giocatrice compresa nelle Top 40 in carriera, ed è davvero bellissimo che sia accaduto proprio qui davanti alla mia famiglia ed ai miei amici”.

A. Dulgheru b. E. Bouchard 6-4 6-4

Bouchard: “Augurare buona fortuna all’avversario prima del match sarebbe come mentire”

 

Sorpresa n.2 nel pomeriggio di Montreal, dove dopo la vittoria di Francoise Abanda arriva la sconfitta dell’altra montrealese in campo, Eugenie Bouchard, che non riesce a porre fine al suo momento no e cede in due set alla n.2 rumena Dulgheru.

Era davvero una ghiottissima occasione per il Canada di arrivare alla seconda giornata in vantaggio per 2-0, occasione che probabilmente ha pesato sui colpi e soprattutto sulla psiche di Eugenie Bouchard, che reduce da una serie di sei set consecutivi persi nell’ultimo mese (gli ultimi due del match di Indian Wells con Tsurenko, e le sconfitte all’esordio a Miami con Maria ed a Charleston con Davis) si è trovata con la responsabilità di dover traghettare la sua nazionale ad una salvezza improvvisamente diventata a portata di mano dopo l’impresa della sua giovane compagna di squadra (nonché concittadina) Abanda.

Ed invece la n.7 del mondo ha dovuto incassare un’altra irritante sconfitta in due set, in questo periodo che si sta trasformando in un incubo per lei. Due set pressoché identici l’uno all’altro: break di Dulgheru all’inizio del parziale, controbreak di Bouchard immediato o quasi, e break decisivo nella seconda metà del set, in un game concluso a 30, scappato via con un paio di punti persi proprio quando non era il caso.

Il livello di gioco è stato decisamente superiore rispetto a quello del primo incontro: scambi più rapidi, atteggiamento decisamente più aggressivo da parte di entrambe le protagoniste, anche se Dulgheru ha cercato di giocare maggiormente in contenimento per dare la possibilità a Bouchard di sbagliare i suoi colpi, spesso e volentieri giocati a tutta velocità. La canadese ha combattuto da par suo fino alla fine, ha avuto tre palle per il 5-5 nel secondo set che avrebbero potuto riaprire la partita, ma in almeno due occasioni ha sbagliato la risposta, forse per una esagerata ricerca dell’aggressività. Dal canto suo la Dulgheru ha sicuramente tremato in quell’ultimo game, come dimostra il doppio fallo commesso sul terzo match point, ma due diritti lunghi di Bouchard alla fine le hanno consentito di festeggiare con la propria panchina (in questo modo molto coreografico in risposta al rifiuto della stretta di mano di Bouchard durante il sorteggio) e davanti ai numerosissimi tifosi rumeni presenti in tribuna. Sì perché se solitamente negli incontri di Davis e di Fed Cup è sufficiente ascoltare il boato del pubblico per capire chi ha vinto il punto, questo pomeriggio a Montreal non è stato decisamente così: la massiccia comunità rumena presente in Quebec ed in tutto il Canada (è presente anche tra i media accreditati un canale televisivo per i rumeni che vivono nel Paese della foglia d’acero) ha sicuramente fatto gara pari in termini numerici con i tifosi della squadra di casa, ed a livello di decibel sono stati sicuramente superiori. Hanno poi improvvisato coreografie molto apprezzate, ivi compreso lo spiegamento di una bandiera rumena gigante che ha coperto buona parte delle tribune superiori alla Maurice Richard Arena.

Sicuramente non ho giocato come avrei voluto oggi, ma credo di aver fatto un passo nella direzione giusta – ha dichiarato Eugenie Bouchard – considerando le mie ultime prestazioni, oggi le cose sono andate un po’ meglio, e non posso fare altro che guardare agli aspetti positivi di quest match”.

Si riparte dunque dall’1-1 con i singolari invertiti, che vedranno quasi certamente in campo Bouchard e Dulgheru, mentre qualche punto interrogativo rimane per Begu (che ha sofferto di crampi nel primo singolare) ed Abanda, rimasta in campo oltre due ore e mezzo per vincere la sua partita. “Il match è stato sicuramente duro, con molti lunghi scambi – ha spiegato il capitano canadese Sylvain Bruneau – ma abbiamo un’equipe preposta a far sì che le nostre atlete riescano a scendere in campo nelle condizioni migliori possibili, quindi credo che Francoise sarà in grado di dare il suo apporto domani”.

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