Fed Cup: Errani e Pennetta doppio da sogno, Serena e gli USA si inchinano!

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Fed Cup: Errani e Pennetta doppio da sogno, Serena e gli USA si inchinano!

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L’Italia fa festa a Brindisi, Stati Uniti battuti 3-2. Errani e Pennetta dominano il doppio e regalano il punto decisivo per la permanenza in World Group. In precedenza Sara Errani era arrivata a due punti dal match dopo aver vinto il primo set contro la numero 1 del mondo, arrendendosi solo al terzo set dopo due ore e venticinque minuti. Flavia Pennetta, preferita a Camila Giorgi, aveva invece disposto facilmente dell’americana McHale riportando la sfida in parità 

 

FED CUP, Play-off World Group (da Brindisi, Remo Borgatti, Marco Sicolo e Ciro Battifarano)

Italia-USA 3-2

F. Pennetta/S. Errani b. S. Williams/A. Riske 6-0 6-3

Un doppio giocato magistralmente da Errani e Pennetta, che sono state numero 1 del mondo di specialità (anche se non assieme) e si vede: l’Italia resta così nel World Group mentre gli Stati Uniti vengono bocciati ancora. Troppo pesanti le assenza di Venus Williams, Madison Keys e Sloane Stephens. Serena rimedia la prima sconfitta in Fed Cup.

Per l’ultimo match di giornata, Brindisi riserva un clima più fresco tanto da suggerire a Serena di indossare le maniche lunghe. La battaglia di doppio che tutti attendevano tanto battaglia non è stata. Era il primo doppio di Serena Williams senza la sorella Venus dopo oltre dieci anni e la differenza la si è vista eccome: Alison Riske è stato il punto debole del doppio statunitense su cui si sono concentrati i colpi di Flavia Pennetta e Sara Errani. Ad inizio partita si capisce subito che il pubblico sarà il terzo “uomo” in campo quando si esalta su un doppio smash della Pennetta con le azzurre che volano via in un batter d’occhio e dimostrano subito un maggiore affiatamento: 6-0 che non ammette repliche.

Sembra tutto troppo facile per essere vero ma le ragazze di capitan Fernandez non ci stanno e con una Riske ritrovata (chiude sette punti nei primi due giochi del secondo set) si portano avanti 2 a 0 e servizio. Le americane dimostrano in generale una tattica più aggressiva rispetto a quella delle italiane, disponendosi in posizione più avanzata ad inizio punto ed entrando nel campo più volentieri durante lo scambio. Ma le nostre non perdono la calma confermando l’intelligenza tattica che le contraddistingue. Immediato il controbreak con Flavia che vendica un precedente smash al corpo da parte di Serena con la stessa moneta, mentre Sara è brava a variare il gioco uscendo al momento giusto dalle classiche diagonali di fondo campo e passando le avversarie ripetutamente con implacabili lungolinea da fondo. Esaurito il momento di grazia, Riske cede il servizio nel settimo gioco con Pennetta che esplode di gioia e lo stadio con lei. Errani mantiene facilmente il suo turno di servizio e sull’onda del tifo ormai incontenibile, strappano ancora il servizio a Serena per il 6-3 finale che dà il via alla festa azzurra: abbracci, gavettoni e giro di campo col tricolore con la Giorgi che si defila dalla festa.

Giro di campo che è un tributo alla carriera di Flavia che in conferenza stampa non nasconde la soddisfazione per un week-end all’insegna della famiglia Pennetta (coinvolta nell’organizzazione dell’evento) mentre è evidente la soddisfazione sorniona di Barazzutti :”Era un incontro delicato, non potevamo sbagliare niente e le ragazze non hanno sbagliato niente“. Il capitano, particolarmente rilassato, in una conferenza stampa in cui finge di dormire durante le dichiarazioni fiume delle sue giocatrici e offre un panino all’affamata Sara Errani (che gradisce e non disdegna di addentare il sandwich tra una risposta e l’altra), spende parole di elogio per una squadra che da diversi anni è ai vertici mondiali: “Siamo uno dei gruppi più forti del mondo, Genova è stato solo un incidente di percorso. Questo è un gruppo che ha fatto la storia e potrà continuare a conseguire successi fintanto che le ragazze ne avranno voglia.

Le americane dal canto loro non hanno lesinato i complimenti alle italiane, “una squadra veramente solida” a detta di Serena. Determinante anche la scelta della superficie, Serena ha ammesso di non essere ancora pronta per la stagione sulla terra e dovrà allenarsi molto per i prossimi tornei, riconoscendo di aver giocato oggi come se fosse ancora sul cemento. Il capitano statunitense M.J. Fernandez si è detta comunque soddisfatta di rappresentare la propria nazionale anche se non può disporre costantemente di tutte le migliori rappresentanti, dimostrandosi fiduciosa per il futuro del suo team nel quale saranno tutte sempre ben accette.

 

doppio itausa

F. Pennetta b. C. McHale 6-1 6-1

Dopo la sconfitta di Sara Errani, l’Italia si conquista la possibilità di giocarsi la permanenza nel World Group grazie alla facile vittoria della beniamina di casa Flavia Pennetta che con un rapido doppio 6-1 liquida la pratica McHale in poco meno di un’ora. Molto fallosa l’americana rispetto ad una Pennetta solida e propositiva anche a rete. McHale conquista il gioco di apertura del match, si procura un paio di palle break nel secondo gioco che non trasforma e da lì Pennetta prende in mano il set conquistando sei giochi consecutivi. Il secondo set è pressapoco la fotocopia del primo: Flavia cede per la prima ed unica volta il proprio servizio, per poi chiudere il secondo set col medesimo punteggio del primo. Per la Pennetta è la dodicesima vittoria consecutiva in singolare in Fed Cup. Flavia non perde in Fed Cup dal 2009, quando sulla terra di Castellaneta Marina raccolse appena tre game contro Svetlanza Kuznetsova, che di lì a poco vincerà il Roland Garros.

pennetta mchale statspennetta mchale stats

S. Williams b. S. Errani 4-6 7-6(3) 6-3

Sfiora l’impresa Sara Errani nel primo incontro della giornata contro Serena Williams, arrivando a due punti dal match e facendo sognare il pubblico anche oggi accorso numeroso sugli spalti in quel di Brindisi. La romagnola ha sfoderato una prestazione maiuscola, mettendo in seria difficoltà la numero uno che, come ha poi detto in conferenza stampa, non è ancora pronta alla stagione sul rosso.

La giornata non è delle più serene, con qualche nuvola a salutare l’ingresso in campo delle atlete. Sara Errani entra in campo decisa a sovvertire il pronostico che la vede sfavorita contro la numero uno al mondo e nel terzo gioco si procura la prima palla break che trasforma grazie ad un rovescio in rete di Serena che oggi tanti gratuiti ha commesso specialmente con questo colpo. Nel settimo gioco Williams va sotto di un quindici per due volte e, grazie al servizio, riesce a non perdere nuovamente il turno di battuta. Aggressiva in risposta nel gioco successivo, Serena riporta in parità il punteggio del set. Il vento, che per stessa ammissione di entrambe le atlete è stato un fattore determinante del match, si fa più intenso con Serena che fa fatica a trovare il giusto timing sulla palla e perde nuovamente il servizio ancora con un errore di rovescio. Sara tiene a zero il successivo turno di battuta e porta a casa il primo set, facendo scatenare i tifosi sugli spalti. Per la seconda volta Errani strappa un set a Serena e per la seconda volta Serena perde un set in Fed Cup.

Williams non ci sta ed in apertura di secondo set si porta avanti di un break ma Errani replica entrambe le volte lasciando l’americana a zero sul proprio servizio. È questa la fase in cui il pubblico sente l’impresa nell’aria, Serena è vistosamente nervosa e Sara nel settimo game ha la palla break per portarsi avanti anche in questo secondo set, annullata dall’americana con uno spettacolare diritto incrociato che suscita comunque gli applausi del pubblico, partecipe ma corretto. Il break arriva ad ogni modo nel nono gioco con Serena ancora troppo fallosa che cede il servizio con un doppio fallo. Sara va a servire per il match e si porta a due punti dal sogno ma riesce ad incanalare la rabbia nei giusti binari del suo talento infilando tre punti consecutivi e ristabilendo la parità. Dopo un set point sprecato da Serena nel dodicesimo gioco, si arriva al tie-break che, complice una palla corta allungata da un nastro fortunato, si dirige da subito dalla parte dell’americana che si invola 6 a 1 e chiude al terzo set point sul 7 a 3.

Nel terzo e decisivo set Serena conquista il break in apertura. Chi pensa che Errani sia fuori dal match si sbaglia, con la sua tenacia riesce a controbreakkare due volte l’americana che però dà la spallata decisiva all’incontro con il break nel settimo game, vanificando un prodigioso recupero di Sara sulla prima palla break. Serena non sbaglia più e chiude il match sul 6-3, con le contendenti che lasciano il campo tra l’ovazione di un pubblico deluso dal risultato ma soddisfatto da due ore e mezzo di tennis ad alto livello ed emozionante.

Ai giornalisti Sara si è dichiarata soddisfatta della sua prova, avendo tenuto bene gli scambi da fondo e ha detto che la differenza probabilmente alla fine l’ha fatta il servizio.

Nota a margine: la nostra portacolori, nonostante il lungo match ed il successivo impegno in doppio, non si è sottratta agli impegni con i giornalisti laddove l’americana ha lasciato non poco interdetta l’organizzazione dell’evento rifiutandosi di venire in sala stampa ed esigendo che fossero i giornalisti a recarsi all’esterno degli spogliatoi con le loro domande.

Stats Errani-Williams

 

 

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Sorteggiati play-off e play-out della Fed Cup: l’Italia andrà in Russia per evitare la C

Le azzurre dovranno evitare la retrocessione nei gruppi zonali contro la prima testa di serie. Sfida in programma il 20-21 aprile

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(foto Fabrizio Maccani)


Il giorno dopo la pubblicazione della nuova classifica per nazioni e la contestuale designazione delle teste di serie per i play-off dei World Group I e II, al quartier generale dell’ITF a Londra si sono tenuti i sorteggi. Che per l’Italia non sarebbe stato in ogni caso un accoppiamento favorevole era risaputo, ma ci è probabilmente toccata l’avversaria peggiore: la Russia, prima testa di serie, da affrontare in trasferta. Il 20 e 21 aprile prossimi, quindi, le ragazze di Tathiana Garbin giocheranno per evitare la retrocessione nel Gruppo I – in serie C, per dirla in italiano. E, dopo la disfatta di Biel dove le azzurre hanno raccolto un set in tre incontri a dispetto della classifica superiore della nostra numero uno, non si partirà certo sulle ali dell’ottimismo, per quanto Camila Giorgi abbia sempre dimostrato di avere le potenzialità per battere qualsiasi avversaria; resta tuttavia il fatto che, per carattere e caratteristiche di gioco, sembra che poco le si addica la dimensione di un impegno a squadre e il ruolo di leader che dovrebbe ricoprire.

 

Per quanto riguarda la squadra russa, si è guadagnata l’opportunità di giocarsi la promozione con tre vittorie in altrettante sfide nell’impegno della scorsa settimana a Zielona Gora in Polonia. Battute la formazione di casa e la Danimarca nella fase a girone, nell’incontro decisivo le russe hanno superato la Svezia grazie ai successi in singolare di Natalia Vikhlyantseva e Anastasia Pavlyuchenkova rispettivamente su Larsson e Peterson.

ITALIA-RUSSIA: PRECEDENTI (fonte: federtennis.it)

Sarà l’ottavo confronto (compresi quelli disputati contro l’Unione Sovietica) tra le due Nazioni con la Russia in vantaggio per 5-2. L’Italia, però, ha vinto due delle ultime tre sfide: la semifinale del 2009 disputata sulla terra rossa di Castellaneta Marina, e soprattutto la finale del 2013 giocata al Tc Cagliari, sempre sulla terra.

ITALIA – RUSSIA 2-5 (dettaglio)

  • 2013 – Tennis Club Cagliari (terra), Cagliari, Italia – finale
    ITALIA b. Russia 4-0
  • 2011 – Sports Palace Megasport (veloce Indoor), Mosca, Russia – semifinali
    Russia b. ITALIA 5-0
  • 2009 – Nova Yardinia (terra), Castellaneta Marina, Italia – semifinali
    ITALIA b. Russia 4-1
  • 2007 – Small Sports Arena “Luzhniki” (veloce indoor), Mosca, Russia – finale
    Russia b. ITALIA 4-0
  • 2005 – Circolo del Tennis Brindisi (terra), Brindisi, Italia – 1°turno World Group
    Russia b. ITALIA 4-1
  • 1980 – T.C. Rot-Weiss (terra), Berlino, Germania – 2°turno World Group
    Urss b. ITALIA 2-1
  • 1968 – Roland Garros (terra), Parigi, Francia – 2°turno World Group
    Urss b. ITALIA 3-0

LE ALTRE SFIDE – Gli altri tie per guadagnarsi il secondo gruppo mondiale saranno Giappone-Olanda, Gran Bretagna-Kazakistan e Slovacchia-Brasile, mentre i play-off del World Group I vedranno in campo la Repubblica Ceca, certo non abituata a giocarsi la salvezza (l’ultima volta è stata nel 2008), che ospiterà il Canada, Usa-Svizzera, Lettonia-Germania e Belgio-Spagna.

TABELLONE PLAYOUT 

(1) Russia – ITALIA
Giappone – (2) Olanda
(3) Gran Bretagna – Kazakhstan
(4) Slovacchia – Brasile

TABELLONE PLAYOFF 

(1) Repubblica Ceca – Canada
(2) Stati Uniti – Svizzera
Lettonia – (3) Germania
(4) Belgio – Spagna

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Giorgi delude, Halep vuole la Fed, la Bielorussia fa paura

Camila recita male il ruolo della leader a Biel, serve di più per riportarci in alto. Le rumene fermano le ceche, Sabalenka e Sasnovich stordiscono le tedesche, Barty in gran forma. Garcia ritorna alla grande in Fed

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Amaro il week-end di Fed Cup per i nostri colori. Certo, la trasferta in terra svizzera si presentava ostica, ma era lecito aspettarsi qualcosa di più soprattutto dalla nostra nr.1, Camila Giorgi. L’azzurra, rientrata in squadra dopo i noti dissidi con la Federazione, ha interpretato male la sfida e i suoi due singolari, perdendo contro Golubic e Bencic. Non vogliamo buttare la croce su Camila, sappiamo quanto sia difficile in questa fase per il nostro tennis femminile risorgere dalle ceneri del nostro periodo d’oro, dove Pennetta, Schiavone e Vinci (e anche Errani, unica ancora in attività) ci hanno regalato nel circuito e in Fed Cup gioie che chissà per quanto tempo saranno irripetibili. Però Camila deve calarsi (secondo chi scrive) di più nel ruolo di leader e mettere in campo un minimo di razionalità in più in una competizione che non può per vari motivi essere interpretata come un normale torneo della stagione.

Contro Golubic, che in Fed di solito si trasforma e lo ha dimostrato anche in questa occasione, Camila ha sprecato troppo, soprattutto nel primo set, quando si è trovata avanti 4-1 e aveva l’inerzia della partita in mano. Quei cinque giochi consecutivi subiti hanno non solo ribaltato la sua partita ma hanno naturalmente condizionato tutta la sfida contro la Svizzera. Si dirà, ma anche se avesse vinto quel match forse avremmo perso lo stesso. È probabile e per questo Camila non deve essere messa nell’angolo, ma far scendere in campo Bencic la domenica sull’1-1 avrebbe forse tolto molte certezze alla n.1 locale, che a volte soffre la tensione, figuriamoci quando chiamata a rappresentare in una situazione di equilibrio il proprio paese.

 

Tathiana Garbin ha comunque svolto in maniera esemplare il suo ruolo di capitana, anche nelle conferenze stampa post match. Sempre molto equilibrata, ha confermato la voglia di cercare di costruire qualcosa con questo gruppo, che ha in Camila e Sara Errani le due leader, ma che dietro di loro vede un gruppetto di ragazzine interessanti cercare di farsi largo. Ci vorrà tempo, tanto e come appassionati dovremo pazientare non poco, ma la pacatezza della Garbin merita la nostra fiducia.

Breve riferimento anche alla prova di Sara Errani. Tornare in campo dopo tutto il caos doping non era facile, i meccanismi non potevano che essere sicuramente arrugginiti, ma la “garra” mostrata nel finale di secondo set contro la Bencic con annessa rimonta dal 2-5 al 5-5 fa ben sperare. Sara è chiaramente nella fase finale della sua carriera, ma con la tenacia che la contraddistingue può certamente regalarsi qualche altra piccola soddisfazione e aiutare la nostra nazionale nella risalita. Nazionale che sarà impegnata ad aprile nei play-out del World Group II, il sorteggio ci sarà martedì 12 febbraio dove sapremo chi dovremo affrontare per non finire in serie C; non ci aspetta un avversario facile (con ogni probabilità non saremo testa di serie), ma come ebbe a dire una volta Nicola Pietrangeli commentando un match della nostra squadra di Davis, “Il problema non è finire in B o in C, il problema sarà poi risalire quanto prima”. Ecco, il punto principale è proprio quello, capire quando avremo le basi per il rilancio della nostra squadra.

Tathiana Garbin – Fed Cup 2019 (foto Federtennis.it)

LE ALTRE SFIDE – Oltre alle sfide del World Group II (hanno vinto anche Lettonia, Spagna e Canada che giocheranno insieme alla Svizzera i play-off per il World Group 2020), si sono disputati anche i quarti di finale del World Group.

Due di queste sfide hanno regalato non poche emozioni e sono state avvincenti, cosa che accade spesso quando ci sono le competizioni a squadre nel tennis (chissà se il signor Haggerty questa cosa l’abbia compresa), mentre nelle altre due sono emerse due nazionali che hanno conquistato le semifinali in maniera agevole. Vediamo nel dettagli quanto accaduto.

Si sapeva che a Ostrava ci sarebbe stata la sfida più interessante del weekend e così è stato. Da una parte le campionesse in carica sì prive di Kvitova ma con una signora squadra in campo, dall’altra le rumene con Simona Halep agguerrita come non mai. Spettacolo assicurato e seconda giornata maratona che ha tenuto gli appassionati incollati alla tv (e sugli spalti per quasi 8 ore). Simona Halep ha dichiarato prima di questa sfida che la Fed è uno dei suoi obiettivi e sul campo lo ha dimostrato in pieno. Due vittorie su due nei singolari e capolavoro rumeno completato dal doppio Begu/Niculescu che con grandissima caparbietà sono venute a capo delle collaudate Siniakova (probabilmente stanca dopo aver giocato il singolare contro la Buzarnescu, la peggiore in campo) e Krejcikova. Un’impresa non da poco quella delle rumene che hanno battuto la R.Ceca in trasferta (le ceche non perdevano in casa in Fed dal 2009) e che avevano vinto 6 delle ultime 8 edizioni della Fed. Tutti i regni prima o poi terminano, ma questa R.Ceca non farà fatica a tornare alla ribalta nelle prossime edizioni, onore al merito alla Romania che ha davvero disputato una “due giorni” di primo livello. Laddove anche Buzarnescu sarà pienamente recuperata soprattutto fisicamente le rumene costituiranno un gruppo completo e di ottimo livello che potrà puntare alla Fed.

Rumene che ad aprile in semifinale affronteranno in trasferta la Francia, facile vincitrice del Belgio a Liegi. Protagonista indiscussa della vittoria la “figliol prodiga” Caroline Garcia, tornata in gruppo dopo le polemiche seguite alla sua rinuncia alla Fed dopo la finale persa contro la R.Ceca nel 2016. Merito del suo ritorno (essenziale quanto non mai visto lo stato di forma pessimo della Mladenovic) va ascritto anche alla presenza sulla panchina francese di Julien Benneteau, che, almeno apparentemente, a messo a suo agio la Garcia, mai vista così sorridente e rilassata in campo. Non va comunque dimenticata l’impresa d Cornet, vincitrice di Mertens nel secondo singolare del sabato che ha dato un 2-0 confortante alle francesi. Alizé ha fatto il suo tipico match, recuperi incredibili, agonismo a palla, grinta da vendere. Alla fine lo sforzo ha pagato e anche in maniera pesante, la semifinale con la Romania sarà da gustare.

Si ipotizzava che le bielorusse potessero vincere in Germania, ma il modo con cui l’hanno fatta le candida ad un ruolo da favorite nella competizione. Il power tennis di Sabalenka e le geometrie di Sasnovich fanno paura, e non dimentichiamoci che c’è anche in squadra quest’anno Vika Azarenka, che al momento fa da vassalla alle sue compagne, ma che se dovesse riacquistare un minimo di fiducia renderebbe la sua squadra quasi inavvicinabile. Le tedesche, prive di Kerber e Goerges, hanno potuto ben poco. Sabalenka in due match ha lasciato alle malcapitate avversarie 4 giochi, questo dato la dice lunga non solo sul suo stato di forma ma anche su come la sfida in Germania non sia per nulla stata equilibrata.

Per le bielorusse la strada verso la seconda finale (dopo quella persa nel 2017) vedrà ad aprile un ostacolo non da poco, l’Australia di Ashleigh Barty. Non solo perché sarà in trasferta (le australiane sceglieranno l’erba?), ma anche perché la n.1 australiana è in uno stato di forma impressionante e gioca in maniera meravigliosa sia singolare che doppio. Ad Asheville ha praticamente vinto da sola la sfida contro gli Stati Uniti. Battuta la Kenin, demolita la Keys, trascinata in doppio la giovane Hon per il 3-2 finale. Certo, al momento sembra un po’ troppo sola per impensierire la squadra bielorussa, apparentemente più completa, ma le insidie per Sasnovich e Sabalenka saranno tante. Sarà ancora Barty contro tutte?

SORTEGGI – Come detto i sorteggi per i le sfide dei play-off e dei play-out saranno sorteggiate alle ore 11 del 12 febbraio negli uffici ITF di Londra, le teste di serie saranno scelte in base al ranking ITF che sarà reso noto stamane e terrà conto dei risultati di questo weekend. Appuntamento ad aprile, dove proprio a Pasqua sicuramente assisteremo ad altre sfide emozionanti.

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Polemiche in Fed Cup tra Gran Bretagna e Grecia: “Giudici di linea terribili, i peggiori mai visti”

Nella sfida di giovedì, valida per il Gruppo I Europa/Africa, le britanniche hanno prevalso tra grandi polemiche. Secondo le giocatrici greche arbitri e giudici di linea non erano all’altezza della competizione

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La cittadina inglese di Bath, situata nella zona sud-occidentale del paese, deve la sua notorietà alle terme di epoche romana costruite ormai due millenni fa. Verrebbe dunque da associarvi naturalmente sentimenti di serenità e tranquillità, che in questi giorni sono stati turbati dall’acceso dibattito scatenato dalla sfida tra Gran Bretagna e Grecia, uno degli incontri programmati presso i campi indoor della University of Bath. Match validi per il Group I – divisione Europa/Africa – di Fed Cup, dove ci si sfida per ritrovare un posto al sole nel World Group.

Gran Bretagna-Grecia si è disputata giovedì, quando entrambe avevano già esordito nel girone che ospita anche Ungheria e Slovenia; le britanniche avevano vinto la prima partita, mentre le greche erano state sconfitte 2-1 dalle ungheresi configurando così l’urgenza di fare risultato. Forse anche per questo la vittoria dei due singolari da parte di Boulter e Konta, rispettivamente contro Grammatikopoulou e Sakkari, ha esacerbato gli animi in casa Grecia. Entrambe le giocatrici sconfitte e in seguito il capitano Anastasios Bavelas hanno attaccato duramente il team arbitrale, sia i giudici di linea che che i giudici di sedia, per aver commesso diversi errori e in definitiva ritenendo che non fossero all’altezza della competizione.

 

Maria Sakkari, che si è fatta rimontare da Konta dopo aver vinto 6-4 il primo set, è stata la meno diplomatica: “I giudici di linea sono stati terribili fin dal primo turno, i peggiori che abbia mai visto nella mia vita. È inaccettabile. Siamo abituati ad essere arbitrati da grandi professionisti, quindi se veniamo qui a giocare un tie di Fed Cup di alto livello abbiamo bisogno di professionisti sul campo“. La giocatrice greca, che a Roma lo scorso anno è stata protagonista di un episodio arbitrale molto controverso in cui ad essere danneggiata fu però la sua avversaria, Pliskova, ha lamentato quindi una differenza di professionalità tra giocatrici in campo e chi è chiamato ad arbitrarle. “Qui ci sono diverse top 100 e stiamo giocando con delle brutte palline e con giudici di linea che non hanno mai lavorato in vita loro. Ci sono stati errori da ambo le parti, non dico abbiano sbagliato solo a nostro sfavore, ma certamente noi siamo stati danneggiati“.

A farle eco la n.2 greca Valentini Grammatikopoulou, che prima di lei era stata sconfitta in tre set da Katie Boulter. La giocatrice ellenica non ha digerito l’assenza di Hawk-Eye sul campo da gioco, che a suo dire sarebbe risultata decisiva negli episodi che nel primo e nel terzo set hanno indirizzato l’incontro. Un articolo del Daily Mail fa notare, in proposito, la difficoltà di installare un dispositivo per costi superiori a 50000 sterline da utilizzare solo per quattro giorni, essendo le sedi dei tie di Fed Cup molto spesso impianti polifunzionali che si dedicano al tennis solo saltuariamente.

Va sottolineato come in occasione della chiamata più discussa dell’incontro, un overrule chiamato dalla giudice tedesca Evelina Oehme sul 3-2 40-40 nel terzo set, persino le immagini televisive non abbiano saputo decretare con facilità a chi andasse assegnato il punto. Per Grammatikopoulou gli errori rimangono però gravi ed evidenti: “È ingiusto giocare così. Non sono dispiaciuta di perdere, ma se devo perdere voglio perdere in modo corretto. So che Hawk Eye è nato proprio in Gran Bretagna e sono sorpresa che per queste sfide non sia stato utilizzato un dispositivo inventato proprio in questo paese”.

LE BRITANNICHE GETTANO ACQUA SUL FUOCO – Non sorprende troppo che le britanniche, che hanno vinto tutte le sfide del girone e chiudono così a punteggio pieno, abbiano difeso l’operato degli arbitri rispedendo al mittente le accuse delle avversarie. Più di tutti il capitano Anne Keothavong. “Le chiamate non hanno influenzato l’esito delle partite. Ci sono stati episodi dubbi, ma le chiamate errate sono arrivate per entrambe le squadre. C’è stata un po’ di tensione e le giocatrici hanno visto quello che volevano vedere“. Katie Boulter si è espressa grossomodo negli stessi termini, escludendo che i presunti errori abbiano potuto cambiare l’equilibrio delle due sfide incriminate.

Il dibattito a questo punto potrebbe spostarsi in un’altra direzione. È vero che i giudici di linea designati per la sfida non erano all’altezza? Non secondo Rebecca James, Tournament Director della Lawn Tennis Association che ha organizzato l’evento. “Gli arbitri selezionati per questo eventi dalla ABTO (Association of British Tennis Officials) hanno tutti lavorati ad alto livello. I giudici di sedia sono certificati a livello internazionale e selezionati dall’ITF. I giudici di linea hanno lavorato in incontri di semifinale e finale a Wimbledon, oltre a diverse altre sfide di Coppa Davis e Fed Cup”. 

La squadra greca potrebbe aver ragione sui singoli episodi, ma l’impianto generale della critica appare traballante se confrontato con la replica precisa e circostanziata di chi si è occupato di selezionare gli arbitri per la sfida. Per sbagliare, possono sbagliare anche giudici di linea e di sedia dotati di pedigree internazionale; un conto è recriminare per un errore, che è assolutamente lecito, un altro è contestare il curriculum di chi siede sul seggiolone o scruta le linee per assicurarsi che una palla sia dentro o fuori senza addurre delle prove oggettive a riguardo.

 

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