Wimbledon femminile: Serena alla caccia del quarto Major consecutivo

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Wimbledon femminile: Serena alla caccia del quarto Major consecutivo

In vista del torneo di Wimbledon, ecco qualche dato relativo alla stagione su erba per cercare di individuare le possibili protagoniste del prossimo Slam londinese

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A mio avviso ragionare su Wimbledon significa innanzitutto tenere presente che il torneo costituisce il culmine di una fase di stagione anomala: quella del tennis su erba.
Parlo di stagione anomala perché, malgrado quest’anno sia stata aggiunta una settimana, il calendario sui prati resta comunque molto più breve rispetto a quello dedicato alle altre superfici. Questo fa sì che le normali gerarchie del ranking risultino meno attendibili, dato che i punti distribuiti incidono limitatamente sulla classifica delle giocatrici.

La brevità è tale che diventa anche difficile valutare lo stato di forma delle tenniste di vertice. Addirittura quest’anno tre delle prima quattro giocatrici (Serena, Kvitova e Sharapova) arriveranno all’appuntamento con lo Slam senza avere disputato alcun incontro di preparazione.
E sempre perché i tornei disputati sono pochi, risulta più complesso individuare le specialiste. Il fatto poi che il tutto si svolga nel giro di pochi giorni, rende fondamentale anche lo stato di forma, che in molte occasioni determina i risultati anche al di là delle preferenze tecniche: un paio di settimane di scarsa condizione e la stagione è compromessa.

Tenendo presente tutto questo, penso che per orientarsi tra nomi e numeri sia meglio provare ad andare a ritroso per alcuni anni in modo da allargare la base dei dati. Per questo ho preparato statistiche riferite agli ultimi cinque anni o, per altri numeri, addirittura all’intera carriera delle protagoniste.
Non che questo modo di procedere non abbia controindicazioni: aumentando l’influenza di stagioni lontane si finisce per sottostimare la forza delle giocatrici giovani o emergenti.

 

Partiamo con un po’ di dati.
Ecco il riepilogo dei risultati dei tornei WTA di preparazione + Wimbledon:


Nella seconda tabella è indicata la percentuale di vittorie delle prime 32, future teste di serie.
Il primo numero si riferisce alla percentuale di vittorie ottenute in tutta la carriera (su tutte le superfici), il secondo solo sull’erba. Infine è indicato il miglior risultato raggiunto a Wimbledon:

Tab 2 rendimento prime 32

Si possono anche ordinare le giocatrici in base alla percentuale di vittorie ottenute in carriera sull’erba. Il risultato dovrebbe dirci chi sono (o sono state) le giocatrici più forti in assoluto sulla superficie:

Tab 3 Migliori su erba
Per affrontare la situazione delle primissime ecco una sintesi storica dei piazzamenti ottenuti negli ultimi 5 anni a Wimbledon (prime 16 del ranking):

Tab 4 - top 16 wimbledon

Ma come stanno in questo momento le migliori? Ecco la mia opinione sulle top ten.

1. Serena Williams
L’abbiamo lasciata con la coppa in mano a Parigi, vincente nonostante l’influenza.
A Wimbledon negli ultimi anni sembra aver seguito la logica del tutto o niente: due volte ha vinto mentre tre volte è stata eliminata alle soglie della seconda settimana (da Bartoli, Lisicki e Cornet), senza essere quindi presente nei turni decisivi.
Vincendo a Londra concluderebbe il “Serena Slam” (quarta vittoria major consecutiva, già raggiunto a cavallo tra 2002 e 2003) e soprattutto i tre quarti del più prestigioso Grande Slam. Al Roland Garros ci aveva abituato a partenze al rallentatore, perdendo il primo set e uscendo alla distanza. Malgrado l’erba esalti le sue grandi qualità di battitrice un approccio di questo genere potrebbe rivelarsi più rischioso, perché i match sui prati sono meno facilmente recuperabili, soprattutto se l’avversaria dispone di un discreto servizio.

2. Petra Kvitova
Negli ultimi cinque anni ha sempre raggiunto almeno i quarti di finale. Sotto questo aspetto la famosa incostanza di Kvitova trova a Wimbledon l’eccezione che conferma la regola. Ad oggi le incertezze maggiori potrebbero derivare dalle condizioni di salute, visto che per un raffreddore ha rinunciato all’ultimo momento a partecipare al torneo di Eastbourne, al quale tradizionalmente aveva sempre preso parte.

3. Simona Halep
Semifinalista l’anno scorso, sconfitta da Bouchard anche per le condizioni fisiche non perfette (distorsione alla caviglia). Non sembra essere in una forma ideale: la sconfitta contro Mladenovic a Birmingham unita all’eliminazione al secondo turno al Roland Garros non sono certo il propellente ideale per uno Slam. In compenso può contare sulla collaborazione a tempo pieno con il nuovo coach, Darren Cahill.

4. Maria Sharapova
L’ultimo match disputato da Sharapova è stato quello perso contro Safarova a Parigi. Come Serena, anche Maria non era in perfette condizioni di salute, ma, al di là delle malattie passeggere, direi che Sharapova viene da un periodo di rendimento non ottimale: malgrado la vittoria a Roma è da diversi tornei che non gioca al meglio. Nelle ultime tre edizioni Wimbledon le ha riservato più delusioni che soddisfazioni; anche se in due delle tre sconfitte si è trovata di fronte avversarie in giornata di grazia (Lisicki 2012 e Kerber 2014). Sharapova rimane comunque una delle quattro giocatrici in attività capace di vincere a Londra, e con un ottimo 82% di vittorie in carriera sull’erba.

5. Caroline Wozniacki
Quarto turno. Questo sembra essere il livello oltre il quale Caroline non riesce ad andare: è accaduto quattro volte negli ultimi sei anni, a conferma che l’erba non è la sua superficie ideale. Per fare meglio ci vorrebbe la Wozniacki aggressiva e intraprendente del Masters 2014, altrimenti sono molte le giocatrici che si fanno preferire su campi così veloci.

6. Lucie Safarova
La recente finalista del Roland Garros storicamente aveva sempre faticato a Wimbledon, ma poi è stato proprio il torneo dell’anno scorso a costituire la svolta della carriera: prima semifinale in un Major, e poi tutta una serie di risultati importanti che le hanno consentito di arrivare fino al sesto posto nel ranking.
Adesso incominciano ad arrivare le prime cambiali da onorarare, sotto forma di punti in scadenza. Si apre quindi una nuova fase nella stagione di Safarova: di sicuro i mezzi tecnici non le mancano, ma diventerà fondamentale la capacità di reggere la pressione e di non farsi sopraffare dalle responsabilità.

7. Ana Ivanovic
L’anno scorso si era presentata al via di Wimbledon reduce dalla vittoria di Birmingham. Quest’anno nello stesso torneo è stata subito estromessa da Larcher de Brito. Certo non un buon inizio; ma nel 2015 sembra che stia facendo il contrario dell’anno scorso, in cui rendeva molto nei tornei WTA salvo poi fallire negli Slam.
Visto che al Roland Garros si è spinta fino alla semifinale chissà che non faccia bene anche a Londra. Le sue caratteristiche non sono particolarmente esaltate dall’erba, ma se il servizio la assiste, non le mancano le qualità in risposta per cercare di prendere il comando nella maggior parte degli scambi. E chi sa prendere l’iniziativa, sull’erba ha buone possibilità di fare strada.

8. Ekaterina Makarova
Erbivora autentica, ha vissuto i primi importanti momenti della carriera WTA ad Eastbourne, il torneo che l’ha portata alla ribalta da semisconosciuta (vinse da qualificata, numero 100 in classifica). Questa edizione di Wimbledon costituisce una specie di prova di maturità, visto che la affronterà per la prima volta da top ten. Sarà interessante osservare come si troverà in una parte più da protagonista, differente rispetto ai ruoli defilati che amava assumere nelle passate stagioni.

9. Carla Suarez Navarro
Storicamente aveva dimostrato di soffrire l’erba: in difficoltà nelle fasi di inizio gioco, a mio avviso il maggiore punto debole era sempre stata la risposta. Ma la nuova Suarez ha dimostrato di sapersi disimpegnare molto meglio sulle superfici rapide: è cresciuta nella posizione in campo, al servizio e anche in risposta. Tuitto questo la rende più competitiva, anche se secondo me sembra mancare ancora qualcosa per arrivare a giocarsela negli ultimissimi turni.

10. Angelique Kerber
Dopo un inizio di anno opaco è improvvisamente risalita: ha cambiato coach (tornando con Torben Beltz, l’allenatore dei suoi primi successi), si è asciugata nel fisico, e così ha recuperato la migliore reattività. I risultati sono arrivati su tutte le superifici: Har-Tru, terra rossa, erba. L’anno scorso a Wimbledon giocò una partita straordinaria contro Sharapova, salvo poi affrontare molto meno convinta Eugenie Bouchard. Forse in questo momento è la top ten più in forma di tutte. Bisogna vedere se saprà confermare il trend ascendente o se il meglio lo ha dato e comincerà la fase calante.

Nella tabella precedente, riservata alle prime 16, ho aggiunto due nomi, Lisicki e Pironkova. Queste eccezioni introducono il discorso riguardante le giocatrici fuori dai primissimi posti che nel passato hanno saputo fare strada a Wimbledon.

Le Outsider
Di gran lunga davanti alle altre outsider risulta Sabine Lisicki. A dirlo non sono io, ma i risultati: negli ultimi anni Lisicki è stata l’autentica “terza forza” di Wimbledon, dopo Williams e Kvitova.
Ricordo che ai dati della tabella 2010-2014 (nel 2010 non aveva giocato per infortunio) va aggiunto un quarto di finale ottenuto nel 2009, ancora da teenager.

La storia recente ci suggerisce anche Pironkova, un’altra giocatrice che risorge sui prati di Church road: addirittura semifinalista nel 2010, l’anno scorso ha però perso al primo turno. Non essendo testa di serie, molto potrebbe dipendere dal tabellone che troverà.

Se andiamo ulteriormente a ritroso si entra nell’era di Venus Williams: cinque vittorie nella prima decade del secolo, ma anche una grandissima partita disputata nel 2014 contro Kvitova. Non so se riuscirà a mantenere un rendimento costante per tutto il torneo, ma nelle giornate buone ha dimostrato che la classe è ancora purissima.

Rimangono infine da segnalare la finale e la semifinale di Radwanska nel 2012-13, ma la situazione complessiva di Aga non induce all’ottimismo. Questo Wimbledon potrebbe essere l’ultima speranza per risollevare una stagione piena di aspetti negativi.

Le Giovani
A Wimbledon ogni anno ci sono da verificare le giovani in crescita e la loro adattabilità ad una superficie poco praticata. Per individuare la maggiori candidate ecco una tabella con la solita percentuale di rendimento su tutti i terreni confrontata a quella sull’erba (dati relativi alle prime 50 del mondo):

Tab 5 - giovani
Spiccano i nomi di Giorgi, Vandeweghe, Keys, Bencic, Diyas. A loro aggiungerei Pliskova, che ha ben giocato a Birmingham arrivando sino alla finale. E ricordo che l’anno scorso la finalista di Wimbledon fu Eugenie Bouchard.

Le specialiste
Utilizzando gli stessi dati (sempre riferiti alle prime 50 del mondo) ho compiuto un semplice ragionamento. Per individuare quelle che potremmo definire “specialiste” ho calcolato chi sono le giocatrici con il maggior scarto tra la percentuale di vittorie in carriera (su tutti i terreni) rispetto alla percentuale di vittorie su erba. Maggiore è lo scarto positivo a favore del secondo dato, maggiore dovrebbe essere l’attitudine all’erba.
Ecco i risultati:

Tab 6 specialiste

Da notare, oltre ai nomi di vertice piuttosto scontati (Lisicki, Riske, Makarova), la presenza di due italiane, come Giorgi e Vinci. In questo Wimbledon Camila ha raggiunto la testa di serie, che le eviterà nei primi turni il rischio di incroci con le favoritissime.

Le Italiane
Di Camila Giorgi e Roberta Vinci ho parlato nel paragrafo qui sopra. Certo i momenti sono differenti: Giorgi in crescita e Vinci in flessione, ma i dati ci dicono che, se non altro, il terreno dovrebbe essere favorevole ad entrambe.
Pennetta e Schiavone hanno ottenuto qualche buon risultato in passato, ma l’erba non si può definire la superficie ideale, così come per Karin Knapp. Molto potrebbe comunque dipendere dal tabellone che troveranno.
Per quanto riguarda Sara Errani, infine, si può parlare di una vera e propria idiosincrasia (-21 di scarto percentuale tra erba e altre superfici). Al momento credo che speri che la stagione sui prati termini il prima possibile per ritrovare campi a lei più consoni.

P.S. Come già in occasione dei precedenti Major, questa rubrica si ferma durante lo Slam. Ritornerà fra tre settimane, al termine di Wimbledon.
Buon torneo a tutti.

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Camila Giorgi riparte da Linz, per Trevisan doppia avventura a Doha e Abu Dhabi: il febbraio delle tenniste italiane

Dopo un Australian Open non proprio esaltante, ecco le partecipazioni azzurre ai tornei WTA di febbraio.

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Mettersi alle spalle l’Australian Open, tuffarsi in un febbraio che deve servire a trovare conferme per Camila Giorgi e Jasmine Paolini, ad accumulare ancor più punti in vista di Indian Wells e Miami per Martina Trevisan e Lucia Bronzetti. Sullo sfondo c’è anche la voglia di Sara Errani di tornare tra le prime 100 nel ranking WTA.

Le belle notizie dal tennis femminile, in questo avvio di 2023, sono arrivate proprio da Giorgi e Paolini. Il cammino della n. 69 del ranking all’Australian Open si è interrotto al terzo turno per merito di Belinda Bencic, testa di serie n. 12. Un’eliminazione in due set, dopo le vittorie su Pavlyuchenkova e Schmiedlova, ma che hanno dato indicazioni importanti su un percorso positivo da intraprendere in questo 2023. Sconfitta nettamente da Ljudmila Samsonova al primo turno a Melbourne, Jasmine Paolini è in corsa per una semifinale al WTA di Lione. Avversaria odierna, Caroline Garcia, beniamina di casa.

Il gennaio di Lucia Bronzetti è stato esaltante nella United Cup, competizione che ha galvanizzato la n. 62 del ranking, uscita, però, al primo all’Australian Open Siegemund in tre set.

 

Il match più esaltante fin qui disputato dalla n. 1 del tennis femminile, Martina Trevisan lo ha disputato alla United Cup. La vittoria in tre set su Maria Sakkari è stato un gran sussulto in questo nuovo anno. Male all’Australian Open, uscita al primo turno contro Anna Schmiedlova.

Sarà ancora il cemento il grande protagonista nei tornei femminili di tennis del mese di febbraio.

Dal 6 al 12 si giocherà contemporaneamente ad Abu Dhabi e a Linz.

Nel tabellone principale di Abu Dhabi l’Italia sarà rappresentata da Martina Trevisan. Ons Jabeur ha, invece, annunciato il forfait: sarebbe stata la testa di serie n. 1 del ranking.

In Austria, invece, al WTA di Linz ci saranno Lucia Bronzetti e Camila Giorgi. La partecipazione di Sara Errani, invece, passerà dalle qualificazioni.

Dal 13 al 19 febbraio si giocherà a Doha. Già in tabellone Martina Trevisan, dovrà affrontare le qualificazioni Jasmine Paolini.

Il febbraio delle principali tenniste italiane.

6/12 febbraio: Trevisan ad Abu Dhabi, Bronzetti e Giorgi a Linz, Errani alle qualificazioni

13/19 febbraio: Trevisan e Paolini a Doha

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United Cup: delusione Australia, ottimo avvio per Grecia, USA e Svizzera. Wawrinka sorprende Bublik

Kvitova regala l’unico punto alla Repubblica ceca. Tsitsipas e Sakkari brillano anche in doppio. Disfatta argentina contro la Francia

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Stan Wawrinka - United Cup 2022 (Twitter @UnitedCupTennis)

In attesa dell’esordio di Nadal e Zverev in programma domani, ecco i risultati definitivi dopo le prime due giornate di gioco alla United Cup. Non c’è solo il successo dell’Italia sul Brasile, di cui vi abbiamo parlato qui.

Grecia – Bulgaria 4-1

Kuzmanov – Pervolarakis 6-1, 6-1

 

Sakkari – Tomova 6-3, 6-2

Sakkari/Stefanos Tsitsipas – Topalova/Andreev 6-4, 6-4

La Grecia si aggiudica la sfida con la Bulgaria nel primo turno di United Cup per 4-1. La Bulgaria rispetta il pronostico nella sfida tra Dimitar Kuzmanov, n. 196 del ranking, e Michail Pervolakis, n. 504. Il doppio 6-1 dà coraggio ai bulgari che riaprono il computo complessivo della sfida. Ma poi ci pensano i rispettivi n. 1 ellenici del maschile e femminile a dare la sterzata decisiva alla sfida. Vince Maria Sakkari agevolmente in due set su Viktorya Tomova, 6-3, 6-2. Poi in coppia con Strefanos Tsitsipas, la greca dà spettacolo e con un doppio 6-4 si pensa al turno successivo. Debole nelle seconde linee, con Sakkari e Tsitsipas la Grecia può dir la sua nella competizione.

USA – Repubblica Ceca 4-1

Kvitova – Pegula 7-6, 6-4

Tiafoe – Machac 6-3, 2-4 ret Machac

Pegula/Taylor Pegula – Bouzkova – Lehecka 2-6, 6-3, 10-7

Ottimo il debutto nella competizione per gli statunitensi. La sconfitta in due set di Pegula contro Kvitova alla fine risulterà ininfluente. Decisivo il tie-break del primo set, in cui Petra annulla ben tre set point alla sua avversaria. Machac è costretto sul più bello al ritiro nella sfida con Tiafoe. Sotto di un set, ma avanti di un break, il ceco è costretto al forfait per una distorsione alla caviglia destra. Il doppio se l’aggiudica la coppia composta da Jessica e Taylor Pegula.

Francia – Argentina 4-0

Garcia – Podoska 6-2, 6-0

Mannarino – Coria 6-1, 6-0

La vittoria della Francia sa di rivincita mondiale nei confronti dell’Argentina. Dal campo di calcio a quello di tennis, dal Qatar all’Australia, stavolta sono i transalpini a gioire e anche abbastanza nettamente lasciando soli tre game ai singolari odierni. Rullo compressore Caroline Garcia, n. 4, supera Nadia Podoska, n. 195, per 6-2, 6-0. Adrian Mannarino, n. 46, la imita battendo Federico Coria, n. 75, 6-1, 6-0, il tutto in 2he10’ complessivi.

Australia Gran Bretagna 1-3

Dart – Inglis 6-4, 6-4

Kubler – Evans 6-3, 7-6(3)

Momento decisamente sfortunato per l’Australia, data da molti per favorita nella competizione. Il forfait di Kyrgios e successivamente quello di Tomljanovic, per un problema al ginocchio sinistro, hanno cambiato l’inerzia del confronto con la Gran Bretagna. In svantaggio 0-2, è toccato a Maddison Inglis, n. 180 del mondo, affrontare Harriet Dart, n. 98 del ranking Wta. Doppio 6-4 e semaforo verde per i britannici. Inutile ma comunque rocambolesca la sconfitta di Evans contro Kubler. Sotto di un set, nel secondo parziale il britannico si è fatto rimontare da 5-0, perdendo in malo modo al tie-break.

Svizzera – Kazakhistan 4-0

Teichmann – Kulambayeva 6-3, 6-2

Wawrinka vs Bublik 6-3, 7-6(3)

Tutto facile per la Svizzera. Stan Wawrinka (n. 148) soffre nel secondo set contro il talentuoso Alexander Bublik, n. 37. Ricambio generazionale? Non ditelo al buon vecchio Stan che porta a casa il punto decisivo per il passaggio del turno dei rossocrociati. Bene anche Jil Teichmann, n. 35, nel singolare femminile contro Zhibek Kulambayeva, n. 441, che viene sconfitta 6-3, 6-2.

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Il fallimento di FTX costa caro a Naomi Osaka

Grave perdita economica per la tennista giapponese Osaka, che aveva investito nella criptovaluta FTX

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Non un gran momento per la ex numero 1 al mondo Naomi Osaka. Oltre alle sconfitte sul campo di gioco, per la pluricampionessa Slam i problemi provengono anche dalle finanze. È, infatti, una delle azioniste di FTX, un’azienda per lo scambio di criptovalute che ha dichiarato bancarotta l’11 novembre.

Non solo Osaka, ma sono tanti gli sportivi che hanno visto andare in fumo i propri proventi dal fallimento di FTX. L’azienda era riuscita ad acquistare così tanta credibilità da riuscire a mettere il proprio logo sulle vetture e le divise di Lewis Hamilton e George Russel, piloti della Mercedes in Formula 1; e anche a vedersi intitolato lo stadio NBA dei Miami Heats.

Il valore di mercato di FTX ha subìto un grave crollo negli ultimi sette giorni, passando da $22 a $1.40. Il CEO di FTX Sam Bankman-Fried – ora sotto investigazione per come ha gestito l’azienda fondata nel 2019 – ha già dichiarato fallimento a seguito dell’enorme svalutazione della criptovaluta.

 

Osaka aveva firmato l’accordo con FTX nel marzo 2022 mentre era negli Stati Uniti impegnata per l’Indian Wells e il Miami Open. La tennista ha acquistato delle azioni di FTX e nell’accordo era previsto che la tennista giapponese fosse ambasciatrice nel mondo dell’azienda, per influenzare quante più persone possibili a credere in loro. L’accordo di Naomi Osaka includeva anche la sua partecipazione nella creazione di contenuti multimediali per promuovere la criptovaluta. Non sono state ufficializzate le cifre riguardanti la perdita subita dalla tennista.

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