WTA Bad Gastein: Errani da brivido! Ai quarti dopo aver annullato un match point

WTA

WTA Bad Gastein: Errani da brivido! Ai quarti dopo aver annullato un match point

Al WTA di Bad Gastein partita da montagne russe per Sara Errani che spreca un vantaggio di 6-2 2-0 contro la Zanevska e ad un passo dall’eliminazione ritrova la forza per la rimonta. Chiuderà il programma della giornata l’incontro di Karin Knapp contro Johanna Larsson

Pubblicato

il

La prima partita del turno odierno del torneo austriaco mette di fronte la Errani, tds. n.1, e l’ucraina Maryna Zanevska, n. 133 del seeding. L’inizio del match lascia poche speranze alla Zanevska: in poco più di mezz’ora la Errani si porta in testa 6-2 2-0 dando l’impressione di poter raggiungere i quarti in scioltezza. Nel primo set l’azzurra si trova in svantaggio 1-2 al terzo gioco dopo tre break consecutivi, ma mette a segno una striscia vincente di ben 5 giochi, mostrando peraltro maggiore solidità al servizio e non concedendo altre palle break all’avversaria. In questo modo l’inizio del secondo set, nel quale la Errani si porta 2-0, fa preludere ad un match senza particolare interesse. Tale impressione è destinata ad essere clamorosamente smentita non solo in ragione della determinazione dell’ucraina Zanevska ma anche per il servizio dell’azzurra che, mai stato punto di forza, si rivela ora autentico tallone d’Achille. Dal 2-0 a proprio favore, la Errani perde tutti i propri turni di battuta strappandone solo due all’avversaria alla quale è sufficiente tenere due turni di servizio per chiudere 6-4 e pareggiare i conti sul set pari.

Nel terzo set il motivo dell’incontro non cambia: Errani si rivela del tutto incapace di recuperare una parvenza di efficacia al proprio servizio perdendo per quattro volte la propria battuta: la sua avversaria, che ha il merito di aver cercato in ogni occasione sia la profondità dei colpi che di sottrarsi al gioco di spinta della Errani, si accinge a servire per il match sul 5-2. Il sussulto di orgoglio che distingue il campione dal semplice giocatore provoca la reazione di Sara che, dopo aver fallito due palle break, annulla un match point e accorcia sul 3-5 per poi tenere – prima volta dall’1-0 del secondo set – il proprio turno di battuta. Nuovamente al servizio per il match, la sicurezza della Zanevska vacilla e si ristabilisce la parità sul 5-5. A questo punto la Errani ha ritrovato quantomeno la sicurezza dei propri colpi che le consentono di piazzare l’allungo decisivo ed aggiudicarsi la partita 7-5 al terzo set.

 

Corso il rischio di perdere la tds n.1, il torneo austriaco trova la sua prima sorpresa nel match tra la tedesca Goerges, tds n.6, e la russa Kasaktina, n. 151 del seeding. Il match scorre inizialmente su un piano di equilibrio, a parte il primo gioco nel quale la Goerges concede ed annulla ben sette palle break. La svolta avviene al sesto gioco quando la tedesca riesce a strappare il servizio portandosi sul 4-2; non sfrutta poi un’occasione di chiudere 6-3 sul servizio dell’avversaria ma la solidità mostrata al servizio dall’1-0 in poi le consente di chiudere al terzo set point dei tre consecutivi guadagnati: 6-4.

La Goerges sembra indirizzare definitivamente il match ad inizio secondo set quando strappa il servizio alla giovane russa, che tuttavia è brava nel recuperare subito lo svantaggio impattando sul 2-2. Da quel momento è ancora la Kasaktina a rischiare in battuta: nei successivi turni di servizio è chiamata ad annullare ben quattro palle break che potevano determinare l’esito dell’incontro. Sul servizio per prolungare il set, la Goerges è sorpresa dalla russa che le strappa il servizio e pareggia il conto dei set. Ora la situazione è rovesciata rispetto all’inizio e la Kasaktina mostra maggiore solidità tanto da costringere la Goerges alla rincorsa: dal 2-1 con break e controbreak, la russa allunga 4-2 e strappa nuovamente il servizio per il 5-3 reagendo ottimamente al controbreak subìto. Nel gioco decisivo la Kasaktina recupera dal 15-30 e con tre punti consecutivi si aggiudica il match e i quarti di finale nei quali sarà opposta alla Errani.

Pierluigi Maienza

Risultati:

[1] S. Errani b. M. Zanevska 6-2 4-6 7-5
[7] A. Schmiedlova b. A. Mitu 6-1 rit.
[Q] D. Kasatkina vs [6] J. Goerges 3-6 6-4 6-3
[3] K. Knapp vs J. Larsson rinviata

Continua a leggere
Commenti

Flash

Dominio est-europeo a Budapest: “l’intrusa” Van Uytvanck cerca il bis

In semifinale Potapova e Vondrousova si sfideranno in un derby tra teenager. La campionessa in carica sarà opposta ad Alexandrova

Pubblicato

il

Alison Van Uytvanck - Budapest 2019 (foto via Twitter @HUNgarianTENNIS)

La 23esima edizione dell’Hungarian Ladies Open è giunta alle semifinali e finora il tentativo di difendere il titolo da parte di Alison Van Uytvanck sta dando i suoi frutti. La tennista belga, attuale numero 50 del mondo che nel 2018 batté in finale Cibulkova, se l’è vista brutta contro Kateryna Kozlova e solamente nel terzo set è riuscita ad avere la meglio. Adesso l’ultimo gradino che la separa dalla finale è ostruito dalla russa Ekaterina Alexandrova (24 anni, n. 64) e tra le due sarà una sfida del tutto inedita.

L’altra semifinale invece ci regalerà un match tra due teenager che già hanno mostrato ottime cose a livello WTA. La 17enne Anastasia Potapova e la 19enne Marketa Vondrousova si sono sfidate solamente a livello junior, al primo turno del gli US Open nel 2015, dove vinse Vondrousova, ma al momento sembra la più giovane ad essersi assestata meglio dopo il passaggio tra le adulte. Infatti la russa può vantare due finali raggiunte nel 2018 (perse entrambe) mentre la ceca ha sì vinto un titolo, risalente però al 2017. Al WTA International di Budapest entrambe hanno dovuto sudare fino al terzo set contro giocatrici ben più esperte di loro: Anastasia ha infatti impiegato quasi tre ore per battere Sorana Cirstea, mentre Marketa in rimonta ha avuto la meglio su Irina Begu.

 

Nonostante i soli 17 anni Potapova si sta rivelando, oltre ad una grande colpitrice – 42 vincenti messi a segno nell’ultimo match – un’ottima interprete nelle situazioni delicate, come si evince dalle sue parole: “Mi sono goduta ogni secondo perché mi piace giocare le partite come queste; ti rendono consapevole del fatto che puoi fare tutto ciò che vuoi, devi solo spingerti oltre i limiti e puoi vincere”. In particolare ciò che le ha permesso di non uscire sconfitta è stato un semplice dettaglio. “La chiave era rimanere pazienti, concentrarsi solo su ogni punto, anzi nemmeno sul punto, ma sulla palla che stavo colpendo, sulla tecnica di tiro, ha detto Potapova. “Quando il punteggio è 4-4 nel terzo set e stai già giocando da due ore e mezza e ti stai stancando, è facile smarrire la propria tecnica, i movimenti e lo swing. Quindi la chiave era concentrarsi su queste cose basilari e cercare di farle per bene, non fare molti errori”.

Risultati:

[1] A. Van Uytvanck b. K. Kozlova 3-6 6-1 6-4
[5] E. Alexandrova b. [3] P. Parmentier 6-3 6-2
A. Potapova b. S. Cirstea 6-4 6-7(5) 7-5
[8] M. Vondrousova b. I. Begu 5-7 6-1 6-3

Il tabellone completo

Continua a leggere

WTA

Prosegue la favola di Bencic: a Dubai finale contro Kvitova

La svizzera mette in fila la terza top 10 consecutiva. La ceca può riprendersi la seconda posizione in classifica vincendo il torneo

Pubblicato

il

Belinda Bencic - Dubai 2019 (foto via Twitter, @WTA)

Proverò a recuperare energie in vista di domani“, ha assicurato poco prima di uscire dal campo vittoriosa Petra Kvitova, che battendo Su-Wei Hsieh si è qualificata per la finale del Dubai Duty Free Championships. Per Kvitova si tratta della terza finale stagionale, dopo il successo di Sydney e la gran delusione di Melbourne; la 35esima in carriera e la seconda qui a Dubai dopo il titolo vinto nel 2013 in finale contro Sara Errani.

Perché la ceca abbia dovuto essere esplicita rispetto alla necessità di sfruttare il riposo di queste ventiquattr’ore scarse – la finale è in programma sabato alle 16 – è spiegato dalla prestazione gagliarda di Hsieh, capace di vincere il primo set e mantenersi più o meno in partita fino all’ultimo punto nonostante la notevole progressione di Kvitova. I quasi 50 vincenti di Petra non l’hanno messa al riparo dalla terza partita complicata della settimana, dopo le vittorie in tre set contro Siniakova e Brady. Anche in quelle due occasioni, come oggi, Kvitova è rimasta in campo oltre due ore.

 

BUONA PARTENZA DI HSIEH – Hsieh è ancora ringalluzzita dall’incredibile rimonta di ieri ai danni di Pliskova ed entra in campo come se tra i due incontri quasi non fosse esistita una soluzione di continuità. Le prime di servizio della taiwanese non sono tante né troppo potenti, ma abbastanza varie da impedire a Kvitova di cogliere uno schema sul quale fare riferimento in risposta. Nulla di cui abbia bisogno Hsieh, che gioca seguendo l’istinto e affidandosi alla mano sopraffina: una strenua difesa e una risposta profondissima, che scopre il nervo del dinamismo non eccelso di Kvitova, valgono alla giocatrice asiatica un preziosissimo break replicato addirittura a zero qualche minuto più tardi. La finalista di Melbourne si congeda dal set con un rovesciaccio al volo da non consegnare ai posteri. Più di tutto in questo set ha pesato l’incapacità della ceca di incidere sulle – morbide – seconde dell’avversaria, tanto lente da mandarla fuori ritmo.

RIMONTA E VITTORIA DI PETRA – La giocatrice ceca non è in testa alla Race to Shenzhen per caso, sebbene questa classifica abbia una validità ridotta a questo punto della stagione. Kvitova rientra in campo e breakka alla seconda occasione, nel terzo game, e va ancora a segno nel game di risposta successivo dando la sensazione di aver finalmente trovato il modo di rendere impossibili, e non soltanto improbabili, le difese di Hsieh. La ceca impreziosisce il secondo break con una splendida palla corta incrociata, che la taiwanese rincorre solo con lo sguardo. Chiamata a difendere il doppio vantaggio, Kvitova scaraventa sul campo quasi solo colpi vincenti e trascina di forza la partita al terzo set.

Il terzo set si apre con un altro break ceco, piuttosto annunciato, seguito da un contro-break taiwanese a zero, questo piuttosto sorprendente. Kvitova si riporta subito in vantaggio con uno schiaffo al volo di dritto e da quel momento nessuna delle due giocatrici saprà più infierire sul servizio avversario, con le uniche palle break fallite da Kvitova sul 3-1. In particolare un comodo rovescio a campo semi-spalancato, che non costituirà rimpianto per la mancina di Bilovec in ragione dell’evoluzione positiva del parziale e infine dell’incontro. Brava comunque Hsieh a lottare fino alla fine, con una potenza di fuoco evidentemente inferiore all’avversaria, ancor più brava Kvitova a non lasciarsi irretire dalle geometrie imprevedibili dell’asiatica.

Questo successo permette alla numero quattro del mondo di continuare la difesa ‘postuma’ dei 900 punti conquistati con il titolo di Doha dello scorso anno; i due tornei si scambiano annualmente lo status di Premier 5, e quest’anno tocca al torneo degli Emiri mettere in palio il bottino grosso. Per vincere il terzo titolo stagionale e rimettere piede sul secondo gradino del ranking WTA, Petra Kvitova dovrà battere la ritrovata Belinda Bencic. 

La svizzera supera al termine di un match rocambolesco e palpitante Elina Svitolina. Una battaglia che si chiude al tie-break decisivo dopo poco meno di due ore in cui entrambe le giocatrici sono andate a corrente alternata. Dopo un primo set dominato da Belinda e vinto 6-2, Svitolina approfittando anche del sostegno dalla tribuna di Gael Monfils, è salita di livello nel secondo limitando il numero degli errori. Bencic perde due volte consecutivamente il servizio e si va al terzo.

Nel set decisivo grande equilibrio fino al 3 pari senza nemmeno l’ombra di una palla break. Nel sempre indioso settimo game arriva il break a favore di Svitolina che sembra decidere l’incontro. Chiamata a servire per il match sul 5-4 l’ucraina si inceppa cedendo addirittura la battuta a zero. Bencic ribalta la situazione arrivando a tre match point nel dodicesimo gioco senza riuscire a chiudere. Nel tie-break però la svizzera è ancora la più coraggiosa in campo e lo domina vincendo per 7 punti a 3.

Bencic torna dunque in finale in un Premier 5 dopo 3 anni e mezzo, quando a 18 anni giocò e vinse la finale in Canada contro Simona Halep, rumena che ha battuto di nuovo ieri nei quarti di finale. Arriva in finale dopo un tris di scalpi pazzesco oltre a Halep e Svitolina già negli ottavi aveva superato un’altra top 10 come Aryna Sabalenka.

Una favola che domani avrà la sua conclusione ma che rimane per lei indimenticabile: si tratta della rivincita contro Petra Kvitova che l’ha battuta nettamente al terzo turno dell’Australian Open. Ma dopo una settimana del genere tutto diventa possibile…

Risultati:

[2] P. Kvitova b. S-W. Hsieh 6-3 2-6 6-4
B. Bencic b. [6] E. Svitolina 6-2 3-6 7-6(3)

Il tabellone completo

Continua a leggere

Focus

Bencic e Hsieh, due furie a Dubai contro le top 10

Al Premier 5 degli Emirati Arabi la svizzera e la taiwanese raggiungono le semifinali, eliminando Halep e Pliskova. Affronteranno rispettivamente la “padrona di casa” Svitolina e Kvitova

Pubblicato

il

Non lo chiamerei un ritorno, non sono mai andata via, semplicemente giocavo male”. È una battuta ma è anche una risposta molto lucida quella di Belinda Bencic nel microfono marcato WTA, subito dopo la grande vittoria in rimonta contro Simona Halep. Il 4-6 6-4 6-2 finale che proietta la svizzera alle semifinali del Dubai Duty Free Tennis Championships è inaspettata e, anche per questo, per lei ancor più bello.

Bencic è partita con il break in tutti e tre i set: è servito, ma non è bastato a evitarle una battaglia da fondo campo lunga più di due ore. Giocando profondo al limite della riga, e accelerando sia col dritto che col rovescio, ha provato a sopraffare Halep con la potenza; la romena ha combattuto, mostrando dei picchi di rendimento che anche un po’ casualmente le hanno consentito di aggiudicarsi il parziale d’apertura e di tenere vivo anche il terzo fino alla fine, provando a rientrare nell’ultimo game, senza però riuscire a manifestare il suo miglior tennis con costanza sufficiente. Neppure il fisico è sembrato assistere Halep come si deve: fin dall’inizio è apparsa infastidita dalla scarsa reattività della sua gamba destra, forse rigida per la stanchezza accumulata. Pur giocando anche lei a strappi, Bencic alla fine ha avuto la dose di continuità necessaria a portare a casa l’incontro.

 

Per Bencic si tratta del secondo upset consecutivo dopo quello contro Aryna Sabalenka, alla quale ha annullato due match point negli ottavi di finale. (Ora la striscia di vittorie sale a sei, includendo anche quelle – per noi dolorose – contro la formazione italiana di Fed Cup.) È appena la seconda volta in carriera che raggiunge una semifinale ad alto livello. Per una ragazza nata nel 1997 è comunque di per sé un risultato positivo: la enorme differenza con quell’agosto a Toronto nel 2015 è però che oggi Belinda non è più la bambina prodigio, arrivata sotto i riflettori con quasi mezzo decennio di anticipo sulle coetanee, bensì una tennista come tutte le altre, che deve sudarsi i propri alti e rimediare ai propri bassi. Il suo punto di forza è che sembra finalmente averlo chiaro. Intanto salirà di almeno una dozzina di posizioni in classifica, dalla 45 alla 33, e potrebbe guadagnarne altre dieci in caso di titolo.

In semifinale Bencic affronterà Elina Svitolina, vincitrice su Carla Suarez Navarro. L’ucraina sembra avere un feeling particolare con gli Emirati, dato che è campionessa in carica a Dubai ormai da due anni, sebbene a difendere i punti del titolo questa settimana sia in realtà Petra Kvitova, a causa dell’alternanza annuale tra il torneo di Dubai e quello di Doha nella categoria WTA Premier 5.

Kvitova ha superato agevolmente Viktoria Kuzmova in due set, con un filotto di otto game vinti dal 4-4 nel primo, mentre è stato disastro per l’altra ceca, Karolina Pliskova, sconfitta clamorosamente dal “diavolo” taiwanese Su-Wei Hsieh. Il lato clamoroso non sta tanto nel risultato, dato che mercoledì Hsieh era riuscita a mandare in confusione col suo tennis eterodosso già un’altra avversaria quotata come Angelique Kerber nel turno precedente, quanto per come è maturato punto dopo punto…

Dopo un primo set ottimo, specialmente nella scelta dei colpi, Hsieh non era più riuscita a spostare la palla e aveva iniziato a subire il gioco più potente di Pliskova, regredendo nel proprio e iniziando a commettere molti più errori. Dopo aver stravinto il secondo parziale, la ex numero uno si è portata prima sul 5-1 in quello decisivo prima di perdersi di colpo. Si è bloccata coi piedi e con la testa, rendendo evidente, pur nel suo consueto atteggiamento freddo, lo scoramento per un gioco improvvisamente svanito dalla sua racchetta, fino all’ultimo dritto fuori misura. “Lei tira un ace quasi ogni game, non è facile rimontarla” ha commentato Hsieh nel dopo gara. “Mi sono detta: ok, se non tira un ace colpisco la palla così forte che non potrà tirare neppure un vincente”. Quasi infantile, ma ha funzionato alla perfezione. E ora a una tra lei e Bencic riuscirà il terzo colpaccio consecutivo?

Risultati:

S. Hsieh b. [4] Ka. Pliskova 6-4 1-6 7-5
[2] P. Kvitova b. V. Kuzmova 6-4 6-0
B. Bencic b. [3] S. Halep 4-6 6-4 6-2
[6] E. Svitolina b. C. Suarez Navarro 6-2 6-3

Il tabellone completo

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement