A Portorose primo titolo Challenger per Luca Vanni. La cronaca della finale

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A Portorose primo titolo Challenger per Luca Vanni. La cronaca della finale

Con una grandissima prestazione al servizio (16 ace, di cui 4 nel tie break del secondo set) Luca Vanni batte lo sloveno Grega Zemlja per 6-3 7-6 (6) nella finale del Tilia Slovenia Open e conquista il primo torneo Challenger della carriera

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Il 2015 continua ad essere un anno magico per Luca Vanni. Dopo la prima finale raggiunta a livello ATP a Rio, l’ingresso nei Top 100, l’esordio nel tabellone principale del Roland Garros e di Wimbledon, il secondo turno al Master 1000 di Madrid, l’annata regala al tennista toscano anche il primo titolo Challenger della sua carriera. Titolo ottenuto con la vittoria nell’atto conclusivo del Challenger di Portorose, in Slovenia, sulla wild card locale ed ex n. 43 del mondo Grega Zemlja, con il punteggio di 6-3 7-6 (6).
Di seguito la cronaca del match.

Sul Campo Centrale di Portorose, le cui tribune sono gremite in ogni ordine di posto (oltre ai tifosi sloveni venuti a supportare Zemlja ci sono anche molti italiani, dato che il confine con l’Italia dista una ventina di km), sin dalle prime battute risulta evidente il copione tattico della finale della terza edizione dei Slovenia Open. Da una parte la potenza dei colpi di Vanni, che si affida al servizio e al dritto per chiudere rapidamente gli scambi. Dall’altra parte invece Zemlja cerca lo scambio prolungato da fondo, in modo da far valere la sua maggiore mobilità e la varietà di geometrie che utilizza per aprirsi il campo con entrambi i fondamentali.

Nel primo set il tennista azzurro è praticamente ingiocabile al servizio: concede 7 punti in 5 turni di battuta e soprattutto solo 1 sui 15 quando mette la prima di servizio. La pressione è perciò tutta su Zemlja, e non appena lo sloveno (arrivato a Portorose da n. 290 ATP) nel sesto gioco l’avverte un po’ di più e ha un leggero calo nel fondamentale di apertura, Vanni è pronto ad approfittarne. Il tennista di Arezzo aggredisce l’avversario sin dalla risposta e non gli consente di impostare gli schemi tattici da fondo. Conquista così il break, che poi difende senza problemi per chiudere 6-3 il primo set.

Il secondo set è un film completamente diverso, dove non mancano le emozioni.
La partita pare girare definitivamente a favore di Vanni quando nel primo gioco del secondo parziale si ritrova sul 15-40 sul servizio di Zemlja. Qui però c’è il primo piccolo calo di tensione del tennista toscano che non sfrutta le due palle break e si ritrova subito dopo per la prima volta in difficoltà sul suo servizio, sul punteggio di 15-30. Ma si trae subito di impaccio affidandosi come di consueto alla prima di servizio. La partita in questa fase non è bella, con diversi errori da ambo le parti. Si nota comunque che Zemlja è salito con il servizio, mentre Vanni concede qualcosina in più nei suoi turni di battuta. È però ancora l’azzurro ad avere un’occasione per strappare il servizio all’avversario nel quarto game, che però il 28enne sloveno annulla dopo uno scambio spettacolare. Scambio che rappresenta un punto di svolta nel set, poiché da quel momento in poi il livello del gioco sale notevolmente. Nel game successivo Vanni si trova a dover affrontare la prima palla break dell’incontro, ma nuovamente si aggrappa alla prima di servizio: con un ace e due servizi vincenti si salva e si porta sul 3 pari. Zemlja in questa fase del match conquista con relativa facilità i suoi turni di battuta e continua ad avere spesso la meglio negli scambi prolungati, anche se il tennista italiano non molla un punto anche quando è costretto a giocare in difesa dalla riga di fondo, cercando non appena ne ha l’occasione di far valere la maggior pesantezza di palla col dritto. Nel decimo gioco è di nuovo l’azzurro a complicarsi la vita sul 40-15, quando smarrisce per un momento la prima di servizio e concede la seconda palla break, che stavolta è anche set point, a Zemlja. Qui il tennista di Jesenice non sfrutta l’occasione, dato che affossa in rete una risposta non impossibile su una seconda centrale dell’azzurro. Passato il pericolo e aiutato anche in un paio di occasioni dal nastro, l’azzurro tiene il servizio e si porta sul 5 pari.
A questo punto la logica conclusione del parziale è nel tie-break, che non manca di riservare emozioni al pubblico presente, per la maggior parte a favore del giocatore di casa, ma con i supporters italiani che non mancano di far sentire il loro sostegno al tennista toscano. Tutto però in un clima di assoluta correttezza e sportività. Tra l’altro sugli spalti serpeggia un po’ di preoccupazione che il temporale, tanto atteso per spazzare via il caldo tropicale che attanaglia da giorni la costa slovena, non arrivi prima della fine del match.
Per il momento però, sul cemento di Portorose continuano solo a piovere gli ace di Luca Vanni. Il n. 141 del mondo, dopo aver ottenuto subito il minibreak, ne piazza due 2 consecutivi e vola sul 3-0. Ma Grega Zemlja non molla, cerca la seconda vittoria dopo quella del 2013 sul cemento di Portorose e soprattutto la possibilità di tornare a ridosso dei primo 200 del mondo dopo la lunga assenza dai campi di gioco a causa della mononucleosi (che lo ha fatto sprofondare oltre l’ottocentesima posizione mondiale, da cui è ripartito nel febbraio scorso, dopo che solo 9 mesi prima era tra i primi 150 del mondo): con un parziale di 5 punti consecutivi si porta a due punti dal set.
Ma anche Vanni sa che è troppo vicino alla possibilità di vincere il suo primo titolo Challenger per lasciarsi sfuggire l’occasione: con una palla corta seguita da uno smash sul lob in recupero di Zemlja pareggia il conto dei minibreak, piazza altri due ace consecutivi (che fanno salire a 16 il totale, su 74 punti giocati alla battuta: praticamente 1 ace ogni 5 servizi, numeri alla Karlovic) e conquista il primo match point portandosi sul 6-5. Lo gioca male mettendo largo un dritto lungolinea, ma poi è bravissimo a portare a casa il punto successivo dopo lo scambio più lungo dell’incontro. A questo punto chiede per l’ennesima volta l’aiuto alla sua prima di servizio. Che non lo tradisce. Servizio vincente ed il 30enne tennista di Arezzo può alzare le braccia al cielo e urlare tutta la sua gioia.

Vanni, che da lunedì torna tra i primo 120 in classifica, è il primo tennista non sloveno a vincere a Portorose: nel 2013 aveva vinto Zemlja, lo scorso anno Blaz Kavcic (il n. 133 del mondo a causa di un infortunio non ha potuto difendere il titolo, ed era presente a Portorose solo come commentatore per la TV slovena Kanal A). Anche il suo avversario, seppur sconfitto, ha motivi per sorridere: con la finale raggiunta nel torneo di casa Grega Zemlja torna tra i primi 250 giocatori del mondo dopo più di un anno.

Al termine dell’incontro, dopo aver ricevuto il trofeo dalle mani del presidente della Slovenia Borut Pahor, Luca Vanni è visibilmente emozionato al microfono. E il motivo lo spiega appena inizia a parlare:
“Scusate, è la mia prima vittoria in un ATP Challenger, sono troppo felice.”
L’atleta toscano, che dall’emozione fa fatica a trovare le parole in inglese, ringrazia poi tutti quanti – organizzatori, arbitri, giudici di linea, raccatapalle, sponsor – prima di rendere onore al suo avversario, che incontrava per la prima volta: “Voglio complimentarmi con Grega. Mi ricordo di averlo guardato in TV quando ha giocato in Davis contro l’Italia. Sono felice di aver potuto giocare con lui.”
Arriva poi il doveroso saluto a tutto il pubblico “sia sloveno che italiano, che ha fatto il tifo in tutti questi giorni. Grazie a tutti, ci vediamo il prossimo anno.”
Proprio alla fine, il simpatico giocatore di Arezzo supera l’emozione e manda un ultimo ringraziamento, stavolta in italiano, che strappa un sorriso a tutto il pubblico: “Grazie a tutti gli italiani. E grazie Toscana!

 

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