Coppa Davis, semifinali: Goffin porta avanti il Belgio ma Leo Mayer piega Darcis in quasi 4 ore

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Coppa Davis, semifinali: Goffin porta avanti il Belgio ma Leo Mayer piega Darcis in quasi 4 ore

Si chiude in parità la prima giornata della semifinale Belgio-Argentina.David Goffin ripaga le attese del pubblico di Bruxelles dando il primo punto ai padroni di casa contro l’Argentina nella prima semifinale del Belgio in 111 anni. Il N.15 del mondo batte un combattivo Federico Delbonis capace di recuperare un break di ritardo in ciascuno dei primi 2 set, prima di arrendersi dopo 2h32.
Nel secondo singolare battaglia pazzesca tra Leonardo Mayer e Steve Darcis, l’argentino si impone in 4 set dopo 3h52 rendendo dunque fondamentale il doppio di domani.

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COPPA DAVIS, Semifinale

Belgio-Argentina 1-1
(Forest National, Bruxelles)

D. Goffin b. F. Delbonis 7-5 7-6(3) 6-3

 

David Goffin ha regalato il primo pezzo di un sogno al Belgio e lo ha fatto nonostante la pressione del momento lo abbia reso meno implacabile di quanto avrebbe dovuto nei primi 2 set.

A Bruxelles Il N.15 mondiale piega un coraggioso Federico Delbonis ed ora il Belgio non è lontano dalla sua prima finale Davis della sua Storia, in quella che é la prima semifinale belga del dopo 111 anni di attesa…

Goffin ha ottenuto il primo break del match dopo un game fiume durato 10 minuti nel quinto gioco del primo set senza però riuscire a difenderlo nell’ottavo. Si ritrova poi sotto 4-5 nel primo parziale prima di mettere il piede sull’acceleratore e infilare un parziale di 4 giochi consecutivi per portarsi avanti di un set e di un break sul 7-5 1-0 ma anche in questo caso, quando il match pareva ormai in discesca contro uno specialista del rosso come il mancino argentino, Goffin non è riuscito a mantenere il controllo dell’emozione del palcoscenico e del contesto in cui si trovava.

Ancora nel fatidico ottavo gioco Delbonis gli strappa il servizio a 0, portando poi senza grossi pericoli il secondo parziale a un decisivo tie-break. Anche qui l’equilibrio regna sovrano fino al cambio di campo sul 3-3. Da lì in avanti il talentuoso belga firma un parziale di 4 punti consecutivi e si porta 2 set a 0.

Per non farsi mancare nulla, Goffin cede poi il servizio nel gioco d’apertura del terzo set ma anche in questo caso la differenza di attitudine per i campi rapidi fa sì che Delbonis non possa difendersi a lungo contro le continue accelerazioni del suo avversario e così restituisce immediatamente il favore dopo aver sprecato 2 opportunità del 2-0. E’ l’inizio di un crollo per l’argentino che perde 4 giochi consecutivi ed è costretto poi ad annullare 3 match point consecutivi solo 0-40 dell’ottavo gioco.

Al servizio però Goffin non trema, firma 2 ace e chiude da campione il primo capitolo di questa semifinale storica per il Belgio tennistico..

Goffin-Delbonis

L. Mayer b. S. Darcis 7-6(5) 7-6(1) 4-6 6-3

Leonardo Mayer porta in parità la semifinale di Davis a Bruxelles dopo una performance pazzesca contro Steve Darcis battuto in 4 set grazie a qualcosa come 81 colpi vincenti e 24 aces in 3h52.

Un match dominato dal servizio nei primi 2 set in cui non ci sono stati break ed entrambi vinti con autorità dal giacatore argentino, il secondo addirittura per 7 punti a 1.

Una dimostrazione di carattere straordinario se si considera il fatto che nei set regolari Mayer aveva mancato 10 palle break, 6 nel primo e 4 nel secondo.

Il primo break del match invece lo ottiene Darcis nel terzo gioco del terzo set dopo che nel secondo non aveva visto neanche l’ombra di un break point. Da lì si involerà fino al 5-2 pesante con doppio break prima di chiudere il parziale 6-4 e ridare speranza al pubblico di Bruxelles.

Nel quarto set un’unica palla break sarà decisiva: è quella concessa dal belga a Mayer nel quarto gioco, un break che Mayer condurrà in porta anche grazie a un servizio impressionante. Sul 5-3 30-30 infila 2 seconde consecutive vincenti sopra i 185 km/h e spegne letteralmente il pubblico.

Domani il doppio saprà dirci di più sul nome della finalista: ovvero se sarà la prima volta del Belgio o la quinta dell’Argentina?

Darcis-Mayer

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Santopadre: “Matteo si rialza sempre! Andiamo a Malaga tra le favorite ma nessuna squadra è debole”

Il coach di Berrettini racconta al direttore la settimana bolognese di Coppa Davis e le prospettive per la fase finale di Malaga

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Coppa Davis in crisi? No, il pubblico negli stadi cresce rispetto agli anni scorsi

La nuova versione della Coppa Davis ha attirato molte critiche per la nuova formula, ma stando a quanto comunicato dall’ITF l’affluenza nelle quattro sedi di gara dice che al pubblico piace sempre

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Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

La rivoluzione della Coppa Davis andata in scena negli ultimi anni ha proposto una competizione sicuramente molto diversa rispetto a quella che eravamo abituati a conoscere. E ovviamente non sono mancate le critiche, sia per la formula a gironi, sia per la diminuzione dei match (da cinque a tre per ogni incontro), sia per il fatto che spesso i match finiscono a tarda ora (l’ultimo a lamentarsene è stato Andy Murray). La ITF, al fianco del partner Kosmos, ha respinto tutte le critiche – vedi anche l’intervista rilasciata al direttore Ubaldo Scanagatta dal presidente David Haggerty – e sta cercando tuttora di far evolvere in senso positivo la competizione. Ad esempio, quest’anno la fase a gironi è stata anticipata da novembre a settembre, in modo da staccarla da quella a eliminazione diretta, per rendere meno impegnativo il calendario dei giocatori coinvolti.

Da notare c’è che stando ai dati diramati oggi dalla ITF e da Kosmos, la Coppa Davis non ha perso il suo fascino da massima competizione mondiale del tennis per nazioni, e nemmeno il pubblico all’interno dei palazzetti di gara (nella scorsa settimana si è giocato a Casalecchio di Reno, Glasgow, Valencia e Amburgo). Infatti, viene comunicato che un totale di 113.268 persone hanno acquistato un biglietto per la fase appena chiusa, con 26.445 persone presenti nella sola domenica di gare. Un dato che grossomodo equivale a quello fatto registrare nel 2021, per la fase finale che si è giocata tra Torino e Madrid. Insomma, considerando che si deve giocare la fase più calda della competizione (a Malaga dal 21 al 27 novembre), l’affluenza di quest’anno finirà per essere maggiore rispetto a quella della passata edizione.

“I numeri di oggi sono molto simili a quelli visti nelle intere edizioni del 2019 e del 2021 – ha affermato Enric Rojas, il Ceo di Kosmos -. Ci aspettiamo tra le 50mila e le 60mila persone a Malaga. Il miglioramento in termini di affluenza, percentuale di riempimento degli stadi e fan engagement sarà, a nostro giudizio, enorme”. Per ora a Malaga sono stati venduti 20mila biglietti circa e verosimilmente, ora che si sanno le squadre protagoniste, tra cui c’è anche l’Italia, inizia il periodo più caldo per le vendite dei biglietti.

 

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Canè: “Vincere la Davis quest’anno? Io ci credo. Mi chiedono ancora del match con Wilander”

L’ex tennista azzurro oggi commentatore tecnico: “Il tennis italiano è a posto per dieci anni”

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Paolo Canè (Instagram @paolocaneofficial)
Paolo Canè (Instagram @paolocaneofficial)

Il turbo rovescio, le urla di Galeazzi e quella vittoria in Davis su Wilander. Paolo Canè è rimasto nella memoria di molti appassionati di tennis per quell’epica vittoria del 1990, ma è stato un giocatore divertente e completo in grado di togliersi le sue soddisfazioni ed arrivare al n.26 ATP. Oggi è rimasto a stretto contatto col mondo del tennis e la sua voce accompagna le immagini dei tornei dello Slam in quanto commentatore di Eurosport. Canè è stato intervistato negli scorsi giorni da Repubblica Bologna, durante la settimana di Coppa Davis, e ha espresso il suo parere sulle chances della squadra capitanata da Filippo Volandri. “Questi ragaz zi se sono al completo già quest’anno possono vincere la Coppa – sono state le parole di Canè -. E comunque al di là di come finisce stavolta, per dieci anni il nostro tennis è a posto, questa è una generazione da favola. Non ci sono solo Berrettini e Sinner: Musetti è uno spettacolo, il suo tennis incanta, Fognini ancora oggi ha un talento unico, Bolelli avete visto come ha giocato contro la Croazia. Quei due si integrano alla perfezione, il genio di Fognini, le sue fiammate, e la solidità e la potenza di Bolelli”.


Canè rievoca il famoso match con Wilander: “Giocammo su due giorni, interrompemmo la sera che eravamo due set pari, non ci si vedeva più. Eravamo 2-2, era il punto decisivo. Chiesi a Panatta, che era il capitano, di cenare da solo, volevo restare concentrato, avevo in testa quel pensiero lì e basta, volevo batterlo, dicevo, Mats è stato numero uno, ha vinto tantissimo, stavolta deve toccare a me”. E spiega anche come interpreti la sua esperienza da seconda voce tv: “Mi piace molto, è un’esperienza che mi completa, ho capito che non bisogna parlare sempre, commentare ogni punto, perché si diventa noiosi. Su una partita di 5 set poi la gente si stufa. Bisogna spiegare, coi tempi giusti”.

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