Agli Australian Open si ripeteranno le interviste durante i cambi di campo

Come successo a New York in occasione degli US Open, nel corso del primo Slam del 2016 potremmo vedere interviste ai giocatori svolte a match ancora in corso, alla fine di ogni set o durante i cambi di campo

Di Carlo Carnevale
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Il mondo del tennis è in attesa di conoscere l’esito di una proposta controversa e piuttosto innovativa: la Hopman Cup, i tornei ATP e WTA di Brisbane e gli Australian Open, infatti, saranno probabilmente teatro di un nuovo esperimento, quello delle interviste a match in corso, durante i cambi di campo. La proposta è stata avanzata da Seven Network, che ha ripreso quanto lasciato dall’organizzazione degli US Open: a New York la prima ad essere raggiunta da telecamere e giornalista fu Coco Vandeweghe, che dopo il match disse: “Non ricordo neanche cosa mi hanno chiesto!”.

Seven Network ha già sperimentato questa modalità di intervento dal vivo durante i match di football australiano, e punta ad ottenere sempre più visibilità anche nel tennis, usando come scudo l’appello all’interesse e alla curiosità dei fan. Novak Djokovic ha ammesso che se interrogato durante una partita preferirebbe non rispondere, aggiungendo però: “Non so cosa potrò pensare una volta davanti ad un microfono“.

 

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