Tutti i numeri del Masters

Focus

Tutti i numeri del Masters

Dai trionfi di Federer e McEnroe alle semifinali di Connors, dalle sfide Sampras-Agassi al maggior numero di game disputati in una finale. Tutti, ma proprio tutti, i numeri del Masters

Pubblicato

il

0 – Come i trionfi di Rafael Nadal e Andy Murray. Il nove volte campione del Roland Garros ha disputato due finali: nel 2010 contro Roger Federer e nel 2013 contro Novak Djokovic. Murray, invece, non si è mai spinto oltre la semifinale.

1 – Come le sfide in finale tra Stefan Edberg e Boris Becker. I due grandi rivali si sono affrontati nel 1989 con vittoria dello svedese in quattro set.

2 – Come i trionfi dei tennisti spagnoli. Il riferimento è a Manuel Orantes, vincitore dell’edizione del 1976, e ad Alex Corretja, trionfatore nel 1998.

 

2 – Come le edizioni che dal 2003 non sono state vinte da Roger Federer o da Novak Djokovic. Si tratta del 2005 e del 2009. In queste due occasioni hanno trionfato rispettivamente David Nalbandian e Nikolaj Davidenko.

3 – Come le sconfitte in finale di Andre Agassi. Il “Kid di Las Vegas”, vincitore nel 1990 contro Stefan Edberg, perse la finale del 1999 contro Pete Sampras, quella del 2000 contro Gustavo Kuerten e infine quella del 2003 contro Roger Federer. Nelle tre finali perse Agassi non ha vinto nemmeno un set.

4 – Come le denominazioni cambiate del torneo: Masters Grand Prix dal 1970 al 1989, Atp World Tour Championships dal 1990 al 1999, Tennis Masters Cup dal 2000 al 2008, Atp World Tour Finals dal 2009 ad oggi.

5 – Come i successi di Ivan Lendl. Il campione ceco, trionfatore nel 1981, nel 1982 e poi dal 1985 al 1987, è uno dei tre tennisti, insieme ad Ilie Nastase e a Novak Djokovic, ad aver vinto per tre anni consecutivi il Masters.

6 – Come le sfide tra Pete Sampras e Andre Agassi. Sampras, che conduce per 4 a 2, ha vinto l’unico match che i due campioni hanno disputato in finale (1999).

7 – Come le sconfitte in semifinale di Jimmy Connors in 11 partecipazioni.

8 – Come il numero dei tennisti partecipanti al torneo di singolare e come le coppie che prenderanno parte al doppio.

9 – Come le finali disputate da Roger Federer. Il bilancio per il tennista elvetico è di 6 vittorie (2003, 2004, 2006, 2007, 2010, 2011), 2 sconfitte ( 2005 contro David Nalbandian e 2012 contro Novak Djokovic) e un ritiro (2014).

9 – Come i tennisti che hanno vinto il Masters più di una volta (Federer, Lendl, Sampras, Nastase, Becker, McEnroe, Hewitt, Borg, Djokovic).

10 – Come le vittorie di John McEnroe tra singolare (1978, 1983, 1984) e doppio (in coppia con Peter Fleming dal 1978 al 1984).

11 – Come i trionfi dei tennisti americani (Pete Sampras 5, John McEnroe 3, Jimmy Connors, Andre Agassi e Stan Smith 1). Nessuna nazione ha fatto meglio.

14 – Come le partecipazioni consecutive di Roger Federer (compresa quella di quest’anno).

14 – Come il numero di città che hanno ospitato il torneo. La prima edizione, nel 1970, è stata disputata a Tokio, le ultime sei a Londra. La città che vanta più edizioni è New York (13, dal 1977 al 1989).

19 – Come le partite giocate da Andy Murray nelle sue sei partecipazioni. Lo scozzese ne ha vinte dieci, raggiungendo la semifinale in tre occasioni: 2008, 2010 e 2012.

19 – Come le edizioni del torneo che si sono disputate in Europa fino al 2014 (6 a Londra, 4 ad Hannover, 6 a Francoforte, 1 a Lisbona, Stoccolma e Barcellona).

20 – Come gli anni passati dall’ultimo trionfo tedesco (Boris Becker b. Michael Chang 7-6, 6-0, 7-5 nel 1995, a Francoforte).

20 – Come i tennisti che hanno vinto il Masters almeno una volta.

23 – Come gli incontri vinti da Ilie Nastase su 26 disputati. L’ex tennista rumeno ha la migliore percentuale di match vinti (88,4%). Roger Federer è all’81,3%.

24 – Come gli anni dell’americano Stan Smith quando vinse la prima edizione nel 1970. Smith riuscì a vincere anche il torneo di doppio in coppia con il connazionale Arthur Ashe.

39 – Come le edizioni del torneo di doppio. A differenza del singolare non si è disputato dal 1971 al 1974 e poi nel 2001 e nel 2002.

48 – Come le partite vinte da Roger Federer dal 2002 al 2014.

58 – Come il numero più alto di game che si sono disputati in una finale (Pete Sampras b. Boris Becker 3-6, 7-6, 7-6, 6-7, 6-4 nel 1996).

1500 – Come i punti che vengono assegnati al vincitore (imbattuto) del torneo.

1974 – Come l’anno in cui, per la prima e finora unica volta, il Masters si è giocato su erba. Quell’edizione, disputatasi a Melbourne, vide il trionfo di Guillermo Vilas in cinque set contro Ilie Nastase.

423.000 – Come il montepremi (in sterline) previsto per la coppia imbattuta vincitrice del torneo di doppio.

2.228.000 – Come il montepremi (in sterline) previsto per il vincitore imbattuto del torneo di singolare.

7.000.000 – Come il prize money complessivo (in sterline) previsto per l’edizione 2015.

Continua a leggere
Commenti

Australian Open

Ons Jabeur dà forfait agli Australian Open

Un problema alla schiena blocca la tennista tunisina testa di serie n. 9

Pubblicato

il

Ons Jabeur - Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)

Aveva iniziato bene la stagione con due vittorie nel WTA 500 di Sydney, ma poi Ons Jabeur era stata costretta al ritiro a partita in corso nei quarti di finale contro Anett Kontaveit. Il problema patito durante quel match evidentemente non ha trovato una rapida soluzione e poche ore fa è arrivato l’annuncio da parte di Jabeur del ritiro dagli Australian Open 2022. La tennista tunisina, numero 10 del mondo e testa di serie n. 9 nello Slam, è una grande perdita per il torneo perché con le sue ineguagliabili doti tecniche, rappresenta una delle tenniste più spettacolari e variegate del circuito. Questo il messaggio integrale rilasciato dalla giocatrice sui social:

“Ciao a tutti, purtroppo mi devo ritirare dal primo turno odierno degli Australian Open. Mi sono infortunata alla schiena a Sydney la scorsa settimana. Ho provato di tutto per essere pronta e pensavo di essere pronta per giocare qui. Sfortunatamente, il dolore è ancora molto presente e giocare in queste condizioni potrebbe mettere a rischio la mia intera stagione. Ora mi riposerò e mi curerò per tornare il prima possibile. Grazie a tutti i miei fan per il loro aiuto e supporto, sperando di essere al 100% per il prossimo appuntamento.”

Il suo posto nel tabellone è stato preso dalla lucky loser romena Irina Maria Bara (26 anni, n. 134) e quindi è toccato a lei scendere in campo contro la spagnola Nuria Parrizas-Diaz. Quest’ultima, attuale n. 63 del mondo, ha approfittato del cambio avversaria e ha vinto così il suo primo incontro a livello Slam a 30 anni imponendosi sulla romena per 6-3 6-1.

 

Continua a leggere

Editoriali del Direttore

Caso Djokovic – Ha prevalso la ragion di Stato. E’ stata una scelta politica ma credo sia giusto così

Dalla vicenda escono male tutti, Craig Tiley in testa. Poi Djokovic e non per essere andato a Melbourne. Ma per come ci è andato. Male anche l’Australia. Bravi soltanto tutti i giudici

Pubblicato

il

Mi spiace che manchi il n.1 del mondo ad uno Slam. Non uno qualsiasi, soprattutto in Australia, dal momento che Novak Djokovic lo aveva vinto 9 volte e le ultime tre. Ma sono anche d’accordo con Rafa Nadal quando dice con buon senso e senza voler infierire su un Djokovic in disgrazia, “Nessun giocatore al mondo, è più importante di un evento”.

E mi pare il caso di ricordare qui che quando, in solidarietà allo jugoslavo Nikki Pilic squalificato dalla sua federazione per essersi rifiutato di giocare gratis in Coppa Davis, un’ottantina di tennisti boicottarono l’edizione di Wimbledon 1973 – vinta dal ceco Jan Kodes sul russo della Georgia Alex Metreveli (nei loro Paesi allora guai a scioperare!) – il chairman dell’All England Committe H.David disse: “The Championships are more important than any player” (non credo ci sia bisogno di tradurre).

E i Championships – gli inglesi chiamano così il torneo di Wimbledon come se nessun altro “campionato” potesse lontanamente pretendere di valere quanto quello dell’All England Lawn Tennis Club – nel ’73 batterono il record d’affluenza, dando più che ragione al loro Chairman.

 

A questo punto lasciatemi anche dire un bel “meno male!”… che finalmente torneremo a scrivere e parlare di tennis giocato dopo questa lunga saga che ha stressato particolarmente tutto Ubitennis per via del continuo affluire di notizie imprevedibili e contradditorie fra loro, ma anche delle migliaia di commenti che ci hanno sommerso, giorno dopo giorno. Talvolta abbiamo addirittura dovuto chiuderne l’accesso perché non ce la facevamo a moderarli tutti. E’ stato uno sforzo immane anche perché alcuni lettori hanno scritto papiri infiniti, mentre altri non si sono stancati di ripetere lo stesso concetto decine di volte, così come non hanno cessato di lanciarsi strali e “beccarsi” fra pro-Djokovic e anti-Djokovic, fra SìVax e NoVax.

 E queste ultime baruffe ci hanno messo sovente molto più in difficoltà all’atto di moderarli, perché implicavano spesso competenze da medici, da giuristi, perfino da statisti, quali certo non siamo.

Devo dire che non mi ha sorpreso affatto la conclusione della saga Djokovic. Chi mi aveva chiesto nei giorni scorsi un pronostico conosce la risposta che gli ho dato.

Era francamente contro ogni logica pensare che Djokovic potesse sfangarla  contro il Governo australiano dopo tutto quello che ha attraversato l’Australia, il Paese più rigido del mondo nell’affrontare la pandemia e anche il Paese dove le regole vengono applicate generalmente con un rigore tale che io mi sono permesso spesso in passato – anche per esserne stato vittima  in un’occasione – di considerarlo assolutamente esagerato.

Ci sono ragioni storiche che hanno dato origine a questa tendenza: i primi abitanti australiani “deportati” dall’Inghilterra non erano davvero persone che si potessero mandare in giro a briglia sciolte.

Pochi ricorderanno ormai l’editoriale che scrissi quando la saga Djokovic cominciò. Il titolo era (e sono dovuto andare a cercarlo in cima alla home page, sotto la voce di menu Editoriali): Il caso Djokovic: Sospettare è populismo? Mostrare equilibrio è pilatesco? Forse sono Ponzio Pilato.

Si scrivono tante cose, facendo questo mestiere, e non sempre si ricordano. Così ho voluto controllare se avessi scritto qualche bestialità. Può capitare.

Se vi va leggetelo oggi (rileggetelo?) anche voi. Non mi pare di dover fare sostanziali correzioni.

Allora Djokovic non aveva ancora compromesso la sua immagine col commettere tutta quella serie di comportamenti poco esemplari e certamente superficiali in epoca pandemica: mancati distanziamenti a volto scoperto, interviste da “positivo” nascondendo di esserlo ai colleghi dell’Equipe, nessun controllo sulla crocetta che barrava il “non ho effettuato alcun viaggio negli ultimi 14 giorni” prima del volo Marbella-Dubai-Melbourne.

A pagina 2 Djokovic tradito da Tiley

Continua a leggere

Australian Open

L’Australian Open in esclusiva su Eurosport e discovery+: 250 ore di diretta integrale

Su Eurosport 1, in diretta ogni giorno dall’1:00 e in sessione serale alle 9:00, i migliori match del giorno. Eurosport 2 avrà una regia dedicata alle partite degli italiani.

Pubblicato

il

  • Solo su discovery+, da lunedì 17 alla finale maschile di domenica 30 gennaio, l’Australian Open è in versione integrale per un totale di 250 ore LIVE.
  • Alizé Lim e Johanna Konta s’aggiungono nel Cube alla storica squadra talent di Discovery con Mats Wilander, Chris Evert, John McEnroe e per l’Italia Roberta Vinci.
  • Altra novità da Melbourne: il numero 8 Casper Ruud porterà gli spettatori di Discovery dietro le quinte dell’Australian Open.
  • Discovery ha siglato un accordo con Tennis Australia per trasmettere in esclusiva le prossime 10 edizioni dell’Australian Open.

Discovery+ ed Eurosport trasmetteranno in esclusiva italiana uno degli Australian Open più attesi nella storia del tennis con una nuova generazione di campioni, come il vincitore dello US Open Daniil Medvedev e delle ATP Finals Alexander Zverev, pronti a sfidarsi nel primo Slam del 2022 che vede rientrare anche Rafael Nadal.

Da lunedì 17 gennaio con il primo order of play alle finali femminile e maschile di sabato 29 e domenica 30 gennaio, solo discovery+ trasmetterà l’Australian Open in diretta integrale con oltre 250 ore di tennis LIVE dai campi di Melbourne Park.

Su Eurosport 1, in diretta ogni giorno dall’1:00 e in sessione serale alle 9:00, i migliori match in programma, mentre Eurosport 2 avrà una regia dedicata alle partite degli italiani per tifare Berrettini, Sinner, Sonego, Fognini, Musetti, Mager, Travaglia, Cecchinato, Seppi; Giorgi e Paolini.

 

Nuova stagione, nuovi volti in campo – come la campionessa dello US Open Emma Raducanu al suo esordio in Australia – nuovi talent a far parte della squadra di Eurosport: mentre Barbara Schett e Mischa Zverev saranno on-site, Alizé Lim è pronta ad affiancare Mats Wilander, Johanna Konta (prima settimana) e Tim Henman (seconda settimana) nel Cube di Londra, teletrasportandosi a Melbourne per intervistare i protagonisti dell’Australian Open e commentare con loro lo Slam Down Under.

Inoltre, saranno due icone senza tempo del tennis ad analizzare tutti i temi dell’Australian Open: Chris Evert e John McEnroe in esclusiva per Eurosport e in occasione anche dei prossimi due Slam targati Discovery, il Roland Garros e lo US Open 2022.

Roberta Vinci sarà invece il volto italiano di Eurosport al commento dell’Australian Open con gli ormai storici telecronisti, capitanati da Barbara Rossi, Jacopo Lo Monaco e Federico Ferrero.

Novità di Melbourne: uno dei tennisti più forti ed emergenti del circuito, il ventitreenne norvegese Casper Ruud numero 8 del ranking ATP, rilascerà a Discovery alcune interviste esclusive dai campi dell’Australian Open, protagonista della rubrica Players’ Voice di Eurosport.com dietro le quinte del primo Slam dell’anno.

E per gli spettatori più esigenti dell’Australian Open sono in arrivo due nuovi format brevi in esclusiva per l’OTT discovery+ e l’APP di Eurosport: My Social Network, per conoscere il lato social dei migliori tennisti al mondo tra vite di campo e sfere personali – e Legends Voice con i pensieri, commenti e ricordi delle leggende del passato.

Discovery Sports ha rinnovato il suo accordo con Tennis Australia come broadcaster dell’Australian Open live e in esclusiva in Europa fino al 2031: una partnership a lungo termine che, a partire dall’edizione 2022, includerà tutti i diritti lineari, streaming e digital del primo Slam dell’anno, trasmesso da Eurosport fin dal 1995.

Nel 2021 l’Australian Open ha registrato un’audience da record di streaming video tramite l’APP di Eurosport, con un aumento del 36% e un incremento dell’84% dei minuti di visione rispetto al 2020. Moltissimi anche i visitatori unici dell’Australian Open sulle piattaforme digitali di Eurosport +61% (rispetto al 2020), con una crescita significativa registrata in Italia del 90%.

I due canali Eurosport sono disponibili sulle piattaforme SKY (Canali 210-211), DAZN e TIMVision

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement