Australian Open, il primo passo di Taylor Fritz

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Australian Open, il primo passo di Taylor Fritz

Il giovane tennista statunitense Taylor Fritz, si è qualificato per il tabellone principale del’lAustralian Open. Un’ascesa rapidissima lo ha portato alle soglie del tennis che conta. E siamo solo all’inizio

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Ci siamo dunque. Taylor Fritz non ha certo smesso i panni di giovane promessa, ma mentre fino a martedì scorso era un’esclusiva di quelli del mestiere, osservatori scafati che chissà quanti ne hanno visto perdere di ragazzini, adesso ha un pubblico più vasto a cui spiegare chi è e cosa vuole. Superato senza affanni Hiroki Moriya; con un autoritario 6-1 al terzo Michael Berrer che non sarà chissà cosa ma è pur sempre uno che ha sconfitto Nadal; ripresa per i capelli una partita praticamente persa contro Mischa Zverev (era 0-4 al terzo, prima di infilare i sei game di fila che lo hanno condotto nel tabellone principale) adesso per Taylor è venuto il momento di fare sul serio. Il ragazzino di Santa Fe non è stato fortunatissimo nel sorteggio, visto che Jack Sock è un connazionale in ascesa, ma hic rodhus hic salta, anche se ci saranno altre Rodi.

Per parlare di Fritz non serve andare troppo in là col tempo. In fondo basta tornare indietro di pochi mesi perché, si sa, non sempre un giocatore molto forte nel circuito juniores si dimostra altrettanto competitivo sin da subito tra i pro. E Taylor è stato molto forte nel circuito junior.

Nato il 28 ottobre 1997 a Rancho Santa Fe, Stati Uniti, numero 154 dell’attuale classifica ATP e vincitore del primo Challenger del 2016 sconfiggendo l’esperto Dudi Sela in finale, Taylor Harry Fritz da ottobre 2015 ha disputato 7 Challenger vincendo a Sacramento contro Jared Donaldson, a Fairfield contro Dustin Brown e giungendo in finale a Champaign, poi persa contro Henri Laaksonen. Ha vinto il suo primo match ATP a giugno sull’erba di Nottingham ai danni di Pablo Carreno-Busta. In quel torneo si presentava come numero 761; a ottobre, prima della sopra citata incetta di challenger, era 675.

Certamente molti tennisti compiono ogni anno notevoli salti in avanti in classifica, tant’è che per questo si spendono parole di elogio in innumerevoli articoli, però di fronte a noi abbiamo un giovane tennista che nel giro di quattro mesi ha letteralmente bruciato le tappe dimostrando una forza di volontà, una determinazione ed un tennis con pochi eguali negli ultimi decenni sicché Taylor vede di fronte a sé l’evidente possibilità di entrare a far parte del tennis che conta senza sprecare, più di tanto, energie preziose per emergere. Anche grazie a lui finalmente si parla sempre più spesso e volentieri dei giovani. Dopo molti anni di silenzio dettato dal dominio dei fab four ed, in generale, della generazione dei primi anni ’80, molti tennisti si palesano come future certezze. Sì, sono i “soliti” volti “noti” di Zverev, Coric, Chung, Kyrgios, Kokkinakis quelli di cui si discute maggiormente perché sono riusciti ad entrare nella scorsa stagione nella top 100, ma al di là di quel fatidico muro, nelle retrovie, il tennis pullula di giovani promesse. Ecco tra questi c’è proprio Fritz, un tennista a stelle e strisce su cui gli Stati Uniti non potranno non puntare per trovare quel numero uno che manca dai tempi del buon Andy Roddick.

L’importante quando si è giovani è focalizzarsi sull’obiettivo principale perché, a causa dell’età, si tende a essere spesso ad essere deviati verso altri desideri incontrando vari incidenti di percorso che non si sa ancora come affrontare. Ebbene Taylor in un intervista rilasciata al sito dell’ATP è sembrato un ragazzo già maturo e con le idee ben chiare: aveva dichiarato di puntare alla top 100 (d’altronde fino a ottobre deve difendere 35 punti), e di sentirsi pronto per superare le qualificazioni degli Australian Open che giocava per la prima volta. Non è andata male.

Fritz sa che per raggiungere il suo obiettivo dovrà prestare molta attenzione al fisico e comportarsi come un vero professionista sia dentro che fuori dal campo. Ha concluso ammettendo di aver lavorato duramente durante l’off season sulla preparazione atletica e sul gioco di piedi, degli aspetti che ancora mancavano al suo tennis, riuscendo ad aggiungere massa muscolare e acquisendo maggiore forza fisica.

Su una cosa potete stare certi: sentirete molto parlare di Taylor Harry Fritz.

Carlo Soldati

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