Tutto pronto a Kooyong per il primo turno della Coppa Davis 2016 tra Australia e USA

Coppa Davis

Tutto pronto a Kooyong per il primo turno della Coppa Davis 2016 tra Australia e USA

Le squadre hanno annunciato le loro formazioni per l’incontro di primo turno tra due ex dominatrici della competizione, Australia e Stati Uniti. Diamo uno sguardo al luogo storico dove si giocherà la sfida e ad alcune statistiche dei giocatori

Pubblicato

il

dal nostro inviato in Australia, Robbie Cappuccio

Sale la febbre: la temperatura è di 40 gradi oggi a Melbourne, ma la febbre è soprattutto per la Coppa Davis, visto che gli Stati Uniti d’America – dopo l’Australia – hanno annunciato la formazione che affronterà gli Aussies nello scontro di primo turno a Kooyong per la Coppa Davis 2016. Guidata dal capitano Lleyton Hewitt, l’Australia sarà rappresentata da Bernard Tomic, Nick Kyrgios, Sam Groth e John Peers (specialista di doppio, alla sua prima apparizione Coppa Davis). Jim Courier invece farà scendere in campo John Isner, Jack Sock, e i gemelli Bryan. Diamo uno sguardo ad alcune statistiche sul luogo storico dove si giocherà la sfida e sui protagonisti di quest’incontro.

Il Kooyong Lawn Tennis Club è rinomata a livello internazionale come “La dimora spirituale del tennis australiano” (a proposito se volete iscrivervi al club fate presto a trovare 4 soci che vi presentino, perchè il tempo medio di attesa per l’accettazione supera i 10 anni). Quale luogo migliore per ospitare “lo scontro degli scontri” di Coppa Davis, tra due nazioni che hanno dominato la competizione per oltre 30 anni consecutivi e hanno vinto un totale di 60 Coppe Davis (32 per gli USA e 28 per l’Australia)? Per l’occasione il campo centrale è stato preparato con manto erboso per dare quel tocco in più all’incontro. Questa sarà la 46esima volta che le due nazioni si incontrano, con gli americani in vantaggio nel testa a testa per 25-20. L’ultima volta risale al secolo scorso – nel 1999 – con Lleyton Hewitt e Pat Rafter fautori di una vittoria 4-1 sugli USA di Jim Courier. Sia Hewitt che Courier sono ora i capitani delle rispettive squadre.

 

Diamo uno sguardo più da vicino al luogo e la sua storia: il Kooyong Lawn Tennis Club, noto come il Lawn Tennis Association of Victoria, è stato istituito nel 1892 (ovvero 124 anni fa) nel quartiere posh di Kooyong (prezzo medio di una casa è di quasi 3 milioni e mezzo di dollari australiani, un vero affare). Tra il 1946 e il 2006, l’Australia ha ospitato dieci incontri di Coppa Davis in questa sede, vincendoli tutti loro a parte il primo: 

  1. Nel 1946 l’Australia perse la finale del Gruppo World Challenge per 5-0 con gli americani Jack Kramer e Ted Schroeder. Nonostante il punteggio finale, il morale era alto per la prima partita di Coppa Davis in oltre 25 anni.
  2. Quello del 1953 è considerato l’incontro più epico, dove gli allora adolescenti Lew Hoad e Ken Rosewall sconfissero gli USA di Tony Trabert e Vic Seixas con un punteggio finale di 3-2 recuperando dall’ 1-2 dopo il doppio.
  3.  Il 1957 fu un’altra vittoria per 3-2 sugli Stati Uniti nel Challenge Round.
  4.  Nel 1961, nel Challenge Round, l’Australia diede una batosta all’Italia 5-0 con Roy Emerson e Rod Laver in singolare, e Emerson e Neale Fraser nel doppio, nomi che sono ormai leggende.
  5.  Nel 1966 l’Australia sconfisse l’India 4-1 sempre nel Challenge Round, nonostante la sconfitta a sorpresa di Newcombe e Roche nel doppio.
  6.  Il 1973 fu una finale Inter-Zone, dove un attempato Rod Laver, John Newcombe e Ken Rosewall sconfissero la Cecoslovacchia 4-1.
  7.  Il 1983 fu un po’ una sorpresa. In finale, Cash, Fitzgerald, Edmondson e McNamee sconfissero 3-2 la Svezia guidata da Mats Wilander.
  8.  Un’altra finale nel 1986 e ancora una vittoria, di nuovo contro la Svezia, di nuovo con Cash, McNamee e Fitzgerald. Pat Cash vinse sia con Edberg che con Pernfors (in 5 epici set rimontando da 0-2) per suggellare un trionfo 3-2 per l’Australia.
  9.  Nel 1993 al primo turno, l’Australia si sbarazzo’ degli USA 4-1, con Wally Masur e Mark Woodforde che vinsero i loro singoli, e i Woodies (al secolo Woodford-Woodbridge) a sigillare la vittoria nel doppio.
  10.  Quello del 2006 è stato l’unico incontro giocato sul duro (rebound ace): Lleyton Hewitt, Chris Guccione, Wayne Arthurs e Paul Hanley vinsero per 5-0 sulla Bielorussia.

Kooyong è stata anche la sede degli Australian Open tra il 1972 e il 1983, quando il Grande Slam è stato spostato al Melbourne Park, che ospita l’evento da allora. Alcuni dei campioni su quel campo centrale furono Margaret Court, Evonne Goolagong, Martina Navratilova e Chris Evert-Lloyd in singolare femminile e gli australiani Ken Rosewall, John Newcombe e Mark Edmondson, gli americani Jimmy Connors, Roscoe Tanner e Vitas Gerulaitis e gli svedesi Mats Wilander e Stefan Edberg nel singolare maschile. Quindi cosa succederà nella sfida del 2016? I singolari dovrebbero vedere Tomic e Kyrgios affrontare Isner e Sock, mentre nel doppio Peers e Groth cercheranno di fare una (brutta) sorpresa ai Bryan. Per capire cosa potrebbe succedere in questa sfida, diamo uno sguardo alle prestazioni dei giocatori quest’anno, e anche al loro record su erba, a partire dalla nazione ospitante.

Gli australiani avranno Nick Kyrgios, pompato dal suo primo trofeo ATP appena conquistato a Marsiglia dove ha sconfitto Cilic, Berdych e Gasquet e non ha perso neanche un set. Attualmente n.33 del ranking, quest’anno il 20enne testa calda di Canberra ha un impressionante record di 7-1 con un R32 agli Australian Open e una vittoria a Marsiglia. Il suo record sull’erba è 9-4, con il 76% di punti vinti sulla prima di servizio, il 90% di giochi vinti sul servizio, e il 14% di giochi vinti in risposta. Dato il modo in cui sta servendo (e rispondendo) quest’anno, le cifre possono migliorare ancora… Attualmente classificato n.21, quest’anno Bernard Tomic non ha entusiasmato più di tanto (ammesso e non concesso che lo faccia mai), con un record di 8-5 dato da un R32 a Delray Beach, QF a Quito, R16 agli Australian Open, QF a Sydney e SF a Brisbane. Su erba viaggia con un record di 19-18, col 73% di punti conquistati sulla prima di servizio, l’86% dei giochi vinti sul servizio e il 15% di giochi vinti in risposta. Sam Groth (ranking ATP n.75, e 115 in doppio) dovrebbe giocare il doppio. Tuttavia, dato il suo servizio micidiale e il suo record sull’erba di 12-8, con il 82% di punti conquistati con la prima di servizio, l’89% di giochi vinti col servizio, e l’8% di giochi vinti in risposta, potrebbe essere schierato a sorpresa nel caso qualcosa non andasse propriamente bene con Tomic o Kyrgios. Infine John Peers è uno specialista del doppio, attualmente n.9 del ranking di doppio, con 7 titoli vinti in carriera (di cui 6 con Jamie Murray, e uno quest’anno a Brisbane con il finlandese Kontinen) e due finali di Grand Slam nel 2015 ( entrambe perse) a Wimbledon e Flashing Meadows. Peers ha sconfitto i fratelli Bryan tre volte, di cui due sulla terra battuta, e una volta sull’erba (al Queens nel 2014) e ha un record da inizio anno di 8-3.

Dalla loro parte gli USA avranno il gigante John Isner (ATP n.11) che dall’alto dei sui 208 cm fa sembrare dei piccoletti gli australiani (che sono tutti oltre ai 190 cm). Isner non ha iniziato l’anno col botto  (4-4) grazie a un R32 a Rio, R16 a Buenos Aires, R16 agli Australian Open e QF a Auckland. Sull’erba il suo record è 28-17 con 2 titoli. Ha un record di 80% dei punti vinti sulla prima di servizio, 94% dei giochi su servizio vinti e 8% di giochi vinti su risposta al servizio. Sock è attualmente numero 23 del ranking ATP, con un record di 5 vittorie e 3 sconfitte quest’anno frutto di un R32 a Rio, R64 agli Australian Open, e una finale a Auckland; sull’erba sta a 9-6, con (solo) il 74% di punti vinti sul primo servizio, l’84% di giochi vinti sul servizio e il 16% di giochi vinti in risposta. I gemelli Bryan giocheranno il doppio. Onestamente non c’è molto da dire su di loro a meno che non si voglia scrivere un libro. Questi gemelli, nati nel 1978, sono la coppia di doppio di maggior successo di tutti i tempi. Attualmente n.5 del ranking ATP hanno dominato il doppio per circa 10 anni, con 109 e 111 titoli rispettivamente per Bob e Mike, tra cui una Coppa Davis nel 2007, 4 World Tour Finals, 16 titoli del Grande Slam (3 su erba a Wimbledon nel 2006 2011, 2013), e le Olimpiadi di Londra nel 2012. Credenziali da brividi.

Il testa a testa tra i singolaristi vede gli USA prevalere per ora, anche se le statistiche sono scarse: Isner sta conducendo su Kyrgios per 2-0 (2015 Canada R16 sul duro e 2015 Madrid R16 su terra rossa) e su Tomic 1-0 (2012 Delray Beach QF sul duro). Sock non ha mai giocato Kyrgios e ha sconfitto Tomic due volte (2014 Shanghai R64 e 2013 Stockholm R32 entrambe sul duro). È interessante notare che Groth ha sconfitto Sock sull’erba a Wimbledon lo scorso anno al primo turno. Potrebbe essere un’arma a sorpresa per Hewitt?

Se siete sopravvissuti fino a qua, cerchiamo di evitare la morte-da-statistiche dando solo le prestazioni su erba nel 2015:

Kyrgios: R32 Queens (Wawrinka), R16 Wimbledon (Gasquet)

Tomic: R32 Halle (Johnson), QF Stuttgart (Nadal), R32 Newport (JP Smith), R32 Wimbledon (Djokovic)

Groth: QF Stuttgart (Troicki), R32 Nottingham (Sousa), R32 Wimbledon (Federer)

Isner: QF Queens (Troicki), R32 Newport (Ram,) R32 Wimbledon (Cilic)

Sock: SF Newport (Karlovic,) R128 Wimbledon (Groth)

La vincitrice di questo incontro giocherà nei quarti di finale contro la vincitrice tra Croazia e Belgio.

Continua a leggere
Commenti

Coppa Davis

COPPA DAVIS: Pavic e Mektic battono Djokovic e Krajinovic, la Croazia è in finale

Il doppio croato si conferma fenomenale: un nervoso Nole deve rinunciare all’insalatiera

Pubblicato

il

Croazia b. Serbia 2-1

È la Croazia capitanata da Vedran Martic la prima finalista di questa edizione della Coppa Davis, la seconda disputata con il nuovo formato. È stato il doppio a decidere l’esito di un tie fattosi complicato per la Serbia dopo la sconfitta di Dusan Lajovic a opera del sorprendente Borna Gojo, uno svantaggio poi inesorabilmente pareggiato da Novak Djokovic contro Marin Cilic. A differenza di quanto avvenuto contro il Kazakistan nei quarti, però, la coppia di specialisti affrontati da Nole e Filip Krajinovic è la migliore del mondo e non ha lasciato scampo alla squadra di Viktor Troicki. Buona la terza, quindi, per una Croazia battuta nei due precedenti derby balcanici sia in casa, sia in trasferta, e un’altra delusione per Djokovic in una seconda parte di stagione per lui relativamente avara di soddisfazioni.

M. Pavic/N. Mektic b. N. Djokovic/N. Cacic 7-5 6-1

 

Erano favoriti e hanno rispettato il pronostico, Mate Pavic e Nikola Mektic, battendo in due set Novak Djokovic e Filip Krajinovic, quest’ultimo preferito a Nikola Cacic, buon doppista ma evidentemente di livello troppo inferiore rispetto al fenomenale duo croato. E, forse, è anche un premio per il ventinovenne di Sombor, quasi a scusarsi della scelta di schierare Lajovic in singolare – scelta rivelatasi poi decisiva per l’esito dell’intero confronto. La coppia serba ha tenuto il campo per un set, ben affidandosi al servizio e cercando di evitare che la sfida prendesse le caratteristiche tipiche del “vero” doppio, compito assai arduo visto chi aveva di fronte, soprattutto un Pavic sempre propositivo in risposta e preciso nel fornire comode chiusure al partner. Novak e Filip si sono arresi a un passo dal tie-break, poi l’incontro è scivolato via piuttosto rapidamente una volta ceduto il servizio nel quarto game del secondo parziale, momento che ha visto un Djokovic per un attimo rabbioso e poi subito quasi rassegnato di fronte all’evidente superiorità degli avversari.

IL MATCH – Nessun problema per Pavic in battuta, mentre Djokovic, dopo un bel punto croato e due errori serbi al volo, si affida alla prima di servizio per risalire dallo 0-40 e annullare anche un vantaggio esterno. Anche il turno di Mektic scivola via senza grossi patemi, così come quello di Krajinovic. Se la coppia campione in carica di Wimbledon viene sempre avanti dopo il servizio o quando ne ha la possibilità in risposta, gli altri mischiano un po’ le carte, ma anch’essi non perdono l’occasione di mettere pressione facendosi trovare entrambi a rete. Dal secondo turno di battuta il 20 volte campione Slam di nuovo si fa trovare centrato e preciso con la prima battuta; lo stesso riesce a Krajinovic, che con sicurezza salva una palla break. Senza ulteriori scossoni ci si avvia verso il tie-break, con i croati che ci arriverebbero vedendo confermata la propria superiorità ai punti e con in testa le cinque occasioni non sfruttate, per quanto senza veri rimpianti, quindi forse con più pressione. Invece, al dodicesimo gioco, Novak impallinato su una seconda e una volée incerta di Filip aprono la strada al set point, trasformato dal passante ravvicinato di Mektic dopo una strenua ma vana difesa a rete dei due in blu: 7-5 Croazia.

Si ricomincia sui binari del primo parziale, con la coppia medaglia d’oro a Tokyo che appare ancora più sciolta. Mektic, n. 2 di specialità, colpisce male e manca il possibile 0-30, ma Pavic, n. 1, costringe Krajinovic a una volée complicata che favorisce il successivo passante; Mate tira addosso a Nole che non riesce a contenere ed è 3-1. La conferma del vantaggio passa attraverso l’unico momento vagamente difficile per i croati, ma il nastro fortunato sul 30 pari risolve la situazione. Djokovic rifila un calcio al borsone in occasione del break subito, ma lo scatto di rabbia non gli ha dà alcuna carica, anzi, quasi esce dal match e gli avversari ne approfittano per involarsi sul 5-1. Non troppo imprevista, spunta qui l’unica palla break a favore dei serbi, prontamente annullata dalla prima esterna di Mektic che, dopo un paio di punti, può abbracciare il compagno. La Croazia, vincitrice dell’ultima edizione del formato storico, torna dunque in finale. Borna Gojo rischia, per così dire, di vedersi eretta una statua nella natia Spalato.

Continua a leggere

Coppa Davis

COPPA DAVIS, Semifinali: Serbia-Croazia 1-1, Djokovic supera Cilic. Ancora una volta è il doppio a decidere

Vittoria in due set ma non agevole per il nr.1 del mondo. Che ora in coppia con Cacic proverà a superare la coppia numero 1 del mondo Mektic/Pavic. Chi vince guadagna la finale di domenica

Pubblicato

il

Novak Djokovic - Finale Coppa Davis Madrid 2021 (Photo by Diego Souto/Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Coppa Davis, Semifinali

CROAZIA-SERBIA 1-1

Novak Djokovic rispetta il pronostico, batte per la 18° volta in 20 sfide Marin Cilic e sigla l’1-1 della Serbia contro la Croazia. Deciderà la semifinale il doppio e qui per Djokovic che probabilmente giocherà in coppia con Cacic, il compito sarà davvero improbo. Di fronte i numeri 1 del mondo Mektic e Pavic. Chi vince va in finale contro la vincente di Russia-Germania (che si giocherà domani, ore 13)

 

N. Djokovic b. M.Cilic 6-4 6-2

Dopo la vittoria a sorpresa (l’ennesima di queste Finals) di Borna Gojo su Dusan Lajovic ecco la sfida tra i numeri 1 di Serbia e Croazia, Novak Djokovic e Marin Cilic. Il numero 1 del mondo non ha alternative, battere il croato per ristabilire la parità e giocarsi tutto nel doppio contro la fortissima coppia croata Mektic/Pavic.

I precedenti parlano nettamente a favore di Novak Djokovic che conduce 17-2 contro Cilic, vincitore nel 2016 a Parigi-Bercy e nel 2018 al Queen’s. Nole quindi nettamente favorito ma è pur sempre una sfida di Davis.

Cilic inizia al servizio ma nel terzo gioco è il primo a dover fronteggiare due palle break che riesce ad annullare aiutandosi con il servizio. Il croato però nel gioco successivo sale 15-40 sul servizio di Djokovic, ma anche in questo caso chi serve respinge le minacce e tiene la battuta. La partita è piacevole e anche tecnicamente di buon livello. Sul 4-4 Cilic sale 40-0 ma poi subisce la rimonta di Djokovic che infila 5 punti di seguito e complice un doppio fallo del suo avversario si procura il break e va a servire per il set. Il palazzetto dello sport è bello pieno nonostante non ci sia la Spagna padrona di casa in campo. Nole serve ma Cilic gioca alla grandissima un paio di punti e si procura due palle del controbreak. Djokovic annulla la prima grazie ad una steccata di Cilic mentre sulla seconda il serbo vince uno scambio durissimo da fondo campo. Cilic insiste e si procura una terza opportunità. Bravissimo Djokovic che la annulla con il servizio. Il numero 1 del mondo sbaglia un diritto a campo aperto ma Cilic non sfrutta nemmeno questa opportunità perché risponde in rete un servizio non irresistibile del tennista serbo. Arriva il primo set point per Djokovic che lo trasforma grazie ad un gratuito di rovescio di Cilic, primo set Serbia 6-4 dopo 55 minuti. Bilancio vincenti-gratuiti favorevole a Djokovic (6-12 per lui, 6-15 per Cilic).

Nole cerca di sfruttare il momento ad inizio secondo set, si procura tre palle break ma almeno due le spreca malamente mentre su una è bravo Cilic a salvarla con il servizio. Il croato alla fine tiene la battuta ma è un fuoco di paglia. Perché oramai Djokovic ha preso il pallino in mano delle operazioni e nel terzo gioco alla prima occasione porta a casa il break. E’ lo strappo decisivo, perché il serbo inizia a dettare legge da fondo campo e trova un altro break nel quinto gioco strappando a zero il servizio a Cilic per il 4-1 “pesante”. Il numero 1 del mondo ha alzato il livello del suo tennis e il suo avversario fatica a stargli dietro. Cilic invero si procura una palla break nel sesto gioco, ma Djokovic la annulla con un ace e poi tiene la battuta. Cilic chiude con 0/8 sulle palle break sprecandone una anche nell’ottavo gioco, Nole troppo solido chiude il set 6-2 e porta la Serbia sull’1-1. Ora il doppio, ma il compito per il numero 1 ora si fa davvero duro.

Continua a leggere

Coppa Davis

COPPA DAVIS, Semifinale: Croazia-Serbia 1-0, Gojo rimonta Lajovic, la Serbia ancora aggrappata a Djokovic

Il nr.2 croato si conferma e vince in rimonta portando in vantaggio la Croazia. Novak Djokovic ora deve battere Cilic, ma il doppio croato è favorito sull’eventuale 1-1

Pubblicato

il

COPPA DAVIS, Semifinali:

Croazia-Serbia 1-0

Segnatevi questo nome, Borna Gojo. E’ lui la vera grande sorpresa di queste Finals di Madrid. Schierato ancora una volta dal suo capitano Vedran Martic, il nr. 279 del mondo centra non solo la terza vittoria su tre in quest’avventura di Davis ma soprattutto manda la Croazia avanti 1-0 nella semifinale contro la Serbia e consegna sulla carta a Mektic e Pavic (dando per scontata la vittoria nel secondo singolare di Novak Djokovic su Marin Cilic) l’opportunità da numeri 1 del doppio di portare la propria nazione in finale per la quarta volta nella sua storia.

 

Oltre ad elogiare la grandissima impresa di Gojo, va rimarcato che oggi, rispetto alle altre due vittorie conseguite sin qui, il tennista croato è stato capace di vincere rimontando il suo avversario dopo aver sprecato un break di vantaggio nel primo set. Da nr. 279 del mondo sarebbe dovuto e potuto crollare, invece ha reagito alla grande e mandato in confusione il suo più quotato avversario che alla fine è crollato senza avere la forza di reagire.

Ora Djokovic-Cilic, il numero 1 del mondo non ha alternative, vincere per sperare di andare poi al doppio.

B. Gojo b. D. Lajovic 4-6 6-3 6-2

Parte la prima semifinale della Coppa Davis edizione 2020/2021, in campo Serbia e Croazia. Come da regolamento si sfidano prima i due numeri 2 delle due squadre. Il capitano croato Vedran Martic si affida ancora all’uomo più in palla di queste Finals della sua squadra, cioé Borna Gojo, che ha già battuto nel Round Robin Alexei Popyrin (n. 67) e nei quarti il nostro Lorenzo Sonego (n. 27). Gojo, nr. 279 del ranking, viene così preferito a Nino Serdarusic, nr. 243.

Viktor Troicki sceglie come nr.2 tra i 3 a sua disposizione, tutti schierati nelle 3 partite precedenti al fianco di Novak Djokovic, quello che è uscito vincente dal suo match, cioé Dusan Lajovic, nr.33 del ranking, preferito quindi a Kajinovic e Kecmanovic.

Non ci sono precedenti tra i due tennisti. Gojo inizia al servizio e i primi giochi confermano lo stato di grazia del tennista croato. Che picchia da fondo campo, approfitta del nervosismo probabilmente inevitabile del suo avversario e strappa subito nel secondo gioco la battuta a Lajovic per poi confermare il break sul 3-0. Il croato prosegue a vele spiegate ma sul 4-1 improvvisamente smarrisce la sicurezza (e forse l’incoscienza) di inizio partita. Lajovic così risale, trova maggiore precisione nei colpi, trova profondità e approfitta del calo di Gojo, soprattutto sulla diagonale del rovescio. Il serbo trova il controbreak nel settimo gioco, agguanta la parità sul 4-4 e con uguale disinvoltura completa l’opera chiudendo il set 6-4. Incredibile come il match sia girato da un momento all’altro, probabilmente l’importanza della posta in palio si è fatta sentire soprattutto sulle spalle del tennista meno esperto.

Gojo ricomincia al servizio nel secondo set, l’abbrivio è uguale a quello del primo parziale. Il croato ritrova fiducia, tiene la battuta, strappa ancora una volta nel secondo gioco la battuta al suo avversario e approfittando di 4 gratuiti di diritto di Lajovic risale da 0-30 nel terzo game e va sul 3-0. Il croato continua a martellare da fondo campo e si procura anche una palla per il 4-0 che ipotecherebbe il secondo set, ma Lajovic si salva e tiene la battuta. Gol sbagliato, gol subito, vale anche nel tennis il vecchio adagio di stampo calcistico. Lajovic d’improvviso ritrova traiettorie e precisione, Gojo perde un paio di bracci di ferro da fondo campo e con un rovescio lungo concede il controbreak al suo avversario, 3-2 Croazia e tutto da rifare. Scambi sempre più duri da fondo campo con Lajovic che prova ad aprirsi il campo sul rovescio di Gojo per poi chiudere con il diritto lungolinea. Il croato resiste per quel che può, Lajovic però manca una palla del 3-3 e con un doppio fallo sanguinoso concede di nuovo il break al suo avversario. Stavolta Gojo non spreca il vantaggio, tiene i due servizi successivi e chiude 6-3. Dopo un’ora e 26 minuti si va al terzo.

Lajovic sembra sempre un po’ bloccato, Gojo invece non accenna alcuna difficoltà e anche l’inizio del terzo set lo vede protagonista. Lajovic va sotto 0-30, recupera sul 30-30, ma Gojo prima lo infila con un gran passante di diritto e poi indovina un rovescio quasi da fuori campo che atterra vicino alla riga del corridoio. Break Croazia, la Serbia rischia di brutto. Anche perché Lajovic continua nel suo momento negativo, sbaglia l’impossibile, anche le cose più semplici e Gojo è lì ad approfittarne. Il baratro si apre davanti al tennista serbo che cede di nuovo la battuta e va sotto 3-0 e servizio Croazia. Lajovic continua a remare inutilmente da fondo campo, Gojo va come un treno e chiude 6-2 per l’1-0 croato che mette la Serbia (e Djokovic) spalle al muro.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement