WTA Miami: tris di Victoria Azarenka, Kuznetsova si arrende in 2 set

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WTA Miami: tris di Victoria Azarenka, Kuznetsova si arrende in 2 set

In Florida Victoria Azarenka vince per la terza volta il Miami Open superando nettamente in finale Svetlana Kutsnetsova dopo 1h17 condizionati da temperature estive sopra i 30 gradi. La bielorussa è la terza giocatrice a riuscire nella doppietta Indian Wells-Miami, la prima in 11 anni e sarà N.5 mondiale nella classifica di lunedì

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[13] V. Azarenka b. [15] S. Kuznetsova 6-3 6-2 (Lorenzo Dicandia)

Miami Final WTA

È il secondo sabato del torneo di Miami, è il sabato dedicato alla finale femminile, è tradizionalmente il sabato dedicato a Serena Williams. Quest’anno però, per la prima volta in quattro anni, non ci sarà l’idolo di casa, ma due vecchie conoscenze del torneo. La finale se la giocano infatti Svetlana Kuznetsova, campionessa nel 2006 e Victoria Azarenka, trionfante nel 2009 e 2011, curiosamente proprio le ultime due giocatrici a sconfiggere Serena. Ci si poteva probabilmente aspettare la finale da parte di Vika; meno, molto meno, ce la si aspettava da Kuznetsova. Non perché, sia chiaro, non abbia il gioco o il talento o l’esperienza per arrivarci. No, Kuznetsova di talento ne ha quanto ne volete. Sa giocare in ogni parte del campo, ha una velocità di braccio seconda a nessuna – l’avrete forse notato nella partita contro Bacsinsky, quando s’improvvisava lungolinea di dritto e di rovescio dopo scambi giocati perennemente in rincorsa – sa giocare a rete e di tocco, sa difendere e attaccare. Eppure sono anni che non è nelle top 10, anni che gioca a sprazzi, tornei fantastici come Sydney questo gennaio, o match che resteranno memorabili per la loro epicità, come le due sfide contro Schiavone in Australia e a Parigi. Kuznetsova è infatti, e purtroppo, giocatrice da grande occasione, da grande palcoscenico, che si esalta con parsimonia e per cui il termine “costanza” rappresenta probabilmente solo un nome proprio femminile. Sono anni quindi che naviga in questo limbo fatto di grandi vittorie e grandi fallimenti, sospesa tra élite e mediocrità, sempre ad alti livelli s’intende. Queste due settimane ha giocato un gran torneo, le prossime? Probabilmente no.

Azarenka invece si nutre di pane e costanza. Quando ingrana è un treno veloce senza fermata. Lei sostiene di essere più forte di quando era numero 1, e fosse vero sarebbero problemi per tutte. All’epoca il treno Azarenka si fermava solo al cospetto di Serena Williams. La vittoria ad Indian Wells sembra però voler confermare che questa volta la bielorussa non ha tempo per delle soste. Nel caso in cui trionfasse sarebbe il suo terzo Miami e soprattutto sarebbe solo la terza, dopo Graf e Clijsters, a fare il double Indian Wells-Miami.

Non crediate però che avrà vita facile. Con Kuznetsova i precedenti sono 4-4, per quanto la bielorussa ha portato a casa gli ultimi tre. La russa ha un gioco che si appoggia bene all’instancabile pressing da fondo campo di Azarenka, nello scambio non soffre di un gap di pesantezza di palla, ed è pronta anche ad andare sulla lunga distanza. Per Kuznetsova è la 38esima finale in carriera, di cui 16 vinte e 21 perse, per Azarenka la 36eisma, vinte 19 perse 16.

Kuznetsova inizia al servizio una partita giocata con una gradevolissima (…) temperatura di 31 gradi. Vika va subito a palla break grazie ad uno strettissimo cross di dritto che la russa non riesce a recuperare in campo. Ne ha bisogno di un’altra però per conquistare il break, che conferma immediatamente grazie a vincenti di dritto d’ogni tipo: lungolinea, smorzato, incrociato. Sono passati pochi minuti e Kuznetsova si trova già sotto 2-0, e l’impressione è che non sia ancora totalmente entrata in partita. Sveta gioca infatti senza utilizzare appieno lo spin di cui è in grado, ed i colpi risultano corti. Quando prova poi a spingere, la pallina fatica a stare in campo. Arrivano allora altre due palle break per Azarenka, che scappa sul 3-0 grazie ad una risposta vincente di rovescio. Vika è solidissima, gioca con colpi aggressivi ma controllati, violenti ma pensati. Il set sembra scivolare via veloce e Kuznetsova deve al più presto cambiare registro, fare qualcosa, entrare in partita. Del resto per essere anche solo competitive con l’Azarenka attuale bisogna essere perfette. Nel quarto gioco la russa sembra recepire il messaggio, ed arrivano i primi punti vincenti: smash di dritto dal fondo del campo e vincente di rovescio. Vika pare colta un po’ di sorpresa, l’iniziale sonnolenza della russa aveva forse finito per ammorbidirla, e si lascia andare a due doppi falli consecutivi. Uno dei due break è recuperato, siamo 3-1 Azarenka e la speranza di una partita combattuta è ancora in vita.

La bielorussa ha due opportunità di riprendersi il secondo break, grazie a due gratuiti di dritto di Kuznetsova, ma delle buone prime della russa salvano la situazione. Sveta però, oltre a combattere con Azarenka e sé stessa, lotta anche contro il sole che l’acceca al momento del servizio. Commette un doppio fallo e Azarenka non si fa sfuggire la terza occasione: ancora break, 4-1. Vika purtroppo è anche lei condizionata dal vento: come nel suo ultimo gioco di battuta arrivano altri due doppi falli. Un dritto vincente della russa ed un errore di Azarenka, danno il break alla russa, il quarto consecutivo nel set. Il servizio oggi però vale quanto un due di picche, i break si susseguono l’uno dopo l’altro. A discolpa delle giocatrici, il vento laterale e il forte sole non aiutano certo la miglior esecuzione del colpo. Arriva quindi un altro turno di servizio perso dalla russa: 5-2 Azarenka che avrà due opportunità di servire per il set, o forse è meglio dire una possibilità di rispondere per il set. La prima chance infatti al servizio va subito sprecata, complice il quinto doppio fallo del set. Ma è ora che arriva il momento difficile per Kuznetsova. La russa non è stata infatti in grado di tenere un singolo turno di battuta, e l’ultimo del set non fa eccezione. Non basta infatti un miracoloso ace centrale; Azarenka si prodiga in una perfetta smorzata di rovescio che le fornisce il set point, ed un dritto lungo di Kuznetsova sancisce la fine del set. 6-3 per Azarenka dunque, che ha fatto la differenza nel secondo gioco, quell’unica volta in cui è riuscita a a tenere il servizio. 10 vincenti e 11 errori per Azarenka, 5 vincenti e 10 gratuiti per la russa. La partita quando si entra nello scambio è gradevole, per quanto nessuna delle due sembra in grado di esprimersi al massimo delle proprie possibilità.

Kuznetsova tiene finalmente un turno di battuta nel secondo set, approfittando di due errori di troppo in risposta della bielorussa. Azarenka riesce anche a lei a vincere i turni di battuta, piuttosto facilmente tra l’altro, e prova lo strappo decisivo nel quarto game, quando strappa a zero il servizio a Kuznetsova. La bielorussa ha alzato il livello del gioco, l’intensità dei colpi è impressionante, Sveta non ha un momento per rifiatare, costretta a correre a destra e sinistra. Azarenka pare infallibile, se non al servizio dove si concede ancora doppi falli; spinge con entrambi i fondamentali, gioca sempre vicino alle linee, così rapida da far girare la testa alla povera Kuznetsova. La bielorussa va avanti 4-1 e sembra oramai in dirittura d’arrivo, soprattutto quando nel sesto gioco ha due palle break consecutive per andare avanti di un doppio break. Kuznetsova però ha la straordinaria qualità di non mollare fino all’ultima pallina, e riesce in qualche modo a recuperare e tenere la battuta, facendo finalmente vedere un po’ di presa d’iniziativa, che prosegue anche nel gioco successivo. La russa fa infatti vedere uno straordinario rovescio lungolinea vincente, seguito da uno smash di dritto imprendibile. Arriva perfino una palla break, annullata però dal secondo ace di Azarenka, che riesce poi a salire sul 5-2. Un dritto sparato alto su per gli spalti da Kuznetsova dà i primi due match point alla bielorussa. Le serve solo il primo: un rovescio lungolinea vincente le regala il game, il set ed il match: 6-3 6-2.

È quindi il terzo titolo a Miami per la bielorussa, il sesto Premier Mandatory, il ventesimo in carriera. Tornerà dalla prossima settimana in top 5, ma la risalita non sembra conoscere limiti per l’Azarenka 2.0 vista nel 2016. Kuznetsova ha giocato tutto sommato bene, per quanto ha un po’ peccato nell’impostazione del gioco, forse a volta troppo remissiva. Le statistiche dicono 23 vincenti a 8 per Azarenka, che ha anche sbagliato meno: 18 errori gratuiti a 22. Tanti segnali positivi comunque per la russa, che salirà al numero 13 del mondo.

Azarenka, come detto in apertura, è la terza giocatrice a vincere il double Indian Wells-Miami, la prima dal 2005.

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