WTA Miami: tris di Victoria Azarenka, Kuznetsova si arrende in 2 set

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WTA Miami: tris di Victoria Azarenka, Kuznetsova si arrende in 2 set

In Florida Victoria Azarenka vince per la terza volta il Miami Open superando nettamente in finale Svetlana Kutsnetsova dopo 1h17 condizionati da temperature estive sopra i 30 gradi. La bielorussa è la terza giocatrice a riuscire nella doppietta Indian Wells-Miami, la prima in 11 anni e sarà N.5 mondiale nella classifica di lunedì

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[13] V. Azarenka b. [15] S. Kuznetsova 6-3 6-2 (Lorenzo Dicandia)

Miami Final WTA

È il secondo sabato del torneo di Miami, è il sabato dedicato alla finale femminile, è tradizionalmente il sabato dedicato a Serena Williams. Quest’anno però, per la prima volta in quattro anni, non ci sarà l’idolo di casa, ma due vecchie conoscenze del torneo. La finale se la giocano infatti Svetlana Kuznetsova, campionessa nel 2006 e Victoria Azarenka, trionfante nel 2009 e 2011, curiosamente proprio le ultime due giocatrici a sconfiggere Serena. Ci si poteva probabilmente aspettare la finale da parte di Vika; meno, molto meno, ce la si aspettava da Kuznetsova. Non perché, sia chiaro, non abbia il gioco o il talento o l’esperienza per arrivarci. No, Kuznetsova di talento ne ha quanto ne volete. Sa giocare in ogni parte del campo, ha una velocità di braccio seconda a nessuna – l’avrete forse notato nella partita contro Bacsinsky, quando s’improvvisava lungolinea di dritto e di rovescio dopo scambi giocati perennemente in rincorsa – sa giocare a rete e di tocco, sa difendere e attaccare. Eppure sono anni che non è nelle top 10, anni che gioca a sprazzi, tornei fantastici come Sydney questo gennaio, o match che resteranno memorabili per la loro epicità, come le due sfide contro Schiavone in Australia e a Parigi. Kuznetsova è infatti, e purtroppo, giocatrice da grande occasione, da grande palcoscenico, che si esalta con parsimonia e per cui il termine “costanza” rappresenta probabilmente solo un nome proprio femminile. Sono anni quindi che naviga in questo limbo fatto di grandi vittorie e grandi fallimenti, sospesa tra élite e mediocrità, sempre ad alti livelli s’intende. Queste due settimane ha giocato un gran torneo, le prossime? Probabilmente no.

 

Azarenka invece si nutre di pane e costanza. Quando ingrana è un treno veloce senza fermata. Lei sostiene di essere più forte di quando era numero 1, e fosse vero sarebbero problemi per tutte. All’epoca il treno Azarenka si fermava solo al cospetto di Serena Williams. La vittoria ad Indian Wells sembra però voler confermare che questa volta la bielorussa non ha tempo per delle soste. Nel caso in cui trionfasse sarebbe il suo terzo Miami e soprattutto sarebbe solo la terza, dopo Graf e Clijsters, a fare il double Indian Wells-Miami.

Non crediate però che avrà vita facile. Con Kuznetsova i precedenti sono 4-4, per quanto la bielorussa ha portato a casa gli ultimi tre. La russa ha un gioco che si appoggia bene all’instancabile pressing da fondo campo di Azarenka, nello scambio non soffre di un gap di pesantezza di palla, ed è pronta anche ad andare sulla lunga distanza. Per Kuznetsova è la 38esima finale in carriera, di cui 16 vinte e 21 perse, per Azarenka la 36eisma, vinte 19 perse 16.

Kuznetsova inizia al servizio una partita giocata con una gradevolissima (…) temperatura di 31 gradi. Vika va subito a palla break grazie ad uno strettissimo cross di dritto che la russa non riesce a recuperare in campo. Ne ha bisogno di un’altra però per conquistare il break, che conferma immediatamente grazie a vincenti di dritto d’ogni tipo: lungolinea, smorzato, incrociato. Sono passati pochi minuti e Kuznetsova si trova già sotto 2-0, e l’impressione è che non sia ancora totalmente entrata in partita. Sveta gioca infatti senza utilizzare appieno lo spin di cui è in grado, ed i colpi risultano corti. Quando prova poi a spingere, la pallina fatica a stare in campo. Arrivano allora altre due palle break per Azarenka, che scappa sul 3-0 grazie ad una risposta vincente di rovescio. Vika è solidissima, gioca con colpi aggressivi ma controllati, violenti ma pensati. Il set sembra scivolare via veloce e Kuznetsova deve al più presto cambiare registro, fare qualcosa, entrare in partita. Del resto per essere anche solo competitive con l’Azarenka attuale bisogna essere perfette. Nel quarto gioco la russa sembra recepire il messaggio, ed arrivano i primi punti vincenti: smash di dritto dal fondo del campo e vincente di rovescio. Vika pare colta un po’ di sorpresa, l’iniziale sonnolenza della russa aveva forse finito per ammorbidirla, e si lascia andare a due doppi falli consecutivi. Uno dei due break è recuperato, siamo 3-1 Azarenka e la speranza di una partita combattuta è ancora in vita.

La bielorussa ha due opportunità di riprendersi il secondo break, grazie a due gratuiti di dritto di Kuznetsova, ma delle buone prime della russa salvano la situazione. Sveta però, oltre a combattere con Azarenka e sé stessa, lotta anche contro il sole che l’acceca al momento del servizio. Commette un doppio fallo e Azarenka non si fa sfuggire la terza occasione: ancora break, 4-1. Vika purtroppo è anche lei condizionata dal vento: come nel suo ultimo gioco di battuta arrivano altri due doppi falli. Un dritto vincente della russa ed un errore di Azarenka, danno il break alla russa, il quarto consecutivo nel set. Il servizio oggi però vale quanto un due di picche, i break si susseguono l’uno dopo l’altro. A discolpa delle giocatrici, il vento laterale e il forte sole non aiutano certo la miglior esecuzione del colpo. Arriva quindi un altro turno di servizio perso dalla russa: 5-2 Azarenka che avrà due opportunità di servire per il set, o forse è meglio dire una possibilità di rispondere per il set. La prima chance infatti al servizio va subito sprecata, complice il quinto doppio fallo del set. Ma è ora che arriva il momento difficile per Kuznetsova. La russa non è stata infatti in grado di tenere un singolo turno di battuta, e l’ultimo del set non fa eccezione. Non basta infatti un miracoloso ace centrale; Azarenka si prodiga in una perfetta smorzata di rovescio che le fornisce il set point, ed un dritto lungo di Kuznetsova sancisce la fine del set. 6-3 per Azarenka dunque, che ha fatto la differenza nel secondo gioco, quell’unica volta in cui è riuscita a a tenere il servizio. 10 vincenti e 11 errori per Azarenka, 5 vincenti e 10 gratuiti per la russa. La partita quando si entra nello scambio è gradevole, per quanto nessuna delle due sembra in grado di esprimersi al massimo delle proprie possibilità.

Kuznetsova tiene finalmente un turno di battuta nel secondo set, approfittando di due errori di troppo in risposta della bielorussa. Azarenka riesce anche a lei a vincere i turni di battuta, piuttosto facilmente tra l’altro, e prova lo strappo decisivo nel quarto game, quando strappa a zero il servizio a Kuznetsova. La bielorussa ha alzato il livello del gioco, l’intensità dei colpi è impressionante, Sveta non ha un momento per rifiatare, costretta a correre a destra e sinistra. Azarenka pare infallibile, se non al servizio dove si concede ancora doppi falli; spinge con entrambi i fondamentali, gioca sempre vicino alle linee, così rapida da far girare la testa alla povera Kuznetsova. La bielorussa va avanti 4-1 e sembra oramai in dirittura d’arrivo, soprattutto quando nel sesto gioco ha due palle break consecutive per andare avanti di un doppio break. Kuznetsova però ha la straordinaria qualità di non mollare fino all’ultima pallina, e riesce in qualche modo a recuperare e tenere la battuta, facendo finalmente vedere un po’ di presa d’iniziativa, che prosegue anche nel gioco successivo. La russa fa infatti vedere uno straordinario rovescio lungolinea vincente, seguito da uno smash di dritto imprendibile. Arriva perfino una palla break, annullata però dal secondo ace di Azarenka, che riesce poi a salire sul 5-2. Un dritto sparato alto su per gli spalti da Kuznetsova dà i primi due match point alla bielorussa. Le serve solo il primo: un rovescio lungolinea vincente le regala il game, il set ed il match: 6-3 6-2.

È quindi il terzo titolo a Miami per la bielorussa, il sesto Premier Mandatory, il ventesimo in carriera. Tornerà dalla prossima settimana in top 5, ma la risalita non sembra conoscere limiti per l’Azarenka 2.0 vista nel 2016. Kuznetsova ha giocato tutto sommato bene, per quanto ha un po’ peccato nell’impostazione del gioco, forse a volta troppo remissiva. Le statistiche dicono 23 vincenti a 8 per Azarenka, che ha anche sbagliato meno: 18 errori gratuiti a 22. Tanti segnali positivi comunque per la russa, che salirà al numero 13 del mondo.

Azarenka, come detto in apertura, è la terza giocatrice a vincere il double Indian Wells-Miami, la prima dal 2005.

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WTA Ranking: Jabeur n.2 con soli 4340 punti. È un’anomalia?

Ons Jabeur raggiunge per la prima volta in carriera il n.2 del ranking. Le sono sufficienti 4340 punti, che, prima della pandemia, corrispondevano a posizioni di classifica più arretrate. Kvitova e Garcia macinano posizioni

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Ons Jabeur – WTA Roma 2022 (foto di Roberto dell'Olivo)

Ci siamo. Parte oggi una delle edizioni più controverse dei Championships. Come tutti ormai sanno, non saranno presenti gli atleti di nazionalità russa e bielorussa e non saranno assegnati punti in classifica per questo slam. Pertanto, il Rothesay International Eastbourne e il Bad Homburg Open presented by Engel & Voelkers sono stati le ultime occasioni di guadagnare punti per le “erbivore” nella già breve stagione sul verde. E proprio un’erbivora DOC si è aggiudicata il WTA 500 di Eastbourne: Petra Kvitova torna a vincere un torneo su questa superficie dal lontano successo a Birmingham 2018. Sconfitta nettamente in finale la campionessa uscente Jelena Ostapenko, che aveva avuto ragione nel match precedente della nostra Camila Giorgi. Il WTA 250 di Bad Homburg, invece, è stato vinto da una rediviva Caroline Garcia che ha battuto, in tre set, Bianca Andreescu, tornata in finale, seppur in un torneo “minore”, dopo quella di Miami 2021. Andiamo a vedere come questi risultati hanno influito sulla classifica di oggi 27 giugno 2022.

LA CLASSIFICA WTA DI TENNIS AGGIORNATA

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Iga Swiatek168576
2+1Ons Jabeur194340
3-1Anett Kontaveit204306
40Paula Badosa254245
50Maria Sakkari214205
60Aryna Sabalenka204046
70Karolina Pliskova173777
80Danielle Collins193255
90Jessica Pegula173156
100Garbiñe Muguruza203015
110Emma Raducanu232952
120Coco Gauff172886
130Daria Kasatkina212645
14+1Barbora Krejcikova172593
15+1Leylah Fernandez222590
16+1Belinda Bencic192585
17-3Jelena Ostapenko192431
18+1Simona Halep192315
19-1Angelique Kerber152199
200Victoria Azarenka152086
21+1Veronika Kudermetova222045
22+1Jil Teichmann242023
23-2Elena Rybakina231990
240Madison Keys191964
250Amanda Anisimova181840
26+5Petra Kvitova211795
27-1Camila Giorgi211787
28+1Beatriz Haddad Maia371782
29-2Martina Trevisan351744
30-2Ekaterina Alexandrova221706
31-1Elise Mertens221615
320Sorana Cirstea241430
330Yulia Putintseva221420
34+2Anhelina Kalinina331417
35-1Aliaksandra Sasnovich231411
36-1Alison Riske-Amritraj241381
37+7Alizé Cornet231311
38+1Kaia Kanepi231297
39-2Shelby Rogers261296
40-2Elina Svitolina171270
410Shuai Zhang341240
420Naomi Osaka111235
430Irina-Camelia Begu211234
44+1Ajla Tomljanovic231221
45-5Sara Sorribes Tormo221221
460Alison Van Uytvanck271215
470Liudmila Samsonova261210
480Sloane Stephens171190
490Marketa Vondrousova171182
500Mayar Sherif401175

Questa è la classifica delle prime cinquanta. Ricordiamo che oggi uscivano, tra gli altri, i punti del Viking International di Eastbourne 2021 e del Bad Homburg Open presented by Engel & Volkers 2021. Possiamo notare che:

 
  • In top10, come abbiamo anticipato, Ons Jabeur è la nuova n.2 del ranking. Approfittando del forfait a Eastbourne di Anett Kontaveit (-1, n.3), che nel 2021 aveva raggiunto la finale, la tunisina diventa la prima atleta di origine africana ad arrivare così in alto in classifica, ritoccando un record già stabilito da lei una settimana fa. La sua permanenza al n.2 durerà poco. A Jabeur usciranno i punti dei quarti a Wimbledon 2021, e scenderà ineluttabilmente al n.5 tra due settimane, superata di nuovo da Kontaveit ma anche da Maria Sakkari e Paula Badosa. In un commento al mio articolo della settimana scorsa si evidenziava come sino a pochi anni fa servisse un punteggio molto più alto per arrivare in top5. E in effetti, è vero che, ad esempio, nel 2019, prima di Wimbledon, con 4340 punti Jabeur sarebbe stata n.8. La ragione principale di questa “anomalia” è stato il ritiro di Ashleigh Barty, che ha portato con sé migliaia di punti che non sono stati ridistribuiti, ovviamente. Approssimativamente, possiamo vedere che la differenza tra la somma dei punti delle prime dieci nel 2019 e quella della top10 di oggi è di circa 7100 punti, che corrisponde, all’incirca, al vuoto lasciato dall’australiana. Tuttavia, questa situazione meriterebbe un approfondimento perché potrebbero anche esserci altre ragioni da prendere in considerazione. Non possiamo infatti ignorare che al ritiro della n.1 nel pieno della carriera si sono aggiunte le crisi di atlete potenzialmente di vertice, come Osaka e Andreescu, e di alcune delle “senatrici” del circuito (Halep, Muguruza e Pliskova). E dopo Wimbledon, la classifica sarà ancora più livellata verso il basso: ad esempio a Emma Raducanu saranno sufficienti poco più di 2700 punti per diventare n.10.
  • In top20, scende di tre posti Jelena Ostapenko (n.17) che non si è confermata a Eastbourne. Un posto in meno anche per Angelique Kerber (-1, n.19), sconfitta nei quarti in Germania, dove era la campionessa in carica.
  • Per quanto riguarda le posizioni dalla n.21 alla n.50, Veronika Kudermetova (+1, n.21) segna il best ranking, e si porta a un passo dalle venti. Cinque posti in più per Petra Kvitova, che scalza dal n.26 la nostra Giorgi (-1, n.27). Solo una posizione guadagnata per Beatriz Haddad Maia (n.28), ma sufficiente per ritoccare il best ranking. La semifinale di Bad Homburg frutta invece ad Alizé Cornet (n.37) ben 7 posti in più.
  • Alle spalle delle migliori cinquanta, le atlete in maggior progresso sono Caroline Garcia (+20, n.55), Bianca Andreescu (+8, n.56), Donna Vekic (+11, n.82), Harriet Dart (+9, n.94), per la prima volta nelle cento, e Lesia Tsurenko (+13, n.101), che si riaffaccia alle porte della top100

LE ATLETE CHE PERDONO MAGGIORMENTE TERRENO

Non sono molte le atlete in grosse difficoltà. Segnaliamo Sara Sorribes Tormo (-5, n.45), Katerina Siniakova (-16, n.79), finalista a Bad Homburg 2021, e Dalma Galfi (-8, n.89), che dilapida i punti conquistati una settimana fa con la vittoria all’ITF di Ilkey.

LA CLASSIFICA WTA DELLE TENNISTE ITALIANE

È una settimana dominata dal segno meno per le nostre connazionali. Perdono posizioni sia Camila Giorgi (-1, n.27), nonostante la semifinale in Inghilterra (ma sale di 19 posti nella RACE), sia Martina Trevisan (-2, n.29), che diventerà n.1 d’Italia dopo Wimbledon. Jasmine Paolini (+1, n.72) supera di nuovo Lucia Bronzetti (-1, n.73). Quattro posti in più per Sara Errani (n.161), mentre retrocedono pesantemente Cristiana Ferrando (-11, n.272), Camilla Rosatello (-22, n.301) e Bianca Turati (-9, n.409).

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
27-1Camila Giorgi211787
29-2Martina Trevisan351744
72+1Jasmine Paolini28884
73-1Lucia Bronzetti41875
119-2Elisabetta Cocciaretto21557
161+4Sara Errani27405
182+4Lucrezia Stefanini43362
2340Federica Di Sarra29299
272-11Cristiana Ferrando29247
278+2Giulia Gatto-Monticone28234
301-22Camilla Rosatello31215
321+1Martina Di Giuseppe40203
379+1Lisa Pigato30146
393-5Anna Turati26143
409-9Bianca Turati27131
410-1Stefania Rachel Rubini26130
422+1Deborah Chiesa22124
439-1Angelica Moratelli31116
445-3Nuria Brancaccio30115
474+4Jessica Pieri24100

NEXT-GEN RANKING: LE GIOVANI TENNISTE IN ASCESA

Marta Kostyuk si riappropria del n.6, sorpassando Diane Parry. Sono stazionarie tutte le altre posizioni del Next Gen ranking, la classifica delle giocatrici nate dopo il 1° gennaio 2002.

PosizioneVariazioneGiocatriceAnnoClassifica WTA
10Emma Raducanu200211
20Cori Gauff200412
30Leylah Fernandez200215
40Qinwen Zheng200252
50Clara Tauson200253
6+1Marta Kostyuk200276
7-1Diane Parry200277
80Daria Snigur2002130
90Elina Avanesyan2002133
100Linda Noskova2004142

LA RACE

Jelena Ostapenko sale di quattro posti e si posiziona la n.13. Entra in top20 Beatriz Haddad Maia (+3, n.20). Ci sono interessanti movimenti alle spalle della top20: Petra Kvitova (+17, n.22), Caroline Garcia (+26, n.36), Bianca Andreescu (+18, n.40) e Camila Giorgi (+19, n.41).

PosizioneVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Iga Swiatek107290
20Ons Jabeur122990
30Coco Gauff122262
40Jessica Pegula112232
50Maria Sakkari132182
60Daria Kasatkina132071
70Paula Badosa132008
80Belinda Bencic121816
90Veronika Kudermetova131783
100Danielle Collins71756
110Madison Keys121678
120Simona Halep111661
13+4Jelena Ostapenko121572
14-1Aryna Sabalenka141538
150Amanda Anisimova111516
16-2Anett Kontaveit91496
17-1Ekaterina Alexandrova131316
180Martina Trevisan111227
190Elena Rybakina141208
20+3Beatriz Haddad Maia131201

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WTA Bad Homburg: Garcia in rimonta batte Andreescu, il titolo è suo

L’ex top10 Caroline Garcia recupera set e break per battere Bianca Andreescu; primo titolo in 3 anni e terzo su erba.

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Caroline Garcia - Bad Homburg 2022 (foto wtatennis.com)

Clicca qui per ascoltare il video intero!

C. Garcia b. B. Andreescu 6-7(5) 6-4 6-4

La francese Caroline Garcia, attuale n.75 del mondo, supera dopo due ore e 47 minuti di gran lotta la canadese n.64 Bianca Andreescu per 6-7(5) 6-4 6-4, vincendo il titolo 250 tedesco Bad Homburg Open presented by Engel & Voelkers.

 

Garcia è risalita da un set e da un break sotto contro la vincitrice degli US Open 2019 Bianca Andreescu, arrivando vincere il suo primo titolo WTA in singolo in tre anni, l’8° della carriera, anche se lei e la connazionale Kristina Mladenovic avevano collaborato per vincere il loro secondo titolo di doppio al Roland Garros all’inizio di questo mese. Andreescu era in vantaggio 7-6(5), 4-2 prima che Garcia vincesse quattro game consecutivi riuscendo a pareggiare il conto dei set, ed era anche in vantaggio di 2-0 nel terzo.

Il tabellone completo del torneo

Nell’ultimo game del match Caroline ha mantenuto il servizio da 0-30, e grazie all’arma del dritto ha battuto una comunque ottima e meritevole di applausi Andreescu. Entrambe le tenniste hanno dato tutto in campo e le fasciature alle cosce e alle spalle certificano il grande impegno profuso.

Garcia ora ha in bacheca tre titoli sull’erba, avendo già trionfato a Maiorca nel 2016 e a Nottingham nel 2019. In precedenza ha salvato il match point battendo la connazionale Alizé Cornet in semifinale, e ora per le grande fiducia in vista del primo turno di Wimbledon contro la wild card britannica Yuriko Miyazaki n.206, 26 anni.

Andreescu stava tentando di vincere il suo primo titolo dal suo famoso trionfo a New York tre anni fa. Non aveva perso un set sulla strada per la finale, eliminando la testa di serie numero 7 e semifinalista del Roland Garros Martina Trevisan nel Round 1 e eliminando Daria Kasatkina nei quarti di finale. Ha anche ricevuto un walkover dalla testa di serie numero 4 Simona Halep in semifinale, poiché l’ex numero 1 del mondo si è ritirata per un infortunio al collo.

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WTA Eastbourne: Kvitova domina la finale, battuta Ostapenko

Nonostante una stagione complicata, la ceca Petra Kvitova in versione scintillante trionfa a Eastbourne per la prima volta. Battuta la campionessa in carica Jelena Ostapenko

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Petra Kvitova - Eastbourne 2022 (foto @the_LTA)

[14] P. Kvitova b. [8] J. Ostapenko 6-3 6-2

Peta Kvitova onora al meglio la 39esima finale in carriera, dimostrando con la vittoria odierna il suo feeling con l’ultimo atto dei tornei (bilancio più che positivo, 29-10). Non può nulla Jelena Ostapenko, campionessa in carica di questo torneo, che non trova il giusto apporto dal servizio (54% di prime in campo e 34% di punti vinti con la seconda) e viene travolta dallo strapotere fisico della sua avversaria, che oggi, semplicemente, è stata superiore in ogni zona del campo.

Il tabellone completo del WTA di Eastburne

 

IL MATCH – Ostapenko inizia piuttosto contratta sia in risposta che al servizio, faticando a contenere la potenza di Kvitova da fondo. La ceca approfitta della falsa partenza della sua avversaria (che concede un po’ troppo dal lato del rovescio) e sale subito 3-0. La lettone continua a faticare e anche nel quarto game concede una palla break, ma con due vincenti e un ace riesce a cavarsela. Kvitova, però, è totalmente in controllo del match: al servizio sfrutta al meglio le sue traiettorie mancine e, nel sesto gioco, ha tre nuove opportunità (non consecutive) per ottenere il doppio break. Sulle prime due è brava Ostapenko, mentre la due volte campionessa di Wimbledon ha più di una responsabilità sulla terza, che sciupa con un errore banale. Le chance non sfruttate dall’ex numero due del mondo sono parecchie, dato che anche nell’ottavo game non trasforma due palle break che sono anche set point. In ogni caso, al primo set point sul proprio servizio Kvitova chiude 6-3, risultato che avrebbe potuto essere ben più rotondo visto che in ogni game in risposta la testa di serie numero 14 ha sempre avuto almeno un’opportunità di break (sfruttandone solo una su otto). Emblematico il rendimento in battuta delle due giocatrici: la ceca lascia per strada appena 4 punti in altrettanti game, mentre Ostapenko deve fare i conti con troppe seconde, con cui ottiene appena il 40% dei punti.

La risposta di Kvitova continua a fare la differenza e, data la continua carenza di prime da parte della numero 8 del seeding, anche all’alba del secondo set la 32enne di Bilovec passa a condurre. Nel terzo game trova lo strappo potenzialmente decisivo, ma al momento di confermare l’allungo concede le prime palle break dell’intero match. Sono ben cinque in un game da 20 punti che, alla fine, vedrà prevalere ancora Kvitova, che con grande fatica riesce a portarsi sul 3-1. La partita, di fatto, termina qui, dato che nel gioco successivo la due volte campionessa di Wimbledon trova un altro break. È una versione scintillante quella mostrata dalla testa di serie numero 14, molto solida al servizio ed estremamente incisiva in risposta, che vince il 29esimo titolo in carriera, lasciando per strada appena cinque game. Il 6-3 6-2 finale non lascia appello a Jelena Ostapenko, che non riesce a difendere il titolo conquistato l’anno scorso, dicendosi comunque soddisfatta a fine partita per l’ottima settimana disputata. Decisamente più allegra Kvitova, che ricorda ancora una volta quanto le piaccia giocare sull’erba, superficie su cui ha vinto le ultime cinque finali su sei in carriera (l’unica persa proprio qui a Eastburne, nel 2011, 7-5 al terzo contro Marion Bartoli).

Il tabellone completo del WTA di Eastburne

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