Caso Camila Giorgi - Sergio Palmieri a "Il Messaggero": "Il problema è il padre"

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Caso Camila Giorgi – Sergio Palmieri a “Il Messaggero”: “Il problema è il padre”

LEGGI IL COMMENTO DI UBALDO. Il capo spedizioni azzurre di Coppa Davis&Fed Cup Sergio Palmieri: “Camila è vittima di un padre invadente”

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Ubitennis si è occupata – e continuerà ad occuparsi – del caso Giorgi con due articoli. Il primo è quello di Antonio Garofalo “Bordate, silenzi e un talento da preservare e poi con l’editoriale del nostro direttore, Ubaldo Scanagatta, che trovate ancora in home page, dal titolo “Il caso Camila Giorgi e l’evitabile rottura con la FIT. Non giocherà a Roma. Papà Sergio solo contro tutti“.

Oggi vi proponiamo un’intervista, apparsa su “Il Messaggero” ad opera del collega Guido Frasca, a Sergio Palmieri. Il titolo è già significativo:  Caso Giorgi «Niente Giochi per Camila? Il rischio c’è…»

«È VITTIMA DI UN PADRE INVADENTE CHE LA ESASPERA, COSÌ RINUNCIA A CRESCERE»

Naturalmente non significa che Ubitennis ne condivida i contenuti (anzi, alcuni passaggi sono discutibili), ma ci sembra un servizio utile per i nostri lettori. Buona lettura. (erresse)

Le hanno lanciato un’ultima ciambella di salvataggio: Camila Giorgi ha tempo fino a oggi (lunedì 4 ndr) per rispettare un preciso accordo contrattuale e rispondere alla convocazione per la sfida di Fed Cup tra Spagna e Italia di metà aprile. Dopo l’annuncio dell’interruzione dei rapporti con la FIT e della volontà di non giocare a Lleida, comunicato dalla giocatrice con poche righe sul suo sito ufficiale, il capitano Corrado Barazzutti l’ha ugualmente convocata.

La Giorgi ha avuto molto dalla federazione, probabilmente più di altre colleghe. Nel 2013 aveva seri problemi alla spalla destra, curati male all’estero e risolti grazie all’intervento dello staff medico azzurro. Sempre nel 2013 Camila si è trasferita al Centro Tecnico di Tirrenia e ha usufruito di benefici sia logistici che economici. Non ultimo un prestito d’onore di 145mila euro, che è tenuta a restituire in caso di rifiuto di una convocazione. La clausola del contratto fra la giocatrice e la FIT è chiarissima.

Giovedì scorso ci ha provato Sergio Palmieri, da 16 anni capo delle spedizioni azzurre di Davis e Fed Cup, a far ragionare Camila e il padre Sergio incontrandoli a Tirrenia. «Ma non credo che ci ripenseranno», sottolinea lui alla vigilia della scadenza dei termini.

Più arrabbiato o deluso?
«Deluso, perché davanti a noi c’è un muro, una persona che non fa mai autocritica. Parla di ricatto, ma quando firmi un accordo il tuo primo obbligo è rispettarlo. Secondo me Sergio Giorgi quel contratto neppure lo ha letto per intero».

Su una cosa tutti gli osservatori sono d’accordo: il problema della Giorgi è il padre. Coach, manager, onnipresente padre-padrone.
«Il grande difetto di Sergio è che non trasmette tranquillità alla figlia. È troppo invadente, la esaspera. Se c’è qualcosa che non va non la incoraggia, ma le urla contro e la demoralizza. Questo lui non lo capisce, dice che così la motiva ma sbaglia».

Il risultato è che a 24 anni la Giorgi è un’incompiuta…
«Ha un grande potenziale, ma tecnicamente è la stessa di 4, 5 anni fa e tatticamente è in una fase involutiva. Il suo è un tennis istintivo, ma questo è diventato un limite colossale. Camila non sa gestire la propria emotività e ciò si ripercuote sulla tattica e sulla tecnica. E il padre non l’aiuta. Anche lontana dal campo non riesce mai a parlare con nessuno da sola, c’è sempre lui presente che la condiziona nelle risposte».

E quando è in Nazionale sembra un corpo estraneo alla squadra…
«Camila è un corpo estraneo al mondo del tennis. Non ha amiche nel circuito, gioca, fa la doccia e scappa via col padre. Poi accusa le compagne di non salutarla e dice che è colpa loro».

La sfida con la Spagna vale la permanenza nel World Group e tutte le altre hanno risposto presente in nome della maglia azzurra.
«I Giorgi insistono sul fatto che alla Vinci era stato concesso di non giocare a Marsiglia contro la Francia. Ma le esenzioni come quella della Vinci sono state accordate a giocatrici come lei, o in passato alla Errani, alla Schiavone e alla Pennetta, che di Fed Cup ne hanno vinte 4 e hanno dato tantissimo al tennis italiano. Dire no alla maglia azzurra a 24 anni, oltre che un brutto gesto, equivale a chiudere con un ambiente che ne potrebbe favorire la crescita. Sara è diventata una Top 10 avendo quale modello proprio Francesca e Flavia».

L’infrazione è regolata dal Regolamento di Giustizia FIT: tutti i tesserati sono tenuti a rispondere alla convocazioni. Non potrà più lavorare a Tirrenia e rischia di saltare i Giochi di Rio. Come andrà a finire questa brutta vicenda?
«Sergio Giorgi mi ha detto che sa dove trasferirsi e allenare la figlia, ma non ne ho la più pallida idea. Non sarebbe la prima volta, hanno girato mezzo mondo. Lui ha 10 facce diverse, chissà qual è quella vera…».

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