Pagelle: Nadal tutto quorum, l'Italia s'è persa

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Pagelle: Nadal tutto quorum, l’Italia s’è persa

A Montecarlo si rivede un Rafael Nadal formato vecchi tempi, con Novak Djokovic in vacanza e Roger Federer in convalescenza, mentre l’Italia di Fed Cup retrocede mestamente

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La trivella di Manacor ce l’ha fatta, perforato il mare del Principato potrà ora continuare ad estendere le sue concessioni all’infinito anche sugli altri possedimenti reali da Barcellona a Roma, da Madrid a Parigi. In fondo ci lamentavamo che vincesse sempre Djokovic (5, in serena vacanza monegasca), bramavamo novità succose al vertice e finalmente siamo stati accontentati con la sorprendente vittoria di un giovane virgulto che da queste parti non conosceva nessuno. Della serie, si stava meglio quando si stava peggio…

In verità il quorum nostrano non lo abbiamo raggiunto solo per colpa di Gael Monfils (8,5) mai visto a questi livelli. Eh già perché l’Italia intera aveva messo in preventivo di recarsi alle urne a finale conclusa, diciamo intorno alle 15.30, per evitare la troppa affluenza. E invece LaMonf – chiaramente fomentato da Renzi – ha deciso di giocare la partita della vita e….si sa come vanno le cose da noi, non è che alle 17.30 si possono prendere impegni: c’è freschetto, il caffettino, il post-partita, l’Arena di Giletti, Totti che litiga con Spalletti e in fondo che ce frega della trivella noi c’avemo Totti-gol.

Ma no, ma no! Applaudiamo invece seriamente il ritorno alla vittoria di Rafa Nadal (9), risorto dalle sue ceneri e capace di ritrovare il famelico diritto: ma un’araba fenice non fa primavera e attendiamolo ai prossimi varchi.

Piuttosto anche Roger Federer (6,5 avercelo un menisco così) pare abbia problemi con il suo allenatore che condivide con quello della Roma (e con lo scrivente) il look tricologico. I nostri inviati in riviera ci hanno infatti rivelato come dopo il match contro Tsonga (7 ma con Monfils dov’era?) Ljubo sia sbottato “Sono 10 anni che qui fai figure di m...” , al che Roger da perfetto svizzero ha precisato: “Per la verità sono 12, esattamente dal 2005”.

Non ve la prendete su, tifosi di Roger! Cosa dovrebbe dire il povero Andy Murray (7,5) che prima si fa prendere a pallate da Paire (5 sciagurato!) poi annichilisce Raonic (6) e nasconde la palla a Nadal per un set prima di scoppiare, ma soprattutto si fa prendere per i fondelli anche da madre e fratello! Non si fa!

Mentre Vesely (7,5) si chiede se sia meglio un giorno da Rosol o 100 da Stepanek, noi preghiamo che Fognini (S.V.) si rimetta quanto prima, anche se alcuni screzi con il pubblico dopo la sconfitta con Lorenzi (6,5) lasciano intuire che siamo vicini alla forma migliore..

Detto che Thiem (6,5) ha dimostrato nuovamente di poter impensierire i più forti ma che gli manca ancora qualcosina e che il primo set di Wawrinka (5) contro Nadal è stato da bollino rosso, ora tocca purtroppo occuparci del telefono azzurro e della disfatta in Fed Cup.
Beh, intanto in un paese civile un dirigente pubblico (volente o nolente Binaghi più o meno lo è) che si permette battute sui minori maltrattati va a casa senza nemmeno un secondo, o quanto meno la stampa e l’opinione pubblica si indignano e ne chiedono la testa. Da noi si può fare tutto, in fondo il telefono azzurro è roba da Bagaglino.

Per il resto, che vuoi dire alle azzurre? A Francesca Schiavone (6) non si può chiedere nulla di più di un set alla grande contro Muguruza (8), certamente non di giocare il doppio e Roberta Vinci (4,5), che magari non aveva tanta voglia di essere lì ma purtroppo paga la chiamata alle armi post rottura-Giorgi, sconta la fantastica cavalcata che l’ha portata tra le prime 10 del mondo. Del futuro abbiamo già detto, nel frattempo applaudiamo al glorioso passato.

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