Virtual Reality: il futuro del tennis in TV è dietro l'angolo

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Virtual Reality: il futuro del tennis in TV è dietro l’angolo

Una soluzione sperimentale di ATP Media promette di trasformare l’esperienza del telespettatore attraverso la realtà virtuale. A Indian Wells, Ubitennis ha avuto l’opportunità di provarla

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Una delle domande che spesso compare tra le più gettonate tra quelle rivolte dagli appassionati ai tennisti professionisti si può tranquillamente riassumere in: “Ma cosa si prova a rispondere al servizio di Isner/Raonic/Karlovic?”. Perché una cosa è vedere questi bolidi sfrecciare per il campo in televisione oppure dagli spalti, ma un’altra è vederseli arrivare proprio addosso mentre si sta sul campo.
Ebbene una novità in via di sperimentazione da parte di ATP Media, la divisione dell’associazione professionisti che si occupa della gestione delle immagini televisive, potrebbe consentire ai tifosi di seguire i match come se si fosse direttamente in campo.

Nell’ambito di un progetto portato avanti dall’ATP in collaborazione con LiveLike VR, una della delle prime piattaforme al mondo di realtà virtuale applicate allo sport, è stata presentata durante lo scorso BNP Paribas Open di Indian Wells una soluzione in grado di permettere allo spettatore la fruizione tridimensionale di un incontro di tennis, utilizzando esclusivamente uno smartphone (di ultima o penultima generazione) ed un paio di occhiali per la realtà virtuale, che ormai iniziano ad essere facilmente reperibili nei negozi di elettronica in giro per il mondo. Questa innovativa soluzione è stata fatta testare a giocatori ed addetti ai lavori durante alcune giornate del torneo per ottenere impressioni, commenti e suggerimenti. E così John Isner ha potuto rivedere uno spezzone del suo match contro il nostro Andreas Seppi, scegliendo tra i tre diversi punti di vista offerti: quello “tradizionale” della telecamera dietro il campo, quello da “giudice di linea” con visuale allo stesso livello dei giocatori, e quello da “raccattapalle”, dietro al paletto della rete.

Le immagini sono realizzate con l’aiuto di telecamere specifiche che sono di dimensioni molto simili alle telecamere tradizionali, ma che hanno un angolo di visuale molto più ampio – ci ha spiegato Stuart Taylor, direttore dei contenuti digitali di ATP Media – consentendo in questo modo allo spettatore di poter godere di una panoramica completa di tutta la zona di gioco”.

L’interfaccia, sebbene relativamente inusuale, risulta piuttosto semplice da indossare e da utilizzare, e non richiede infrastrutture troppo diverse da quelle che sono ormai divenute comuni in tutte le nostre case. “L’applicazione non necessita di un’eccessiva ampiezza di banda per funzionare – ha proseguito Taylor – una semplice connessione Internet ADSL è più che sufficiente per produrre un’esperienza ottimale. Per il momento la connessione 3G non permette lo stesso tipo di qualità, ci sono dei ritardi nell’immagine, ma questa è soltanto la prima generazione di Virtual Reality, per cui siamo fiduciosi che in futuro le cose miglioreranno anche per i collegamenti attraverso la rete cellulare”.

Il dispositivo elettronico, prima di iniziare la “proiezione” del match, adatta le immagini alla particolare configurazione degli occhi dell’utente, il quale può azionare le diverse opzioni attraverso un puntino bianco che appare sullo schermo a seconda delle necessità e che viene guidato, proprio come un mouse, dalla direzione delle pupille dello spettatore.
Oltre ai tre diversi punti di vista, è possibile anche accedere in maniera intuitiva alle statistiche del match, al replay istantaneo e, nel caso in cui le immagini di Virtual Reality siano a disposizione su più campi, anche alla console che consente di passare ad un altro match. Il tutto è confezionato in maniera molto elegante, collocando lo spettatore virtuale in una corporate suite posizionata immediatamente a bordo campo, o dietro al paletto della rete oppure in una posizione più classica sul lato corto. Infatti volgendo lo sguardo dalla parte opposta rispetto al campo, si possono vedere le poltrone, gli schermi, il banco bar e tutto quanto costituisce l’arredamento classico di una suite VIP. Inoltre, abbassando gli occhi mentre si assiste alla partita, si può vedere un tavolino da caffè che si trasforma istantaneamente nella console multifunzione per gestire la propria esperienza.

Al momento stiamo valutando come questa tecnologia può aiutarci a creare un nuovo tipo di offerta che possa incontrare il favore di spettatori e distributori di contenuti. Ed è per questo che stiamo cercando di catturare i pareri di una vasta gamma di possibili utenti: giocatori, allenatori, addetti ai lavori, produttori televisivi, tifosi. Potrebbe non essere troppo lontano un futuro in cui la nostra offerta di TennisTV includa anche l’opzione di Virtual Reality, ma per il momento stiamo solamente testando il primo prototipo, cui ne seguiranno altri entro la fine di quest’anno che certamente avranno numerose funzioni in più” ci ha confermato Taylor.

Ci è stata concessa la possibilità di provare l’applicazione per una decina di minuti, durante i quali abbiamo assistito al match sullo Stadium 2 tra Isner e Mannarino. Dopo alcuni minuti di aggiustamento, è stato molto piacevole seguire la partita avendo l’impressione di essere proprio in campo, vicino ai protagonisti. La sensazione più strana l’abbiamo avuta quando uno spettatore è comparso all’improvviso molto vicino all’obiettivo della camera oscurando quasi completamente il campo visivo, e dal momento che le telecamere VR sono fissate su tripodi, lo spettatore non ha la possibilità di spostare il proprio punto di vista per evitare l’ostacolo. In ogni modo l’esperienza è stata molto interessante ed aspettiamo con grande curiosità la prossima evoluzione e, nel giro di qualche anno, le prime applicazioni commerciali.

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