Ralph Lauren aggiunge gli occhiali da sole all'uniforme ufficiale di Wimbledon

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Ralph Lauren aggiunge gli occhiali da sole all’uniforme ufficiale di Wimbledon

L’abbigliamento on-court dei Championships, indossato dagli elegantissimi ufficiali di gara, è completato per l’edizione 2016 dagli esclusivi occhiali da sole della linea Polo by Ralph Lauren

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Per la prima volta, gli occhiali da sole ufficiali di Wimbledon saranno firmati Ralph Lauren. La casa di moda statunitense ha annunciato su Twitter, in occasione del National Sunglasses Day – la giornata dedicata alla protezione della vista dai raggi UV – che i giudici di linea indosseranno come parte della loro uniforme gli eleganti occhiali da sole “tartaruga” della linea Polo.

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ATP Belgrado: Berrettini trova Cecchinato all’esordio, sconfitta che brucia per Travaglia

Marco Cecchinato sconfigge Viktor Troicki e trova Matteo Berrettini al secondo turno. Continua la serie negativa di Stefano Travaglia, sconfitto da Filip Krajinovic

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Filip Krajinovic - Belgrado 2021 (foto Twitter @SerbiaOpen2021)

Giornata iniziale a Belgrado per il Serbia Open, il torneo voluto e organizzato dall’entourage di Novak Djokovic e che vede proprio il n. 1 del mondo ai nastri di partenza come favorito d’obbligo. Come testa di serie n. 2, invece, c’è il n. 1 d’Italia Matteo Berrettini, che resiste nella Top 10 ma che ha bisogno di ritrovare il feeling con la vittoria dopo l’infortunio agli addominali patito lo scorso febbraio in Australia e il difficile rientro a Montecarlo con la sconfitta contro Davidovich Fokina.

“Sto bene ora – ha dichiarato Berrettini durante l’incontro pre-torneo con la stampa – mi sono allenato duramente per partecipare a questo torneo. Sono andato a Miami, ma non ero pronto quindi ho deciso di non giocare. È stato un infortunio pesante, non ne avevo mai avuto uno di quel tipo prima, ed ha avuto un effetto molto serio sul mio servizio. Sento di essere pronto adesso, e mi servono partite per rientrare in forma”.

Durante la sua assenza dal circuito, Berrettini ha visto alcuni suoi giovani colleghi conquistare importanti traguardi. “Questo mi aiuta a migliorare – ha commentato Matteo – in modo da poter essere al loro stesso livello. Hanno dimostrato di poter competere ad alto livello, hanno accumulato parecchia esperienza. Penso che la situazione si evolverà anche a livello dei tornei dello Slam, e questo è un fatto positivo per me e per il tennis in generale”.

 

Cecchinato perfeziona il derby con Berrettini

Avanzato di un turno in quanto testa di serie n.2, Berrettini giocherà al secondo turno contro Marco Cecchinato, che nel suo incontro d’esordio ha avuto la meglio di Viktor Troicki per 6-1, 6-4.

Cecchinato padrone degli scambi fin da subito, ingestibile al servizio (tre punti concessi nel parziale), ottimo anche come reattività sulle buone risposte, invero poche. Ottimo uso del topspin per aprire gli angoli e spingere indietro Troicki, che ha perso campo soprattutto dalla parte del suo dritto un po’ storto e subisce le precise smorzate azzurre. Colui che vanta un best ranking al n. 12, però dieci anni fa, non è stato aiutato neppure dal rovescio poco continuo; non è nemmeno la sua superficie preferita e Ceck ha chiuso il primo set 6-1 in 25 minuti. Poco è cambiato all’inizio della seconda partita, con il drop shot di Marco che ha suggellato il break in un terzo gioco compromesso dagli errori bimani. Il primo e unico momento di difficoltà è venuto sul 3-2, quando tra il ritrovato rovescio serbo e un Cecchinato apparentemente teso è spuntata ai vantaggi la sola palla break del match. Ceck l’ha però giocata con grande attenzione, non si è fatto sorprendere dal tentativo di contropiede, ed ha così annullato la possibilità del pericoloso aggancio. I due successivi turni di battuta tenuti a zero hanno perfezionato l’appuntamento con Matteo Berrettini, Un solo precedente fra i due, nel 2017 al Challenger di Francavilla, con vittoria del palermitano dopo oltre tre ore.

Stefano Travaglia – Belgrado 2021 (foto Twitter @SerbiaOpen2021)

Continua il periodo no di Travaglia

Oltre a Cecchinato c’era un altro italiano impegnato nella prima giornata del Serbia Open. Purtroppo Stefano Travaglia (n. 67 ATP) non è riuscito a spezzare l’incantesimo che lo vede sempre sconfitto nei match del tabellone principale dalla finale persa con Sinner al Great Ocean Road di Melbourne lo scorso febbraio. Una partita davvero da montagne russe (7-5, 5-7, 6-3), quella giocata da Travaglia contro la testa di serie n. 5 Filip Krajinovic, nella quale il marchigiano ha ceduto un primo set equilibratissimo pagando una bassa percentuale di conversione sulla seconda di servizio e un paio di colpi scappati oltre la linea di fondo mentre serviva sul 5-6.

Sembrava che il match poi avesse preso la strada del giocatore serbo, che con un break conquistato al sesto game si era portato 5-2 ed aveva avuto la chance di servire per il set sul 5-3. Da quel momento ci sono stati cinque giochi consecutivi per Travaglia, che annullando con molto coraggio un match point sul 4-5 e mantenendo la pressione alta da fondo campo è riuscito a ribaltare il parziale e ad aggiudicarselo per 7-5.

La furia di Krajinovic in quel momento si è scatenata sulle sue racchette: prima ha obliterato l’attrezzo che aveva in mano picchiandolo ripetutamente a terra e poi, non pago, una volta arrivato alla sua panchina ha afferrato un’altra racchetta ed ha disintegrato pure quella.

Travaglia sembrava riuscito a prendere il comando del match quando al terzo game si era portato sul 2-1 con un prezioso break di vantaggio, ma due giochi più tardi la partita era destinata a cambiare di nuovo. Con la chance del 4-1 pesante sulla racchetta, Travaglia ha attaccato Krajinovic sul rovescio, ma si è visto infilare da un passante lungolinea molto difficile. Da quel momento il match si è di nuovo capovolto ed è stato il serbo a infilare una serie di cinque giochi consecutivi (e di 22 punti a 9) per chiudere il match al secondo match point, non prima di aver cancellato una chance del 5-5 con un bel diritto anomalo.

Il tabellone completo di Belgrado

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A Istanbul Errani cede a Konjuh, esordio vincente per Bencic a Stoccarda

Contro la convalescente croata prestazione poco rassicurante di Sara, in gioco solo nel primo set. Nel prologo tedesco Belinda batte l’encomiabile diciottenne Schunk

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IN TURCHIA NIENTE DA FARE PER SARITA – Prosegue in salita la rincorsa di Sara Errani all’accesso diretto al tabellone principale del Roland Garros. La tennista di Romagna non sta riuscendo a dar seguito alle rincuoranti prestazioni offerte al torneo di Bogotà, e dopo la batosta, anche psicologica, incassata insieme alla sconfitta con una Christina McHale in disarmo a Charleston-due, nella mattinata di Istanbul è arrivata un’altra pesante battuta d’arresto, preoccupante soprattutto per il modo in cui è maturata, poiché l’attuale classifica assegnata alla rivale odierna è poco veritiera.

Ana Konjuh, reduce speriamo non ulteriormente recidiva da una Via Crucis ingombra di infortuni, è sprofondata oltre la duecentoquarantesima posizione del ranking, ma resta una giocatrice di pregiato pedigree seppur distantissima dalla metà della sua condizione migliore. Molto impacciata nei movimenti, la croata di Dubrovnik ha provato ad accentuare la propria tendenza al tiro al bersaglio con risultati alterni, finendo per produrre una marea di errori, meglio se non forzati. Sara, al solito in panne con il servizio, non ha saputo approfittarne granché: a onor del vero, nel primo set la giocatrice da Faenza ha fatto partita aggrappandosi alla proverbiale grinta, riuscendo a recuperare uno dopo l’altro i break offerti nel terzo, nel settimo e nel nono game, ma non quello sanguinoso subito nell’undicesimo, apripista alla conquista del primo set da parte di Konjuh. Nel secondo la lampadina si è spenta definitivamente, e il serbatoio è parso desolatamente vuoto: se è vero che prima dello Slam parigino si disputeranno nelle prossime settimane addirittura tredici tornei sull’amato rosso, allo stato dell’arte le speranze per Sarita di evitarne le insidiose qualificazioni sono legate più alla rinuncia di una decina di aventi diritto che non a un’auspicabile rimonta sul campo. Naturalmente saremmo felici di essere smentiti e, conoscendo Errani, nemmeno troppo sorpresi qualora ciò dovesse accadere.

Insieme alla rivincita sull’ultimo precedente perso contro Sara alle quali in esilio a Dubai dell’Open d’Australia, Konjuh si è assicurata un secondo turno molto più aperto di quanto dica il computer: Qiang Wang, ottava testa di serie in crisi nerissima, battendo in rimonta la qualificata russa Gasanova ha colto quella che è appena la sua quarta vittoria in stagione. Nel resto della giornata, al momento ancora bloccata da una lunga pioggia, Viktoria Golubic e Katerina Siniakova hanno prenotato un posto al secondo round al termine di due durissime battaglie contro le qualificate Parrizas-Diaz e Bucsa, mentre all’alba della terza ora di gioco attendono negli spogliatoi la ripresa Anastasija Pavlyuchenkova e la giovane connazionale Potapova. Un tie-break per parte, al momento, nel match del giorno: l’Anastasija più anziana ha dovuto annullare un match point nel tredicesimo gioco del secondo set.

 

APERITIVO A STOCCARDA – Come tradizione vuole, il lunedì del torneo patrocinato da Porsche, unico su terra battuta indoor sopravvissuto nel calendario maggiore dopo la dismissione di Katowice, è dedicato al prologo della manifestazione. Appena due incontri in programma, e visibilità massima alle rappresentanti di due generazioni del tennis di casa. La diciottenne Nastasja Mariana Schunk, novecentoventottesima del ranking WTA brava a superare le qualificazioni e in particolare Daniela Seguel, ha fatto bella figura soprattutto nel primo set al cospetto di Belinda Bencic, l’ottava favorita in gara. In prima serata sarà invece la volta di Andrea Petkovic, giustamente omaggiata di una wild card e attesa a un compito molto difficile nella sfida a Maria Sakkari. Un Martini con l’oliva; da domani cartellone pieno e tantissima carne al fuoco.

Risultati:

Stoccarda, primo turno

[8] B. Bencic b. [Q] N.M. Schunk 6-4 6-2
M. Sakkari vs [WC] A. Petkovic

Istanbul, primo turno

V. Golubic b. [Q] N. Parrizas-Diaz 6-4 2- 6-3
[WC] A. Konjuh b. S. Errani 7-5 6-2
K. Siniakova b. [Q] C. Bucsa 7-6(5) 3-6 6-3
[6] A. Pavlyuchenkova vs A. Potapova 6-7(2) 7-6(8)
[8] Q. Wang b. [Q] A. Gasanova 4-6 6-1 6-2
S. Cirstea vs K. Kozlova
[4] D. Kasatkina vs [Q] T. Mrdeza
F. Ferro vs [2] P. Martic

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ATP Barcellona, Gaio batte il solito Paire, Caruso sbatte contro Norrie

Federico non si fa distrarre da un Benoit incostante e incivile. Giornataccia di Sabbo contro un britannico solidissimo. Rientro con sconfitta per Tsonga

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Federico Gaio - ATP Challenger Todi 2020 (foto Felice Calabrò)

Dieci incontri in campo nel lunedì di Barcellona, con due italiani impegnati da avversari completamente diversi nel gioco e nell’atteggiamento. Ha fortuna il lucky loser, mentre l’ultimo ammesso direttamente in tabellone subisce una dura lezione. Partiamo da quest’ultimo.

La sconfitta di Salvatore Caruso giunge inaspettata nelle dimensioni, 1-6 2-6 incassato in meno di un’ora da Cameron Norrie, n. 58 ATP e autore di un inizio di stagione positivo, con vittorie anche su Dimitrov, Evans e Fognini. Norrie, al solito, è molto solido ma anche aggressivo nei colpi al rimbalzo e soprattutto dominante al servizio, certo in virtù dell’alta percentuale di prime e relativa realizzazione, e con quegli otto punti su nove seconde forse ancor più indicativi dell’ottima giornata. Tutt’altro che buona quella di Sabbo, in difficoltà a tenere lo scambio e spesso impreciso nelle accelerazioni. Norrie piazza cinque giochi consecutivi prima che Caruso riesca a muovere il punteggio. Arriva anche una doppia opportunità di accorciare ulteriormente e magari dare un po’ di fiducia al nostro, ma sfuma per la prima britannica imprendibile e il dritto azzurro in corridoio; il nativo di Johannesburg può allora mettere al sicuro il set piantando il sesto (!) ace. Non cambia il leitmotiv nella seconda partita e il mancino si limita a palleggiare per arrivare subito a palla break, trasformata dal dritto vincente dopo un’ottima risposta. Senza mai rischiare nei propri turni di battuta, Norrie approfitta di altri errori di Caruso per allungare ulteriormente al quinto gioco, fino al 6-2 che arriva dopo 57 minuti. Al prossimo turno lo aspetta Karen Khachanov, contro il quale ha perso nettamente poco più di un mese fa a Rotterdam.

Entrato come lucky loser al posto di Ruud, Federico Gaio è bravo ad approfittare del sorteggio e a non distrarsi contro Benoit Paire che batte per 7-5 6-3. Decima sconfitta stagionale per Benoit (ha vinto solo contro Jarry) al quale non interessa perdere – lo ha reso ben chiaro a parole e pure ripetutamente, come se i fatti non fossero sufficienti –, però non gli si devono fornire appigli per restare in partita e occorre rimanere concentrati anche quando sembra intenzionato a regalartela. Così, sotto del break che Gaio si è meritatamente conquistato e con il warning per comportamento antisportivo (calci alla rete mentre andava a recuperare la racchetta lanciata), Paire gioca un paio di bei punti che lo destano dall’ormai abituale abulia rimettendosi in corsa. Con il servizio, il n. 35 della classifica annulla un set point al decimo gioco, ma, a due punti dal tie-break, un doppio fallo e una smorzata in rete regalano il 7-5 al faentino.

 

Scambio di break e, dopo un minuto di borbottamenti francesi, nuovo allungo da parte di Gaio che risulterà decisivo, ma non prima di un paio di episodi che hanno come protagonista il barbuto di Avignone. Sulla parità del 4-1, Paire va a sedersi lamentando un problema al campo poco dietro la riga di fondo. Chiamato d’urgenza, l’uomo dei campi accorre preoccupato di trovarsi di fronte a un cratere che neanche la sindrome cinese; invece, basta qualche pedata per rimettere tutto a posto. Anche l’arbitro pesta un paio di piedi per far contento il bambino con la barba e si può ricominciare. Sul 5-3, il giudice di sedia scende a confermare la bontà della seconda battuta esterna che vale il primo “15” per Federico. Paire non è d’accordo e, quasi prigioniero del suo personaggio, sputa in direzione dell’arbitro che chiama la seconda violazione (punto all’avversario) ma non il supervisor, valutando (o, peggio ancora, ben sapendo) il comportamento non potenzialmente suscettibile di espulsione. Gaio chiude poco dopo e passa al secondo turno dove troverà Andrey Rublev, forse un po’ stanco ma di sicuro più impegnativo. E civile.

TORNA JO – Rientra Jo-Wilfried Tsonga, assente da Dubai, quando è stato costretto al ritiro da un infortunio al tricipite contro Jaziri. Il trentaseienne di Le Mans parte bene contro Egor Gerasimov e ha anche una palla del 5-2 pesante. La fallisce con un dritto comodo e comincia la rincorsa del bielorusso che si completa con il sorpasso al dodicesimo game. Senza storia il secondo parziale che Gerasimov fa suo per 6-1.

MARTEDÌ IN CAMPO – Seconda giornata con il completamento del primo turno e anche qualche match di secondo. Aria fresca sulla Pista Rafa Nadal: si parte alle 11 con Holger Rune contro Ramos-Viñolas, seguito da Lorenzo Musetti contro Feli Lopez, Carlos Alcaraz opposto a Tiafoe e, dopo il derby Bautista Agut vs Andujar, Jannik Sinner sfiderà Gerasimov.

Risultati:
P. Andujar b. G. Simon 6-1 3-6 6-3
E. Gerasimov b. J-W. Tsonga 7-5 6-1
K. Nishikori b. G. Pella 4-6 7-6(4) 6-2
T. Monteiro vs [WC] J. Munar
J. Chardy b, N. Basilashvili 6-4 3-6 6-3
[Q] B. Zapata Miralles b. [Q] Andrey Kuznetsov 6-7(4) 7-5 6-1
[LL] F. Gaio b. B. Paire 7-5 6-3
[Q] I. Ivashka b. [Q] T. Griekspoor 6-3 6-1
P-H. Herbert b. [Q] S. Nagal 7-5 6-0
C. Norrie b. S. Caruso 6-1 6-2

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