ATP Atlanta: sesta finale per Isner, troverà Kyrgios

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ATP Atlanta: sesta finale per Isner, troverà Kyrgios

Nick Kyrgios ha la meglio sul ventenne giapponese Nishioka in tre set. Terza finale in carriera. Sfiderà John Isner, vittorioso sulla sorpresa della settimana, il 18enne americano numero 837 ATP Reilly Opelka

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Le semifinali dell’ATP di Atlanta sono finalmente giovani. In un circuito in cui l’esperienza predomina quasi incontrastata sulla gioventù, tre dei quattro semifinalisti hanno 21 anni o meno. Di uno, Nick Kyrgios, si sa tutto: dal talento in campo a quello fuori dal campo nel far parlare sempre di sé. Degli altri due si sa un po’ meno: Yoshisito Nishioka, l’avversario di Kyrgios, è infatti da poco entrato nella top 100, al numero 97. È alla prima semifinale in carriera, dopo due quarti di finale raggiunti negli ultimi due anni, entrambi sul cemento americano. Dell’altro under 21, Reilly Opelka, si sa ancora meno, se non che è alto 210 (duecentodieci!) centimetri e che darà vita alla partita forse più “alta” della storia tennistica. La semifinale contro John Isner avrà infatti un’altezza media di 2 metri e 9 centimetri. Due atleti, insomma, alti anche per il basket.

La semifinale che apre la giornata è quella tra Kyrgios e Nishioka. Non dovrebbe esserci troppa partita, la differenza fra i due è tanta sotto diversi punti di vista; l’età sarà anche la stessa, ma la distanza nell’età tennistica è esponenziale. Kyrgios ha più esperienza, è passato già per diverse semifinali e da palcoscenici più importanti di Atlanta. Nishioka paga poi anche una grande differenza fisica; il nipponico è alto 1 metro e 70 per sessantaquattro chili. Un peso piuma rispetto a Kyrgios. Nishioka gioca secondo la tradizione tennista giapponese: attaccato alla riga di fondo, impostato quasi in modalità play-station e con una buona qualità nell’assorbire la potenza dei colpi altrui e trasformarla in velocità dei propri.

Il primo set inizia seguendo i servizi. Kyrgios scarica subito un paio di ace per far capire che non ha troppa voglia di farsi imbrigliare in scambi lunghi e potenzialmente complicati. Il servizio del giapponese, vista l’altezza, è quello che è: non male, ma neanche un’arma. Arriva quindi il primo break dell’incontro a favore dell’australiano nel sesto gioco. Kyrgios si distrae un attimo dopo il vantaggio, convinto di avere già il set in tasca, ma annulla due palle del controbreak e va poi a vincere il set in tranquillità per 6 giochi a 3, dopo aver mancato due set point nell’ottavo gioco. La seconda testa di serie ha vinto il 94% dei punti al servizio ed ha messo a segno 5 aces e 0 doppi falli.

 

Come spesso capita però, le partite di Kyrgios non sono chiuse fino alla stretta di mano finale. Distrazione, a volte poca voglia e subito gli avversari si rifanno sotto. È così che, dopo aver annullato una palla break con un ace, perde il servizio nel secondo gioco. Nishioka sa che è un’occasione da sfruttare per poter pensare di fare perlomeno partita pari. Di cali di concentrazione non se ne può permettere: annulla la palla break nel gioco successivo e poi diventa anche lui solido al servizio, dispensando quattro ace nel resto del set. 6-3 per il giapponese e partita che si decide al terzo, per quanto si abbia la netta impressione che Kyrgios possa decidere di portarla a casa quando voglia.

E così succede: basta una lieve accelerata ancora nel sesto gioco e ci sono tre palle break consecutive per l’australiano. Se ne vanno tutte e tre per errori prima di dritto e poi di rovescio e ce n’è bisogno di una quarta, quella buona. Kyrgios conquista quindi il break e procede poi spedito verso il turno di battuta decisivo, vinto a quindici. Tre set fotocopia dunque, 6-3 3-6 6-3, con solita pausa di metà partita per l’australiano, giunto alla terza finale in carriera.

La seconda semifinale, tutta americana, si preannuncia come una partita da pochi scambi e tanti tiebreak. Opelka, 18 anni e numero 837, è solamente al terzo torneo nel circuito ATP, altro punto in comune con Isner, finalista a Washington al secondo torneo disputato. Qui ad Atlanta John è stato finalista per cinque delle ultime sei edizioni. Nel 2012 si è fermato in semifinale contro Roddick, all’ultimo trionfo in un torneo ATP.

Opelka fa tanto affidamento sul servizio, ma si muove discretamente, vista l’altezza, e ha una spiccata propensione a prendere la rete, più di Isner. Sa insomma anche giocare a tennis.

Il primo set è scandito però principalmente dai proiettili sparati da tre metri d’altezza. Ci sono un paio di 0-30, dei colpi notevoli come un lob di rovescio di Isner e qualche volée davvero ben giocata di Opelka. L’unico gioco davvero lottato è il dodicesimo: Isner ha un set point sul servizio di Opelka, che si salva però con un dritto di una potenza devastante, marchio di fabbrica del diciottenne americano. L’esito è quindi quello previsto: dopo quarantacinque minuti si arriva al tiebreak. Il primo minibreak però è frutto proprio di un brutto errore di dritto del più giovane e alto dei due connazionali. Isner va quindi sul 4-2 ma spreca il vantaggio con un doppio fallo. Sul 6-5 a suo favore, Opelka si inventa una risposta strettissima di rovescio in diagonale, impossibile da recuperare per Isner. Che carattere! Primo set per il numero 837.

Nel secondo set arriva però il primo break della partita. Isner va avanti 15-40 dopo un doppio fallo di Opelka, e con un passante vincente di dritto lungolinea si conquista il vantaggio: 2-1. Il resto del set non vive di particolari sussulti: tengono entrambi il servizio con estrema facilità e Isner lo porta a casa 6 giochi a 4. Quattro sono anche i punti persi al servizio per tutti e due nel set. Per Opelka, però, sono arrivati nello stesso gioco.

È ancora un passante di dritto quello che dà ad Isner le prime palle break del terzo set, sul due pari. Opelka le salva entrambe col servizio ma un errore di dritto gli fa concedere la terza. E questa volta è proprio il servizio quello che lo condanna: doppio fallo e break per Isner. La partita finisce qui. La prima testa di serie tiene il servizio facilmente, non ha concesso palle break nella partita, e si concede anche il doppio break: 6-2. Per Isner è la sesta finale ad Atlanta e la ventunesima in carriera. Il diciottenne ha fatto comunque una buona impressione ed entro il prossimo anno lo vedremo probabilmente in tabellone ad Atlanta senza aver bisogno di una wild card.

Due i precedenti contro Kyrgios, uno sulla terra di Madrid e uno sul cemento di Montreal, entrambi vinti dall’americano nel 2015.

Risultati:

[1] J. Isner b. [W] R. Opelka 6-7(5) 6-4 6-2
[2] N. Kyrgios b. Y. Nishioka 6-3 3-6 6-3

Lorenzo Dicandia

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ATP Cincinnati: Norrie passeggia su Shelton, Alcaraz fatica solo un set con Cilic

Cameron Norrie lascia solo due games alla rivelazione Shelton; Carlos Alcaraz si complica la vita nel primo set poi fila via spedito verso i quarti

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Carlos Alcaraz - Cincinnati 2022 (foto Twitter @cincytennis)

Oltre alla (dolorosissima) sconfitta di Jannik Sinner, nella notte italiana si sono disputati anche altri due match, che hanno visto le vittorie di Carlos Alcaraz su Marin Cilic e di Cameron Norrie sulla rivelazione del torneo Ben Shelton. I due vincitori si affronteranno domani nei quarti di finale, presumibilmente di nuovo nella notte italiana. I precedenti dicono 3-0 in favore dello spagnolo: il vincente troverà in semifinale Auger-Aliassime o Coric.

Partendo proprio da Carlos Alcaraz, è lui ad iniziare decisamente meglio rispetto a Marin Cilic. Lo spagnolo si porta subito sul 2-0 con una chance per il doppio break, ma il croato gliela annulla e pian piano entra in partita. L’ex numero 3 del mondo può comunque relativamente poco in risposta, riuscendo a vincere appena tre punti nei primi quattro turni in ribattuta. Anche il quinto sembra andare in quella direzione, ma al servizio per chiudere il primo set sul 5-4 40-15 Alcaraz si spegne. Cilic riesce ad accorciare le distanze, poi piovono incredibilmente tre doppi falli consecutivi – i primi del match – che riportano in vita il croato: 5-5. Il vincitore dello US Open 2014 al tiebreak ha la chance di dare un’importante spallata psicologica all’incontro, ma parte subito sotto 0-4. Il 2003 di Murcia non è particolarmente brillante (in particolare al servizio), ma il 33enne di Medjugorje gli dà una mano mandando lunga la risposta ad una timida seconda sul 6-4. Il match, di fatto, si conclude qui: il secondo set è un monologo iberico, con Cilic che perde completamente il dritto. Nel secondo gioco del secondo set il croato commette addirittura tre errori gratuiti con questo fondamentale, che uniti ad un ulteriore unforced con il rovescio consegnano il break e le chiavi della partita ad un Alcaraz comunque non brillantissimo, ma concreto nei momenti importanti. Un nuovo strappo nel sesto game fissano il risultato sul 7-6 (4) 6-1 in favore dell’iberico, che centra la 42esima vittoria in stagione su 50 match disputati.

Decisamente più agevole il compito di Cameron Norrie, che lascia appena due giochi alla stellina Ben Shelton, capace di eliminare prima Lorenzo Sonego, quindi il numero 5 del mondo Casper Ruud. È una partita a senso unico, con il britannico che vince i primi otto giochi del match e raggiunge senza difficoltà i quarti di finale, dove troverà domani Alcaraz/Cilic. Nel primo set il servizio del 19enne di Atlanta dimentica il servizio negli spogliatoi: con il 39% di prime in campo e un eloquente 0/11 con la seconda è difficile giocare contro chiunque, men che meno contro un tennista solido come Norrie, che lo punisce con un bagel. La resa con la seconda di servizio continua ad essere un problema anche nel secondo set (appena il 36% di punti vinti), ma se non altro aumentano le percentuali di prime in campo per Shelton (che passa dal 39% del primo al 52% del secondo). Non è comunque sufficiente per venire a capo del numero 11 del mondo, che in 58 minuti chiude 6-0 6-2 e raggiunge il decimo quarto di finale in stagione.

 

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ATP Cincinnati: Sinner manca due match-point poi cede il passo ad Auger-Aliassime

Jannik Sinner non sfrutta un vantaggio di un set e un break e poi perde nettamente al terzo set contro Auger-Aliassime

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Felix Auger-Aliassime - Cincinnati 2022 (foto Twitter @cincytennis)

[7] F. Auger-Aliassime b. [10] J. Sinner 2-6 7-6(1) 6-1 (da Cincinnati, il nostro inviato)

Jannik Sinner viene sconfitto al terzo set da Felix Auger Aliassime fallendo l’accesso ai quarti di finale di Cincinnati. Una sconfitta molto dura per l’altoatesino che dopo due set d’alto livello si era procurato due match point consecutivi sul 6-5 nel secondo parziale, ma proprio in quel momento Auger Aliassime, fino a quel puntoautore di una prestazione decisamente sottotono,  è riuscito ad alzare il livello. Non solo ha annullato i due match point con la combinazione servizio e dritto ma ha infilato un parziale di diciannove punti a cinque che ha cambiato il corso della  partita. Sinner aveva impressionato nel primo parziale con il servizio e la risposta riuscendo anche a limitare gli errori da fondo campo contro un avversario che faticava a contenere le sue accelerazioni, soprattutto dal lato destro. Dopo lo scampato pericolo il canadese si è sciolto e per Sinner c’è stato poco da fare davanti a un giocatore che si fa ancora preferire per la pesantezza di palla, soprattutto dal lato del dritto. Ora per Auger Aliassime la sfida ai quarti di finale contro il redivivo Borna Coric con cui è in perfetta parità negli scontri diretti anche se le due sole sfide risalgono al 2019. Per Sinner sicuramente si tratta di un’occasione persa dal momento che  non solo la sfida con il croato si preannunciava alla portata ma anche un’eventuale semifinale contro Norrie o Alcaraz non era impossibile. 

PRIMO SET 

 

Il match si gioca sul Grandstand, seconda volta per Sinner su questo campo dopo la maratona contro Kokkinakis al primo turno. A differenza delle serate precedenti non ci sono nuvoloni scuri all’orizzonte, il clima è gradevole e la folla entusiasta di assistere a questo match tra due dei massimi esponenti della “new generation”. “Sto ancora cercando il nuovo Federer” ci dice un signore seduto a fianco “ è la prima volta che vedo Sinner dal vivo, mi sembra umile paragonato a gli altri giovani”. Il match inizia e Jannik si trova subito sotto 0-30 nel primo game, ma con due ottime seconde riesce a salvare il servizio. Nel game successivo però è proprio Sinner a guadagnarsi la prima chance di break dopo un paio di ottime risposte che hanno trovato impreparato il canadese. Un errore con il dritto in uscita dal servizio permette a Sinner di andare immediatamente avanti di un break mentre Aliassime si lamenta verso il suo box dove qui siede solo Frederic Fontang. In un attimo Jannik si trova in vantaggio 3-0, Aliassime sta facendo fatica a trovare ritmo davanti ai fendenti piatti del suo avversario. L’unica cosa che per ora funziona nel gioco del canadese è la prima di servizio, tre battute vincenti oltre i 200 km orari gli permettono di accorciare le distanze. Sinner dal canto suo continua a essere molto efficace alla battuta cercando di variare con prime in kick a 165 km orari che sorprendono Felix. In svantaggio 2-4 Aliassime trova un ottimo passante lungolinea con il rovescio che infiamma il Grandstand ma Sinner con il rovescio manovra molto bene e riesce a chiudere il game senza annullare palla break. Da fondo campo il canadese continua a commettere davvero tanti errori gratuiti e l’ennesimo dritto lungo in uscita dal servizio consegna a Sinner il primo set per 6-2. Partita ordinata per ora per Sinner contro un’avversario in grande difficoltà. 

SECONDO SET

Auger Aliassime prova a scuotersi all’inizio del secondo set e complice qualche errore di troppo del suo avversario si guadagna le prime due palle break del match. La prima viene annullata con un servizio vincente mentre nel punto successivo è una seconda di Sinner a cogliere impreparato Aliassime. L’altoatesino riesce a tenere la battuta e si carica guardando il suo angolo scattato in piedi.  Siamo vicini al tramonto, il gioco di luci e ombre non interferisce sulla partita ma interessa solo gli spettatori. Il parziale prosegue senza particolari scossoni fino al sesto game quando due ottime risposte di Sinner susseguite da un vincente di dritto lo portano in vantaggio di un break. 6-2 4-2 Sinner, match che sembra in controllo in questo momento. Il game successivo è una lotta di nervi, Aliassime cerca di rimanere aggrappato al match, Sinner incappa in un paio di errori gratuiti e la partita si riapre. Sul 4-5 Aliassime è chiamato a servire per rimanere nel match, si arriva a 30-30, ma un attacco indeciso di Sinner con il dritto viene punito da un ottimo passante del canadese che esalta il Grandstand a questo punto quasi pieno. I pericoli non sono finiti per Felix, nell’undicesimo game un errore di dritto e un sanguinoso doppio fallo portano Sinner ad avere due match point consecutivi per volare ai quarti di finale. Sul primo match point Jannik perde la misura del dritto mentre sul secondo è Aliassime a giocare con coraggio e a chiudere con la combinazione servizio e dritto. Si arriva al tie break. Sinner subisce il colpo e va subito sotto di un minibreak. Il pubblico è tutto dalla parte del canadese che ora ha preso fiducia soprattutto con il dritto. Velocemente sale 4-1 e con un parziale di undici punti a uno forza la partita al terzo.

TERZO SET

All’inizio del parziale decisivo l’inerzia del match è cambiata. Sinner si trova rapidamente sotto di un break, ha tre chance per recuperare lo svantaggio ma il canadese è “on fire” in questo momento. Il servizio viaggia benissimo, tiene bene la diagonale di rovescio e il dritto carico impatta spesso a pochi centimetri dalla riga. Sinner cede la battuta per una seconda volta e dopo quasi due ore e mezza di lotta deve arrendersi 6-1 al terzo set per la gioia del pubblico che ha sostenuto incessantemente il canadese durante tutto il match.

È una sconfitta dura da digerire anche se nel complesso penso sia stata una buona partita – ha dichiarato Jannik subito dopo la fine dell’incontro – ho avuto due match point ma non sono riuscito a chiuderla. Nel tiè break ha giocato bene lui così come all’inizio del terzo set. Ho avuto le mie occasioni per rientrare ma oggi purtroppo non è andata.

Torneo che lascia l’amaro in bocca per Sinner perché con l’uscita prematura di Nadal c’erano i presupposti per andare lontano. In queste tre partite sul duro di Cincinnati si sono visti miglioramenti al servizio, soprattutto con la seconda palla ma continuano a esserci molti alti e bassi nello scambio per un giocatore che fa dell’asfissiante ritmo da fondo campo la sua qualità migliore. La copertura del campo è molto buona, il rovescio incrociato è solido ma sorprende l’indecisione nel cambiare più spesso in lungolinea. Il dritto è il colpo che potrebbe fare la differenza in futuro ma che a oggi non sembra ancora abbastanza pesante e incisivo per emergere anche sulla lunga distanza.       

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ATP Cincinnati: Fritz di cuore e rovescio rimonta Rublev, un gran Coric vola sugli errori di Bautista. Facile Tsitsipas

L’americano in una bella partita risale e batte il russo. Un ottimo Borna sfrutta la giornata no dello spagnolo. Tsitsipas domina un falloso Schwartzman

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Taylor Fritz – ATP Cincinnati 2022 (foto via Twitter @ATPTour_ES)

[11] T. Fritz b. [6] A. Rublev 6-7(4) 6-2 7-5

Si decide con il break all’undicesimo gioco del terzo set la sfida tra Taylor Fritz e Andrey Rublev. È lo statunitense a operare lo strappo per poi chiudere al secondo match point con la battuta, mai ceduta in questo duello nonostante le sei palle break concesse. Alla vigilia, Frtiz sosteneva di dover “servire come ho fatto contro Kyrgios, ho bisogno di attaccare il più possibile, perché lui lo farà con me“. Entrambi nati nel 1997, entrambi con ambizioni d’alta classifica. Fritz ha ribadito che il suo obiettivo è di entrare tra i primi 10 e questa vittoria lo porta a un passo, mentre Rublev in top 10 c’è da quasi due anni, ma la sua permanenza ha i giorni contati.

IL MATCH – La prima palla break arriva nel secondo game e la guadagna Fritz con una risposta violenta; Rublev però l’annulla giocando un contropiede rischioso che non nasconde la sua audacia. Ora tocca all’americano affrontare la palla del potenziale break che viene però scongiurato con il più classico degli schemi: servizio-dritto. Rublev resiste agli assalti dello statunitense grazie alla prima di servizio che quando entra fa danni. Dal canto suo oggi Fritz colpisce molto bene di rovescio , soprattutto in risposta. Sul 4-3 il russo esce da una soluzione complicata sotto 0-30 grazie ad una seconda forzata che comunque paga. La medesima situazione si ripresenta per Rublev nel decimo game: stavolta Fritz arriva a match point ma con tre ace provvidenziali il russo rimette le cose al proprio posto. Il primo set si decide dunque al tie-break: il primo strappo lo da Rublev che si porta avanti 0-3; un doppio fallo sciagurato di Frtiz consegna poi il tie-break in mano al russo che chiude il primo set 6-7 (4).

 

Il game in apertura di secondo set lo vince Rublev in rimonta. La partita rimane molto equilibrata e aperta ad ogni imprevisto. Nel terzo game Fritz guadagna una palla break che riesce a convertire con l’ennesimo vincente di rovescio lungolinea; è il primo break della partita. L’americano si porta successivamente sul 4-1 dopo il secondo break ai danni del russo. Da segnalare un problema al gluteo per il Andrey, che lo obbliga a un medical time-out tra settimo e ottavo gioco, dopo aver annullato due set point, quantomeno per iniziare a servire nel terzo. Ma subito dopo Fritz chiude comodamente 6-2 sul suo servizio, con un altro errore, seppur ormai il set fosse già andato, di Rublev.

Ritrova la prima in questo inizio di terzo il n.8 al mondo, dote importanti di punti diretti o da chiudere con il suo classico uno-due con il dritto a seguire. Fritz si difende invece egregiamente riuscendo a tenere anche sulla devastante diagonale destra di Rublev, che sta riuscendo a trovare più spesso soluzioni violente in scambi che ora si allungano, ma senza mai assestare il colpo decisivo. Le prime chance di break del set sono a favore di Rublev nel sesto gioco, tutte e tre sprecate con degli errori da fondo, dovuti a sue colpe molto più che a meriti di Fritz. L’americano, in seguito, sale di livello proporzionalmente all’aumento della pressione, trovando un gran decimo gioco, vinto da che era 15-30, comportandosi decisamente meglio sulla diagonale del rovescio. E dimostra ampiamente subito dopo in risposta questo miglioramento, ancora incidendo con il rovescio, specie lungolinea (un’arma in più) e dominando nello scambio da fondo, arrivando così a trovare il break.

Chiude senza sudare al servizio, con una prima vincente, un’arma che ha portato punti importanti (83% di conversione), e unita al maggior coraggio da fondo mostrato regala all’americano il primo quarto di finale in carriera a Cincinnati. Ma, soprattutto, sancisce l’uscita, per la prima volta dall’ottobre del 2020, dalla top 10 di Andrey Rublev, che difendeva i punti della finale qui. Il russo ha giocato, salvo il secondo set, una buona partita, ma paga tanta discontinuità, il suo più grande limite, e un troppo ballerino 45% di punti con la seconda, che lo hanno condannato. Ora per Fritz l’obiettivo è la top 10, che potrebbe diventare realtà stesso in questo torneo, dove avrà ora Medvedev, giustiziere con una buona prestazione di Shapovalov.

(ha collaborato Matteo Beltrami)

Borna Coric – ATP Cincinnati 2022 (foto via Twitter @atptour)

B. Coric b. 6-2 6-3 [15] R. Bautista Agut

Già ieri si erano avuti i primi presentimenti, ma oggi lo si può esclamare a gran voce: “Bentornato, Borna!”. La vittoria con Nadal sarebbe potuta bastare a far capire che Borna Coric stia riabbracciando il livello a cui ci aveva abituato prima dei tanti problemi, ma la prova del 9 mostrata oggi contro Roberto Bautista Agut, che torna a regalargli un quarto di finale in un 1000 dopo più di 3 anni non lascia adito a dubbi. Ha messo in campo il suo rovescio che è una cambiale di punti, la capacità di verticalizzare, attaccare la rete se serve e un servizio irragionevole, con 16 ace a referto e 81% di conversione con la prima. Una prestazione da campione, molto convincente che, specie nel primo set comandato dall’inizio alla fine senza mai soffrire, si è mescolata ad una delle peggiori versioni di Bautista, stranamente falloso e poco continuo, che ha determinato una partita scialba, solo un po’ nel secondo ravvivata da qualche sprazzo di ciò che è davvero lo spagnolo.

Dopo il break immediato nel terzo game infatti, Borna lo conferma e veleggia tranquillo, ben presente sul rovescio e reattivo sui colpi di inizio gioco, in luogo di un Bautista che non riesce a pungere o fare meno errori. Cala però d’improvviso la percentuale di prime in campo per Borna, che sembra rallentare un po’ verso lo striscione del traguardo, forse accusando un po’ di tensione, anche grazie a un atteggiamento ora migliore di Bautista. che prova a riaccendere la partita. Peccato per lo spagnolo che prosegua però nella sua compilation di errori e non dia continuità a questa “rinascita” , sbagliando tanto addirittura sul dritto, solitamente il colpo forte, che va in bambola sugli slice senza peso del croato, che approfitta dei regali dell’avversario per chiudere con un altro break, e ritrovare la top 100. Sarà almeno n.92 del mondo, e domani tornerà a giocare un quarto di finale 1000 che manca dalla sconfitta contro Fabio Fognini a Montecarlo 2019. E l’avversario di nuovo potrebbe essere un italiano, Jannik Sinner, se non il n.7 del seeding Felix Auger-Aliassime; in ogni caso Coric sarà sfavorito nuovamente, ma ha dimostrato di saper sfruttare l’assenza di pressione questa settimana.

[4] S. Tsitsipas b. [10] D. Schwartzman 6-3 6-3

Semifinalista nelle ultime due edizioni, Stefanos Tsitsipas supera Diego Schwartzman in due set facendo valere il suo peso di palla superiore. Al Peque servirebbe una prestazione sopra la media per contrastare il n. 7 del mondo, ma purtroppo per lui non è questo il caso e Tsitsipas parte subito fortissimo, 4-0, prima di restituire uno dei due break. Nessun ulteriore grattacapo poi per Stefanos che va a prendersi la frazione confermandosi in battuta, mentre Diego ha il suo daffare per salvare la propria. Nel secondo parziale, l’equilibrio si rompe sul punteggio di 1-1, quando Schwartzman che ci mette del suo piazzando due doppi falli ed errori vari nel comprensibile tentativo di tenere il ritmo imposto dall’avversario. I problemi con il servizio argentino continuano – saranno 9 alla fine gli errori con questo fondamentale – e non va meglio nello scambio, con Diego che, comprensibilmente scorato, sbaglia anche palle comode da chiudere. Tsitsipas vola così a prendersi il quarto di finale in attesa del vincente fra Sebastian Korda e John Isner.

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