Consegnati a Roma i collari d'oro per il merito sportivo

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Consegnati a Roma i collari d’oro per il merito sportivo

Questa mattina, presso palazzo del CONI, Giovanni Malagò ha premiato gli italiani che quest’anno si sono distinti nel mondo dello sport

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dal nostro inviato a Roma

In una mattinata di inizio inverno la splendida cornice di Roma ospita il tanto atteso evento della consegna dei collari d’oro, vale a dire la massima onorificenza nel mondo dello sport. Prima di entrare nel palazzo del CONI, nel bel mezzo del caos di un’ordinaria giornata lavorativa prenatalizia della Città Eterna, si scorgono sui lati le antiche statue romane che rendono l’atmosfera ancora più solenne. Entrando nella struttura si nota come la RAI per trasportare tutte le apparecchiature necessarie alla regia si sia dovuta dotare addirittura di tre camion, un dispiegamento di forze pazzesco. Nella sala principale interna, invece, spicca in alto il grande quadro che esalta il coraggio, il patriottismo e la voglia di vincere che, almeno a livello agonistico, ha sempre contraddistinto il nostro movimento sportivo.

Introduce l’evento il “padrone di casa”, Giovanni Malagò: “Questo è un appuntamento speciale per lo sport; si riconosce la più alta onorificenza dello sport italiano. Il 2016 è stato un anno importante, dal momento che ci sono stati i Giochi Olimpici di Rio. Siamo partiti con diverse criticità, senza un apparente ricambio generazionale rispetto a Pechino e Londra, ma siamo usciti a testa alta. Peraltro l’Italia è l’unico Paese su 207 ad avere un CONI che rappresenta lo sport in modo generale e per questo è considerato quello più importante in assoluto da parte del CIO. Siamo contenti di questo, ma non si deve mai vivere di rendita. Resta la ferita aperta del ritiro della candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024, alla cui base c’è un forte pregiudizio. Noi non lo capiremo mai, ma comunque ne siamo usciti con stile. Se ritenteremo la candidatura? Nella vita mai dire mai, ma forse non a Roma“.

Interviene anche il nuovo ministro dello sport, Luca Lotti: “Tutti questi campioni sono un esempio in termini di forza e abnegazione. Gli atleti sono la punta di un iceberg, sotto cui c’è un mondo fatto di donne e uomini che faticano tanto quanto il campione per regalare emozioni come quelle che abbiamo vissuto a Rio. Come disse Alfredo Martini (ex ciclista all’epoca di Bartali e Coppi e commissario tecnico della nazionale italiana di ciclismo), lo sport ripaga sempre chi lo pratica e chi lo fa praticare. Ricordo inoltre che è partito un progetto per cui sono stati stanziati 100 milioni di euro per promuovere lo sport nelle periferie di tutta l’Italia“. Parla anche Francesca Porcellato, guest star dell’evento insieme a Gianluigi Buffon. Il campione juventino ha voluto dare il giusto omaggio a tutti coloro i quali sono stati premiati: “Ci sono atleti che hanno fatto emozionare molto gli italiani e forse nemmeno lo sanno”.

Tra gli atleti – inclusi quelli paraolimpici –  hanno ricevuto il premio Vincenzo Nibali, Elia Viviani, Fabio Basile, Gregorio Paltrinieri (questi ultimi due non erano presenti a causa della febbre che li ha colpiti in queste ore), Daniele Garozzo, Niccolò Campriani, Diana Bacosi, Gabriele Rossetti, Gianmarco Tamberi, Giovanni De Carolis, Andrea Pio Scarpa, Kiara Fontanesi, Martina Caironi, Assunta Legnante, Alex Zanardi, Vittorio Podestà, Luca Mazzone, Paolo Cecchetto, Federico Morlacchi, Francesco Bocciardo e Beatrice Maria Vio. Per quanto riguarda il merito tecnico, invece, sono stati insigniti di tale riconoscimento Celso Giardini, Bruno Rossetti, Nadia Cecchini, Alessandro Kuris, Fabrizio Di Somma, Luca Puce, Massimiliano Tosin, Federica Berton, Cesare Butini, Fabio Galli, Davide Cassani, Marco Villa, Edoardo Salvoldi, Pierangelo Toniolo e Kiyoshi Murakami. Onorificenza anche per alcune personalità di spicco come Giorgio Napolitano, Francesco Ricci Bitti (ex presidente dell’ITF) e Luigi Riva, mentre tra le società sportive ci sono state la Società Ginnastica Pavese, il Verbano Yacht Club, la Vela Nuoto Ancona, il Circolo Canottieri Pro Monopoli, il Torino Football Club – il cui presidente Urbano Cairo non si è voluto esimere da un simpatico scambio di battute col portiere della Juventus – il Gruppo Sportivo Forestale. Infine, il Comitato Regionale CONI Veneto si è aggiudicato il Trofeo CONI 2016.

Menzione speciale per il Tennis Club Napoli: lo storico circolo nato nel 1905 è stato l’unico circolo tennis ad aver ricevuto il premio in virtù dell’attività organizzativa sapientemente svolta. A rappresentare il circolo il Presidente Luca Serra – vi proporremo nei prossimi giorni il video dell’intervista realizzata da Ubitennis – e Rita Grande, la campionessa napoletana vincitrice di 3 titoli WTA, capace di salire fino al numero 24 del ranking mondiale nel novembre 2001 e di raggiungere gli ottavi di finale in tutti i tornei dello Slam.

Tra tutte le dichiarazioni dei premiati, particolarmente significative quelle del Presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano: “Non ho fatto molto per essere qui. Non ho più l’età per fare sport e poi ancora devo scegliere la specialità. Al CONI devo alcune delle giornate più emozionanti tra quelle che ho trascorso in oltre otto anni al Quirinale, ovvero quando ho ricevuto gli atleti italiani in partenza per gareggiare nelle competizioni internazionali. Abbiamo molti atleti in uniforme e di questo sono contento. Lo sport e le uniformi sono due dei simboli più importanti della Nazione”. Immancabile una riflessione sulla mancata candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024: “Si deve guardare sempre avanti, lasciandosi alle spalle le polemiche, ma l’Italia non dovrebbe mai sottrarsi a qualsiasi sfida che le si trovi davanti, sia nel campo sportivo che in quello della cultura, della politica, dell’innovazione scientifica e dell’arte. La dignità dell’Italia è una sola e dobbiamo difenderla con ogni sforzo necessario, senza dividerci per le paure né creando fazioni che fanno solamente male all’Italia. Per fortuna lo sport è immune da questo (qui trattiene a stento le lacrime, ndr). Inoltre devo ringraziare la nazionale di calcio per aver vinto i mondiali nel 2006: grazie a loro non mi sono guadagnato la fama di uno che porta male (ride, ndr)”.

Dopo le foto di rito (oltre alle interviste esclusive che Ubitennis riporterà nelle prossime ore), si chiude così questa intensa giornata di sport, nella speranza che il 2017, ormai alle porte, possa regalare emozioni e grandi traguardi anche e soprattutto nel tennis.

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