WTA IW: Vesnina zarina in California

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WTA IW: Vesnina zarina in California

INDIAN WELLS – Elena vince il derby con Kuznetsova trionfando in una battaglia di tre ore. Primo successo in un Mandatory

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da Indian Wells, il nostro inviato

[14] E. Vesnina b. [8] S. Kuznetsova 6-7(6) 7-5 6-4

Siamo arrivati, dopo 12 splendidi giorni di tennis (più le qualificazioni) alla giornata conclusiva, pronti ad assistere alle due finali che incoroneranno la campionessa e il campione dei tabelloni di singolare al Masters 1000 di Indian Wells. Come sempre, prima le signore: alle 11, ora della California, sotto un gran sole e una temperatura oltre i 30 gradi, scendono in campo le russe Elena Vesnina (30 anni, 15 WTA) e Svetlana Kuznetsova (31 anni, 8 WTA). Gran torneo fin qui per entrambe, i precedenti sono 1-1, ma piuttosto datati (nel 2009 sul duro a Dubai vinse Elena, nel 2014 sulla terra dell’Estoril prevalse Sveta). Per Kuznetsova è la terza finale qui, perse nel 2007 e nel 2008 (rispettivamente da Daniela Hantuchova e da Ana Ivanovic), mentre Vesnina non era mai andata oltre il terzo turno in singolare (ma ha vinto tre volte in doppio, 2008, 2011, 2013).

 

Inizia la finale Elena al servizio, e con aggressività (una buona chiusura a rete) tiene a 15, 1-0; entra subito bene nel match anche Sveta (splendido pallonetto liftato vincente), ma Vesnina continua a spingere e attaccare, va 30-40: palla break, trasformata con una buona risposta, 2-0. Immediata la reazione di Kuznetsova, che aggredisce a sua volta la risposta, incassa un gratuito di rovescio di Elena, va 0-40 e tre palle del contro-break; sulla seconda il dritto lungo di Vesnina le costa il turno di battuta, 2-1. A 15, servendo bene, pareggia Sveta, 2-2, sta cominciando a carburare con i suoi letali lungolinea, da applausi un rovescio esterno, ma dall’altra parte Elena varia con classe usando la palla corta e ottime volée, si vedono molto bene in campo i benefici dell’essere una grande doppista, 3-2 per lei. L’ottimo arbitro Marija Cicak, croata, la migliore rimasta in WTA dopo il passaggio di Eva Asderaki in seno all’ITF (solo Slam, Fed Cup e Coppa Davis per lei ora), ammonisce gli spettatori della “corporate suite” di Bank Of The West, che, intenti al brunch della domenica, parlano a voce troppo alta. Ilarità del pubblico, piuttosto numeroso.

Nel sesto game Vesnina si conquista il 30-40 e la seconda palla break della sua partita; con un grande scambio che costringe all’errore Sveta le strappa per la seconda volta la battuta e sale 4-2. Non serve dirlo, ma gli “Ahia!!” di Elena sono belli convinti ora, come ficcanti sono i suoi colpi, ma in un eccesso di fiducia le scappa largo un rovescio, 30-40, palla dell’immediato controbreak per Kuznetsova; è gravissimo il doppio fallo di Vesnina, 4-3 regalato. A parte questi svarioni (un doppio fallo anche di Sveta), il match è bello, Kuznetsova tira, Elena varia. Una palla lasciata a rete che pizzica un millimetro di riga costa a Vesnina il 15-40 e altre due palle break, ma è bravissima ad annullarle servendo bene, poi arriva il rovescione lungolinea di Sveta, altra palla break, ma ancor più spettacolare è il rovescio lungolinea di Elena ad annullarla, 5-4 Vesnina. Nel decimo game due dritti vincenti e un ace Kuznetsova, poi due rispostone e un dritto Vesnina, 40-40, poi terribile doppio fallo Sveta, vantaggio esterno e set point, fallito da Elena con un cross che scappa in corridoio. Poco dopo è 5 pari, per adesso la partita è equilibrata, Vesnina fa viaggiare i colpi alla grande, Kuznetsova ribatte colpo su colpo. Nell’undicesimo game Elena lotta per 12 punti per tenere il servizio, senza paraltro concedere palle break, e con un ace sale 6-5. Tiene a 15 sveta, ed è tie-break, sono passati 59 minuti.

Errore sveta, 1-0, errore Elena, 1-1, drittone Elena, 2-1, risposta aggressiva Sveta, 2-2, errore Elena, 3-2 e minibreak, attacco Sveta, 4-2, gran rovescio Elena, 4-3 e contro-minibreak, palla corta e passante Elena, 4-4. Errore con la volèe in rete da parte di Elena, 5-4 e minibreak, bel cross di rovescio Sveta, 6-4 e due set point, doppio fallo Sveta, 6-5 e contro-minibreak, servizio vincente Elena, 6-6, che poi commette un errore in rete, 7-6 e set point. Riga clamorosa di Elena, sulla quale Sveta recupera e prende il nastro, con la palla che muore dall’altra parte: set per Kuznetsova. 20 vincenti Sveta, 25 Vesnina, gran set di entrambe, ma per Kuznetsova solo 8 errori, per Elena 18. Bel livello.

In avvio di secondo parziale Sveta continua a spingere, 1-0, poi brekka a zero Vesnina, che sembra ancora scossa dalla per lei tremenda conclusione del primo set, 2-0. Bravissima però Elena a reagire con prontezza, e restituire il break a zero, con risposta vincente all’incrocio delle righe, 2-1. Vesnina si incarta in un paio di errori con il rovescio, concede il 15-40 e due palle break, fallite da Kuznetsova, ma ne arriva una terza, che costa il break a Elena, in rete la sua volée di dritto, 3-1. Allunga senza problemi Sveta sul 4-1, in campo a consigliare Vesnina c’è coach Andrei Chesnokov; la sua giocatrice alla ripresa tiene per il 2-4. Nel settimo game, servizio Kuznetsova, giocando bene Elena va 15-40 ma si fa rimontare, poi un buon passante gliene dà una terza, l’errore di Sveta la rimette in partita, 4-3. Ancora bene Vesnina, nonostante il terzo doppio fallo raggiunge l’avversaria sul 4-4, poi spingendo e rispondendo con coraggio arriva al 30-40, palla break, ma sbaglia male un rovescio. Ancora in spinta se ne conquista una seconda, ed è quella buona, errore di Sveta sotto pressione, 5-4 Elena, 4 game di fila per lei, va a servire per il set. Contratta a inizio game Elena, va sotto 15-40 e due palle break, si salva, ma poi subisce di seguito un gran vincente di rovescio e poi di dritto consecutivi, break Kuznetsova e 5-5. Ai vantaggi anche l’undicesimo game con Sveta al servizio; le ragazze alternano belle cose a errori, la fase del match è decisiva, lo sanno e lo sentono pure loro in campo. Dopo 12 punti è Kuznetsova a cedere, con doppio fallo seguito da errore di rovescio, break Vesnina (settimo nel set, sono 11 in totale nel match, alla battuta non hanno mai vita facile le finaliste oggi), 6-5 per lei, di nuovo alla battuta per andare al terzo. Sul 30 pari Sveta sbaglia la direzione di un attacco, ma la moscovita viene fulminata dal passante di Elena, 40-30 e set point, e poi gran ace esterno per chiudere. 7-5 Vesnina, si va al set decisivo. Scende Carlos Martinez a consigliare Kuznetsova, abbiamo superato le due ore e un quarto.

In avvio di parziale decisivo, bruttissimo game al servizio di Sveta, tre gratuiti e un doppio fallo, break e 1-0 per Elena, reazione Kusnetsova con buone accelerazioni, 15-40 e due palle del controbreak, non trasformate, poi sempre in spinta col dritto Sveta, vantaggio esterno e terza opportunità di break, e il regalo stavolta lo incassa lei, sotto forma del quinto doppio fallo di Vesnina. 1-1, ormai è chiaro che non ha la minima importanza chi vada a servire, siamo a 13 break tra le due nel match, tiene Sveta e sale 2-1, scende per la seconda volta Chesnokov a parlottare con Elena durante il cambio campo. Tiene anche Elena, 2-2, così fa anche Sveta, 3-2 per lei, questa mini-serie di servizi tenuti dalle battitrici è quasi un avvenimento. Mini-serie che però si interrompe qui, con il break a 15 piazzato da Sveta, che si porta sul 4-2. Nel game successivo, contro break a 30 Elena, pare davvero che andare alla battuta sia quasi uno svantaggio in questa partita, 4-3. Ora le ragazze sembrano anche stanche, siamo a 2 ore e tre quarti di lotta sotto il sole, è facile da quassù in tribuna stampa. Due gran chiusure al volo di Elena, che si salva da 0-30 nell’ottavo game, siamo 4-4. Al servizio Sveta si salva dal 15-40, poi ancora in accelerazione Elena, terza palla break per lei, sembra un poco ferma ora Kuznetsova, ma viene graziata dall’errore in rete di Vesnina. Ancora aggressiva Elena, quarta palla break, e nastro clamoroso ancora favorevole a Sveta (come nel tie-break del primo set), bravissima a non imbufalirsi Vesnina – sarebbe comprensibile – e a spingere alla grande con il dritto conquistandosi la possibilià di servire per il match sul 5-4. Due ore e 58 minuti, momento della verità. Non ha paura Elena, va 40-15, e quando sul secondo match.point vola lunga la risposta di dritto di Sveta, può lasciarsi andare sul cemento bollente del centrale, primo titolo premier mandatory per lei, 3 ore e 1 minuto di battaglia.

vesnina vince

Esattamente 12 mesi fa, Elena Vesnina era n.120 al mondo; qui perse al primo turno delle qualificazioni e oggi porta a casa il trofeo. Sarà numero 13 da lunedì, che favola per lei. Questa sconfitta sarà dura da digerire per Svetlana: è la terza finale persa qui, ma il suo livello è alto e potrà certamente rifarsi nella stagione. Partita altalenante, molto bella per il primo set e mezzo, poi molti errori e tensione nervosa, ma certamente equilibrio ed emozioni. Grazie ragazze.

vesnina e kuznetsova

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Australian Open, l’entusiasmo di Kanepi: “Negli Slam mi trasformo, ecco perchè”

L’estone (N.115 Wta) dopo il colpaccio contro Sabalenka: “Sono riuscita a vincere nonostante la tensione”. Delusione per la numero due del mondo: “Non ho gestito le emozioni”

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Kaia Kanepi - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Aryna Sabalenka, dopo due semifinali consecutive a livello Slam (Wimbledon e Us Open 2021), si arrende al quarto turno dell’Australian Open dinanzi a Kaia Kanepi con il punteggio di 5-7 6-2 7-6 (7) in due ore e 19 minuti di partita. La bielorussa si ferma al long tie-break chiudendo un pessimo torneo, costellato da una quantità industriale di doppi falli. Per un posto in semifinale la 36enne Kanepi affronterà Iga Swiatek (N.9 Wta), al loro primo confronto. Ecco i passaggi salienti delle conferenze stampa delle due protagoniste, partendo dalle dichiarazioni della vincitrice, Kaia Kanepi.

D: Cosa è successo su quei primi match point? Ti sei irrigidita?

Kanepi: “Si, mi ero irrigidita. La mano tremava quando ho iniziato a servire. Non ho messo in campo neanche una prima di servizio, e questo ha aumentato la pressione”.

 

D: Cosa significa per te questo quarto di finale agli Australian Open? Stavi dicendo in campo che pensavi che non avresti mai completato il raggiungimento dei quattro quarti di finale dei 4 tornei del Grande Slam, e ora l’hai fatto. Che cosa significa questo per te, questo risultato?

Kanepi: “Non lo so. È fantastico (sorridendo) aver raggiunto anche i quarti di finale degli Australian Open. Inoltre non pensavo che avrei giocato bene in Australia, perché durante la mia carriera ho sempre sentito dire che l’Australia non fosse adatta a tutti, e ho pensato che io fossi tra quelle a cui non piace molto giocare qui. Ma negli ultimi due anni ho giocato davvero bene”.

D: Cosa c’è nei tornei del Grandi Slam, in generale, che ti fa giocare così bene? Hai avuto molti percorsi positivi negli Slam, in tornei nei quali non eri tra le teste di serie e nonostante ciò, sei stata in grado di arrivare in fondo.

Kanepi: “Forse sono più concentrata nei tornei del Grande Slam perché mi piacciono i grandi tornei, e gli Slam sono i tornei più importanti. Inoltre, mi piace che abbiamo dei giorni liberi dopo le partite. Gli Slam si disputano nelle grandi città e c’è una bella atmosfera. Penso che sia dovuto a questo”.

La numero 2 Wta, Sabalenka, si è così espressa, invece, in merito al proseguo della stagione.

D: Cosa pensi del match e di come hai giocato?

Sabalenka: “Ovviamente sono molto delusa dalla mia prestazione. Ho avuto diverse opportunità e non le ho sfruttate. Direi che ho iniziato bene, ma poi ho perso concentrazione, mi sono fatta prendere dalle emozioni e non sono più riuscita ad aggiustare le cose”.

 D: So che non ci stai pensando adesso, dopo la sconfitta e l’uscita di scena dal torneo, ma quali sono i tuoi piani per il futuro? Qual è il tuo prossimo torneo all’orizzonte?

R: “Non lo so. Parlerò con il mio Team, ma penso Dubai e Doha”.

Cipriano Colonna

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Australian Open

Australian Open donne: Swiatek doma Cirstea. Disastro Sabalenka: la 36enne Kanepi ai quarti [VIDEO]

La polacca gioca male, ma riesce a rimontare un set all’avversaria. Ai quarti troverà Kanepi, uscita vincitrice da un vero e proprio psicodramma contro Aryna

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Iga Swiatek all'Australian Open 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)

[7] I. Swiatek b. S. Cirstea 5-7 6-3 6-3

Una brutta versione di Iga Swiatek riesce a regolare in tre set una buonissima Sorana Cirstea. La testa di serie numero 7 del torneo è apparsa molto nervosa e discontinua per larghi tratti dell’incontro, ma alla fine ha fatto valere i galloni e ha trovato lo spunto giusto nel secondo e terzo parziale. Molti rimpianti per la romena, che infatti ha lasciato il campo visibilmente arrabbiata. Come tutti coloro che hanno visto la partita, anche lei in primis deve aver avuto la netta sensazione di poterla portare a casa e l’esito chiaramente le ha lasciato l’amaro in bocca.

Iga ha patito moltissimo la costanza e la brillantezza del rovescio di Cirstea, ma soprattutto ha dovuto lottare con la propria frustrazione dal momento che le cose non stavano andando come previsto. A voler comunque vedere il bicchiere mezzo pieno, la polacca è stata brava a vincere il match con il (poco) tennis che aveva a disposizione oggi, il che è una delle prerogative delle top 10 e delle campionesse. Ai quarti affronterà Kaia Kanepi.

 

IL MATCH – L’inizio della partita è piuttosto duro per Swiatek che va subito sotto di un break e deve salvare anche una palla del 3-0 “pesante”. La polacca si procura tre occasioni consecutive per il controbreak, ma le sciupa ed è costretta a rimanere indietro nel punteggio. Se Iga sembra piuttosto discontinua, Cirstea invece è molto centrata e soprattutto con il rovescio fa il bello e il cattivo tempo. La romena però si mette nei guai da sola con due doppi falli e rimette in carreggiata l’avversaria sul 4-4. Sul 5-4 Swiatek recupera da 40-0 e arriva due punti dal set, prima di sprecare tutto con due erroracci. La polacca a sua volta si infila in un brutto ginepraio con due gratuiti e un doppio fallo. Cirstea entra con una buona risposta centrale e si prende il break, che le spiana la strada verso la conquista del primo set.

Nella pausa tra i due parziali, Iga lascia il campo, forse per snebbiarsi un po’, e al rientro in effetti appare più pimpante. L’iniziale vantaggio però dura ben poco e la polacca si fa rapidamente recuperare da 2-0 a 2-2. Swiatek è molto nervosa, non trova continuità con i colpi, alternando ottime soluzioni a errori marchiani, mentre Cirstea mantiene un buon livello. Nel sesto game, la testa di serie numero sette si procura due palle break, ma in entrambe le occasioni sbaglia clamorosamente la risposta. Un gran punto le porta in dote una terza chance che stavolta viene colta. Cirstea non riesce stavolta a rientrare e la contesa viene rimandata al terzo set.

Nonostante il parziale appena vinto, Swiatek non riesce ancora a scrollarsi la scimmia dalle spalle e continua a sbagliare. Nel quarto game, da 30-0 si ritrova 30-30 interamente per suoi demeriti e si abbandona a un urlo di frustrazione dopo l’ennesimo colpo affossato in rete. Cirstea dal canto suo prova ad approfittarne e si procura palla break, ben annullata da Iga. La romena lascia ancora ferma l’avversaria con il rovescio lungolinea e ottiene una seconda chance, ma il nastro la tradisce. Swiatek annulla altre due palle break (una delle quali con un gran dritto lungolinea, con un finale di movimento quasi nadaliano) e finalmente, dopo 18 punti e 11 minuti, riesce a pareggiare sul 2-2.

Questa passeggiata sul ciglio del burrone sembra suonare la sveglia per la polacca, che prende in mano gli scambi – ora sempre più intensi e godibili – e riesce a strappare il servizio all’avversaria. Ancora una volta però Swiatek incappa in un brutto game e rimette in corsa Cirstea, bravissima a capitalizzare – manco a dirlo – con il rovescio i regali della polacca. Discontinuità chiama discontinuità: stavolta è Cirstea ad accusare la tensione e a smarrire nuovamente la battuta, a zero. Lo strappo si rivela quello decisivo, anche perché la romena sembra aver esaurito le energie mentali per tentare un’altra rimonta. Iga invece, vedendo il traguardo, prova ad accelerare un po’ e con un secondo break firma il 6-3 finale.

DI SEGUITO LA CRONACA DI KANEPI-SABALENKA

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Australian Open, Osaka: “Non sono Dio, non posso vincere ogni partita”. E Anisimova la applaude

La star nipponica esce al terzo turno dopo il titolo dello scorso anno: “Ho avuto due match point, posso essere comunque orgogliosa”. Amanda: “Naomi persona autentica. Qui a Melbourne atmosfera fantastica”

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Dopo un inizio di stagione positivo per entrambe, in preparazione all’Happy slam, rispettivamente con il titolo nel WTA di Melbourne 2 per la millennials statunitense e la semifinale raggiunta nel Summer Set 1 di Melbourne per la 4 volte vincitrice Slam; Anisimova e Osaka si sono affrontate per raggiungere il quarto round degli Australian Open 2022. La partita è stata vinta in rimonta e contro pronostico dalla classe 2000, con il punteggio di 4-6 6-3 7-6 (5) in 2ore e 18 minuti di match. Queste le parti salienti delle due conferenze stampa.

CONFERENZA STAMPA DI NAOMI OSAKA:

D: Che sfortuna stasera. Ovviamente ha giocato brillantemente, come hai detto. Com’è ricevere la palla di Anisimova? A noi, sembra che l’abbia colpita in modo liscio e piatto. Com’è per te giocarci?

 

R: “Direi non è forte ma arriva velocemente. Non credo sia pesante, ma arriva così rapidamente che ho sentito che non avevo davvero tempo per prepararmi all’impatto. La traiettoria è davvero bassa, quasi a terra”.

D: Non hai giocato così tante partite negli ultimi mesi. Pensi che abbia influito nella sconfitta?

R: “Probabilmente sì, perché non ho affrontato tante giocatrici che servivano e rispondevano così bene. Quindi si, se avessi affrontato prima giocatrici con queste caratteristiche sarei sicuramente stata più preparata, ma queste sono le scelte che ho fatto, non ho nulla di cui mi possa davvero incolpare, perché so dentro di me di aver dato tutto”.

D: Hai iniziato questa nuova stagione con un approccio diverso, quello di divertirti e goderti di più lo sport che pratichi. Quali sono gli aspetti della partita di stasera che contribuiscono a quel processo, volto a rendere il tennis per te più un divertimento che una professione? 

R: “Ho combattuto su ogni punto. Non posso essere triste per questo. Perché non sono Dio. Non posso vincere ogni partita. Quindi devo solo tenerne conto, come devo tenere conto della possibilità di vincere il torneo. Perché è davvero speciale vincere questi tornei. Quindi devo pensare, ogni volta che gioco i tornei del Grande Slam, che ho la possibilità di vincerli. Per quanto mi riguarda, mi sento come se fossi cresciuta molto in questa partita. Nell’ultima partita che ho giocato a New York penso di aver avuto un atteggiamento completamente diverso, quindi sono davvero contento di quello che ho fatto.  Ovviamente non del tutto perchè ho perso, ma sono contenta di come è andata”.

D: Una cosa di cui stavi parlando l’anno scorso è il modo di reagire alle sconfitte e di come le assorbivi. Mi chiedo se hai fatto qualcosa in tal senso, prima di iniziare questa stagione per prepararti alla sconfitta e alle emozioni che ne conseguono.

R: “Adesso sono in un momento della mia carriera in cui tutte quelle che mi affrontano sono preparate per sfruttare queste emozioni negative. Contro di me giocano sempre le migliori partite. So che ci saranno giorni in cui andrà male e giorni in cui andrà benissimo. È sempre casuale, e non lo so mai, ma non importa cosa succede, voglio solo lasciare il campo sapendo che ho combattuto su ogni punto. Oggi, naturalmente, c’erano cose che sentivo di poter fare meglio. Però ho avuto due match point, e penso che sia qualcosa  di cui posso essere orgogliosa.

CONFERENZA STAMPA DI AMANDA ANISIMOVA:

D: Cosa significa per te, Naomi come atleta e avversaria nel tour? Cosa significa inoltre, giocare un match contro di lei?

R: “Penso che sia davvero stimolante quello che ha fatto negli ultimi due anni. E’ incredibile quanto sia autentica. Penso che sia semplicemente fantastica, davvero una ventata di freschezza per il tour. E’ divertente e dolce. Lei è davvero una giocatrice importante, quindi sapevo che dovevo fare un passo in avanti e cercare di essere il più aggressiva possibile. Non so se sono riuscita ad esserlo così bene, perché nella maggior parte dei momenti sentivo di dover essere ancora più aggressiva. Infine, penso che il mio servizio sia stato ciò che abbia fatto davvero la differenza.”

D: Per “autentico”, cosa intenti?

R: “Naomi dice solo la verità su come si sente. Ha parlato della sua salute mentale negli ultimi due anni. So che l’anno scorso ha attraversato un anno davvero difficile, quindi immagino come possa sentirsi oggi. Mi sento male io per lei, perché lei era la campionessa in carica. Ma tornando all’autenticità, lei mi piace molto per il modo onesto con cui parla. E quindi penso che sia davvero una fonte di ispirazione per tutti”.

D: Sei in una forma fantastica da quando sei arrivata in Australia. Cosa ti piace del giocare in Australia? La fantastica estate australiana?

R: “Ad essere onesta, adoro giocare di fronte ai fans australiani. Penso che siano così carini, che è veramente divertente giocare qui. L’atmosfera è proprio simile a quella dello Us Open, che adoro assolutamente. L’ultimo torneo che avevo giocato qui, l’avevo vinto (Melbourne 2). Era stata una settimana fantastica per me, ma non vedevo l’ora di giocare su questi grandi palcoscenici. Qui all’Australian Open è semplicemente un’atmosfera fantastica. Questo è tutto ciò per cui mi alleno. Durante il tie-break mi è venuta la pelle d’oca. Quando gioco in questi grandi tornei ho sempre questa sensazione nei momenti decisivi.”

D: Hai detto che hai apprezzato Naomi quando ha parlato di salute mentale, della sua lotta interiore dello scorso anno. Una top player che si apre in questo modo, parlando di sé, rende più semplice per te e per le altre giocatrici nel tour sentirsi meno sole nel parlare di questi problemi?

R: “Si, di sicuro, perché questo modo di approcciarsi alle tematiche che riguardano la salute mentale diffonde consapevolezza e permette di allontanare lo stigma riguardante questo problema. Penso che siamo in un momento completamente diverso ora. Questa generazione sta diventando più onesta su tutto questo genere di cose. Penso che sia fantastico da vedere per tutto ciò che è esterno al mondo del tennis. Mi sento a mio agio nel parlare di qualunque cosa. Ho passato un paio di anni difficili e non mi dispiace postare sui social per cercare di diffondere consapevolezza alle persone che stanno attraversando delle difficoltà. Penso che sia fantastico essere riconoscibile dalle persone che ci seguono. Credo sia un grande messaggio.”

 D: Cosa ti ha dato l’ingresso di Darren Cahill nel tuo team? Quali consigli ti ha dato per la partita di oggi?

R: “Rappresenta una grande aggiunta alla mia squadra. Cerca di aiutarmi a rimanere calma e rilassata, dandomi fiducia per affrontare partite come quella di oggi e per credere in me stessa affinchè io sappia di potercela fare. Penso che stia facendo un ottimo lavoro ed è stato fantastico il modo in cui mi ha aiutato. Oggi per, esempio, mi ha detto di provare a giocare più rilassata. Ieri, invece, mi sono un po’ persa perché ero troppo concentrata su cosa avrei dovuto fare a livello tattico e lui è intervenuto dicendomi ancora una volta di rilassarmi. Interviene in questi momenti e riesce a farmi ritrovare il mio gioco”.

Cipriano Colonna

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