ATP Miami: Federer come undici anni fa. Forse meglio

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ATP Miami: Federer come undici anni fa. Forse meglio

MIAMI – Due set per battere Nadal. Terzo titolo della stagione, per la prima volta quattro successi in fila contro il maiorchino. Era dal 2006 che non vinceva Australian Open, Indian Wells e Miami nello stesso anno

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da Miami, il nostro inviato

[4] R. Federer b. [5] R. Nadal  6-3 6-4

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Che sarebbe stata una partita difficile da pronosticare lo si sapeva. È diventato ancora più evidente all’ingresso in campo di Roger e Rafa, dal momento che nemmeno il boato del pubblico aveva dato un risultato chiaro ed univoco. Di solito Federer è imbattibile all’applausometro, ma se c’è qualcuno che può competere con lui questo è sicuramente Nadal, soprattutto in un Paese ispanico come può essere considerata la Florida. Ebbene, all’entrata in campo dei due protagonisti l’applauso più fragoroso era stato, di poco, quello per Nadal. Tuttavia, pochi minuti dopo, alla presentazione dei due finalisti durante il palleggio di riscaldamento, Federer si era preso una sonora rivincita.
Non è stata l’epico match che qualcuno voleva, vuoi per il caldo (che ha costretto entrambi i giocatori ad uscire dal campo per cambiarsi completamente gli abiti zuppi di sudore), vuoi per un Nadal che non ha trovato la chiave di volta per contrastare il Federer 3.0, più aggressivo e meno intimorito di prima dai suoi top-spin, meno avvelenati di quanto non accadesse in passato. Dopo il primo set vinto ottenendo il break al terzo tentativo (ed alla sesta palla break), lo svizzero è diventato poi quasi ingiocabile alla battuta, non cedendo neppure un quindici per oltre mezz’ora, ha limitato i danni per un momento di defaillance del suo diritto per poi conquistare il break decisivo sul 4-4.

Le speranze di Nadal di conquistare finalmente il Miami Open dopo ben quattro finali perdute erano riposte nel funzionamento del rovescio incrociato e del diritto anomalo ad insistere sull’angolo destro di Federer, nel quale tende ad essere più vulnerabile per la sua predilezione ad aggirare la palla con il diritto e colpirla ad uscire dalla parte sinistra del campo. Inoltre il recupero del centro del campo da parte di Roger quando viene sollecitato nello spostamento dalla parte destra è meno fulmineo che in altre situazioni di gioco, esponendolo quindi maggiormente a possibili colpi vincenti e contropiedi.

Salvate due palle break nel game iniziale con due bei colpi vincenti, Federer ha “ricambiato” il favore tre game più tardi consentendo a Nadal di tenere la battuta dopo non aver sfruttato due chance del 3-1, la prima delle quali con un gratuito di rovescio. Tutti i game sono molto combattuti, è evidente che i due si conoscono a memoria dopo essersi incontrati ben 36 volte in passato, e capita sovente che intuiscano con grande anticipo la direzione dei colpi dell’avversario. Le palle break continuano ad arrivare, e puntualmente continuano ad essere annullate: al quinto game Federer ne cancella una con un bello schema servizio+diritto; al sesto game Nadal rimedia il 30-40 con un servizio vincente; nel settimo game è Roger a dover interrompere con un diritto vincente una serie di tre punti di Rafa che lo aveva portato dal 30-0 al 30-40. Il break arriva sul 4-3, quando tre diritti vincenti dello svizzero mandano il game ai vantaggi: le prime due occasioni se ne vanno con due risposte di diritto sbagliate. La terza, che arriva con una splendida risposta vincente, viene convertita con un diritto inside-out.

Dopo i 49 minuti del primo set, come detto, i due si assentano per cambiarsi gli indumenti intrisi di sudore, ed il pubblico può sfruttare la pausa per cercare un po’ di refrigerio dal sole, che per larga parte del set è stato coperto dalle nubi, ma che comunque ha creato un “effetto sauna” davvero micidiale (più del 70% di umidità ed una temperatura percepita di 32 gradi). Federer aggiusta il tiro sul servizio (che nel primo set gli aveva consegnato solamente un 38% di punti sulla seconda) e tiene tre turni di battuta a zero. Nadal lo tallona da par suo, tenendo con agio i suoi servizi, nonostante il disturbo di un drone che arriva sopra al campo nel terzo game. È Rafa il primo ad andare nei guai, sul 3-3: annulla una palla break con una volée di diritto in allungo dopo una palla corta, ed una seconda con un bel rovescio vincente. Federer ha un calo improvviso con il diritto: ne sbaglia tre di metri, ma limita di danni tenendo il servizio a 30  per il 4-4. La pressione di Roger spinge Nadal a cercare qualcosa di troppo con i suoi colpi da fondo, un paio di rovesci fuori misura regalano il 30-30, poi un po’ di fortuna per lo svizzero, che vede un lob difensivo di Rafa uscire di un soffio dopo un attacco corretto dal nastro, e poi sulla palla break la sua risposta di rovescio lungolinea risulta abbastanza corta da sorprendere Nadal ed a costringerlo all’errore.

Dopo 1 ora e 35 minuti Federer può sparare la palla in piccionaia e festeggiare il terzo titolo della stagione, il 91esimo della carriera, e la conclusione di uno dei più straordinari comeback della storia del tennis.

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