WTA Roma: Maria si ritira, ciao Wimbledon. Malissimo Vinci

Italiani

WTA Roma: Maria si ritira, ciao Wimbledon. Malissimo Vinci

Sharapova lascia il torneo, infortunio per lei. Ora può sperare solo nelle qualificazioni a Londra. Prestazione da dimenticare per Vinci: fa solo tre giochi contro Makarova. Molto bene Konta. Fuori Keys, Suarez Navarro e Mladenovic

Pubblicato

il

 
 

[16] M. Lucic-Baroni b. [WC] M. Sharapova 6-4 3-6 1-2 rit. (da Roma, Carlo Carnevale)

Oltre al danno, se davvero dovesse esserlo per lei, la beffa. Poche ore dopo l’annuncio della mancata wildcard a Parigi, Maria Sharapova abbandona il torneo di Roma vittima di un infortunio alla gamba sinistra. “She landed funny“, è atterrata male, diagnosticano colleghi esteri. Ne approfitta Marjana Lucic-Baroni, croata di 35 anni che non vuole smettere di stupire. L’incontro si era dimostrato divertente, giocato su ritmi rapidissimi come piace a Lucic: servizio angolato e dritto anticipato le sue soluzioni preferite, con cui annulla anche l’unica palla break concessa nel primo parziale. Sharapova lotta come suo solito, sebbene stordita dalle continue accelerazioni dell’avversaria, che la sorprende spesso in uscita dal servizio, sopratutto con il rovescio: gli spostamenti non sono dei migliori (sprazzi di quella “mucca sul ghiaccio” in cui si rivedeva anni fa), ma la sua consueta tigna le permette di arginare e in seguito sopraffare la violenza dei colpi di Lucic. Un avvio di secondo parziale vibrante, deciso, a decibel ancora più sostenuti le permette di strappare il break decisivo, quasi speculare alla prima frazione. Cala la sera, si vedono i primi giacchini nel pubblico mentre si accendono i riflettori: la folla è tutta per Masha, che però nel secondo gioco del set conclusivo, in vantaggio di un break, chiede MTO dopo un movimento falso. Il responso del consulto non sembra affatto positivo, la gita negli spogliatoi le fornisce una vistosissima fasciatura alla gamba sinistra: avrebbe addirittura quattro palle per il 3-0 pesante, ma le spreca rispondendo a tutto braccio, da ferma. È il segnale: basta così. Il pubblico saluta intristito, per quanto mai cupo come sarà Sharapova stasera: avrebbe avuto bisogno di una finale qui per entrare a Wimbledon in tabellone (le entry list escono il prossimo lunedì): adesso le rimane la possibilità di affrontare il torneo di qualificazione a Roehampton. Incredibile come una sola giornata possa aver cambiato le sorti, forse, di una intera stagione.

E. Makarova b. R. Vinci 6-2 6-1 (da Roma, Carlo Carnevale)

 

La giornata è bollente, ma sul tennis italiano continuano a campeggiare nuvoloni neri. Alle sconfitte dei cinque alfieri azzurri si aggiunge quella odierna di Roberta Vinci, all’esordio dopo il bye iniziale, contro la russa Ekaterina Makarova. Punteggio nettissimo, che non ammette repliche: “Quando sono qui spesso soffro la pressione”, aveva detto Roberta in conferenza prima del torneo, e probabilmente anche oggi la regola non è stata smentita. Makarova rimane una giocatrice completa, potente da fondo e a suo agio nel verticalizzare il gioco, apprezzabile nel gioco di volo: in coppia con la connazionale Vesnina ha vinto due Slam e l’oro Olimpico lo scorso anno, e la sua tenuta in risposta e a rete è da ritenersi frutto della specialità. Vinci prova ad avvelenare il suo solito back, peraltro profondo, ma la russa sembra non soffrirlo per nulla: i colpi a rimbalzo impattano puliti, i tempi degli appoggi sono sempre ottimi e non ci sono difficoltà nel dettare il gioco. Due palle break sono tutto quello che Roberta vede passarsi di fronte, entrambe nel quarto gioco del secondo set, quando già era sotto di un break: in entrambi i parziali Makarova aggredisce da subito volando 4-1, per poi amministrare con agio. L’azzurra si muove male, forse vittima del caldo torrido che si percepisce in campo; il Pietrangeli è colmo fino all’inverosimile, gli addetti ai lavori faticano a contenere il pubblico che insiste per rompere le file. L’intervento del coach Francesco Cinà, più volte richiesto, non sortisce effetto alcuno: Makarova chiude con il quinto break del pomeriggio, fiondandosi su una smorzata senza pretese di Vinci. Rimane in gara soltanto Fabio Fognini, che in serata sarà impegnato sul Centrale contro Murray.

[Q] D. Gavrilova b. [10] M. Keys 2-6 7-5 7-5 (Emmanuel Marian)

Dopo due ore e venticinque minuti di un match che non mostreremmo ai vostri allievi impegnati ad apprendere le idonee strategie da mettere in campo in una partita di tennis, Daria Gavrilova, proveniente dalle qualificazioni, ha contribuito a far saltare la testa di serie numero 10 Madison Keys. Scriviamo “contribuito” perché, è doveroso sottolinearlo, artefice primaria del proprio tracollo è stata Madison stessa, autrice di una serie di disastri tale da lasciar perplesso anche il suo più fervido detrattore. Keys, dotata di una cilindrata notevolmente superiore a quella in dote alla russa naturalizzata australiana, aveva vinto con agio il primo set grazie a due break conquistati nel sesto e nell’ottavo gioco e a un percorso netto con la prima di servizio, che le aveva regalato sette punti su sette. Ma quando Goffin e Verdasco, attesi a seguire sul Centrale, hanno certo iniziato ad accelerare il riscaldamento in vista di un match che si prevedeva ormai prossimo, la bombardiera di Rock Island ha smesso di centrare il campo, consentendo a Daria, sempre in difficoltà ma più calcolatrice, di avvantaggiarsi fino al 5-2 nel secondo parziale. La numero 33 del mondo a quel punto ha mostrato di essere stata contagiata dalla prodigalità dell’avversaria, e ha fallito due set point nel decimo game dopo aver scialacquato quasi tutto l’enorme vantaggio accumulato. A rimonta completata e a due giochi dal successo Keys ha però proposto un turno in battuta osceno poi perso a zero, consentendo a Gavrilova di prendersi il set di lì a poco. Lo psicodramma tipico dei match femminili più incerti ha così preso il centro della scena nella frazione decisiva, in cui il servizio, già fino a quel momento più una croce che una delizia, ha definitivamente smesso di essere un fattore: Keys è subito scappata sul 2-0, ma, per tre volte avanti di un break, ha sempre sperperato il bottino, finendo per trovarsi invischiata in un arrivo in volata interpretato manco a dirlo malissimo, cannoneggiando ciecamente e sbagliando tutto ciò che, in un campo da tennis, è consentito sbagliare. A Gavrilova non è restato che raccoglierne i cocci e ringraziare: nel secondo turno se la vedrà con Caroline Garcia.

J. Goerges b. [13] K. Mladenovic 7-6(6) 7-5 (Diego Serra)

Vince a sorpresa Julia Goerges, numero 45 WTA, contro Kristina Mladenovic, numero 14 del mondo. Un solo precedente tra le due tenniste con la vittoria della francese a Bercy nel 2013 in tre set. Primo set dominato dai servizi, si contano pochissimi punti di chi risponde, si arriva fino all’ottavo game quando Goerges perde il servizio alla terza palla break. Ma che non sia una gran giornata per Mladenovic appare chiaro nel game successivo, quando la francese non chiude il set con la battuta ma anzi regala un break all’avversaria. Si va quindi al tiebreak. Quattro minibreak a tre regalano il set alla tedesca, anche se Mladenovic ha la possibilità di chiudere sul servizio avversario, ma è brava Goerges con la prima palla. Stesso copione nel secondo set, due i game in cui le tenniste tengono il servizio a zero, Goerges oggi batte bene e tiene il ritmo della Mladenovic, che fatica a procurarsi palle buone sulla ribattuta del servizio della tedesca. Anzi si arriva fino al dodicesimo game, dove un paio di strafalcioni di dritto portano Mladenovic 15 a 40 e regalano alla sua avversaria due match point, con il secondo Goerges chiude e porta a casa il match. Brava oggi a sfruttare ogni passaggio a vuoto della più quotata (ma forse troppo stanca) avversaria, reduce dalla finale di Madrid. Goerges avrà Jankovic al prossimo turno. Vince in due set facili Catherine Bellis, qualificata 53 del mondo, su Misaki Doi, numero 62 WTA, che si dimostra ancora troppo leggera al servizio per la terra. Un break basta alla statunitense per vincere il primo set, poi nel secondo due break per parte. Cala anche Bellis con la prima palla in battuta, c’è battaglia su ogni punto e si arriva al tiebreak, che 5 minibreak a 4 consegnano a Bellis. Anastasija Sevastova vince in due set contro Irina Begu. Primo set dove i servizi valgono poco, si gioca molto ma si sbaglia altrettanto e 4 break a 3 danno la vittoria del set alla giocatrice lettone. Inizia singolarmente allo stesso modo il secondo set, cioè con uno scambio di servizi da parte delle due giocatrici, ma è Sevastova a procurasi nel nono game 4 palle break e a chiudere l’ultima con un bel dritto da fondo. Serve bene la giocatrice lettone e porta a casa il match.

[5] J. Konta b. Y. Putintseva 6-3 6-0 (Chiara Nardi)

Johanna Konta, testa di serie n. 5, supera per la seconda volta in carriera in altrettanti incontri la kazaka Yulia Putintseva per 6-3 6-0. Il primo set dura oltre un’ora, con tanti game molto lottati. Konta commette molti errori, ma nonostante ciò riesce ad aggiudicarselo giocando colpi potenti e molto profondi. La britannica è brava a strappare il servizio a Putintseva nel quinto gioco alla terza palla utile con ottime risposte e soluzioni di tocco. Konta rischia di perdere il break di vantaggio più volte, ma resiste e al quinto set point, con la kazaka al servizio, riesce a portare a casa il parziale grazie ad un passante che l’avversaria non riesce a contenere a rete. Nel secondo set Johanna limita il numero degli errori e serve meglio. Sebbene il punteggio sia molto netto, anche il secondo parziale è combattuto, con Putintseva che non vince i punti importanti e non sfrutta due palle break nel quinto game. La kazaka si arrende mentalmente nel sesto game, concedendo due match point a Konta, che sfrutta il primo con una bella accelerazione di dritto incrociato. Nel quinto game, sulla parità, c’è stata anche una piccola pausa per soccorrere un raccattapalle che aveva accusato un malore provocato dal caldo. Al prossimo turno la britannica incontrerà la vincente del match tra Lesia Tsurenko e Venus Williams.

Gli altri incontri (Diego Serra)

Vince in due set Svetlana Kuznetsova contro Katerina Siniakova, numero 37 del mondo. Primo set senza storia con break Svetlana nel primo, terzo e settimo game, con Siniakova che gioca troppo corto e senza mordente e riesce a tenere una volta sola la battuta. Secondo set molto più movimentato; Kuznetsova cala incredibilmente al servizio, tiene con difficoltà il primo game, poi crolla alla battuta, subisce tre break, come del resto la sua avversaria che però nel decimo game ha due set point con il servizio a disposizione, entrambi sprecati. Si va quindi al tiebreak che Svetlana fa suo per tre minibreak a uno. Lauren Davis elimina in tre set Carla Suarez Navarro, numero 23 WTA, la spagnola disastrosa nel primo e terzo set con ben sette break subito e un gioco incredibilmente farraginoso per i suoi standard sulla terra. Buono solo il secondo set dove brekka due volte la rivale, ma quasi mai riesce comunque a imporre un ritmo decisivo ai colpi. Avanti anche Timea Bacsinszky in due set sull’ungherese Timea Babos, numero 35 del mondo. Due break, nel quarto e sesto game nel primo set, nel primo e terzo game nel secondo decidono le sorti della partita. Con una Babos sempre però in difficoltà a difendere il turno di servizio.

Risultati:

[5] J. Konta b. Y. Putintseva 6-3 6-0
A. Sevastova b. I.C. Begu 6-4 6-4
[Q] A. Kontaveit b. [Q] A. Petkovic 6-3 6-4
[Q] D. Gavrilova b. [10] M. Keys 2-6 7-5 7-5
[Q] J. Ostapenko b. S. Rogers 6-3 6-4
[Q] C. Bellis b. M. Doi 6-4 7-6(6)
E. Makarova b. R. Vinci 6-2 6-1
[15] K. Bertens b. M. Niculescu 2-6 2-6 6-1
J. Goerges b. [13] K. Mladenovic 7-6(6) 7-5
L. Davis b. C. Suarez Navarro 6-2 5-7 6-3
[7] S. Kuznetsova b. K. Siniakova 6-1 7-6(3)
T. Bacsinszky b. T. Babos 6-2 6-2
[16] M. Lucic-Baroni b. [WC] M. Sharapova 6-4 3-6 1-2 rit.

Continua a leggere
Commenti

Flash

WTA Rabat: Martina Trevisan raggiunge la sua prima finale, battuta Bronzetti

Il derby va alla fiorentina, più fresca e propositiva. Con qualche scoria della semi, Bronzetti si accontenta del best ranking

Pubblicato

il

Martina Trevisan – WTA Rabat 2022 (foto via Facebook @wtarabat)

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

Nel venerdì del Grand Prix Sar La Princesse Lalla Meryem, la sfida inedita e derby anche tra debuttanti in una semifinale del Tour è vinto da Martina Trevisan, che si impone su Lucia Bronzetti con il punteggio di 6-3 6-3 e rimedia al digiuno azzurro del 2022: non succedeva da ventinove anni che dopo quasi cinque mesi di Tour non ci fosse nemmeno una finale ATP o WTA con un italiano in campo. Una Bronzetti certo stanca per le fatiche del giovedì con la vittoria arrivata solo al tie-break del terzo dopo due ore e tre quarti di scambi sempre più tosti a mano a mano la sfida con Parrizas Diaz si allungava; e, per quanto sia stata lei a mettere a segno il primo strappo, invero arrivato grazie al momentaneo blackout fiorentino, è quasi sempre Trevisan a decidere le sorti degli scambi in virtù di un dritto nell’occasione più profondo e pesante, di una maggiore varietà, del vantaggio che si è presa con il servizio da sinistra e, come detto, di una maggior freschezza atletica e mentale.

IL MATCH – Martina, n. 85, sfoggia un cerottone verosimilmente antidolorifico sul quadricipite sinistro. Lucia, due posizioni più avanti, ha ancora i trattini al posto delle informazioni base sul suo profilo WTA, eppure sfoggia su ogni coscia una “fasciatura d’ordinanza”, il vistosissimo e ormai classico bendaggio. Trevisan parte al servizio e si dimostra subito più propositiva, cercando accelerazioni di dritto e smorzate, soluzioni indispensabili contro una giocatrice dalle ottime qualità anche difensive nello scambio su ritmi costanti. Al quinto gioco, tre errori e Martina deve servire una palla break; Lucia aggredisce la seconda e passa in testa. La reazione non si fa attendere, c’è qualche imperfezione da parte di entrambe ma la maggiore determinazione nella ricerca del punto premia la mancina di Firenze. Più precisa, incisiva e senza dimenticare le smorzate, Trevisan infila il quarto game consecutivo che le vale il 6-3.

Nel gioco di apertura del secondo parziale, la ventitreenne di Villa Verucchio sembra ancora in difficoltà, ma si carica mettendo le mani su un punto durissimo. Il dritto romagnolo continua a non far male abbastanza e Martina ne approfitta per allungare giù al terzo gioco, mentre Lucia dimostra poca lucidità: quale colpo è opportuno giocare quando un’avversaria alta 160 cm si ritrova attaccata alla rete? Il passante incrociato, specie se rasoterra, non è la risposta corretta. Trevisan pare inattaccabile in battuta, ma die-hard Bronzetti rimane in scia e, seppur a fatica, riesce a contenere lo svantaggio. All’ottavo gioco ha l’opportunità di arrivare a “40”, ma di nuovo il passante non fa il suo dovere.

 

Servendo sul 3-5, ricorre a una combinazione di dritti per cancellare il primo match point, ma nulla può sul secondo con Trevisan che prenota un posto nella sua prima finale WTA con l’ennesimo dritto vincente dopo un’ora e mezza. Sabato alle 13, affronterà per la prima la ventunenne statunitense Claire Liu, n. 92 del ranking, anch’ella esordiente in un atto conclusivo del Tour, che ha approfittato del forfait di Anna Bondar.

Per il momento, Martina è già certa di tornare nelle prime 70 avvicinandosi al suo best ranking, il n. 66. Lucia si accontenta di aver migliorato il proprio career high (n. 73 se Trevisan vince il titolo) e di un giorno di riposo in più in vista dell’esordio al Roland Garros contro Jelena Ostapenko.

Il tabellone completo di Rabat

Continua a leggere

ATP

Roland Garros, Zeppieri si carica: “Voglio giocare bene, il meglio deve ancora venire”

L’azzurro è stato intervistato dalla Gazzetta dopo aver passato le qualificazioni a Parigi. Sull’amicizia con Musetti: “Mi è dispiaciuto non essere al passo con lui”

Pubblicato

il

Giulio Zeppieri – ATP Roma 2022 (foto via Twitter @InteBNLdItalia)

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

La stagione di Giulio Zeppieri sta vivendo la sua fase più concitata e allo stesso tempo soddisfacente. Dopo essersi qualificato agli Internazionali BNL d’Italia, ha conquistato anche la presenza al primo main draw di un torneo Slam. L’ha fatto a Parigi, dove tra 48 ore partirà il Roland Garros, secondo Major stagionale. Zeppieri ha battuto al primo turno Andreas Seppi, negandogli l’opportunità di allungare la striscia di partecipazioni Slam consecutive (ferma a 66). Poi ha superato il rumeno Copil e infine il francese classe 2004 Sean Cuenin. Tutte partite vinte in due set. Un grandissimo torneo di qualificazione per l’azzurro, che ora aspetta di conoscere il nome del suo avversario di primo turno.

Il derby con Seppi ha sicuramente avuto un sapore particolare per Giulio, ma nulla di paragonabile alla vittoria su Cuenin e il pubblico francese: “Sul finale c’era un caos tale che quasi mi impediva di servire per tutte le urla e le chiacchiere” ha raccontato l’italiano in un’intervista alla Gazzetta dello Sport. “Subito dopo aver vinto, però, mi sono sentito libero di prendermi tutti i fischi possibili”. Ora viene il bello, ma il 20enne non ha alcun timore di misurarsi con l’élite del tennis, come ha dichiarato in coda all’intervista: “Ho voglia di giocare bene, mettermi alla prova con i più esperti. Sono sicuro, il meglio deve ancora venire“.

La stagione di Zeppieri è iniziata più tardi del previsto a causa di un infortunio al malleolo, episodio occorso sul finire della scorsa stagione che ha inciso pesantemente sul suo inizio di 2022 e sulla sua crescita: “È stato molto brutto perché mi sono fatto male nel momento migliore, in cui stavo facendo buoni risultati e avevo appena vinto un Challenger. Sono dovuto stare fermo per tanto tempo, ho saltato anche le qualificazioni in Australia e un po’ di tornei. Poi è stato pesante anche mentalmente, stare fermo senza poter fare nulla, ricominciare da capo…”.

 

Una volta rientrato in campo il giovane azzurro ha anche deciso di cambiare il suo team, lasciando dopo 12 anni – a malincuore – Piero Melaranci per sostituirlo con coach Giuseppe Fischetti: “Il rapporto tra me e Piero si era un po’ arenato” ha commentato. “È stata forse la scelta più difficile della mia vita, ma sentivo la necessità di cambiare. Mi sono messo a lavorare con molta fiducia e spero di fare un buon lavoro”. La scelta sembra aver sortito gli effetti sperati al momento, ma il bel risultato di Parigi nasce anche dall’euforia delle partite al Foro Italico, che hanno dato grande carica a Zeppieri: “È stata un’esperienza unica, tutto il pubblico gridava il mio nome. Certo, sono emozioni che ti fanno venire ancora più voglia di dare tutto per provarle e riprovarle”.

Il ragazzo di Latina ha poi chiuso l’intervista con qualche commento sui legami che ha fuori dal campo. L’amico di una vita Lorenzo Musetti ha superato l’infortunio di Madrid e la delusione del forfait a Roma e con lui Giulio potrà condividere l’esperienza del primo Slam. In seguito al raggiungimento di risultati di livello dell’amico di Carrara (giocò con lui la finale dell’Australian Open junior tre anni fa), Zeppieri ha confessato di essersi sentito “un po’ dispiaciuto per non essere stato al suo passo in quel momento, ma ognuno ha i propri tempi di maturazione e sono contento che lui ora stia tornando a ottimi livelli”. C’è anche spazio per una battuta sulla sua fidanzata, Giulia: “Studia giurisprudenza ma è espertissima di tutti gli sport. È incredibile. sa riconoscere pure il punteggio dei tuffi! Forse lo sport che conosce meno è il tennis (ride)”.

Continua a leggere

Flash

Bronzetti o Trevisan, chi porta l’Italia nella prima finale del 2022? Un digiuno simile mancava da 29 anni

A Rabat va in scena il penultimo atto del torneo. Un’azzurra è sicura di giocare in finale: sarà la prima della stagione tra ATP e WTA

Pubblicato

il

Lucia Bronzetti - Miami 2022 (foto Ubitennis)

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

Martina Trevisan e Lucia Bronzetti difficilmente dimenticheranno il torneo WTA di Rabat 2022. È infatti la settimana della loro prima semifinale nel circuito maggiore: nella giornata di quarti di finale Trevisan ha battuto in due set Arantxa Rus, mentre Bronzetti l’ha spuntata al tie-break del terzo su Nuria Parrizas Dias. Hanno raggiunto così il penultimo atto per la prima volta in carriera nel Tour WTA e nel pomeriggio di oggi (ore 14.30 circa, 0-0 i precedenti) saranno in campo per un derby di grande valore. Non c’è solo in palio un traguardo meraviglioso per la carriera di entrambe, ma anche un po’ di storia per il tennis italiano.

Infatti la buona notizia di questa settimana, vigilia dell’appuntamento più importante della stagione su terra, Roland Garros è che si tornerà a vedere l’Italia in una finale. Nel 2022 ancora non era accaduto, né a livello ATP, né nel circuito WTA. E dal momento che sono passati ormai quasi 5 mesi in questa stagione, giunta ormai alla fine della sua prima metà, questa statistica fa abbastanza notizia. Lo è ancora di più se si spolverano gli archivi per andare a trovare una situazione simile capitata nel nostro panorama tennistico. È spesso capitato negli ultimi anni che nei primi 5 mesi di stagione, da gennaio a maggio, l’Italia fosse stata rappresentata solo a livello maschile oppure solo nel femminile. Per trovare una stagione in cui nessun tennista italiano, né nel circuito ATP né in quello WTA, raggiungesse una finale entro la fine di maggio bisogna andare indietro all’annata 1993. 29 anni fa.

In quella stagione si dovette aspettare il mese di agosto. Agli Internazionali di tennis di San Marino, non solo Marzia Grossi fece segnare la prima finale italiana dell’anno, ma vinse anche il suo primo e unico torneo WTA in carriera, battendo la tedesca Rittner. Quel torneo si dimostrò abbastanza fortunato per i colori italiani, visto che anche a livello maschile ci fu un finalista italiano. Renzo Furlan vinse al tie-break del terzo set una semifinale tutta italiana con l’attuale presidente dell’ATP Andrea Gaudenzi. Non gli riuscì poi l’impresa nell’ultimo atto, sconfitto in due set da Thomas Muster che due anni dopo vinse il titolo al Roland Garros.

 

È vero, sembra davvero strano che in un periodo in cui la crescita del tennis italiano a livello maschile viene riconosciuta a livello mondiale (Berrettini e Sinner sul ciglio della top 10, Musetti in crescita), la prima finale dell’anno sarà a livello WTA. Il movimento femminile nazionale ultimamente è in difficoltà e non è bastata nemmeno la straordinaria vittoria di Camila Giorgi a Montreal nel 2021 a rivitalizzarlo. Bronzetti e Trevisan, protagoniste in questo venerdì 20 maggio, sono separate da sole due posizioni in classifica WTA, rispettivamente 83 e 85. Va da sé che il torneo di Rabat non è certo un palcoscenico di prima fascia, anche se Martina al Roland Garros ha saputo sfruttare le condizioni atipiche dell’edizione autunnale 2020, raggiungendo incredibilmente i quarti. Un risultato che ancora si applaude. E anche Bronzetti, solo due mesi fa, è stata protagonista di una cavalcata inaspettata al WTA 1000 di Miami. Dalle qualificazioni, riuscì a spingersi fino agli ottavi dove perse per il rotto della cuffia da Saville. Questa semifinale a Rabat sa tanto di conferma in un ottimo 2022.

Con questo però non si vuole certo muovere una severa critica al tennis maschile, orfano da diverso tempo ormai del suo numero 1, Matteo Berrettini. Proprio il ragazzo romano in Australia ha raggiunto una semifinale e insieme a Jannik Sinner ha riportato una coppia di italiani nei quarti di uno Slam, sempre a Melbourne, dopo 49 anni dall’ultima volta. Numeri di altissimo livello che non vanno dimenticati solo perché alla fine del mese di maggio ancora un azzurro non è arrivato a giocarsi un titolo in questa stagione. Ci sono tutte le ragioni per pensare che accadrà presto. Intanto c’è da celebrare Martina Trevisan e Lucia Bronzetti. Una finale italiana è già assicurata, ma anche il titolo è possibile. Infatti dall’altro lato del tabellone è arrivata in finale una tennista che non ha più esperienza delle azzurre a questo livello, la 21enne Claire Liu, che ha vinto in semifinale per walkover dopo il forfait dell’ungherese Bondar.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement