RG: Fognini completa la cinquina azzurra

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RG: Fognini completa la cinquina azzurra

Italian day a Parigi: prima partita e prima vittoria Slam per Napolitano contro Mischa Zverev. Bolelli non lascia scampo a Mahut. Andreas batte in quattro set Giraldo. Errani soffre solo un parziale contro Doi. Fognini si complica la vita ma domina il quinto set

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RG: Schiavone, l’ultimo ruggito non basta. Addio a Parigi?

[Q] S. Napolitano b. [32] M. Zverev 4-6 7-5 6-2 6-2 (da Parigi, Ruggero Canevazzi)

 

Secondo incontro di giornata sul periferico Campo 16, situato ai confini ovest dell’impianto oltre il Suzanne Lenglen. Raggiungerlo dopo le 13, attraversando il muro umano di appassionati è impresa ardua (al ritorno in Sala Stampa a metà pomeriggio lo sarà infinitamente di più). Esordio assoluto di Stefano Napolitano, classe ’95, in uno Slam, dopo aver esordito nel circuito ATP a Roma pochi giorni fa. Dall’altra parte della rete Mischa Zverev autore quest’anno della clamorosa eliminazione agli Australian del n.1 Andy Murray. Stefano, da n. 187 del ranking, sfida il n.33: poche speranze ma non si parte mai battuti in partenza. Queste le premesse, ma è valsa la pena soffrire caldo e fila perché Stefano ha giocato un match quasi perfetto. Dopo un set col servizio trattenuto e qualche dritto affossato in rete di troppo, ma comunque ottimo alla risposta, è progressivamente salito di livello alla battuta fino a fare molto male con la prima, ma ciò che ha fatto la differenze e devastato gli equilibri e l’impostazione del match di Mascha è stato il ricorso al gioco vario: numerosissime discese a rete, belle volèe, rovesci in back e continua solidità da fondo campo, dove di fatto non c’è stata partita. Alla fine la frustrazione del fratello maggiore del nuovo Re di Roma (Totti permettendo) ha reso ancor più facile una vittoria che dopo il parziale di 5-0 dal 2-1 Zverev nel terzo set sembrava inevitabile, per quanto inattesa all’inizio.

Napolitano parte un po’ emozionato e perde nel game d’apertura i punti già fatti e cede la battuta, ma subito dopo sciogli il braccio e gioca come sa. Trova 3 palle del contro-break, la seconda annullata con la complicità di un nastro teutonico, ma sotto 2-0 l’azzurro infila tre magnifici giochi consecutivi, centrando il contro break con un’ottima risposta (bene sia in lettura sia nel tempo di reazione). Sul 3 pari, però, arriva un improvviso passaggio a vuoto che purtroppo sarà decisivo. Efficace il serve&volley di Zverev, sul 5-4 e servizio Napolitano salva un break-point con un dritto steccato dell’avversario, che però poi chiude al decimo game dopo 41 minuti. Il ventiduenne di Biella commette parecchi errori ma è molto positivo l’atteggiamento di non limitarsi al gioco da fondo ma anzi prendere la rete ogni volta che è possibile. Nel secondo parziale sale il livello di entrambi, meno errori e più vincenti e il match diventa davvero bello. Andamento fotocopia del primo, con l’italiano che recupera da 0-2 a 3-2 (sullo 0-2 richiede l’intervento del fisioterapista, in conferenza stampa dirà che “mi ha dato una bella mano, faceva caldo e mi girava un po’ la testa, poi sono ripartito, è stato fondamentale fare il game del 2-1 per restare in scia, poi sono sempre stato meglio e il match è girato“), ma poi il set segue i servizi, anche se è l’allievo di Cristian Brandi che si avvicina di più al colpaccio (l’unica palla break è sul 4 pari), infine centrato al 12° game con 3 vincenti, tra cui una gran risposta e un favoloso passante di dritto che chiude il set dopo 1 ora e 32 minuti. A questo punto Mischa esce dal campo e rientra dopo una decina di minuti.

Nel terzo set Napolitano è formidabile. Comincia sempre maluccio, dopo tre break-point non sfruttati nel 2° game, sull’1 pari 40 pari inanella 3 errori tra cui uno smash facilissimo sparacchiato in rete che grida vendetta. Mischa ringrazia ma ancora una volta il contro break è immediato, stavolta più per merito del biellese, bravissimo sia a rete che dal fondo. Zverev emette un grido di chiara frustrazione, infatti poi sprofonda anche a causa di numerosi errori e l’azzurro dopo 2 ore e 13 minuti è avanti due set a uno, senza essere troppo bello per essere vero. Il pubblico, che riempie la tribunetta del Campo 16 in ogni ordine di posto, è in netta maggioranza tedesco, ma accanto a noi fa un tifo acceso per l’italiano un ragazzino francese. Gli chiediamo perché e ci risponde così: “Adoro Napolitano, l’ho visto in TV nelle qualificazioni e gioca molto bene, sia al servizio che in risposta”. Il tifo sincero da un cugino d’Oltralpe è merce rara, speriamo che crescendo non viri verso il classico sciovinismo… Nel quarto set, quando Zverev fallisce il break in apertura lancia la racchetta a terra: un altro gesto verso la resa, Stefano lo sta mandando ai matti con le sue discese a rete alternate a ottimi colpi e risposte e sul 3-2 arriva il break che ammazza il match con un doppio fallo finale del tedesco. Due game più tardi Napolitano vince e quasi non esulta (poi in conferenza stampa preciserà che il suo torneo non è finito qui), ma ha vinto il suo primo match Slam e affronterà Schwartzman al secondo turno.

[28] F. Fognini b. F. Tiafoe 6-4 6-3 3-6 1-6 6-0 (da Parigi, Laura Guidobaldi)

Un vero e proprio match de folie – per dirla alla francese – quello tra Fabio Fognini e Frances Tiafoe. Nello scontro generazionale tra il 30enne ligure e il 19enne americano, Fabio, dopo essere stato in perfetto controllo nei primi due parziali, spegne la luce e si fa rimontare. Ma poi ritrova se stesso e si assicura il secondo turno a Porte d’Auteuil con un 6-0 al quinto. La stellina statunitense, nonché aspirante concorrente alle NextGen Finals, dopo una rimonta di carattere, si scioglie sul più bello, mostrando di non avere ancora l’esperienza per gestire al meglio un incontro slam al quinto set. E spicca un dato curioso: nonostante il 6-0 del set decisivo, entrambi conquistano 125 punti.

In una Ville Lumière assolata e caldissima, un concentrato e attento Fabio Fognini – che onora i French Open indossando i colori della bandiera d’Oltralpe – stordisce d’amblé il n. 68 Frances Tiafoe imponendosi rapidamente e con autorevolezza nei primi due set. Nel primo parziale i due mantengono un certo equilibrio fino al 4-4; dopodiché, Fabio mette il piede sull’acceleratore. Dopo aver fallito il primo setpoint, in 38 minuti fa suo il primo set per 6-4. Nonostante un tennis potente e “massiccio”, lo statunitense non riesce a mettere in difficoltà Fognini e, discontinuo e falloso, incappa in tanti errori banali. Tantissimi i tifosi sugli spalti dell’affollatissimo court 16 venuti ad acclamare il tennista azzurro, molto popolare in Francia. Delusi invece i fan americani che vedono inesorabilmente soccombere il loro giovane beniamino. Il neopapà di Arma di Taggia, preciso e determinato, impiega ancora 38 minuti per intascare il secondo set con un perentorio 6-3. Ma ecco che, sul 2-0 al terzo per Fabio, qualcosa cambia. Innanzitutto le condizioni meteo. Il sole cocente e il caldo soffocante lasciano spazio ad un vento fresco e sferzante. E cambia anche l’inerzia del match. Fognini subisce un netto calo dell’attenzione e della tensione, un vero e proprio blackout, permettendo così all’avversario di salire in cattedra e mettere a segno due break a zero e aggiudicarsi cinque game di fila. Ora a Frances entra tutto, ace e proiettili da fondo e, in 29 minuti, si impone per 6-3 su un Fognini che è l’ombra del giocatore dominante dei primi due parziali. Comincia a piovigginare, seppure il sole non voglia abbandonare del tutto il Bois de Boulogne. Frances continua a cavalcare l’onda del terzo set per portarsi in vantaggio anche al quarto sul 4-1. Niente da fare per Fognini che non trova più il bandolo della matassa, subendo un inesorabile 6-1, con soli 14 punti vinti, a fronte dei 30 di Tiafoe.

Ed ora la prova del nove, per entrambi. La supera Fognini, forte della propria esperienza e del saper ritrovare il filo di Arianna. Che Tiafoe sia in preda alla paura di vincere? In ogni caso ora è lui a subire l’ennesimo tracollo. Ma soprattutto Fabio ritrova le misure e la spinta... insomma torna ad essere il tennista attento e in controllo dei primi due parziali. Rientrato in campo, inanella sei giochi in 25 minuti, annichilendo l’avversario, ormai spento. Dopo 2 ore e 45 minuti, il ligure approda così al secondo round a Parigi con lo score di 6-4 6-3 3-6 1-6 6-0. Onore a Frances per aver saputo approfittare di una improvvisa defaillance dell’azzurro, ma soprattutto onore a Fabio per aver saputo risollevare le sorti di un match cominciato alla grande e che rischiava di lasciargli un grande amaro in bocca. Ora lo attende il derby complicato con Andreas Seppi.

[Q] S. Errani b. M. Doi 7-6(7) 6-1 (da Parigi, Carlo Carnevale)

Vittoria di carattere per Sara Errani; alla sua maniera, combattendo per un set prima di dilagare nel secondo, approfittando anche della condizione non ottimale dell’avversaria. Un buon livello mantenuto per più di un’ora, fatto di palleggi sostenuti e cambi in lungolinea, tipici del suo repertorio. A farne le spese la giapponese Misaki Doi, mancina dagli schemi ordinati e arrotati, semplicemente meno efficaci di quelli dell’azzurra. Sara denota un servizio come sempre non incisivo, ma mette in mostra una gran voglia e un atteggiamento positivo, sottolineato dai continui pugnetti e dalle poderose rincorse con cui copre il campo agilmente. Nel secondo set Doi richiede l’intervento del fisioterapista per un trattamento all’addome, dolorante a causa di un movimento falso: è il preludio ad una discesa agevole per Sarita, che già aveva portato a casa il primo strappandolo al tie-break. Bello vederla cattiva e concentrata come quando al top, soprattutto dopo la deludente accoppiata Madrid-Roma in cui non ha vinto un match: non è guardando al passato che deve galvanizzarsi, ma il ricordo della finale 2012 può aiutarla a ripartire verso il suo livello migliore. Ora al secondo turno Kiki Mladenovic, padrona di casa che ha superato con difficoltà Jennifer Brady: i precedenti dicono 1-3 per la francese, servirà metterci il cuore ancora una volta.

[Q] S. Bolelli b. N. Mahut 6-4 6-2 6-2 (Chiara Nardi)

Dopo un anno Simone Bolelli torna in un main draw di uno slam. Lo sfortunato tennista, scivolato al n. 536 del ranking, affronta per la seconda volta in carriera Nicolas Mahut, n. 45 del mondo, contro cui perse a Valencia nel 2011. L’inizio del primo set è caratterizzato da scambi molto brevi. Bolelli gestisce molto bene i suoi primi turni di servizio e con la risposta mette in difficoltà Mahut quando tenta il serve&volley. L’azzurro spinge bene con il dritto e nel quinto game arriva la prima palla break in suo favore grazie ad un dritto in rete in uscita dal servizio di Mahut, che cede la battuta commettendo un altro errore con il medesimo fondamentale. Sulla parità del gioco successivo una risposta profonda del francese porta all’errore Bolelli, che perde immediatamente il break di vantaggio mandando fuori un rovescio. Il transalpino non è molto ispirato e con una volée bassa uscita in corridoio concede a Simone la possibilità di avere nuovamente un servizio di vantaggio, su cui Mahut sbaglia con il rovescio. Questa volta Bolelli conferma il break e nel decimo game si procura due set point grazie all’ennesimo errore dell’avversario; non riesce, però, a convertirli, ma due errori di rovescio di Mahut consegnano all’azzurro il primo set. Il bolognese continua a giocare bene anche nel secondo parziale e nel terzo game si procura tre palle break consecutive con un vincente di dritto incrociato, che Mahut annulla giocando con aggressività; Bolelli si guadagna un’altra palla break con un passante di rovescio lungo linea, ma la spreca. L’italiano non si lascia abbattere dalle occasioni mancate e con la risposta trova un angolo molto stretto su cui Mahut non può arrivare; questa volta il break arriva grazie ad un errore di dritto del francese. Nel gioco successivo Bolelli concede una palla dell’immediato contro break, ma si salva e sale 3-1. Nel settimo gioco il transalpino conferma le difficoltà odierne con il serve&volley e offre una palla del doppio break all’azzurro e perde il servizio mandando in rete la smorzata. Con personalità Simone si procura tre set point e con un’ottima prima vincente centrale conquista con merito anche la seconda partita.

Bolelli richiede l’intervento del fisioterapista per farsi trattare il ginocchio operato, ma fortunatamente non è niente di preoccupante. Nel secondo game del terzo parziale Nicolas si guadagna una palla break con un bel pallonetto, ma sbaglia poi la risposta e Bolelli riesce a tenere la battuta. L’azzurro non mostra segni di cedimento, costringe spesso Mahut a difendersi e si procura tre palle break consecutive, convertendo la terza grazie ad un altro errore con il serve&volley del tennista di casa. Bolelli strappa la battuta all’avversario anche nel quinto gioco con un vincente di dritto. Ha la possibilità di chiudere l’incontro già in risposta, però Mahut riesce a cancellare due match point non consecutivi grazie a due errori con la risposta dell’azzurro. La personalità mostrata oggi da Bolelli non viene meno nel momento in cui è chiamato a servire per il match, che chiude con un ace tenendo a zero il game. Per Simone è una vittoria importante contro un avversario non predilige la terra, ma è pur sempre tra i primi 50 del mondo. La strada verso una classifica più consona al talento di Bolelli può essere in discesa se continuerà a mantenere il rendimento mostrato contro Mahut.

A. Seppi b. S. Giraldo 4-6 6-1 6-2 6-2 (Andrea Lavagnini)

Sul campo 8 Andreas Seppi supera in quattro set il qualificato Santiago Giraldo, numero 107 del mondo dopo 2h e 10’. L’azzurro pone così fine a una striscia negativa nello slam parigino, dove non superava il primo turno dal 2014, anno in cui nel match d’esordio sconfisse proprio Giraldo (perse al terzo turno con Ferrer). Solito inizio “alla Seppi” nel primo set: l’altoatesino subisce il break in apertura a causa di una partenza un po’ a rilento; come spesso avviene però Seppi ripara al danno prontamente e rimonta fino al 3-3. Quello del primo set è il Seppi che abbiamo visto anche a Roma contro Almagro, contro cui a volte è mancata la zampata finale nello scambio. Giraldo, che aveva già il motore caldo dalle qualificazioni superate brillantemente, rimanda ogni palla sebbene sia costantemente al di fuori della visuale delle telecamere. Nel settimo game l’azzurro si fa prendere dalla furia, subisce il break e non riesce più a rientrare nel set: 6-4 Giraldo. Nel secondo il gioco riprende dopo una pausa di oltre 10 di minuti per consentire a Seppi di andare al bagno. Lo stop fa bene ad Andreas che si guadagna subito il break nel primo game, cosa che gli consente di giocare un po’ più sciolto e muovere meglio il gioco con colpi più penetranti. Il miglioramento però parte dalla prima di servizio con cui Seppi perde solo tre punti in tutto il parziale che termina 6-1 in un attimo. 

La striscia positiva continua anche sul nascere del terzo set con Seppi che si guadagna il doppio break di vantaggio. Il colombiano, impotente di fronte all’ottimo momento del suo avversario, prova a uscire spesso dallo scambio con lungolinea improbabili: il risultato è 3-0 e servizio Seppi e racchetta frantumata al secondo break subito. Il colombiano sembra scuotersi e grazie a qualche variazione conquista due game consecutivi; l’altoatesino supera il suo momento relax e lo ricaccia subito lontano sia nello scambio che nel punteggio togliendogli altre due volte il servizio e mettendo in cascina anche il terzo set con il punteggio di 6-2. Il copione del terzo set di ripete anche nel quarto quando il numero 3 d’Italia scava un altro profondo solco strappando due volte la battuta al colombiano a inizio parziale. Ancora una volta Seppi prova a far rientrare il suo avversario concedendo un altro break, ma ormai Giraldo non sa più come far punto e così perde la testa e tre dei successivi quattro giochi per il 6-2 finale. Nel complesso Andreas può essere contento di questo primo turno e fiducioso per il secondo (che potrebbe essere un derby contro Fabio Fognini) nonostante un primo set un po’ confusionario.

Risultati:

[4] G. Muguruza b. F. Schiavone 6-2 6-4
[Q] S. Bolelli b. N. Mahut 6-4 6-2 6-2
A. Seppi b. S. Giraldo 4-6 6-1 6-2 6-2
[Q] S. Napolitano b. [32] M. Zverev 4-6 7-5 6-2 6-2
[Q] S. Errani b. M. Doi 7-6(7) 6-1
[28] F. Fognini b. F. Tiafoe 6-4 6-3 3-6 1-6 6-0

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Circoli in vista

Pietro Romeo Scomparin e il successo nei tornei Open: “In due anni punto a fare il salto” [ESCLUSIVA]

Il 21enne veneto ha vinto l’Open Rodeo di Mirano e sta preparando la stagione del suo decollo. “Mi piace sciare ma non sono bravo come Sinner”

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Scomparin Pietro - Foto Padova Oggi

Nel penultimo week-end di gennaio a Mirano è andata in scena la sesta edizione del ‘Rodeo Aquarius FITP’ riservato ai seconda categoria, primo appuntamento dell’anno nel club Miranese, con più di 40 partecipanti provenienti da svariate regioni d’Italia. L’ha spuntata il vicentino Pietro Romeo Scomparin che in finale ha avuto la meglio su un ottimo Riccardo Parravicini, classificato 2.6 e tesserato per il TC Padova. Il tennista veneziano infatti ha dato parecchio filo da torcere al più titolato avversario (classificato 2.2), arrivando anche ad avere un set point nel primo set. Lo avesse messo a segno forse il match avrebbe raccontato una storia diversa, ma il 21enne Scomparin, tesserato per il Tennis Villafranca, è riuscito a salvarsi e a rimettere la partita sui giusti binari fino a concludere col punteggio di 5-4(3) 4-1.

Abbiamo raggiunto telefonicamente il vincitore per avere un suo commento.

Buongiorno Pietro, disturbiamo?

 

Assolutamente no, oggi sono stato a sciare ad Asiago con mio padre e mio fratello e adesso stiamo tornando a casa. Lo sci mi piace moltissimo, tanto che da piccolo facevo le gare.

Un emulo di Sinner dunque?

No, no (ride, ndr), non ero così forte come lui. Diciamo che me la cavavo.

Come te la cavi anche con la racchetta in mano. Nella tua zona fai letteralmente man bassa di Open.

(ride, ndr), effettivamente ne vinco abbastanza. L’anno scorso ho vinto quattro tornei e pure questa stagione è iniziata nel migliore dei modi con la vittoria a Mirano. Anche se qui purtroppo come testa di serie n.1 ho disputato solo una partita mentre avrei bisogno di giocare molto di più per preparare le prossime trasferte.

C’era un premio in denaro?

No, gli unici benefit sono stati che non ho pagato l’iscrizione e che alla fine mi hanno regalato del materiale del Circolo.

Parlavi delle tue prossime trasferte.

In febbraio sarò ad Antalya (Turchia), in marzo invece in Croazia e ad aprile a Palmanova (Spagna).

Riprendi dunque l’esperienza nei tornei Futures che avevi cominciato nel 2022 quando hai giocato 30 partite (con 19 vittorie), raggiungendo tre volte il tabellone principale. Poi ti sei fermato, come mai?

Sì, nei primi mesi ho avuto un buon rendimento, conquistando anche il mio primo punto ATP al Cairo. Poi ho interrotto perché ho cambiato allenatore e mi sono trasferito al Tennis Villafranca. Poi ho anche studiato disperatamente inglese perché mi erano arrivate un paio di proposte di borsa di studio dai College USA. Solo che era richiesto un livello linguistico C1 (il secondo più alto dopo il C2, ndr) e io sono riuscito ad ottenere solo un B2. Così non sono andato (ride, ndr).

Hai detto che ti sei trasferito a Villafranca. Con chi ti alleni?

Con Marco Speronello che come vincitore di Open avrebbe parecchie cose da insegnarmi (ride, ndr).

Con il Villafranca giochi la B2?

Quest’anno non più perché farò la B1 con Schio e probabilmente la prossima stagione giocherò in A2 con Bassano.

La tua superficie preferita?

La terra, però adesso mi sto allenando parecchio sul veloce a Treviso perché il primo torneo sarà a Ortisei per le pre-qualificazioni BNL e lì non solo il superficie è molto rapida ma saremo anche in quota.

Sempre sulle orme di Sinner. A proposito di giocatori forti hai mai giocato con qualcuno di loro?

Con Sinner cinque anni fa ci palleggiai in Grecia quando lui stava iniziando a fare i primi ITF.

E con gli altri ragazzi della cosiddetta new wave italiana?

Non è che tennisticamente li conosca tanto bene perché da piccolo non ero forte come loro. Tanto per dire a 16 anni ero ancora terza categoria. Ho giusto incrociato Bellucci all’Open di Trissino un anno e mezzo fa quando lui vinse battendo in finale Speronello (da cui io persi in semifinale) che era sopra 6-4 4-1 e poi finì per perdere 7-6 al terzo.

Adesso non stanno attraversando un momento particolarmente brillante.

Ci sta perché nel tennis non è facile tenere costantemente un livello alto. Poi ci sono vari fattori che possono influire: infortuni, cambio di allenatore, la famiglia. Quindi non è mai un processo rettilineo.

Tu comunque li vedi tutti in top 100?

Certamente, hanno tutti il livello per ottenere quei risultati.

E tu invece che ambizioni hai?

Per quest’anno mi piacerebbe arrivare al n.600 ATP. L’anno prossimo magari arrivare a 300/400 per poi fare il salto.

Parliamo anche di un eventuale piano B. La scuola?

Ho fatto il Liceo Scientifico Scienze Applicate, i primi quattro anni frequentando e l’ultimo online perché viaggiando non ci riuscivo più.

Grazie Pietro, speriamo tu ci dia occasione di scrivere ancora di te.

Farò il possibile (ride, ndr) e intanto grazie per l’interesse.

Segui su Instagram: @massimogaiba

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Flash

Federica Urgesi, da Fano al trionfo a Melbourne: chi è la giovane campionessa del doppio junior

Vincitrice del Lemon Bowl 2017 Urgesi è entrata a far parte del Centro Tecnico Federale di Formia, seguita da Tathiana Garbin

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Federica Urgesi - CT Firenze 2022 (foto Piero Camel)

Giovani leve crescono. Per la prima volta in terra australiana la bandiera italiana sventola per un successo al femminile nei tabelloni Junior. A far gioire i tifosi italiani è stata la diciassettenne Federica Urgesi che in coppia con la slovacca Renata Jamrichova ha conquistato il titolo di campionesse di doppio junior dell’Australian Open 2023.

Ma chi è Federica Urgesi? Federica è nata il 29 gennaio 2005 nelle Marche a Fano e ha iniziato a giocare a tennis all’età di 6 anni. Uno dei giovani talenti del panorama italiano, Federica dimostra subito di avere talento. Nel gennaio 2017 solleva uno dei trofei più importanti del panorama giovanile. Sconfiggendo la romana Benedetta Sensi, Federica Urgesi conquista il titolo di campionessa del Lemon Bowl under 12.

A 13 anni per Urgesi arriva la chiamata del Centro Tecnico Federale di Formia. Cresciuta nel Circolo Tennis Fano, la giovanissima marchigiana lascia quindi la famiglia e la sua Fano per seguire il suo sogno con l’obiettivo di emulare il percorso di colei che ha definito la sua giocatrice preferita, Maria Sharapova. Un’addio alle Marche che la porta a trasferirsi nel centro laziale. E proprio nel centro federale si era allenata per sei settimane in vista della trasferta australiana seguita dall’attuale capitana di Billie Jean King Cup Tathiana Garbin e da Vittorio Magnelli.

 

Il suo colpo migliore è il rovescio che la stessa capitana della nazionale italiana definisce “naturale e capace di giocarlo in maniera egregia da tutti gli angoli”. Servizio e dritto sono due colpi che la tennista marchigiana sta pian piano migliorando, sfruttando quella che Garbin ha definito “la sua intelligenza sul campo“.

Federica si alterna tra circuito Junior e quello professionistico. Il ranking Junior la vede posizionata al numero 52, non lontana dal suo best ranking al numero 49 raggiunto nel settembre 2022. La sua superficie preferita è la terra battuta e lo dimostravano, sino ad oggi, i risultati. I suoi tre titoli junior vinti in singolare sono, infatti, arrivati sul mattone tritato. Il più importante un Grade 2 vinto lo scorso anno a Castricum, in Olanda. In doppio i titoli, invece, sono quattro, il più importante dei quali il Grade 3 di Palermo.

Il successo con Jamrichova è il più importante della sua giovane carriera e il miglior regalo possibile per i suoi 18 anni che festeggerà due giorni dopo il trionfo. Una partnership con la quindicenne slovacca nata per caso dopo essersi conosciute in un torneo in Polonia qualche anno fa. Le due avevano fatto altre scelte ma il fato le ha portate a decidere di giocare insieme. Una scelta che ha portato i suoi frutti.

Un riscatto nel torneo che lo scorso anno l’aveva vista fermarsi al primo turno in coppia con la connazionale Denise Valente. Urgesi ha disputato anche il torneo di singolare fermandosi per mano della russa Ibragimova, dopo aver superato al primo turno la slovena Milic.

Federica che lo scorso anno ha dovuto anche scontare i problemi di uno sport che mette a dura prova il proprio fisico. Infatti, la marchigiana è stata ferma per diversi mesi a causa di un problema al polso. Questo, tuttavia, non le ha impedito di continuare a sognare e mettersi alla prova giocando tra le grandi.

Già nel novembre 2021 Federica aveva visto il suo nome nel ranking WTA, avendo conquistato punti in almeno tre tornei, condizione necessaria per vedere il suo nome in classifica. Un quarto di finale e due semifinali nei tre tornei di Solarino, in Sicilia, a cui si è aggiunto il titolo in doppio con Denise Valente.

Federica ha avuto anche la possibilità di mettersi alla prova a livello WTA disputando lo scorso settembre le qualificazioni del torneo di Parma non sfigurando contro una top 200 come l’argentina Carle. Dalla piccola Fano a Melbourne, il talento di Urgesi brilla. La speranza che quello della diciasettenne marchigiana sia il primo acuto di una carriera che la vedrà tra le protagoniste del panorama femminile italiano e non solo.

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ATP

Da Nardi a Cobolli: la settimana Challenger non va per niente bene per gli azzurri

Il solo Darderi supera il primo turno mentre tutti gli altri, anche Arnaldi e Arnaboldi, devono fare prematuramente le valigie

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Luca Nardi al Challenger di Forlì 2022 (Foto gentilmente concessa dall'ufficio stampa del torneo)

Il resoconto dei tre Challenger attualmente in svolgimento è impietoso: tutti gli azzurri fuori all’esordio con la sola eccezione di Luciano Darderi, un 1-6 un pò imbarazzante.

Cominciamo dal Challenger 125 di Quimper (Bretagna, cemento indoor), quello con la migliore entry list, che vedeva in tabellone i nostri giovani migliori. Molta curiosità suscitava soprattutto il big-match tra il 19enne Luca Nardi e il francese, di un anno più giovane, Luca Van Assche, uno dei talenti emersi in maniera più prepotente nella seconda parte della scorsa stagione (una vittoria Challenger e tre finali). Nel terzo gioco i piedi veloci del francese propiziano subito un break che, purtroppo per il tennista pesarese, sarà sufficiente per portare a casa il primo set. Infatti Van Assche in tutto l’incontro non perderà mai il servizio, pur dovendo annullare nel decimo game una pericolosissima palla break che forse avrebbe potuto scrivere una storia diversa. Anche nel secondo parziale è il terzo gioco ad essere fatale all’azzurro che alla fine deve arrendersi 6-4 6-3 in poco meno di un’ora e mezza di gioco. Grande delusione per il nostro bel talento che non ha iniziato per niente bene questo 2023 che al momento gli presenta un bilancio di una sola vittoria contro quattro sconfitte. In questo caso bisogna però concedergli l’attenuante di un sorteggio veramente maligno perché il francesino è uno davvero forte e, non appena riuscirà a mettere un po’ di potenza nei colpi, sarà un osso duro per tutti. Noi ci consoleremo pensando che in fin dei conti è mezzo italiano per parte di madre.

Fuori anche Matteo Arnaldi che si è fatto rimontare 3-6 6-2 6-1 da Sebastian Ofner (n.193 ATP) e il risultato è decisamente sorprendente, perché il sanremese, molto più maturo della sua età, non dovrebbe più permettersi passi falsi con un giocatore di media caratura come l’austriaco, che pure è in ottima forma e reduce dalla finale di Tenerife.

 

Flavio Cobolli si ferma anche lui all’esordio (6-3 6-4) contro un Lucas Pouille (n.367 ATP) che, nonostante si trovi chiaramente in parabola discendente, può ancora riservare dei pericolosi colpi di coda. Flavio che aveva iniziato benissimo l’anno all’ATP 250 di Pune si è poi invece trovato in difficoltà a livello Challenger. Vedremo quale sarà il suo punto di equilibrio.

Al Challenger 125 di Ottignies (cemento indoor) Raul Brancaccio si fa battere all’esordio 6-0 7-6(4) dal portoghese Frederico Ferreira Silva (n.202 ATP), mentre Andrea Arnaboldi, proveniente dalle qualificazioni, ha finito per perdere nettamente (6-2 6-1) contro l’ungherese Fabian Marozsan (n.174 ATP) in un match che giocava contro pronostico.

Si giocava anche al Challenger 100 di Concepcion (Cile, terra battuta outdoor) dove Luciano Darderi riesce, almeno lui, a superare il turno battendo 6-3 6-2 l’argentino Guido Andreozzi, per poi cedere al cileno Alejandro Tabilo (n.102 ATP) col punteggio di 6-4 7-5. Non ce la fa invece Franco Agamenone che perde 6-1 6-4 dal non irresistibile spagnolo Oriol Roca Batalla (n.273 ATP), confermando di aver smarrito quel tocco magico che negli ultimi due anni gli aveva regalato importanti successi.

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