Nadal: "Ho giocato bene, Roger meglio. Basilea? Non so ancora"

Interviste

Nadal: “Ho giocato bene, Roger meglio. Basilea? Non so ancora”

Dopo la finale contro Roger Federer: “Sono comunque molto soddisfatto. Ho fasciato il ginocchio, ma non posso dire di più”

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All’inizio della settimana hai detto che con Roger in queste condizioni sarebbe stata una sfida significativa. Come valuti la finale di oggi?
È stato di sicuro un match molto difficile per me. Lui ha giocato molto veloce e molto bene. Non so quanti errori non forzati ha fatto, ma penso che abbia giocato bene. Forse avrei potuto fare meglio alcune cose, ma questo è tutto. No, ha giocato davvero bene, questo è il mio punto di vista. Perciò congratulazioni a lui.

Indipendentemente dal risultato di stasera, hai giocato in questa parte di stagione meglio di come hai giocato di solito in questo periodo nel corso della tua carriera. Hai fatto qualcosa per aggiustare la tua preparazione? È solo che sei riuscito a mantenerti in forma? C’è qualcosa che hai imparato per fare meglio in questa parte della stagione quest’anno?
No, ho giocato bene. È tutto, no? Pechino è stato un torneo che ha richiesto tempo per me affinché giocassi bene. Non mi sono mai piaciute molto le palle. Era difficile trovare un buon ritmo. Ho giocato alla grande a Pechino quest’anno e anche qui. Ho disputato un fantastico torneo, con buone vittorie. Sono molto soddisfatto del modo in cui ho affrontato l’intero tour asiatico. Pechino, Shanghai sono state due settimane molto positive per me. Tanti punti, molte vittorie contro grandi avversari. Torno con tanta soddisfazione personale per il modo in cui ho giocato.

Hai messo una fasciatura sul tuo ginocchio destro. L’hai fatto per precauzione?
No. Non voglio parlarne adesso, chiedo scusa, ma dopo aver perso una finale non è il momento.

 

Questa domanda riguarda la pressione o la motivazione. Siccome non hai mai vinto il titolo a Shanghai, credi che questa sia la motivazione per tornare qui il prossimo anno?
No, ho giocato ogni torneo con la massima motivazione. Non sarebbe giusto giocare qui con una motivazione più alta che a Montecarlo, perché non ho vinto qui e ho vinto 10 volte a Montecarlo. Quando vado in campo do il massimo, a volte gioco meglio, a volte peggio. Shanghai è un evento importante e gli ho sempre prestato attenzione. È vero che spesso non ho giocato così bene come avrei voluto qui, ma ho già fatto due finali e due semifinali. Quindi non è stato un cattivo torneo.

Hai detto molte volte che il terreno duro non è la migliore superficie per il tuo corpo, per le tue ginocchia. Hai giocato tornei uno dietro l’altro. Hai un altro torneo sul cemento tra poco più di una settimana (Basilea). Ci andrai?
Non lo so, ho bisogno di pensarci. Non posso (sorridendo). Non posso dirvelo, scusa.

Come giudicheresti la forma di Roger in questo momento rispetto a come è stata nell’ultimo decennio?
Ha vinto due Slam, tre Masters 1000, è secondo in classifica con un sacco di punti. Già, ha giocato bene per tutta la stagione. La cosa buona per lui è che ha preso dei periodi di riposo e quando è tornato è stato in grado di vincere. Quindi fa differenza, perché è molto facile dire, prendo questo periodo di tempo e funziona molto bene. Okay, funziona molto bene se torni e vinci. Perché se torni e non vinci, allora certamente non va bene. Quando qualcuno vince tanto, sembra che il calendario sia perfetto. Quando qualcuno sta perdendo, sembra che il calendario non sia buono. Quest’anno, Roger ha giocato alla grande in tutti gli eventi che ha disputato, sembra che abbia preservato il suo corpo, ha fatto le cose giuste, sì, probabilmente, sì, ma allo stesso tempo tutto potrebbe accadere. La fiducia a volte è altalenante. Puoi perdere un paio di partite e cambia tutto, ma ovviamente ha fatto cose incredibili. Ha giocato un livello molto alto di tennis durante tutta la stagione, sono felice di vederlo giocare bene.

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ATP

Thiem: “Alcaraz, Sinner e Tiafoe hanno cambiato il tennis. In confronto a loro i Big3 giocavano in maniera difensiva”

L’austriaco sta affrontando le difficoltà del rientro nel circuito post infortunio e ha un obiettivo chiaro in testa: “Lotterò per avere l’accesso diretto nel tabellone principale dell’Australian Open 2023”

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Dominic Thiem - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Oltre 10 anni di attività del circuito, 17 titoli nel suo palmares, il più prestigioso lo US Open 2020, rendono Dominic Thiem uno dei migliori giocatori emersi in un’era dominata dai Fab4. Ventinove anni e un infortunio al polso che lo sta facendo patire più del previsto, il tennista nato a Wiener Neustadt è ancora lontano dagli antichi fasti e arranca alla posizione 173 del ranking. L’obiettivo dell’austriaco è sicuramente ritornare ad una classifica più consona al suo livello. In una intervista a Der Standard, Thiem ha analizzato il momento attuale del tennis mondiale e lo stato di avanzamento del suo recupero, sia fisico sia in termini di ranking.

Un infortunio, che è divenuto pure argomento di un documentario Red Bull, che si sta rivelando un calvario per Thiem, come descritto dallo stesso tennista austriaco: “Sarò onesto, stavo andando nella direzione sbagliata fino a giugno, ma ho capito che qualcosa andava cambiato e sono andato nella giusta direzione. Il mio fisico ora sta bene. Ho sempre avuto dei bravi fisioterapisti che mi hanno aiutato ad avvicinarmi a poco a poco a quel 100%. Naturalmente, alla soglia dei 30 anni, qualsiasi problema fisco diventa più evidente, ma sono contento di poter giocare a tennis ogni giorno“.

La ricerca della migliore condizione vede Thiem alternare circuito maggiore anche qualche evento del circuito Challenger, ultimo delle quali la finale persa a Rennes con Humbert. In questa settimana grazie ad una wild card ha disputato l’ATP 250 di Tel Aviv, dove ha sconfitto Djere al primo turno, prima di cedere in tre set al croato Marin Cilic.

 

Devo smetterla di giocare con il freno a mano tirato e prendere le giuste decisioni nei momenti di maggior pressione” ha dichiarato il tennista austriaco commentando quanto accaduto in Israele. “Devo imparare nuovamente [come gestire questi momenti] dopo la mia lunga assenza dai campi. Bisogna avere meno alti e bassi ed il livello di concentrazione deve essere mantenuto alto più a lungo. Questi miglioramenti si possono ottenere allenandomi ogni giorno. Il rovescio e il mio servizio funzionano perfettamente, ma devo ancora migliorare alcune cose in risposta e con il diritto. In questo momento mi do un sette su dieci dopo il mio ritorno“.

Nel suo periodo di assenza dai campi, sono esplosi giovani giocatori di altissimo livello, un livello che Thiem vede superiore rispetto a quello dei Big Three. “Giocatori come Alcaraz, Sinner o Tiafoe hanno cambiato il tennis. Giocano molto velocemente e hanno portato questo sport a un nuovo livello. In confronto a loro, i Big Three si potevano definire quasi difensivi o cauti [nel modo di giocare]. Questo cambiamento condiziona sicuramente anche gli altri tennisti, che devono essere capaci di cambiare un po’ il loro schema di gioco ogni volta che giocano contro di loro”.

Sui suoi obiettivi, l’idea è chiara: “Sono nuovamente competitivo, posso dire di aver raggiunto questo obiettivo. Il programma di questa ultima parte di stagione è provare a rientrare nella top 100. Il mio percorso mi vedrà giocare a Gijon, Anversa e infine a Vienna. Lotterò per avere l’accesso diretto nel tabellone principale dell’Australian Open 2023″.

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Flash

Jannik Sinner: “Un peccato non aver mai giocato contro Federer”

Appena raggiunta la sua terza semifinale consecutiva a Sofia, Sinner parla del prossimo avversario, del ritiro di Roger Federer e della Coppa Davis: “Sappiamo di essere forti”

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Jannik Sinner - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)

Venerdì, ai quarti di finale, Jannik Sinner ha messo ha segno l’undicesima vittoria consecutiva all’ATP 250 di Sofia. Ne ha fatto le spese l’australiano Vukic, capace di creare qualche vago grattacapo all’azzurro solo all’inizio della sfida e al momento di chiuderla. In semifinale, lo aspetta il classe 2003 Holger Rune, n. 31 del ranking, per una sfida inedita.

“Con Rune, qualche volta ci siamo allenati, ma non abbiamo mai giocato in torneo, quindi sarà una partita totalmente nuova sia per me che per lui. Mi aspetto una partita difficile e spero di essere pronto. Oggi ho alzato un po’ il livello e dovrò fare la stessa cosa domani.”

Jannik non scampa la domanda sul ritiro di Roger Federer: né è stato toccato dal punto di vista emozionale? O magari è quasi un sollievo – uno in meno di quelli che vincono sempre. “È un giocatore che non avevo ancora incontrato, mi dispiace che si sia ritirato – non solo a me. Ho visto l’ultimo match era emozionante: c’erano tutti i giocatori con cui ha condiviso, tra virgolette, la sua carriera, gli allenatori, la famiglia. È stato un addio emozionante soprattutto per lui, ma anche per tantissime persone. Quando sono entrato nel Tour, lui si era già più o meno fermato per i problemi fisici e non è quasi mai davvero ritornato. Mi sarebbe piaciuto giocarci almeno una volta, è un peccato”.

 

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

C’è spazio per un accenno alla Coppa Davis, con l’Italia qualificata per la fase a eliminazione diretta a Malaga. Ai quarti ci saranno gli Stati Uniti, altra squadra ben attrezzata, compreso l’ottimo doppio. Ma chi sono le due favorite?

“Sicuramente la Spagna, anche senza Nadal. Hanno il numero 1 al mondo, Carreño Busta, Bautista Agut e tanti altri. Noi siamo forti, lo sappiamo, ma anche altre squadre lo sono. Una la dobbiamo affrontare già al primo turno, hanno tanti giocatori buoni; dipende anche da chi andrà, ancora non lo sappiamo. Io tengo molto alla Coppa Davis, come ho fatto vedere, ma ci gioco anche con piacere, perché è una competizione a squadre. Speriamo che vada bene a Malaga.”

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ATP

Lorenzo Musetti: “Mai servito così bene. Coppa Davis? L’Italia tra le top 3”

“Mai successo di fare così tanti ace, forse è frutto del cambio di maturità che sto facendo”, così il 20enne Musetti in vista della semifinale a Sofia

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Lorenzo Musetti - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)

Sulla carta non era un match facile visto l’ottimo stato di forma di Jan-Lennard Struff, ed infatti si è rivelata una giornata piuttosto complicata quella di Lorenzo Musetti. Il numero 30 del mondo ha fatto appello a tutta la sua classe e per una volta anche al suo servizio, per avere la meglio 7-6(3) 6-1 nei quarti di finale del torneo di Sofia. “Oggi è stata una grande prova perché Jan stava giocando bene, molto offensivo, un gioco che a me dà fastidio” ha spiegato Lorenzo al termine del match. “Sin dal primo game mi ha messo molta pressione e io ho fatto due doppi falli perché lui era molto offensivo e stava molto dentro il campo però sono stato bravo ad avere una grossa energia, specialmente fisica, agonistica. Poi credo di aver servito mai così bene nella vita”.

“Non mi era mai successo di fare così tanti ace [9] ma forse è frutto del lavoro che ho fatto, del cambio di maturità che sto facendo, quindi sono veramente felice”. L’atteggiamento inizia ad essere sempre più quello di un tennista professionista, poco incline a lasciarsi andare alle distrazioni passeggere che ogni match può riservare. E la sfida di domani contro lo svizzero Marc-Andrea Huesler (26 anni, n.95) non sarà da meno, visto che anche lui predilige un gioco aggressivo. “L’ho visto, è uno che viene spesso a rete anche se non ha una buonissima mobilità essendo molto alto, però ha dei buonissimi fondamentali e io sono pronto per andare avanti”.

Gli eventi tennistici italiani non sono mai stati fitti come quest’anno e tra gli appuntamenti imminenti che il 20enne di Carrara non può assolutamente perdersi è l’UniCredit Firenze Open, in programma dall’8 al 16 ottobre. “Sicuramente da quando è stato annunciato l’evento di Firenze tutti i miei amici sono pronti e carichi anche a mollare l’Università per venire a vedermi e supportarmi, quindi avrò sicuramente la fortuna di avere il tifo dalla mia parte. ma sto facendo sicuramente del mio meglio anche per averlo qua a Sofia. Pensiamo a domani e come affrontare il match al meglio”.

 

A novembre poi sarà il momento di tornare a vestire la maglia della Nazionale italiana per la Coppa Davis, con la quale Musetti ha fatto tanto bene a Bologna. I prossimi avversari saranno gli statunitensi, una delle squadre sulla carta più temibili. Ma quali sono le favorite per Lorenzo? “Il nostro nome lo metto nelle prime tre, poi anche la spagna al completo. Senza Nadal cambierà un pochino ma ci saranno Carreño Busta o Bautista Agut che vengono da belle partite, più Fokina che è molto in forma e ovviamente Carlos. Ma l’America può dire la sua con Fritz e Tiafoe, ora Opelka si è operato, quindi Isner. Poi conta tanto anche il doppio quindi gli Stati Uniti li metto tra i favoriti”.

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