Mondo Futures: Massara fermato in finale. Super Brancaccio in doppio

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Mondo Futures: Massara fermato in finale. Super Brancaccio in doppio

Seconda finale persa in stagione da Massara (battuto da Wang ad Antalya). Per Raul Brancaccio quattro titoli in doppio nelle ultime cinque settimane. Il primo acuto di Oliel

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Santo Domingo Este, Repubblica Domenicana F3 ($15.000) – Al terzo tentativo, dopo una semifinale e una finale, Jose Hernandez-Fernandez (2) riesce a vincere in patria. Il tennista ventisettenne ha superato in semifinale il connazionale Jose Olivares per 6-4 6-2, mentre in finale ha battuto al terzo set il colombiano Alejandro Gomez con il punteggio di 6-0 6-7(6) 6-2. Fuori al secondo turno invece il numero 1 del seeding Roberto Quiroz, eliminato da Sem Verbeek per 6-7(3) 7-6(5) 6-3.

Risultato finale: [2] J. Hernandez-Fernandez b. A. Gomez 6-0 6-7(6) 6-2


Cairo, Egitto F38 ($15.000) – Al Cairo vince la testa di serie numero 2 Mario Vilella Martinez. Lo spagnolo ha vinto il suo secondo Future stagionale senza perdere un set. Nei primi due turni ha battuto due italiani, Moritz Trocker e Manfred Fellini, entrambi con il punteggio di 6-1 6-3, in finale ha incontrato il russo Ronald Slobodchikov (5), sul quale ha avuto la meglio per 6-4 7-6(5).

 

Risultato finale: [2] M. Vilella Martinez b. [5] R. Slobodchikov 6-4 7-6(5)


Sajur, Israele F18 ($15.000) – Yshai Oliel (5) festeggia in casa a diciassette anni il suo primo torneo in carriera. A Sajur il numero 788 del ranking ATP vince in finale contro Tom Jomby (6) per 7-6(6) 6-2, dopo che nei quarti aveva eliminato 7-6(1) 6-3 la testa di serie numero 1 Igor Smilansky. È il quarto tennista nato nel 2000 ad aver vinto un Futures nel 2017.

Risultato finale: [5] Y. Oliel b. [6] T. Jomby 7-6(6) 6-2


Islamabad, Pakistan F2 ($15.000) – Cambia paese ma non risultato Enrique Lopez-Perez (2): lo spagnolo si sposta dal Cairo a Islamabad e vince il sesto Future vinto quest’anno, tutti sulla terra. Nessun set concesso agli avversari, neanche a Ivan Nedelko (1), il vincitore della scorsa settimana in Pakistan, battuto con il punteggio di 7-6(1) 6-1.

Risultato finale: [2] E. Lopez-Perez b. [1] I. Nedelko 7-6(1) 6-1


Lima, Perù F1 ($15.000) – Seconda vittoria stagionale per il ventunenne Daniel Elahi Galan (2). Il colombiano ha evitato nella parte bassa del tabellone di incontrare Daniel Dutra da Silva (4), eliminato ai quarti da Matias Franco Descotte (6) per 7-6(2) 6-4; in semifinale Galan ha avuto la meglio proprio sull’argentino per 6-4 6-2 e in finale ha battuto il tennista di casa Nicolas Alvarez per 7-5 6-3.

Risultato finale: [2] D. Galan b. N. Perez 7-5 6-3


Doha, Qatar F5 ($15.000) – Il favorito Roberto Ortega-Olmedo (2) esce ai quarti contro il tedesco Benjamin Hassan per 6-3 5-7 6-2. Hassano ha poi battuto in semifinale Jurabek Karimov 7-5 6-0 ma si è arreso in finale contro Aslan Karatsev, al suo primo successo in stagione, con il punteggio di 6-4 6-0. Proprio contro il russo è terminato il torneo di Lorenzo Frigerio, battuto per 6-4 6-1.

Risultato finale: A. Karatsev b. B. Hassan 6-4 6-0


Hua Hin, Tailandia F12 ($15.000) – Un ritiro in finale non permette al giovanissimo Renta Tokuda (8) di difendere il titolo vinto la scorsa settimana a Hua Hin. A vincere è il sud coreano Cheong-Eui Kim, baciato veramente dalla fortuna dato che dal secondo turno in poi ha vinto o per ritiro dell’avversario o senza neanche scendere in campo, come contro il numero 1 del tabellone Alexey Vatutin. In finale il ritiro di Tokuda è arrivato nel momento decisivo del terzo set, sul punteggio di 4-6 7-6(1) 4-3 in favore di Kim.

Risultato finale: C. Kim b. [8] R. Tokuda 4-6 7-6(1) 4-3 rit.


Hammamet, Tunisia F39 ($15.000) – Anche Goncalo Oliveira (1) non ha potuto difendere la vittoria della scorsa settimana in Tunisia a causa di un infortunio. Il ventiduenne portoghese ha battuto in semifinale Raul Brancaccio (7) in tre set, 6-2 5-7 6-4, poi in finale contro il serbo Miljan Zekic (2) si è ritirato quando era sotto 4-1 nel punteggio. Per Zekic si tratta del ritorno alla vittoria dopo l’unico successo di quest’anno, ottenuto sempre a Hammamet lo scorso marzo. Sembra ormai aver trovato la sua dimensione nel doppio Brancaccio: con il successo della scorsa settimana in coppia con Oliveira, il ventenne ha messo a segno il quarto successo nelle ultime cinque settimane (il quinto in stagione). La coppia italo-portoghese era testa di serie numero 1 e in finale ha battuto per 7-6(5) 6-2 i numeri 2 del seeding Marco Bortolotti e Oriol Roca Batalla.

Risultato finale: [2] M. Zekic b. [1] G. Oliveira 4-1 rit.


Antalya, Turchia F47 ($15.000) – Antonio Massara perde la seconda finale di singolare della stagione. Il ventiduenne numero 724 del ranking ATP ha battuto le teste di serie Dragos Dima (3) 3-6 6-2 6-3 e Nikola Cacic (5) 7-6(4) 6-1, in finale contro il francese Tak Khunn Wang ha ceduto nettamente 6-2 6-0.

Risultato finale: T. Wang b. A. Massara 6-2 6-0

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Mondo Futures, bilancio 2021: l’italiano Franco Agamenone il più vincente

Le curiosità del 2021 del mondo ITF. Italia seconda per tornei vinti, Rune compie subito il salto nei Challenger. Occhio al trio ungherese e al N.1 juniores Juncheng Shang

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Franco Agamenone - ITF Montauban 2021 (via Instagram, @francoagamenone)

Anche il mese di dicembre si avvicina alla sua conclusione e, prima di poter festeggiare il nuovo anno che incombe con i soliti buoni propositi, come da consuetudine è tempo di tirare le somme. Va detto che il circuito ITF non va mai in vacanza, e, mentre noi tutti siamo impegnati tra pranzi e cenoni vari, in qualche parte del mondo c’è sempre chi rincorre delle palline impugnando una racchetta alla ricerca di gloria (e qualche punto ATP). Ci perdonerete se non siamo qui a raccontarvi di chi ha vinto l’ultimo 15k organizzato in Qatar o nella sempreverde Monastir (gli eroi sono Dominik Palan e Renta Tokuda, per i più curiosi), ma abbiamo altre gesta da decantare. 

Siamo orgogliosi di annunciare che il giocatore più vincente della stagione ITF è un italiano, e risponde al nome di Franco Agamenone, ormai risalito sino alla posizione 201 del ranking e prossimo a disputare le qualificazioni del primo Slam della sua carriera. Un risultato ben oltre le più rosee aspettative per lui, che prima della sua vittoria ad El Cairo lo scorso Gennaio non vinceva un torneo dal lontano 2016. Per il simpatico Franco sono ben cinque i tornei vinti nel circuito, un dato impressionante soprattutto se consideriamo il fatto che la sua stagione ITF si è conclusa a luglio, quando, dopo la vittoria di Casinalbo, ha compiuto il salto nel circuito Challenger (salto che non l’ha minimamente destabilizzato viste le due vittorie a Praga e Kiev). Una stagione da ricordare quella di Agamenone, che ha raccolto finalmente i frutti del suo lavoro raggiungendo una percentuale di vittorie dell’80%, frutto di 81 vittorie in stagione e sole 23 sconfitte: numeri da dominatore, ai quali si aggiungono i successi arrivati in doppio, ben sei, che lo portano ad undici titoli Futures complessivi.

A completare il podio di questa speciale classifica sono due giovani molto interessanti come Paul Jubb (N.347 ATP) e Filip Misolic (N.354 ATP), anche loro arrivati a quota cinque titoli ITF senza però nessuna affermazione in doppio. L’austriaco classe ’01 Misolic ha seguito una traiettoria simile a quella del nostro Agamenone, con le cinque vittorie arrivate in un intervallo di tempo piuttosto limitato prima di compiere il salto (crediamo definitivo) nel circuito Challenger. Per il ventiduenne protetto di Andy Murray invece l’esplosione è arrivata nei mesi finali di stagione, ma resta ugualmente la sensazione che l’anno prossimo lo vedremo impegnato pochissimo al piano di sotto. È un discorso che potremmo allargare tranquillamente a tanti altri grandi protagonisti della stagione ITF, come il dominicano Nick Hardt (N.353 ATP e quattro trofei messi in bacheca) o il brasiliano Matheus Pucinelli de Almeida (N.287 ATP, frutto di tre successi finali), entrambi ventenni, che, dopo aver messo a ferro e fuoco il circuito nei primi mesi, hanno spiccato il volo verso il livello successivo, raccogliendo fortune alterne e togliendosi anche la soddisfazione di vincere in Coppa Davis.

 

Per quanto riguarda gli altri azzurri, possiamo affermare che la stagione è stata esaltante come per i più illustri colleghi del circuito ATP, come testimoniano i 66 titoli conquistati dagli italiani (29 in singolare, 37 in doppio), a sole due lunghezze dalla Francia che comanda questa statistica. Detto di Agamenone, non possiamo non citare l’arrivo tra i grandi dei millennials Luciano Darderi (N.341 ATP e protagonista di una scalata nel ranking di oltre 500 posizioni), Matteo Arnaldi (N.363 ATP), Luca Nardi (N.364 ATP), Federico Arnaboldi (N.551 ATP) e Francesco Passaro (N.605 ATP), tutti vincitori di due titoli in stagione ed attesi alla consacrazione il prossimo anno. Il 2021 è stato anche il riscatto di chi ha avuto una lunga gavetta ed è riuscito finalmente a sbloccarsi, come accaduto ad Alexander Weis, Simone Roncalli e Alessandro Ragazzi, o semplicemente l’occasione per un ultimo colpo di coda: ne sa qualcosa Fabrizio Ornago, che esattamente un anno fa vinceva a El Cairo il sesto ed ultimo titolo di una carriera di cui ha annunciato la conclusione poche settimane fa, a trent’anni ancora da compiere.

I più attenti alla nostra rubrica nel corso dell’anno avranno sicuramente notato che uno dei Paesi più vincenti è l’Ungheria, ed infatti scorrendo la classifica apposita scopriamo che appena dietro le solite corazzate abituate a vincere ogni tipo di graduatoria si piazzano proprio loro, precedendo in classifica Paesi come Australia e Germania. Si prospetta quindi un futuro finalmente interessante per i magiari, che al momento possono contare sul solo Marton Fucsovics per raccogliere qualche risultato di rilievo. In suo soccorso sta arrivando di gran carriera un trio di tutto rispetto, composto da Zsombor Piros (N.288 ATP), Fabian Marozsan (N.371 ATP) e Mate Valkusz (N.460 ATP), che hanno portato in dote ben dieci trofei complessivi quest’anno ed appaiono determinati a confermare quanto di buono fatto tra gli juniores, dove Valkusz si era spinto fino al vertice del ranking, mentre Piros si era fermato alla posizione numero 3. Chissà che il successore di Jozsef Asboth, finora l’unico nella storia del Paese ad essersi aggiudicato una prova dello Slam (nel 1947), si nasconda tra uno di loro.

A proposito di vincitori Slam, siamo abbastanza sicuri che due talenti ammirati quest’anno nei Futures possano iscriversi alla lista: in verità all’opera li abbiamo visti ben poco, visto che il circuito ITF stava loro troppo stretto. Parliamo di Holger Rune, già numero 103 ATP e protagonista delle scorse Intesa Sanpaolo Next Gen ATP Finals, e il cinese Juncheng Shang (N.666 ATP): se per Rune, vincitore di uno dei primi 15k dell’anno a Bressuire, le presentazioni si fanno da sole, di Jerry, attuale numero 1 al mondo juniores, basta riportare il dato di tre tornei vinti su cinque disputati per un record di 17-3. Non male per un sedicenne sul quale in Cina e negli USA, dove si allena da qualche anno, sono pronti a scommettere.   

E come dimenticare le storie commoventi di Eliakim Coulibaly (N.647 ATP) e Guy Orly Iradukunda (N.761 ATP), che hanno regalato le prime gioie della storia a Paesi come la Costa d’Avorio e il Burundi, mostrando come il tennis sia sempre più globale e possa dare una possibilità a tutti; oppure gli insegnamenti di Li Tu (N.521 ATP), ritiratosi a 18 anni perché non vinceva abbastanza e deciso a concedersi una seconda possibilità a distanza di sei anni, rientrando nel circuito e vincendo ben quattro tornei. La seconda possibilità è stata concessa anche a Nicolas Kicker (N.216 ATP): l’argentino, dopo la squalifica per lo scandalo-scommesse, l’ha saputa cogliere vincendo quattro titoli e provando ancora una volta a risalire in classifica. Infine il lunedì speciale di Pedro Cachin (N.245 ATP), che a La Nucia compie l’impresa di vincere tre match in un solo giorno per aggiudicarsi il torneo. Insomma, anche quest’anno il circuito Futures ha saputo regalarci belle storie, e rilancia in vista del 2022 dove sono previsti la bellezza di oltre 1000 tornei. Il nostro auspicio, in un periodo dove vanno di moda, è che continuerete a seguirli con noi.

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Mondo Futures: Billy Harris non conosce sconfitta ad Antalya

Trasferta turca da ricordare per l’inglese sbucato dal nulla. A Rio Cuarto vince Rodriguez Taverna, a Santo Domingo esulta Bertran

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Cayetano March e Billy Harris - Future Antalya (Instagram - @billyrh_)

Torna l’appuntamento con Mondo Futures, l’appuntamento settimanale in cui riassumiamo ciò che ha proposto il terzo circuito del tennis professionistico maschile.

M15 ANTALYA (TUR, terra rossa) – VINCITORE: Billy Harris

E’ Billy Harris (n.452 ATP) il giocatore più in forma del momento, e lo conferma ancora una volta nel torneo di Antalya, conquistato per la terza volta nel giro di poche settimane. Non male se pensiamo al fatto che prima del suo trionfo a Sozopol, due mesi fa, il 26enne dell’Isola di Man aveva raggiunto una sola semifinale in carriera, per giunta solo poche settimane prima (fu sconfitto in quell’occasione dal nostro Edoardo Lavagno). Dev’essere scattato qualcosa nella testa del britannico in quel momento, visto l’impressionante score di lì in poi, sottolineato dal dato di 21 vittorie a fronte di sole due sconfitte durante il suo soggiorno ad Antalya dell’ultimo mese. Evidentemente spronato dai risultati positivi dei suoi connazionali, tutti sugli scudi in questo finale di stagione, Harris mira a chiudere ancor più in bellezza questo 2021 che l’ha visto rivelarsi al mondo Futures, e chissà che l’anno prossimo possa compiere il vero salto di qualità, quando anche il livello dei tabelloni ITF si alzerà. Intanto fa bene a godersi il quarto successo dell’anno, arrivato in seguito alle affermazioni sulle tds numero 5, 7 e 6, dove risalta in particolare il match dei quarti contro il talentuoso Arthur Fils (n.623 ATP), 17enne francese dalle belle speranze. Quest’ultimo si è reso artefice dell’eliminazione al secondo turno del qualificato Federico Marchetti, che ha subito una sorte comune a tutti gli italiani in gara, come Giannicola Misasi e il classe 2004 Daniele Minighini, vincitore dell’edizione 2021 del prestigioso torneo di Salsomaggiore.

 

M25 RIO CUARTO (ARG, terra rossa) – VINCITORE: Santiago Fa Rodriguez Taverna

Pronto riscatto per Santiago Fa Rodriguez Taverna (n.302 ATP) al torneo di Rio Cuarto, il più ricco della settimana; il 22enne di Buenos Aires è sembrato molto più sul pezzo rispetto alla scorsa settimana (eliminato a sorpresa in semifinale) e non si è lasciato scappare il titolo numero due in stagione, comunque un dato deludente se teniamo conto delle numerose occasioni fallite. Il totale, adesso leggermente migliorato, recita infatti due vittorie su sette finali, una tendenza che va invertita soprattutto alla luce dell’esordio nel circuito Challenger negli ultimi mesi. Per il Duke la vendetta è servita fredda, nella sua rivincita contro Francisco Comesana (n.410 ATP), che lo aveva battuto sette giorni fa, in semifinale. Buone anche le prestazioni del finalista Juan Bautista Torres (n.486 ATP), ancora a caccia della tripletta nel 2021, che lascia per strada un solo set prima dell’appuntamento finale, nonostante un tabellone non proprio morbido per il seeding numero 4. Prevedibilmente il tabellone è riservato per la maggior parte a giocatori sudamericani, per cui non abbiamo italiani al via.

M15 SANTO DOMINGO (DO, cemento) – VINCITORE: Peter Bertran

Peter Bertran (n.720 ATP) profeta in patria, verrebbe da dire. Nato e cresciuto a Santo Domingo, il 25enne regala un dispiacere a Marco Brugnerotto (n.711 ATP), che vede così sfumare nuovamente il suo primo titolo proprio sul più bello, come già successo a Torello e Guatemala nelle ultime settimane. Il padrone di casa invece non fa sconti e centra il successo alla prima occasione dell’anno, dopo una sfilza di risultati dimenticabili, incluse tante eliminazioni al primo turno. Se da un lato Bertran si dice soddisfatto e racconta di come sia “speciale vincere in casa più che in qualsiasi altro posto. Farlo davanti a persone con cui sono cresciuto è il modo migliore per chiudere l’anno”, dall’altro Brugnerotto è costretto a leccarsi le ferite, consolandosi almeno con il nuovo best-ranking migliorato di una 50ina di posizioni e le prestazioni convincenti al cospetto delle tds 2 e 7 Musialek e Perez, da lui eliminati agevolmente. Sarà stato strano per lui inoltre, abituato com’è alle mete più esotiche del calendario, trovare un compagno italiano a quelle latitudini: si tratta di Lorenzo Claverie, che non ha saputo resistere al fascino della capitale dominicana, ma è sconfitto all’esordio da Nathan Ponwith.

Negli altri tre tornei in programma questa settimana, segnaliamo l’ennesimo successo ad El Cairo (secondo consecutivo) per Jose Vidal Azorin (n.448 ATP), che raggiunge quota quattro in stagione; il giovane Liam Draxl (n.609 ATP) riesce finalmente a mettere le mani su un trofeo, e lo fa vincendo il torneo di Cancun. Infine, il suo coetaneo Omni Kumar (n.573 ATP) raddoppia a Monastir.

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Fonte ITF sgancia un’altra bomba: nessun torneo in Cina nel 2022

L’indiscrezione proviene dall’agenzia Reuters. Dopo la WTA, anche la ITF non organizzerebbe tornei in Cina. Potrebbe però trattarsi di una decisione simbolica: per via del COVID, sarebbe infatti stato difficile giocare nel Paese a prescindere dal caso Peng Shuai

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Shuai Peng a Houston 2018 (Credit: @WTA on Twitter)

Il mondo del tennis in rivolta contro la Cina in attesa di fare piena chiarezza sulla situazione di Peng Shuai, scomparsa dalla scena pubblica dopo le accuse a mezzo social rivolte dalla tennista all’ex vicepremier Zhang Gaoli, reo di abusi sessuali nei suoi confronti. La scorsa settimana era arrivata l’attesa decisione della WTA, che tramite il CEO Steve Simon aveva annunciato la sospensione di tutte le attività collegabili all’associazione da lui presieduta previste in Cina per il 2022. “Se persone potenti sono in grado di soffocare la voce delle donne e nascondere sotto il tappeto accuse di violenza sessuale, le basi su cui si fonda la WTA, ovvero l’uguaglianza per le donne, ne sarebbero scosse fin dalle fondamenta, e questo io non posso permetterlo“, aveva detto.

Rotto l’argine, erano attese le reazioni delle altre organizzazioni coinvolte nel governo della pallina, l’ATP e l’ITF. L’associazione giocatori per ora ha scelto di tenere un profilo piuttosto basso riguardo alla vicenda, ma nelle scorse ore sarebbe arrivata una dura presa di posizione da parte della Federazione internazionale, peraltro in parziale contrasto con le recentissime dichiarazioni rilasciate dal Presidente (e membro del CIO) David Haggerty, il quale aveva assicurato che nessun torneo di livello juniores o seniores programmato nella Repubblica Popolare sarebbe stato sospeso – se quindi la fonte dà per certa l’assenza di eventi professionistici in Cina, lo status degli eventi amatoriali e/o organizzati per criteri anagrafici non è del tutto chiaro.

Una fonte interna ha infatti confidato all’agenzia Reuters che ITF si asterrà dall’organizzare i propri eventi previsti in Cina nel 2022, e non si tratterebbe di una decisione priva di conseguenze: salterebbero infatti circa quaranta tornei, venticinque femminili e quindici maschili. Una notizia devastante soprattutto per i giocatori asiatici, che vedrebbero scomparire un bacino di punti e opportunità indispensabili per provare a scalare la classifica mondiale.

 

Allo stato dei fatti, l’ITF non ha confermato una relazione tra tale scelta e l’oscura vicenda riguardante Peng Shuai, anche se il nesso causale pare piuttosto chiaro. Non a tutti, però: le restrizioni imposte dalla pandemia complicheranno – e non poco – l’accesso a chiunque volesse entrare in territorio cinese per l’intero 2022 (ad esclusione dei partecipanti alle Olimpiadi Invernali di Pechino). Da qui la provocazione lanciata dal noto insider Oleg S. su Twitter: “WTA e ITF cancellerebbero tornei che non si sarebbero comunque potuti giocare, dunque le loro mosse sono completamente simboliche, anche se assolutamente giuste“.

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