Australian Open: Chung non sta in piedi, Federer sì. 30esima finale Slam

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Australian Open: Chung non sta in piedi, Federer sì. 30esima finale Slam

MELBOURNE – Un Roger Federer impressionante giocherà la 30esima finale in uno Slam. Hyeon Chung si ritira per un problema di vesciche quando era quasi sotto di due set

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[2] R. Federer b. Hyeon Chung 6-2 5-2 RIT. (dal nostro inviato a Melbourne)

L’attesa semifinale tra lo svizzero Roger Federer (36 anni, 2 ATP) e il coreano Hyeon Chung (21 anni, 58 ATP), nessun precedente tra i due, si trasforma, purtroppo per chi sperava in una partita interessante e combattuta, in una pura e semplice lezione di tennis impartita dall’esperto fuoriclasse al giovane avversario, non al meglio fisicamente, e costretto poi al ritiro verso la fine del secondo set.

URAGANO ROGER – C’è poco da commentare, e molto da ammirare. Roger mette in mostra un tennis scintillante, aggredendo Hyeon fin dall’inizio con tutto il suo repertorio di classe, tocco, inteligenza e varietà. Anticipi fulminanti sia di dritto che di rovescio, slice perfidi che tolgono ritmo e peso ai rovesci bimani di Chung, discese a rete in controtempo, controbalzi a tutto braccio, passanti millimetrici. In 33 minuti lo svizzero incamera il primo set, 6-1, break al primo, quinto e settimo gioco, 33 punti a 20, 14 vincenti diretti, 4 ace (uno esterno da sinistra a 204 kmh, per Roger siamo ai picchi di velocità), niente da aggiungere. Nel secondo parziale la musica non cambia, Federer scappa 4-1 in meno di un quarto d’ora, con break al quarto game. Hyeon chiede il medical time out per farsi fasciare il piede sinistro, probabili vesciche, in ogni caso sarà meglio per lui che ne approfitti per riordinare in fretta le idee. Il pubblico che gremisce la Rod Laver Arena, con tetto chiuso per la pioggia che da un’oretta ha preso a scrosciare su Melbourne, si diverte, l’impressione è che l’affetto per la leggenda svizzera superi abbondantemente il dispiacere del non avere una partita, ma una sorta di esibizione.

 

FINE IMPROVVISA – Continuano infatti a scrosciare su Chung vincenti in serie tirati a braccio sciolto da Federer, siamo 5-2, i “winners” di Roger sono 24, 9 gli ace. Che roba. Ma proprio in questo momento, dopo un recupero in avanti a raccattare da terra l’ennesima rasoiata di Federer, il coreano dice basta: dà la mano a Roger e all’arbitro, e si ritira. Evidentemente il problema fisico era ben più grave di quello che si poteva capire dagli spalti. Da questo Australian Open, comunque, Hyeon se ne va come un giocatore nuovo, forte, temuto da tutti. E finalmente, un po’ più famoso in Corea, a giudicare dal numero di giornalisti del suo paese presenti nel “press box” stasera. Domenica Roger cercherà il suo ventesimo titolo Slam, giocando la trentesima finale. Numeri che fanno impressione solo a scriverli. Ci arriva senza aver perso set, sicuramente da favorito. Ma Cilic non sarà avversario da sottovalutare. “In semifinale a New York nel 2014 mi ha dato una stesa (crushed me, ndt), è un gran giocatore, domenica sarà al massimo” ricorda Roger, a se stesso e ai suoi tifosi. “Mi piace la sua attitudine, è un vero professionista, sul campo è un vincente e si percepisce. A volte affronto giocatori che sembrano soltanto felici di essere lì di fronte. Non Marin“. Scaramanzia, frasi fatte o giusta consapevolezza? Lo scopriremo fra due giorni, la speranza è di avere una bella partita.

LE VOCI DEI PROTAGONISTI –So quanto possa essere difficile giocare con le vesciche. Ha fatto un torneo incredibile, gli va dato merito. Lo vedremo certamente in top 10; non voglio mettergli pressione, ma stiamo parlando di un giocatore di livello eccellente. Certo sarebbe stato meglio se l’incontro si fosse concluso regolarmente, ma è normale che si cerchi di vincere il più rapidamente possibile, quindi sono contento di essere in finale. Gli auguro un pronto recupero”, sono le parole che Roger Federer ha dedicato all’avversario demolito, più che semplicemente sconfitto. Quindi uno sguardo ai numeri che per chi li guarda dall’esterno sembrano quasi irreali: “‘Bello scherzo, Jim!’ (Courier, ndt) È quello che ti avrei risposto lo scorso anno se mi avessi detto che nel 2018 avrei giocato per il mio 20esimo Slam. Mi piace guardare i trofei che ho a casa, gli Slam, le medaglie d’oro, il premio per il n.1 al mondo. Ho lottato duramente per conquistarli”.

Hyeon Chung, solito stile composto al seguito, ha spiegato il suo punto di vista. “Roger? Gioca bene a rete, a fondo campo, dappertutto. Il problema oggi erano delle brutte vesciche, non potevo fare molto di più. Mi dispiace per i tifosi ma sono felice di aver raggiunto la semifinale. Stasera sentivo davvero dolore, non potevo camminare normalmente. Ho giocato alla grande in queste due settimane e spero di giocare ancora meglio in futuro; l’aver affrontato tanti buoni giocatori mi dà molta fiducia per il futuro”. Vesciche a parte, che certamente hanno condizionato la prestazione del giovane coreano, la sensazione è che un Federer centrato sui campi veloci sia ancora ad un livello irraggiungibile per tutti i giovani tennisti, anche i più ambiziosi. Lo ha testato cinque volte Zverev, l’unico assieme a Kyrgios ad aver avuto successo almeno una volta, ma per batterlo ha sempre avuto bisogno della compartecipazione dello svizzero. Chung avrà probabilmente modo di riprovarci, facendo tesoro di questa pesante lezione. Nel frattempo quello che sembrava vicino più di tutti al ritiro, se non altro per via dell’età, è invece uno dei pochi ad essere rimasti in piedi. Sono caduti – letteralmente – Nadal e Djokovic, Murray è stato costretto a un’operazione, Chung ha potuto a malapena tastare la questione prima di stringergli la mano. 30 finali Slam, attraversando almeno tre generazioni di tennisti. Chapeau, Roger.

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Australian Open 2022, entry list femminile: non ci sarà Serena Williams

La statunitense dà forfait su consiglio dei medici per via delle non adeguate condizioni fisiche. Presenti tutte le Top 40, inclusa la campionessa uscente Naomi Osaka. Per l’Italia Giorgi e Paolini nel tabellone principale

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Serena Williams - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Comanda Ashleigh Barty nell’entry list femminile dell’Australian Open 2022. La numero uno del mondo – che ha saltato le Finals messicane vinte da Garbine Muguruza e tenterà di far vincere in casa l’Australia dopo 44 anni – guida una lista di partecipanti che comprende tutte le migliori 40 del ranking compresa la campionessa in carica (e due volte del torneo) Naomi Osaka. Non ci sarà invece Serena Williams, assente da Wimbledon 2021 ed evidentemente non ancora in grado di tornare a competere. La rinuncia è avvenuta “su consiglio dei medici” – come ha dichiarato in una nota – e lascia comunque dubbi su quali potranno essere le sue prospettive di rientro a 40 anni. “Anche se questa non è una decisione facile da prendere, non sono dove devo essere fisicamente per competere“, ha spiegato la sette volte campionessa del primo Slam dell’anno, a meno uno dall’eguagliare – missione sempre più complicata, a questo punto – l’ambito record di tutti i tempi di Margaret Court.

Altro forfait rilevante quello di Bianca Andreescu, già annunciato, con la campionessa dello US Open 2019 che ha deciso di prendersi per motivi personali un periodo di pausa dal circuito. Prima volta a Melbourne Park, invece, per la diciannovenne campionessa dello US Open Emma Raducanu, un anno fa di questi tempi ancora ai margini dei tornei che contano. Prima che le cambiasse la vita. Tra le azzurre, main draw garantito solo per Camila Giorgi e Jasmine Paolini, mentre Martina Trevisan è fuori di otto posizioni (al netto di altre eventuali rinunce).

 

Di seguito la entry list completa:

Qui le entry list aggiornate dell’Australian Open 2022

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Australian Open 2022, entry list maschile: Djokovic c’è, sembra ormai certa la sua presenza a Melbourne. Manca solo Federer fra i Top 50

Attesa una conferma ufficiale da parte di Nole, che non beneficerà di eccezioni per quanto riguarda le norme vaccinali. Nove gli italiani nel main draw

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Novak Djokovic con il trofeo - Australian Open 2021 (vai Twitter, @AustralianOpen)

Nella lista dei partecipanti all’Australian Open 2022 (17-30 gennaio) c’è Novak Djokovic. Sembrano così svanire quindi i dubbi sulla partecipazione del numero uno ATP, legati al suo non aver voluto rivelare di essere stato vaccinato (requisito essenziale per la partecipazione, senza esenzioni se non per particolari esigenze di natura medica). Il nome di Djokovic era già presente tra i convocati della Serbia per l’ATP Cup in programma dal primo gennaio a Sidney e questo – nonostante le condizioni di ammissione fossero diverse – aveva lasciato intendere come si procedesse verso una schiarita. Il campione in carica potrà quindi andare alla rincorsa del decimo titolo a Melbourne Park, oltre che dell’atteso sorpasso su Roger Federer e Rafael Nadal, fermi a quota 20 Slam conquistati in carriera. Proprio lo svizzero – come da lui stesso annunciato da qualche settimana – sarà l’unico assente dei primi 50 del ranking. Fuori dai giochi anche Stan Wawrinka, campione del torneo nel 2014, che manca dal circuito da marzo e si è sottoposto a giugno a un intervento chirurgico al piede sinistro. Rafa invece dovrebbe esserci, pur avendo deciso di saltare la ATP Cup: il maiorchino potrebbe quindi decidere di giocare direttamente l’Happy Slam senza tornei di preparazione.

Principali antagonisti di Djokovic, non solo da ordine di ingresso, il vincitore dell’ultimo US Open (e della Coppa Davis) Daniil Medvedev e il fresco campione delle ATP Finals Alexander Zverev. Folta al solito la pattuglia italiana nel main draw (nove presenze), con la speranza che possa essere ulteriormente integrata dalle qualificazioni: significativa l’attesa per il rientro di Matteo Berrettini dopo lo stop di Torino – anche qui, lo rivedremo prima in ATP Cup -, con lui in lista anche Jannik Sinner, Lorenzo Sonego, Fabio Fognini, Lorenzo Musetti, Gianluca Mager, Stefano Travaglia, Marco Cecchinato e Andreas Seppi. Ai primi posti nella lista degli alternates (dove non ci sono azzurri) Aljaz Bedene e Pierre-Hugues Herbert. Come nella scorsa edizione, si va verso la concessione di una wild card a Andy Murray – cinque volte finalista tra il 2010 e il 2016 – che ha chiuso il 2020 al numero 134 del ranking.

Di seguito la entry list completa:

 

L’entry list aggiornata dell’Australian Open 2022

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Australian Open 2022, per ora nessuna misura contro la variante Omicron nello stato del Victoria

Il premier del Victoria Daniel Andrews conferma: nessuna strategia specifica contro la nuova variante. Decisione destinata a cambiare nell’eventualità di una nuova ondata?

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Veduta del Campo 3 di Melbourne Park (foto Twitter @AustralianOpen)

Ormai è chiaro che questo Slam s’ha da fare. I soldi in ballo sono troppi per Tennis Australia e obbiettivamente se loro sono stati in grado di organizzare un evento così mastodontico nelle condizioni complicatissime dello scorso anno, non c’è motivo per cui non possano fare anche di meglio nel 2022. Come annunciato nelle scorse settimane, solo i tennisti che hanno completato il ciclo vaccinale potranno prendere parte al torneo (con speciali esenzioni legate a specifiche condizioni mediche) ma purtroppo ci sono delle varianti del coronavirus contro le quale alcuni vaccini non sembrano essere efficaci, e al momento la più invulnerabile è quella ‘Omicron’. Diffusasi inizialmente in Sud Africa, per termini logistici e di vicinanza un Paese come l’Australia può essere maggiormente a rischio, ma per ora non sono state prese contromisure al di là di quelle già in atto.

Il premier dello stato del Victoria Daniel Andrews ha promesso che il suo governo non perseguirà una strategia ad hoc di fronte alla nuova variante e rimarrà sulla stessa linea del New South Wales sulle restrizioni per i viaggi. Con l’avvicinarsi del Natale, Andrews ha affermato che Victoria e il New South Wales (lo stato che ha per capitale Sydney) faranno “tutto il possibile” per mantenere le stesse regole di viaggio in modo che le persone possano pianificare riunioni di famiglia e vacanze. Dunque saranno consentiti i movimenti tra i due stati prima delle festività natalizie. Per quanto riguarda lo stato di contagi invece lo Stato di Victoria ha registrato sette morti e 980 nuovi casi domenica mattina, un netto calo rispetto ai 1365 casi di sabato. 299 persone sono in cura, con 83 persone in terapia intensiva e 16 con ventilatori.

Questa strategia va leggermente in controtendenza con quella di altri Paesi anglofoni dell’emisfero boreale. Il Regno Unito ha infatti adottato una tattica più cauta dopo aver annunciato che tutti i viaggiatori entranti nel Paese devono ora fare un test COVID-19 pre-volo indipendentemente dal loro status vaccinale. Negli Stati Uniti, invece, il dottor Anthony Fauci è un po’ più ottimista: ha affermato che i dati iniziali dal Sud Africa, l’epicentro dell’epidemia di Omicron, non hanno mostrato un’impennata dei ricoveri a causa della variante, facendo sperare che non porti a conseguenze gravi. Ha detto inoltre che si aspettava che l’attuale divieto del paese ai viaggiatori provenienti dell’Africa meridionale venga revocato presto. La domanda a questo punto è se queste decisioni del governo statale cambieranno nell’eventualità di un’ondata legata a questa variante.

 

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