Federation Cup: imprese Errani e Chiesa, siamo ai play-off

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Federation Cup: imprese Errani e Chiesa, siamo ai play-off

Fantastiche Errani e Chiesa! Sara batte Suarez Navarro, Deborah annulla un match point ad Arruabarrena. 3-1 Italia. Giocheremo i play-off per tornare nel World Group

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dal nostro inviato a Chieti

FED CUP 2018

 

World Group II

Italia-Spagna 3-1

D. Chiesa b. V. L. Arruabarrena 6-4 2-6 7-6(7)


CHIESA PER PAOLINI – Nel primo dei due ipotetici match-point a disposizione della sua squadra, il capitano Tathiana Garbin decide di puntare su Deborah Chiesa, forse pensando già all’impiego della Paolini nell’eventuale doppio decisivo. Il Pala Tricalle risente ancora delle vibrazioni positive derivanti dalla vittoria di Sara Errani sulla Suarez Navarro e l’azzurra coglie subito l’attimo strappando in apertura il servizio all’iberica. Nonostante la velocità della battuta di Deborah sia di almeno 40 chilometri superiore a quello della compagna di squadra Errani, oggi Arruabarrena legge assai meglio le traiettorie e alla seconda opportunità pareggia il conto (1-1) prima di cambiare campo avanti dopo un turno al servizio tenuto a zero.

A UN SET DAI PLAYOFF – Interpreti di un gioco speculare, le due contendenti si affidano alla pressione da fondo campo ma non disdegnano sortite a rete come quella che vede Arruabarrena scavare letteralmente dalla terra una volee piuttosto complicata che la porta sul 30-15 nel settimo gioco (3-3) dopo che c’è stato spazio per altri due break. Determinata a prendere l’incontro alla gola, Deborah assale quasi con ferocia ogni palla accessibile della spagnola e il coraggio viene premiato con il quinto break di giornata, terzo azzurro. Stavolta però, complici due ace attorno ai 180 km/h, Chiesa non si fa pregare e allunga con autorità sul 5-3 lasciando intendere che c’è una partita e lei vi è dentro senza alcun timore reverenziale. I dubbi sono tutti sulle spalle inquinate da insicurezza della spagnola, chiamata a salvare la patria pur non avendo le stimmate della predestinata. Tuttavia, a due punti consecutivi dalla sconfitta (15-40), Lara si ribella al destino avverso, infila quattro punti di carattere e rimanda l’italiana alle riflessioni del cambio campo sul 4-5. Mentre dalle casse dell’impianto i Van Halen invitano a saltare e fare festa con “Jump”, l’incessante tal-tam dei gonfiabili dagli spalti accolgono la nostra rappresentante, chiamata a portarsi ad un solo set dalla storica vittoria. Deborah non ha il braccino, sale 30-0 e si fa riprendere ma ha coraggio da vendere nel quinto punto quando deposita una volée di rovescio sulla linea e chiude la successiva, più agevole: 40-30 e palla del set, subito convertita.

Sarà che tutta Chieti ne parla (oggi all’ottima trattoria Teate, a due passi dal centro, pure il maître ricordava come la Fed Cup in città fosse un avvenimento da una volta nella vita), ma Deborah non sembra affatto sentire il peso di 104 posizioni in meno nel ranking (185 contro 81) quando reagisce all’1-0 Spagna tenendo il servizio e portandosi 0-40 nel terzo gioco dopo che pure la preoccupatissima Anabel Medina Garrigues si è alzata dalla sedia per una chiamata di doppio tocco su un recupero della sua giocatrice; Chiesa completa l’opera, strappa il servizio e sale 2-1 ma nel quarto gioco deve fronteggiare una palla-break che vanificherebbe lo sforzo e lo fa piazzando un rovescio lungo linea di pregevole fattura. Il contro-break è però solo rimandato di qualche attimo e stavolta Arruabarrena è brava a chiamare avanti l’italiana e chiuderle la luce a rete con la volee di rovescio. La flessione di Deborah si trasforma in una vera e propria pausa, la spagnola tiene a zero la battuta e qualche ruga di preoccupazione compare sul viso di capitan Garbin: 3-2 Spagna.

REAZIONE SPAGNOLA – Forse Lara ha capito che, sul ritmo, ha quasi tutto da perdere e allora rallenta, fa pensare Chiesa e trae beneficio dai cambi di ritmo. Sono un paio di questi a condurre Arruabarrena sulla retta (per lei) via del nuovo break, che arriva a 15 con una risposta su una seconda timida dell’italiana. Immemore di quanto le è appena successo, l’iberica torna a spingere ma le sue accelerazioni finiscono in rete e Deborah ha tre palle del 3-4, tutte mal giocate dalla nostra rappresentante che sembra stanca prima ancora che sfiduciata. Risvegliatasi dall’incubo, adesso Lara non trema più e mette in carniere il 5-2 ipotecando il terzo set. Purtroppo per l’Italia, i giochi consecutivi della formazione ospite diventano ben presto 5 spalancando le porte di un terzo set che, adesso, porta solo previsioni di tempesta in casa azzurra. Dando una sbirciatina ai numeri del secondo parziale, il dato più rilevante arriva dal +8 nel numero dei vincenti in favore della Arruabarrena (11-3) che inizia in piena fiducia anche il terzo set. 

GRANDE LOTTA AL TERZO – Novanta minuti di corse e di tensione hanno appesantito Deborah Chiesa che adesso cerca di accorciare gli scambi, aumentando a dismisura i rischi. Ogni quindici azzurro è intriso di grande sofferenza mentre Arruabarrena si è messa pure a destreggiarsi nei pressi della rete, come dimostra la volée del 30-30 nel secondo game, che però alla fine Chiesa fa suo cercando a sua volta la via della rete con successo (1-1). Ma è solo un’illusione perché la spagnola tiene il servizio e, complice un nastro, sale 3-1. Deborah ha quasi esaurito le risorse fisiche e adesso per Arruabarrena è tutto molto più semplice. Un rovescio lungo di millimetri decreta il 4-1 ed è piuttosto evidente che sarà il doppio a decidere chi fra Italia e Spagna dovrà affrontare i play-out per non scivolare nei gruppi di zona. Chiesa torna a incamerare un gioco (2-4) ma Errani e Paolini hanno già abbandonato la tribunetta azzurra in vista dell’ultimo incontro. Quello che loro non sanno – e nemmeno noi possiamo immaginare – è che Arruabarrena, pressata da Deborah, interpreta un pessimo settimo gioco e riapre clamorosamente le sorti di una partita che sembrava finita. Il primo punto dell’ottavo game è di quelli che stroncherebbero un bue: corse e rincorse finché un dritto spagnolo incoccia nel nastro e ricade beffardo a un palmo dalla rete nella metà campo azzurra. Quello che dieci minuti fa sembrava impossibile, ovvero l’aggancio, è realtà: 4-4 con il lob spagnolo che ricade oltre la riga di fondo. Adesso pure le gambe di Deborah sono tornate a funzionare al meglio ma allo scoccare delle due ore non è più tennis, sono solo nervi. E i nervi dell’iberica tengono al meglio nel nono game a cui Chiesa risponde tenendo a ero la sua battuta con un ace e una prima vincente: 5-5 e si prosegue.

DEBORAH ANNULLA UN MATCH POINT E FA L’IMPRESA – Nel gioco numero 11 Chiesa arriva alla palla-break sul 30-40 ma Arruabarrena pizzica tre righe, annulla e infine cambia campo sul 6-5 con due buoni attacchi. La palla piatta di Deborah a volte fa troppa strada ma quando resta in campo sono dolori per la spagnola, che infatti non può evitare il tie-break su una accelerazione dell’italiana. Il gioco decisivo inizia con un errore spagnolo e prosegue con la pressione di Chiesa, incredibilmente resuscitata. Adesso Arruabarrena non prende più il campo e incassa un altro mini-break prima della riga che le vale l’1-4. Nel sesto punto Arruabarrena si sposta sul dritto per violentare la seconda di Deborah ma la risposta finisce la sua corsa in corridoio (5-1) prima di tre errori azzurri che rimettono tutto di nuovo in discussione. In teoria adesso Chiesa serve per il match avanti ma si sa come funziona in questi casi: Arruabarrena azzarda e trova il 5-5 prima di incassare l’ace che porta l’Italia al match-point, annullato da una buona combinazione iberica. Ancora Spagna avanti per il 7-6 che ora favorisce le ospiti; un quattordicesimo punto giocato in apnea restituisce il respiro solo a Chiesa che però è bravissima a piazzare l’ace dell’8-7. Il secondo match-point è quello giusto, con Arruabarrena che affossa in rete l’ultimo colpo. Deborah si piega sulle ginocchia, tutta la panchina azzurra salta in campo (c’è anche Karin Knapp) e il dj si scatena con “Vincerò”, l’immancabile “We are the champion” e infine l’inno di Mameli. A volte i miracoli accadono.

E ORA I PLAYOFF – Si dovrà attendere domani per conoscere la nuova classifica del ranking per nazioni e sapere quali saranno le avversarie dell’Italia nel sorteggio dei Play-off per il World Group 2019. Sicuramente l’Italia non sarà testa di serie, secondo l’ultima classifica le probabili avversarie potrebbero essere Svizzera, Olanda, Bielorussia (con le quali sarebbe il sorteggio a decidere chi avrebbe il vantaggio del fattore campo) e Belgio (che in questo caso ospiteremo in casa, ultimo precedente la finale del 2006 a Charleroi che coincise con il nostro primo titolo). Mentre il nuovo ranking uscirà domani, il sorteggio per i Play-off sarà tenuto martedì 13 febbraio presso la sede dell’ITF in Londra.

S. Errani b. C. Suarez Navarro 6-3 3-6 6-3

Anche il sole nel cielo sopra Chieti sembra voler allargare gli spiragli di clamorosa speranza apertisi ieri dopo i primi due singolari. Con Italia e Spagna in parità (1-1), la seconda giornata si apre con le leader dei due team a giocarsi un punto che potrebbe essere determinante. Il giudice di sedia Keothavong chiama il ready-play alle 14.10 dopo che il solito pubblico numeroso del Pala Tricalle ha salutato l’ingresso in campo di Sara Errani (soprattutto) e Carla Suarez Navarro tra le acclamazioni e un agitare di festoni.

ERRANI PARTE BENE – Se il buongiorno si vede dal mattino, il break a zero conquistato in apertura da Sarita lascia ben sperare: Suarez non trova il campo su due accelerazioni e Errani chiude con la prima delicata palla corta dell’incontro. I guai però, non è una novità, arrivano al servizio: due doppi falli, un errore e l’insistenza della spagnola sulla diagonale del rovescio decretano l’immediato contro-break (1-1). Quando Errani riesce a girarsi sul dritto, le rotazioni anomale costringono l’iberica a colpire il rovescio ben sopra la spalla e gli effetti sono immediati: gioco a 15 e terzo consecutivo contro il servizio (2-1). Suarez Navarro si lamenta del suo rovescio ma evidentemente ci sarà un motivo se, in carriera, ha battuto solo tre volte su undici la sua attuale avversaria. Il problema di Sara è che le prime scarseggiano e, se anche Carla non è proprio intenzionata ad aggredire il servizio, certo in un paio di colpi si mette nelle condizioni di nuocere alla causa azzurra. Tuttavia, tra un errore e l’altro della giocatrice ospite, si arriva al sudato 3-1, che è anche il primo gioco in favore di chi batte. L’onda lunga della fiducia con cui Sara sta interpretando il match favorisce un nuovo break (4-1) che, dati alla mano, è il decimo consecutivo (su dieci) ottenuto dalla Errani qui a Chieti. Il pubblico mostra di gradire, così come il presidente Binaghi in tribuna autorità.

PRIMO SET ITALIA – Carlita non si dà pace per la discontinuità con cui sta contrassegnando la sua prestazione; un’accelerazione sulla riga e un dritto largo di un metro sono la sua regola ma il cambio di ritmo con cui si procura il 15-40 sembra scuoterla e trenta secondi più tardi arriva il 2-4. Nel settimo gioco Sara sembra aver perso spinta e fiducia e la sua imbattibilità in risposta sembra destinata a interrompersi sul 40-15 Spagna, ma un paio di cambi di ritmo iberici che non ottengono l’effetto sperato e un grande punto di pressione della bolognese – accolto da Nicola Pietrangeli con una chiara espressione di ammirazione – anticipano il 5-2 che rimette più di un’incollatura tra Sarita e Carlita.

La partita è nervosa, non bellissima, con più errori che vincenti. L’ottavo gioco ribadisce le difficoltà azzurre quando si tratta di battere e la rimonta (da 0-40 a 30-40) viene vanificata da un cattivo rimbalzo che induce Errani all’errore (3-5). Forse Suarez subisce l’atmosfera teatina, forse Sara è tornata quella mai doma dei tempi migliori, chissà dove dobbiamo cercare la spiegazione della seconda occasione consecutiva in cui l’iberica è avanti 40-15 e si fa riacciuffare, offre set-point e infine capitola su un dritto italiano che lambisce la riga: 6-3 e boato del Pala Tricalle.

CARLA NON MOLLA, SARÀ TERZO SET – Suarez Navarro rientra negli spogliatoi per chiarirsi le idee e quando rientra si gioca per quattro punti senza tabellone, sopraffatto pure lui dal caldo torrido. Errani sale 40-30 nel primo gioco del secondo set spingendo la rivale quasi in tribuna con un dritto spinato che rimbalza a cinque centimetri dalla linea e si impenna ed è fortunata nel punto successivo, quando Keothavong chiama giustamente la correzione su un dritto italiano accomodato dal nastro e finito nei pressi della riga laterale. In ogni caso Sara tiene la battuta e mantiene il dominio psicologico del match salendo 0-30 con una risposta al fulmicotone e ottenendo l’ennesimo break, stavolta a zero (2-0). Nel terzo game si entra direttamente in accademia con Errani che sciorina due tremende palle corte: doppiata da una volée la prima, direttamente vincente la seconda. Sul 40-15 però Suarez rammenta di essere una top-30, riordina idee e colpi e alla fine recupera il passivo alla seconda palla-break (1-2). La clamorosa striscia consecutiva di break (ben 13) non accenna ad arrestarsi nemmeno nel quarto gioco, conquistato a zero dall’azzurra grazie a due risposte vincenti e un contro-ricamo a rete su tentativo di smorzata della Suarez: 3-1 a zero e Pala Tricalle in fiamme. Ecco perché fa tanto caldo!

Meraviglioso il lungo linea di rovescio con cui Carlita spazzola la riga laterale e si procura il 30-40 ma proprio la continuità oggi non accompagna la prestazione della canaria e Suarez deve attendere una nuova palla-break per tornare in scia (2-3). Dunque, anche se il tennis femminile insegna che il servizio non sempre aiuta chi lo esegue, 12 break in 14 giochi sono comunque tanti. Ecco allora che finalmente Suarez “brekka” sé stessa e pareggia (3-3) su un rovescio in rete di Errani, salutato dalla solitamente timida Carlita con un urlaccio liberatorio rivolto verso compagne e capitan Medina Garrigues. Anche se qui dentro non si sente, il vento della partita sembra cambiato e il break a zero manda per la prima volta Suarez al comando (4-3). Il calo di Sara è evidente ma sembra più mentale che fisico; certo è che Suarez Navarro sale in cattedra, pennella il campo con dritto e rovescio e frustra l’amica-rivale costringendola a toccare malamente in rete il drop del break a zero: 6-3 e terzo set.

MURO ERRANI – Pare che Sara stia servendo con il 94% di prime ma, evidentemente (7 break in 9 turni), Suarez Navarro non è Lara Arruabarrena e probabilmente occorre maggiore capacità di penetrazione. La frazione decisiva si apre con l’opportunità di break ottenuta da Errani grazie a un efficace cambio di ritmo ma nel punto seguente un recupero spalle alla rete dell’italiana scivola sulla riga e impedisce a Carlita di rimediare: 1-0 Italia. La novità è che la spagnola si è rimessa a sbagliare qualche dritto non forzato e solo col rovescio si tiene in linea di galleggiamento ma Errani fa suo uno scambio sulla diagonale del rovescio e sale 2-0. Ritmato dai gonfiabili battuti tra loro da buona parte del pubblico presente, l’urlo “Italia! Italia!” trascina Sarita in un terzo game denso di tensione che la bolognese conquista a 15 con l’aiuto di una Suarez nuovamente fallosa e disordinata (3-0). Errani continua a mettere solo prime su cui la rivale è inspiegabilmente troppo passiva; quando, sul 15-15, decide di aggredire una seconda spara la risposta due metri lunga. Sara è tornata in versione muro ma quando c’è da affondare gli artigli (rovescio lungo linea vincente) non conosce amicizia e il 4-0 è suo.

SARA PORTA L’ITALIA SUL 2-1 – Il traguardo sembra vicinissimo quando Errani ha tre palle break dopo essere risalita da 40-0 ma Suarez non sembra intenzionata a lasciare il punto, annulla e tiene viva la fiammella (1-4). Mani sui fianchi dopo il centesimo dritto in rete, Carlita inizia male il sesto game ma rimedia ben presto (15-30) prima di irrigidirsi su un rovescio ed essere graziata dal passante non irreprensibile dell’azzurra che vale la palla-break; qui Sara è coraggiosa a scendere a rete e magnifica nell’esecuzione della volée incrociata. Si prosegue a vicende alterne come i vantaggi, nel gioco più lungo e più buio, come l’ora dell’Inghilterra di Churchill e infine lo squarcio di sole è azzurro con Sarita che si inventa una palla corta di rovescio vanamente rincorsa dalla spagnola che, sullo slancio, lascia la racchetta in campo e si va a sedere direttamente a fianco della Garrigues: 5-1 e Pala Tricalle trasformato in una polveriera. Errani a due punti dalla vittoria sul 30-30 del settimo game ma Suarez per ora resiste e si siede sul 2-5. Adriano Celentano esce a tutto volume dagli altoparlanti con “Azzurro” e non è un caso. Azzurri sono infatti i primi due punti dell’ottavo gioco (30-0) ma i successivi cambiano colore perché Suarez Navarro costringe Sara a pedalare quattro metri fuori dal campo (30-30); su una seconda a 101, la spagnola non prende coraggio e subisce l’iniziativa italiana. Sull’orlo dell’abisso (match-point Italia) a Suarez Navarro non trema il braccio e tre punti consecutivi salvano la Spagna (3-5). Proprio quando sembra che il peggio sia passato, Carla litiga di nuovo col dritto (15-30), rimedia con un gran rovescio (30-30) ma non trova la giusta sensibilità su un dritto italiano ed è di nuovo match-point, annullato con uno strettino di rovescio che muore alle soglie del corridoio. Ce n’è però un terzo e stavolta Sara raccoglie le briciole in difesa e costringe la spagnola all’errore. Italia avanti 2-1 e adesso le percentuali sono almeno 50-50.

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Fed Cup

Le Finals della Billie Jean King Cup 2022 si giocheranno a Glasgow

La nazionale azzurra di Tathiana Garbin sarà impegnata dall’8 al 13 novembre nella Emirates Arena scozzese che ospiterà anche un girone delle Finals di Coppa Davis

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La nazionale italiana di BJK Cup: da sinistra Camila Giorgi, Jasmine Paolini, Elisabetta Cocciaretto, Martina Trevisan, Tathiana Garbin, Lucia Bronzetti - Alghero 2022 (foto ITF/Ray Giubilo)

La ITF ha comunicato che la sede prescelta per le Finals della Billie Jean King Cup 2022 sarà Glasgow, con l’organizzazione della federazione britannica, la LTA. La fase finale della massima competizione a squadre del tennis femminile andrà in scena dall’8 al 13 novembre sul campo indoor della Emirates Arena, che a settembre ospiterà pure un girone delle Finals di Coppa Davis: sarà la quarta volta in quasi sessant’anni di storia (la prima edizione fu nel 1963) in cui la Gran Bretagna ospiterà le finali di questa competizione, originariamente chiamata Fed Cup. Ci sarà anche l’Italia della capitana Tathiana Garbin, grazie alla vittoria sulla Francia nel turno eliminatorio di aprile; le altre contendenti per il titolo di campionesse del mondo di tennis saranno le giocatrici di Gran Bretagna, il paese ospitante, Australia, Belgio, Canada, Cechia, Kazakistan, Polonia, Spagna, Slovacchia, Svizzera e USA. Il formato prevede quattro gironi da tre squadre, con le vincitrici di ogni girone che approderanno nelle semifinali. “La LTA ha presentato una candidatura molto consistente nel contesto di una gara molto competitiva – ha detto il presidente ITF, David Haggerty -. Hanno ospitato già con successo delle gare di Coppa Davis e non vediamo l’ora di portare la più grande competizione a squadre del tennis femminile davanti all’appassionato pubblico scozzese”.

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Billie Jean King Cup

Coppa Davis e Billie Jean King Cup: ecco chi sostituirà Russia e Bielorussia

Walkover, bye, wild card e ripescaggi in un turbinio di emozioni regolamentari da cui sono scaturiti i nomi delle nazioni che beneficiano dell’esclusione delle squadre russe e bielorusse

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Coppa Davis, il trofeo (foto via Twitter @DavisCup)

Avevamo lasciato la Coppa Davis ai Qualifiers, i tie di qualificazione per il primo atto delle Finals, quello a gironi in programma a settembre. Come per la Billie Jean King Cup, i cui “preliminari” si disputeranno il 14-15 aprile, si poneva innanzitutto il problema di sostituire la nazione già ammessa alla fase finale in quanto campione in carica dopo la decisione da parte dell’ITF in seguito all’invasione dell’Ucraina. Nel 2021, infatti, entrambe le manifestazioni sono state vinte dalla Russian Tennis Federation, che sarebbe la Russia ma non si può dire per via della sanzione per il doping di Stato, per quanto il titolo vinto come RTF sia comunque finito insieme agli altri nella bacheca russa. Vediamo allora su quali criteri la Federazione Internazionale si è basata per decidere chi sostituirà le squadre escluse, quindi anche quelle bielorusse.

Per quanto riguarda la Billie Jean Cup, il Board dell’ITF conferma che il posto della RTF sarà preso dalla semifinalista con classifica più alta tra le due sconfitte nel 2021, vale a dire l’Australia. Gli aussie vantano infatti il primo posto del ranking, mentre gli Usa, battuti nell’altra semifinale, sono quarti. Come ovvia conseguenza, l’Australia non giocherà i Qualifiers del prossimo aprile, mentre la nazione avversaria, la Slovacchia, beneficerà di un bye e si ritrova anch’essa direttamente alle Finals. Un walkover anche per il Belgio che avrebbe dovuto giocarsi la qualificazione contro la Bielorussia.

Se qualcuno cantava le donne come “dolcemente complicate”, per i maschi la faccenda è inutilmente complicata. Anche in Coppa Davis, il posto della RTF alle Finals è preso dalla semifinalista 2021 meglio classificata, la Serbia, undicesima. In realtà, l’altra semifinalista – la Germania – è piazzata molto meglio, quinta, ma la squadra che a sorpresa ha schierato Sascha Zverev si è qualificata sul campo (del Brasile). Dunque, il diritto della Serbia alle Finals non deriva dall’essere l’unica candidata, bensì dal fatto che, delle due, è la semifinalista con ranking più alto una volta esclusa la Germania. Ma non finisce qui.

 

Già, perché alla squadra di Novak Djokovic e compagni era stata offerta una wild card, quindi a settembre sarebbe stata presente in ogni caso; così, però, si libera un invito che andrà a una delle 12 perdenti dei recenti tie di qualificazione. L’annuncio del nome della fortunata sarà dato a tempo debito.

Ricapitolando, nelle quattro sedi che ospiteranno i gironi e che non sappiamo quali saranno ma speriamo che una sia Casalecchio di Reno (da non confondere con Reno, Nevada), gareggeranno la Croazia finalista 2021, la semifinalista Serbia, l’invitata Gran Bretagna, le 12 vincitrici di inizio marzo (Argentina, Australia, Belgio, Corea, Francia, Germania, Italia, Kazakistan, Olanda, Spagna, Svezia, Stati Uniti) e, appunto, la wild card misteriosa. Metà di queste si guadagneranno la fase finale davvero finale di fine novembre in un posto che l’ITF rivelerà in seguito. Le cose, l’importante è spiegarle bene evitando gli anacoluti.

Per concludere, la Bielorussia avrebbe dovuto disputare i playoff del World Group I del 4-5 marzo; la nazione avversaria, il Messico, ha ricevuto un walkover e a settembre competerà nel WG I. Rimane il problema di assicurare che nei World Group I e II ci sia il numero corretto di squadre. Quindi, l’Uzbekistan gareggerà nel WG I in quanto miglior classificata tra le perdenti dei playoff, mentre la Cina e la Tailandia in forza del loro ranking giocheranno nel WG II nonostante la sconfitta nei relativi playoff.

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Coppa Davis

La Federazione Tennis Ucraina chiede all’ITF l’espulsione delle federtennis russa e bielorussa

Così la lettera pubblicata su Facebook: “La Russia e la Bielorussia non solo non devono ospitare competizioni sul proprio territorio, ma nemmeno devono partecipare a tornei”

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Sono da poco iniziati i negoziati tra le delegazioni ucraina e russa, ma si combatte ancora, mentre sullo sfondo c’è lo spettro della minaccia nucleare evocato da Putin. E continuano anche le reazioni del mondo sportivo all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Al recente annuncio di Elina Svitolina che devolverà i suoi prossimi prize money per sostenere i propri connazionali, si aggiunge ora la Federazione Tennis Ucraina che pubblica sul proprio account Facebook la lettera indirizzata a David Haggerty e Ivo Kaderka, presidenti rispettivamente dell’ITF e di Tennis Europe. Nella lettera viene chiesto di espellere le federtennis russa e bielorussa dai due organismi. Ecco il testo indirizzato alla International Tennis Federation:

“La Federazione Tennis Ucraina esprime la sua richiesta per l’espulsione immediata della Federazione Tennis Russa e della Federazione Tennis Bielorussa dalla ITF.

Le ragioni non hanno probabilmente bisogno di essere spiegate, ma ecco alcuni fatti.

 

Il cinico e sanguinoso attacco senza precedenti di Russia e Bielorussia all’Ucraina è in atto da ormai quattro giorni. Civili stanno morendo, anche donne e bambini; l’infrastruttura civile sta crollando.

È una guerra su vasta scala che riporterà il nostro Paese indietro di decenni. Tutto questo sta accadendo nel centro geografico dell’Europa. Il mondo non vedeva niente di simile dalla Seconda Guerra Mondiale. È in corso una spietata guerra di annientamento.

La Russia e la Bielorussia non solo non hanno il diritto di ospitare competizioni sul proprio territorio, ma nemmeno di partecipare in ogni torneo a squadre e individuale all’estero.

Il Consiglio direttivo della Federazione Tennis Ucraina spera in una Vostra forte posizione in considerazione di questa richiesta.”

Una richiesta assolutamente decisa, ma altrettanto comprensibile, quella della federtennis ucraina a firma del proprio presidente Sergiy Lagur. Lascia un po’ incerti il significato del passaggio sulla partecipazione ai tornei individuali, ma immaginiamo che, più che un’esclusione tout court dei tennisti di Russia e Bielorussia, si chieda di non mostrare bandiere e simboli di quelle due nazioni. In ogni caso, in attesa delle decisioni dei due organi interpellati, ricordiamo che restano fuori dalla loro competenza i tornei dello Slam, oltre naturalmente quelli dei circuiti ATP e WTA. Non dimentichiamo neanche le prese di posizione dei tennisti russi: da Daniil Medvedev ad Andrey Rublev, che già a Dubai ha avuto modo di pronunciarsi contro la guerra. Con loro si è espresso con gli stessi toni Karen Khachanov.

Questa la posizione di Ubitennis sul tema della Guerra in Ucraina
Questa la posizione di Ubitennis sul tema della Guerra in Ucraina

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