I migliori (e i peggiori) colpi della settimana

VIDEO - La botta di dritto di Delpo, il vincente no look di Mannarino, il passante a una mano di Jaziri... e le papere di Cuevas

I migliori (e i peggiori) colpi della settimana

Non erano in programma Grandi Slam o Masters 1000 ma comunque è stata una settimana di grande tennis sul circuito maschile tra Acapulco, Dubai e San Paolo. Lo spettacolo non è certo mancato grazie a colpi spettacolari e anche un po’ improbabili.

Il marchio di fabbrica di Delpo

 

In Messico Juan Martin del Potro ha vinto probabilmente il suo titolo più importante dal definitivo ritorno in campo del 2016. Durante tutta la settimana, il campione argentino ha messo in mostra un tennis sfavillante, non molto lontano da quello che lo ha portato a vincere gli US Open nel 2009. Questo recupero vincente di dritto all’inizio della finale contro Kevin Anderson tanto assomiglia a quelli che stesero Federer in finale quasi nove anni fa.

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Il no-look di Mannarino

Tranquilli, l’estroso tennista francese Adrian Mannarino non si è suicidato a causa della a suo dire eccessiva distanza tra Manhattan e Long Island, sede della prima edizione del New York Open. E nel secondo set del suo match di secondo turno ad Acapulco, che lo vedeva opposto sempre ad Anderson, si è esibito in un irriverente vincente di dritto guardando le tribune. Ma l’algido sudafricano non ci ha trovato nulla di divertente, ha rimontato lo svantaggio e lo ha eliminato dal torneo.

Jaziri is in the zone

Nel deserto del Dubai invece è stata la settimana di Roberto Bautista Agut. Ma anche quella del 34enne tunisino Malek Jaziri che ha sorpreso Dimitrov all’esordio e si è arreso solo in semifinale allo spagnolo. Per lui si è trattato del miglior risultato di una ormai lunga carriera da professionista. Di fronte al pubblico arabo, Jaziri ha sfoderato una serie di prestazioni eccezionali, caratterizzate da uno stato di pura trance agonistica. Nel secondo set del match contro Bautista Agut, è talmente ‘in the zone’ che riesce a mettere a segno un gran passante di rovescio ad una mano, lui che è bimane.

Pablo Cuevas in versione ‘Bertoldo’

Il buon Pablo a San Paolo, che già nel nome è quasi un omaggio, aveva perso una sola partita nel 2014 prima di esibirsi in 15 vittorie e tre titoli consecutivi tra il 2015 e l’inizio del torneo 2018. È servito un ottimo Fabio Fognini per spedirlo fuori in semifinale. Contro l’italiano Cuevas ha sfoggiato il tweener più inutile degli ultimi 10, forse 15 anni – e badate bene, ci ricordiamo quelli di Kyrgios – e non è stata neanche la sua papera migliore della partita…

…perché qui, per esempio, la palla non l’ha neanche colpita. Capita Pablo, ci rivediamo a Indian Wells.

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