Castellani e gli Egogrammi del tennis. Sarà una svolta?

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Castellani e gli Egogrammi del tennis. Sarà una svolta?

In esclusiva per la rubrica ISMCA l’articolo (in due parti) di Alberto Castellani, che ci spiega come partendo dall’Analisi Transazionale ha sviluppato la prima applicazione che fornisce una valutazione numerica della prestazione mentale nel tennis

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L’autore dell’articolo di questo mese della rubrica della ISMCA non ha certo bisogno di presentazioni. Si tratta del grande allenatore italiano Alberto Castellani, presidente e fondatore dell’associazione internazionale che riunisce i mental coach specializzati nel tennis (ed anche della GPTCA, l’associazione internazionale dei coach di tennis riconosciuta dalla ATP), oltre che ex allenatore di tanti nomi noti del circuito ATP (Rosset, Arazi, Schuttler, Karlovic e Tipsarevic, per citarne alcuni).


Da anni chiamo PARADOSSO TENNISTICO quello che è per me la cosa più inspiegabile, strana e, lasciatemelo dire, puerile (per non dire stupida) del nostro sport. Dobbiamo fare qualcosa per reagire a questa stupidità e riempire questo vuoto o semivuoto o idiozia che dir si voglia! Lo ripeto in tutti i corsi di formazione che ho il piacere e l’onore di coordinare. Il tennis nella pianificazione dell’allenamento è da sempre uno sport “monco”: solo in questi ultimi anni si sta facendo timidamente qualcosa per renderlo completo e direi “normale”, ma i tentativi sono ancora blandi e insufficienti. Sarò più preciso. La stragrande maggioranza dei giocatori di tennis di alto livello, come i primi trecento della classifica ATP, afferma che quella mentale è la componente più importante dell’allenamento e la percentuale di quelli che hanno questa convinzione si avvicina quasi al 100 % fra i top 50. Ho fatto varie ricerche, interviste e questionari e tutti sono d’accordo: da Federer a Djokovic, da Murray a Zverev. Lo stesso Nadal, che ha un tennis prettamente fisico, ripete che è l’aspetto mentale a fare la differenza ad alto livello.

Che cosa fanno i giocatori professionisti per allenare la componente mentale e le capacità mentali come la concentrazione, la fiducia in se stessi, l’autoregolazione, la riduzione dell’ansia, il controllo delle emozioni, la riduzione dello stress, etc…? Nulla! O quasi nulla, ed in ogni caso solo alcuni vi dedicano un po’ di tempo e, il più delle volte, poco programmato. Nelle accademie di tennis, e non in tutte, solo da pochi anni si dedicano 1-2 ore alla settimana all’allenamento mentale. Un periodo di tempo che non può dare alcun risultato significativo! Immaginate se i giocatori allenassero la parte tecnica o quella fisica 1-2 ore alla settimana: il risultato sarebbe scarso. È per questo, non dedicando il tempo necessario alla programmazione mentale, che molti giocatori rispetto alle abilità mentali si giudicano, sono giudicati o sono realmente… scarsi! Nei tornei, durante la preparazione invernale, nei programmi giornalieri delle accademie, si allenano diritto, rovescio, velocità, forza, resistenza… Ma non a sufficienza le capacità mentali, pur essendo ritenute le più importanti! Ad esempio, in un mese dedichiamo al perfezionamento del rovescio decine di ore, ma solo qualche minuto, al massimo un’ora, alla regolazione dei livelli di attivazione, dell’ansia o all’allenamento della concentrazione.

 

Da qui il PARADOSSO: da affrontare con urgenza e, se possibile, risolvere. Un paradosso che continua in tutti i tornei, dagli Slam ai Futures! In nessuno di questi, nelle statistiche finali del match che il torneo fornisce – dai trenta fogli di Wimbledon e del Roland Garros all’unica pagina dei Futures – esiste una riga o un numero che valuti l’aspetto mentale del match. Sono disponibili in sala stampa o nell’ufficio arbitri del torneo risultati e statistiche su ognuna delle caratteristiche tecniche o fisiche, con numeri e percentuali precise, ma non abbiamo un numero che valuti la performance dal punto di vista mentale. Non una indicazione! Con gli Egogrammi, dei quali tra poco parleremo, cerchiamo di ovviare a questa mancanza, a mio avviso grave per il tennis del futuro. Gli Egogrammi sono stati trasformati da me e da Lucio Caprioli nella app EGOGRAMS, disponibile su Internet, che valuta i comportamenti del giocatore in campo.

Mi riferirò alla teoria più diffusa sulla “Frantumazione “dell’IO, quella della Analisi Transazionale, che parte dal principio che in ognuno di noi ci sono tre grandi diversi modi di agire e di comportarsi che chiamiamo Stati dell’Io. Come se fossimo in tre dentro ognuno di noi, ed in ogni momento della nostra vita usiamo o l’uno o l’altro o l’altro ancora di questi “LORO”. Investendo in ognuno di essi, ogni volta, una parte della nostra energia mentale (ma anche fisica). L’Analisi Transazionale appartiene alla corrente della psicologia umanistica e fu ideata negli anni cinquanta dallo psichiatra Eric Berne (1910-1970). Attraverso la teoria degli Stati dell’Io, possiamo capire meglio le relazioni sociali ed i conflitti che si verificano all’interno delle relazioni stesse e molto meglio il rapporto coach-giocatore.

Ogni stato dell’Io è un modo di comportarsi, che sarà – in un modo o nell’altro – dipendente dalle emozioni e dal nostro modo di pensare in quel momento. Questi tre differenti modi di essere si rappresentano sempre graficamente in Analisi Transazionale con tre cerchi attaccati e tangenti:

I tre Stati dell’Io (G – Genitore A – Adulto B – Bambino)

Spiegando il funzionamento dei vari stati dell’Io, come cercherò di fare, si capirà meglio il comportamento dei tennisti in campo e si potrà anche valutare il consumo energetico mentale degli stessi nel corso del match. Potremmo arrivare a dare una valutazione numerica dei comportamenti dei giocatori in campo e di come viene investita la loro energia mentale. E vedere se quei comportamenti portano a risultati positivi o negativi e, in quest’ultimo caso, come cambiarli. Daremmo in definitiva, finalmente, una valutazione della prestazione dal punto di vista mentale. Esattamente il fine che ci eravamo preposti. Quali sono questi tre IO?

L’Io Genitore – È uno stato nel quale si agisce, si pensa o si parla con i modelli che abbiamo acquisito dai nostri genitori o da una figura autoritaria importante nella nostra infanzia. È l’Io etico o presunto tale, l’Io morale che ci dice cosa è giusto e cosa è sbagliato, come si deve vivere, sentire, in cosa dobbiamo credere. Tutto questo è stato registrato e in ognuno di noi vi è un “genitore interiore”. Nella app EGOGRAMS distinguiamo un “Genitore Normativo” – indicato con GN – che è proprio l’Io che ci dà regole rigide morali comportamentali ed un Io genitoriale più accondiscendente ed affettivo che chiameremo proprio “Genitore Affettivo “ – sintetizzato con GA. Il tennista sul terreno di gioco, durante il match o al cambio di campo, parla spesso a se stesso urlando e parlandosi in terza persona: “Stupido! Piega le gambe!“, “Non puoi sbagliare un colpo cosi facile! “, “Smetti! Devi smettere se giochi così!”, etc… Oppure usa il medesimo linguaggio a livello metaverbale, attraverso il corpo: aprendo desolato le braccia, con mimica facciale chiaramente adirata etc… È chiaro che in questi casi il tennista energizza l’Io Genitoriale Normativo: critico, rigido, poco flessibile, autoritario, iracondo, serio, giudicatore, colpevolizzante, etc… Se abbiamo però avuto la fortuna di avere anche genitori amorevoli, allora in campo il linguaggio del tennista può cambiare e alternarsi con altri tipi di affermazioni: “Ok hai sbagliato, ma ora pensa al prossimo punto!”, “Su, forza, puoi farcela! Concentrato! E positivo!“ ,“Non importa, su!”. È l’Io Genitore affettivo (GA), flessibile, incoraggiante, cooperativo, che darà input positivi, etc… Il linguaggio verbale e corporeo del giocatore (o della giocatrice) dipenderà dai modelli che ha acquisito durante l’infanzia. E l’alternarsi degli stati genitoriali GA e GN, sarà una copia di ciò che il giocatore stesso avrà visto e vissuto durante la propria infanzia.

L’Io Adulto – L’io di mezzo, è lo stato più razionale  e realista. Uno stato in cui si analizzano le informazioni, si mette ordine e si prendono delle decisioni che pensiamo essere le più sicure, senza lasciarci influenzare dalle emozioni o dalle regole. Si focalizza su “Ciò che va fatto, ciò che razionalmente è meglio fare” ed in campo il tennista lo esplicita pensando o parlando in maniera logica e convincente a se stesso: “Ora cambio tattica““Non mi conviene lottare questo set e do tutto nel prossimo“, “La tattica migliore ora è questa…” , “Mi sento sottoattivato, ora cercherò di attivarmi”, etc… Le azioni dell’adulto sono, prevalentemente, quelle ideali perché ogni conversazione sia fluida e positiva. È lo stato che riduce i conflitti e riconsegna molte volte, soprattutto nella vita, positività alle situazioni. L’adulto pensa e ragiona in modo realistico. Gli altri due stati – del genitore e del bambino – sono maggiormente dominati dalle emozioni e dalle reazioni istintive.

L’Io Adulto si mostrerà sincero, umano, rispettoso, flessibile, empatico, risolutivo. Nella vita potrebbe essere, e nel maggior numero dei casi lo è, lo stato più razionale ed efficiente. In una partita di tennis non è così chiaro e semplice, ed energizzare l’Io Adulto al di sopra o al di sotto di una certa percentuale, può essere positivo o negativo, poiché dipende dalla personalità del giocatore e soprattutto dalle statistiche dei risultati… Chiarirò meglio dopo questo concetto!

L’Io Bambino – È lo stato maggiormente dominato da emozioni, desideri, impulsi, sogni, spontaneità, creatività ed entusiasmo. Si tratta di quella parte emozionale e spontanea degli impulsi naturali di una persona. Attenti però! L’Io Bambino, se è stato punito duramente o ferito, attiva il suo lato insicuro, timido, timoroso, crudele, egoista. Distingueremo negli Egogrammi della nostra applicazione un “Bambino Adattato” (BA), che esegue gli ordini, segue le regole e le indicazioni ricevute, dall’altro bambino, quello ribelle, istintivo e che agisce in assoluta libertà seguendo pulsioni ed emozioni, che chiamiamo ”Bambino Libero” (BL). Il Bambino Adattato, nel tennista durante il match, si esterna con un comportamento che porta in campo a camminare senza energia con le spalle abbassate, che porta a guardare in basso. Il giocatore sembra o è frustrato, triste, non prende iniziative e subisce la situazione piuttosto passivamente. Il Bambino libero (BL), invece, in campo è pieno di energia: è quello che tira la racchetta o la sbatte a terra, che impreca (anche se è vietato!), che litiga con l’avversario o con l’arbitro, che si muove con molta velleità e alcune volte oltremisura, che sorride gioioso ma anche si arrabbia, che spesso non accetta i giudizi arbitrali, etc… McEnroe insegna! C’è da dire subito che non si tratta di uno stato negativo. Fino ad un certo livello è salutare – nella vita, come anche alcune volte in campo – energizzarlo! Reprimere il nostro bambino interiore potrebbe avere conseguenze negative. Bisogna lasciare che venga fuori (in un match, vedremo fino a che percentuale in relazione alla energia mentale totale, cioè alla somma delle energie investite nei tre Io), che senta, che si diverta. Se avremo cura e regoleremo questo stato, invece di reprimerlo, anche nei giovani tennisti, la parte adulta si svilupperà in modo più sano. Tutti abbiamo dentro di noi il bambino che siamo stati.

I tre, o meglio, i cinque Io (se ne consideriamo le suddivisioni sia dell’Io Genitore che dell’Io Bambino) si alternano in continuazione ed alcune volte è anche difficile riconoscerli. In pochi secondi si può passare da uno all’altro, sia nella vita sia nella performance sportiva. La nostra applicazione EGOGRAMS considera tutti e i cinque stati dell’IO citati.

Per adesso mi fermo qui. Proseguirò nel prossimo e conclusivo articolo, nel quale mostrerò come usare questa teoria, in fondo semplice, nella pratica, nella partita giocata. Attraverso l’analisi degli Egogrammi finali o parziali della partita – cioè i diagrammi e le percentuali finali rilevati e costruiti durante il match sul diverso investimento di energia mentale per ogni stato dell’Io – vedremo come si può arrivare a stabilire, con buona attendibilità, quando investendo entro certe percentuali nei tre Io, si avranno più probabilità di vittoria oppure il contrario. È un risultato molto ambizioso, il cui raggiungimento cercherò di spiegare appunto nel prossimo articolo.

Infine, un’ultima considerazione. Sulla base dei dati che conosciamo e che sono stati pubblicati in questo campo dalla ricerca a livello mondiale, questo degli Egogrammi tennistici risulta essere il primo tentativo nella storia del nostro sport di fornire una valutazione della componente mentale in un match in termini di percentuale numerica.

(continua)

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WTA Abu Dhabi: Ostapenko dura un set, primo quarto nel 2023 per Zheng. Avanti anche Kudermetova e Bencic, si ritira Kontaveit

La 2002 cinese guadagna tre posizioni nella classifica live e si avvicina al best ranking. Kudermetova ok su Mertens, Bencic fatica ma doma Kostyuk in due set. Anett perderà una decina di posizioni in classifica

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Qinwen Zheng - WTA Abu Dhabi 2023 (foto: twitter @wta)

Q. Zheng b. [5] J. Ostapenko 7-6(10) 6-1

Sono Qinwen Zheng, Veronika Kudermetova e Belinda Bencic (in quest’ordine) le prime giocatrici a qualificarsi per i quarti di finale del Mubadala Abu Dhabi Open, WTA500 in corso sui campi in cemento degli Emirati Arabi Uniti. La giovane cinese scala tre posizioni nel ranking live (al momento è n°26) e si porta ad una sola posizione dal suo best ranking di n°25. Niente da fare per Jelena Ostapenko, che perde un primo set giocato probabilmente meglio e crolla alla distanza. Kudermetova non ha grossi problemi contro Elise Mertens, se non al momento di chiudere il match, mentre Bencic rischia di essere trascinata al terzo da Marta Kostyuk, che però si spegne sul più bello.

IL MATCH – Nel primo incontro in programma al Mubadala Abu Dhabi Open Jelena Ostapenko parte decisamente meglio rispetto a Qinwen Zheng, conquistando tutti i pimi dieci punti dell’incontro e portandosi subito sul 3-0, pur annullando un break point nel terzo gioco. Nel game successivo, tuttavia, è proprio la lettone ad avere altre due chance (non consecutive) per il doppio break di vantaggio, ben cancellate però dalla cinese, che si mantiene in scia. La partita inizia a cambiare volto e la n°12 del mondo, dal 4-1 sopra, vede la sua avversaria prima avvicinarsi e poi superarla. La 20enne di Shiyan trova il primo break della sua partita nel settimo game, impatta sul 4-4 e fa ancora la differenza in risposta, conquistando il quarto gioco di fila e portandosi a servire per il set.

 

Ostapenko è però brava in questa situazione a non lasciar andare un parziale dove nel bene e nel male ha sempre dominato, rimontando da 30-15 e operando l’aggancio: 5-5. Sembra tutto indirizzato verso il tie-break – che effettivamente sarà il culmine della prima frazione – ma prima Zheng è chiamata a salvare un set point sotto 5-6. Il tie-break ricalca di fatto l’andamento del primo set, con la testa di serie n°5 che parte in vantaggio (2-0), viene raggiunta e superata ma, al momento di chiudere il set sul 5-4 e due servizi a disposizione, la cinese li perde entrambi. La lettone ha così un nuovo set point sul 6-5, che non sfrutta, così come accade con quello sul 7-6. Si va ad oltranza e soltanto la n°29 WTA riesce a portarsi ad un punto dal chiudere il parziale, in ben quattro occasioni. L’ultima è finalmente quella buona, con cui chiude 12-10 il tie-break di un primo set a dir poco altalenante.

Il secondo set assume tutta un’altra piega rispetto al primo, con la vincitrice del Roland Garros 2017 che, perso il primo turno di servizio dopo 18 punti giocati, di fatto molla la partita. Zheng ringrazia, conferma l’allungo e trova un ulteriore break nel quarto game, difendendosi ai vantaggi e salendo sul 5-0. Ostapenko riesce quantomeno ad evitare il bagel, ma dopo quasi due ore è costretta ad arrendersi. Finisce 7-6(10) 6-1 in favore della giovane cinese, che approda così al suo primo quarto di finale in stagione, dove troverà una fra la n°1 del seeding Daria Kasatkina e la svizzera Jil Teichmann.

GLI ALTRI INCONTRI – A seguire sono scese in campo Veronika Kudermetova ed Elise Mertens, anche se quest’ultima è sembrata arrivare un po’ in ritardo all’appuntamento con il match. I primi quattro game, infatti, sono finiti tutti nelle mani della russa, che nel primo parziale ha vinto l’89% dei punti con la prima di servizio. Avanti 5-1 la n°11 del mondo ha trovato un terzo break, archiviando 6-1 un set dominato e garantendosi la possibilità di servire per prima nel secondo. Sull’1-1 è finalmente arrivata la reazione della belga, che ha strappato a zero il servizio alla sua rivale, ma poco dopo si è vista costretta a restituire immediatamente il break.

Dall’1-2 Kudermetova ha infilato un nuovo parziale di quattro giochi di seguito, portandosi sul 5-2 dopo aver annullato tre break point nel settimo game. La 25enne di Kazan ha faticato più del previsto al momento di chiudere, cedendo la battuta sul 5-3 e mancando due match point in altrettanti turni di risposta. Alla fine, però, al terzo tentativo la russa si è imposta 6-1 7-5, approdando ai quarti di finale. Qui potrebbe dar vita ad un derby russo contro Liudmila Samsonova, se la n°8 del seeding riuscirà a sconfiggere Barbora Krejcikova.

Match ben più combattuto quello tra Belinda Bencic e Marta Kostyuk. La svizzera, autrice di un ottimo primo set, si fa bastare il break conquistato nel settimo game dopo aver concesso appena un punto nei primi tre turni di battuta. L’ucraina paga caro l’unico strappo del set, chiuso 6-4 dalla n°9 WTA, che parte meglio anche nel secondo parziale. Un break in apertura sembra consegnarle le chiavi dell’incontro, ma dallo 0-2 la n°57 del ranking vince cinque dei successivi sei game, trovando due break e portandosi sul 5-3 e servizio.

Al momento di approdare al set decisivo, tuttavia, nel momento migliore della sua partita Kostyuk commette un grave doppio fallo che regala due break point alla sua avversaria. Bencic non si fa scappare l’occasione e conquista tutti gli ultimi quattro giochi della partita, imponendosi 6-4 7-5 e negando ancora all’ucraina la vittoria contro una top10, contro cui ha un bilancio di 0-12.

Nell’ultimo incontro di giornata, Anett Kontaveit è costretta al ritiro contro la qualificata Shelby Rogers. 4-6 6-3 4-1 il punteggio a favore della statunitense. Sotto 0-3 nel terzo set, Anett, n. 18 WTA, ha chiesto un MTO durante il quale ha ricevuto un trattamento alla schiena. Non riesce quindi a difendere i 500 punti del trofeo di San Pietroburgo e perderà almeno 9 posizioni, lei che è stata la seconda giocatrice del mondo lo scorso giugno. Vola invece ai quarti Rogers, che affronterà la n. 2 del seeding Belinda Bencic.

Il tabellone completo del WTA500 di Abu Dhabi

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Intervento chirurgico per Jabeur, salterà Doha e Dubai

Con un messaggio sul suo profilo Instagram, Ons Jabeur informa dell’operazione a cui deve sottoporsi per prendersi cura della propria salute

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Ons Jabeur – WTA Monastir (foto via Twitter @WTA)

Ons Jabeur aveva rinunciato al torneo di Abu Dhabi di questa settimana e ora ne conosciamo le cause. La numero 3 del mondo ha infatti comunicato tramite i suoi profili social di avere in programma un intervento di chirurgia minore. Jabeur non specifica né il tipo di intervento né quando è previsto. Durante il mese di gennaio, aveva espresso perplessità sullo stato di salute di schiena – motivo per cui aveva rinunciato al torneo di Adelaide 2 – e ginocchio. In ogni caso, come conseguenza, la campionessa tunisina non parteciperà neanche al WTA 500 di Doha e al 1000 di Dubai, senza dubbio un duro colpo per gli organizzatori. Ecco cosa scrive Ons su Instagram:

“Per prendermi cura della mia salute. Il mio team medico e io abbiamo deciso che ho bisogno di un intervento chirurgico minore per poter tornare in campo e rendere al meglio. Dovrò ritirarmi da Doha e Dubai e ciò mi spezza il cuore. Vorrei dire che mi dispiace a tutti i fan del Medio Oriente che aspettavano questo incontro. Prometto che tornerò da voi più forte e in salute.”

L’ultimo incontro di Jabeur rimane quindi quello di secondo turno dell’Australian Open, con la sconfitta a sorpresa per mano di Marketa Vondrousova.

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ATP

ATP Montpellier: forfait Fucsovics, Sinner ai quarti senza giocare. Marton: “Non posso più giocare con questo dolore”

Problemi al piede sinistro per Marton. Rimandato a venerdì l’esordio in Francia per Jannik Sinner, che partirà direttamente dai quarti. Affronterà Krajinovic o Sonego

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Jannik Sinner - Australian Open 2023 (foto Twitter @AustralianOpen)

Ad inizio torneo, guardando il tabellone dell’ATP250 di Montpellier, il primo pensiero è stato subito indirizzato verso un possibile quarto di finale tutto italiano. La presenza di (almeno) un azzurro è ora certa, poiché Jannik Sinner si trova direttamente proiettato ai quarti senza giocare. L’altoatesino, infatti, sfrutta il ritiro di Marton Fucsovics, un avversario contro cui ha quasi sempre faticato. È andata così anche nell’ultimo confronto diretto tra i due, con il n°17 del mondo che è a Melbourne è riuscito per la prima volta in carriera a rimontare due set di svantaggio, lasciando poi soltanto tre game al suo avversario negli ultimi tre set.

L’ungherese però, nel giorno del suo 31° compleanno, è stato costretto al ritiro dall’Open Sud de France, dopo che ieri aveva vinto in tre set il suo match d’esordio contro Geoffrey Blancaneaux. Presto svelata la motivazione che ha impedito a Marton di scendere in campo. Una foto pubblicata su Instagram ritrae il piede sinistro dell’ungherese trafitto dall’ago di una siringa. Il messaggio recita: “Mi dispiace, ragazzi, devo ritirarmi. Ho provato tutto, ma non riesco più a giocare con questo dolore. Avrò bisogno di tempo per recuperare. Non il mio compleanno più felice”.

 

Sinner, che deve nel corso della sua carriera deve ancora vincere un match a Montpellier, partirà direttamente dai quarti, dove venerdì affronterà uno tra Filip Krajinovic e Lorenzo Sonego, in campo domani. Il match tra Roberto Bautista e Arthur Fils, che sarebbe dovuto essere il secondo della sessione serale, è stato anticipato come primo e chiuderà una giornata non fortunatissima a Montpellier visto che c’è stato anche il ritiro di Ugo Humbert. Il francese è stato vittima di una brutta caduta durante il match contro Alejandro Davidovich Fokina e si è ritirato sul punteggio di 6-1 6-7.

Il tabellone completo dell’ATP250 di Montpellier

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