Roma: Shapo, vittoria da grande. "Mi sentivo fuori luogo nel tour"

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Roma: Shapo, vittoria da grande. “Mi sentivo fuori luogo nel tour”

ROMA – Rimonta che sa di aria nuova. Dopo un primo set orrendo, Shapovalov prevale al tie-break decisivo contro Berdych. Sarà nuovo numero 1 di Canada. “Mi mancava casa, adesso sono a mio agio”. Coric si ritira

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da Roma, il nostro inviato

Il vento sta definitivamente girando. Nel loro unico precedente, Denis Shapovalov veniva dalla sua seconda vittoria in carriera ATP, al Queen’s dello scorso anno; Tomas Berdych dovette ricorrere a ogni briciola di esperienza per domarlo in tre set ad altissima tensione. Stavolta a prevalere è la foga, che si fa via via più matura, e perché no una buona dose di quella classe che ai primi banchi è necessaria. “Se ripenso allo scorso anno ricordo che sentivo di non far parte di questo mondo. Mi mancava casa, forse perché sono ancora giovane. In off season ho capito che questa è la mia vita, adesso mi godo ogni momento”Tre set che consegnano al canadese un’altra spilla sul petto: quella di numero uno del proprio paese, scavalcando quel Milos Raonic già battuto a Madrid, dove Shapovalov è arrivato fino in semifinale. E ancora di più la consapevolezza, qualora fosse necessaria, di essere sulla strada giusta per diventare grande. “Daje Roma” è la dedica scritta sulla telecamera, frutto degli insegnamenti del fisioterapista italiano Stefano Depirro.

 

Una vita ad altezze importanti difficilmente è un caso, e si costruisce anche su tasselli di nervi e cervello. Shapovalov parte con un set di ritardo, travolto dal tennis vivace di Tomas e a sua volta falloso, poco lucido. Poi però si attiva, si scuote e inanella sbracciate e servizi vincenti, con le sue inconfondibili movenze sgraziate eppure efficaci. Berdych si affida al suo stile perfetto e all’orgoglio figlio di anni al top, conditi da una finale a Wimbledon nel 2010 e un best ranking di numero 4: certo appannato, anche in un momento no con tre primi turni in fila nei Masters 1000 sul rosso. Il suo livello cala quando Shapovalov si galvanizza, anche trascinato dal Centrale che lo prende in simpatia come naturalmente accade quando la nuova guardia può far segnare uno squillo importante; ma la testa rimane ben salda, archivia, elabora e ricostruisce, tiene a bada le bordate avversarie e approfitta delle lacune con la seconda (addirittura meno del 40% di resa) per tenere botta. Non ci sono palle break fino al tie-break decisivo, che è di fatto un sunto di quella che potrà essere la nuova regola: Shapovalov aggredisce con rabbia e estro, vola 4-0, fa e disfa fino al 5-5, quando i battiti pompano nelle orecchie e sono i campioni a venire fuori: due manovre in attacco totale, fuori tutto, per costringere Berdych alla resa.

DELUSIONE – C’era grande attesa anche per uno dei derby del futuro più accattivanti. Ma è durato il tempo di un rimpianto: sotto 4-1 Borna Coric ha dovuto ritirarsi per problemi al collo, lasciando campo libero a Stefanos Tsitsipas, verso il secondo turno intrigante contro Juan Martin del Potro.

Primo turno

D. Dzumhur b. F. Verdasco 6-3 6-1
D. Shapovalov b. [15] T. Berdych 1-6 6-3 7-6(5)
[Q] N. Basilashvili b. [Q] F. Baldi 6-4 4-6 6-4
[14] D. Schwartzman b. [Q] N. Jarry 6-4 6-1
[Q] S. Tsitsipas b. B. Coric 4-1 rit.
[16] L. Pouille b. [WC] A. Seppi 6- 3-6 7-6(3)

Secondo turno

P. Gojowczyk b. [WC] L. Sonego 6-3 6-4
[9] D. Goffin b. [WC] M. Cecchinato 5-7 6-2 6-2
P. Kohlschreiber b. [13] J. Sock 6-4 6-3
[4] M. Cilic vs R. Harrison 6-6 sospesa

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Federer torna a Wimbledon per la prima volta da ex giocatore

La leggenda svizzera, ritiratasi definitivamente alla Laver Cup di settembre, ha fatto il suo ritorno sui campi dell’All England Club

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Roger Federer a Wimbledon - Instagram @rogerfederer
Roger Federer a Wimbledon - Instagram @rogerfederer

Non è passato molto tempo dall’ultima volta in cui Roger Federer aveva messo piede sul centrale di Wimbledon. Erano i Championships di quest’anno, e già lo svizzero presenziava ad una fastosa cerimonia apparendo ormai pensionato: l’annuncio e il match conclusivo sono arrivati qualche mese dopo, ma il sentore di ritiro aleggiava già nell’aria.

È per questo che dalla sua nuova visita di venerdì, da giocatore ormai ufficialmente ritirato, deriva soltanto un senso di allegria mista a nostalgia.

Il venti volte campione slam ha testimoniato la visita attraverso delle fotografie pubblicate sul suo profilo Instagram, che hanno fatto il giro del mondo diventando ben presto virali, come d’altronde per ogni segno di presenza di Roger, ovunque e con chiunque. 

 

Federer ha vinto Wimbledon otto volte (record), la prima partecipazione risale al 1998 (vittoria nel torneo Junior), l’ultima al 2021 (sconfitta ai quarti subita da Hubert Hurkacz, che si è rivelata essere anche l’ultimo suo match sul circuito).

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Nadal parla dal Sudamerica: “Aver trovato un trattamento efficace per il piede ha cambiato tutto”

Rafa Nadal si trova ora in Cile dove affronterà Alejandro Tabilo: “Ho bei ricordi di quando sono stato qui nel 2013”

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Rafael Nadal - Tour sudamericano 2022 (foto via Twitter @rnadalacademy)

La prima tappa del tour in America Latina di Rafa Nadal si è conclusa con due vittorie: in singolo contro Ruud e in doppio insieme a Gabriela Sabatini (e contro lo stesso Casper e Gisela Dulko). Dopo l’Argentina, ora tocca al Cile, dove lo spagnolo è arrivato nella giornata di giovedì in vista del match di esibizione che giocherà contro il beniamino di casa Alejandro Tabilo, numero 86 del mondo. La trasferta è comunque ancora agli inizi: sabato Rafa si sposterà in Brasile, a Belo Horizonte; da qui a Quito in Ecuador e poi Bogotà (Colombia) e l’ultima esibizione giovedì prossimo a Città del Messico. Un modo per tenersi in forma, aveva detto il maiorchino che da Santiago già guarda alla prossima stagione: “Ho intenzione di partire per l’Australia (dove è in programma anche la sua partecipazione alla United Cup al fianco di Paula Badosa, ndr) tra tre settimane, poi vedremo cosa succederà”.

Di sicuro, il ritiro a stretto giro non è più un’opzione, a differenza di quanto potesse sembrare fino a qualche mese fa. Il problema cronico al piede, manifestatosi in maniera particolarmente severa nell’ultima edizione degli Internazionali d’Italia, aveva tutta l’impressione di poter essere fatale per la carriera di Nadal. Ma il tentativo fatto dopo il Roland Garros con un nuovo trattamento (la radiofrequenza a impulsi) è andato a buon fine scongiurando l’intervento chirurgico: “La stagione ha avuto diverse fasi ed è stata segnata dai miei problemi fisici. Tutto è cambiato quando abbiamo trovato un trattamento efficace per il mio piede, che mi ha aiutato molto. Questo ha cambiato le mie prospettive in modo radicale”.

Per Rafa non si tratta di una prima volta in Cile, ma di un ritorno dopo il torneo disputato nel 2013 a Viña del Mar, dove arrivò in finale perdendo da Zeballos. Nonostante la sconfitta, in quella trasferta cilena Nadal, di rientro da un infortunio al ginocchio, pose le basi per una delle stagioni migliori della sua carriera, chiusa al vertice del ranking dopo le vittorie al Roland Garros e allo US Open: “Sono molto felice di tornare in un Paese che mi ha sempre dato tanto affetto. Ho grandi ricordi di quando sono stato qui nel 2013 e non dimenticherò mai le mie battaglie contro Fernando Gonzalez. La partita più importante della mia carriera contro un cileno è stata la finale di Pechino 2008 contro di lui” – ha ricordato lo spagnolo. Stanotte l’avversario sarà invece Tabilo che non ha nascosto l’emozione, dichiarando che per lui “è stato un onore essere scelto per giocare contro il mio idolo”.

 

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Jannik Sinner, il 2023 parte da Adelaide

L’altoatesino inizierà la prossima stagione partecipando all’ATP 250 di Adelaide 1, dove sarà impegnato dall’1 all’8 gennaio. Niente United Cup per lui

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Jannik Sinner - sessione autografi - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)

Archiviata una stagione 2022 alquanto sfortunata per Jannik Sinner è il momento di preparare la stagione 2023. Lo aspetta un grande lavoro di preparazione in questa off-season insieme al suo team per scongiurare i frequenti infortuni che l’hanno attanagliato in questa stagione: anche perché, nonostante alcuni ritiri di una certa importanza – Indian Wells e Roland Garros su tutti -, Sinner rimane tra i migliori.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

L’ultima partita del 2022 risale allo scorso 31 ottobre con la sconfitta al primo turno del Master 1000 di Parigi-Bercy patita contro lo svizzero Huesler con il severo punteggio 6-2 6-3. Qualche settimana dopo l’annuncio di un infortunio -legamento dell’indice – e il conseguente forfait dall’impegno con la nazionale guidata da Filippo Volandri in Coppa Davis. Un’assenza che, sommata a quella di Matteo Berrettini, costringe i nostri portacolori a compiere una sorta di miracolo.

 

La off-season di Sinner è già iniziata: da qualche giorno si trova a Montecarlo ad allenarsi insieme al giovane Massimo Giunta (1287 ATP) che sta disputando la Serie A2 con la maglia dello Sporting Club EUR di Roma.

Partirò da Adelaide. Con il mio team abbiamo deciso di partire da lì, anche perché Darren Cahill (coach insieme a Simone Vagnozzi, ndr) è di Adelaide e quindi abbiamo deciso di iniziare così, non andrò alla United Cup” ha fatto sapere il 21enne, che disputerà questo torneo per la prima volta. Un programma già anticipato nell’intervista concessa a Torino durante le Nitto ATP Finals in cui aveva già comunicato che non avrebbe giocato la United Cup e anzi, di avere la necessità di giocare un torneo tradizionale per preparare al meglio il primo Grande Slam dell’anno in terra australiana.

Viola Tamani

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