Esclusiva con papà Berrettini: “Quando giravamo per tornei in camper...”

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Esclusiva con papà Berrettini: “Quando giravamo per tornei in camper…”

PARIGI – “30.000/40.000 euro l’anno non bastano per tirar su un ‘pro’ dai 16 anni in su”. “Ora Matteo è autonomo. Jacopo no”

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Matteo Berrettini ha vinto il suo primo match in carriera in un torneo dello Slam. È un anno di prime volte, finora: solo una settimana fa coglieva il suo primo successo in un Masters 1000, nella sua Roma, prima di arrendersi contro Sascha Zverev poi finalista. A seguirlo c’è il suo primo tifoso e maestro, il papà: “Pensare che giravamo i tornei in camper…”

Un po’ sudato ma soddisfatto. Sofferto il primo set?
Matteo è partito un po’ contratto, veniva dalla partita sul Centrale di Roma contro Zverev. Poi si è sciolto e ha giocato meglio, ha servito bene e colpito bene con il dritto. Soprattutto è rimasto lì con la testa. È andato abbastanza tranquillo, ha letto meglio la risposta, tatticamente è stato intelligente.

 

Tu giocavi a tennis?
Gioco ancora, sono 3.2 da over 55. Giochicchio, ma mi diverto, è una passione da sempre.

Hai sempre creduto che tuo figlio potesse diventare professionista?
Da sempre è stato importante che si divertissero (anche il fratello Jacopo sta iniziando un percorso da professionista, ndr). Quando erano piccoli li portavamo in giro per tornei in camper, certo la speranza c’è sempre stata. Ma l’importante è sempre stato che fossero ragazzi a modo al di fuori del campo.

Che sacrifici sono necessari per poter far crescere un ragazzo nel tennis?
Abbastanza. Abbiamo cercato di farlo anche risparmiando, come dicevo prima affittavamo un camper e giravamo ITF o Under 14. Lo abbiamo sempre fatto con passione, anche con mia moglie, dividendoci magari quando avevano impegni diversi. Adesso sono autonomi e ce li godiamo da spettatori.

E da un punto di vista economico?
Si comincia a girare per tornei già a 8-10 anni, e a quell’età non ci sono premi in denaro. Esistono dei rimorsi spese nel giro degli ITF, Under 14 o Under 16, ma sono minimi e per averli devi essere trai migliori. Credo che 30.000/40.000 euro l’anno siano necessari.

Ascolta l’audio per l’intervista integrale!

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Jasmine Paolini dopo il primo titolo WTA: “Vittoria ancora più bella perché sul cemento e vicina all’Italia”

Le parole di Jasmine Paolini il giorno dopo la vittoria al torneo WTA di Portorose: “È una sensazione bellissima. Felicità allo stato puro”

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Jasmine Paolini - 2021 US Open (Manuela Davies/USTA)

La prima vittoria in un torneo del circuito maggiore e sicuramente un momento molto speciale per qualsiasi tennista. E così è anche per la nostra Jasmine Paolini, che la settimana scorsa ha conquistato il suo primo titolo al Zavarovalnica Sava Portoroz in Slovenia, sconfiggendo Alison Riske in finale.

È una sensazione bellissima – ci ha detto Jasmine quando l’abbiamo raggiunta telefonicamente il giorno dopo il trionfo -. Tanti pensieri che mi vengono in mente lì per lì, felicità allo stato puro. Poi pensi da dove sei partita, perché era un obiettivo sin da quando ho iniziato a dire che volevo fare la professionista, e quando lo raggiungi sei tanto felice, ma sei troppo dentro questo sport, questa vita, quindi non realizzi bene cosa vuol dire, secondo me. Sono troppo contenta, e sono contenta che questo titolo sia arrivato sul cemento, perché significava tanto”.

La strada verso la vittoria non è stata tutta in discesa, ci sono state parecchie difficoltà da superare: “Ho rimontato belle partite, sono contenta di come ho gestito momenti difficili, anche con Cirstea ho perso il secondo set che ero 3-0 sopra, non è stato facile. Ma semplicemente mi sono concentrata su quello che dovevo fare e non sul punteggio. È successo anche ieri con Riske, non pensavo tanto al punteggio, ma pensavo piuttosto a entrare in partita perché all’inizio facevo fatica, e ha funzionato”.

Tutte le ore passate in campo durante l’estate con il coach Renzo Furlan a sviluppare il suo tennis, a renderlo meno “terraiolo” hanno finalmente dato i loro frutti: “Abbiamo lavorato tanto prima dello US Open. Soprattutto ora ci credo di più, penso di poter giocare anche sul cemento, mentre prima mi veniva detto dalle persone vicine a me, ma io ero la prima a non crederci abbastanza. Sicuramente ho lavorato dalla parte del diritto, anche sul servizio, ma ovviamente sono lavori che bisogna continuare a fare, bisogna stare lì e continuare per vedere miglioramenti ancora più grandi”.

 

L’affermazione, che Jasmine dedica alla sua famiglia e a tutte le persone che hanno lavorato con lei, ha un sapore ancora più dolce perché arrivata in un torneo a pochi chilometri dal territorio italiano, con tanti connazionali che tifavano per lei: “Sicuramente mi sono sentita come se fossi in Italia, perché la gente sentivo che mi tifava, quindi quello è stato un valore aggiunto. Poi da quando sono entrata in Top 100 c’è stato il COVID, per cui non è capitato troppo spesso avere la gente che ti guardasse, che ti applaudisse. Forse è stato ancora più bello perché c’erano così tanti italiani tra il pubblico”.

Ma il circuito WTA non si ferma, la stagione non è ancora finita e ci sono ancora altri tornei da giocare: “Adesso andrò sicuramente a Chicago, Indian Wells e Tenerife. Per la fine di questa stagione voglio continuare a lavorare e fare le cose come ho fatto negli ultimi due mesi. Ci sta che ci siano partite migliori o peggiori, ma secondo me stiamo lavorando nel modo giusto. Credo dobbiamo continuare così anche nel 2022, focalizzandoci sul lavoro e sui miglioramenti da fare”.

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US Open, Flink: “La sconfitta di Djokovic è dovuta più a un calo fisico che mentale”

Recap del torneo con il direttore Scanagatta: la grande corsa di Raducanu; i miglioramenti di Berrettini e Zverev; le sorprendenti sconfitte di Osaka e Barty. Qual era il pronostico di Rod Laver?

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Novak Djokovic - US Open 2021 (Andrew Ong/USTA)

È stato uno US Open storico da ogni punto di vista, e non solo per il ritorno del pubblico. Djokovic si è fermato alla soglia del Grande Slam contro un Medvedev che ha vinto il suo primo Slam, mentre Emma Raducanu ha rovesciato ogni tipo di aspettativa vincendo il torneo da qualificata e senza mai perdere un set. Di questo e di molto altro hanno parlato il direttore Scanagatta e Steve Flink nel loro ultimo video, che potete vedere di seguito:  

00:00 – Ubaldo: “Prima del weekend pensavo che Djokovic avrebbe riscritto la storia del tennis, invece la storia è stata scritta da Raducanu”.

03:38 – Flink: ”Raducanu ha avuto un tabellone migliore di Fernandez perché quest’ultima ha dovuto battere nomi importanti fra cui tre Top 5 e una ex-campionessa Slam come Kerber. Allo stesso tempo Raducanu è sembrata sempre più inarrestabile, i punteggi degli incontri non sono stati casuali”. Ubaldo: “È vero che il suo tabellone era leggermente più facile, ma ha sconfitto ottime giocatrici”. Flink: “Ciò che mi ha impressionato che ha sconfitto tutte in maniera netta”.

 

06:18 – Le delusioni Osaka e Barty. Ubaldo: “Quando abbiamo discusso non ci aspettavamo che Osaka uscisse così presto, idem Barty. È uno Slam strano da questo punto di vista”. Flink: “Se Barty avesse vinto contro Rogers, credo che avrebbe vinto il torneo”.

09:35 – Su Fernandez. Flink: “Ha giocato match molto lunghi e faticosi, fisicamente stava bene ma è uscita vincitrice da situazioni complicate e questa volta sapevo che sarebbe stato difficile sconfiggere la sua avversaria”.

20:17 – Flink: “Sabalenka si è nuovamente sabotata. É frustante perché lei gioca così bene quando è concentrata e i match sembrano totalmente nelle sue mani. Sembrava così anche contro Fernandez, ma poi il set le è sfuggito e il match è diventato in salita per lei. Lei può essere una grande giocatrice ma deve tenere le sue emozioni in campo sotto controllo”. Ubaldo: “Ha una sorta di doppia personalità. Quando parli con lei fuori dal campo è sempre sorridente, in campo cambia completamente da un momento all’altro”.

25:24 – Ubaldo: “Medvedev ha giocato benissimo, non poteva servire meglio e non poteva correre più di quanto ha fatto, a fondo campo è sembrato forte quanto Djokovic”. Flink: “Non ci sono dubbi che Medvedev ha giocato bene, ma la domanda è quanto Djokovic era lontano dalla sua versione migliore. Quando Medvedev a fine match ha dichiarato che Djokovic non era al suo meglio era un eufemismo, perché ha capito che questo era un Djokovic molto al di sotto del suo massimo. Medvedev però ha dovuto lottare con il pubblico che era dalla parte di Djokovic”.

28:59 – Flink: “Guardando il modo di giocare di Djokovic, lui non si sentiva in grado di muoversi bene da una parte all’altra o in avanti, non aveva le gambe. Penso che l’aspetto fisico abbia pesato il 60% mentre la pressione emotiva di completare il Grande Slam il 40%, perché nessuno gestisce la pressione come lui”. Ubaldo: “Penso che la parte mentale sia stata il problema principale, perché ha perso subito il servizio, anche se era già capitato in altri match, ma ho avuto l’impressione che non stesse spingendo la palla con la solita intensità”.

35:05 – Flink: “Pensavo che il supporto del pubblico lo avrebbe aiutato, non credo che lui abbia mai pensato che il pubblico sarebbe stato completamente dalla sua parte”. Ubaldo: “Il pubblico era dalla sua parte non perché amava Djokovic, ma verso la fine perché volevano il match durasse di più, e soprattutto volevano dire a parenti e amici ero lì quando la storia del tennis è stata scritta. Non so quanti di loro tiferanno Djokovic domani in un altro match contro Medvedev”.

Daniil Medvedev e Novak Djokovic – US Open 2021 (Darren Carroll/USTA)

39:16 – Ubaldo: “Medvedev non solo ha giocato bene col servizio e con i colpi ma anche tatticamente, perché giocando sempre al centro del campo ha costretto Djokovic ad imporre il suo gioco invece di correre e trovare lui stesso gli angoli, perché quando cerchi di aprire gli angoli ti scopri ai contrattacchi dell’avversario”. Flink: “Medvevev è quasi sempre uno di quelli che pensano meglio in campo”.

41:50 – Ubaldo: “Nessuno merita più di Djokovic di vincere il Grande Slam, senza considerare l’aspetto tecnico ma considerando l’atteggiamento sulle diverse superficie, Djokovic è il più completo”. Flink: “Non dimentichiamo che Djokovic, per quanto riguarda gli uomini, è stato il primo dopo Laver a vincere i primi tre Slam dell’anno”. Ubaldo:” Nessuno come Serena sa cosa significa, ma lui ha raggiunto la finale mentre Serena ha perso in semifinale. La differenza è che nessuno ha mai dubitato che Serena sia la miglior giocatrice del terzo millennio, mentre Djokovic aveva molta più pressione perché molti dubitano che lui sia il migliore”.

50:16 – Su Rod Laver. Flink: “Ho parlato con lui e la sua opinione era che Djokovic avrebbe vinto in quattro set, e in un’intervista il giorno dopo ha affermato nuovamente ciò che mi ha detto. Penso che Laver sarebbe stato più che felice della vittoria di Djokovic e che lo considerasse degno dell’onore”.

52:25 – Flink: “Credo che Djokovic sia un giocatore leggermente migliore su terra di Federer”. Ubaldo: “È difficile da dire, Djokovic ha vinto due Roland Garros, l’ultimo contro Nadal ma non è lo stesso Nadal che batteva Federer al Roland Garros. Federer è stato un po’ fortunato nei primi anni in cui ha vinto gli Slam perché gli avversari non erano così duri come quelli che ha trovato Djokovic, ma dall’altra parte Djokovic sta approfittando del fatto che Federer sta invecchiando, e lo stesso vale per Nadal”.

55:05 – Ubaldo: “Sono rimasto impressionato da Alcaraz, credo diventerà un top player molto presto, un Top 10 in un anno, un top 5 in tre/cinque anni”. Flink: “È stato fantastico contro Tsitsipas e anche nel match successivo, ma contro FAA mi ha deluso. Detto questo credo che sarà facilmente in Top 20 alla fine dell’anno prossimo, forse Top 10, e negli anni successivi sarà incredibilmente pericoloso”.

56:29 – Zverev. Flink: “Credo che abbia giocato un ottimo match contro Djokovic, e onestamente se avesse battuto Djokovic, contro Medvedev sarebbe stato un match molto combattuto. Credo che Zverev probabilmente vincerà un Major l’anno prossimo, mi piace il modo in cui sta giocando”.

58:05 – Berrettini. Ubaldo: “Spero che Berrettini riesca a giocare uno Slam senza finire nella parte di tabellone di Djokovic perché contro il miglior Djokovic al momento non ha un rovescio abbastanza forte”. Flink: “Contro giocatori come Zverev ha delle possibilità anche se Zverev è migliore di lui. È migliorato molto rispetto a quando ha perso contro Nadal nella semifinale dello US Open. Il suo servizio è magnifico. Ha provato che merita di stare in Top 10, non sono sicuro possa raggiungere la Top 5”.

60:00 – Ubaldo: “Sinner ha perso in tre set contro Zverev, sono stato leggermente deluso ma ha vent’anni e anche Zverev a vent’anni negli Slam non era competitivo. Tutt’ora a ventiquattro anni non ha ancora vinto contro un Top 10 in un Major”. Flink: “Sono preoccupato del suo diritto, sembra perdere il controllo delle volte”.

62:48Auger Aliassime. Flink: “Mi è piaciuto il modo in cui ha giocato, ha raggiunto la sua prima semifinale, e un ottimo atleta, un giocatore a tutto tondo, sa come giocare a rete, il servizio sta migliorando ma ha buttato via una buona opportunità nel secondo set contro Medvedev. É ancora fragile mentalmente. È migliorato nell’ultimo anno ed è più affidabile dal punto di vista dei risultati del suo connazionale Shapovalov”. Ubaldo: “Se dovessi pagare un biglietto preferirei andare a vedere Shapovalov che Aliassime, ma è vero che mi aspettavo di più da Shapovalov e meno da Aliassime. Anche se Aliassime è mentalmente fragile, è più solido di Shapovalov”.

Transcript a cura di Giuseppe Di Paola

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US Open, Djokovic: “Sconfitta dura, ma il pubblico mi ha fatto sentire speciale”

Grandi complimenti per Medvedev (“Ha dato il meglio con tutti i colpi”) ed una promessa: “Finché ci sono le motivazioni, continuerò a giocare”

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Novak Djokovic - US Open 2021 (via Twitter, @atptour)

Non poteva che essere un Novak Djokovic estremamente provato quello che si è presentato in conferenza stampa al termine della sconfitta contro Daniil Medvedev che gli ha negato il Grande Slam. Nole ha preferito glissare sull’ormai abituale commento post-partita che precede il Q&A, preferendo rispondere solo alle domande dei cronisti.

Come riconosciuto da lui stesso, la partita è stata un coacervo di emozioni e tensioni, non tutte negative però: a dispetto di un punteggio abbastanza netto in favore dell’avversario, Djokovic ha ricevuto in maniera quasi plebiscitaria il favore del pubblico, arrivando a commuoversi prima dell’ultimo game dell’incontro: “Ho provato tante emozioni diverse, penso davvero quello che ho detto durante la cerimonia. Certo, parte di me è molto triste, è una sconfitta difficile da digerire, visto ciò che c’era in palio. D’altro canto, però, ho avvertito qualcosa che non avevo mai avvertito prima a New York, il pubblico mi ha fatto sentire davvero speciale, e la cosa mi ha piacevolmente sorpreso. Non mi aspettavo niente, ma il supporto e l’energia che ho ricevuto dal pubblico sono cose che mi ricorderò per sempre. Per questo mi sono messo a piangere al cambio campo, le emozioni e le energie erano fortissime, direi forti quanto ciò che avrei provato vincendo il mio ventunesimo Slam. Ovviamente un atleta vuole vincere, ma questi sono i momenti e le connessioni che durano a lungo – è stato meraviglioso“.

LA PARTITA

Prima di tutto, però, Djokovic ha voluto rendere omaggio alla prestazione solidissima del suo avversario, sua più credibile alternativa e forse anche qualcosa di più: “Il suo servizio è stato molto preciso, è sceso in campo con grande determinazione. Era palpabile che stesse dando il meglio con tutti i colpi, e in più aveva grande chiarezza su cosa fare dal punto di vista tattico. Io invece sono stato sotto la sufficienza da ogni punto di vista, le gambe non c’erano. Ho fatto del mio meglio, ma ho commesso tanti errori e servito male. Quando affronti un avversario come Medvedev, che serve con precisione e ottiene tanti punti gratis, sei continuamente sotto pressione nei tuoi turni di battuta. Purtroppo è stata una giornata no, non era destino che vincessi”.

 

Medvedev era arrivato alla finale in grande tranquillità (un solo set perso contro i sei di Djokovic), e le oltre cinque ore in meno passate in campo potrebbero aver avuto un ruolo decisivo: “Forse tutte le ore passate in campo mi hanno condizionato, ho giocato molto di più rispetto a Daniil. Allo stesso tempo gli ultimi cinque o sei mesi mi hanno portato a spendere tante energie emotive e nervose, perché ci sono stati gli Slam, le Olimpiadi e i tornei giocati nella mia città. Tutte queste cose hanno finito per accumularsi, e sfortunatamente non sono riuscito a fare l’ultimo passo”.

Al Roland Garros contro Tsitsipas, Nole aveva rimontato due set in finale, ma ieri sera non era cosa: A Parigi mi sentivo meglio in campo, qui mi sentivo lento e poco energico. La chiave del match è stata l’inizio del secondo set, quando sono andato 0-40 sul suo servizio: con un colpo meglio eseguito qua e là forse avrei girato la partita, ci sono andato molto vicino. Chissà cosa sarebbe successo se ci fossi riuscito, forse avrei iniziato a sentirmi meglio, anche grazie al supporto del pubblico. Lui però è stato fantastico, posso solo fargli le mie congratulazioni, grande mentalità, grande approccio, grande gioco, è stato bravissimo in tutto. Ha giocato meglio e meritato la vittoria, non ci sono dubbi. So che avrei potuto e dovuto giocare meglio, ma questo è lo sport, si vince e si perde. Per me è una sconfitta dura ma allo stesso tempo sono contento per lui, è un bravo ragazzo e merita il titolo“.

Novak Djokovic – US Open 2021 (Andrew Ong/USTA)

SORPASSO AL VERTICE?

La vittoria di Medvedev potrebbe avere un impatto storico che va al di là della questione Grande Slam e del fatto che sia il suo primo titolo Slam: quella del russo, infatti, è la seconda vittoria Major di un giocatore nato dopo il 1988 e il primo di un giocatore della Next Gen. In merito, Djokovic sembra pensare che la svolta non sia solo vicina, ma che sia anzi già arrivata: “Credo che il riassestamento al top sia iniziato già lo scorso anno con la vittoria di Dominic Thiem qui a New York. Daniil potrebbe diventare numero uno molto in fretta. Sentite, è normale che sia così, la transizione era inevitabile anche se noi giocatori più anziani continuiamo a giocare”.

Il tema più importante, però, sarà legato alla capacità dei nuovi campioni di esercitare il medesimo fascino dei Big Three (e di Serena Williams) per mantenere il tennis ai vertici della piramide sportiva, un compito non semplice: “Vogliamo continuare ad attirare l’attenzione del pubblico sul tennis finché possiamo; io voglio continuare a giocare e provare a vincere altri Slam e giocare per il mio Paese, queste sono le mie motivazioni più grandi. La Next Gen è ormai una realtà consolidata, e presto prenderà il comando: credo che il tennis sia in buone mani, sono tutti bravi ragazzi e grandi, grandi giocatori, hanno qualcosa da dare sia dentro che fuori dal campo. Speriamo tutti che questa transizione sia semplice e lineare dal punto di vista della popolarità del tennis, questa è una cosa molto importante. Tutti vogliamo vincere, ma allo stesso tempo siamo anche i rappresentanti più importanti del gioco; dobbiamo esserne consapevoli e cercare di portare tanti nuovi fan, perché alla fine questa è la cosa che conta, è la cosa che crea opportunità per i più giovani e per i giocatori dalla classifica più bassa. Le cose vanno benissimo per i migliori, ma dobbiamo fare un lavoro migliore alla base del gioco“.

UN BILANCIO DEL 2021

Come detto, per Djokovic la corsa iniziata a febbraio in Australia stava iniziando ad esigere una gabella molto significativa. Non è quindi troppo strano che nonostante la sconfitta il momento sia stato liberatorio, specialmente al termine di un torneo veramente duro:Ero sollevato quando è finita, perché il crescendo emotivo del torneo è stato davvero difficile da gestire. Allo stesso tempo mi sono sentito triste, deluso e grato per quanto fatto dal pubblico, mi hanno dato un momento speciale sul campo”.

Djokovic non ha ottenuto il Golden Slam né il Grande Slam, e il fatto che ci si debba interrogare su quanto positiva sia stata la sua annata dà un’idea di che tipo di standard questo giocatore abbia creato per sé stesso: “Alla fine credo di poter essere soddisfatto della mia annata, ho fatto finale in tutti gli Slam vincendone tre. Sono stato molto chiaro sui miei obiettivi negli ultimi due anni, voglio essere al meglio negli Slam e ci sto riuscendo. Devo essere orgoglioso di ciò che ho fatto con il mio team, anche se oggi non sono riuscito a conquistare il titolo”.

Novak Djokovic – US Open 2021 (via Twitter, @usopen)

E come già ribadito, Nole si è ripromesso di continuare a cercare altre vittorie: “Comunque nel tennis impariamo rapidamente a lasciarci i momenti difficili alle spalle: presto ci saranno nuove sfide, e ormai so come dimenticare le sconfitte nelle finali Slam, che sono le più dure da digerire. Cercherò di imparare la lezione e di ripartire diventando ancora più forte, amo ancora il tennis e mi sento ancora bene in campo. Finché ci sono le motivazioni, continuerò a giocare“.


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