Halep corona il sogno: Parigi vale (bene) il primo Slam

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Halep corona il sogno: Parigi vale (bene) il primo Slam

PARIGI – Indietro di un set e un break, Simona rimonta Sloane Stephens e conquista il suo primo Slam. Trionfa al Roland Garros 40 anni dopo la connazionale Virginia Ruzici

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[PODCAST] Alla Conquista della Terra Ep 28 – Finalmente Halep

[1] S. Halep b. [10] S. Stephens 3-6 6-4 6-1 (da Parigi, la nostra inviata)

 

STORICA HALEP – Sulla terra del Philippe Chatrier oggi Simona Halep è in paradiso. Nella sua quarta finale Slam – la terza a Parigi – la numero 1 del mondo vince finalmente il suo torneo dei sogni. Dopo 2 ore e 3 minuti batte una perfetta e quasi ingiocabile (per un set e mezzo) Sloane Stephens, numero 10 del mondo e campionessa dello US Open 2017, con lo score di 3-6 6-4 6-1. Sul 6-3 2-1 il meccanismo della statunitense si inceppa, Sloane perde in precisione e lucidità, forse in preda a un calo fisico, mentre Halep acquista progressivamente fiducia e precisione. E finalmente il trionfo. Simona può stringere a sé la tanto agognata Coupe Suzanne Lenglen, diventando così la seconda tennista rumena a trionfare al Roland Garros, 40 anni dopo l’exploit della connazionale Viginia Ruzici. “Vendica” inoltre Ruzici nel secondo scontro Slam tra una rumena e una statunitense, dopo che Chris Evert vinse contro Virginia nel 1980. Un sogno che si avvera per Simona, che non solo conquista il suo primo titolo major, ma consolida inoltre la prima posizione della classifica mondiale. La vittoria contro Sloane è la sesta su 8 confronti diretti e Simona ha sempre vinto sulla terra. Halep diventa così la 27esima campionessa dello Slam francese (dieci anni dopo aver conquistato lo Slam parigino nella categoria juniores) e la 49esima vincitrice Slam dell’Era Open. Il successo di oggi le regala il settimo sigillo sulla terra, il 17esimo in carriera. Diventa inoltre la giocatrice con più vittorie, finora, del 2018 (35) seguita da Kvitova (32). È la quarta tennista ad aver vinto più partite al Roland Garros (24) dietro Serena Williams (63), Maria Sharapova (56) e Svetlana Kuznetsova (52).

Simona Halep e Sloane Stephens – Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell’Olivo)

LA CRONACA DEL MATCH – Sono numerosissimi i tifosi rumeni presenti sugli spalti dello Chatrier che cominciano a gridare “Simona! Simona!” venti minuti prima che entrino in campo le giocatrici. L’atmosfera è febbrile sul centrale perché molti in realtà attendono di vedere come reagirà Simona Halep alla sua quarta finale Slam, la terza a Parigi. All’ingresso in campo delle finaliste, scoppia un boato e il nome di Simona risuona fragoroso, ancora e ancora.

PRIMO SETLa rumena parte molto tesa, commette subito tre gratuiti in risposta facilitando il compito a Stephens che sale 1-0. Sloane si dimostra ordinata e lucida, piazzando colpi tesi e angolati, comandando lo scambio e facendo spostare l’avversaria da una parte all’altro del campo. Le due giocano a specchio studiandosi da fondo e ingaggiando un testa a testa sfiancante. Il secondo game è lottato, ma alla fine la spunta la rumena. Nonostante Halep spinga da fondo imperterrita cercando profondità, Stephens ribatte con un palleggio da playstation. Sloane è dappertutto, prende tutto e rimanda ogni palla, inducendo all’errore l’avversaria che si ostina a restare troppo dietro alla linea di fondo, va fuori giri e si ritrova 1-3. Anche i tifosi rumeni sembrano storditi dall’avvio perfetto dell’americana, anche se poi ricominciano fiduciosi a incitare la loro beniamina. La n. 1 del mondo si avvicina sul 2-4 e ora comincia a mettere in campo palle più alte e liftate, cercando di scardinare così la regolarità, il ritmo e le accelerazioni di Stephens. Ma non basta. La statunitense allunga le distanze salendo 5-2; non sbaglia nulla e, chirurgica con cross tesi e lungolinea, è quasi sempre lei a chiudere il punto. Ecco che la rumena, dopo 40 minuti, ha a disposizione la prima palla break del set grazie a una smorzata; palla break che spreca subito cacciando a rete un rovescio. Non tarda ad arrivare un setpoint tutto americano, e dopo 41 minuti una perfetta e quasi ingiocabile Sloane Stephens conquista il primo set per 6-3. Tutti i loro precedenti incontri si sono conclusi in due set. Un segno del destino anche per questa finale?

SECONDO SETStephens corre veloce e strappa il servizio a Simona in apertura di secondo set. La statunitense continua a dominare e gioca come il gatto col topo con Halep, che non trova le giuste posizioni né la tattica per infondere dubbi all’avversaria. La n. 10 del mondo sale 2-1. Ricordiamo che l’anno scorso Halep era avanti di un set e un break contro Ostapenko e ha perso l’incontro. Ora è la sua avversaria ad essere in vantaggio di un set e un break. Che sia anche questo un segnale? Intanto per la prima volta nel match, non solo la rumena strappa la battuta a Sloane e pareggia i conti sul 2-2, ma sale in vantaggio 3-2. Piccolo passaggio a vuoto dell’americana che sembra un po’ più lenta sulle gambe. A questo punto le due hanno conquistato il 50% dei punti, ma ora il vento soffia a favore di Halep che, più accorta e sempre in spinta, allunga il passo sul 4-2. Il braccio però le trema ancora, e dal 4-2 subisce la rimonta di Stephens. Simona spinge e spinge ancora portandosi sul 5-4. E riparte il coro incessante dei tifosi rumeni, indefessi e scatenati nell’incitare la n. 1 del modo. Ora è Sloane ad andare fuori misura, come se il meccanismo perfetto di un set e mezzo si stesse via via inceppando. Arriva il setpoint rumeno, e dopo 1 ora e 25 minuti di gioco la n. 1 del mondo agguanta la seconda frazione per 6-4, facendo esplodere il Centrale in un boato infinito.

Simona Halep – Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell’Olivo)

TERZO SET – Sloane ha perso lo smalto con cui ha brillato nella prima parte del match. Ora concede più errori all’avversaria che sale in vantaggio 2-0 per la gioia incontenibile del pubblico. Se Stephens sembra in confusione, la rumena è più decisa, più centrata e realizza geometrie più insidiose. Halep pare non fermarsi più e sale rapidamente 5-0. “Il centrale sembra Bucarest!” esclama il nostro Ilvio Vidovich in tribuna. Verissimo. Il Philippe Chatrier si “incendia” per Halep, che ora è a un game dalla storia, dalla gloria, dal paradiso. Stremata e in lacrime Simona Halep alza finalmente le braccia al cielo, pazza di gioia e incredula. La n. 1 del mondo entra nella storia diventando la seconda rumena a vincere il Roland Garros, quarant’anni dopo Virginia Ruzici – presente in tribuna – che vinse nel 1978. 3-6 6-4 6-1 lo score contro Stephens, che si scioglie completamente nel terzo set, in preda alla stanchezza fisica ma soprattutto mentale. Lo Chatrier vibra tutto per Simona.

Ai microfoni di Marion Bartoli e Fabrice Santoro, Halep ha la voce che le trema: “Grazie ragazzi per tutto il sostegno, ho fatto di tutto per conquistare il primo Slam, sognavo questo momento fin da piccola e ho realizzato questo sogno qui a Parigi. Ero in svantaggio ma poi mi sono liberata, volevo gustarmi fino in fondo il match e mi sono detta che potevo farcela“.

Simona Halep – Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell’Olivo)

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Djokovic, il governo francese: “Niente Roland Garros per i non vaccinati”

Il ministro dello sport Maracineanu smentisce le proprie affermazioni dei giorni scorsi. Intanto il Daily Mail conferma la squalifica di tre anni dall’Australia

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Novak Djokovic - Roland Garros 2021 (foto Twitter @RolandGarros)

Non è finita nemmeno quando è finita. Sebbene la vicenda relativa alla presenza di Novak Djokovic all’Australian Open 2022 si sia conclusa domenica 16 gennaio, con l’obbligo per il numero uno del mondo di lasciare il paese, i suoi strascichi sembrano destinati a permeare le cronache almeno per qualche altro giorno. Nelle ultime ore, infatti, il ministro dello sport francese Roxana Maracineanu ha confermato che il vaccino sarà necessario per giocare il Roland Garros.

Abbiamo deciso di adottare il pass vaccinale“, ha tweettato. “Da quando la legge entrerà in vigore sarà obbligatorio per gli spettatori e per i giocatori (sia francesi che stranieri) per poter entrare negli ERP [établissement recevant du public o luoghi preposti ad eventi pubblici, ndr] dove è già necessario un pass sanitario”.

 

Si tratta di una notevole giravolta rispetto alle parole pronunciate qualche giorno fa, quando Maracineanu stessa aveva affermato: “Oggi, per entrare in Francia, non abbiamo lo stesso regolamento in vigore in Australia. Il green pass viene richiesto per gli atleti, francesi o stranieri, che vivono o hanno domicilio in Francia e che intendono usufruire di un impianto sportivo; ma, per i grandi eventi, [come lo Slam parigino, ndr], ci sono dei protocolli scelti dalle federazioni che vengono ad aggiungersi a quelli già in vigore per le attività sportive quotidiane. Questo permetterebbe ad atleti come Djokovic di fare comunque ingresso nel territorio francese”.

Allo stesso tempo, tuttavia, questa svolta non è inaspettata: nelle scorse settimane, infatti, Emmanuel Macron aveva affermato: “Ai non vaccinati, ho tanta voglia di rompere le scatole. E quindi continueremo a farlo, fino alla fine. Questa è la strategia“. Era quindi prevedibile che la linea del governo si raddrizzasse sulla base delle parole non esattamente conciliatorie del presidente della repubblica transalpina. Detto questo, la costituzionalità del provvedimento non è ancora stata confermata: nuovi sviluppi potrebbero seguire nell’eventualità di un pollice verso da parte delle corti. E se le ultime parole del ministro dello sport non erano rivolte direttamente al campione uscente dello Slam parigino, ci ha pensato Christophe Castaner, membro di spicco del partito di Macron La République en Marche! a mettere le cose in chiaro su chi sia il bersaglio quantomeno più noto del provvedimento: “Djokovic non potrà giocare se non rispetterà le regole che valgono per tutti gli spettatori, i raccattapalle e i professionisti che lavoreranno al Roland Garros“.

DJOKOVIC, TRE ANNI DI ESCLUSIONE DALL’AUSTRALIA?

Nel frattempo, il Daily Mail ha riportato le parole di Karen Andrews, ministro degli affari interno del governo Morrison, al Today Show. Stando alle sue parole, Djokovic sarà effettivamente bandito dall’Australia per tre anni come prevede la normativa. Sembra quindi che la possibilità di una riduzione del ban, inizialmente riportata in virtù delle clausole sezione 133C(3) del Migration Act che parlano di “compelling circumstances” e “compassionate or compelling circumstances” che avrebbero potuto convincere l’esecutivo a rivalutare la propria scelta, non verranno prese in considerazione. Andrews però non ha chiuso completamente la porta, aggiungendo che nuove richieste d’ingresso nel Paese da parte di Nole “potrebbero essere valutate in futuro, ma al momento siamo nel campo delle ipotesi”.

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Amélie Mauresmo è la nuova direttrice del Roland Garros

Per l’ex numero uno WTA tre anni di contratto. È la prima donna della storia a ricoprire l’incarico

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Amelie Mauresmo - Montecarlo 2019 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

Adesso è ufficiale: Amélie Mauresmo è la nuova direttrice dell’Open di Francia. Ex numero uno della classifica WTA, venticinque titoli in carriera tra cui due nei tornei del Grande Slam, Mauresmo prende il posto di Guy Forget, dimessosi nei giorni scorsi dopo cinque anni al comando adducendo una totale mancanza di dialogo col presidente federale Moretton. “Sono orgogliosa di entrare a far parte del team del Roland Garros” ha detto Mauresmo. “Ho accettato la carica di direttrice con ambizioni chiare, e le perseguirò con la libertà, la passione e le alte aspettative verso me stessa che mi hanno sempre guidata e contraddistinta“.

Già capitana di Fed Cup e Coppa Davis, nonché coach di Andy Murray e Lucas Pouille, che sotto la sua guida arrivò in semifinale all’Australian Open, Amélie Mauresmo è la prima donna nella storia a ricoprire il delicato incarico. L’ex numero uno del mondo dirigerà un torneo che non ha mai vinto: non solo, curiosamente è lo Slam in cui ha fatto meno bene, raggiungendo al massimo i quarti di finale nel 2003 e nel 2004, mentre nel 2006 riuscì a vincere Australian Open e Wimbledon. Per quanto riguarda il Masters 1000 di Parigi Bercy, l’altro torneo che era diretto sin dal 2012 da Guy Forget, bisogna attendere “Il nuovo direttore del torneo indoor di Bercy sarà annunciato all’inizio del 2022”, ha fatto sapere Gilles Moretton, il presidente federale francese.

 

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Roland Garros, Guy Forget lascia la carica di direttore

Lasciato anche l’incarico di Bercy. Non ancora note le motivazioni, ma l’ex-N.4 ATP era recentemente stato coinvolto nei Pandora Papers in quanto proprietario di una società offshore

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Guy Forget - Roland Garros 2016 (foto di Roberto Dell'Olivo)

Come riportato dall’Équipe, Guy Forget si è dimesso dalla carica di presidente del Roland Garros e del Rolex Paris Masters di Bercy; era in carica rispettivamente dal 2016 e dal 2012. Non sono ancora note le motivazioni di questa decisione, ma è forte il sospetto che sia legata al suo coinvolgimento nei Pandora Papers, uno studio su circa 12 milioni di documenti provenienti da 14 società finanziarie che ha rivelato l’esistenza di circa 29.000 entità offshore.

Era infatti emerso come Forget, vincitore di 11 titoli di singolare e 28 di doppio con rispettivi best ranking di N.4 e N.3, fosse stato proprietario per undici anni di una società offshore con sede presso le Isole Vergini Britanniche chiamata Mainland Group Limited. Fondata nel 2005, la compagnia creata per “detenere proprietà intellettuali” è stata liquidata nel 2016 con un attivo di 1,4 milioni di euro.

Forget aveva negato il suo coinvolgimento, attribuendo la gestione di tutti i suoi interessi alla IMG, forse il gruppo più potente nel mondo del tennis come dimostra la recentissima acquisizione del Mutua Madrilena Open. La società di management sportivo aveva però negato, affermando che i rapporti con il tennista transalpino si erano interrotti al momento del suo ritiro avvenuto nel 1997 (secondo Guy, invece, IMG avrebbe continuato a rappresentarlo fino al 2012, anno in cui ha lasciato l’incarico di capitano di Davis ricevuto nel 1999). Le dimissioni di Forget fanno quindi pensare che ci sia stato un sostanziale sviluppo nell’inchiesta in corso, probabilmente non a suo favore; aggiorneremo l’articolo appena ci saranno degli sviluppi.

 

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