WTA Eastbourne: finalmente Giorgi

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WTA Eastbourne: finalmente Giorgi

Dopo due brutte sconfitte su erba, Giorgi trova un successo che potrebbe rilanciarla. Avanti anche Kuznetsova e Pavlyuchenkova

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CAMILA ISPIRATA – Buona prestazione della marchigiana che riesce finalmente a guadagnare un secondo turno su erba alla vigilia del terzo Slam stagionale. Lo fa quest’oggi sbrigando la pratica Irina Camelia Begu con ampio margine, conquistando l’incontro per 6-2 6-2 senza mai dare l’impressione di poter perdere il controllo. Un’ora esatta di partita ha sancito il passaggio del turno sulla superficie nobile del tennis, che quest’anno non ha però portato particolare fortuna alla ex numero 30 del ranking WTA. Nel 2018 ha raccolto appena un successo nelle qualificazioni di Birmingham mentre a Nottingham è stata subito eliminata dalla slovena Jakupovic. Chissà che questo torneo di preparazione a Wimbledon non si possa rivelare un turning-point della sua stagione. Proprio sui prati londinesi la tennista Italo-argentina ha già dimostrato in passato di poter esprimere un ottimo livello di gioco, come dimostrano gli ottavi di finale raggiunti nel 2012 e il terzo turno dello scorso anno e date le sue potenzialità ci si aspetta sempre qualcosa in più da una giocatrice che potrebbe davvero occupare una poltrona di assoluto prestigio nella classifica mondiale. La speranza è l’ultima a morire e dopo aver risolto la controversia con la Federazione, che l’ha ufficialmente riammessa in Fed Cup, tutti speriamo che la marchigiana ci possa sorprendere fino in fondo nel prossimo futuro. Cominciando proprio da questo torneo di Eastbourne con uno sguardo rivolto al prossimo major.

PAVLYUCHENKOVA E COLLINS IN TRE – Ad aprire il programma odierno ad Eastbourne, ultimo torneo combined su erba in programma prima dell’edizione 2018 dei Championships, è toccato alla russa Anastasia Pavlyuchenkova opposta alla romena Sorana Cirstea e alla statunitense Danielle Rose Collins, che sfidava la giovane wild card britannica Katie Swan. Entrambi i match si sono conclusi al terzo set, il primo è stato caratterizzato dalla rimonta completata dalla numero 28 WTA che, dopo aver perso il primo parziale per 6-2 ed essersi trovata a due punti dall’eliminazione nelle battute finali del secondo, si è imposta alla distanza con lo score finale di 2-6 7-5 6-4 in oltre due ore e 20 minuti di partita. Sono stati comunque necessari ben cinque match point per stroncare la resistenza di Cirstea, che ha perso il servizio decisivo nel nono gioco del terzo parziale. In contemporanea la nordamericana Collins, laureatasi nel 2016 e quest’anno semifinalista a Miami, si aggiudicava il set d’apertura, veniva poi sorpresa dalla numero 206 del ranking mondiale nel secondo ma tornava alla fine a condurre il match superando il turno per 6-3 3-6 6-3 in poco meno di due ore di gioco.

 

 VEKIC COMODAMENTE, KUZNETSOVA LUCE E BUIO – Successo più comodo invece per la croata Donna Vekic contro la kazaka Yulia Putintseva, in match che non ha presentato particolari insidie. Dopo aver ceduto il servizio in apertura, comunque prontamente recuperato, ha strappato il servizio nel decimo gioco del primo parziale e ha poi condotto nel secondo fino a chiudere per 7-5 6-3. Ottima la giovane croata, compagna di Stan Wawrinka, a reagire nei momenti di difficoltà e a farsi trovare pronta appena avuta l’occasione. Storia differente per l’altra russa in gara quest’oggi, l’ex numero 2 del mondo Svetlana Kuznetsova. Prima un combattuto set d’apertura opposta alla greca Maria Sakkari, incassato per 6 giochi a 3, e poi un secondo decisamente più negativo perso con lo stesso punteggio dopo essersi ritrovata sotto anche per 5-0. La russa è però tornata in cattedra nel parziale decisivo, tenendo il servizio nel primo gioco e brekkando subito l’ellenica. Qualche altra difficoltà nel percorso ma alla fine l’ex campionessa del Roland Garros passa il turno con lo score di 6-3 3-6 6-4 dopo 2 ore e 7 minuti di partita. Nell’altro match di giornata vittoria in rimonta di Katerina Bondarenko ai danni della francese Alizé Cornet, che dopo aver chiuso per 6-4 il primo parziale ha ceduto alla distanza alla qualificata ucraina con il punteggio di 4-6 6-2 6-4.

Risultati:

A. Pavlyuchenkova b. S. Cirstea 2-6 7-5 6-4
D.R. Collins b. [WC] K. Swan 6-3 3-6 6-3
D. Vekic b. Y. Putintseva 7-5 6-3
S. Kuznetsova b. M. Sakkari 6-3 3-6 6-4
[Q] K. Bondarenko b. A. Cornet 4-6 6-2 6-4
C. Giorgi b. I. Begu 6-2 6-2

Gianluca Rossino

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Miami: Fognini rimonta e vince, fuori Sonego. Male Giorgi [AUDIO]

Fabio batte Andreozzi e la torcida argentina. Lorenzo perde due tie-break con Isner “Ma mi sono divertito”. Camila totalmente fuori palla cede a Tatjana Maria

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[15] F. Fognini b. G. Andreozzi 5-7 6-4 6-4

da Miami, Vanni Gibertini

 

Viene da Fabio Fognini il primo terzo turno di questa trasferta nordamericana per i colori azzurri, ma non è stato per nulla semplice. Il n.2 italiano ha impiegato ben 2 ore e 24 minuti per piegare Guido Andreozzi, coriaceo argentino n.80 ATP e recente semifinalista al Challenger di Phoenix. Dopo un primo set giocato in maniera balbettante e perduto a causa di un break subito malissimo sul 5-5 (due “gratuiti” e un doppio fallo), Fognini ha iniziato a lasciar andare il braccio cercando di aprire di più il campo per piazzare le accelerazioni vincenti. Andreozzi è un giocatore solido da fondo che tiene bene il palleggio, ma non ha la “legnata” che può fare il punto in ogni situazione come invece ha Fabio, per cui gli scambi sono spesso nelle mani dell’italiano, nel bene e nel male.

Dopo aver vinto il secondo set per 6-4, Fognini si è staccato sul 3-0 vincendo due bei game consecutivi nei quali il battitore si era trovato sotto 0-40 ma era riuscito a tornare in parità, ma niente è mai facile quando in campo c’è Fabio, che prende pure un “point penalty” per due pallate tirate fuori dalle gradinate. Le risposte, molto più efficaci dei servizi, hanno tenuto il punteggio in bilico fino alla fine, quando gli spalti si sono riempiti fino alla capienza massima del Campo Butch Buchholz creando un bel tifo, sorprendentemente dalla parte di Fognini, considerando che il suo avversario era sudamericano. Dal 4-4, un parziale di sei punti a uno a suon di vincenti ha portato l’italiano a due punti dal match, e un diritto in rete Andreozzi poco più tardi ha chiuso il match siglando l’avanzamento al terzo turno per la testa di serie n.15.

Si chiude quindi una serie negativa di cinque sconfitte consecutive per Fognini, che dopo il match ha confermato alla stampa di essere ancora alle prese con la caviglia dolorante che lo ha fatto tribolare alla fine del 2018 e che la lunga trasferta lontana da Federico e Flavia sta cominciando a pesargli. Al prossimo turno per lui un confronto con la testa di serie n. 22 Roberto Bautista Agut, da lui battuto sette volte in nove precedenti incontri.

[7] J. Isner b. [Q] L. Sonego 7-6(2) 7-6(6)

da Miami, Luca Baldissera

Affrontare il Professor John Isner, titolare indiscusso della cattedra di Tennis Percentuale presso l’università del circuito ATP, è un esame durissimo, in particolare per uno studente del primo anno come Lorenzo Sonego, che non se lo è mai trovato davanti in precedenza. “Long John” qui è campione uscente, o meglio lo è di Crandon Park, e non viene da un periodo brillante a livello di prestazioni e risultati. Ma era nella stessa situazione dopo Indian Wells anche l’anno scorso, e sappiamo bene com’è andata a finire. Per farci partita, bisogna stare concentratissimi dal primo all’ultimo punto, i propri turni di servizio sono tutti potenzialmente fatali se ci si distrae, e nel raro caso in cui capiti un’occasione sulla battuta del gigante statunitense, va azzannata a tutti i costi, perchè potrebbe essere l’unica e l’ultima. Non facile mentalmente, per nulla.

Lorenzo, di umiltà e grinta, si mette lì game dopo game, giocando molto bene anche in risposta (splendidi almeno due passanti di dritto in corsa), e approda al quasi inevitabile tie-break che conclude la stragrande maggioranza dei set giocati da Isner. 13 punti conquistati da chi è in risposta nei primi 12 game (4 Lorenzo, 9 John, nessuno arriva a 40 in ribattuta), non serve analizzare altro. Purtroppo, un passaggio a vuoto di Sonego, con due brutti doppi falli proprio quando pesano di più, costa il set all’azzurro, 7-2.

Nel secondo parziale non cambia molto, a parte un affanno via via più evidente per Lorenzo nel rimanere attaccato all’avversario. C’è anche una palla break (unica in assoluto vista in questa partita) che Sonego annulla nel settimo game, poteva già chiudere la vicenda, ma l’italiano è molto bravo a stare attento e lucido con la testa, e il secondo tie-break ne è la conseguenza. Stavolta i due procedono appaiati, Sonego va anche in vantaggio di un minibreak, fino al 5-3, ma si fa riprendere, annulla un match point, si vede cancellato dalla bomba di John un set point, (“credevo mi battesse sul dritto, invece ha tirato dall’altra parte“) e alla fine, con una palla corta non proprio ben eseguita, cede definitivamente.

Bravo lo stesso, sono match che vanno giocati, e come è successo spesso persi, per poter essere magari vinti la prossima volta. L’esultanza di Isner è la miglior prova di quanto alto sia stato il livello di Lorenzo oggi: niente lode, perchè si va a casa, ma una bella promozione a mio avviso l’azzurro se la merita.

T. Maria b. [29]C . Giorgi 6-3 6-4

Difficile commentare la partita persa da Camila Giorgi nel tardo pomeriggio di Miami contro la franco-tedesca Tatjana Maria. Seduto accanto a me in tribuna, il capitano azzurro Corrado Barazzutti ha cercato di capire insieme a me, per un’ora, cosa stesse andando storto, senza riuscirci. Banalmente, Camila – al rientro dopo diverse settimane di inattività, il che può avere un peso – ha trovato davanti a sè una giocatrice atipica che di più non si può. Ottimo servizio, una prima palla potente e precisa, e oltre a quello, da Tatjana le sono arrivati solamente una ragnatela di slice e chop, sia di dritto che di rovescio, giocati esclusivamente in appoggio, e pallonetti altissimi ogni volta che veniva attaccata.

Roba da andare fuori palla solo a guardare il match da bordocampo, figurarsi giocandolo. Ovviamente, una top-30 davanti a una simile tattica dovrebbe entrare a tutto braccio e fare i buchi un colpo si e uno no, però per farlo bisogna essere molto sicuri del proprio ritmo. Camila evidentemente non lo era, ha sbagliato tantissimo, molti dritti affondati in rete proprio perchè colpiti fuori timing, attacchi pentiti, schiaffi al volo non definitivi. Una brutta prestazione, poco da dire, bisogna essere onesti.

Sì, dovevo essere più decisa, fare di più. Non è facile giocare con lei, è diversa da tutte le altre. Ora vado a Charleston, poi in Europa. I miei completini? Si, come ti dicevo a Melbourne li inizieremo a commercializzare tra un paio di mesi, prima di Wimbledon!“. L’unico aspetto positivo per Giorgi è stato il servizio, solo 2 doppi falli, è da Melbourne che ha fatto un bel salto di qualità con la battuta. Per il resto, bisognerà ritrovare convinzione e sicurezza, perché quella vista stasera non è e non può essere la Camila che conosciamo.

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ATP

Miami: ottimo Sonego, Fabbiano non completa la rimonta

Gran prestazione di Lorenzo, solido e attento contro Klizan. Thomas nella ripresa del match di ieri va al terzo, ma cede a Ivashka

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da Miami, il nostro inviato

[Q] L. Sonego b. M. Klizan 6-4 6-3

 

Lorenzo Sonego prosegue con il suo ottimo momento di forma, e dopo essersi qualificato per il tabellone principale, approda con grande merito al secondo turno del Miami Open. Lo slovacco Martin Klizan è un giocatore forte ed esperto, ha avuto un best ranking di 24 ATP, tira forte ed è aiutato dalle traiettorie mancine del servizio e del dritto. Quello che si definisce un gran brutto cliente, insomma, ma d’altronde siamo a un Masters 1000, è difficile affrontare gente “passata per caso”. Lorenzo mette in campo (il numero 2, in fondo all’impianto) il suo tennis migliore, lotta da fondocampo come un leone, anzi un “polipo”, soprannome che aveva ai tempi dei tornei Open per la sua capacità di allungarsi su ogni palla. Una volta disinnescata la spinta di Martin, i contrattacchi di Sonego sono micidiali, spesso in contropiede, conclusi molte volte con efficaci chiusure a rete. Bravissimo.

Ottima la resa della prima di servizio (90% dei punti), in generale bella l’aggressività e la sensazione di controllo del gioco e del campo da parte dell’italiano, 6-4 6-3 a uno come Klizan è un risultato coi fiocchi (scambio di break all’inizio, poi break decisivo di Lorenzo al decimo game nel primo set, break nel quarto game e nessuna occasione concessa all’avversario nel secondo). Ora per Sonego John Isner, nessun precedente, lo statunitense campione in carica è certamente favorito, ma per come sta giocando “Lollo”, se riuscisse a rimettere in campo almeno qualcosa della grandinata di botte al servizio che gli arriveranno… chissà.

I. Ivashka b. T. Fabbiano 6-4 1-6 6-3

Thomas Fabbiano ha ripreso più o meno contemporaneamente a Sonego il suo match contro il bielorusso Ilya Ivashka, 80 ATP, aveva perso il primo set ieri sera prima dell’interruzione per pioggia, e si era portato in vantaggio 3-0 nel secondo prima che il meteo dichiarasse chiusa la giornata di tennis. Oggi, sul campo Butch Bucholz (dedicato al fondatore di questo torneo), purtroppo Thomas dopo aver ben chiuso il secondo parziale per 6-1, si è fatto scappare Ilya all’inizio del terzo (break, controbreak, e poi ancora break per Ivashka che lo portano 3-1), senza più riuscire a riprenderlo.

Veramente un peccato, perchè per quello che si era visto nei primi 20 minuti di questa “seconda partita” Fabbiano pareva bello pimpante, gran corse, passanti, attacchi e pallonetti. Forse, però (anche se dalla tribuna è facile dirlo) l’italiano a tratti è stato troppo difensivo, e per quanto a un tipo come Thomas far punto vincente è difficile, sul duro alla lunga si rischia di pagarla. Ivashka ha giocato molto bene, bisogna dargliene atto, piazzando le accelerazioni che doveva nei momenti giusti.

Fabbiano ha avuto un’occasione di rientrare in partita quando il bielorusso, al servizio per il match sul 5-3, è prima andato sotto 0-30, e poi ha concesso una palla break, ma è arrivato l’ace centrale di Ilya, che ha successivamente chiuso con passante di rovescio e poi con uno in cross di dritto, complimenti a lui. Per Thomas, ora, il rientro in Europa, e la stagione sulla terra rossa, che potrebbe dare qualche soddisfazione in più rispetto al cemento americano.

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ATP

Miami: partita stregata, Berrettini fuori al primo turno [AUDIO]

Matteo cede a Hubert Hurkacz, sprecando tante occasioni, e buttando il primo set. “Che sfortuna la pioggia, niente allenamento. Ma non cerco scuse, bravo lui”

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H. Hurkacz b. M. Berrettini 6-4 6-3

da Miami, il nostro inviato

 

Dopo un primo set che sfugge nel modo più fastidioso possibile, è dura mantenere la calma e la concentrazione. Nel game iniziale della sua partita di primo turno al Miami Open 2019, Matteo Berrettini ha tre palle break consecutive, e poi una quarta, che gli sfuggono anche per meriti dell’avversario, Hubert Hurkacz, il polacco che la settimana scorsa era arrivato a giocarsi i quarti di finale a Indian Wells contro Roger Federer. Per il resto del set, il gioco procede regolare, senza rischi particolari per chi va alla battuta, fino al 5-4 Hurkacz, servizio Berrettini: e qui Matteo si incarta in una sequenza terribile di 4 errori consecutivi, nell’ordine un doppio fallo, due dritti larghi, un rovescio lungo, 6-4 praticamente regalato a Hubert. Che disdetta, davvero.

Il match si sta svolgendo sul nuovo centrale, l’enorme e asimmetrica struttura ricavata all’interno del’Hard Rock Stadium, di solito teatro delle partite casalinghe dei Dolphins, la squadra di NFL della città. Non deve essere facile trovare le misure e i riferimenti, ma ovviamente la cosa vale per entrambi i giocatori. Però Hubert è qui ad allenarsi da sabato, Matteo ha toccato la prima palla in questo impianto stamattina, sono cose che a questi livelli possono influire. Hurkacz, lo abbiamo visto in California, è un buonissimo tennista, spinge, attacca, difende, fa un po’ tutto bene. Berrettini spinge i suoi colpi preferiti, servizio e dritto, ma anche di rovescio manovra con efficacia, in particolare alcuni slice bassissimi sono stati molto utili a far girare il ritmo degli scambi.

Nel secondo set, finalmente Matteo capitalizza le occasioni che gli si presentano nel terzo game, brekka Hubert, ma restituisce subito il favore facendosi controbrekkare, il suo sospiro di delusione si sente fino alla tribuna stampa, che qui non è proprio vicinissima al terreno di gioco. E come fosse una maledizione, arriva ancora un game stregato: sul 4-3 per il polacco, Berrettini si fa rimontare da 40-15 (anche qui, un paio di errori evitabili per l’azzurro), perde ancora la battuta, e tre minuti dopo Hurkacz chiude 6-3, certamente meritando, ma la sensazione di partita che poteva e doveva girare, ma non lo ha fatto, rimane. Peccato Matteo, dagli Stati Uniti ci si porta a casa un bel successo a Phoenix, ora sarà da smaltire la delusione, e preparare per bene la stagione sulla terra rossa.

Miami: risorge Tipsarevic, le giovani fanno la voce grossa

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