Mondo Challenger: Stakhovsky, dal ciglio del burrone a Wimbledon

L'ucraino salva quattro match point all'esordio contro Liam Broady poi vince il torneo di Ilkley, che tradizionalmente fornisce una wild card per il tabellone principale dei Championships. Lorenzi KO in finale a L'Aquila, Auger-Aliassime a Blois

Mondo Challenger: Stakhovsky, dal ciglio del burrone a Wimbledon
Sergiy Stakhovksy - Challenger Ilkley 2018 (foto via Twitter, @BritishTennis)

Ilkley (Gran Bretagna, €127.000, erba) – [8] S. Stakhovsky b. O. Otte 6-4 6-4

Passa una bella differenza, tra il setaccio di Roehampton e il tabellone principale di Church Road. Lo sa bene Sergiy Stakhovsky, passato in un paio d’ore d’ansia dal precariato delle affollate quali alla certezza del cospicuo assegno previsto per gli aventi diritto al main draw. Gli è stato necessario annullare quattro match point nel primo turno al mancino autoctono Liam Broady, per riuscire nello scopo, ma passato lo spavento gli astri si sono allineati, favorendo un percorso netto sino al traguardo finale. Poca storia nell’ultimo atto a sorpresa contro il tedesco Oscar Otte, raggiunto passando attraverso le convincenti vittorie ai danni di Jordan Thompson, primo favorito del seeding, e dell’astro nascente USA Michael Mmoh. Il litigioso tennista di Kiev a Wimbledon è sempre un caratterista interessante: qualcuno di molto importante ancora se lo sogna la notte.

 

L’Aquila (Italia, €43.000, terra) – [6] F. Bagnis b. [2] P. Lorenzi 2-6 6-3 6-4

Niente da fare per Paolo Lorenzi, battuto nell’atto finale del nuovissimo Challenger abruzzese da Facundo Bagnis, sempre un discreto osso sulla terra battuta distante dai riflettori. Risultato comunque positivo per Paolino, giunto a L’Aquila piuttosto lontano dalla miglior condizione e in finale attraverso un percorso molto sofferto, come dimostrano le enormi difficoltà passate per battere all’esordio Carlos Boluda Purkiss e in semifinale Thiago Monteiro, nel secondo caso dopo essere stato obbligato a cancellare due match point. Bravo Bagnis a infilarsi nel buco aperto nella parte alta dalla precoce eliminazione patita da Carballes Baena e discreti i rampolli di casa nostra, tutti giunti – e purtroppo tutti eliminati – ai quarti di finale: Gianluigi Quinzi dalla bestia nera Clezar, che già l’aveva fatto secco in maggio a Vicenza, stavolta sprecando quattro palle per il match nel tie break del terzo; Filippo Baldi proprio da Paolo Lorenzi; Gian Marco “Jimbo” Moroni da Thiago Monteiro e da un problema all’addome, che l’ha costretto al ritiro già all’alba del primo parziale.

Blois (Francia, €43.000, terra) – S. Griekspoor b. [5] F. Auger-Aliassime 6-4 6-4

Felix Auger-Aliassime è stato a un passo dal delitto perfetto: il quarto trofeo in carriera, con tanto di doppietta back to back su suolo francese dopo il trionfo a Lione della settimana passata, a un certo punto aveva assunto le rassicuranti sembianze della formalità, ma Scott Griekspoor, rappresentante insieme al maggiormente noto Tallon e allo sconosciuto Kevin della tennisofila casata di Haarlem, aveva altre idee per la testa. Alla fine ha vinto lui, non solo contro pronostico, ma anche piuttosto nettamente: la sorpresa del weekend si è consumata in quest’angolo di Loira. Per rendere l’idea, l’olandese è entrato nel torneo avendo vinto una sola partita a livello challenger negli ultimi due anni, e non aveva mai battuto in carriera alcun collega classificato tra i primi duecento del mondo. A far parte dei “duecento”, a breve, potrebbe essere proprio lui (il computer da stamane lo segnala al 217 ATP).

Poprad (Slovacchia, €64.000, terra) – [4] J. Kovalik b. A. De Greef  6-4 6-0

Era a digiuno da più di due anni, ma costante nell’avvicinare il tennis che conta lavorando nelle periferie della palla di feltro. A Poprad Jozef Kovalik è tornato a vincere un Challenger: l’ultima soddisfazione era arrivata a Napoli nell’aprile del 2016, quando in finale, curiosamente, gli era toccato battere Arthur De Greef, proprio l’avversario sconfitto nel duello decisivo di ieri. Facilitato nel tragitto dalle precoci uscite di Gerald Melzer e Casper Ruud, primi due favoriti in gara, Kovalik continua l’avvicinamento a una top 100 distante ormai solo diciassette posizioni. Resta lo spazio per infliggere l’ennesima nota di demerito a Lukas Rosol, sconfitto al primo turno da Dennis Novak e addirittura sprofondato alla posizione di classifica numero 263: circostanze che, alla vigilia di Wimbledon, metteranno un po’ di tristezza a chi ha discreta memoria.

Fergana (Uzbekistan, $75.000, cemento) – [1] N. Milojevic b. [2] E. Lopez-Perez 6-3 6-4

Di Nikola Milojevic ci si ricorda, bene, come di un gran prospetto più o meno smarrito nell’arduo passaggio dal mondo dei tornei junior al professionismo: ex numero 1 delle classifiche under 18, egli battagliava, spesso con successo, con i vari Quinzi, Coric, Garin e Kokkinakis, ma sinora ha mantenuto fino a un certo punto. Se non altro, ieri è arrivato il primo titolo Challenger alla quarta finale disputata, la seconda consecutiva nella città uzbeka. Prima testa di serie ai nastri di partenza, Milojevic è giunto all’atto decisivo insieme al secondo favorito Enrique Lopez-Perez, poi battuto in modo molto netto, facilitato nel compito da un tabellone sinistramente simile a quello di un Future: la media della classifica dei partecipanti esondava oltre la posizione 350, per dire, anche grazie alla partecipazione del mai dimenticato Farrukh Dustov, oggi intristito al 1085 ATP ma già frequentatore della top 100 nel 2015.

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