Mondo Challenger: Stakhovsky, dal ciglio del burrone a Wimbledon

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Mondo Challenger: Stakhovsky, dal ciglio del burrone a Wimbledon

L’ucraino salva quattro match point all’esordio contro Liam Broady poi vince il torneo di Ilkley, che tradizionalmente fornisce una wild card per il tabellone principale dei Championships. Lorenzi KO in finale a L’Aquila, Auger-Aliassime a Blois

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Ilkley (Gran Bretagna, €127.000, erba) – [8] S. Stakhovsky b. O. Otte 6-4 6-4

Passa una bella differenza, tra il setaccio di Roehampton e il tabellone principale di Church Road. Lo sa bene Sergiy Stakhovsky, passato in un paio d’ore d’ansia dal precariato delle affollate quali alla certezza del cospicuo assegno previsto per gli aventi diritto al main draw. Gli è stato necessario annullare quattro match point nel primo turno al mancino autoctono Liam Broady, per riuscire nello scopo, ma passato lo spavento gli astri si sono allineati, favorendo un percorso netto sino al traguardo finale. Poca storia nell’ultimo atto a sorpresa contro il tedesco Oscar Otte, raggiunto passando attraverso le convincenti vittorie ai danni di Jordan Thompson, primo favorito del seeding, e dell’astro nascente USA Michael Mmoh. Il litigioso tennista di Kiev a Wimbledon è sempre un caratterista interessante: qualcuno di molto importante ancora se lo sogna la notte.

L’Aquila (Italia, €43.000, terra) – [6] F. Bagnis b. [2] P. Lorenzi 2-6 6-3 6-4

 

Niente da fare per Paolo Lorenzi, battuto nell’atto finale del nuovissimo Challenger abruzzese da Facundo Bagnis, sempre un discreto osso sulla terra battuta distante dai riflettori. Risultato comunque positivo per Paolino, giunto a L’Aquila piuttosto lontano dalla miglior condizione e in finale attraverso un percorso molto sofferto, come dimostrano le enormi difficoltà passate per battere all’esordio Carlos Boluda Purkiss e in semifinale Thiago Monteiro, nel secondo caso dopo essere stato obbligato a cancellare due match point. Bravo Bagnis a infilarsi nel buco aperto nella parte alta dalla precoce eliminazione patita da Carballes Baena e discreti i rampolli di casa nostra, tutti giunti – e purtroppo tutti eliminati – ai quarti di finale: Gianluigi Quinzi dalla bestia nera Clezar, che già l’aveva fatto secco in maggio a Vicenza, stavolta sprecando quattro palle per il match nel tie break del terzo; Filippo Baldi proprio da Paolo Lorenzi; Gian Marco “Jimbo” Moroni da Thiago Monteiro e da un problema all’addome, che l’ha costretto al ritiro già all’alba del primo parziale.

Blois (Francia, €43.000, terra) – S. Griekspoor b. [5] F. Auger-Aliassime 6-4 6-4

Felix Auger-Aliassime è stato a un passo dal delitto perfetto: il quarto trofeo in carriera, con tanto di doppietta back to back su suolo francese dopo il trionfo a Lione della settimana passata, a un certo punto aveva assunto le rassicuranti sembianze della formalità, ma Scott Griekspoor, rappresentante insieme al maggiormente noto Tallon e allo sconosciuto Kevin della tennisofila casata di Haarlem, aveva altre idee per la testa. Alla fine ha vinto lui, non solo contro pronostico, ma anche piuttosto nettamente: la sorpresa del weekend si è consumata in quest’angolo di Loira. Per rendere l’idea, l’olandese è entrato nel torneo avendo vinto una sola partita a livello challenger negli ultimi due anni, e non aveva mai battuto in carriera alcun collega classificato tra i primi duecento del mondo. A far parte dei “duecento”, a breve, potrebbe essere proprio lui (il computer da stamane lo segnala al 217 ATP).

Poprad (Slovacchia, €64.000, terra) – [4] J. Kovalik b. A. De Greef  6-4 6-0

Era a digiuno da più di due anni, ma costante nell’avvicinare il tennis che conta lavorando nelle periferie della palla di feltro. A Poprad Jozef Kovalik è tornato a vincere un Challenger: l’ultima soddisfazione era arrivata a Napoli nell’aprile del 2016, quando in finale, curiosamente, gli era toccato battere Arthur De Greef, proprio l’avversario sconfitto nel duello decisivo di ieri. Facilitato nel tragitto dalle precoci uscite di Gerald Melzer e Casper Ruud, primi due favoriti in gara, Kovalik continua l’avvicinamento a una top 100 distante ormai solo diciassette posizioni. Resta lo spazio per infliggere l’ennesima nota di demerito a Lukas Rosol, sconfitto al primo turno da Dennis Novak e addirittura sprofondato alla posizione di classifica numero 263: circostanze che, alla vigilia di Wimbledon, metteranno un po’ di tristezza a chi ha discreta memoria.

Fergana (Uzbekistan, $75.000, cemento) – [1] N. Milojevic b. [2] E. Lopez-Perez 6-3 6-4

Di Nikola Milojevic ci si ricorda, bene, come di un gran prospetto più o meno smarrito nell’arduo passaggio dal mondo dei tornei junior al professionismo: ex numero 1 delle classifiche under 18, egli battagliava, spesso con successo, con i vari Quinzi, Coric, Garin e Kokkinakis, ma sinora ha mantenuto fino a un certo punto. Se non altro, ieri è arrivato il primo titolo Challenger alla quarta finale disputata, la seconda consecutiva nella città uzbeka. Prima testa di serie ai nastri di partenza, Milojevic è giunto all’atto decisivo insieme al secondo favorito Enrique Lopez-Perez, poi battuto in modo molto netto, facilitato nel compito da un tabellone sinistramente simile a quello di un Future: la media della classifica dei partecipanti esondava oltre la posizione 350, per dire, anche grazie alla partecipazione del mai dimenticato Farrukh Dustov, oggi intristito al 1085 ATP ma già frequentatore della top 100 nel 2015.

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Challenger Maia: Luca Van Assche suona la prima sinfonia

Dopo tre finali perse il 18enne francese alza il suo primo trofeo nell’ultimo appuntamento stagionale. Vittoria anche per Lajovic a Maspalomas. Appuntamento per tutti il 2 gennaio

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Luca Van Assche - Instagram

L’unico dato positivo dell’eliminazione nei quarti di finale di Bonadio, Moroni e Giustino è che così abbiamo tutto lo spazio per festeggiare la prima vittoria di Luca Van Assche che trionfa al Challenger 80 di Maia (Portogallo, terra battuta indoor), battendo in finale 3-6 6-4 6-0 l’austriaco Maximilian Neuchrist (n.359 ATP). Partita non semplice (oltre due ore di gioco) per il giovane talento francese che già era stato costretto alla rimonta nella semifinale contro Aleksandar Vukic. Ma il ragazzo è proprio nelle difficoltà che sta crescendo in questa sua prima stagione da professionista, superando innanzitutto quella sorta di maledizione che lo vedeva giocare ottimi tornei per poi fermarsi al momento dell’ultimo scatto.

Esattamente una settimana fa, dopo che aveva perso la finale del Challenger di Valencia, avevamo scritto: ”Sconfitta amara per il 18enne transalpino, figlio di padre belga e madre italiana, ancor più amara perché va a sommarsi alle due finali perse tra Lisbona e Brest nel mese di ottobre. Ma si sa che di solito è questo il pedaggio che bisogna pagare prima di sollevare dei trofei. E siamo assolutamente convinti che Luca di trofei ne solleverà parecchi”. Vorrete perdonarci l’autocitazione ma quando ti capita tra le mani un futuro fenomeno fai di tutto per accendere i riflettori su di lui. Nel frattempo, in attesa della nuova stagione e delle qualificazioni degli AO, Luca frantuma per l’ennesima volta il proprio best ranking alla posizione n.138 ATP, n.13 di Francia.

Si giocava anche in Spagna a Maspalomas (Challenger 80, terra battuta outdoor) dove ha vinto Dusan Lajovic che ha battuto in finale 6-1 6-4 il canadese Steven Diez (n.348 ATP). Partita a senso unico per il 32enne serbo che nel torneo ha dovuto faticare solo nella semifinale contro Pablo Llamas Ruiz. Per Lajovic è il settimo titolo Challenger, circuito in cui è tornato a competere dopo anni di assenza perché gli servivano assolutamente i punti per rientrare in top 100 e assicurarsi il tabellone principale per i prossimi AO. Obiettivo centrato perché con questo successo riguadagna la posizione n.80 che, seppur lontana dal n.23 che toccò nel 2019, gli consente di affrontare la nuova stagione con una certa tranquillità.

 

Adesso per tutti qualche giorno di vacanza, pochi in realtà per i tempi sempre più compressi del calendario internazionale, e appuntamento il 2 gennaio a Canberra e Noumea per coloro che affronteranno la trasferta agli antipodi. Per tutti gli altri la campanella suonerà ad Oeiras, in Portogallo, sempre il 2 gennaio.

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Al Challenger di Maspalomas gli azzurri vogliono chiudere la stagione con un acuto

Jimbo Moroni e Lorenzo Giustino raggiungono i quarti nel torneo spagnolo. Molto bene anche Riccardo Bonadio a Maia

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Bonadio - Foto Marta Magni

Al Challenger 80 di Maspalomas (terra battuta outdoor) Jimbo Moroni e Lorenzo Giustino approdano ai quarti di finale e lanciano un bel segnale dopo una stagione veramente complicata. Jimbo, a lungo afflitto da problemi fisici che non gli hanno mai permesso di raggiungere la miglior condizione, è partito dalle qualificazioni e poi ha battuto Rudolf Molleker e Titouan Droguet in due match per niente semplici. Adesso dovrà affrontare il canadese, di formazione spagnola, Steven Diez (n.348 ATP), giocatore che, pur avendo visto giorni migliori, rimane comunque un avversario ostico che vale molto di più della sua modesta classifica. Giustino da parte sua ha superato prima il norvegese Viktor Durasovic e poi l’austriaco Lukas Neumayer e adesso se la vedrà con Pablo Llamas Ruiz (n.417 ATP), giocatore ampiamente alla sua portata. Eliminato nel tabellone cadetto il novarese Giovanni Fonio cui è stato fatale l’incrocio con Imanol Lopez Morillo (.n.586 ATP).

Il secondo torneo di quest’ultima settimana Challenger andava in scena, come da tradizione, nella città portoghese di Maia (terra battuta indoor) dove avevamo tre italiani in tabellone: Riccardo Bonadio, Luciano Darderi ed Alessandro Giannessi. Molto bene il tennista friulano che ha dovuto sudare in entrambi i match vinti: 6-4 2-6 7-6(7) a Nicolas Alvarez Varona (n.238 ATP), annullando cinque match point, e poi un doppio 7-5 al qualificato francese Raphael Collignon (n.297 ATP). Tutti e due 20enni, o poco più, che con l’entusiasmo della gioventù avevano messo la freccia per effettuare il sorpasso ma Riccardo ha spiegato loro che sono sì bravi, ma un rovescio come il suo devono ancora metterlo in catalogo. Adesso lo aspetta il padrone di casa Nuno Borges (n.93 ATP e prima testa di serie) che tra l’altro nel secondo turno si è anche riposato approfittando del ritiro del connazionale Pedro Sousa che era anche avanti 4-2. E a questo punto della stagione, come ben sapete, ogni stilla di energia è preziosa. Anche per questo per l’azzurro non sarà per niente facile. Fuori all’esordio un Giannessi che contro il bulgaro Alexandar Lazarov (n.303 ATP) ha confermato come per lui questo 2022 sia un anno da dimenticare in fretta. Eliminato nel primo turno anche Darderi, autore comunque di un’ottima stagione, che si è ritrovato improvvisamente senza benzina contro il non irresistibile russo Ivan Gakhov (n.257 ATP) che non ha faticato più di tanto per vincere 6-3 6-4.

Eliminati nelle qualificazioni Federico Bertuccioli, Niccolò Catini e Andrea Picchione che hanno approfittato di un’entry list un po’ così per cercare fortuna ad un livello superiore rispetto a quello che sono abituati a frequentare. Non hanno avuto fortuna ma non hanno neanche demeritato, soprattutto l’abruzzese Andrea Picchione (n.428 ATP) che nel secondo e decisivo turno è stato ad un passo dalla vittoria contro l’esperto austriaco Maximilian Neuchrist (n.359 ATP).

 

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Challenger di Andria, vince ancora lo svizzero Leandro Riedi. A Valencia trionfa Krutykh

Grande prestazione anche del 18enne francese Van Assche che a Valencia sfiora di nuovo il successo. Vittorie anche di Yosuke Watanuki e Guido Andreozzi

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Alexey Krutykh - Challenger Valencia 2022 (Twitter @atpchallengertour)
Alexey Krutykh - Challenger Valencia 2022 (Twitter @atpchallengertour)

Al Challenger 80 di Andria (cemento indoor) lo svizzero Leandro Riedi concede il bis e conquista il suo secondo torneo consecutivo, dopo la vittoria della settimana scorsa ad Helsinki. Il kazako Mikhail Kukushkin (n.223 ATP) ha fatto il possibile per contrastarlo e bisogna ammettere che ha anche avuto le sue occasioni come sul 5-5 del primo set quando è riuscito a strappare il servizio al giovane elvetico. Ma Riedi si è mostrato ancora una volta imperturbabile e ha subito restituito il favore, raggiungendo un tie-break che ha poi dominato. Come ha dominato il secondo parziale in cui è andato subito in fuga, fino alla vittoria finale col punteggio di 7-6(4) 6-3, in poco meno di due ore di gioco. Il 20enne nativo di Frauenfeld non ha concesso un solo set in tutto il torneo e, a parte la finale, ha dovuto soffrire solo all’esordio contro il francese Hugo Gaston (testa di serie n.2) che l’ha costretto ad un doppio tie-break. Con questo risultato Riedi migliora ovviamente il proprio best alla posizione n.161 ATP e si prepara ad un grande 2023 che anche per lui inizierà agli antipodi.

Un altro ragazzo che quanto a talento non deve invidiare niente a nessuno è il teenager francese Luca Van Assche che al Challenger 90 di Valencia (terra outdoor) si è fermato solo in finale, sconfitto 6-2 6-0 in poco meno di un’ora dall’ucraino Oleksii Krutykh. Una sconfitta amara per il 18enne transalpino, figlio di padre belga e madre italiana, ancor più amara perché va a sommarsi alle due finali perse tra Lisbona e Brest nel mese di ottobre. Ma si sa che di solito è questo il pedaggio che bisogna pagare prima di sollevare dei trofei. E siamo assolutamente convinti che Luca di trofei ne solleverà parecchi perché, oltre ad essere già forte adesso, i suoi margini di miglioramento sono enormi. E la sua straordinaria velocità di piedi, che di solito sta alla base di tutto, è una garanzia per il futuro. Nel frattempo migliora ulteriormente il proprio best al n.176 ATP e anche lui può cominciare a preparare le creme solari perché le qualificazioni degli AO lo aspettano.

Al Challenger 80 di Yokkaichi (cemento outdoor) Yosuke Watanuki batte in finale Frederico Ferreira Silva con un doppio 6-2. Attenzione che quanto scriviamo non è frutto di un refuso ma è da imputare ad un destino bizzarro che si è divertito a riproporre, ad una sola settimana di distanza, la stessa finale di Kobe. L’unica differenza è che questa volta il portoghese si è arreso senza combattere mentre sette giorni fa si era difeso con tenacia, andando anche vicino alla vittoria. Strana parabola quella del tennista giapponese che a 24 anni si riscopre campione e frantuma di nuovo il proprio best salendo al n.145 ATP, terzo giocatore del suo paese nella classifica mondiale.

 

Si giocava anche a Temuco, città nel sud del Cile (Challenger 80, cemento outdoor) dove in una finale tutta argentina Guido Andreozzi ha battuto Nicolas Kicker col punteggio di 4-6 6-4 6-2. Per il 31enne nativo di Buenos Aires è la nona vittoria Challenger che gli garantisce una boccata d’ossigeno in un momento difficilissimo della sua carriera che l’ha visto sprofondare in classifica, dopo che nel 2019 era arrivato ad essere n.70 ATP.

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