Challenger Padova, sorpresa Eremin: battuto Bolelli

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Challenger Padova, sorpresa Eremin: battuto Bolelli

La testa di serie numero 2 cede per 6-2 al terzo. Eremin sfiderà Gian Marco Moroni (sconfitto Jacopo Berrettini al tiebreak decisivo). Niente da fare per Mager

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Risultato ad effetto per Edoardo Eremin. Il 24enne di Acqui Terme, che da primavera ha scelto la San Marino Tennis Academy di Giorgio Galimberti come sua base, ha infatti sconfitto un nervoso Simone Bolelli – l’azzurro ha ricevuto un warning da parte del supervisor per un lancio di racchetta finito sugli spalti – e raggiunto il secondo turno degli “Internazionali di tennis Country 2001 Team”, torneo ATP Challenger dotato di un montepremi di 43.000 euro in corso sui campi in terra rossa del Tennis 2000 di Padova. Eremin, al momento numero 758 della classifica mondiale (vanta un best ranking di numero 292 raggiunto due anni fa) e quindi passato attraverso le qualificazioni (6-4 6-4 nel turno decisivo ad Alessandro Petrone, che lo precede di quasi trecento posti nel computer ATP), con il punteggio di 6-1 3-6 6-2, in un’ora e 35 minuti di gioco, ha eliminato a sorpresa il davisman azzurro, numero 145 ATP e secondo favorito del tabellone, reduce dai quarti di finale nell’ATP 250 di Bastad (dove in coppia con Fabio Fognini ha disputato anche la finale del doppio). L’allievo di Giorgio Galimberti, che sempre in Veneto si era messo in luce a maggio superando le qualificazioni nel challenger di Mestre (43.000 euro, terra), è ora atteso da un altro derby tricolore: giovedì sera infatti il tennista piemontese si giocherà un posto nei quarti con il 20enne romano Gian Marco Moroni, numero 256 ATP, in tabellone con una wild card.

Ufficio stampa San Marino Tennis Academy di Giorgio Galimberti


La giornata di martedì 24 si è conclusa con due incontri al cardiopalma e le tribune del campo centrale Serena Wines 1881 completamente gremite per assistere al grande tennis internazionale: in pre-serale è Tomislav Brkic (ora al suo best ranking di 184 ATP) a spuntarla nel match con il brasiliano Bellucci (b.r. 21 ATP) dopo più di due ore di gioco e servizi ai 200 km/h con il punteggio di 2-6 7-5 6-1. Il serale è tutto per il beniamino di casa Matteo Viola opposto all’ex n.5 delle classifiche mondiali Tommy Robredo: più di mille appassionati di tennis hanno assistito ad un incontro di livello assoluto, in cui il veneto ha annichilito lo spagnolo nel primo set conquistandolo per 6-1, senza riuscire poi a contenerlo nel secondo e terzo set, cedendo infine per 1-6 6-1 6-1. Nei primi match di giornata, subito sorpresa sul centrale con la netta eliminazione della testa di serie n.3 Gimeno Traver (best ranking 48 ATP), che cede per 6-3 6-3 al connazionale Gutierrez-Ferrol, mentre in contemporanea Carlos Boluda-Purkiss regola con un simile punteggio (6-4 6-3) il portoghese Monteiro. A seguire, nella sfida Next Gen tra i migliori ’98 italiani Gian Marco Moroni e Jacopo Berrettini, è il primo a spuntarla per 6-7 6-0 7-6 (in un incontro ad altissima intensità), mentre cede al terzo set Gianluca Mager con il lucky loser peruviano Varillas. Giovedì 26 la serata si preannuncia “bollente”: alle 19.00 Edoardo Eremin incontrerà Gian Marco Moroni, mentre alle 21.00 Andrea Arnaboldi affronterà Tommy Robredo.

 

Ufficio Stampa Campionati Internazionali Country Team 2001

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Editoriali del Direttore

EDITORIALE – Azzurro cupo per Montecarlo. Sono pessimista

Non avendo mai immaginato che Fognini potesse vincere il torneo del Principato (era quasi k.o. con Rublev…), spero di sbagliarmi di nuovo. Se Berrettini e Fognini fossero in forma… Ma il sorteggio di Sinner, Musetti e Sonego è stato pessimo

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Jannik Sinner - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

IL TABELLONE DI MONTECARLO


Speravo francamente in un sorteggio migliore, per sognare almeno un italiano dei cinque in tabellone, nei quarti o addirittura in semifinale. Ora, visto il tabellone, mi parrebbe un miracolo. Fossero stati in piena forma i due di miglior classifica, Berrettini e Fognini, avrei avuto maggior fiducia. Ma temo che non lo siano. Chi parla già di oggi di Sinner al secondo turno con Djokovic commette forse un errore che spero Jannik non commetta.
Dimentica forse che quattro anni fa a Montecarlo Ramos-Vinolas arrivò in finale per arrendersi al solito Nadal.

Non è più quel Ramos-Vinolas, d’accordo, ma Jannik arriva dagli USA senza un torneo sulla terra alle spalle, un po’ come capitava alle star americane d’un tempo… che poi incappavano in clamorose figuracce e faccio i debiti scongiuri. Tengo presente infatti anche che Jannik è uscito un tantino traumatizzato dalla finale di Miami, nella quale – secondo me – pensava di uscirne vittorioso dopo uno splendido torneo. Non è mai facile riprendersi da una sconfitta, a meno che i primi game si mettano subito bene. I giocatori dicono, e sembrano banali: “Un passo alla volta, mai guardare più in là”.

Ma noi giornalisti siamo diversi, il tabellone invece lo guardiamo, lo dobbiamo guardare. E allora ci chiediamo: che Djokovic sarebbe quello che scenderebbe in campo contro Sinner al primo match dopo l’infortunio addominale che lo colpì in Australia? Chissenefrega oggi se era stiramento come sostengono in tanti oppure strappo come ha sempre dichiarato lui. Un fatto solo è incontrovertibile: Novak non ha più giocato un match di gara da quando ha dato una lezione di tennis a Daniil Medvedev nella finale dell’Open d’Australia, due mesi fa. E se dovesse affrontare in quello che sarà il suo primo match uno Jannik Sinner emerso vittoriosamente dal duello con Ramos-Vinolas (che giocherà oggi la semifinale di Marbella contro Carreno Busta), beh Novak giocherà da favorito ma non da vincitore in partenza anche se, come Sinner del resto, gioca quasi in casa su campi che conosce benissimo e sui quali ha trionfato due volte.

A Musetti è toccato Karatsev, il russo emergente del 2021, ma del quale si sono fin qui potute apprezzare le qualità tennistiche sul cemento outdoor mentre per quanto riguarda la terra rossa bisogna andare a ripescare soprattutto nel circuito challenger, quando ad agosto dello scorso anno vinse 15 partite su 16 e conquistò i titoli di Praga e Ostrava. Va detto che Musetti, al di là del tennis vario e piacevole, sembra ancora fragilino ai massimi livelli. E Karatsev, n.27 del mondo, è già un giocatore che si è affermato ad alti livelli. Insomma fiducia sì, ma senza illudersi. E comunque, se anche Musetti facesse un exploit ai danni di Karatsev, al secondo turno ci sarebbe Tsitsipas. Insomma, è stato fortunato a conquistarsi una wild card rifiutata a giocatori meglio classificati di lui, ma non è stato per nulla fortunato nel sorteggio.

L’altro Lorenzo, Sonego, ha in Fucsovics un bruttissimo pesce. Ci perse 7-6 al terzo due anni fa a Monaco di Baviera e l’ungherese che quest’anno ha perso tre volte da Rublev ma fatto ottimi risultati qua e là. Al Roland Garros era giunto negli ottavi, battendo Medvedev, Ramos-Vinolas, Monteiro prima di perdere dal solito Rublev, la sua bestia nera. Se Lorenzo superasse il primo turno avrebbe Sasha Zverev. Insomma anche per lui poteva andare meglio, molto meglio.

Arrivo così ai due top-ranked italiani. Un Fognini che non fosse stato dominato da Munar a Marbella mi avrebbe dato fiducia contro Kecmanovic e anche contro Paire o Thompson. Ma in questo stato voglio fare come San Tommaso: prima lo vedo giocare e poi mi sbilancio in un pronostico. Stessa cosa mi sento di dire sul conto di Matteo Berrettini. Anche lui, come Djokovic, ha sofferto di un problema addominale a Melbourne. Ma probabilmente peggiore perché lui è stato costretto a ritirarsi, non ha potuto portare a termine l’Open. E il fatto che due mesi dopo non si sia sentito di “rischiare” nel singolare di Cagliari che avrebbe potuto essere un bel test, ma sia sceso in campo solo nel doppio in coppia con il fratello Jacopo mi lascia molti dubbi. Vero che in doppio si serve un game ogni quattro, mentre in singolo ogni due, però preparare un Masters 1000 in singolare giocando solo un paio di partite in doppio non mi sembra una scelta strategica tranquillizzante.

Sono sempre stato ottimista. Lo ero ad esempio prima di Miami e mi ero sbilanciato prima ancora che Sinner affrontasse Khachanov al secondo turno quando dissi in radio che secondo me Sinner aveva chances di fare molta strada, fino anche alla semifinale (non dissi finale perché pensavo che Medvedev sarebbe arrivato in finale in quella metà di tabellone). Ma non riesco ad essere ottimista prima di questo torneo di Montecarlo. E spero tanto di sbagliarmi. Devo dire che non avrei mai pensato, due anni fa, che Fognini sarebbe riuscito a vincere il torneo. Lo avevo visto contro Rublev a un passo dalla sconfitta. Rimasi lì fino a venerdì, ma avevo fissato un viaggio di famiglia – che ringrazio di aver potuto fare visto tutto quel che è successo dopo con la pandemia – e non vidi il weekend finale di Montecarlo. Mi auguro quindi, di veder smentito anche questa volta il mio pessimismo.

Aggiungo però che anche se le cose dovessero andare come me le aspetto, continuerei a ritenere che questo è il miglior momento per il tennis italiano negli ultimi 40 anni. Soprattutto in prospettiva, magari, perché la miglior generazione azzurra per ora resta quella degli Anni Settanta. Lo dice il ranking ATP che vide Panatta salire a n.4, Barazzutti a n.7, Bertolucci a n.12, Zugarelli a n.24. Gli attuali nostri top-players ancora quei traguardi non li hanno raggiunti. Penso che li raggiungeranno, però, perché giovani come Sinner e Musetti così competitivi non li abbiamo mai avuti. Ma va dato tempo al tempo. E guai a chi non ha pazienza.

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Maria Camila Osorio Serrano, 19 anni, è in finale al WTA 250 di Bogotá

La campionessa dello US Open junior 2019 approfitta di un buon tabellone e raggiunge la prima finale tra le grandi. Sfiderà Tamara Zidansek

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Maria Camila Osorio Serrano - WTA Bogotá 2021 (Photo by Copa Cosalnitas)

Maria Camila Osorio Serrano, colombiana di 19 anni, si aggiunge al nutrito di gruppo di giocatrici nate dall’anno 2000 in poi che hanno raggiunto una finale nel circuito maggiore. Grazie al traguardo raggiunto sulla terra amica di Bogotá, sede di un WTA 250 in estrema altura, Osorio Serrano diventa anche la più giovane tennista colombiana in una finale WTA. Certo parliamo di una nazione che non è mai stata troppo rilevante tennisticamente, come prova la presenza di due sole giocatrici tra le prime 500 del mondo: la stessa Osorio Serrano, che guadagnerà una trentina di posizioni per appostarsi appena fuori dalla top 150, e la ventenne Emiliana Arango addirittura alla posizione 484. Ma il percorso netto di Osorio Serrano, che ha battuto in due set Vickery, Martincova, Voegele e per ultima Tan, reclama attenzione.

Tra le sue avversarie la sola Martincova aveva una testa di serie sulle spalle ed era compresa in top 100, mentre l’ultima fatica non è stata poi così… faticosa; la francese di origini cambogiane Harmony Tan si è arresa per 6-1 6-2 dopo meno di un’ora e mezza, lanciando così Osorio Serrano verso la sua prima finale in cui affronterà Tamara Zidansek, n.93 del mondo e quinta testa di serie, che si è imposta sulla bulgara Tomova in una partita con più break che servizi tenuti.

Insomma, un torneo dal campo partecipanti non certo sfavillante, che è stato ulteriormente impoverito dalla caduta prematura di quasi tutte le teste di serie (le n.1, 2 e 4, rispettivamente Zheng, Sorribes Tormo e Tauson, sono cadute al primo turno e l’olandese Rus al secondo), ha fatto le fortune di una tennista che appena due anni fa si laureava campionessa dello US Open junior e si congedava dal circuito giovanile da numero uno. E che adesso prova a farsi conoscere anche tra le grandi.

 

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ATP

ATP Marbella: Munar ferma la corsa di Alcaraz, è in finale contro Carreno-Busta

Il diciassettenne spagnolo cede in due set al connazionale, oggi più solido nei momenti importanti. Carreno-Busta supera Ramos-Vinolas al tiebreak decisivo

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Sfuma il sogno della prima finale ATP per Carlos Alcaraz, mentre si realizza per Jaume Munar. Il diciassettenne spagnolo ha lasciato intravedere perché, soprattutto sulla terra, può già dare fastidio a molti, ma alla lunga ha pagato anche il verde dei suoi pochi anni. Il classe 1997 Munar dal canto suo ha giocato una partita molto solida, arginando bene la pressione continua del più giovane connazionale e giocando meglio nei momenti più delicati.

Alcaraz parte meglio, salendo 2-0, ma Munar gli impedisce di fare corsa di testa e recupera immediatamente lo svantaggio. I due fanno a sportellate, annullandosi un’altra palla break a testa, fino al tiebreak, giusta conclusione di un parziale equilibrato e di buon livello. Alcaraz è il primo ad andare in vantaggio di un minibreak, ma si fa subito rimontare da 3-1 a 3-3. Sul 4-4 un dritto lungo in spinta del giovane spagnolo regala a Munar un preziosissimo minibreak che il classe 97 tutela fino alla fine, facendo suo il set.

In avvio di secondo set Alcaraz si complica la vita facendosi rimontare in un turno di servizio nel quale conduceva 40-15. Complice anche un doppio fallo, il diciassettenne si lascia invischiare in un game da quattordici punti che alla fine lo vede subire il break alla terza occasione concessa. La reazione arriva però immediata e Alcaraz strappa addirittura a zero la battuta a Munar, impattando poi sul 2-2. I due connazionali se le danno di santa ragione fino al 4-3 quando Munar riesce a trovare di nuovo il break e a guadagnarsi la possibilità di servire per il match. Ancora una volta, Alcaraz si ribella e trova un altro break a zero, di puro orgoglio e incoscienza adolescenziale. Nel successivo turno di servizio però la leggerezza dei diciassette anni si fa sentire in negativo: sul 30-30 infatti Alcaraz approccia con superficialità un colpo sotto rete e si fa infilare dal buon riflesso di Munar. Il primo match point è sufficiente a Jaume per agguantare la prima finale della sua carriera.

 

Nell’ultimo atto sfiderà la testa di serie numero uno Pablo Carreno Busta che ha superato solo al tiebreak decisivo Albert Ramos-Vinolas al termine di una partita di ottima qualità e ricca di colpi vincenti. E dire che dopo il primo set nessuno avrebbe ipotizzato che Carreno avrebbe dovuto sudare così tanto e anzi, che si sarebbe ritrovato addirittura a due punti dalla sconfitta.

Il primo favorito del tabellone esce infatti fortissimo dai blocchi e domina in lungo e in largo il proprio avversario per oltre mezz’ora. Dopo il meritatissimo 6-1 del primo parziale, Carreno si procura anche tre palle per strappare subito il servizio a un tramortito Ramos-Vinolas, che però si aggrappa alla partita ed riesce a salvarsi. Qui è il match cambia nettamente e Ramos prende sempre maggior confidenza, iniziando a far muovere Carreno e ottenendo un break nel quarto gioco. Il mancino spagnolo amministra poi il vantaggio con grande autorevolezza fino al 6-3 che gli vale il secondo set.

Anche nel parziale decisivo è Ramos a partire meglio e a prendersi un break di vantaggio. Tra belle accelerazioni e grandi difese si approda sul 5-4 senza che nessuno dei due abbia chissà che da soffrire al servizio. Sul 30-30 però, Ramos commette un imperdonabile doppio fallo che Carreno Busta gli fa pagare caro andando a prendersi a rete il punto del 5-5. Ramos ha una palla per poter tornare a servire nuovamente per il set, ma non la trasforma. Approdati al tiebreak, il mancino di Barcellona si mette subito nei guai con un dritto largo. Carreno Busta non si lascia pregare e scava un solco che l’avversario non è più in grado di colmare, guadagnandosi così la sua ottava finale in carriera (4-3 il bilancio).

Il tabellone aggiornato

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