Nadal-del Potro, torna il match dell'anno. Djokovic allo specchio

US Open

Nadal-del Potro, torna il match dell’anno. Djokovic allo specchio

Alle 22 scattano le semifinali maschili. Dopo la maratona con Thiem, Rafa è chiamato a un altro durissimo match. Djokovic-Nishikori per gli amanti del gioco d’anticipo: giapponese ‘anello debole’, ma ricordiamo il 2014…

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Nell’era del dominio dei Fab Four eravamo stati abituati a semifinali Slam con in campo sempre gli stessi protagonisti. Tuttavia qualcosa è cambiato a partire dallo scorso anno, quando agli US Open abbiamo assistito alla sfida tra Kevin Anderson e Carreno Busta. I primi 3 Slam del 2018 hanno rispettato questa nuova tendenza: in Australia prima semifinale per Kyle Edmund e Hyeon Chung, a Parigi per il nostro Marco Cecchinato e a Londra per John Isner. Proprio dove tutto era cominciato, a New York, si torna ad avere in semifinale i giocatori che ti aspetti, con l’unica (parziale) sorpresa rappresentata da Kei Nishikori. Tuttavia il giapponese disputerà questa notte la terza semifinale agli US Open e, se in salute, rimane uno dei giocatori più temibili sul cemento outdoor.

Andando per ordine, alle ore 22 sull’Arthur Ashe si sfideranno ancora una volta Juan Martin del Potro e Rafael Nadal, in quello che ormai è diventato un appuntamento classico negli Slam recenti.

NADAL VS DEL POTRO

 

A partire dalla semifinale di New York dello scorso anno, i due ad accezione degli Australian Open si sono sempre affrontati: due volte in semifinale (US Open 2017, Roland Garros 2018) e una volta in quarti di finale (Wimbledon 2018). A spuntarla è sempre stato lo spagnolo, ma a Londra Delpo è andato vicinissimo all’impresa in quello che al momento appare il match dell’anno per livello di gioco espresso e per l’intensità con cui hanno battagliato per quasi 5 ore. A Flushing Meadows il numero 1 del mondo non ha fatto vedere il suo miglior tennis e a partire dal terzo turno è sempre stato costretto almeno al quarto set. I cinque estenuanti set contro Dominic Thiem di martedì notte hanno fatto emergere i problemi che Rafa sta vivendo durante questo torneo: un servizio poco redditizio – con Khachanov e Thiem ha messo a segno appena 3 ace in due partite – e le difficoltà a trovare ritmo da fondocampo nelle fasi iniziali del match, come dimostra il bagel subito contro l’austriaco nel primo set. D’altro canto, come se ce ne fosse bisogno, Nadal ha dimostrato di poter sempre tirare fuori il meglio del suo gioco nei momenti topici del match.

Percorso invece più lineare per Juan Martin del Potro, che sinora ha smarrito solamente un set contro John Isner. Il forfait di Toronto per un risentimento al polso sinistro aveva fatto tremare tutti gli appassionati, ben consci dei diversi problemi di cui l’argentino ha sofferto. Tuttavia Delpo sembra essere riuscito a gestirsi in maniera perfetta e a New York non ha palesato alcun problema fisico, ad eccezione del colpo di caldo (fisiologico, viste le temperature) avuto contro Isner nel match di martedì. L’argentino andrà a caccia della seconda finale Slam proprio a New York, dove 9 anni fa prima di superare Roger Federer in finale sconfisse il suo avversario odierno con un periodico 6-2.

DJOKOVIC VS NISHIKORI

Non prima delle 23.30 ore italiane, quindi molto presumibilmente a seguire della prima semifinale, il 13 volte campione Slam Novak Djokovic sfiderà la testa di serie numero 21 Kei Nishikori. Il serbo ha un buonissimo score contro il giocatore del Sol Levante, contro cui ha perso appena 2 volte nei 16 precedenti. Tra le 2 vittorie giapponesi spicca però quella del 2014 quando Nishikori sconfisse proprio qui a New York l’allora numero 1 del mondo Djokovic, prima di perdere la sua unica finale Slam contro Marin Cilic. Il serbo arriva al match di oggi in sordina, senza aver mai rubato l’occhio ma disputando partite solide in maniera concentrata. Il rischio più grande lo ha corso nel suo match di primo turno contro Marton Fucsovics, dove il suo più grande avversario è stato il caldo asfissiante che ha rischiato di metterlo k.o. durante il terzo set. Questa sera avrà di fronte un giocatore con caratteristiche molto simili alle sue: grande rovescio, ottimo timing sulla palla e eccezionale lavoro di piedi.

Al termine del match contro John Millman ha spiegato come si trovi comunque molto bene contro il giapponese, come per l’appunto dimostra il record di 14-2. “Ho un buonissimo head-to-head contro di lui. Gioca talmente veloce che mi costringe ad essere attento già dal primo punto perché so di dover essere al meglio per competere con lui dalla linea di fondo”.

Il 2018 di Kei Nishikori non è stato finora memorabile, con l’unico acuto rappresentato dalla finale raggiunta a Montecarlo e persa contro Nadal; tuttavia l’aspetto più confortante per il giapponese è la buona condizione fisica dimostrata durante l’anno, nonostante rientrasse da un lungo stop. Nel match contro Marin Cilic, ha fatto vedere il meglio e il peggio del suo repertorio, tantissimi vincenti ma anche molte amnesie come quella di cui è stato vittima dal 4-1 del quinto set (chiuso poi 6-4). Contro Djokovic dovrà riuscire a mantenere per tutto l’arco del match un livello elevato e per prepararsi al meglio si aiuterà con le immagini della semifinale del 2014. “Ho grandi ricordi qui a New York, anche se con Novak è sempre un match duro. Non ricordo nei particolari quel match e quindi proverò a riguardare quella partita e ottenere così più fiducia per venerdì”.

L’eccezionale caldo dei passati giorni sembra ormai essere superato e ciò non può che favorire lo spettacolo. Non è invece da escludere la possibilità che le semifinali maschili si disputino con il tetto chiuso proprio come quelle femminili.

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ATP

US Open, spiraglio per Djokovic? Dal Congresso degli Stati Uniti chiedono a Biden di farlo giocare

Alcuni rappresentanti del congresso degli USA hanno ufficialmente richiesto di far entrare sul suolo statunitense l’ex numero uno del mondo

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Novak Djokovic – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @rolandgarros)
Novak Djokovic – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @rolandgarros)

Da poche ore è arrivata la notizia ufficiale del forfait di Novak Djokovic dalla Rogers Cup, impossibilitato a partecipare al torneo di Montreal per le note restrizioni sui vaccini anti-covid. Un’altra rinuncia a causa della sua ostinazione a rifiutare l’ipotesi di vaccinarsi contro il Covid, che sta compromettendo la sua stagione. Per come stanno le cose oggi, il serbo è destinato a saltare anche il successivo ‘1000’ di Cincinnati e, soprattutto, l’ultimo slam della stagione, al quale comunque per ora è regolarmente iscritto.

Mancano poco più di tre settimane all’inizio dello US Open e per l’ex numero uno del mondo potrebbe aprirsi un piccolo spiraglio. Due rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti, infatti, hanno formalmente richiesto al presidente Joe Biden che venga concesso ai tennisti stranieri non vaccinati di entrare negli USA. Si tratta di Claudia Tenney e Louie Gohmert, entrambi repubblicani, con la prima in particolare che insiste affinché “Novak Djokovic e ogni altro atleta internazionale possano disputare lo US Open”, definendo ridicola la legge attualmente in vigore. Questo perché la manifestazione è ritenuta di interesse nazionale.

Per Djokovic, dunque, le speranze di partecipazione aumentano, nel senso che c’è chi lo sta spalleggiando in via ufficiale (anche perché, a dire il vero, prima erano prossime allo zero…). Con un atto formale come l’esenzione chiesta da Tenney e Gohmert, infatti, potrebbe aprirsi un iter ufficiale per permettergli di competere.

 

È bene ricordare che lo US Open – come ogni altro torneo ATP – non impone alcun obbligo vaccinale per poter giocare. Di conseguenza, il problema del 21 volte campione Slam non è formalmente dato dal torneo, quanto piuttosto dalla (attuale) impossibilità ad entrare negli Stati Uniti. Sono infatti stati diversi i commenti di tennisti che hanno preso le parti del serbo, da Millman a Isner passando per Sandgren. Quest’ultimo non è vaccinato ma è statunitense, quindi potrà regolarmente scendere in campo per lo US Open (lui stesso definisce ridicola questa situazione).

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ATP

John Millman, il Covid negli USA e il caso Djokovic: “Non capisco perchè lui non possa giocare”

L’australiano ha poi aggiunto: “Se tutti rispettassero le regole sarei favorevole a leggi più restrittive, ma se i cittadini non vaccinati possono giocare…”

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John Millman - Eastburne 2022 (foto: profilo Instagram @johnnyhm)

Con ogni probabilità Novak Djokovic non prenderà parte ai più importanti tornei estivi, dato che questi si disputano negli Stati Uniti. Niente Open del Canada, Cincinnati e US Open dunque per l’ultimo vincitore di Wimbledon, dato che le politiche di entrata negli USA sono piuttosto severe e restrittive. Nessuno straniero, infatti, può mettere piede sul suolo statunitense se – come Djokovic – non è vaccinato.

Non è la prima volta che si vengono a creare dibattiti a tal proposito, visto che ad inizio anno è stato fatto tanto clamore mediatico per l’ingresso in Australia (e la successiva espulsione) dell’ex numero uno del mondo. A schierarsi dalla parte di Djokovic, nelle ultime ore, è stato proprio un australiano: John Millman.

L’attuale numero 76 ATP è stato costretto al ritiro dall’ATP250 di Los Cabos (qui il tabellone aggiornato) per via della sua positività al Covid-19. Il 33enne di Brisbane ha contratto il virus proprio negli Stati Uniti, dove la scorsa settimana era impegnato ad Atlanta (sconfitto 7-6 6-4 da Nakashima al secondo turno).

 

Millman ha dunque avuto il tempo necessario per farsi un’idea di quanto (poco) negli USA siano rispettate le norme anti-covid, come da lui stesso spiegato via twitter. A questo punto, l’australiano si è chiesto perché, nonostante il relativo disinteresse per il contenimento del virus, Novak Djokovic non possa giocare i tornei negli Stati Uniti. Tornei ai quali, fra l’altro, possono partecipare cittadini statunitensi non vaccinati, poichè non sono le organizzazioni degli eventi a frapporre questo tipo di restrizione.

Ho contratto il covid – spiega Millman sul suo profilo twitter ufficiale. “Ero negli USA e non mi è sembrato che qui molte persone rispettassero raccomandazioni e indicazioni. Per me non è un problema, ma a questo punto non capisco perché Novak Djokovic non possa competere.

L’australiano, per evitare fraintendimenti, ha poi proseguito e chiarito: “Voglio essere chiaro: se tutti seguissero le regole io sarei favorevole ad una politica vaccinale restrittiva in entrata. Tuttavia, per quel che ho potuto vedere, nessuno se ne curava molto. Inoltre, i tornei permettono di giocare ai cittadini non vaccinati e solo il 30% dei giocatori ha la dose booster– conclude Millman, che qualche ora dopo ha anche commentato: “Twitter è pieno di persone con opinioni diverse su questioni differenti, ma se un atleta dà un giudizio su qualcosa che esula dal suo sport gli viene ripetuto di pensare al proprio sport”.

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Flash

US Open 2022, l’entry list delle qualificazioni: una carovana azzurra a caccia di un posto in tabellone

Saranno ben 19 gli azzurri che passeranno dalle qualificazioni per un posto in tabellone principale

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Andreas Seppi ATP Dallas 2022 (Twitter - @DALOpenTennis)
Andreas Seppi ATP Dallas 2022 (Twitter - @DALOpenTennis)

È stata diramata l’entry list per le qualificazioni maschili dello US Open, l’ultimo slam dell’anno al via sul cemento americano dal 29 agosto fino all’11 settembre. Gli italiani presenti sono ben 19, e si contenderanno un posto nel tabellone principale passando dalle qualificazioni al via il 22 agosto. A guidare il plotone azzurro ci saranno Agamenone e Zeppieri reduci dalla semifinale di Umago. In ordine di ranking troviamo: Agamenone, Zeppieri, Cobolli, Cecchinato, Passaro, Magri, Nardi, Darderi, Pellegrino, Travaglia, Seppi, Arnaboldi, Bonadio, Maestrelli, Brancaccio, Vavassori, Arnaldi, Marcora e Moroni. Occhi puntati in particolare sul giovane diciottenne Nardi (n.166), sul navigato Mager (n.163) e sul sempiterno Seppi (189) che a 38 anni prova a dare un’altra zampata slam.

Tra questi la maggior parte preferisce al momento in Europa per disputare ancora qualche torneo sulla terra rossa. In tabellone principale invece figurano cinque tennisti azzurri: si tratta di Matteo Berrettini, Jannik Sinner, Lorenzo Sonego, Fabio Fognini e Lorenzo Musetti. Ai nastri di partenza figura anche il nome di Novak Djokovic; il serbo, tuttavia, al momento non è ammesso ad entrare nel Paese in quanto non vaccinato. Ci sarà anche Rafael Nadal, a caccia del terzo slam stagionale, e anche tutti gli atleti russi e bielorussi esclusi a Wimbledon: Daniil Medvedev, Andrey Rublev, Karen Kachanov ed Aslan Karatsev.

 

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