US Open: Osaka nuova regina, a Serena Williams saltano i nervi

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US Open: Osaka nuova regina, a Serena Williams saltano i nervi

Incredibile a New York: Naomi gioca un grande match e conquista il primo Slam. Serena perde la testa con l’arbitro Ramos. Gli dà del ladro, subisce “game penalty”, poi scoppia in lacrime

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[20] N. Osaka b. [17] S. Williams 6-2 6-4 (dal nostro inviato a New York)

Una partita bella, palpitante, purtroppo rovinata alla fine da una autentica crisi di nervi di Serena Williams, che ha subito addirittura un game di penalità per aver dato del ladro all’arbitro Ramos, infuriata per una chiamata di coaching precedente. Ma nulla di tutto questo deve sminuire la splendida prestazione della ventenne Naomi Osaka, e il suo fantastico torneo. Prima giapponese di sempre a vincere un titolo Slam, sarà numero 7 del mondo.  Abbiamo assistito contemporaneamente a qualcosa di incredibile in positivo, e anche in negativo.

 

Il primo set parte subito in modo frenetico. Un paio di errori in avvio per Serena, altrettanti vincenti, un servizio imprendibile ma anche un doppio fallo, poi un ace e una bella volée: già il primo game, tenuto da Williams ai vantaggi dopo 8 punti, è bello vivace. L’impressione è che la fuoriclasse statunitense voglia evitare le pericolose partenze “diesel” delle partite precedenti, e far capire da subito a Naomi chi è che comanda. Osaka, di contro, appare un minimo contratta rispetto al solito, ma è brava a tirare il dritto con due ottimi vincenti, e tiene a sua volta la battuta, 1-1. Picchia duro Serena, con tutti i copi a partire dal servizio, tiene botta però alla grande Naomi, e un drittaccio lungo di Williams, nel terzo game, le costa il 30-40: brutto doppio fallo, il secondo, ed è break, 2-1 Osaka. Le urla “C’mon Serenaaaa!” echeggiano dopo nemmeno un quarto d’ora di match, le ragazze se le suonano di santa ragione, ci stiamo dovertendo, il livello è molto alto. Naomi è entrata in ritmo alla grande, mena dritti e rovesci da ogni angolo del campo, e con un ace allunga 3-1, che personalità. Serena alterna belle accelerazioni ed errori banali, sta commettendo un doppio fallo a game di battuta (siamo a 3), e arriva una palla del doppio break. Errore di rovescio Williams (decimo, sono tanti in 5 game), e secondo servizio ceduto, 4-1 Osaka, è un allungo che potrebbe già essere decisivo per le sorti del set. Applausi dell’intero stadio, e di Serena, per un passante di dritto in cross della giapponese, e nel punto successivo, a sottolineare una botta vincente lungolinea, arriva un “C’mon!” di Williams urlato con tutta la cattiveria del mondo.

Sta cercando di scuotersi e fa bene Serena, si conquista una palla break (la prima in suo favore), cancellata dall’ace di Naomi, ne arriva una seconda, e qui è grave il rovescio messo in rete dalla statunitense. Bastonata esterna col servizio di Osaka, che tiene di nervi e grinta, e siamo 5-1. Doppio fallo numero 4 per Williams, che riesce lo stesso ad accorciare sul 2-5, ma la situazione è preoccupante per lei. Tra un punto e l’altro, Serena boccheggia, Naomi saltella, quella tesa delle due incredibilmente non è la ventenne alla prima esperienza in finale Slam. Coerente con il suo personaggio di svagata con la testa sempre tra le nuvole, Osaka appare davvero come una che non sta dando la minima importanza a dov’è, e a contro chi sta giocando. Che fenomeno. Senza problemi, in scioltezza, Naomi chiude il set 6-2. Ricordo pochi esordi all’atto conclusivo di un Major, contro una leggenda vivente poi, gestiti e vissuti con tanta entusiasmante leggerezza. Bravissima, se Williams non cambia marcia di brutto i guai si fanno seri per lei.

Sull’1-1 del secondo set, di nuovo a rischio la battuta di Serena. Dall’angolo di Mouratoglou arriva qualche consiglio troppo udibile, e il conseguente warning per coaching. Williams, molto seccata, va dall’arbitro e gli dice “capisco che tu possa pensare che quello sia coaching, ma io non imbroglio, voglio che tu lo sappia“. Nel frattempo, Naomi continua a essere solidissima in difesa, e a picchiare come un fabbro, e si conquista la palla break. Ci vuole la miglior Serena, prima in spinta, e poi di tocco (gran palla corta) per salvarsi e salire 2-1. I “C’mon!” arrivano in serie anche da Osaka ora, il momento di tensione agonistica è evidente, e tradisce la giapponese, che mette in rete un rovescio e affronta a sua volta una palla break (la terza in tutto). Grandissimo scambio, 19 missili a tutto braccio, concluso dal lungolinea di Naomi, che annulla, ma poi va ancora sotto di un punto: la seconda opportunità per Williams viene cancellata da un ace, questa è classe. Ma siamo nella fase in cui Serena sta dando tutto, c’è la terza palla break del game, sprecata da un errore, poi la quarta, e alla fine il rovescio lungo di Osaka manda l’avversaria avanti 3-1. Ci sono volute 6 palle break alla statunitense per ottenerne uno, vediamo se l’inerzia della partita cambia.

Il sesto doppio fallo di Serena, però, seguito da un gratuito di rovescio, restituisce subito il break a Naomi, Williams infuriata frantuma la racchetta, e si prende il secondo warning, con annesso penalty point, si partirà da 15-0 per l’avversaria nel sesto game. Protesta ancora Serena con l’arbitro portoghese Carlos Ramos: “Io non ho mai imbrogliato in vita mia, non era coaching quello di prima, ho una figlia, non imbroglio, mi devi delle scuse!“, lo sfogo è quasi una crisi di nervi. Serafica e indifferente al tutto, Naomi molla quattro bastonate e pareggia 3-3. Il dritto in cross di Osaka continua a far male a Williams, che non si allunga bene sul lato destro, si conquista un’ulteriore palla break, e la trasforma passando con il dritto, 4-3. Serena continua a dirne di tutti i colori Ramos al cambio campo: “Tu stai attaccando il mio carattere, dicendo che ho imbrogliato, sei tu il bugiardo, non mi arbitrerai mai più, mi devi delle scuse, sei tu il ladro, mi hai rubato un punto!“. Inevitabile “verbal abuse”, e a questo punto viene annunciato “game penalty”. Arriva il supervisor sul campo, Serena è sull’orlo delle lacrime. “Mi è successo troppe volte questo, non è giusto, lo so che non puoi cambiare questo, ma non è giusto!“, che dramma, roba mai vista. Nulla da fare però, 5-3 d’ufficio, e serve di nuovo Williams. Tiene a zero di rabbia Serena, 5-4, e continua a protestare con il supervisor, adesso sta apertamente piangendo, è una scena surreale e sinceramente triste, non in positivo. Ricorda la scenata del 2009 contro Kim Cljisters, con il litigo con la giudice di linea, e la conseguente squalifica.

Senza fare una piega, Naomi tiene il servizio a 30, e chiude lo US Open femminile con una battuta vincente esterna, conquistando il suo primo Slam in un’atmosfera purtroppo molto strana, che peccato. Fantastica Osaka a non scomporsi nella caciara che si è scatenata, una serenità mentale incredibile. Serena la abbraccia e si scusa con lei, ma poi va ancora a muso duro a chedere conto del suo operato a Ramos. Rimane una favolosa cavalcata di questa ragazza così fuori dagli schemi, solare, ma fortissima, la speranza è che questo primo grande trionfo non venga ricordato più per l’autentico “sbrocco” di Williams. Perchè stasera è definitivamente nata una stella, e brillerà a lungo.

Non voglio parlare di nulla, vi dico solo che lei ha giocato alla grande, ha vinto il suo primo Slam“, dice Serena in lacrime alla fine. “Siamo positivi, e festeggiamo Naomi, basta fischi, congratulazioni  a lei, se lo merita. Spero tanto di tornare qui a giocare l’anno prossimo“. Tanto istintiva ed emotiva in campo, altrettanto consapevole e sportiva nel voler subito smorzare i toni dopo il match per non rovinare la festa di Osaka, almeno questo a Williams va riconosciuto. “Mi dispiace che sia finita così, so che tutti facevano il tifo per lei“, dice quasi sottovoce una dolcissima Naomi.Grazie per aver guardato la partita. Significa molto per me che mia mamma sia venuta a vedermi, non lo fa spesso. Sognavo di giocare con Serena in una finale allo US Open, sono felice che sia potuto succedere, grazie”.

Resiste quindi il record di 24 Slam di Margaret Court, curiosamente conquistato qui allo US Open questo stesso giorno di 45 anni fa, l’8 settembre del 1973.

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Super Jannik Sinner! Lorenzi al turno decisivo

Il tennista altoatesino sconfigge Galovic nonostante dei problemi alla schiena vincendo 7-5 al terzo set. Bene Lorenzi che supera Couacaud in due set

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Jannik Sinner - US Open 2019 (via Twitter, @usopen)

JANNIK, CHE CUORE! – In una giornata complicatissima il neo 18enne italiano sconfigge l’amico Viktor Galovic, con cui si è allenato spesso, al termine di una partita combattutissima e resa difficilissima anche dai problemi alla schiena che han fortemente condizionato il rendimento al servizio di Sinner. Jannik è partito piuttosto teso e probabilmente condizionato psicologicamente dal fatto che la sua schiena non l’avrebbe lasciato tranquillo, così giá al primo game ha subito un break che ha consentito a Galovic di condurre sin dall’inizio. Con il passare dei games il rendimento di Sinner sembrava salire sempre di più ma il croato, che a lungo ha rappresentato l’Italia, nel primo set ha giocato sempre in spinta e ha avuto anche fortuna con il nastro in diverse occasioni, specialmente nel momento in cui ha servito per il set quando ha annullato una palla break con una palla ricaduta un centimetro dopo la rete e ha chiuso al terzo set point. 

Il rendimento di Sinner in risposta stava crescendo sensibilmente e nel secondo set alla quarta occasione utile, avvenuta sul 3-2, ha strappato la battuta a Galovic per la prima volta nel match ma la sensazione a bordocampo è che la schiena di Sinner peggiorasse game dopo game non consentendo all’altoatesino di spingere il servizio quanto avrebbe voluto ed infatti nel nono gioco il croato ha ripreso il break. Dopo un game tenuto lottando con le unghie e con i denti sul 5-5 e dopo non aver sfruttato dei set point in risposta, il nativo di Sesto in Val Pusteria ha dominato il tie break grazie ad alcune accelerazioni di dritto fulminee. 

I problemi per Sinner, che in precedenza aveva giá richiesto l’intervento del medico sopra 5-4 nel secondo, son continuati nel terzo set quando sotto 2-1 a causa di due doppi falli ha subito un break che sembrava consegnare il match nelle mani di Galovic. Dopo aver tenuto due turni di battuta agevolmente il potente croato ha avuto due match point in risposta sul 5-2 con Sinner che serviva sempre più piano cercando solo di tenere la battuta profonda, peró il braccio di Galovic è tremato in quel game e soprattutto in quello successivo quando Jannik, incitato dal proprio angolo semplicemente a tenere la palla in campo, ha controbreakkato approfittando di tantissimi errori di Viktor che ha iniziato a steccare praticamente un colpo ogni due scambi.

Nelle fasi finali si è vista ancora una volta la grande forza mentale di Sinner che si è incitato anche più del solito, urlando per caricarsi e spronarsi al massimo sapendo che fisicamente non era messo per niente bene: agganciato Galovic sul 5-5 grazie ad un turno di battuta tenuto a 30, Jannik ha approfittato del braccio tremolante del suo avversario che ha commesso due deleteri doppi falli nel game successivo consentendo all’altoatesino di andare a servire per il match. Tornato sotto nel punteggio Galovic ha disputato un gran game di risposta procurandosi due palle break ma proprio su queste Jannik è stato aiutato dalle ultime energie utili, ha tirato di più il servizio e tramite due battute vincenti ha trascinato il game ai vantaggi chiudendo poi la contesa con un magnifico dritto lungolinea, il colpo migliore che ha mostrato Sinner quest’oggi. Ad attenderlo domani nel turno decisivo c’è lo spagnolo Vilella Martinez, ma assolutamente da verificare la condizione della schiena di Jannik: si attendono aggiornamenti nelle prossime ore. 

SOLIDO LORENZI – Dopo la bella vittoria di primo turno contro Lopez Perez arriva un’altra prestazione molto convincente da parte dell’espertissimo italiano che supera il francese Couacaud con lo score di 7-6(3) 6-3. Il match è stato molto diverso da quello del primo turno: mentre contro lo spagnolo a prevalere erano gli scambi lunghi, quest’oggi Couacaud specialmente con lo splendido rovescio provava ad accelerare il prima possibile ma intelligentemente Lorenzi a sua volta costringeva il francese alla fase difensiva optando per un serve&volley che ha regalato molti punti al tennista toscano. Il game chiave è stato il decimo del primo set nel quale i due tennisti hanno espresso un ottimo livello e Paolo ha annullato due set point al suo avversario; giunti poi al tie break a far la differenza è stata l’esperienza di Lorenzi che è andato subito avanti chiudendo poi col punteggio di 7-3.

Con il gran caldo di quest’oggi di New York, intelligentemente Lorenzi sapeva che sarebbe stato rischioso arrivare al terzo parziale e quindi sotto di un break nel secondo set ha subito giocato un eccezionale game di risposta rimettendo il set in pari, scappando successivamente sul 5-2 grazie a tanti errori di Couacaud dettati dalla grande profonditá delle traiettorie di Lorenzi. Nell’ultimo game, optando ancora due volte per il serve&volley, Paolo ha tenuto la battuta garantendosi così l’accesso al turno finale dove ad attenderlo ci sarà una durissima sfida contro Jiri Vesely, che ha battuto 7-5 al terzo Jason Jung. 

 

I risultati degli azzurri vincenti al secondo turno

[24] J. Sinner b. V. Galovic 4-6 7-6(2) 7-5
[15] P. Lorenzi b. E. Couacaud 7-6(3) 6-3

Il turno decisivo

[24] J. Sinner VS M. Vilella Martinez
[15] P. Lorenzi VS J. Vesely 

Il tabellone maschile completo

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Qualificazioni US Open, Day 3: giornata grigia per gli azzurri in gara

Tre sconfitte su tre partite per i giocatori italiani impegnati in questo secondo turno di qualificazioni, rimasti in quattro che scenderanno in campo domani

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Stefano Napolitano - ATP Challenger Bergamo 2018 (foto Antonio Milesi)

Rimpianto Baldi – Esce di scena al secondo turno del tabellone cadetto Filippo Baldi, sconfitto dal tedesco Kamke con lo score di 6-4 7-6(5). Dopo uno scambio di break iniziale, il game chiave nel primo set è stato il settimo dove Filippo aveva rimontato da 0-40 prima di mancare una palla game a causa di un dritto uscito di poco e di cedere il servizio alla quinta occasione utile. Nel secondo set Baldi ha alzato sensibilmente il livello di gioco, vincendo tanti games lottati sul suo servizio grazie ad ottime soluzioni con ambo i fondamentali e a qualche buona discesa a rete che ha colto di sorpresa il tedesco, che dal canto suo ha sempre servito in maniera efficace garantendosi un paio di punti “gratuiti” ogni game di battuta. Sul 5-5 Baldi subisce un break che sembrava condannarlo alla sconfitta, a causa di un doppio fallo e di qualche colpo in difesa lungo di poco, ma nel game successivo grazie a due punti vinti in strenua difesa è riuscito ad allungare il set al tie break, nel quale ancora una volta si è arrivati punto a punto, senza minibreak fino al 5-6. Sul match point purtroppo a Filippo non è entrata la prima di servizio e sulla seconda dell’italiano Kamke ha messo i piedi in campo e ha comandato lo scambio chiuso con un potente rovescio lungolinea sul quale l’italiano non ha potuto far nulla.

Sconfitte nette per Napolitano e Paolini – Due match diversi per gli altri due italiani impegnati quest’oggi, ma che finiscono con lo stesso esito, ossia una sconfitta in due set abbastanza netti ai danni dei nostri portacolori. Stefano Napolitano sin dall’inizio è entrato in campo sfavorito in quanto sappiamo bene che Hyeon Chung, anche se non al meglio della condizione fisica, è un avversario che con le qualificazioni di uno Slam c’entra poco come ha dimostrato appena 20 mesi fa in Australia raggiungeva le semifinali. Sin dall’inizio non ha dato l’impressione di crederci molto e si è fatto innervosire rapidamente dagli errori in cui incappava quando provava ad accelerare per uscire dallo scambio, siccome il ritmo del coreano da fondo era abbastanza duro da sostenere per Stefano. Lo score finale recita 6-2 6-3, con qualche game lottato ma senza che l’italiano abbia mai dato l’impressione di poter ribaltare il match. 
Diversa la situazione di Jasmine Paolini che, nei primi games, sembrava poter vincere ogni scambio lungo e avere la meglio della sua avversaria, molto più efficace con i colpi di inizio gioco. Servizio e risposta son state le chiavi di un match nel quale la Ruse, dal 3-2 sotto, ha ridotto gli errori mentre Jasmine ha diminuito sensibilmente la percentuale di prime in campo consentendo alla rumena di far male già in risposta. Il match sembrava poter girare nuovamente in favore dell’italiana quando, nel secondo set, sotto 2-0 40-15 vinceva un combattutissimo game in risposta strappando per la prima volta il servizio all’avversaria, ma nel gioco successivo nonostante la rimonta da 0-40 e un dritto non impossibile sbagliato su palla game, ha perso nuovamente il servizio e la strada per Ruse da quel punto in poi è stata proprio in discesa.

Fuori Sugita e Mahut – Tra gli stranieri impegnati in gara escono due tra i nomi più altisonanti di queste qualificazioni: il primo è il giapponese Yuichi Sugita, ex top40 che nelle ultime settimane aveva conquistato due tornei challenger, sorpreso dalla giovane WC locale Jenson Brooksby autore di un match solidissimo concluso in due tie break. Il secondo è Nicolas Mahut, all’ultima stagione da professionista ha regalato ancora una volta spettacolo con un match di livello altissimo perso solamente 6-3 al terzo da Dominik Koepfer. Al femminile bella prestazione di Taylor Townsend che supera in rimonta Veronica Cepede Royg, mentre continua l’ascesa di Varvara Gracheva e Elena Rybakina che arrivano senza problemi al turno decisivo. Fuori Liudmilla Samsonova, cresciuta in Italia ma tornata da un anno a rappresentare la Russia, che viene sconfitta in due tie break dall’australiana Fourlis.

 

I risultati degli azzurri

[29] H. Chung b. S. Napolitano 6-2 6-3
T. Kamke b. F. Baldi 6-4 7-6(5)
E. G. Ruse b. [14] J. Paolini 6-3 6-1

 Le sfide degli azzurri impegnati domani

S. Caruso – L. Rosol
P. Lorenzi – E. Couacaud
A. Giannessi – C. Lestienne
J. Sinner –  V. Galovic

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ATP

Qualificazioni US Open, day 2: Sinner dominante. Avanti Giannessi e Caruso

Sei vittorie e sette sconfitte per i tennisti azzurri impegnati nelle qualificazioni a Flushing Meadows

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Jannik Sinner - Lexington 2019 (via Twitter, @ATPchallenger)

Dal nostro inviato a New York

Parte bene la seconda avventura nelle qualificazioni Slam da parte di Jannik Sinner con una netta vittoria per 6-1 6-0 sul connazionale Matteo Viola. Ottima vittoria in rimonta da parte di Alessandro Giannessi contro l’americano Jeffrey John Wolf, più volte vicino a chiudere la sfida in due parziali. Facile vittoria di Caruso ai danni del coreano Yunseong Chung, al quale Salvatore ha concesso solo due games, mentre due parziali più lottati son stati necessari a Lorenzi per regolare Lopez Perez. Esce di scena in due parziali Gianluca Mager mentre grosso rammarico per Lorenzo Giustino che spreca delle grosse occasioni contro l’esperto Garcia Lopez prima di cedere nettamente al terzo set.

Sinner, avanti tutta – Son bastati appena 47 minuti al tennista altoatesino per vincere il primo match in carriera a livello Slam con un netto 6-1 6-0 ai danni di un Matteo Viola apparso sempre in balia del suo giovane avversario. La chiave di tutto il match per Jannik è stata la risposta con la quale è riuscito a comandare quasi sempre gli scambi anche nei games dove a servire era Viola. Notevole anche la profondità dei colpi e la pesantezza di palla di Sinner e quando Viola ha provato a spostarsi in avanti per anticipare la risposta alla seconda di Jannik, lui, intelligentemente, nel secondo set ha usato molto di più il kick mandando fuori giri il tennista nativo di Mestre. Unico piccolo difetto della partita, prontamente appuntato dallo staff di Bordighera presente a bordocampo, il rovescio colpito su palle molto basse e insidiose che proponeva Viola sulla diagonale sinistra del campo e che ha causato qualche grattacapo a Jannik non sempre capace di piegarsi a sufficienza per accompagnare la palla dall’altro parte della rete. Rimane una prestazione ottima di Sinner, che colpisce ogni giorno di più per la maturità con cui indipendentemente dal punteggio mantiene elevata sempre la soglia dell’attenzione e del gioco, continuando ad incitarsi o a rimproverarsi anche a match in pugno. Adesso ad attenderlo al secondo turno ci sarà il croato Galovic mentre si registra nella sua zona di tabellone l’uscita dell’altra testa di serie, Taro Daniel.

 

Sei italiani al secondo turno – Dopo le poco soddisfacenti due vittorie su sei match disputati ieri tra i nostri portacolori, il secondo giorno di qualificazioni sorride maggiormente agli italiani che dopo Baldi, Napolitano e appunto Sinner portano anche Giannessi, Caruso e Lorenzi al secondo turno del tabellone cadetto.

Ottima prova di carattere da parte di Alessandro Giannessi che dopo un primo set sfuggito via troppo velocemente ed un inizio traballante di secondo con Wolf sempre in comando del gioco, che si issava sino al 6-2 3-1 con diverse chances di 4-1, qualcosa è girato con il mancino di La Spezia che piano piano ha iniziato a ridurre al minimo gli errori, approfittando del calo progressivo di Wolf che non riusciva a sfruttare nemmeno l’occasione di servire per il match sopra 5-4 30-0. Dopo aver riagganciato l’avversario sul 5-5 nel secondo set, Giannessi ha acquistato sempre di più fiducia mentre Wolf non è riuscito più a esprimere il suo tennis d’attacco, iniziando a subire l’iniziativa da parte dell’italiano e incappando in eccessivi gratuiti che han permesso al tennista ligure di vincere col punteggio finale di 2-6 7-5 6-2. Al secondo turno Giannessi affronterà Lestienne che ha superato il tedesco Bachinger in tre set lottatissimi.

Molto solida la prestazione da parte di Salvatore Caruso che si è liberato di Yunseong Chung col nettissimo punteggio di 6-0 6-2 in appena 48 minuti. Zero palle break concesse da parte del tennista di Avola che ha servito con il 76% di prime in campo e ha risposto con continuità ai servizi dell’asiatico che è sembrato davvero non avere armi contro la grande solidità di Caruso che dimostra ancora una volta la sua efficacia nelle qualificazioni Slam: adesso ad attenderlo ci sarà Lukas Rosol vincente in tre set su Blaz Rola. 
Vince in due set anche Paolo Lorenzi sullo spagnolo Enrique Lopez Perez grazie ad una prestazione molto solida e ad una grossa caparbietà nell’annullare le tante chance di break concesse al suo avversario, ben otto, concentrate tra il finale di primo set e l’inizio di secondo. Dopo aver tenuto un vitale undicesimo game sul 5-5 del primo set da 0-40, Lorenzi nel game successivo ha breakkato l’iberico approfittando di qualche errore col dritto da parte di Lopez Perez, apparso sempre nervoso e mai realmente in grado di ribaltare la partita, nonostante il servizio nel secondo set di Lorenzi sia apparso molto discontinuo con una percentuale di prime inferiore al 50%. Ostica sfida lo attende al secondo turno contro il francese Couacaud, che rappresenta comunque un avversario non banale sui campi secondari piuttosto rapidi di Flushing Meadows.

Fuori Giustino e Mager – Spreca tante occasioni un ottimo Lorenzo Giustino autore di un set e mezzo di altissimo livello contro l’ex top25 Guillermo Garcia Lopez. Dopo un primo set nel quale è partito bene e ha annullato diverse chance di rientro al suo avversario, i games centrali del secondo set sono stati di livello altissimo con Giustino che ha strappato la battuta al suo avversario nel settimo game al termine di un gioco combattutissimo chiuso con un punto vinto in strenua difesa, ma purtroppo vanificato dal controbreak immediato da parte del tennista iberico. Ancora occasioni in un nono gioco del secondo set che purtroppo è decisivo per le sorti della partita: dopo essersi trovato sotto 40-15, grazie a tre accelerazioni imponenti di rovescio Giustino si è procurato una palla break per andare a servire per il match ma, una volta annullata quella, è crollato piano piano sotto il punto di vista della fiducia e si è arreso con lo score di 3-6 7-5 6-2. Garcia Lopez sfiderà al secondo turno Rubin che ha regolato in due rapidi parziali Gianluca Mager, apparso mai realmente in partita a causa di una scarsa efficacia del servizio contrapposta alla grande abilità invece dello statunitense che con la prima di servizio ha perso solamente due punti all’interno di tutto il match.

Jaziri e Halys out, avanti Jung – Tra gli altri match si segnalano le premature uscite di Malek Jaziri e Quentin Halys, entrambi apparsi molto scarichi e usciti sconfitti da Darian King e dallo spagnolo Menendez Maceiras. Vince Jason Jung per 7-5 al terzo nel match più lottato di giornata col pubblico che non è riuscito a portare alla vittoria il mancino Donald Young, promessa mai rispettata del tennis a stelle e strisce.  Pagano le recenti fatiche nel circuito challenger Pedro Sousa e Pedja Krstin, finalisti domenica a Meerbusch che quest’oggi son stati sconfitti in due set rispettivamente da Jiri Vesely e da Akira Santillan.

I risultati degli azzurri

[6] S. Caruso b. Y. Chung 6-0 6-2
[15] P. Lorenzi b. E. Lopez Perez 7-5 6-2
[24] J. Sinner b. M. Viola 6-1 6-0
G. Garcia Lopez b. [21] Lorenzo Giustino 3-6 7-5 6-2
A. Giannessi b. [WC] J. J. Wolf 2-6 7-5 6-2
N. Rubin b. G. Mager 6-3 6-2

Le sfide al secondo turno degli azzurri
S. Napolitano – H. Chung
F. Baldi – T. Kamke
S. Caruso – L. Rosol
P. Lorenzi – E. Couacaud
A. Giannessi – C. Lestienne
J. Sinner – V. Galovic    

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