Pechino: Wang certifica la crisi di Ostapenko, Sabalenka ruggisce

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Pechino: Wang certifica la crisi di Ostapenko, Sabalenka ruggisce

La lettone subisce un doppio bagel contro la cinese e accusa qualche problema al polso sinistro. Osaka domina e festeggia la qualificazione alle Finals, Sabalenka batte anche Muguruza

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In una giornata piuttosto tranquilla per le teste di serie del WTA Premier di Pechino, la sorpresa più grande viene dal match di Jelena Ostapenko contro Qiang Wang. La giocatrice cinese rifila un doppio bagel alla più quotata avversaria in appena 55 minuti di gioco. Che la giornata per Ostapenko non sia delle migliori di vede dai primissimi giochi. I colpi finiscono spesso fuori giri e il servizio non è d’aiuto (alla fine dell’incontro si conteranno 10 doppi falli e 34 errori non forzati) e questo non fa che semplificare il lavoro di una Wang decisamente in palla.

Nel secondo set le cose non migliorano minimamente. Ostapenko continua a sbagliare e a servire male, mentre dall’altra parte della rete Wang non si scompone e continua a macinare il suo gioco in maniera solida. Sorge il sospetto di un qualche problema fisico per la lettone, la quale però non sembra affatto limitata nei movimenti. I dubbi si sciolgono sul 5-0 del secondo set, quando Ostapenko richiede l’intervento della fisioterapista per far controllare il polso sinistro. La situazione è ormai abbondantemente compromessa e la lettone non riesce ad evitare la “bicicletta” (la prima in carriera subita da Jelena). Questa sconfitta certifica in maniera inequivocabile il brutto momento di Ostapenko (3 sconfitte negli ultimi 5 match), mentre lancia ancora più in alto Wang. La cinese rischia di migliorare il proprio best ranking di numero 28 (è virtualmente alla 27esima posizione dopo oggi) e, se escludiamo il ritiro contro Anett Kontaveit a Wuhan, è imbattuta sul suolo natio da gennaio (sconfitta contro Alison Riske a Shenzen)

SABALENKA NON SI FERMA – Non è bastata neanche una buona Muguruza, probabilmente una delle migliori versioni viste in campo nelle ultime (nefaste) settimane, a fermare la corsa di Aryna Sabalenka. Al termine di una gran bella partita, giocata da entrambe con mirabile intensità, il referto è stato piuttosto netto: in questo momento la bielorussa è una giocatrice superiore sotto quasi tutti i punti di vista. Fisico, data la sua condizione devastante, mentale, in virtù della grande fiducia accumulata nella seconda parte di stagione, e squisitamente tennistico. Sabalenka ha vinto un primo set che con ogni probabilità avrebbe perso appena quattro o cinque mesi fa, annullando le quattro palle break concesse e piazzando l’allungo decisivo proprio nell’ultimo game utile. Per intenderci, il punto con il quale è salita 6-5 (subito prima di togliere il servizio alla spagnola) è questo:

 

Ha stupito soprattutto la tranquillità con cui la bielorussa è stata in grado di disinnescare le accelerazioni lungolinea di Muguruza, a volte addirittura rispondendo con traiettorie incrociate vincenti. Due cose stupiscono più di tutte di Sabalenka. Ha ancora margini di miglioramento, specie sulla tenuta della seconda di servizio, e sembra migliorare di partita in partita. Con questa vittoria si porta a soli dieci punti dal decimo posto nella Race occupato da Mertens, già fuori dai giochi a Pechino, superata la quale avrà davanti soltanto le due vere avversario per l’ultimo posto a Singapore: Bertens, attualmente ottava con 3710 punti, e Pliskova, virtualmente nona con 3665. La ceca dista poco più di 600 punti ma Pechino ne mette in palio ancora diversi e la rincorsa è ancora perfettamente possibile. Muguruza è invece matematicamente fuori.

QUALIFICATA – C’è chi prova una rimonta insperata e chi invece ha già conquistato l’aritmetica. Naomi Osaka festeggia nel migliore dei modi la prima qualificazione alle WTA Finals di Singapore lasciando solo un game a Danielle Collins, incapace di impegnare la giapponese nei 52 minuti passati sul campo. Facili anche i successi di Kiki Bertens,testa di serie numero 11, e Sloane Stephens, testa di serie numero 9. L’olandese necessita di appena un’ora per sbarazzarsi di Kirsten Flipkens (6-1 6-1), mentre la statunitense conduce tranquillamente il proprio match, vinto per 6-1 6-3 contro la wild card locale Saisai Zheng.

Soffre un po’ di più Angelique Kerber che riesce comunque a chiudere in due set contro Carla Suarez Navarro. Nel primo set, la spagnola fa partita pari, anzi per lunghi tratti è lei a condurre il gioco e a sembrare in leggero predominio. Suarez strappa due volte la battuta all’avversaria, ma in entrambe le occasioni si fa immediatamente recuperare. Si arriva dunque al tiebreak e ad aggiudicarselo è Kerber per 7 punti a 4. La resistenza della spagnola finisce qui e il secondo parziale non è altro che una tranquilla passerella per la tedesca, che chiude 6-1 in 29 minuti. Tante occasioni sprecate anche per Aleksandra Krunic, sconfitta da Katerina Siniakova. Nel primo parziale la serba va per ben quattro volte in vantaggio di un break, ma ogni volta cede a sua volta il servizio. Dopo aver invano servito per il set sul 6-5, Krunic regala il tiebreak a Siniakova, vincendo appena due punti. Il secondo set inizia con un altro break a favore di Krunic che sale così sul 2-0. Saranno però gli ultimi giochi vinti prima del virtuale bagel che concluderà l’incontro in favore di Siniakova.

Risultati:

[9] S. Stephens b. [WC] S. Zheng 6-1 6-3
D. Cibulkova b. D. Gavrilova 6-3 6-3
[Q] K. Siniakova b. A. Krunic 7-6(2) 6-2
[11] K. Bertens b. K. Flipkens 6-1 6-1
A. Kontaveit b. L. Siegemund 2-6 6-3 6-2
[3] A. Kerber b. C. Suarez Navarro 7-6(4) 6-1
[8] N. Osaka b. D. Collins 6-1 6-0
[WC] Q. Wang b. [12] J. Ostapenko 6-0 6-0
[4] C. Garcia b. [Q] P. Hercog 7-6(2) 6-3
A. Sabalenka b. [14] G. Muguruza 7-5 6-4

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A Birmingham riecco Venus e Ostapenko. A Kristyna il derby di casa Pliskova

La neo-trentanovenne Williams non vinceva un match sull’erba fuori da Wimbledon dal 2011. Aliona centra i primi quarti di finale dell’ultimo anno solare. Alla gemella meno famosa una maratona chiusa al tie break del terzo

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Parecchia sostanza e diversi spunti tra i prati delle Midlands occidentali, laddove a Maiorca si è detto e fatto il minimo indispensabile. Appena quattro match in programma alle Baleari – dove il bel tempo stabile ha consentito di diluire la programmazione – di cui uno addirittura monco. La sfortuna ha colpito ancora una volta Ons Jabeur, ragazza tunisina dal talento grande quanto la predisposizione agli infortuni, anche se oggi, con ogni probabilità, il massimo della salute non l’avrebbe comunque salvata contro l’astro Sofia Kenin, che aveva dominato fino all’obbligo di ritiro. Nel frattempo Elise Mertens aveva sbrigato in due la comoda pratica Stosur e Yafan Wang, sinora quasi digiuna d’erba, si era sbarazzata molto più facilmente del previsto di Alison Van Uytvanck. In chiusura, la seconda favorita Sevastova ha concesso le briciole, sotto forma di tre giochi, all’impotente Ajla Tomljanovic.

Molta più ciccia a Birmingham, come dicevamo, e conferme su conferme per la signora campionessa del Roland Garros Ashleigh Barty: la rovente australiana ha letteralmente spianato Donna Vekic, non la prima venuta, una che sul verde gioca bene e che era reduce, per quanto molto delusa, dalla finale giocata a Nottingham domenica scorsa. Segnali preoccupanti, per le avversarie s’intende, quelli lanciati da Ash, la quale a Wimbledon sarà temuta e pericolosa anche in ottica numero uno del mondo: Naomi Osaka è autorizzata a fare tutti gli scongiuri del caso.

Ma è stata soprattutto la giornata dei ritorni, ovviamente graditi: quello di Venus Williams – trentanove candeline spente ieri l’altro, auguri – al successo in un match su erba lontano da Church Road, evento che non capitava alla meno giovane della dinastia Williams addirittura dal 2011 (secondo turno a Eastbourne contro Ana Ivanovic), ma anche quello di Jelena Ostapenko. Buona la prova offerta dalla lettone nonostante la classica zavorra di doppi falli (oggi sono stati otto), tuttavia emendati da un numero di vincenti più che sufficienti a investire una spenta Johanna Konta. Per Aliona quella ottenuta poche ore fa è la prima vittoria contro una top 20 degli ultimi quindici mesi (ultimo hurrà a Miami 2018 contro Elina Svitolina): un opportuno brodino in vista di Wimbledon dove, non dovesse avvicinare le semifinali guadagnate lo scorso anno, i problemi di classifica potrebbero per lei rivelarsi di difficilissima soluzione.

 

È planato tra le mani della gemella mancina, infine, il derby di casa Pliskova, iniziato nell’ilarità delle contendenti e salomonicamente deciso al tie break del terzo dopo quasi due ore di zuffa. Tremarella nel gioco dirimente, chiuso da Kristyna al secondo match point, come il primo cortesemente offerto da un doppio fallo della sorella. Vinto in modo sorprendentemente agevole il primo set, la numero 112 WTA era nel corso del match riuscita a contenere la rimonta della più famosa parente affidandosi soprattutto al potentissimo archibugio in dotazione (24 ace e l’82% di punti con la prima in campo alla fine).

Birmingham, primo turno:

J. Brady b. L. Tsurenko 6-3 6-3
[2] A. Barty b. D. Vekic 6-3 6-4
[6] Q. Wang b. [Q] L. Davis 6-3 6-2
[WC] V. Williams b. A. Sasnovich 6-3 6-4

Secondo turno:

B. Strycova b. S-W. Hsieh 7-6(3) 6-3
J. Ostapenko b. [7] J. Konta 6-3 6-4
P. Martic b. M. Gasparyan 6-3 7-6(4)
Kr. Pliskova b. Ka. Pliskova 6-2 3-6 7-6(7)

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Maiorca, secondo turno:

Y. Wang b. A. Van Uytvanck 7-6(3) 6-3
[4] E. Mertens b. [WC] S. Stosur 6-3 6-3
[7] S. Kenin b. O. Jabeur 6-2 2-0 (rit.)
[2] A. Sevastova b. A. Tomljanovic 6-2 6-1

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A Maiorca ritorno con vittoria per Sharapova. Osaka la spunta a Birmingham

Masha soffre per un set, poi ha vita facile contro Kuzmova. Anisimova annulla un match point e rimonta, Azarenka cede a Garcia dopo un gran inizio. In Inghilterra Osaka coi denti, poi la pioggia

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Naomi Osaka (foto via Twitter, @the_LTA)

Non dev’essere facile essere Maria Sharapova e non poterlo dimostrare sul campo. Non dev’essere facile soffrire come una bestia per un set intero, il primo, per tenere testa all’entusiasmo di una ragazzotta di buone speranze come Viktoria Kuzmova, sua avversaria nel turno inaugurale dell’International maiorchino. Ferma da più di quattro mesi per colpa della solita spalla ballerina nuovamente operata, Maria ha accettato di buon grado l’invito offertole dagli organizzatori del torneo di Maiorca con l’intento di ritrovare confidenza, come si dice, in vista del ritorno sugli amati campi di Church Road: il primo test è stato probante e certamente utile.

Il match è finito in discesa ma non è stato lontano dal trasformarsi in una ripidissima scalata, in fondo a un primo tempo giocato sul filo del rasoio e chiuso al tie break al secondo set point dopo che Masha era stata costretta a salvarne un paio a sua volta. Non solo, poco prima, messa in difficoltà dalle buone abilità in risposta e dall’encomiabile capacità di generare angoli acutissimi della giovane rivale, Sharapova nell’undicesimo gioco era stata obbligata a rispondere per salvare capra e cavoli, riuscendovi grazie a qualche missile vintage sulle righe e alla scarsa abitudine di Kuzmova a fronteggiare simili personalità.

Risolto il dilemma, nel secondo set Masha si è sciolta in maniera inversamente proporzionale all’avversaria delusa, alla quale ha concesso la miseria di sei punti nell’intero parziale. Salva l’ex numero uno del mondo – per lei possibile secondo turno contro Angie Kerber, oggi piazzata in chiusura di programma -, e salva Amanda Anisimova: al battesimo stagionale sull’erba la teenager del New Jersey ha rischiato grossissimo contro Tereza Martincova, qualificata e discreta erbivora, vincendo in rimonta dopo aver annullato anche un match point nel tie break del secondo. Niente da fare invece per Vika Azarenka, alla quale non è stato sufficiente un entusiasmante primo set dal sapore antico per aver la meglio su Caroline Garcia, in fase di ritrovata fiducia dopo il successo raccolto a Nottingham un paio di giorni fa.

 

Meno carne al fuoco quest’oggi a Birmingham, anche a causa della pioggia che, come d’abitudine, ha costretto tutti a un’interruzione tutt’ora protraentesi. Per ciò che riguarda gli incontri completati, da segnalare il sofferto successo ottenuto dalla numero uno del mondo Naomi Osaka contro Maria Sakkari, non certo una specialista del verde, e il ritorno alla vittoria di Jelena Ostapenko contro Iga Swiatek, non ancora a suo agio sui campi in erba, alla quale ha lasciato appena due giochi. Niente festa, infine, per Ekaterina Aleksandrova, ieri segnalata dal computer al best ranking di numero cinquanta WTA, battuta in due da Petra Martic.

Birmingham, primo turno:

P. Martic b. E. Alexandrova 6-3 7-5
[8] J. Goerges b. D. Yastremska 3-6 6-4 6-3
[Q] Kr. Pliskova b. [Q] V. Tomova 6-3 6-4
J. Ostapenko b. [Q] I. Swiatek 6-0 6-2
[1] N. Osaka b. M. Sakkari 6-1 4-6 6-3
Y. Putintseva b. [WC] H. Dart 6-1 6-4

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Maiorca, primo turno:

O. Jabeur b. [Q] K. Juvan 7-5 7-6(5)
[2] A. Sevastova b. [Q] V. Lepchenko 6-3 7-6(5)
[WC] S. Stosur b. S. Zheng 6-4 7-5
[Q] S. Rogers b. S. Zhang 6-2 6-2
A. Anisimova b. [Q] T. Martincova 3-6 7-6(7) 6-4
[6] C. Garcia b. V. Azarenka 1-6 6-4 7-5
[WC] P. Badosa Gibert b. A. Riske 6-7(2) 7-5 7-5
[WC] M. Sharapova b. V. Kuzmova 7-6(8) 6-0
A. Cornet b. [Q] S. Sorribes Tormo 6-0 6-1
[1] A. Kerber b. [Q] Y. Bonaventure 7-5 4-6 6-2

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A Birmingham favorite a gambe all’aria, Bencic facile a Maiorca

Svitolina, non ancora al meglio, cede a Gasparyan mentre Sabalenka, in crisi sempre più nera, spreca troppo contro Hsieh. Alle Baleari bene anche Kenin, Van Uytvanck e Tomljanovic

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Giornata gratificata da un più che accettabile sole e giubilo generale all’esordio della seconda settimana erbivora al femminile, dopo gli allagamenti dei giorni scorsi. Splende il sole su due gran bei tornei, dal campo di partecipazione persino clamoroso rispetto all’importanza degli eventi in questione. Birmingham sarebbe un Premier, obietterete, ma si sa, al quartier generale della WTA distribuiscono qualifiche come si distribuivano i sei politici ai tempi dell’autogestione.

Considerazioni burocratiche a parte, tocca constatare la presenza di svariate top trenta tanto alle Baleari quanto nelle West Midlands, e soprattutto in Inghilterra il cartellone è di quelli davvero chic. Come non è inconsueto nei lunedì inaugurali, a Maiorca è tuttavia andato in scena un programma non ricchissimo, e due delle tre teste di serie in campo – in attesa di Elise Mertens in fondo alla giornata – hanno velocemente sbrigato le pratiche loro assegnate: Belinda Bencic lasciando nove giochi a Rebecca Peterson; Sofia Kenin concedendone cinque in meno a Kirsten Flipkens. Si sospetta che la tennista di Lovanio, qui quarta testa di serie e discreta giardiniera, riserverà un trattamento simile ad Andrea, mai troppo felice di affrontare il verde.

Line-up più corposa e risultati in parte imprevedibili a Birmingham dove invece, mentre si aspetta l’esordio di Karolina Pliskova, due delle tre favorite in campo sono andate a casa. Analizzando gli annessi e i connessi degli ultimi mesi agonistici vissuti da Elina Svitolina e Aryna Sabalenka viene comunque da pensare che sì, le odierne sconfitte ci potevano benissimo stare: l’ucraina, sconfitta in tre da Gasparyan, non ha forse ancora recuperato del tutto le funzionalità del ginocchio ultimamente tormentato, mentre la bielorussa, per la quale si potrebbe in tranquillità cominciare a parlare di crisi, non ci fossero stati gli incredibili exploit in doppio a tenerne a galla il percorso professionale, è stata cacciata da Hsieh senza riuscire a difendere un vantaggio di quattro a due nel terzo set.

 

Parente stretta della crisi nera è la sfiducia, manifestatasi pronta nell’ennesimo pomeriggio delicato di Aryna: tre doppi falli sui sei totali commessi dalla numero dieci WTA hanno consentito alla quadrumane da Taipei di trasformare altrettante palle break.

Premier Birmingham, primo turno:

M. Gasparyan b. [4] E. Svitolina 6-3 3-6 6-4
S-W. Hsieh b. [5] A. Sabalenka 6-3 2-6 7-6(1)
B. Strycova b. [WC] H. Watson 3-6 6-3 6-4
[7] J. Konta b. A. Kontaveit 6-4 6-2
E. Rodina b. K. Mladenovic 6-2 2-6 6-4
[3] Ka. Pliskova b. M. Buzarnescu 6-3 6-4

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International Maiorca, primo turno:

A. Tomljanovic b. M. Puig 6-4 7-5
A. Van Uytvanck b. [8] K. Siniakova 6-2 3-6 6-3
[3] B. Bencic b. R. Peterson 7-5 6-4
Y. Wang b. A-L. Friedsam 7-5 6-3
[7] S. Kenin b. K. Flipkens 6-2 6-3
[4] E. Mertens b. [WC] A. Petkovic 6-2 6-2

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