Zverev e Djokovic, dominio a Shanghai. Con vista Londra

Vittorie schiaccianti per Sascha e per Nole, che contro Anderson annulla set point nell'unico game sofferto. Si affronteranno in semifinale. L'unico precedente è del tedesco, ora ufficialmente qualificato per le Finals

Zverev e Djokovic, dominio a Shanghai. Con vista Londra
Alexander Zverev - Shanghai 2018 (foto via Twitter, @SH_RolexMasters)

Ottimo emblema dell’Asia, il Rolex Masters di Shanghai è un torneo in costante crescita. Sia nelle ambizioni globali – ha chiesto un tabellone a 96 giocatori, come Indian Wells e Miami – che nel corso della sua settimana annuale, in cui molti dei migliori sembrano salire di livello di partita in partita. Di pari passo con il flusso di pubblico sul Center Court, lo stadio dal tetto a fiore quasi vuoto a inizio settimana e oggi ben riempito per gustarsi i solidi successi di Alexander Zverev e Novak Djokovic, che si preparano ora ad affrontarsi per un posto in finale. L’unico precedente tra i due è quello importante della finale di Roma dello scorso anno, al termine della quale il tedesco baciò il primo titolo Masters 1000 della carriera.

La dimensione dei massimi tornei targati ATP sembra confermarsi quella ideale per Zverev, che contro Kyle Edmund oggi ha vinto senza strafare ma approfittando di ogni singola occasione, come invece ancora non riesce a fare nei tabelloni del Grande Slam. Una palla break contro: salvata. Due palle break a favore, una per set: convertite. Sascha ha ottenuto il suo doppio 6-4 tenendo praticamente sempre a distanza Edmund con il servizio, e pungendolo nei momenti in cui è sceso leggermente di livello. Il britannico non ha molto da rimproverarsi, semplicemente si è fermato contro un ostacolo a lui superiore.

 

Stesso identico discorso vale per Kevin Anderson, fuori in due set contro Djokovic ma di fatto in partita per uno solo. Più volte in passato era capitato che il sudafricano riuscisse a impensierire il serbo, anche portandolo a un passo dalla sconfitta come a Wimbledon nel 2015, ma di fatto l’incrocio tra i loro tennis gli è sempre svantaggioso. Oltre al solito servizio da doppia cifra con gli ace, oggi ha scelto di percorrere vie alternative fin dall’inizio. Purtroppo per lui però sia lo slice che la difesa da fondo campo si sono risolte in un pieno controllo degli scambi per Djokovic, tornato quello a cui riesce tutto con facilità quasi virtuale.

Soltanto tornare ad accelerare da fondo ha permesso ad Anderson di impensierire un unico turno di servizio dell’avversario, che poteva peraltro rivelarsi determinante: a un passo dal tie-break, il trentaduenne di Johannesburg ha giocato qualche punto di ottimo livello e si è portato a vantaggio in risposta, sul set point. Pur non avendo troppo da rimproverarsi per non essere riuscito a convertirlo – ha fatto la scelta giusta, colpendo forte col dritto incrociato, ma non ha trovato il campo – Anderson di fatto si è piantato lì, almeno con la testa, e non è andato più avanti. Djokovic ha tenuto la battuta, e dal tie-break fino alla stretta di mano ha condotto le operazioni muovendosi bene a tutto campo e non riaprendo mai il discorso sul risultato finale.

Djokovic conferma così il suo… peggior risultato a Shanghai: in otto apparizioni infatti il serbo non si è mai fermato prima della semifinale, vincendo il titolo in tre occasioni. Zverev si qualifica invece ufficialmente come per le ATP Finals di novembre, raggiungendo Nadal, Federer, Del Potro e proprio Djokovic. Al confronto con quella degli altri quattro partecipanti, e soprattutto paragonato alle grandi aspettative, il suo 2018 non è stato finora così entusiasmante: appena tre titoli in nove mesi, di cui un solo Masters 1000, e al massimo un quarto di finale negli Slam. Anche in caso di exploit a Shanghai o Bercy, si tratterebbe bene o male di una annata identica a quella precedente.

Il lato positivo però è che Sascha – a tutti gli effetti ancora un Next Gen, dato che quest’anno si “diplomerà” la sua classe 1997 – è riuscito ad assestarsi al livello più alto, senza subire la pressione da conferma. Per formare un campione, del resto, è meglio una crescita lenta ma costante delle montagne russe. E poi i suoi numeri rimangono di gran lunga superiori a quelli di tutti i coetanei (e non solo) messi insieme. Basti pensare che con oggi ha raggiunto le semifinali in sei dei nove “mille” in calendario. Per il resto, a ventun anni, c’è tempo.

Risultati:

[1] R. Federer vs [8] K. Nishikori
[13] B. Coric vs M. Ebden

[4] A. Zverev b. [11] K. Edmund 6-4 6-4
[2] N. Djokovic b. [7] K. Anderson 7-6(1) 6-3

Il tabellone completo

La Race to London aggiornata 

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