Mondo Challenger: brillano i NextGen Auger-Aliassime e Humbert

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Mondo Challenger: brillano i NextGen Auger-Aliassime e Humbert

Ottime prestazioni dei NextGen Félix Auger-Aliassime e Ugo Humbert, vincitori rispettivamente a Tashkent e a Ortisei. Best ranking per entrambi; il francese entra in Top 100 ed è nono nella race delle NextGen ATP Finals di Milano

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ATP Tashkent, Uzbekistan – Hard $75,000

Félix Auger-Aliassime continua a salire. Il giovane talento canadese è stato protagonista di una settimana perfetta a Tashkent, vincendo il suo secondo titolo Challenger dell’anno dopo quello di Lione, il quarto della sua giovanissima carriera. Félix, che ha compiuto 18 anni lo scorso 8 agosto (condivide il compleanno con un certo Roger Federer), ha inanellato otto vittorie nella settimana superando le qualificazioni per poi dominare gli avversari anche nel tabellone principale. Prima di sconfiggere in finale il polacco Kamil Majchrzak (22 anni e n. 192 del ranking), Félix supera Petrovic, Vatutin e, in particolare, nei quarti regola l’ex n. 33 ATP Denis Istomin per 7-6 6-3. Il tennista di Montreal si avvicina così alla top 100 salendo alla posizione 109 della classifica mondiale. Con i suoi 4 trofei diventa, inoltre, il terzo tennista ad aver vinto più titoli Challenger a 18 anni (a pari merito con Chung, Ancic e Coria), dietro a Richard Gasquet (7) e Tomas Berdych (5). Auger-Aliassime è attualmente 13esimo nella Race delle NextGen Finals di Milano, a soli 30 punti dal decimo posto ma distante oltre 200 lunghezze dal settimo posto di Rublev, l’ultimo utile per la qualificazione.

 

ATP Ortisei, Italia – Hard €64,000

La Francia continua a brillare anche a livello NextGen. Momento di grande ascesa, infatti, anche per il francesino Ugo Humbert che a 20 anni giunge al suo best ranking (n. 99 ATP) grazie al suo secondo trofeo Challenger in carriera a Ortisei, sconfiggendo in finale nientemeno che il n. 51 del mondo, il connazionale Pierre-Hugues Herbert per 6-4 6-2. Humbert completa anche una scalata di sette posizioni nella race delle NextGen ATP Finals giungendo alla nona posizione. Soltanto tre mesi fa, Humbert era trenta posizioni più indietro. Un’ascesa folgorante per il transalpino che, dopo due finali a livello Challenger, ha vinto il primo titolo a Segovia in agosto per poi disputare a New York il primo Slam in carriera e complicare addirittura la vita a Stan Wawrinka al secondo round. Lo svizzero ha infatti bisogno di quattro set per venire a capo del giovane avversario, superandolo con lo score di 7-6(5) 4-6 6-3 7-5. Ugo vince poi il primo incontro a livello ATP a Metz e sull’onda dell’entusiasmo si impone anche a Ortisei. Humbert è il più giovane francese a entrare in Top 100 dopo Richard Gasquet (2006).

ATP Santo Domingo, Repubblica Dominicana – Clay $125,000

A Santo Domingo il nostro Paolo Lorenzi si ferma ai quarti di finale, superato con un doppio 7-5 da Federico Delbonis. L’argentino viene a sua volta sconfitto in finale dal 22enne cileno Christian Garin, al secondo titolo consecutivo dopo il titolo a San Paolo della scorsa settimana. Con cinque finali all’attivo in stagione, Garin è il giocatore che ne ha disputate di più assieme a Thompson e allo stesso Humbert.

ATP Fairfield, California – Hard $100,000

Lo statunitense Bjorn Fratangelo si impone in California, superando in finale l’australiano Alex Bolt. Primo titolo del 2018 per lui. In semifinale il tennista originario della Florida aveva sconfitto un’altra promessa NextGen, il norvegese Casper Ruud.

ATP Barcellona, Spagna – Clay, €43,000

Roberto Carballes Baena vince il Challenger di casa in un derby tutto spagnolo. In finale ha la meglio sul connazionale Pedro Martinez per 1-6 6-3 6-0. Per Carballes Baena è la prima affermazione a livello challenger in stagione, ma a febbraio aveva già vinto l’ATP 250 di Quito. Il draw di Barcellona è stato contrassegnato da una forte presenza azzurra con Lorenzo Giustino, Alessandro Giannessi, Filippo Baldi, Gianluigi Quinzi, Stefano Travaglia, Matteo Viola e Roberto Marcora. Filippo Baldi ha fatto registrare il risultato migliore fermandosi in semifinale contro il runner-up Martinez.

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Mondo Challenger: Giustino KO nella finale più lunga dell’anno

Dopo 3 ore 12 minuti di gioco, Polmans conquista in Cina il secondo titolo in carriera. Barrere si conferma campione a Lille

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Marc Polmans - ATP Challenger Zhangjiagang 2019 (foto via Twitter, @ATPChallenger)

Zhangjagang – Cina (cemento, $54,160)

È svanito ancora una volta il sogno di Lorenzo Giustino di alzare il primo trofeo Challenger della sua carriera. Dopo il bye al primo turno, il 27enne napoletano, sesto favorito del seeding, ha superato nell’ordine Nguyen, Purcell e Kwon senza cedere nemmeno un set e infine ha approfittato del ritiro pre-match di Viktor Galovic in semi per raggiungere la sua seconda finale Challenger dell’anno a Zhangjagang (nella prima, giocata a febbraio a Launceston, era stato sconfitto da Lloyd Harris con un doppio 6-2). Nell’atto conclusivo del torneo cinese, Giustino si è arreso soltanto al tiebreak decisivo (perso per 7 punti a 4) dopo 3 ore e 12 minuti di gioco (si tratta della finale più lunga del 2019) all’australiano Marc Polmans.

 

Qualche rimpianto per l’azzurro, che ha mancato tre palle break sul 4-3 in suo favore nel terzo parziale e non ha saputo sfruttare il vantaggio iniziale maturato nel tiebreak: Lorenzo conduceva infatti 4-1. Se per Giustino si tratta della terza sconfitta in carriera su tre finali giocate a livello Challenger (la prima l’aveva persa a Sibiu nel 2016 contro Robin Haase), il 21enne Polmans ha invece trionfato per la seconda volta nel circuito minore, a un anno di distanza dal primo titolo conquistato nel 2018 a Launceston.

[10] M. Polmans b. [6] L. Giustino 6-4 4-6 7-6(4)

Lille – Francia (cemento, €46,600)

Era successo soltanto due volte in tutta la stagione 2018, siamo già a due in questo primo scorcio di 2019: stiamo parlando dei titoli confermati a livello Challenger. Dopo Taylor Fritz, che a gennaio aveva nuovamente trionfato nel torneo di Newport Beach, è toccato al 25enne francese Gregoire Barrere confermarsi campione nel Challenger di Lille, evento del circuito minore nato proprio lo scorso anno. Nella cornice del ‘Tennis Club Lillois Lille Metropole’, il padrone di casa ha superato in tre set e un’ora e 46 minuti di gioco il tedesco Yannick Maden, secondo favorito del seeding, costretto a rimandare per la sesta volta l’appuntamento con il primo titolo in carriera. Per il francese si tratta invece del terzo trionfo a livello Challenger, il secondo in stagione (a inizio anno aveva fatto suo il torneo di Quimper battendo in finale Daniel Evans).

[3] G. Barrere b. [2] Y. Maden 6-2 4-6 6-4

VERSO ST. BRIEUC E MARBELLA – Nell’ultima settimana del mese di marzo si disputeranno due eventi europei: uno in Francia, sul cemento indoor di Saint-Brieuc, e uno in Spagna, sulla terra rossa di Marbella. Ricardas Berankis sarà il detentore del titolo e primo favorito del seeding della 16esima edizione del Challenger francese, mentre i due finalisti di Lille Maden e Barrere saranno la seconda e terza testa di serie. Due gli italiani in tabellone: Matteo Viola e Stefano Travaglia, quinto favorito del seeding. Saranno invece ben 10 gli azzurri al via in Spagna: Giannessi, Brancaccio, Moroni (che al primo turno affronterà Marko Djokovic), Arnaboldi, Marcora, Donati, Bolelli, Gaio, Mager e Baldi. A guidare il seeding è Benoit Paire, seguito da Andujar, Vesely e Pedro Sousa.

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Mondo Challenger: non si vive di solo Berrettini

Una grande settimana per gli azzurri. La vittoria di Matteo a Phoenix non cancella le grandi prestazioni di Sonego e Caruso. La finale di Napolitano in Cina e la semi di Viola in Canada

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Phoenix – Arizona Tennis Classic (cemento outdoor, 162.480$)

Il Challenger forse più competitivo dell’anno, quello collocato tra i Masters 1000 di Indian Wells e Miami, si è trasformato in un trionfo per il tennis italiano. A vincere, come sapete, è stato Matteo Berrettini. Il romano si è imposto in rimonta in una finale all’ultimo respiro (3-6 7-6 7-6 il punteggio) sul kazako Mikhail Kukushkin che lo aveva battuto l’anno scorso proprio nella finale dello stesso torneo, che però si giocava a Dallas. Quello conquistato in Arizona è il terzo successo di categoria per Berrettini che rientra così nei primi 50 al mondo. Da segnalare però le ottime prestazioni Salvatore Caruso e Lorenzo Sonego. Caruso è stato la vera sorpresa del torneo, raggiungendo la semifinale, la decima in carriera nei Challenger, grazie all’affermazione sul n.1 del seeding nonché n.20 del mondo David Goffin. Anche Sonego ha fatto uno scalpo eccellente: quello di Jeremy Chardy al primo turno, secondo favorito del tabellone. La sua marcia si è spinta poi fino ai quarti di finale dove è stato battuto proprio da Berrettini.

 

Qui l’audio e la trascrizione dell’intervista a Berrettini dopo la vittoria.

Shenzhen – Pingshan Open (cemento outdoor, 81.240$)

Ma le buone notizie per il tennis italiano non sono provenute solo da Phoenix. A Shenzhen infatti Stefano Napolitano ha raggiunto la sua quinta finale a livello Challenger. A negargli la gioia del successo è stato il veterano cipriota Marcos Baghdatis, testa di serie n.2 del seeding cinese, con lo score di 6-2 3-6 6-4. Napolitano può comunque essere più che soddisfatto del suo percorso nel torneo, che lo ha visto anche protagonsita dell’eliminazione del n.1 del tabellone Brayden Schnur. Grazie a questa finale, il tennista biellese è tornato tra i primi 200 al mondo. 

Drummondville – Challenger Banque Nationale de Drummondville (cemento indoor, 54.160$)

Anche il Challenger canadese di Drummondville è stato degno di nota. Sono approdate in finale le prime due teste di serie: rispettivamente il lituano Ricardas Berankis e il tedesco Yannick Maden, uno ben dentro i Top 100 e l’altro fuori non di molto. Ha vinto Berankis, con il punteggio di 6-3 7-5. Per il 28enne tennista baltico si tratta dell’undicesimo trofeo Challenger in carriera, il secondo in questo 2019 dopo quello ottenuto a Rennes in Francia. A conferma del suo buon stato di forma. Anche a Drummondville però un italiano è riuscito a distinguersi. Si tratta di Matteo Viola che da testa di serie n.14 è riuscito a issarsi un po’ a sorpresa fino alla semifinale, persa con onore proprio contro Berankis. 

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Mondo Challenger: Dellien punta in alto. A Phoenix in campo Goffin e Berrettini

Il boliviano vince un altro torneo e continua a scalare la classifica. A Phoenix super-challenger con quattro top 50 capitanati da Goffin e Chardy

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Questa settimana, in contemporanea ai primi giorni del combined di Indian Wells, si sono disputati due tornei di categoria challenger. Due eventi di medio livello ospitati dalle città di Santiago e Zhuhai, entrambi da 80 punti per il vincitore, che hanno premiato un giocatore boliviano in grande ascesa – Hugo Dellien – e uno spagnolo che dimostra di credere ancora nel traguardo mai raggiunto della top 100, Enrique Lopez Perez.

Challenger Santiago – Cachantun Open by KIA (terra battuta – $54,160)

In Cile, il 25enne boliviano Hugo Dellien ha vinto il quarto titolo challenger della sua carriera, il primo di questa stagione. Da testa di serie n.2 ha dovuto sconfiggere tre giocatori inseriti nel seeding, tra cui il nostro Gian Marco Moroni agli ottavi, mentre in finale si è trovato di fronte un po’ a sorpresa il taiwanese Tung-Lin Wu, 20 anni, che in semifinale ha dominato il primo favorito del tabellone Andujar. Non è stata affatto una finale semplice per Dellien: il giovane asiatico ha vinto il primo set e ha lottato duramente anche nel secondo, prima di crollare al tie-break e pagarne lo scotto nel set decisivo, conclusosi con un netto 6-1.

Quando la classifica ATP verrà aggiornata, ovvero al termine del torneo di Indian Wells, sia Dellien che Wu potranno festeggiare il best ranking: il boliviano è virtualmente n.73 – posizione che può ancora essere soggetta a cambiamenti -, il taiwanese ha guadagnato 55 posizioni (virtuali, per adesso) avvicinandosi alla top 300. Per Dellien una ulteriore motivazione potrebbe essere quella di provare a diventare il tennista boliviano più forte di sempre, superando i risultati raggiunti da Mario Martínez negli anni ’80 (best ranking di n.35 e tre titoli vinti, due dei quali in Italia).

A Santiago, oltre a Moroni, anche Federico Gaio ha raggiunto gli ottavi mentre Giannessi si è spinto fino ai quarti, sconfitto dal brasiliano Bellucci.

Challenger Zhuhai – Zhuhai Open (cemento – $54,160)

Dopo ben tre finali perse, Enrique Lopez Perez è riuscito a vincere un torneo del circuito cadetto. Sul duro di Zhuhai ha battuto nettamente in finale (6-1 6-4) il russo Evgeny Karlovskiy e ha quindi interrotto il record negativo cominciato con la sconfitta in finale a Torino nel 2016. Il trofeo vale al 27enne spagnolo il ritorno in top 200 e può rilanciarlo anche in ottica top 100, obiettivo che non ha mai raggiunto fermandosi al massimo alla posizione 138 raggiunta lo scorso ottobre. Per riuscirci, con ogni probabilità, servirà replicare almeno una volta questa settimana di vittorie.

In Cina era volato un solo italiano, Raul Brancaccio, inserito in tabellone grazie a uno degli inviti ITF. Brancaccio ha battuto all’esordio il cinese Wu Di ma si è arreso al secondo contro Dudi Sela, uno dei giocatori più esperti del circuito challenger.

I PROSSIMI TORNEI – Questa settimana sono in programma tre eventi: i challenger di Drummondville (cemento indoor), Shenzhen (cemento outdoor) ma soprattutto Phoenix, uno dei tornei più prestigiosi dell’intera stagione che dallo scorso anno ha preso il posto della rassegna di Irving. Il campo partecipanti è quasi clamoroso per un challenger: ben cinque top 50, con David Goffin e Jeremy Chardy a guidare il seeding. Iscritti anche Millman, Ebden e Kukushkin. Scelta piuttosto emblematica per il tennista belga, che quest’anno ha vinto solo quattro partite e sta faticando a ritrovare il suo tennis dopo la separazione dall’ex allenatore Van Cleemput.

Sarà piuttosto nutrita anche la pattuglia azzurra, con Berrettini (sesta di serie), Sonego, Quinzi, Caruso, Arnaboldi e Vanni.

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