Prima esperienza da coach per Marion Bartoli

Abbandonata definitivamente l’idea di tornare in campo la campionessa di Wimbledon 2013 si prenderà cura della diciannovenne connazionale Lucie Wargnier

Prima esperienza da coach per Marion Bartoli

Ha superato con coraggio problemi di salute molto seri, fino ad accarezzare l’idea di tornare a competere nel tour a cinque anni di distanza dall’improvviso ritiro seguito al trionfo di Church Road nel 2013. Marion Bartoli si è però accorta di aver chiesto troppo al proprio fisico e lo scorso giugno ha accantonato in modo definitivo il progetto, ma la voglia di rimanere parte attiva dello sport che è stato la sua vita era conclamata. Così Marion ha compiuto il passo più scontato, posando la racchetta e andando a sedersi in panchina. Per ora non allenerà una star, ma si prenderà cura di un progetto avente le sembianze e i diciannove anni di Lucie Wargnier, speranza connazionale in fase di lento recupero da un infortunio che ne ha seriamente messo a repentaglio la carriera.

Campionessa nazionale under 12 e finalista under 14, Wargnier si è rotta un legamento del ginocchio nell’estate del 2015 ed è stata costretta a uno stop di undici mesi. A Le Parisien, qualche settimana fa, ha illustrato gli aspetti più traumatici di un’esperienza inedita, da cui dichiara di aver trovato la forza per guardare al futuro in una diversa prospettiva. “A tratti pensavo che non sarei potuta tornare a giocare. Nessuno valuta mai opzioni così terribili, eppure quando sei costretto a guardare in faccia la realtà ti accorgi che le cose possono finire in un istante”. Le drammatiche circostanze della riabilitazione hanno fatto il resto: “È stato un percorso molto duro, che ho in parte condiviso con le vittime dell’attentato al Bataclan. Ho capito che il mio problema era assolutamente insignificante se paragonato a quello che stavano passando loro. Sono molto cresciuta, ho imparato ad ascoltare meglio il mio corpo e sono pronta a lottare duramente per il mio futuro”.

 

Marion, apparsa scherzosamente bellicosa nella foto di rito che annuncia l’inizio della collaborazione (“per ora Lucie ride, ma non ha idea di ciò che l’aspetta nei prossimi diciotto mesi!”) ha davanti a sé un compito arduo, ascoltando i programmi della sua allieva. “Voglio smettere di giocare i 15.000 dollari e passare ai 25.000. L’obiettivo stagionale? Partecipare alle qualificazioni del Roland Garros”. Buona fortuna a entrambe.

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