Indjokabile: Djokovic domina Nadal e vince il settimo Australian Open

Australian Open

Indjokabile: Djokovic domina Nadal e vince il settimo Australian Open

MELBOURNE – Prestazione impressionante del serbo, che non lascia scampo al suo rivale. Quindicesimo Slam, il terzo consecutivo: la caccia al duo Federer-Nadal è ufficialmente ripartita

Pubblicato

il

Novak Djokovic con la coppa dell'Australian Open 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Spazio sponsorizzato da Barilla

Djokovic crushes Nadal for 7th Australian Open title [VIDEO]

 

[1] N. Djokovic b. [2] R. Nadal 6-3 6-2 6-3 (dal nostro inviato a Melbourne)

Novak Djokovic vince l’edizione 2019 dell’Australian Open. Con la sua settima affermazione qui a Melbourne stacca Federer e Roy Emerson, fermi a quota sei, diventando recordman in solitaria; nella classifica complessiva dei titoli Slam sale a quota quindici, stacca Sampras e guadagna la terza posizione a sole due lunghezze dal giocatore sconfitto in finale, Rafael Nadal. Per Djokovic è il terzo Slam consecutivo, che consolida la sua prima posizione in classifica e il suo attuale dominio.

La finale di oggi non ha mai avuto storia: Djokovic ha concesso la prima palla break – annullata – solo nel terzo set e ha perso soltanto tredici punti al servizio, dominando la contesta in ogni comparto del gioco. Ha chiuso l’incontro sul servizio del suo avversario al secondo match point, incassando un errore di rovescio di Nadal. Per lo spagnolo è la prima sconfitta per tre set a zero nella finale di uno Slam, la più pesante in termini di punteggio contro Djokovic in una sfida al meglio dei cinque.

LA PARTITA – Ci si aspettava una battaglia lunga ed equilibrata, come era già successo nella finale del 2012, ma purtroppo per tutti gli appassionati uno dei due protagonisti è stato troppo forte perché la partita potesse essere equilibrata, e tantomeno lunga. Solo 122 minuti per questa finale, quasi mezz’ora in meno della partita più corta giocata dai due (al Roland Garros nel 2015), nella quale Djokovic ha lustrato gli occhi dei suoi tifosi con una superlativa prestazione da 34 colpi vincenti e solamente 9 errori gratuiti. Nadal non è mai stato in partita: troppo corto il suo palleggio, troppo lento il suo servizio, troppo morbidi i suoi colpi da fondocampo. Ha lottato, da grande gladiatore quale è, ma nella giornata aveva ben poco da opporre a un avversario che è cresciuto in precisione e sicurezza man mano che la partita progrediva.

L’inizio del match è una sorpresa per tutti: Djokovic è centratissimo mentre Nadal è ancora negli spogliatoi. La sua palla non esce dalle corde, è molto difensiva, atterra corta, quasi come il Nadal timoroso e incerto di tre anni fa. Dopo aver tenuto 67 turni di battuta consecutivi nel torneo, lo spagnolo concede il turno di battuta a 15 e Djokovic scappa subito 3-0. Il maiorchino si aggrappa al suo secondo game di servizio annullando una pericolosa palla dello 0-4 rimanendo in scia di un avversario che però al servizio non sembra avvicinabile. Pare quasi di vedere il “fratello brocco” di Nadal in campo: i suoi colpi sono molto più lenti del solito, addirittura liscia una palla completamente di diritto e non sembra minimamente in grado di destabilizzare Djokovic negli scambi centrali. Solo quando serve in maniera molto angolata o apre il campo con incrociati stretti l’iberico sembra trovare il modo di penetrare il muro difensivo del serbo. Con un gratuito di diritto (uno dei soli tre commessi nel set) il serbo concede il primo punto sulla propria battuta sul 5-3, ma è solo un episodio isolato perché dopo 36 minuti il primo set va in archivio con un 6-3 per Djokovic che conquista quasi il doppio dei punti del suo avversario (29-15).

Sulla diagonale diritto mancino di Nadal-rovescio destrorso di Djokovic, il n.1 del mondo è clamorosamente in vantaggio e non sembra subire alcuna pressione. Rafa tiene come può con la battuta, ma in risposta è ancora notte fonda: nella prima ora di gioco il parziale per Nole sul suo servizio è di 28 punti a 2. Un paio di gratuiti da fondo campo e uno sfortunato scambio ravvicinato a rete costano a Nadal il break sul 2-2, Djokovic lo conferma subito dopo nel primo game lottato sulla sua battuta che gli dà la sicurezza di colpire anche i vincenti da fondocampo che prima tratteneva. Dopo altri 40 minuti finisce anche il secondo set, con Nadal ancora una volta doppiato sui punti (30-15).

Rafael Nadal – Australian Open 2019 (via Twitter, @AustralianOpen)

Il maiorchino di esce dal campo per andare negli spogliatoi, forse a cercare qualche risposta ai problemi che gli pone Djokovic, problemi che sembrano irrisolvibili. Prova ad appiattire il diritto per trovare più velocità, ma i suoi colpi iniziano a volare oltre la riga di fondo. Nole appare inscalfibile e al terzo game ottiene il break che sembra poter essere quello decisivo. Si sapeva che un game di servizio più complicato doveva arrivare per Djokovic, ed infatti puntualmente al sesto game c’è una palla per il 3-3 (grazie a tre gratuiti nel game, quasi la metà di quelli complessivi), ma un rovescio in rete delude le speranze dei 15.000 della Rod Laver Arena che speravano di riavere una partita. Nadal ci riprova due game più tardi, ma arriva solo a 40-40, e una volée di rovescio che beffardamente tocca il nastro e ricade nella metà campo dello spagnolo consente a Djokovic di arrivare a un game dal trionfo.

La fine arriva poco dopo, con un rovescio lungo di Nadal; Djokovic che può sfogare la sua gioia in mezzo al campo per la sua settima vittoria all’Australian Open, la sua quindicesima in un Major, e la terza consecutiva.

DICHIARAZIONI A CALDO – Durante la cerimonia di premiazione, il giocatore sconfitto è come da prassi il primo a prendere la parola. Queste le parole di Nadal: “Buonasera a tutti. Prima di tutto, congratulazioni a Novak e al suo team, gran livello di tennis. Grazie a tutti quelli che hanno reso possibile l’evento, grazie a Kia, a tutti. Grazie a tutte le persone di Tennis Australia, che organizzano un torneo che cresce di qualità ogni anno. E grazie per promuovere il nostro sport in generale. Per me sono state due settimane emozionanti, certo stasera non ho avuto una buona serata, non avevo giocato per molto tempo prima di questo torneo, il primo match è stato qui. Grazie ancora a tutte le persone che mi hanno aiutato in carriera. Continuerò a lottare per essere il giocatore migliore possibile, continuerò ad allenarmi e a mettercela tutta. Quando non gioco, la cosa che mi manca di più siete voi fan: ciao, e spero di rivedervi l’anno prossimo“.

Poi è toccato al dominatore dell’incontro e dell’intero torneo. “Buonasera a tutti, complimenti a Rafa, eri tornato da un infortunio, mi hai mostrato cosa significa spirito combattivo. Anch’io ho avuto infortuni e un intervento negli ultimi 2 anni, stare qui dopo aver vinto tre Slam di fila mi fa essere senza parole. Grazie ragazzi che mi supportate anche nei giorni peggiori, grazie Marjan per essere tornato al mio fianco. Voglio salutare la mia famiglia, mia moglie e i miei figli, spero stiano guardando, almeno mi avevano detto che avrebbero guardato la partita (ride, ndr). Sono le persone più importanti dell’universo per me. Hanno sacrificato molto per permettermi di essere qui, e io non posso darlo per scontato. Concordo con Rafa, questo torneo è il migliore, ci fanno sentire tutti come a casa. Per noi è un piacere giocare qui. Ho imparato anche un po’ di slang australiano questi giorni! Ci vediamo l’anno prossimo!“.

Novak Djokovic – Australian Open 2019 (via Twitter, @AustralianOpen)

Il tabellone completo

Continua a leggere
Commenti

Australian Open

Australian Open: Djokovic è uno schiacciasassi, ora c’è Raonic

Il campione serbo regola in tre set Schwartzman. Nei suoi 11esimi quarti di finale a Melbourne affronterà il big server canadese che non ha lasciato scampo a Cilic. Nei nove scontri diretti Nole ha sempre vinto

Pubblicato

il

Novak Djokovic - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Che il piccolo Diego Schwartzman avesse poche armi a disposizione per impensierire Novak Djokovic era abbastanza chiaro a tutti. Il suo gioco solido ma leggero, privo di particolari rotazioni e variazioni di ritmo, è perfetto per mettere in palla il fenomeno serbo. I quattro precedenti tutti vinti da Nole, e sempre abbastanza nettamente, erano lì a dimostrarlo. E questi ottavi dell’Australian Open hanno seguito lo stesso copione con Nole che si è imposto con il punteggio di 6-3 6-4 6-4 in due ore di gioco. Un match senza particolari scossoni in cui il n.2 del mondo è praticamente sempre stato in vantaggio, dall’inizio alla fine. Nei suoi undicesimi quarti di finale a Melbourne, affronterà il redivivo Milos Raonic. Il bombardiere canadese, anche lui particolarmente a suo agio nel primo Slam della stagione, ha piegato con lo score di 6-4 6-3 7-5 Marin Cilic, finalista del torneo nel 2018, il quale forse ha pagato le scorie delle faticose vittorie su Benoit Paire prima e Roberto Bautista Agut poi. 

DJOKOVIC-SCHWARTZMAN – Primo set particolarmente scorrevole, con nessuno dei due giocatori nemmeno in grado di avvicinarsi a vincere il turno di risposta. Finché nel nono gioco il fenomeno balcanico piazza la zampata vincente portandosi a servire per il set. Game a 30 e primo set in archivio. Prevedibilmente, Djokovic parte fortissimo anche nel secondo parziale, per mettere definitivamente l’incontro sui suoi binari: prima un break poi un altro ed è 3 a 0. Un piccolo passaggio a vuoto aiuta Schwartzman a dimezzare lo svantaggio. Ma l’argentino non è evidentemente in grado di raddrizzare il match. Il break decisivo nel terzo parziale arriva sul 3 a 2 per Djokovic. El Peque prova a reagire immediatamente ma non c’è nulla da fare. Djokovic ha il pilota automatico. 75 per cento di punti con la prima per lui e 38 vincenti a fronte di 31 errori. Una prestazione solida da ogni punto di vista. 

RAONIC-CILIC – Nessun tie-break nel match tra questi due portentosi battitori, ed è già una notizia di per sé. Ma anche i break non è che siano stati tanti. Giusto tre, uno per parziale, e tutti in favore di Raonic. Nel primo set, il canadese, dopo aver annullato un paio di palle break nel sesto gioco, coglie nel nono, ottiene tre palle break in risposta sul 5 a 4 e va a capitalizzare la seconda. Nel secondo parziale Cilic si fa breakkare subito e non riesce più a tornare in scia. Il croato avrebbe l’occasione di riaprire la contesa quando sempre sul 5 a 4 nel terzo set si procura due set point in ribattuta. Il canadese è però una macchina al servizio e scaglia due ace consecutivi. Scampato il pericolo, il 29enne di origine montenegrina va poi a chiudere l’incontro. A fare la differenza in risposta (30 per cento di punti vinti contro 23) e la capacità di giocare bene i punti decisivi. Ma chissà che se Cilic avesse avuto due turni meno in precedenza pesanti (3 ore e mezza in campo con Paire, oltre 4 contro Bautista Agut), l’esito dell’incontro non sarebbe stato diverso. 

Per Raonic si tratta della quinta volta ai quarti agli Australian Open, lo Slam in cui ha avuto i risultati migliori (finale di Wimbledon a parte) nella sua carriera fortemente condizionata dagli infortuni. E la sua spiegazione dei buoni risultati che ottiene a Melbourne è curiosa. “Dipende anche dal fatto che non c’è nulla nell’immediato futuro quando sono in off-season. Nessun torneo che sono nervoso di saltare oppure quale partecipo senza essere pronto. Ci sono alcune settimane in cui mi posso concentrare sull’allenamento e non ho nulla di cui preoccuparmi. E questo mi aiuta trovare continuità”, ha dichiarato il canadese, attualmente n.35 del mondo. 

 
Milos Raonic – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Contro Djokovic si va a prefigurare uno scontro tra un grande ribattitore, ovvero Djokovic, e un grande battitore, ovvero Raonic. Ma sono i più grandi nelle rispettive categorie? Raonic in maniera diplomatica mette il fuoriclasse balcanico alla pari di Nadal. “Penso che Rafa sia quasi altrettanto bravo. Ma è diverso il modo in cui rispondono. Rafa cerca di mettere in campo più risposte possibili ma hai una possibilità di chiudere il punto col colpo successivo. Novak ti risponde spesso profondo al centro e ti toglie l’angolo. Inoltre, sta più vicino al campo, lasciandoti meno tempo per organizzare il colpo dopo”, sostiene il canadese. Secondo Nole invece Raonic non è il miglior servitore del tour ma rispetto ad altri big server è più completo. Penso che si possa leggere meglio il suo servizio rispetto a quelli di Isner e Karlovic. È una questione di lancio della palla, di tecnica. Ma rispetto a loro, quando si entra nel gioco, Raonic si muove molto meglio”.

Nei nove precedenti scontri diretti, uno proprio nei quarti dell’Australian Open edizione 2015, Nole è riuscito a neutralizzare alla perfezione il cannone di Raonic e ad imporsi. Due soli i set persi dal serbo, a Roma nel lontano 2014 e a Cincinnati nel 2018. Non ci dovrebbe essere molta storia nemmeno in questa occasione. E magari un altro successo aiuterà a convincere Stefan che vale la pena fare il tifo per papà. 

Il tabellone del torneo maschile (con i risultati aggiornati)

Continua a leggere

Australian Open

Australian Open: Gauff crolla al terzo, primi quarti Slam per Kenin

Coco combatte ma cede alla distanza. Sofia chiude con un bagel nel set decisivo. Esperienza e solidità fanno la differenza per Kenin: “Ma lei è tanto forte”

Pubblicato

il

Sofia Kenin - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

[14] S. Kenin b. C. Gauff 6-7(5) 6-3 6-0 (da Melbourne, il nostro inviato)

Aprono il programma di singolare sulla Melbourne Arena la statunitense Sofia Kenin (21 anni, numero 15 WTA, testa di serie 14 qui) e la ragazzina terribile sua connazionale – in effetti, vivono in Florida entrambe – Coco Gauff, 67 WTA ma in grande ascesa, con la top-50 nel mirino a soli 15 anni, che al turno precedente ha realizzato la sorpresa del torneo eliminando la campionessa in carica Naomi Osaka. A dirla tutta, Osaka si è eliminata un po’ da sola, ma Coco è stata bravissima a prendersi i regali dell’avversaria e a concretizzare il risultato con freddezza da veterana.

La prova di oggi contro la solidissima e forte Kenin (semifinali a Toronto e Cincinnati nel 2019, era già arrivata a un ottavo Slam al Roland Garros sempre l’anno scorso con vittoria su Serena Williams, tre titoli WTA, a Hobart, Mallorca e Guangzhou), potrebbe essere proibitiva per Gauff, ma ormai abbiamo imparato tutti a non dare nulla per scontato parlando di lei.

Primo punto in assoluto del match, subito un challenge chiamato a torto (di un pelo) da Gauff, poi un paio di errori provocati dal buon palleggio di Kenin, ed è break in apertura. Sofia tiene la battuta, sale 2-0, Coco si scuote e muove a sua volta il punteggio, 2-1. Kenin gioca solida, non è facile destabilizzarla, da parte sua Gauff mi sembra molto migliorata. Non la vedevo dal vivo e da vicino da qualche mese, l’aspetto tecnico che mi aveva sempre lasciato dubbioso, il dritto troppo spazzolato e poco penetrante, appare decisamente evoluto. Swing più lineare, impatto avanzato, non è ancora una cannonata ma la palla scorre davvero meglio. Il servizio è un’arma importante (arriva già oltre i 190 kmh), il rovescio è il colpo naturale da sempre.

Kenin si rende conto che non basta rimettere, alza i giri del motore e spinge con efficacia, salendo 4-2. Il pubblico intorno a me sembra maggiormente dalla parte di Coco, considerando il battage mediatico – peraltro meritato – di cui gode la cosa è comprensibile. Nell’ottavo game, due gratuiti di troppo di Sofia le costano il contro-break, siamo 4-4. Ora si lotta alla pari, la qualità non è straordinaria, ma c’è tensione agonistica ed equilibrio. Gauff si salva da una palla break pericolosissima (errore Kenin), con un doppio fallo ne concede un’altra, ma è bravissima a cancellarla attaccando la rete, per poi spingere con servizio e dritto e prendersi il 5-4. Mica male ‘sta ragazzina, davvero.

Qualche minuto dopo, in vantaggio 6-5, con un paio di gran pallate ecco una palla break e insieme set-point per lei: ottima Sofia a cancellarla col dritto vincente, si arriva al tie-break. Se le stanno suonando di santa ragione ora, ritmo alto, livello molto buono. Purtroppo per lei, Kenin si incarta in due errori e un brutto doppio fallo, trovandosi sotto 6-2. Annulla tre set-point con coraggio (e fortuna, sul secondo la palla accarezza il nastro), ma il quarto è quello buono per Coco, che chiude 7-5, sono passati 57 minuti. 19 vincenti e 21 errori Gauff, 13/13 Kenin.

Nel quarto game del secondo set, sotto 2-1, Coco commette due doppi falli e affronta due palle break non consecutive. Sulla prima mette un gran rovescio vincente, la seconda la cancella con la battuta, ne arriva una terza (errore di rovescio), qui Sofia è brava a variare nel palleggio, facendo sbagliare ancora l’avversaria e salendo 3-1. Kenin conserva il vantaggio fino al 5-2, Gauff sembra stia avendo un minimo di calo di concentrazione, realizza belle cose in avanti andando a rete volentieri, ma a volte sbaglia palle banali. Ci sta, non dimentichiamoci che alla sua età si va in prima superiore di norma, non ci si gioca l’accesso a un quarto di finale Slam contro le top-15 mondiali.

Coco Gauff – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Annulla con bravura un set point Coco, accorcia 3-5, ma quando l’orologio del campo segna un’ora e 36 di partita, Kenin si prende il 6-3 e la possibilità di giocarsi tutto al terzo parziale. Le statistiche ora dicono 33 vincenti e 35 errori Gauff, 19/18 Sofia. 7 ace e altrettanti doppi falli (un po’ troppi questi ultimi) per Coco.

Gauff pare aver accusato il colpo, continua a sbagliare parecchio, perde due volte la battuta e si ritrova sotto 3-0 nel terzo set. Sono entrambe tese e nervose, si vede, ma la maggiore esperienza di Kenin ora sta facendo la differenza. Due palle break annullate nel quarto game da Sofia sono il segnale sella resa per Coco, poco dopo un nastro assassino che le costa il terzo break subìto e lo svantaggio di 5-0 praticamente chiudono la contesa. La cosa notevole, che ci dice molto dell’atteggiamento e della carica agonistica di Gauff, è che anche sotto un treno nel punteggio non smette di auto-incitarsi a ogni punto conquistato. Al secondo match-point Sofia chiude, primi quarti di finale Slam per lei (sfiderà Ons Jabeur), ma i progressi di Coco sono evidenti.

Raggiante Sofia alla fine: “Partita durissima, lei è tanto forte, ma sono troppo contenta per me stessa. Ho cercato di giocarla come una partita qualsiasi, dopo aver perso il primo ho solo lottato per rimontare. Non ho parole, grazie a tutti, vi voglio bene! Voglio ringraziare il mio team, abbiamo superato tante cose insieme. Ora mi riposerò, ci vediamo al prossimo match!“.

 

Il tabellone del torneo femminile (con i risultati aggiornati)

Continua a leggere

Australian Open

Una ritrovata Muguruza vola agli ottavi dell’Australian Open

Prestazione impeccabile della spagnola, che con 31 vincenti si libera rapidamente di Svitolina. Al prossimo turno attende Bertens o Diyas

Pubblicato

il

Garbine Muguruza - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

G. Muguruza b. [5] E. Svitolina 6-1 6-2 (da Melbourne, il nostro inviato)

Bastano pochi scambi per capire qual è il problema che Svitolina deve fronteggiare contro Muguruza: si tratta di auto di due cilindrate diverse, la spagnola è molto più potente e domina gli scambi da fondocampo. Garbine sembra perfettamente a suo agio nel palleggio, trova eccellenti appoggi per tirare le sue bordate e Svitolina semplicemente non riesce a produrre nessun colpo che riesca a mettere in difficoltà l’avversaria. Il primo set si chiude in 23 minuti con un perentorio 6-1, e la distanza tra le due in termini di gioco espresso in campo, se possibile, sembra ancora più ampia di quanto non dica il punteggio.

Nell’intervallo tra i set Svitolina va negli spogliatoi lasciando Garbine da sola in campo ad ascoltare Kylie Minogue sparata a tutto volume. Al ritorno prova a dar fondo al suo repertorio, ma con non troppo successo: varia la direzione della battuta, tiene il palleggio centrale per togliere angoli, ma così facendo non muove Muguruza che può piantare gli appoggi per tirare le sue pallate; arriva anche qualche chop di diritto per “sporcare” la palla, ma i risultati non sono granché. Garbine allunga subito sul 3-1, conquista due palle per il 4-1 pesante che però vengono annullate da una generosissima Svitolina che si aggrappa ad ogni palla, comincia a spostare l’avversaria rischiando anche di aprire il campo e rimane aggrappata al suo turno di battuta.

Ma il sollievo è effimero: altre tre bordate di Muguruza la mandano a servire per il match sul 5-2, Svitolina prova ancora a mettere la partita sulla corsa, ma quando si apre gli angoli giusti non ha la castagna che le serve per chiudere i punti. A differenza della spagnola, che chiude il match con 31 vincenti. La partita finisce in 67 minuti con il torneo che guadagna una sicura protagonista e una potenziale concorrente per la vittoria finale.

Garbine Muguruza – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Il tabellone del torneo femminile (con i risultati aggiornati)

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement