WTA Hua Hin: Yastremska, rimonta incredibile e secondo titolo

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WTA Hua Hin: Yastremska, rimonta incredibile e secondo titolo

La diciottenne ucraina batte in un match thriller l’australiana Ajla Tomljanovic che, nel terzo set, era avanti 5 giochi a 2

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[8] D. Yastremska b. [6] A.Tomljanovic 6-2 2-6 7-6(3)

Seconda finale. Secondo titolo in carriera. Ad appena dici ottono anni Dayana Yastremska mette il suo nome sul torneo WTA International di Hua Hin e lo fa al termine di un match thriller. Nel terzo set, infatti, l’ucraina che affrontava in finale l’australiana Ajla Tomljanovic era sotto 5 giochi a 2, ma è riuscita a ritrovare il suo tennis e ribaltare il match vincendo il tie break decisivo del terzo parziale. Tomljanovic, invece, ha perso la sua quarta finale su quattro in carriera. Sono felice è il mio secondo titolo in carriera non so cosa dire. Faccio i complimenti alla mia avversaria e le auguro buona fortuna per il futuro” ha detto Yastremska durante la premiazione.

L’inizio del match è tutto a favore della tennista ucraina che sceglie di partire al servizio. Nonostante qualche incertezza iniziale Yastremska esce fuori dai momenti di difficoltà con grande personalità. Servizio e colpi da fondo la aiutano a portarsi subito sul 3 a 0; l’australiana è incerta e insicura soprattutto con il dritto. La tennista australiana non è incisiva e solida da fondo e appena accorcia i colpi, la diciottenne ucraina la punisce con un vincente. Il martellamento della numero 48 prosegue con Yamstemska che, dopo poco più di venti minuti di gioco, si porta sul 5 a 0. È in questo momento, però, che Tomljanovic prova a lasciare andare i colpi e a conquistare i primi game dell’incontro. Ajla conquista il suo primo game dell’incontro, strappa la battuta all’ucraina ma nel momento esatto in cui si trova a servire per allungare il set non riesce a fare la differenza. Gli errori dell’australiana proseguono mentre l’ucraina trova delle interessanti soluzioni sia con il dritto che con il rovescio e chiude, dopo 34 minuti di gioco, il primo set per 6 giochi a 2.

 

Tomljanovic, a questo punto, prova a scrollarsi di dosso il parziale perso e inizia ad essere più precisa con i colpi da fondo: il dritto inizia ad essere più sciolto ed è preciso ed angolato. L’australiana, rispetto al primo set, riesce a muovere meglio l’avversaria che, a sua volta, inizia a sbagliare troppo. Tomljanovic sale sul 3 a 2 e continua a dimostrarsi molto solida, mentre Yastremska aumenta il numero dei gratuiti. L’ucraina perde lucidità, non controlla gli scambi e non appare veloce e brillante come lo era stata nel primo parziale. L’australiana, invece, spazzola le righe: questo le dà l’opportunità di andare sul 5 a 2 e chiudere il parziale con il servizio. Tomljanovic chiude sul 6 a 2 e porta la finale del WTA International thailandese al terzo set.

L’ucraina sembra iniziare meglio e ritrova quella continuità dimostrata nel primo parziale ma la rimonta dell’australiana non si fa attendere. I game iniziano a diventare lottati e nel quinto gioco dopo un recupero in corsa Yastremska, sul 30 pari, commette invasione e concede la palla break. Break point che, però, viene subito annullato. A prevalere è la maggiore solidità ella numero 49 del mondo che sale 3 a 2. Nonostante le difficoltà e i tentativi di rimonta da parte della diciottenne, Tomljanovic, mantenendo velocità e profondità negli scambi, tiene il servizio e soprattutto, difendendo bene il campo e dopo quattro palle per il doppio break grazie ad un doppio fallo di Yastremska, conquista anche il settimo game. A questo punto l’ucraina chiede l’intervento del terapista per un problema alla coscia e Tomljanovic, nonostante due turni di battuta a disposizione non riesce a chiudere il match.

L’australiana dimostra di patire psicologicamente la mossa della sua avversaria, apparsa particolarmente performante dopo il suo rientro in campo. Tanto pimpante da sfruttare le incertezze dell’australiana e portarsi avanti 6 a 5, prima di ‘accettare’ il tie-break come resa dei conti che appare invece già beffarda per Tomljanovic, in controllo della partita appena pochi minuti prima. Il primo punto del tie-break è intenso e lottato e la prima a cedere è proprio l’ucraina, che però non molla; si gioca sul filo dell’equilibrio fino al 3 pari quando Dayana riesce ad imporre la sua potenza e a conquistare 4 punti consecutivi. Yastremska conquista quindi il secondo titolo della carriera e da lunedì sarà numero 34. Dopo aver rotto la barriera della top 50 appena sette giorni fa, diventa anche la prima giocatrice nata nel nuovo millennio a entrare tra le prime 40.

Per Tomljanovic, invece, si tratta della quarta finale persa sulle quattro disputate in carriera. L’australiana, però, grazie ai punti ottenuti salirà in classifica dall’attuale numero 49 fino al numero 41. Anche Ajla raggiungerà quindi tra poche ore il suo miglior piazzamento in classifica.

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WTA

A Maiorca ritorno con vittoria per Sharapova. Osaka la spunta a Birmingham

Masha soffre per un set, poi ha vita facile contro Kuzmova. Anisimova annulla un match point e rimonta, Azarenka cede a Garcia dopo un gran inizio. In Inghilterra Osaka coi denti, poi la pioggia

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Naomi Osaka (foto via Twitter, @the_LTA)

Non dev’essere facile essere Maria Sharapova e non poterlo dimostrare sul campo. Non dev’essere facile soffrire come una bestia per un set intero, il primo, per tenere testa all’entusiasmo di una ragazzotta di buone speranze come Viktoria Kuzmova, sua avversaria nel turno inaugurale dell’International maiorchino. Ferma da più di quattro mesi per colpa della solita spalla ballerina nuovamente operata, Maria ha accettato di buon grado l’invito offertole dagli organizzatori del torneo di Maiorca con l’intento di ritrovare confidenza, come si dice, in vista del ritorno sugli amati campi di Church Road: il primo test è stato probante e certamente utile.

Il match è finito in discesa ma non è stato lontano dal trasformarsi in una ripidissima scalata, in fondo a un primo tempo giocato sul filo del rasoio e chiuso al tie break al secondo set point dopo che Masha era stata costretta a salvarne un paio a sua volta. Non solo, poco prima, messa in difficoltà dalle buone abilità in risposta e dall’encomiabile capacità di generare angoli acutissimi della giovane rivale, Sharapova nell’undicesimo gioco era stata obbligata a rispondere per salvare capra e cavoli, riuscendovi grazie a qualche missile vintage sulle righe e alla scarsa abitudine di Kuzmova a fronteggiare simili personalità.

Risolto il dilemma, nel secondo set Masha si è sciolta in maniera inversamente proporzionale all’avversaria delusa, alla quale ha concesso la miseria di sei punti nell’intero parziale. Salva l’ex numero uno del mondo – per lei possibile secondo turno contro Angie Kerber, oggi piazzata in chiusura di programma -, e salva Amanda Anisimova: al battesimo stagionale sull’erba la teenager del New Jersey ha rischiato grossissimo contro Tereza Martincova, qualificata e discreta erbivora, vincendo in rimonta dopo aver annullato anche un match point nel tie break del secondo. Niente da fare invece per Vika Azarenka, alla quale non è stato sufficiente un entusiasmante primo set dal sapore antico per aver la meglio su Caroline Garcia, in fase di ritrovata fiducia dopo il successo raccolto a Nottingham un paio di giorni fa.

 

Meno carne al fuoco quest’oggi a Birmingham, anche a causa della pioggia che, come d’abitudine, ha costretto tutti a un’interruzione tutt’ora protraentesi. Per ciò che riguarda gli incontri completati, da segnalare il sofferto successo ottenuto dalla numero uno del mondo Naomi Osaka contro Maria Sakkari, non certo una specialista del verde, e il ritorno alla vittoria di Jelena Ostapenko contro Iga Swiatek, non ancora a suo agio sui campi in erba, alla quale ha lasciato appena due giochi. Niente festa, infine, per Ekaterina Aleksandrova, ieri segnalata dal computer al best ranking di numero cinquanta WTA, battuta in due da Petra Martic.

Birmingham, primo turno:

P. Martic b. E. Alexandrova 6-3 7-5
[8] J. Goerges b. D. Yastremska 3-6 6-4 6-3
[Q] Kr. Pliskova b. [Q] V. Tomova 6-3 6-4
J. Ostapenko b. [Q] I. Swiatek 6-0 6-2
[1] N. Osaka b. M. Sakkari 6-1 4-6 6-3
Y. Putintseva b. [WC] H. Dart 6-1 6-4

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Maiorca, primo turno:

O. Jabeur b. [Q] K. Juvan 7-5 7-6(5)
[2] A. Sevastova b. [Q] V. Lepchenko 6-3 7-6(5)
[WC] S. Stosur b. S. Zheng 6-4 7-5
[Q] S. Rogers b. S. Zhang 6-2 6-2
A. Anisimova b. [Q] T. Martincova 3-6 7-6(7) 6-4
[6] C. Garcia b. V. Azarenka 1-6 6-4 7-5
[WC] P. Badosa Gibert b. A. Riske 6-7(2) 7-5 7-5
[WC] M. Sharapova b. V. Kuzmova 7-6(8) 6-0
A. Cornet b. [Q] S. Sorribes Tormo 6-0 6-1
[1] A. Kerber b. [Q] Y. Bonaventure 7-5 4-6 6-2

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ATP

Ad Halle Federer si sente a casa: stavolta Millman cede in due set

Roger, all’esordio stagionale su erba, supera l’australiano che l’aveva eliminato allo scorso US Open. Il secondo turno sarà un classico contro Tsonga

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Roger Federer - Halle 2019 (foto via Twitter, @ATPHalle)

Dopo aver dimostrato che è ancora in grado di vincere qualche incontro anche sul rosso, Roger Federer torna sugli amati prati di Halle in cerca del decimo titolo – anzi, der zehnte, come più o meno dicono in Vestfalia – che gli varrebbe anche la seconda testa di serie a Wimbledon.

Il primo ostacolo è John Millman, lo sconosciuto che allo scorso US Open aveva eliminato Fabio Fognini al secondo turno e che poi si era regalato un quarto d’ora abbondante di celebrità e una classifica insperata battendo proprio il fenomeno di Basilea, cosa che aggiunge un po’ di pepe a questa sfida e appesantisce ulteriormente l’obbligo di vincere da parte di Federer. Inoltre, forse per la nazionalità, forse perché ha due tronchi al posto delle gambe, sull’erba l’australiano non sembra affatto fuori dal suo ambiente.

Se, poi, citiamo Federer (“l’erba non ti perdona, perdere un attimo la concentrazione può costarti il set. Millman non ti regala mai nessun punto, è un esordio abbastanza duro”), ecco spiegata la tensione portata in campo quest’oggi dal numero tre del mondo. Tuttavia, pur con un avversario poco disposto a fare da spalla, un’ottima giornata al servizio e la ricerca costante del comando degli scambi a prescindere da qualche errore di troppo consentono al venti volte campione Slam di vincere 7-6 6-3 senza correre veri rischi.

IL MATCH – Federer inizia in risposta, ma è lui che dirige il gioco andandosi a prendere i primi due punti con altrettanti dritti devastanti; è però lo stesso dritto a tradirlo subito dopo con tre errori, il secondo colpendo male una palla comoda da attaccare. Tenuto agevolmente il turno di battuta, sono ancora i gratuiti dal lato destro che gli impediscono di approfittare della non eccelsa percentuale di prime australiane.

Millman, per ora, non fa molto: non è in grado di allungare lo scambio contrastando efficacemente le accelerazioni e, giustamente, non rischia più del necessario nelle situazioni neutre visto che i regali arrivano anche dal rovescio svizzero, tanto che scappa pure una parolaccia in tedesco. Un nastro vincente precede il primo vero punto da Roger erbivoro (volée smorzata sull’attacco in controtempo), ma il servizio solido di John trova la complicità della risposta e sfuma un’altra occasione di andare a palla break.


Sul 4 pari, Millman trae visibilmente fiducia da uno scambio durissimo vinto sulla diagonale di dritto e non concede più nulla in battuta; qualche brivido al dodicesimo gioco con doppio fallo e dritto sbagliato da Federer, ma raggiunge l’avversario per il tie-break. Doppio fallo di Millman sul 2-1 e Roger va subito a prendersi un altro punto seguendo lo slice di rovescio, una biscia corta e insidiosa che la mano australiana non può gestire. Lo svizzero sale in cattedra e si prende il parziale oscurando l’altro, incapace di muovere il punteggio. Per Federer, due punti persi sulle 22 prime in campo, i gratuiti (totali e di dritto) che superano di un paio di unità i vincenti, mentre spicca quel 71% di seconde trasformato da Millman.

Si ricomincia con entrambi i contendenti ben centrati sui propri turni di battuta, almeno fino al sesto gioco quando, sul servizio del n. 57 ATP, si vedono le prime palle break dell’incontro: fallita la prima con uno sventaglio ampiamente largo, sulla seconda Roger accetta lo scambio lungo e incamera l’errore del trentenne di Brisbane. Giusto per creare un po’ di suspense, quello meno giovane va sotto 0-30 nel game successivo, ma oggi è intoccabile al servizio.

John resta in scia e, in battuta sul 5-3, Federer si inguaia con una volée di rovescio orrenda, mentre Millman guadagna una palla per rientrare con il quarto vincente di dritto. Lo svizzero rimette le cose a posto con il servizio e, per la 17a volta in altrettante apparizioni, passa al secondo turno dove troverà Jo-Wilfried Tsonga (11-6 i precedenti a favore dello svizzero) che ha superato Benoit Paire; il francese più folle ci ha messo del suo per agevolare la vittoria del compatriota, con tre doppi falli che gli sono costati il break in apertura e il nervosismo espresso nel corso dell’intero parziale; l’equilibrio del secondo set si è invece spezzato all’undicesimo gioco quando è stato ancora Paire a perdere la battuta.

 

GLI ALTRI INCONTRI – Oltre alle vittorie azzurre delle quali ci racconta il nostro inviato, nessun problema per il campione in carica Borna Coric che si libera in due set di Jaume Munar e raggiunge agli ottavi il qualificato Joao Sousa, autore dell’eliminazione di Jannik Sinner nel tabellone cadetto. Un break per set e 68 minuti sono sufficienti a Jan-Lennard Struff per superare l’ostacolo Laslo Djere che, al suo terzo incontro di sempre sull’erba, manca ancora l’appuntamento con la vittoria. A dispetto della semifinale della scorsa settimana a Stoccarda, la superficie non è la preferita neanche del tedesco che, però, fa valere il suo servizio (31 punti su 34 prime in campo e una buona conversione anche con la seconda battuta). Contro Karen Khachanov, si preannuncia una sfida a “spacca la palla”.

La bella prova del classe 2000 Rudolf Molleker si ferma nel tie-break del secondo set quando, sul match point a favore, il suo lob finisce appena lungo e il qualificato Sergiy Stakhovsky, sempre pericoloso sull’erba, prende il sopravvento e chiude 6-2 al terzo. Bastano cinquanta minuti a David Goffin per liberarsi Guido Pella, mentre il numero 7 del seeding Roberto Bautista Agut annulla quattro set point a Taylor Fritz nel tie-break del primo set poi poi dilagare nel secondo parziale.

Risultati:

[1] R. Federer b. J. Millman 7-6(1) 6-3
[WC] J.W Tsonga b. B. Paire 6-4 7-5
R. Gasquet b. [WC] P. Gojowczyk 6-3 6-4
[7] R. Bautista Agut b. T. Fritz 7-6(10) 6-0
[4] B. Coric b. J. Munar 7-6(2) 6-3
[Q] S. Stakhovsky b. [WC] R. Molleker 3-6 7-6(6) 6-2
M. Berrettini b. [6] N. Basilashvili 6-4 6-4
[Q] A. Seppi b. [Q] M. Moraing 6-4 7-6(4)
J. Struff b. L. Djere 6-4 6-4
D. Goffin b. [8] G. Pella 6-1 6-1

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ATP

Berrettini non si ferma: sarà derby contro Seppi ad Halle

HALLE – Il campione di Stoccarda, ancora intoccabile al servizio, doma un ostico Basilashvili. Andreas è più solido del tedesco Moraing, ottimo solo alla battuta

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Matteo Berrettini - Stoccarda 2019 (foto via Twitter, @MercedesCup)

da Halle, il nostro inviato

Matteo Berrettini conquista il secondo turno di Halle (sarà derby azzurro con Seppi) battendo in due set tirati, sempre sul filo dell’equilibrio, la tds n.6 Nikoloz Basilashvili. Il georgiano, n.17 del mondo, ha offerto una resistenza ferrea, con un servizio efficace e un dritto molto esplosivo. Matteo, n. 22 da ieri, ha risposto con fondamentali superiori e maggiore solidità, mostrando inoltre recuperi in allungo davvero efficaci e spettacolari.

Quando il neocampione di Stoccarda e il vincitore di Pechino e Amburgo 2018 cominciano il match, il colpo d’occhio di pubblico è molto deludente, nonostante sia ampiamente terminato l’orario lavorativo e nel piccolo paese della Vestfalia il caldo torrido del match tra Seppi e Moraing ha fortunatamente lasciato il passo a un venticello frizzante e un clima molto gradevole. Nessuna sorpresa, perché fra pochi minuti, nel ben più imponente Centrale, sta per esordire Sua Maestà Roger Federer. Quando il Re dei Re, come lo chiamava Filo Volandri dopo l’exploit della carriera (la sua vittoria contro Roger a Roma 2007) e John Millman cominciano la loro partita, i fedelissimi di Berrettini e Basilashvili diventano ancora meno e faticano a superare il centinaio. All’angolo del ventitreenne romano c’è solo il tecnico FIT e coach Umberto Rianna, con cui il campione di Gstaad 2018 condivide le esultanze cercandone lo sguardo.

 

Sembra proprio il match degli irriducibili, quelli che preferiscono l’Italia a Federer. Non ci crederete, ma ne abbiamo trovati due proprio oggi sotto la canicola di Seppi-Moraing. Padre e figlio di Treviso, qui apposta per il torneo, non per lavoro o perché già erano in zona. In realtà il fanatico e patriottico è il padre, mentre il figlio sembra il sincero amatore poco informato e sequestrato dal genitore malato di tennis. Attempato, ma comunque più giovane di un anno del decano Direttore…. “Scanagatta? Ma certo, me lo ricordo benissimo ai tempi di Tele più con Tommasi, Clerici e Lombardi, ma ora quindi è online?”. Evidentemente è rimasto al tennis da tubo catodico, al punto che, dopo avergli spiegato l’esistenza di Ubitennis, ci chiede: “Allora anche su Ubitennis trasmettete il torneo di Halle?”. Meraviglioso, ma prima di lasciarci il nostro eroe d’altri tempi sentenzia: “Oggi Italia 2 vittorie su 2”. Fissato ma perfetto, chapeau!

Quanto a Berrettini, non deve essere stato facile per lui sfidare uno in completo bianco e perfetto per Wimbledon (con tanto di fascia in testa e polsini su entrambe le braccia), in un palcoscenico semivuoto mentre dal Centrale giungevano, regolarmente durante ogni pausa, le canzoni dance sparate a palla. Per un attimo, la piccola e tranquilla Halle sembrava la tennisticamente folle New York, dove i campi secondari vengono investiti dalla discoteca dell’Arthur Ashe. In realtà, l’azzurro non ha fatto caso né al deserto né alla dance, ormai è un professionista completo: “Avrei anche potuto giocare in un campo deserto, solo io e Nikoloz, non sarebbe cambiato nulla, anche se all’ingresso in campo mi ha fatto effetto passare dal tutto esaurito della finale di Stoccarda a qui).

SEPPI FREDDO NELLA CANICOLA – Andreas Seppi supera il qualificato tedesco Moraing, ottimo servizio e basta, ma sull’erba e col caldo torrido dell’assolato campo 2 non è stata una passeggiata. L’avversario, n.223 del mondo, è stato sempre attaccato all’azzurro e i servizi hanno dominato il match. Seppi, oggi n.65 ATP, ha un po’ difettato in risposta, ma è stato quasi sempre superiore quando lo scambio andava oltre i quattro colpi e sempre nei momenti decisivi.

Sul finire di primo set, ha prima annullato una pesante palla break sul 4 pari 30-40 portando all’errore Moraing, poi nel gioco seguente ha piazzato lo scatto decisivo sul 30 pari, quando l’ennesimo gratuito di Mats (che con Wilander condivide solo il nome di battesimo) e un bel dritto in avanzamento gli hanno dato la prima partita. Intanto, durante il break sul 4-3 Seppi, nascosto tra gli spettatori che entrano ad occupare i posti di chi se ne va, scorgiamo Jannik Sinner mentre si accomoda nel seggiolino a sinistra di Max SartoriDavanti a lui, dall’inizio del match, siede Michela, la deliziosa moglie di Andreas, in un abito rosso con motivi bianchi al contempo sportivo ed elegante.

Nel secondo parziale il mancino dal completo avveniristico (“Sembra un Avenger sul campo da tennis”, osserva il giovane nostro compatriota seduto al nostro fianco in tribuna) sale di livello e riduce i gratuiti abbastanza per arrivare al tie-break. Qui un dritto largo sul 3 pari, seguito da un ace e un servizio vincente di Seppi, danno all’ex kid di Caldaro 3 match-point. Il secondo è quello buono e il “Bravo Seppio!” di coach Max Sartori accompagna l’approdo al secondo turno del finalista 2015. Al secondo turno sfiderà Matteo Berrettini.

Risultati:

[1] R. Federer b. J. Millman 7-6(1) 6-3
[WC] J.W Tsonga b. B. Paire 6-4 7-5
R. Gasquet b. [WC] P. Gojowczyk 6-3 6-4
[7] R. Bautista Agut b. T. Fritz 7-6(10) 6-0
[4] B. Coric b. J. Munar 7-6(2) 6-3
[Q] S. Stakhovsky b. [WC] R. Molleker 3-6 7-6(6) 6-2
M. Berrettini b. [6] N. Basilashvili 6-4 6-4
[Q] A. Seppi b. [Q] M. Moraing 6-4 7-6(4)
J. Struff b. L. Djere 6-4 6-4
D. Goffin b. [8] G. Pella 6-1 6-1

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