Kvitova testimonia contro il sospettato della sua aggressione

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Kvitova testimonia contro il sospettato della sua aggressione

La ceca racconta i dettagli del tragico incidente di due anni fa. “Ho urlato e c’era sangue dappertutto.” Il sospettato, Radim Zondra, rischia una pena detentiva di 12 anni

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Un’altra battaglia per Petra Kvitova. La ceca dopo la straordinaria cavalcata agli Australian Open, simbolo inequivocabile della sua rinascita dopo la tragica aggressione di due anni fa, è tornata in patria per testimoniare nel processo contro Radim Zondra, il principale sospettato della suddetta aggressione. Kvitova non è entrata nell’aula del tribunale, ma ha prestato la sua testimonianza in una stanza separata per evitare di incontrare l’accusato.

La due volte campionessa di Wimbledon ha raccontato l’accaduto nei minimi dettagli. Da come ha aperto la porta pensando che si trattasse di un controllo antidoping a come poi l’uomo si sia spacciato invece per un controllore della caldaia, puntandole poi un coltello alla gola mentre lei apriva l’acqua calda in bagno. Petra ha poi cercato di allontanare da sé l’arma ferendosi ripetutamente e gravemente le dita e i tendini della mano sinistra. Disperata ha offerto del denaro all’aggressore, che ha accettato e ha lasciato l’abitazione con 10,000 corone ceche in tasca (circa 343 euro).

Ho urlato e c’era sangue dappertutto.” Queste le parole che descrivono con dura semplicità la terribile scena. Ora forse l’incubo sta definitivamente volgendo al termine. In campo Petra, con la finale in Australia, ha già dimostrato di essersi lasciata tutto alle spalle. “Non sapevo neanche se sarei riuscita riprendere la racchetta in mano. Non posso credere di aver giocato di nuovo una finale Slam.” Ora anche in tribunale giustizia potrebbe essere fatta. Zondra rischia una pena detentiva fino a 12 anni, se fosse dichiarato colpevole. L’augurio è che la vicenda si concluda in fretta e che Petra possa ritrovare definitivamente la serenità, così da concentrarsi esclusivamente sul tennis.

 

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ATP Winston Salem: wild card per Monfils

Il francese ha accettato l’invito dell’ultimo torneo di preparazione allo US Open

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Gael Monfils - Indian Wells 2022

È stata presa con grande soddisfazione dagli organizzatori, la notizia che Gael Monfils ha accettato la wild card per giocare il torneo di Winston Salem. L’ATP 250 si disputerà dal 20 al 27 agosto e tra gli iscritti vede gli italiani Musetti, Fognini e Sonego. 

“Siamo entusiasti – ha dichiarato Jeff Ryan, direttore del torneo – di dare il benvenuto a Gael di nuovo a Winston Salem. I tifosi apprezzeranno l’opportunità di vederlo protagonista sui nostri campi”.

Monfils fu protagonista dell’edizione 2013 del torneo, quando arrivò in finale perdendo da Jurgen Melzer. Tra gli iscritti in tabellone, anche Thiem, Carreno Busta, Tiafoe e Paul. “Con l’aggiunta di Gael e altre due wild card da assegnare, pensiamo che il parco giocatori da offrire ai nostri tifosi sia uno dei migliori mai visti prima”, ha commentato Ryan. I nomi delle due wild card saranno annunciati nei prossimi giorni. 

 

Paolo Pinto

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WTA Toronto: anche Swiatek è umana, Haddad Maia lotta e vince con merito

Prestazione eccessivamente fallosa col dritto per la n.1 Iga Swiatek. La brasiliana Beatriz Haddad Maia caparbia e aggressiva fin dall’inizio la spunta in tre set

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Iga Swiatek - Adelaide 2022 (Twitter - @AdelaideTennis)

B. Haddad Maia b. [1] I. Swiatek 6-4 3-6 7-5

Finisce con l’ennesimo dritto sbagliato della sua partita il torneo di Iga Swiatek al National Bank Open di Toronto. La n.1 del mondo è stata sconfitta 6-4 3-6 7-5 in tre ore di gioco da Beatriz Haddad Maia, che diventa la prima brasiliana a raggiungere i quarti di finale in un torneo WTA 1000. Per la n.24 si tratta del primo successo su una numero 1, mentre per Swiatek è la sesta sconfitta in stagione, una delle peggiori forse in termini di livello di tennis ma non di carattere.

Il tabellone completo del WTA 1000 di Toronto

 

IL MATCH – La mancina brasiliana ha saputo resistere alla grande alle accelerazioni di dritto di Iga, rispondendo sempre colpo su colpo. Anzi ben presto è Haddad Maia ha prendere il controllo degli scambi, mettendo a segno il break che decide il primo set nel quinto game, subito confermato a ‘0’. Senza concedere neanche palle break, Haddad Maia si invola verso un 6-4 meritatissimo, nel quale entrambe le tenniste hanno giocato in maniera aggressiva e lineare cercando spesso la rete, e la maggior brillantezza della n.24 del mondo ha fatto la differenza. Bilanciata da troppi errori di Swiatek.

Uno dei momenti chiave del secondo set si verifica già nel primo, interminabile, game dove Swiatek annulla 5 palle break alla brasiliana. Le due tenniste, vittime della pressione, iniziano a sbagliare con più frequenza nel momento di chiudere il game, e quella che pian piano inizia a ritrovare il ritmo è la n.1 del mondo. Questa maggior fiducia si manifesta in due palle break consecutive in favore della polacca sul 2-1 ma, nel momento di lasciare il segno, i colpi di Iga tornano a sfarfallare causando errori gratuiti. Il match prosegue sui binari dell’equilibrio e dell’incertezza, con svariate occasioni da ambo i lati, e con gli scambi che assumono sempre di più la forma di un braccio di ferro. L’opaca prestazione di Swiatek – oggi troppo fallosa per i suoi standard – è certificata anche da questo dato: il primo break in suo favore arriva dopo un’ora e 38 minuti di match. Di positivo è che si rivelerà decisivo nell’economia del secondo set, apportando benefici anche nel resto del suo gioco.

Con dritto e servizio sulla via della guarigione, la 21enne polacca ritorna in parità chiudendo il secondo set 6-3. Purtroppo per lei però, Beatriz è un osso dure e il suo black out dura poco; ad inizio terzo set la brasiliana con una buona dose di grinta (anche vocale) resta aggrappata al match, mentre Iga costantemente alla ricerca del suo gioco, appare a tratti persino scoraggiata. Anche questo sentimento però è passeggero, e con l’avvicinarsi del traguardo le due tenniste vogliono assicurarsi di lasciare tutto in campo. Inutile a questo punto fare il conto delle occasioni (sfruttate e mancate a bizzeffe) con Swiatek avanti anche 4-2 e servizio ma subito riacciuffata. 

L’impressione tuttavia, anche nei rari scambi in cui la n.1 prende il sopravvento, è che sia Beatriz Haddad Maia la più convinta di poter agguantare la vittoria, e alla fine così sarà. La suspense però rende intrigante anche il finale di questo match dove a più riprese la polacca concede match point in risposta. Il primo sul 5-4 viene annullato con un ace centrale, ma un paio di game più tardi, sul 6-5, la resistenza di Swiatek finisce per cedere e un dritto largo regala a Haddad Maia la gioia più grande della sua carriea.

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WTA Toronto: a Giorgi non basta un match point, troppo solida Pegula. Fuori la campionessa in carica

Match colmo di rimpianti per l’azzurra Camila Giorgi, rimontata da Jessica Pegula. Vincitrice del torneo nel 2021, questa sconfitta al 3° turno le costerà l’uscita dalla top 60

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Camila Giorgi - Montreal 2021 (foto Instagram WTA)

[7] J. Pegula b. C. Giorgi 3-6 6-0 7-5

Paganini non ripete, si diceva, e a quanto pare anche Camila Giorgi è di quest’avviso. Ma nel suo caso, la mancanza di ripetizione nel vincere l’Open del Canada, o quantomeno arrivare in fondo, è una tragedia, sportivamente parlando. La meritata vittoria di Jessica Pegula, brava a crederci e a fare sempre il suo compito senza permettere alla maceratese di prendere troppo in mano la bussola, arriva per 3-6 6-0 7-5, ma soprattutto porta l’impossibilità di difendere i 900 punti in scadenza, e automatica discesa fino al n.65 del ranking per Giorgi. Restano i rimpianti di un set di vantaggio, un break nel terzo set, e anche un match point, tutti infrantisi sul muro della costanza dell’americana (oltre che su un servizio troppo assente), che si dimostra n.7 al mondo non per caso. Trova il terzo quarto di finale 1000 dell’anno Pegula, dopo Miami e Madrid (dove si arrese solo in finale a Jabeur) e si mette in prima fila per un posto tra le protagoniste dell’estate. Per quanto riguarda Camila, la speranza è che riparta con la giusta testa per scalare la classifica e tornare dove merita.

Il tabellone completo del WTA 1000 Toronto

 

IL MATCH – Stessa partenza del match contro Raducanu: orrendo game al servizio di Giorgi, 7 seconde su 10, e chiaramente possibilità per Pegula di spingere con consistenza e portare a casa il break. Ma appunto, ciclicamente, il game in risposta che segue si snoda tra buoni cambi e spinte col rovescio di Camila e qualche gratuito dell’americana, che rimettono subito in parità la partita. In risposta, anche sfruttando il lato del campo a favore di vento (violento oggi a Toronto) la n.2 d’Italia continua a tenere un livello impressionante, ingestibile sul lato del rovescio, che riesce a giocare per quanto Pegula provi ad evitarlo cercando il dritto. E così, altro break, che stavolta vale il vantaggio a Giorgi. Col proseguire del set le cose si mettono ancora meglio per l’azzurra, imponente da fondo anche con il dritto, e pochi errori a referto in proporzione ai rischi corsi. Camila riesce ad alzare il livello anche al servizio, più regolare e incisivo, impedendo dunque da un lato di trovare ritmo a Pegula, dall’altro rendendolo impossibile anche rispondere come sa e allungare un po’ lo scambio. Una partenza un po’ a rilento, e un finale in crescendo, regalano dunque il primo set per 6-3, meritatamente, a Giorgi, a segno in tre degli ultimi 4 giochi in risposta.

Il secondo set segue in avvio le orme del primo, ma in maniera drasticamente peggiore, vedendo un doppio break a favore di Pegula. L’americana, complice una Giorgi ora un po’ più evanescente, sembra più decisa e in ritmo, come se avesse trovato le adatte contromisure alle accelerazioni dell’azzurra, e può essere la vera chiave della partita. Troppo lungo il blackout di Giorgi, , che appare scollegata e in 24 minuti perde rovinosamente 6-0 un parziale da dimenticare, mai realmente iniziato (terzo bagel dell’anno per Camila). Ma, per quanto le sue colpe siano alte, vanno comunque celebrati i meriti della sua avversaria, ora decisamente in palla e solida, brava a tenere su ogni punto e accelerare quando può, neutralizzando i vincenti di Giorgi, che chiude con un saldo di meno 11 tra colpi definitivi e non forzati.

Il terzo set si apre sull’equilibrio, grazie a una Giorgi che riesce a restare a galla e trova a tratti qualche sprazzo di ciò mostrato inizialmente in risposta, ma con poca soluzione di continuità; idem però la Pegula, solida al servizio, regolare da fondo, ma incapace dello strappo. Nel sesto gioco ecco però il graffio di Camila, complici due doppi falli in apertura di game dell’americana, che danno coraggio all’azzurra, propositiva e pronta anche ad avanzare all’occorrenza, così da andarsi a prendere di prepotenza un pesante break proprio nel momento in cui l’avversaria sembrava aver trovato la quadratura. Brava però a non scomporsi Pegula nel gioco successivo, in cui continua ad andare a segno da dietro, mettendo pressione a Giorgi, che sciorina errori in serie regalando un immediato contro-break. Spreca un match point l’azzurra, buttando via la risposta nel decimo game, un’altalena di doppi falli e prime vincenti da parte di Pegula. Purtroppo l’occasione pesa in Camila, che gioca il primo brutto game al servizio del set, chiudendolo con un doppio fallo e mandando l’americana a servire per il match senza che abbia dovuto chissà quanto impegnarsi. E l’impegno è minimo anche al momento di chiudere per la n.7 del seeding, che non trema, sale sul carro degli errori di Giorgi con l’ennesima prova di regolarità e porta a casa un set in cui ha avuto più coraggio e più serenità, strappando per il secondo anno consecutivo il pass per i quarti di finale dell’Open del Canada, dove partirà da chiara favorita contro una tra Riske e Putintseva.

Il tabellone completo del WTA 1000 Toronto

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